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EmergenzAutismo scrive alla Società Italiana di Pediatria



 


Gent. Prof. Alberto Ugazio,
siamo un movimento di genitori di bambini, ragazzi e adulti con autismo e disturbi correlati, nato intorno al portale EmergenzAutismo , e ci rivolgiamo a lei in qualità di Presidente della Società Italiana di Pediatria per portare alla vostra attenzione due nuovi studi che riguardano i nostri figli, pubblicati il 4 Gennaio 2010 sulla rivista Pediatrics, il giornale dell’Accademia Americana dei Pediatri (AAP).

I due articoli (di cui la nostra organizzazione ha tradotto gli Abstract, pubblicati al link http://www.emergenzautismo.org/content/view/733/48/), entrambi sui disordini gastrointestinali in soggetti con autismo, sottolineano la validità e l’utilità di una valutazione gastrointestinale e delle cure appropriate nei bambini con autismo o con uno dei disordini dello spettro.

Il primo,Valutazione, diagnosi, e trattamento dei disordini gastrointestinali in soggetti con autismo: una relazione consensuale, è una revisione della letteratura medica concernente l’autismo e i sintomi gastrointestinali condotta da una equipe di esperti che sono giunti alle seguenti conclusioni:

• Nei soggetti con autismo si riscontrano comunemente disturbi medici, tra cui problemi gastrointestinali, ma dal momento che i sintomi possono essere atipici queste condizioni mediche possono essere non diagnosticate

• Soggetti con autismo i cui familiari soffrono di sintomi intestinali devono essere sottoposti a valutazione gastrointestinale.

• La cura di persone non-verbali o con difficoltà nella comunicazione, o autolesionisti o che presentano altri problemi comportamentali presenta speciali difficoltà, ma l’approccio per la valutazione e la diagnosi di possibili problemi medici alla base, e in particolare i disordini gastrointestinali, non dovrebbe essere diverso dagli standard di cura che si seguono per persone non autistiche.

• Le difficoltà di comunicazione caratteristiche dell’autismo possono portare a manifestazioni inusuali di disturbi gastrointestinali, come per esempio problemi del sonno e problemi comportamentali.

• Bisogna cominciare ad affrontare i problemi gastrointestinali copresenti in soggetti con autismo generalmente con le prime cure fornite e devono essere garantiti consulti multidisciplinari.

• Resoconti aneddotici che diete restrittive possono migliorare i sintomi autistici in alcuni bambini non sono state confermate o negate dalla letteratura medica, sebbene questi dati non indagano sulla possibilità che esista un sottogruppo di soggetti che possono rispondere a tali diete.

• Integrare un approccio biomedico e comportamentale può essere vantaggioso nel concettualizzare il ruolo del dolore come causa di problemi comportamentali, facilitando la diagnosi e il trattamento di sintomi dolorosi per migliorare la qualità della vita.

Il secondo articolo, Consigli per la valutazione e il trattamento di problemi gastrointestinali comuni in bambini con disordini dello spettro autistico, fornisce ai pediatri le linee guida per trattare dolori addominali, stitichezza cronica e reflusso gastrointestinale. Questo documento riconosce che l’ espressione di malattie gastrointestinali può essere diversa nei soggetti nello spettro autistico e conclude che comportamenti insoliti possono essere il risultato di disordini gastrointestinali.

Per anni una relazione causale tra disordini gastrointestinali e le caratteristiche comportamentali dei bambini con disordini dello spettro autistico è stata denunciata dai genitori, ma negata dalla medicina ufficiale, ma oggi questo documento miliare riavvicina le due posizioni, ammettendo finalmente che alcune manifestazioni comportamentali dei pazienti con ASD, come per esempio autolesionismo o problemi con il sonno, possano avere una causa gastrointestinale.

Questo studio è stato fortemente voluto dall’Autism Research Institute (ARI) e da altre associazioni analoghe, nella consapevolezza che molti soggetti con autismo soffrissero di problemi gastrointestinali non curati, ed è stato condotto da una equipe di 27 affermati medici e ricercatori che si sono riuniti il 29 e 30 Maggio 2008 a Boston, in Massachusetts per sviluppare appunto queste linee guida che vorremmo fossero diffuse anche tra i Pediatri italiani.

