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martedì 07 settembre 2010

 

Workshop ABA/VB a Roma il 15-16 Ottobre 2010

http://www.genitorieautismo.org/le-iniziative/108-workshop-abavb-del-15-16-ottobre-2010




Genitori e Autismo Onlus organizza un seminario di formazione in ABA/VB tenuto da Thomas Caffrey con oggetto "Gestire i comportamenti problema a scuola e a casa".

A seguito degli ultimi 25 anni di studi nel campo dell'analisi comportamentale applicata è stata sviluppata una tecnica molto efficace per la riduzione dei comportamenti problematici. La letteratura riguardante la valutazione funzionale ha fornito a genitori ed insegnanti degli approcci efficaci, basati sul rinforzo, per ridurre i comportamenti problema una volta che è stata determinata la funzione, ovvero la finalità, di questi comportamenti.

Questo Workshop si concentra sulla valutazione e sul trattamento dei comportamenti problema che hanno luogo a causa delle due funzioni più comuni, ossia il rinforzo negativo mediato socialmente (le richieste per evitare qualcosa) e il rinforzo positivo mediato socialmente (le richieste per ottenere qualcosa).
 
Alla fine del corso i partecipanti saranno in grado di:  

  1. identificare le quattro variabili di controllo responsabili del perdurare di comportamenti autolesionistici, aggressivi, stereotipici e distruttivi
  2. descrivere il concetto di "abilitazione" riguardante il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità dell'apprendimento e di chi li assiste
  3. descrivere in che modo scelte curricolari errate e procedure di insegnamento inappropriate possano portare a una cattiva gestione del comportamento
  4. descrivere l'analisi comportamentale di una Operazione Motivante (MO) e la sua relazione con l'insegnamento dei mand a bambini con ritardo del linguaggio, inclusi i bambini con autismo
  5. descrivere l'analisi comportamentale di una Operazione Motivante riflessiva (CMO-R) e la sua relazione con i comportamenti dovuti all'evitamento di richieste di attività
  6. descrivere il fine di una valutazione comportamentale dei comportamenti problema
  7. identificare le caratteristiche principali dei vari approcci di analisi (indiretta, descrittiva e funzionale) della valutazione del comportamento
  8. descrivere i vantaggi e le limitazioni di ciascun approccio alla valutazione
  9. identificare tre modalità con cui gli interventi basati sul rinforzo riescono a ridurre la frequenza dei comportamenti problema
  10. sviluppare una strategia di trattamento per rimpiazzare le richieste (mand) maladattive con richieste alternative ed appropriate
  11. sviluppare una strategia di trattamento per rimpiazzare la disobbedienza con l'obbedienza 
  12. sviluppare una strategia di trattamento per insegnare ad attendere
  13. sviluppare una strategia di trattamento per insegnare ad accettare il "no"
  14. sviluppare una strategia di trattamento per insegnare ad accettare la separazione dagli oggetti e dalle attività preferiti.


Questo workshop è rivolto a: analisti comportamentali (BCBA, BCaBA), insegnanti di sostegno, patologi del linguaggio, psicologi, educatori e tutti coloro che lavorano con bambini con disabilità, autismo incluso.

Durante il workshop verrà consegnato del materiale didattico, verranno visionati dei video esemplificativi, verranno valutate delle casistiche e seguirà una sessione di domande e risposte.

L'iscrizione ha un costo di 80€. E' possibile registrarsi al corso utilizzando l'apposito MODULO.

Il workshop è il seguito dei corsi già tenuti dal Prof. Caffrey ad aprile 2010. 
 

 

Scarica la BROCHURE in formato PDF

 




 

 
domenica 12 settembre 2010


Disturbi gastrointestinali in pazienti ASD:
alcuni stralci dalla relazione consensuale



EmergenzAutismo ha realizzato la traduzione di un parte di questo importantissimo documento, già tradotto in varie lingue attraverso l'ARI, tra cui Francese, Tedesco, Giapponese, Cinese, Russo, Spagnolo, pubblicato il 4 Gennaio 2010  sulla rivista medica Pediatrics, organo ufficiale di divulgazione dell’Accademia Americana  dei Pediatri. Essa consiste in una revisione della letteratura medica concernente l’autismo e i sintomi gastrointestinali, condotta da una equipe di esperti: Evaluation, Diagnosis, and Treatment of Gastrointestinal Disorders in Individuals With ASDs: A Consensus Report.

Questo studio è stato fortemente voluto dall’Autism Research Institute (ARI) e da altre associazioni analoghe, nella consapevolezza che molti soggetti con autismo soffrissero di problemi gastrointestinali non curati, ed è stato condotto da una equipe di 27 affermati medici e ricercatori che si sono riuniti il 29 e 30 Maggio 2008 a Boston, in Massachusetts per sviluppare proprio queste linee guida. Questi i punti nodali della ricerca:
  • Nei soggetti con autismo si riscontrano comunemente disturbi medici, tra cui problemi gastrointestinali, ma dal momento che i sintomi possono essere atipici queste condizioni mediche possono essere non diagnosticate. 
  • Soggetti con autismo i cui familiari soffrono di sintomi intestinali devono essere sottoposti a valutazione gastrointestinale. 
  • La cura di persone non-verbali o con difficoltà nella comunicazione, o autolesionisti o che presentano altri problemi comportamentali presenta speciali difficoltà, ma l’approccio per la valutazione e la diagnosi di possibili problemi medici alla base, e in particolare i disordini gastrointestinali, non dovrebbe essere diverso  dagli standard di cura che si seguono per persone non autistiche. 
  •  Le difficoltà di comunicazione caratteristiche dell’autismo possono portare a manifestazioni inusuali di disturbi gastrointestinali, come per esempio problemi del sonno e problemi comportamentali. 
  • Bisogna cominciare ad affrontare i problemi gastrointestinali copresenti in soggetti con autismo generalmente con le prime cure fornite e devono essere garantiti consulti multidisciplinari. 
  • Resoconti aneddotici che diete restrittive possono migliorare i sintomi autistici in alcuni bambini non sono state confermate o negate dalla letteratura medica, ma questi dati non  indagano sulla possibilità che esista un sottogruppo di soggetti che possono rispondere a tali diete.  
  • Integrare un approccio biomedico e comportamentale può essere vantaggioso nel concettualizzare il ruolo del dolore come causa di problemi comportamentali, facilitando la diagnosi e il trattamento di sintomi dolorosi per migliorare la qualità della vita. 
Per anni  una relazione causale tra disordini gastrointestinali e le caratteristiche comportamentali dei bambini con disordini dello spettro autistico è stata denunciata dai genitori, ma negata dalla medicina ufficiale, ma oggi questo documento miliare riavvicina le due posizioni, ammettendo finalmente che alcune manifestazioni comportamentali dei pazienti con ASD, come per esempio autolesionismo o problemi con il sonno, possano avere una causa gastrointestinale.


