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domenica 19 settembre 2010


 



Workshop di II livello a Montalto Uffugo (CS) e Catanzaro
Stabilire il controllo istruzionale costruendo una relazione
ed insegnando la Comunicazione Funzionale

relatore: Thomas Caffrey

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito www.neomera.org



 
Montalto Uffugo 11-12 Ottobre 2010
    
         Sala Falcone
         Via Messina  
         Montalto Uffugo (Cs)
 
         
        Scarica la LOCANDINA 

        Scarica il PIEGHEVOLE
 



Catanzaro 13-14 ottobre 2010

 
        Università degli Studi "Magna Graecia" Catanzaro
        Corso di Laurea in Terapista della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva
 
        Sede e orari del workshop ABA II livello:
                Campus Universitario "S. Venuta" - Germaneto (Cz)
                Aula H liv. 2 - Edificio Bioscienze
                dalle ore 9,00 alle 18,00
 
        Scarica la LOCANDINA 

        Scarica il PIEGHEVOLE: lato 1lato 2
 



Il workshop di II° livello ha come obiettivo la preparazione dello staff (genitori - terapisti - insegnanti) addetto all’insegnamento della comunicazione funzionale agli studenti con autismo ed altre disabilità dello sviluppo utilizzando la classificazione comportamentale del linguaggio di B.F. Skinner.

Il training pratico si focalizza essenzialmente sullo sviluppo dei repertori necessari per insegnare le abilità di comunicazione funzionale sia per gli studenti verbali che quelli non verbali nel naturale ambiente della scuola pubblica.

In particolare, ai partecipanti saranno date informazioni e spiegazioni per centrare i seguenti obiettivi:
 
  • Utilizzare le varie strategie per identificare i rinforzi dello studente
  • Preparare in modo efficace lo staff, i compagni, l’ambiente, e gli oggetti/attività con i rinforzi
  • Catturare e rinforzare la motivazione
  • Distinguere le funzioni basiche del linguaggio di B.F. Skinner
  • Insegnare le abilità di comunicazione funzionale (richieste/domande)
  • Identificare potenziali candidati per utilizzare un sistema di comunicazione aumentativa e selezionare il target iniziale
  • Sviluppare un programma giornaliero della classe che incorpori numerose attività rinforzanti (individuali e di gruppo) e che pertanto aumenti le opportunità per la comunicazione funzionale
  • Scrivere ed implementare lezioni pianificate d’insegnamento in ambiente naturale (NET)


     

Infoline: 333 89 45 8 45 - 392 29 11 7 85

Per l'iscrizione: info@neomera.org


 

In collaborazione con

 


 
lunedì 20 settembre 2010

 

Iocresco.it pubblica il manuale Mariposa in italiano 

 



Con una spendida iniziativa volta alla divulgazione della tecnica ABA/VB per i nostri bambini, il sito IOCRESCO.IT ha organizzato un lavoro di traduzione del famoso manuale ABA della Mariposa School for Children with Autism.  Ringraziamo il responsabile del sito per avercene concessa la pubblicazione.

Ecco le parole con cui Iocresco presenta questo enorme lavoro:
 

 

Su licenza di Mariposa School, siamo orgogliosi di pubblicare questo preziosissimo manuale di formazione ABA-Verbal Behavior per operatori e genitori, integralmente tradotto in italiano grazie all'intenso lavoro di un team di volontari per www.iocresco.it.

Desideriamo ringraziare tutto il team dei traduttori volontari: Daniela A.R. Alemanno, Giorgio Antonioli, Cinzia Barranco, Marina Callegari, Chiara Dabusti, Valeria Germoglio, Silvia Mazzobel, Maria Grazia Ordanini, Federica Ressi, Alessandra Solito, Tiziana Spalla ed alla paziente e sempre presente Anna Ballanti Neufeld,  coordinatrice del gruppo di traduzione.

Un ‘grazie’ speciale alle dottoresse Ivana Papi e Lucia D'Amato le quali, nonostante i numerosi impegni verso i nostri bambini, hanno contribuito alla revisione finale del documento.