E ‘ nostro obiettivo sensibilizzare la comunità medica che si occupa di questa patologia perché ricerchi la coesistenza di una sindrome intestinale e neuropsichiatrica assolutamente correlate tra loro, affrontando così il problema in modo più ampio e completo, al fine di eliminare i pregiudizi di approccio e garantire a questi pazienti i trattamenti medici che, se non vedesse coinvolte persone con disturbo dello sviluppo, sarebbero somministrati senza alcuna esitazione.  

Chiediamo cioè che la presenza di una patologia gastrointestinale sottostante, sia sempre esclusa con lo screening eziologico standard già alla diagnosi o successivamente, se in presenza di sintomi gastrointestinali misconosciuti; chiediamo che i nostri bambini vengano ascoltati anche se non possono parlare e che i loro comportamenti vengano utilizzati per ricercare i problemi alla base. I comportamenti a volte sono l'unico indizio che abbiamo per aiutare i nostri figli, sono sintomi, sono comunicazione, talvolta l'unico loro modo di parlare con noi.

Certi della sua attenzione, porgiamo i nostri saluti.

Lo Staff di Emergenzautismo


 

 

 Richiamata l'attenzione dei Pediatri sul diritto alle cure mediche
Due articoli su Pediatrics:  i comportamenti problema  sono sintomo di disturbi gastrointestinali



Il 4 Gennaio 2010 sono stati pubblicati  sulla rivista medica Pediatrics, organo ufficiale di divulgazione dell’Accademia Americana  dei Pediatri, due articoli, entrambi sui disordini gastrointestinali in soggetti con autismo. Il primo, Valutazione, diagnosi, e trattamento dei disordini gastrointestinali in soggetti con autismo: una relazione consensuale, è una revisione della letteratura medica concernente l’autismo e i sintomi gastrointestinali condotta da una equipe di esperti che sono giunti alle seguenti conclusioni:
 

  • Nei soggetti con autismo si riscontrano comunemente disturbi medici, tra cui problemi gastrointestinali, ma dal momento che i sintomi possono essere atipici queste condizioni mediche possono essere non diagnosticate.
     
  • Soggetti con autismo i cui familiari soffrono di sintomi intestinali devono essere sottoposti a valutazione gastrointestinale.
     
  • La cura di persone non-verbali o con difficoltà nella comunicazione, o autolesionisti o che presentano altri problemi comportamentali presenta speciali difficoltà, ma l’approccio per la valutazione e la diagnosi di possibili problemi medici alla base, e in particolare i disordini gastrointestinali, non dovrebbe essere diverso  dagli standard di cura che si seguono per persone non autistiche.
     
  •  Le difficoltà di comunicazione caratteristiche dell’autismo possono portare a manifestazioni inusuali di disturbi gastrointestinali, come per esempio problemi del sonno e problemi comportamentali.
     
  • Bisogna cominciare ad affrontare i problemi gastrointestinali copresenti in soggetti con autismo generalmente con le prime cure fornite e devono essere garantiti consulti multidisciplinari.
     
  • Resoconti aneddotici che diete restrittive possono migliorare i sintomi autistici in alcuni bambini non sono state confermate o negate dalla letteratura medica, ma questi dati non  indagano sulla possibilità che esista un sottogruppo di soggetti che possono rispondere a tali diete. 
     
  • Integrare un approccio biomedico e comportamentale può essere vantaggioso nel concettualizzare il ruolo del dolore come causa di problemi comportamentali, facilitando la diagnosi e il trattamento di sintomi dolorosi per migliorare la qualità della vita. 
     
 
Il secondo articolo, Consigli per la valutazione e il trattamento di problemi gastrointestinali comuni in bambini con disordini dello spettro autistico, fornisce ai pediatri le linee guida per trattare dolori addominali, stitichezza cronica e reflusso gastrointestinale. Questo documento riconosce che l’espressione di malattie gastrointestinali può essere diversa nei soggetti nello spettro autistico e conclude che comportamenti insoliti possono essere il risultato di disordini gastrointestinali.

Per anni  una relazione causale tra disordini gastrointestinali e le caratteristiche comportamentali dei bambini con disordini dello spettro autistico è stata denunciata dai genitori, ma negata dalla medicina ufficiale, ma oggi questo documento miliare riavvicina le due posizioni, ammettendo finalmente che alcune manifestazioni comportamentali dei pazienti con ASD, come per esempio autolesionismo o problemi con il sonno, possano avere una causa gastrointestinale.
Questo studio è stato fortemente voluto dall’Autism Research Institute (ARI) e da altre associazioni analoghe, nella consapevolezza che molti soggetti con autismo soffrissero di problemi gastrointestinali non curati, ed è stato condotto da una equipe di 27 affermati medici e ricercatori che si sono riuniti il 29 e 30 Maggio 2008 a Boston, in Massachusetts per sviluppare appunto queste linee guida.
 