 


Il documento si riferisce ad una recente pubblicazione su Pediatrics. Ha esclusivamente scopo informativo non profit. Contiene degli stralci tradotti in italiano da un articolo dal titolo "Valutazione, diagnosi e trattamento dei disturbi gastrointestinali in soggetti con Disordine dello Spettro Autistico: una relazione consensuale" pubblicato su Pediatrics (Volume 25, Supplemento 1, Gennaio 2010, pp. S1-S18), una rivista dell’Accademia Americana dei Pediatri. Questo lavoro è stato in parte finanziato dall’Autism Research Institute (ARI). A causa della natura e dell’importanza di questa relazione parti dell’articolo sono state tradotte in varie lingue.  Si può richiedere il documento in versione integrale in lingua inglese scrivendo a: Autism Research Institute, 4182 Adams Avenue, San Diego, CA 92116, USA.

 

 
venerdì 10 settembre 2010

L'ammissione del Governo americano

Hannah Poling: 1,5 milioni di dollari
per danno da vaccino



A due anni dalla prima sentenza, oggi arriva quella della Corte d'Appello (tribunale dei vaccini): la famiglia di Hannah Poling riceverà più di 1.5 millioni di  dollari per le cure di cui necessita per l'intera vita, per la perdita dell'udito e per tutto il dolore e le sofferenze patite a causa del vaccino.

Ecco un commento di Dan Olmsted alla notizia:


"Il castello di carta. I vaccini non causarono l'autismo di Hanna. La condizione è semplicemente un "risultato" del vaccino.

L'approccio del governo degli Stati Uniti su vaccini ed autismo è completamente contorto ed inaffidabile e questo oggi è sotto gli occhi  di tutti. Pochi mesi dopo che la corte federale per i vaccini aveva sghignazzato sul fatto che l'autismo avesse qualcosa a che fare con i vaccini, rigettando oltre 5000 casi in una sola volta, la CBS riporta: "Famiglia riceve 1,5 milioni di dollari nella sentenza durante il primo processo sul legame autismo-vaccini" che il governo ha assegnato ad Hannah Poling per l'autismo regressivo seguito a vaccinazione.

Gli avvocati del Governo borbottano qualcosa di Orwelliano e di incoerente sul preesistente disordine mitocondriale di Hannah e  su come i vaccini non abbiano causato il suo autismo; affermano che le sue condizioni sono solo il "risultato" derivato da vaccinazioni. Traduzione: il muro di doppisensi, ritardi e negazioni dell'industria medica, è fatiscente ed oggi, alla fine, un bambino ha avuto giustizia...."



Ricordiamo la viceda legale di Hannah attraverso i nostri documenti precedenti:


Storica sentenza della Corte Federale di Atlanta

Disordini mitocondriali nell'autismo: la storia di Hannah Poling




Nella speranza che questa sentenza crei un precedente che possa aiutare tante famiglie che hanno subito lo stesso danno!

 

 
 
martedì 28 settembre 2010


Workshop di II livello a Cagliari organizzato da "Obbiettivo Comunicare"

Stabilire il controllo istruzionale
costruendo una relazione ed insegnando la
Comunicazione Funzionale

19-20 ottobre 2010 
Aula Magna delle Curia Arcivescovile
via Monsignor Cogoni 9 Cagliari

relatore: Thomas Caffrey

Scarica la Brochure di questo evento


 

Questo workshop e' disegnato per preparare lo staff, parenti e personale addetto all'insegnamento della comunicazione funzionale agli studenti con autismo ed altre disabilità dello sviluppo utilizzando la classificazione comportamentale del linguaggio di B.F. Skinner.

Questa esperienza pratica si focalizza sullo sviluppo dei repertori necessari per insegnare le abilità di comunicazione funzionale sia per gli studenti verbali che quelli non verbali nel naturale ambiente della scuola pubblica.

In particolare, ai partecipanti saranno date informazioni e spiegazioni su come:

  • Utilizzare una varieta`di strategie peridentificare i rinforzi dello studente 
  • Preparare in modo efficace lo staff,i compagni,l'ambiente,e gli oggetti/attività con i rinforzi 
  • Catturare e costruire la motivazione 
  • Distinguere le funzioni basiche del linguaggio di B.F.Skinner 
  • Insegnare le abilità di comunicazione funzionale (richieste/domande) 
  • Identificare potenziali candidati per utilizzare un sistema di comunicazione aumentativa e selezionare i target iniziali 
  • Sviluppare un programma giornaliero della classe che incorpori numerose attività rinforzanti (individuali e di gruppo) e che pertanto massimizzi le opportunità per la comunicazione funzionale 
  • Scrivere ed implementare lezioni pianificate d'insegnamento in ambiente naturale (NET)

E' rivolto ad insegnanti, psicologi, educatori, genitori e tutte le persone che lavorano negli ambiti dei disturbi pervasivi dello sviluppo per un massimo di 80 iscritti.
 