Con la vostra collaborazione è stata possibile la realizzazione di questo meraviglioso ed utilissimo manuale. Grazie!

Ringraziamo, infine,  la Mariposa School per aver concesso ad Io cresco la traduzione e la libera pubblicazione di questo manuale.



Questo l'indice dei trenta capitoli di questa preziosissima traduzione:

    * Capitolo 1 Iniziare un programma di Verbal Behavior
    * Capitolo 2 Per un buon inizio
    * Capitolo 3 Regole di rinforzo
    * Capitolo 4 Termini e definizioni
    * Capitolo 5 Classificazione comportamentale del linguaggio (Skinner)
    * Capitolo 6 Valutare le risposte del bambino all'ambiente
    * Capitolo 7 Insegnare al bambino a giocare
    * Capitolo 8 I giocattoli preferiti
    * Capitolo 9 Giocattoli ed attività rinforzanti
    * Capitolo 10 Come insegnare al bambino a fare richieste (Mand)
    * Capitolo 11 Come insegnare a formulare richieste con l'uso dei segni (Mand)
    * Capitolo 12 Insegnare a formulare richieste (mand) scambiando oggetti/figure
    * Capitolo 13 Procedure didattiche – Mand vocali
    * Capitolo 14 Insegnare al bambino verbale a fare richieste (mand)
    * Capitolo 15 Insegnare al bambino a denominare -Tact- oggetti e figure
    * Capitolo 16 Procedure di trasferimento
    * Capitolo 17 Procedure di correzione e prompt
    * Capitolo 18 Aumentare la produzione di suoni - Insegnare al bambino a parlare
    * Capitolo 19 Problemi comportamentali
    * Capitolo 20 Lavorare con i comportamenti prima che si manifestino
    * Capitolo 21 Insegnare al bambino ad usare le parole invece dei capricci
    * Capitolo 22 Insegnare al bambino a rispondere alle domande
    * Capitolo 23 Scelta degli obiettivi
    * Capitolo 24 Raccogliere i dati con Pocket ABLLS-R e Pocket FFC-R
    * Capitolo 25 Scegliere la forma della prima risposta
    * Capitolo 26 Insegnare al bambino a fare domande
    * Capitolo 27 Insegnare al bambino a capire e usare il linguaggio astratto
    * Capitolo 28 Costruire le frasi
    * Capitolo 29 Sviluppare le capacità di socializzazione
    * Capitolo 30 Decidere quando il bambino e pronto per inserirsi in una classe

 


 
giovedì 02 settembre 2010


Questionario per le Famiglie

del dr. Maurizio Brighenti



EmergenzAutismo è lieta di condividere con tutti i genitori con figli nello spettro autistico, questa richiesta pervenutaci dal dr. Mauizio Brighenti, Primario di Neuropsichiatria Infantile presso il C.E.R.R.I.S. (Centro Educativo Riabilitativo di Ricerca e di Intervento Social) dell'ASL 20 di Verona. Con una sua mail al nostro movimento, il dr. Brighenti ci informa di aver redatto, insieme ad un gruppo di lavoro di professionisti nel campo dei disordini dello spettro autistico, un questionaro rivolto alle famiglie il cui scopo consiste "nell'indagare sulle problematiche che i genitori oggi affrontano nella cura dei propri figli con autismo. I risultati saranno pubblicati su doctorhome.com e saranno disponibili per le associazioni che potranno utilizzarli in ambito istituzionale al fine di migliorare le carenze che saranno riscontrate dall'indagine proposta."

Vogliamo sostenere questa lodevole iniziativa e i suoi obiettivi, sperando che possa favorire la costituzione di una rete di medici che desiderino collaborare tra loro e con noi genitori, affinchè finalmente l'autismo possa essere affrontato
per ciò che realmente è: un disturbo multisistemico.

Ringraziando tutti i genitori che vorranno compilare il questionario,  cogliamo l'occasione per ringraziare altresì il dr. Brighenti per il suo impegno costante verso i nostri figli, così spesso abbandonati dalle istituzioni e da chi dovrebbe occuparsi della loro salute e della loro cura.