Il Direttore dell’ARI,  Dr. Stephen Edelson, ha così commentato 

"Questo è un problema di diritti umani: ogni bambino ha diritto ad adeguata attenzione medica, abbia o non abbia l’autismo. Gli articoli pubblicati portano alla necessaria attenzione i problemi gastrointestinail che sono comunemente associati con lo spettro autistico. Le conclusioni degli articoli sono chiare: i medici devono essere attenti e sensibili a tali problemi quando hanno in cura questi pazienti; inoltre è imperativa ulteriore ricerca sulla diffusione, sulle cause e sui trattamenti appropriati”.
  
 

EmergenzAutismo vede questi due articoli come un enorme passo avanti verso il trattamento di sintomi gastrointestinali che causano inutili sofferenze a molte persone con autismo e alle loro famiglie. Queste relazioni storiche per il nostro movimento aprono la strada affinchè i pediatri comincino finalmente a curare i bambini che soffrono di diverse malattie gastrointestinali. Speriamo sinceramente che questo sia il primo passo che consentirà alle persone con autismo di ricevere le cure mediche di cui necessitano e di cui hanno diritto e chiediamo  ai genitori di sottoporre questi importantissimi documenti  all'attenzione del proprio medico.

Questa la traduzione dei due Abstract:
 

 



Valutazione, diagnosi e cura di disordini gastrointestinali comuni in soggetti con ASD: un rapporto consensuale

 

ABSTRACT

I Disordini dello Spettro Autistico (ASD) sono disordini del neurosviluppo comuni e clinicamente eterogenei. I disordini gastrintestinali e i sintomi ad essi associati sono di norma riscontrati in soggetti con ASD, ma le questioni chiave quali la diffusione e il miglior trattamento di queste condizioni non sono completamente comprese. La difficoltà centrale nel riconoscere e caratterizzare le disfunzioni gastrointestinali nell'ASD è la difficoltà di comunicazione tipica di molte persone colpite. Un gruppo multidisciplinare ha revisionato la letteratura medica, allo scopo di produrre raccomandazioni basate sull'evidenza per la valutazione diagnostica e la gestione di problemi gastrointestinali in questa popolazione di pazienti. L'opinione  consensuale degli esperti del gruppo è stata che le persone con ASD meritano la stessa accuratezza e standard di cura nel lavoro di diagnosi e cura di interesse gastrointestinale, come accadrebbe in pazienti non ASD. Chi fornisce la cura dovrebbe rendersi conto che il comportamento problema in pazienti con ASD possa essere il sintomo unico o principale di condizioni mediche sottostanti, inclusi alcuni disordini gastrointestinali. Per questi pazienti, l'integrazione di cure mediche e comportamentali, può essere di grande beneficio. Le priorità per la ricerca futura sarà identificare come migliorare la nostra conoscenza e gestione dei disordini gastrointestinali nelle persone con ASD.
 


 

Raccomandazioni per la valutazione e cura di problemi gastrointestinali comuni in bambini con ASD

 
ABSTRACT
I bambini con disordini dello spettro autistico (ASD) possono beneficiare dall'adattamento di linee guida generali pediatriche per la valutazione diagnostica del dolore addominale, stitichezza cronica e malattia da reflusso gastroesofageo. Queste linee guida aiutano i medici a determinare quando i sintomi gastrointestinali sono autolimitati e quando si debba considerare una valutazione oltre la storia medica completa ed analisi fisiche. I bambini con ASD che soffrono di disordini gastrointestinali possono presentare manifestazioni comportamentali. Sono utili da considerare le raccomandazioni diagnostiche e di cura per la popolazione pediatrica generale fino allo sviluppo di linee guida basate sull'evidenza, specifiche per pazienti con ASD.
 
 
 







 

Intervista di David Kirby
Il dr. Insel sull'incremento del numero di ASD:
"Nessun Dubbio" sui fattori ambientali


http://www.ageofautism.com/2009/12/david-kirby-dr-insel-on-rising-asd-numbers- no-question-about-environmental-factors-.html#more




Venerdì scorso, il CDC ha divulgato i dati sull'autismo anticipati già da tempo, mostrando come l'incremento medio dei disordini dello spettro autistico (ASD) tra i bambini di 8 anni, si è accresciuto di circa il 60% tra il 2002 e il 2006, con circa l'un percento dei bambini americani che ne sono colpiti.