Centro Psicoeducativo Per i Disturbi Pervasivi Dello Sviluppo
via Barbagia,41
09045 Quartu Sant'Elena


Website:
                     www.obbiettivocomunicare.it
E-mail:                         info@obbiettivocomunicare.it
Telefono\fax:            070891862
Cell:                              393\9611324 – 393\9611269 – 393\9611713

Costo Workshop:      € 250,00 tramite bonifico bancario
Intestato a:               Cooperativa Obbiettivo Comunicare arl Onlus
Causale:                      WS 2°livello ABA/VP 19 - 20 Ottobre 2010
Codice IBAN:               IT21U0101543952000070186586
 


 

Con la collaborazione di

               

 


 
domenica 19 settembre 2010


 



Workshop di II livello a Montalto Uffugo (CS) e Catanzaro
Stabilire il controllo istruzionale costruendo una relazione
ed insegnando la Comunicazione Funzionale

relatore: Thomas Caffrey

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.neomera.org



 
Montalto Uffugo 11-12 Ottobre 2010
    
         Sala Falcone
         Via Messina  
         Montalto Uffugo (Cs)
 
         
        Scarica la LOCANDINA 

        Scarica il PIEGHEVOLE
 



Catanzaro 13-14 ottobre 2010

 
        Università degli Studi "Magna Graecia" Catanzaro
        Corso di Laurea in Terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva
 
        Sede e orari del workshop ABA II livello:
                Campus Universitario "S. Venuta" - Germaneto (Cz)
                Aula H liv. 2 - Edificio Bioscienze
                dalle ore 9,00 alle 18,00
 
        Scarica la LOCANDINA 

        Scarica il PIEGHEVOLE: lato 1lato 2
 



Il workshop di II° livello ha come obiettivo la preparazione dello staff (genitori - terapisti - insegnanti) addetto all’insegnamento della comunicazione funzionale agli studenti con autismo ed altre disabilità dello sviluppo utilizzando la classificazione comportamentale del linguaggio di B.F. Skinner.

Il training pratico si focalizza essenzialmente sullo sviluppo dei repertori necessari per insegnare le abilità di comunicazione funzionale sia per gli studenti verbali che quelli non verbali nel naturale ambiente della scuola pubblica.

In particolare, ai partecipanti saranno date informazioni e spiegazioni per centrare i seguenti obiettivi:
 
  • Utilizzare le varie strategie per identificare i rinforzi dello studente
  • Preparare in modo efficace lo staff, i compagni, l’ambiente, e gli oggetti/attività con i rinforzi
  • Catturare e rinforzare la motivazione
  • Distinguere le funzioni basiche del linguaggio di B.F. Skinner
  • Insegnare le abilità di comunicazione funzionale (richieste/domande)
  • Identificare potenziali candidati per utilizzare un sistema di comunicazione aumentativa e selezionare il target iniziale
  • Sviluppare un programma giornaliero della classe che incorpori numerose attività rinforzanti (individuali e di gruppo) e che pertanto aumenti le opportunità per la comunicazione funzionale
  • Scrivere ed implementare lezioni pianificate d’insegnamento in ambiente naturale (NET)


     

Infoline: 333 89 45 8 45 - 392 29 11 7 85

Per l'iscrizione: info@neomera.org


 

In collaborazione con

 


 
lunedì 20 settembre 2010

 

Iocresco.it pubblica il manuale Mariposa in italiano 

 



Con una spendida iniziativa volta alla divulgazione della tecnica ABA/VB per i nostri bambini, il sito IOCRESCO.IT ha organizzato un lavoro di traduzione del famoso manuale ABA della Mariposa School for Children with Autism.  Ringraziamo il responsabile del sito per avercene concessa la pubblicazione.

Ecco le parole con cui Iocresco presenta questo enorme lavoro:
 

 

Su licenza di Mariposa School, siamo orgogliosi di pubblicare questo preziosissimo manuale di formazione ABA-Verbal Behavior per operatori e genitori, integralmente tradotto in italiano grazie all'intenso lavoro di un team di volontari per www.iocresco.it.

Desideriamo ringraziare tutto il team dei traduttori volontari: Daniela A.R. Alemanno, Giorgio Antonioli, Cinzia Barranco, Marina Callegari, Chiara Dabusti, Valeria Germoglio, Silvia Mazzobel, Maria Grazia Ordanini, Federica Ressi, Alessandra Solito, Tiziana Spalla ed alla paziente e sempre presente Anna Ballanti Neufeld,  coordinatrice del gruppo di traduzione.

Un ‘grazie’ speciale alle dottoresse Ivana Papi e Lucia D'Amato le quali, nonostante i numerosi impegni verso i nostri bambini, hanno contribuito alla revisione finale del documento.

Con la vostra collaborazione è stata possibile la realizzazione di questo meraviglioso ed utilissimo manuale. Grazie!

Ringraziamo, infine,  la Mariposa School per aver concesso ad Io cresco la traduzione e la libera pubblicazione di questo manuale.



Questo l'indice dei trenta capitoli di questa preziosissima traduzione:

    * Capitolo 1 Iniziare un programma di Verbal Behavior
    * Capitolo 2 Per un buon inizio
    * Capitolo 3 Regole di rinforzo
    * Capitolo 4 Termini e definizioni
    * Capitolo 5 Classificazione comportamentale del linguaggio (Skinner)
    * Capitolo 6 Valutare le risposte del bambino all'ambiente
    * Capitolo 7 Insegnare al bambino a giocare
    * Capitolo 8 I giocattoli preferiti
    * Capitolo 9 Giocattoli ed attività rinforzanti
    * Capitolo 10 Come insegnare al bambino a fare richieste (Mand)
    * Capitolo 11 Come insegnare a formulare richieste con l'uso dei segni (Mand)
    * Capitolo 12 Insegnare a formulare richieste (mand) scambiando oggetti/figure
    * Capitolo 13 Procedure didattiche – Mand vocali
    * Capitolo 14 Insegnare al bambino verbale a fare richieste (mand)
    * Capitolo 15 Insegnare al bambino a denominare -Tact- oggetti e figure
    * Capitolo 16 Procedure di trasferimento
    * Capitolo 17 Procedure di correzione e prompt
    * Capitolo 18 Aumentare la produzione di suoni - Insegnare al bambino a parlare
    * Capitolo 19 Problemi comportamentali
    * Capitolo 20 Lavorare con i comportamenti prima che si manifestino
    * Capitolo 21 Insegnare al bambino ad usare le parole invece dei capricci
    * Capitolo 22 Insegnare al bambino a rispondere alle domande
    * Capitolo 23 Scelta degli obiettivi
    * Capitolo 24 Raccogliere i dati con Pocket ABLLS-R e Pocket FFC-R
    * Capitolo 25 Scegliere la forma della prima risposta
    * Capitolo 26 Insegnare al bambino a fare domande
    * Capitolo 27 Insegnare al bambino a capire e usare il linguaggio astratto
    * Capitolo 28 Costruire le frasi
    * Capitolo 29 Sviluppare le capacità di socializzazione
    * Capitolo 30 Decidere quando il bambino e pronto per inserirsi in una classe