Sempre Venerdì, il coordinatore dei massimi ricercatori nazionali sull'autismo, ha detto che la migliore diagnosi e le segnalazioni non possono "spiegare questa enorme crescita" e che "qui non c'è dubbio che ci siano componenti ambientali".

Ha aggiunto che alcuni ASD possono essere prevenuti, che alcuni bambini possono recuperare dal disordine a che un virus potrebbe plausibilmente giocare un certo ruolo in alcuni casi di autismo.

In accordo coni recenti dati del CDC, il tasso preso su 11 aree, su bambini di 8 anni nel 2002 (bambini nati nel 1994) era 60 su 10.000, e 94 su 10.000 nel 2006, in bambini nati solo quattro anni dopo, nel 1998. Una parte di questo incremento si spiega con il migliore accesso ai dati scolastici e ad altri fattori, afferma il CDC, sebbene ha aggiunto che un "reale incremento" non può essere escluso.

Alcuni dei nuovi dati sono sbalorditivi. Per esempio, il tasso registrato sui bambini di 8 anni in Arizona è schizzato verso l'alto del 95%. Sempre in Arizona, per i maschi, il tasso di ASD è arrivato a 189 su 10.000. E' arrivato a 193 su 10.000 in Missouri, cioè circa il 2% (1 su 50) del totale.

Un'altra sorpresa si ha nella differenza tra alcune categorie etniche e razziali. Nel 2006, il tasso per i bambini bianchi non-ispanici era di 102 su 10.000, ma sui bambini di colore era 76 su 10.000, una differenza del 34%, e sui bambini ispanici era di 61 su 10.000, una differenza del 67%.

Inesplicabilmente, il tassi degli ispanici in Alabama crolla durante il periodo in questione del 68%, da un già basso 19 su 10.000 a un rarissimo 6 su 10.000. Intanto, con l'eccezione dell'Arizona, il CDC afferma "la prevalenza sui bambini ispanici non cambia in modo significativo nelle altre 10 aree".

Perciò qual'è il significato di questo incremento? Ho posto questa domanda al dr. Thomas Insel, direttore dell'Istituto Nazionale di Salute Mentale e Capo dell'organo federale governativo Interagency Autism Coordinating Committee (IACC), creato per coordinare i finanziamenti prioritari nella ricerca e per i servizi per l'autismo. Questo incremento è semplicemente una montatura di una migliore diagnosi e di segnalazioni? O potrebbe esserci un incremento reale nel numero e, se sì, non verrebbero conseguentemente implicati i fattori ambientali nel ASD?

Sono rimasto sorpreso dalla franchezza del dr. Insel.

"Per quel che posso dire, il carico della prova è di coloro che credono che NON ci sia un reale aumento" mi ha confidato Venerdì il dr. Insel in una intervista telefonica. Ha affermato che i fattori come il migliore accertamento "non spiegano assolutamente questo enorme incremento" e che "bisogna prendere questo (incremento) molto seriamente; da qualsiasi punto la si guardi, non è qualcosa che possa essere spiegato attraverso la metodologia o la diagnosi".

Ha aggiunto che non ha mai visto un singolo caso di autismo durante la sua attività a metà degli anni ottanta, incluso un anno di turno in psicologia infantile. "Io volevo vedere bambini autistici. Non ne trovai" afferma. "Oggi non devo neppure uscire dal quartiere dove vivo per vedere bambini autistici."

"Perciò se c'è un reale incremento nell'incidenza anno per anno" -ho chiesto- "non deve venire considerata necessariamente la componente ambientale almeno in alcuni casi di autismo?"

"Si", ha affermato Insel. "Non penso che che nessuno affermi che è genetica al 100%. E io non penso in questi termini, che sia genetica o ambientale. Dalla mia prospettiva, è praticamente sempre derivato da entrambi. E l'unica domanda è: come possiamo arrestare questa interazione? Come possiamo superarla?"

Ma ha aggiunto "non c'è dubbio che qui si tratti di una componente ambientale".

Il dr. Insel suggeriva che ci possa essere un "gruppo" autistico nel paese, un modello che implicherebbe anche i fattori ambientali. "Può essere che la storia dei somali a Minneapolis sia un gruppo geografico importante", afferma. "Potrebbero esserci dei gruppi che sono stati realmente identificati in California. E' un po' troppo presto e non penso che i dati siano pubblici, ma ho visto dei dati in forma privata che suggerirebbero una dimostrazione di questo tipo".

E' essenziale trovare l'esposizione ambientale che può generare l'autismo, dice Insel, perché "il vero scopo qui, è pensare alla prevenzione; ciò che realmente dobbiamo fare da questo momento,è dirigere queste cifre nella direzione opposta, così invece di avere un incremento di dieci volte, potremmo vedere un decremento di dieci volte.

"Ma pensa che sia possibile?"

"Se si potessero identificare i fattori che hanno realmente portato a questo, allora penso che si potrebbe iniziare a piegare la curva di crescita" egli spiega. "Ritengo di andare, probabilmente, contro la marea di persone che sono in questo campo. Ma penso che stiamo approcciandoci all'autismo come singola cosa, come se fosse una sindrome che abbia una sola causa, una sola cura".

Ma Insel dice: "E' piuttosto probabile per me, che esistano molti bambini che sviluppano autismo in un contesto di patologie intestinali gravi, o che abbiano problemi autoimmuni, o molti altri problemi. E alcuni di questi ragazzi recuperano davvero. Ed è abbastanza diverso dall'autismo che venne descritto in origine negli anni 40 e 50 dove, quando lo si aveva, lo si aveva per il resto della vita.".

Il dr. Insel afferma che la ricerca genetica sull'autismo sta per subire una grande trasformazione, dall'osservazione del codice genetico "che è ciò che abbiamo fatto nell'ultimo decennio" verso "i campi emergenti dell'epigenetica o epigenomica". Egli ha definito questo approccio "guardare come il DNA è collegato a tutti i tipi di proteine, che risente ampiamente delle esperienze o dell'ambiente. Alcuni sono probabilmente congeniti, ma molti derivano da un'esposizione particolarmente precoce durante lo sviluppo ma anche, come stiamo imparando, dopo la nascita".

Ho chiesto anche al dr. Insel circa la recente scoperta che un retrovirus, il XMRV, è stato trovato nel 98% di tutti i pazienti con sindrome da fatica cronica. Alcuni ricercatori affermano che il virus sia implicato anche nell'autismo.

"Ci stiamo lavorano e vorrei poter dire di più. Tutto ciò che posso dire è che abbiamo un nostro programma che è una specie di gruppo interno, che ha visionato 400 bambini autistici nell'ultimo paio d'anni. Ed hanno visto regressioni e hanno visto recuperi". Insel dice che i ricercatori "erano saltati sul XMRV anche prima che venisse pubblicato".

Il dr. Insel racconta che ha sentito che i ricercatori dell'Univeristà del Nevada hanno identificato l'XMRV in circa il 40% dei bambini ASD studiati. "Ho cercato di seguire questa ricerca. C'è un documento che è al vaglio ma non sono stato in grado di averlo e non so come appaiano i dati. Ma penso che sia veramente interessante".

Perché? Insel afferma che "se potessimo trovare un piccolo gruppo e l'opportunità di iniziare un regime di cura antiretrovirale, sarebbe fantastico. Sarebbe il tipo di cosa che stiamo realmente cercando in questo campo, trovare un sottogruppo che avrebbe terapie specifiche farebbe la differenza".

Alla fine, ho chiesto se la IACC riconsidererebbe la propria decisione di rifiutare la ricerca sui vaccini, considerando i nuovi dati e in particolare l'epatite B, che è incrementata dal 27 ad oltre il 90% tra il 1994 e il 1998.

"Penso che ciò che si cerca di capire con questo aggiornamento dei dati, è che esiste un dato riconosciuto di cui abbiamo bisogno per osservare i sottogruppi che potrebbero avere una risposta particolare ai fattori ambientali", afferma il dr. Insel. E con questa frase stuzzicante, sfortunatamente ha dovuto lasciarmi per andare ad un meeting.

Ma io intervisterò ancora il funzionario federale con l'inizio del nuovo anno e prenderò la sua offerta di "riprendere il discorso al prossimo incontro". Perciò restate sintonizzati.

Intanto, i genitori attivisti nutrono una speranza che questi nuovi numeri porteranno finalmente una percezione di urgenza sull'autismo.