 


 
giovedì 02 settembre 2010


Questionario per le Famiglie

del dr. Maurizio Brighenti



EmergenzAutismo è lieta di condividere con tutti i genitori con figli nello spettro autistico, questa richiesta pervenutaci dal dr. Mauizio Brighenti, Primario di Neuropsichiatria Infantile presso il C.E.R.R.I.S. (Centro Educativo Riabilitativo di Ricerca e di Intervento Social) dell'ASL 20 di Verona. Con una sua mail al nostro movimento, il dr. Brighenti ci informa di aver redatto, insieme ad un gruppo di lavoro di professionisti nel campo dei disordini dello spettro autistico, un questionaro rivolto alle famiglie il cui scopo consiste "nell'indagare sulle problematiche che i genitori oggi affrontano nella cura dei propri figli con autismo. I risultati saranno pubblicati su doctorhome.com e saranno disponibili per le associazioni che potranno utilizzarli in ambito istituzionale al fine di migliorare le carenze che saranno riscontrate dall'indagine proposta."

Vogliamo sostenere questa lodevole iniziativa e i suoi obiettivi, sperando che possa favorire la costituzione di una rete di medici che desiderino collaborare tra loro e con noi genitori, affinchè finalmente l'autismo possa essere affrontato
per ciò che realmente è: un disturbo multisistemico.

Ringraziando tutti i genitori che vorranno compilare il questionario,  cogliamo l'occasione per ringraziare altresì il dr. Brighenti per il suo impegno costante verso i nostri figli, così spesso abbandonati dalle istituzioni e da chi dovrebbe occuparsi della loro salute e della loro cura.


Cari Genitori

Il significato di un questionario rivolto alle famiglie è una delle possibilità per individuare delle problematiche relative all'argomento Autismo, per poter poi commentare e diffondere i risultati in funzione di un miglioramento della qualità di vita di queste persone.

I risultati saranno raccolti, pertanto, in modo strutturato ed utilizzabili dalle Associazioni per delle riflessioni con le famiglie, con i servizi sanitari, con il ministero della salute e della ricerca.

Questo primo questionario riguarda l'area sanitaria relativa alla diagnosi precoce, al rapporto con i servizi sanitari, alle ricerche nell'area biomedica, ed è rivolto ai soggetti di età compresa tra 0-25 anni. Seguiranno dei questionari per l’area famiglia, per la scuola, per l’età adulta.

Un importante risultato che si potrà ottenere con il primo di questi riguarda la determinazione del numero, anche approssimativo, di quante famiglie oggi in Italia effettuano un trattamento “biomedico” e quale testimonianza i genitori portano sui risultati osservati. Ne consegue un rapporto anche sui sacrifici che le famiglie devono affrontare, sia in termini economici che di tempo.

Altre applicazioni dei risultati dei vari questionari potrebbero stimolare la creazione di gruppi di studio tra medici a favore della ricerca, informando i genitori anche su quelle ricerche che provengono dall'estero e sono oggetto di interesse per le famiglie, sostenere i costi delle famiglie da parte del sistema sanitario nazionale, migliorare la assistenza scolastica, riabilitativa od educativa.

L’indagine va oltre uno scopo prettamente scientifico: alcune domande infatti, saranno utili ai fini delle statistiche e delle percentuali relative alle varie realtà considerate, altre mirano a capire i bisogni e le percezioni delle famiglie al di là di uno scopo puramente di ricerca: sono quindi domande più compilative, che possiedono un valore testimoniale importantissimo, che merita tutta la dovuta attenzione da parte degli organi istituzionali coinvolti.

Sarebbe utile che molti partecipassero, anche chi non effettua trattamenti di tipo “biomedico”, per confrontare entrambi i risultati ottenuti con il bambino tra chi li attua e coloro che svolgono solo trattamenti di tipo riabilitativo/educativo.

Per trattamento “biomedico” si intende un tipo di approccio che si rivolge alla individuazione ed alla cura di vari fattori biologici/biochimici responsabili di alterazioni dello sviluppo bio-psicologico della persona con autismo. Questi dati spesso sono trascurati o sottovalutati poiché non conosciuti dalla maggior parte di medici.

Questo approccio ha individuato nell'autismo disturbi gastroenterici, intolleranze alimentari, infezioni da candida, intossicazioni da mercurio, alterazione dei processi di metilazione, disturbi del sistema immunitario, ecc.

Per accedere al questionario occorre registrarsi al sito, in modo da confermare la validità del numero dei partecipanti, così che ad ogni singolo questionario corrisponda un utente iscritto; tuttavia questi resteranno anonimi ed i risultati saranno tarati solo su di un campione minimo di almeno 100 questionari, anche se una sua reale validità la si ottiene su campioni di 1000 partecipanti ed oltre. Non si accettano, quindi, questionari compilati al di fuori del sito.

La loro pubblicazione avverrà al termine dello studio che sarà disponibile per la sua divulgazione presso le Associazioni interessate e nel sito www.doctorhome.eu

I dati richiesti sono numerosi, ma è proprio dalla accuratezza delle domande che si possono ottenere degli indicatori significativi sulle problematiche delle persone con Autismo.

Grazie per la vostra collaborazione che spero numerosa.
 
Maurizio Brighenti

 
lunedì 19 luglio 2010

Nuove scoperte scientifiche mettono in relazione
l’autismo con vaccini e mercurio


Mettere fine all’epidemia di autismo  inizia con lo smettere subito di sottoporre i nostri bambini ad esposizioni dannose quali le vaccinazioni troppo precoci e le vaccinazioni multiple



Questa settimana sono stati pubblicati due nuovi studi sull’importante rivista neuroscientifica Acta Neurobiologiae Experimentalis che hanno entrambi indicato i vaccini e i metalli pesanti tossici come causa dell’allarmante aumento dell’autismo, ormai innegabile: il CDC, organo americano per il controllo delle malattie, stima che oggi l’autismo colpisce un bambino su 110, con un incremento di più del  40% rispetto a solo pochi anni fa!
 
Questo incremento così impressionante e rapido non può certo essere semplicemente spiegato con i cambiamenti avvenuti nei criteri diagnostici o minimizzato mettendolo solo in relazione ad una maggiore consapevolezza e attenzione dei genitori e della società in genere, ma va affrontato con grande attenzione, considerando soprattutto  che purtroppo i nostri neonati e le donne incinta sono oggi esposti proprio a ciò che la scienza ci sta indicando come causa dell’epidemia e facendo gli opportuni passi necessari per proteggere i nostri bambini da queste pericolose sostanze.   
 
Nel primo studio, i ricercatori dell’Università di Pittsburgh e della Thoughtful House di Austin, in Texas, hanno confrontato due gruppi di cuccioli di macachi: un gruppo era costituito da scimmiette non vaccinate, mentre al secondo sono state somministrate le identiche vaccinazioni che venivano fatte ai bambini americani negli anni ’90, che nella maggior parte dei casi contenevano mercurio. I cuccioli di macachi sono conosciuti nel mondo scientifico per avere le stesse reazioni dei nostri neonati, ed hanno il loro DNA per il 93.5% completamente identico al genoma umano.
 
I risultati ottenuti sono di importanza eccezionale: le scimmie vaccinate hanno mostrato un aumento notevole del volume cerebrale che gli autori teorizzano possa derivare da una incapacità di  compattare i neuroni. Una testa grande è un segno caratteristico dei neonati che in seguito svilupperanno l’autismo. Il gruppo di macachi vaccinati ha anche mostrato una diversa velocità di maturazione, rispetto al gruppo delle scimmie non vaccinate, della zona del cervello detta amigdala, e una disfunzione dell’amigdala è da tempo implicata nell’autismo.  La regione dell’amigdala è responsabile delle emozioni, della memoria e dell’apprendimento, e i soggetti con autismo hanno forti difficoltà in queste aree.
 
Nel secondo articolo, due scienziati dell’Università dell’Iowa hanno fatto una valutazione critica della ricerca che è stata usata per confutare un legame fra autismo e metalli pesanti, e il mercurio e hanno trovato errori statistici in moltissimi studi e, una riesamina dei dati ha dimostrato una più grande presenza di metalli nei bambini autistici rispetto ai gruppi di controllo. Gli autori hanno calcolato che 43 delle 58 relazioni scientifiche esaminate suggerivano la possibilità di un legame tra metalli pesanti e autismo, mentre solo il 13 suggerivano non ci fosse e hanno concluso che, nonostante rimangano dei dubbi, "il peso delle prove  pende verso l’esistenza di un legame".
 
La comunità dell’autismo internazionale, di cui EmergenzAutismo fa parte,  chiede ai governi di tutto il mondo di proibire, così come fatto in molti Stati, realmente e definitivamente l’uso del mercurio come conservante nei vaccini,  sulla base di questi due studi e della crescente letteratura scientifica che sta sollevando sempre più dubbi sulla sicurezza delle vaccinazioni infantili e dell’esposizione a metalli pesanti, tra cui il mercurio ed esorta, nel frattempo, tutte le famiglie a scegliere vaccini privi di mercurio per i propri figli.
Chiede inoltre ulteriore ricerca, indipendente, che possa valutare i rischi per la salute dei nostri figli di vaccinazioni troppo precoci e troppo numerose: quello che è stato fatto ad una intera generazione di bambini non deve accadere mai più.


 

 
lunedì 19 luglio 2010



La battaglia per le
terapie biomediche per l'autismo


Di Jeff.Bradstreet, MD, MD(H), FAAFP

da Autism File nr.36 - Traduzione di Maria L.

 
 

Ogni volta che penso all’autismo, non posso evitare analogie militari: l’autismo è una battaglia, con scontri che avvengono a diversi livelli.  Combattiamo per avere più risorse nella scuola, perché ci venga fornita terapia comportamentale, per avere logopedisti, combattiamo perché il governo stanzi fondi per la ricerca, e combattiamo con i medici perché riconoscano i problemi di salute dei nostri figli. Certo, io oltre che genitore sono medico, ma sinceramente dubito che mi sarei interessato così tanto all’autismo se non avessi avuto un figlio con questo disordine. E questo credo che valga in generale per tutta la medicina, perché l’autismo non è una malattia che affascina: non c’è nessun incredibile intervento chirurgico da praticare che possa dare al medico la stessa eroica soddisfazione dello sbloccare , per esempio, un’arteria coronarica e certamente niente di simile  alla radioterapia high-teach che si utilizza nel cancro. Sebbene inserito in un ambiente medico che ha molto a che fare con la tecnologia, l’autismo è posto in una nicchia a “bassa tecnologia”. Il risultato di questo  è che combattiamo costantemente per trovare dei fondi per la ricerca e per ottenere qualche riconoscimento tra i giganti della medicina che hanno a che fare con arterie coronariche, cancro e AIDS.

Quelli di noi nella comunità autistica che fanno riferimento al biomedico hanno recentemente assistito ad una serie sconfitte che ci potevano far ritenere che la battaglia fosse persa,   ma queste battute d'arresto sono state solo scaramucce e le sorti della battaglia stanno volgendo a nostro favore. La guerra tuttavia , è lontana dal concludersi, e sono state condotte disperate battaglie.

Se sia stato grazie alla questione “vaccini come causa dell’autismo” o per i resoconti negativi di numerosi media, il movimento biomedico è stato letteralmente preso di mira e messo sotto torchio. Posso dirlo con sicurezza perché io stesso sono stato obiettivo di dure critiche. Molti sono  stati anche i colpi arrivati sotto la cintura,  ignorando deliberatamente la letteratura medica precedente  che sta alla base delle nostre teorie e delle nostre terapie. La medicina è da sempre costruita con attenzione intorno ad alcuni paradigmi e il rapido aumento dell’autismo ha dimostrato che il paradigma che definisce l’autismo un disordine genetico è sbagliato e questo perchè non esistono epidemie genetiche: il patrimonio genetico dell’uomo  non è praticamente cambiato nelle ultime dieci generazioni, mentre l’autismo è passato dall’essere una malattia praticamente  sconosciuta  nel 1800 a una vera e propria piaga.