"Quello che emerge da dati precisi non può essere negato, chi dice che non è epidemico (come AAP, Pharma, CDC e WHO) non saranno più in grado di continuare il loro piano negazionista" dice Robert Krakow, avvocato e genitore di New York, padre di un ragazzo autistico. "Oggi abbiamo visto un maggiore sviluppo da quel punto di vista, ma in ogni caso, queste affermazioni sono state concesse a malincuore dal CDC" dice. "Quando si dipanerà la nebbia, la verità emergerà su chi ha partecipato al 'negazionismo'. Il problema è il ritardo nel dipanare questa nebbia; 10, 20 , 30 anni per questo processo sono penosamente troppo lunghi".

Per una completa trascrizione dell'intervista al dottor Insel: http://images.huffingtonpost.com/2009-12-19-Insel.doc
 



 

Nuovi dati ufficiali sulla diffusione dell’autismo negli Stati Uniti rilasciati dal CDC:
 
“l'incremento del rischio di contrarre l'autismo
non può essere negato”
 



La diffusione dell'autismo negli Stati Uniti è aumentata del  57% in 4 anni


QUI LO STUDIO DEL CDC NELLA SUA VERSIONE  INTEGRALE

Il  Centers for Disease Control and Prevention (CDC) Americano ha rilasciato ieri, 18 Dicembre 2009, il nuovo resoconto ufficiale  sui dati nazionali della diffusione dell’autismo, confermando che la prevalenza dei disordini dello spettro autistico negli Stati Uniti è dell’ 1 percento della popolazione totale, ovvero che ne è affetto 1 bambino di 8 anni nel 2006 ogni 110. Si tratta di un aumento del 57% in 4 anni, da quando cioè nel 2006 il CDC rilasciò i dati precedenti relativi al 2002. (QUI)

Il CDC afferma che l’aumento è reale e non può essere negato: 
...sebbene parte dell’aumento è dovuto a migliore diagnosi, non può essere negato un reale aumento nel rischio di autismo. Un aumento della preoccupazione della società tutta, una continua richiesta di servizi e la recente nuova stima dei dati, sottolinea la necessità di risposte serie e coordinate per migliorare la vita delle persone con disordini dello spettro autistico. Il CDC considera questi disordini un urgente problema della salute pubblica. 

  
Questo atteso rapporto del CDC è stato condotto in 11 località nel 2006, fornisce i dati di diffusione sui bambini di 8 anni e conferma quanto le organizzazioni dei genitori di bambini con autismo dicono ormai da anni, chiedendo identificazione precoce e interventi immediati. Per la prima volta si sente dire da una fonte ufficiale che il governo degli Stati Uniti è a conoscenza del reale incremento del numero dei casi di autismo ed è consapevole del suo effetto sulle persone, sulle famiglie e sulla comunità tutta.
Lo studio suggerisce anche altre importanti considerazioni: finalmente il CDC sottolinea che “è necessario ogni tipo di sforzo per capire come fattori genetici complessi e fattori ambientali possano produrre i sintomi che caratterizzano lo spettro autistico”, si riconosce che ci sono ancora ritardi nelle diagnosi (i bambini del 2006 sono stati diagnosticati in media solo cinque mesi prima di quelli del 2002) e che , miglioramenti vanno assicurati nei servizi precoci.
Le associazioni dei genitori, fortemente preoccupate, chiedono che il governo americano trovi immediate risposte  e soprattutto migliori servizi per assicurare una migliore qualità di vita per le persone con autismo e per le loro famiglie e sostenga una ricerca  volta a stabilire i fattori di rischio e i trattamenti che possano mitigare i gravi sintomi che colpiscono questi bambini innocenti.
EmergenzAutismo, nel manifestare tutta la sua solidarietà ai genitori americani, vuole cogliere l’occasione per chiedere un resoconto ufficiale del genere anche in Italia,  che finalmente faccia il punto della situazione e monitori quello che accade anche nel nostro Paese,  in modo da trovare urgenti risposte  perchè le persone con autismo non debbano continuare a soffrire  a causa di inadeguata ricerca scientifica sui fattori ambientali (vaccini, inquinamento, amalgame, pesticidi, ecc.) e della totale mancanza di trattamenti efficaci.


Le famiglie non possono più attendere!

 
Questo un allarmante grafico prodotto dall'associazione americana Autism Speaks sull'incremento negli anni della diffusione dell'autismo. Occorrono immediate risposte: cosa altro dobbiamo aspettare?

 
*Recenti ricerche hanno dimostrato che almeno il 25% dell'incremento della diffusione dell'autismo negli anni è dovuto ad un cambiamento dei criteri diagnostici, ma l'aumento rimanente non ha trovato spiegazione e potrebbe essere influenzato da cause ambientali.



 
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