Dato che l’autismo è un disturbo molto evidente e che non si può certo ignorare,  l’assenza di qualsiasi descrizione dell’autismo cento anni fa  dice molto. A quel tempo i medici non disponevano di tecnologie sofisticate, ma tuttavia utilizzavano i propri sensi, le proprie conoscenze come osservatori per fare diagnosi. Anzi come medici lavoravano meglio di noi, se si considera l’attenzione che mettevano nell’esame fisico del paziente,  meglio di noi che siamo tecno-dipendenti. Erano molto precisi e i loro resoconti estremamente dettagliati nel descrivere i sintomi e nello stabilire diagnosi. Quando il dr. Leo Kanner descrisse quello che si ritiene essere il primo caso di Autismo nel 1930, quello che caratterizzava l’autismo era il manifestarsi di determinati comportamenti. Da quel momento una nuova minaccia ha iniziato a colpire i bambini. Dai tempi di Kanner l’autismo è passato dal non esistere  all'essere purtroppo  “comune” (1 su 100 bambini). Negli ultimi 100 anni l’uomo ha creato una lunga lista di prodotti tossici, veleni, composti chimici, tutti gli antibiotici, tutti i vaccini (tranne quello del vaiolo), i vari tipi di plastiche,  prodotti derivati dal petrolio, pesticidi, erbicidi, prodotti ignifughi, ecc….sono tutte cose che prima non c’erano. E non c’è nessun segnale che stiamo smettendo di produrne di nuovi a questo ritmo sempre crescente,  farmaci compresi.  La tecnologia, soprattutto quella associata alla chimica, ha un prezzo. I casi di allergia, asma, ADHD, autismo, sono aumentati vertiginosamente, anche considerando soltanto il periodo di tempo da quando mi sono laureato  (anni ’70) ad oggi.

Il centro dell'’Università della Florida Center per l'autismo e disabilità relative, mi ha chiesto recentemente di tenere una conferenza sull’utilizzo di medicine alternative nei disordini dello spettro autistico ma,  mentre scorrevo le diapositive la notte prima del mio intervento all’Università,  mi è stato improvvisamente chiaro questo: dato che non esiste una terapia medica tradizionale per l'autismo, non possono esistere terapie alternative! Non ci sono agenti farmacologici ufficialmente approvati per i sintomi correlati come ad esempio l’irritabilità, che tra l’altro non rientra nei criteri diagnostici dell’autismo. 

Perché dico questo? La risposta è semplice:  c’è una battaglia feroce condotta attraverso i media volta a ridicolizzare le cure biomediche deifinte "cure non tradizionali" o anche peggio., ma l’intera controversia io la vedo in modo ben diverso:  non si può parlare di cura tradizionale quando ci troviamo di fronte all’autismo, e se c’è,  certamente è un tipo di approccio ormai sterile, che non ha portato risultati. Nonostante tutto, non voglio essere troppo severo nei confronti della classe medica.: soltanto qualche decennio fa, l’autismo era una malattia “orfana” che colpiva un bambino su 4000.  Oltretutto, l’autismo è stato definito sulla base dell’osservazione delle sue manifestazioni comportamentali, e per questo viene considerato un disordine del comportamento e psicologico e, infine, dobbiamo dire che molti esperti sono convinti che l’autismo sia una malattia genetica. Questo fa parte della “vecchia scuola” di pensiero: l’autismo come disturbo raro, comportamentale e genetico.

Non sono d’accordo. L’autismo non è nessuna di queste tre cose. A meno di non voler negare l’evidenza, è un disturbo molto comune, le manifestazioni comportamentali sono il risultato di sbilanciamenti biochimici già ampiamente descritti ed, oramai, è l’interazione tra genetica e ambiente più che l’ipotesi classica della mutazione genetica a prendere piede e ad essere accettata.

Questa battaglia di ideologie sta raggiungendo una violenza incredibile. Una serie di critiche ampiamente pubblicizzate dai media cita gli esperti di “cure tradizionali” nel tentativo di sezionare e smontare  il metodo che noi utilizziamo nell’identificare  i problemi che presentano i nostri figli e le terapie che scegliamo per aiutarli. La cosa davvero incredibile è  che le loro critiche possono essere così riassunte: non si deve fare nulla per trattare i problemi biologici di questi bambini! Di fatto poi l'approccio "tradizionale" all'autismo  ignora deliberatamente stress ossidativo, autoimmunità, metalli tossici, patogeni intestinali, intestino infiammato e non solo, ma impedisce anche ai medici che lo vogliano di interessarsi a questi problemi. Si preferisce che i bambini restino senza diagnosi e senza trattamenti e questo è davvero insolito per la medicina, tanto più per la medicina moderna che, dii solito cerca di dare risposta a quesiti rimasti senza risposta e cerca di capire il meccanismo delle malattie. Ci deve essere qualcosa di razionale e di irrazionale allo stesso tempo in tutto questo . Sebbene io possa fare solo supposizioni,  è come se questo atteggiamento quantomeno insolito da parte della “medicina tradizionale” sia dettato da una reazione al messaggio “anti-vaccini” che è intrinseco all’approccio biomedico all’autismo. Le preoccupazioni dell’establishment medico non sono senza giustificazioni: molti di coloro che attuano l’approccio biomedico hanno pubblicamente fatto pubblicità negativa ai vaccini. Come reazione l’establishment ha condotto una serie di studi per far crollare la connessione autismo-vaccini. Anche se credo che dobbiamo  studiare ancora molto sulle cause dell’autismo, abbiamo un problema reale: siamo di fronte a molti casi di autismo e dobbiamo fare qualcosa per determinare le cause di questa epidemia. Ogni 20 minuti, per 24 ore su 24, sette giorni su sette, un altro bambino americano e la sua famiglia si scontrano con questa malattia.
  

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sabato 17 luglio 2010

 

Una nuova "carboneria scientifica"?

dr. Maurizio Brighenti




Segnaliamo questo articolo del Dr. Maurizio Brighenti, medico e ricercatore che da anni si occupa di autismo, che per la prima volta espone la sue esperienza nel mondo dell'autismo, attraverso considerazioni di merito circa la ricerca scientifica nelle università italiane, le associazioni di genitori con opinioni eterogenee e gli spazi internet quali nuove "fucine" di scienza e di conoscenza, con tutti i pro e i contro che l'assenza istituzionale provoca sui bambini e le loro famiglie.


I genitori, cercano molte riposte attraverso Internet, confrontandosi tra loro e con chi propone nuove opportunità di cura.

In questo mondo virtuale, vi sono proposte scientificamente corrette ed altre meno, o perlomeno vi si propagano delle ipotesi non sempre accertate sul piano scientifico, anche se in molti casi, i risultati dichiarati sono diffusi da gruppi di ricercatori conosciuti, Universitari o dei Centri di ricerca.

Quello che incuriosisce, però, è perché alcuni Centri Universitari pubblicano dei dati “scientifici “ ed altri Centri, altrettanto importanti sul piano scientifico, e della ricerca, pubblicano sullo stesso argomento dei dati contrari? Come è possibile?

Gli Stati Uniti e il Regno Unito, hanno fondi per la ricerca, superiori ai nostri, per cui giungono a noi, sempre con maggior frequenza, informazioni di nuove ipotesi e di nuove terapie tramite Internet, come dalle riviste di settore.

Poniamoci però alcune domande:

I risultati pubblicati sono l'effetto di studi controllati da un punto di vista metodologico ? Le risposte riguardano un numero di casi sufficiente ? Vi sono sponsor collegati o che sostengono la ricerca ? Quale tipo di sponsor ? Insomma chi paga le spese ? Sono sponsor dichiarati e quali interessi nascondono certe affermazioni, anche quando è lo stesso Stato a diffonderle ?

Il lettore o il genitore non sanno filtrare, differenziare molte di queste domande e alla fine non sanno scegliere quale di queste informazioni sia più attendibile di altre...

 

Il PDF completo è scaricabile al seguente link

http://www.doctorhome.eu/modules/news/Default.aspx?id=c54d0df3-df2e-4ee0-a487-a177e287f051

 


 
venerdì 16 luglio 2010

Nuovo studio dimostra che i vaccini causano i cambiamenti cerebrali trovati nell'autismo

di Dan Olmsted e Mark Blaxill


Una crescita e una funzione  anormale del cervello sono caratteristiche dell’autismo, un sempre più comune disordine dello sviluppo che colpisce oggi 1 bambino americano su 60. Una nuova ricerca dell’Università di Pittsburgh e del Thoughtful House Center for Children di  Austin,  in Texas, ha trovato modifiche cerebrali fortemente simili a quelle viste nell’autismo in cuccioli di scimmia che hanno ricevuto lo stesso programma usato negli Stati Uniti negli anni ’90 con vaccini contenenti il conservante a base di mercurio thimerosal allora comunemente usato.

Le scoperte fatte sono state pubblicate ieri sulla rivista scientifica Acta Neurobiologiae Experimentalis. Sono state usate tecniche di scansione che valutavano nel tempo sia la crescita cerebrale che le funzioni cerebrali negli stessi animali. Il team di ricerca è riuscito a vedere differenze  nel modo in cui si sviluppavano i cervelli di animali vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Le scansioni sono state eseguite prima e dopo la somministrazione delle prime vaccinazioni per MMR  (morbillo – rosolia – parotite) e DTaP/Hib che venivano somministrate nell’uomo a 12 mesi di età.

Per tutto il periodo dello studio, gli animali vaccinati hanno mostrato un aumento del volume totale del cervello – una caratteristica tipica del cervello di molti bambini con autismo – rispetto agli animali non vaccinati.  Una parte specifica del cervello, però, associata con le risposte emozionali che è nota essere importante nell’autismo, l’amigdala, non ha mostrato anomalie fino a dopo la somministrazione dei vaccini eseguiti a 12 mesi. Inoltre, solo dopo i vaccini dei 12 mesi, le scansioni funzionali del cervello  hanno mostrato differenze significative tra I due gruppi. Queste scansioni funzionali erano volte  valutare l’attività di ricettori per composti tipo la morfina  (oppioidi) che hanno un ruolo importante nel cervello dei bambini colpiti dall’autismo. La somministrazione del vaccino è stata associata con un aumento nell’attività di legare gli oppioidi nell’amigdala rispetto ad una diminuzione osservata invece nel gruppo di animali non vaccinati.

I risultati indicano che vaccinazioni multiple durante i primi 3-4 mesi possono avere un impatto decisive sulla crescita del cervello e sul suo sviluppo in modo consistente ai dati pubblicati sull’autismo. Per l’amigdala, le nuove scoperte di crescita e funzionalità anomale sembrano essere collegate alle  vaccinazioni  MMR, DTaP e  Hib eseguite ai 12 mesi.

Nell’editoriale che accompagnava lo studio, il Dr. Kris Turlejski, il capo redattore della rivista, ha descritto le scoperte come “alllarmanti”, “supportanti la possibilità che ci sia un legame tra vaccinazioni precoci e l’eziologia dell’autismo”.

Nello stesso modello di scimmie, il team dei ricercatori ha già identificato un ritardo nell’acquisizione dei riflessi  viali del midollo allungato nei cuccioli esposti il primo giorno di vita (ndt: come i bambini americani!) al vaccino per l’epatite B contenente thimerosal, rispetto agli animali non vaccinati. Si sta attualmente conducendo una seconda fase dello studio più estesa per vedere se queste scoperte possano essere replicate.

Il Dr. Andrew Wakefield, che non è un autore dello studio, ma lo ha supportato in fase di progetto,  ha detto: “Spero che questo studio non solo contribuisca alla comprensione delle origini dell’autismo, ma fornisca anche un indirizzo sul modo di testare in sicurezza possibili nuovi trattamenti  per l’autismo e i vaccini”.

Referenze:
Laura Hewitson, Brian J. Lopresti, Carol Stott, N. Scott Mason, and Jaime Tomko. Influence of pediatric vaccines on amygdala growth and opioid ligand binding in rhesus macaque infants: A pilot study. Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 147–164

Kris Turlejski. Focus on Autism Editorial Comment Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 117–118



 
venerdì 09 luglio 2010

 

Il NIH afferma: i sintomi dell'autismo possono essere superati


L’autismo viene definito da sempre, come una sindrome dalla quale non si può uscire e che, quindi, perdura per tutta la vita. La tragedia dell'incremento esponenziale dell'autismo degli ultimi due decenni ha invece portato molti scienziati e clinici a partecipare alla ricerca di trattamenti che potessero migliorare i sintomi di questa malattia; i genitori inoltre  hanno cominciato a riferire di crescenti successi in un inaspettato numero di bambini autistici che dimostravano un miglioramento eccezionale seguendo una combinazione di trattamenti biomedici e comportamentali. Molti di questi bambini, precedentemente diagnosticati come autistici, non rientravano più nei criteri diagnostici dell'autismo fino a poter essere considerati normali a tutti gli effetti. 
L'idea che il recupero dall'autismo fosse possibile ha sollevato numerose obiezioni, nonostante queste evidenze divenissero man mano numericamente rilevanti.  Anche in Italia, critici "ad oltranza", davanti a ripetuti casi documentati, hanno continuato ad affermare come la remissione dei sintomi autistici non fosse reale, che il recupero quindi fosse impossibile e che i genitori fossero solo dei poveri illusi, per di più turlupinati dai "truffatori" che praticavano cosiddette "terapie alternative". Alcuni hanno anche affermato che i  "bambini recuperati" non fossero mai stati autistici o che questi bambini, semplicemente, avessero "recuperato spontaneamente"-negando per altro il loro assunto precedente sull'impossibilità di una qualsivoglia guarigione.
Questo studio è stato finanziato dal NIH, organo del dipartimento per la salute pubblica americano che si occupa di ricerca medica e che sovvenziona centinaia di migliaia di lavori in tutto il mondo, pone definitivamente la parola "fine" a questo deleterio scetticismo e a questa cieca e violenta negazione ostruzionistica, che si scontra con l'interesse dei bambini di cui, invece, dovrebbe preoccuparsi.
Oggi il NIH sta reclutando per questo suo studio, un numero consistente di bambini (circa 150 soggetti) che "seguendo un intensivo intervento biomedico (per es., diete senza glutine e caseina, supplementi di vitamine, chelazione), sono divenuti indistinguibili dai loro coetanei", allo scopo di confrontare le loro caratteristiche comportamentali e biologiche con quelle sia di bambini che non hanno recuperato che di bambini sani.
Il NIH effettuerà uno studio su questi bambini perché questi bambini ESISTONO.
Ci auguriamo che l’autorevolezza  della fonte porti ad un immediato cambiamento di direzione non solo concettuale, ma soprattutto terapeutica anche in Italia e che anche nel nostro paese si accetti definitivamente il dato oggettivo che i bambini con autismo vanno curati  per la loro malattia biologica e che possono migliorare se non addirittura, in alcuni casi,  guarire totalmente.
Ci auguriamo altresì che queste affermazioni provenienti dal più importante centro mondiale per la ricerca, possano aiutare il mondo italiano dell'autismo a ritrovare nuova linfa per combattere e forza per un'unità di intenti e di vedute che troppe volte è venuta a mancare per chiuse prese di posizione, cieche alle evidenze scientifiche.
 



 
Identificazione delle caratteristiche associate con la remissione dei sintomi nell’autismo

Si stanno attualmente reclutando i partecipanti a questo studio
Verificato dal National Institutes of Health Clinical Center (CC), Gennaio 2010

 

Sponsor dello studio:    National Institute of Mental Health (NIMH)
Informazioni fornite da:     National Institutes of Health Clinical Center (CC)
Numero Identificativo:    NCT00938054

 

 http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00938054

 

 

Scopo dello studio

L’autismo è definito come una disabilità pervasiva dello sviluppo che dura per tutta vita e, per questo motivo, la guarigione dei sintomi è considerata rara. I resoconti di Lovaas e McEachin, Smith & Lovaas e più recentemente di  Cohen, Amerine-Dickens, & Smith, Smith Groen et al. e Sutera Pandey et al affermano che programmi intensivi di intervento comportamentale durante gli anni di scuola materna possono condurre ad un miglioramento tale che i bambini non incontrano più i criteri diagnostici per l’autismo al momento di intraprendere la scuola elementare. Esiste però anche un gran numero di resoconti aneddotici su bambini con autismo che, seguendo un intensivo intervento biomedico ( per es., diete senza glutine e caseina, supplementi di vitamine, chelazione), sono divenuti indistinguibili dai loro coetanei con sviluppo normale. L’obiettivo di questa ricerca è caratterizzare il profilo comportamentale e biologico dei bambini con autismo che mostrano una significativa riduzione dei sintomi tale da non farli più rientrare nei criteri diagnostici dell’autismo  (Remitted Autism [REM-AUT]) e confrontarlo con quello di un gruppo di bambini che continuano invece a rientrare in questi criteri (AUT) e con quello di un gruppo che si sviluppano normalmente (TD). Esaminare se i sintomi neurobiologici e neurocomportamentali comunemente riportati nell’autismo sono frequenti e gravi nei bambini che hanno risposto al trattamento è un primo passo importante nel determinare quali fattori possano contribuire alla remissione dei sintomi di autismo. Inoltre, confrontare  i bambini che hanno superato l’autismo con bambini con sviluppo normale  ci aiuterà a capire meglio se il miglioramento dei sintomi avviene attraverso una  normalizzazione della funzione o se il raggiungimento degli stessi risultati comportamentali passa attraverso  un processo alternativo ....



Diagnosi

  • Disordini dello spettro autistico
  • Autismo


Studio di tipo osservativo

Titolo ufficiale: Identificazione delle caratteristiche associate alla remissione dei sintomi nell’autismo

Data di inizio dello studio: Giugno 2009



Criteri di eleggibilità

  • Avere avuto una diagnosi di disordine autistico prima dei sei anni 
  • Non rientrare, al momento, nei criteri diagnostici per disordine autistico e aver avuto miglioramenti significativi dalla diagnosi iniziale. Questi soggetti possono avere PDD, ADHD, etc.,purché stiano chiaramente molto meglio e sostanzialmente in grado di frequentare la scuola con minimo o nessun sostegno. 
  • Avere tra gli 8 e i 17 anni, anche se potrebbero essere considerati anche bambini di 7 anni
     


 
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