Cari Genitori

Il significato di un questionario rivolto alle famiglie è una delle possibilità per individuare delle problematiche relative all'argomento Autismo, per poter poi commentare e diffondere i risultati in funzione di un miglioramento della qualità di vita di queste persone.

I risultati saranno raccolti, pertanto, in modo strutturato ed utilizzabili dalle Associazioni per delle riflessioni con le famiglie, con i servizi sanitari, con il ministero della salute e della ricerca.

Questo primo questionario riguarda l'area sanitaria relativa alla diagnosi precoce, al rapporto con i servizi sanitari, alle ricerche nell'area biomedica, ed è rivolto ai soggetti di età compresa tra 0-25 anni. Seguiranno dei questionari per l’area famiglia, per la scuola, per l’età adulta.

Un importante risultato che si potrà ottenere con il primo di questi riguarda la determinazione del numero, anche approssimativo, di quante famiglie oggi in Italia effettuano un trattamento “biomedico” e quale testimonianza i genitori portano sui risultati osservati. Ne consegue un rapporto anche sui sacrifici che le famiglie devono affrontare, sia in termini economici che di tempo.

Altre applicazioni dei risultati dei vari questionari potrebbero stimolare la creazione di gruppi di studio tra medici a favore della ricerca, informando i genitori anche su quelle ricerche che provengono dall'estero e sono oggetto di interesse per le famiglie, sostenere i costi delle famiglie da parte del sistema sanitario nazionale, migliorare la assistenza scolastica, riabilitativa od educativa.

L’indagine va oltre uno scopo prettamente scientifico: alcune domande infatti, saranno utili ai fini delle statistiche e delle percentuali relative alle varie realtà considerate, altre mirano a capire i bisogni e le percezioni delle famiglie al di là di uno scopo puramente di ricerca: sono quindi domande più compilative, che possiedono un valore testimoniale importantissimo, che merita tutta la dovuta attenzione da parte degli organi istituzionali coinvolti.

Sarebbe utile che molti partecipassero, anche chi non effettua trattamenti di tipo “biomedico”, per confrontare entrambi i risultati ottenuti con il bambino tra chi li attua e coloro che svolgono solo trattamenti di tipo riabilitativo/educativo.

Per trattamento “biomedico” si intende un tipo di approccio che si rivolge alla individuazione ed alla cura di vari fattori biologici/biochimici responsabili di alterazioni dello sviluppo bio-psicologico della persona con autismo. Questi dati spesso sono trascurati o sottovalutati poiché non conosciuti dalla maggior parte di medici.

Questo approccio ha individuato nell'autismo disturbi gastroenterici, intolleranze alimentari, infezioni da candida, intossicazioni da mercurio, alterazione dei processi di metilazione, disturbi del sistema immunitario, ecc.

Per accedere al questionario occorre registrarsi al sito, in modo da confermare la validità del numero dei partecipanti, così che ad ogni singolo questionario corrisponda un utente iscritto; tuttavia questi resteranno anonimi ed i risultati saranno tarati solo su di un campione minimo di almeno 100 questionari, anche se una sua reale validità la si ottiene su campioni di 1000 partecipanti ed oltre. Non si accettano, quindi, questionari compilati al di fuori del sito.

La loro pubblicazione avverrà al termine dello studio che sarà disponibile per la sua divulgazione presso le Associazioni interessate e nel sito www.doctorhome.eu

I dati richiesti sono numerosi, ma è proprio dalla accuratezza delle domande che si possono ottenere degli indicatori significativi sulle problematiche delle persone con Autismo.

Grazie per la vostra collaborazione che spero numerosa.
 
Maurizio Brighenti

 
lunedì 19 luglio 2010

Nuove scoperte scientifiche mettono in relazione
l’autismo con vaccini e mercurio


Mettere fine all’epidemia di autismo  inizia con lo smettere subito di sottoporre i nostri bambini ad esposizioni dannose quali le vaccinazioni troppo precoci e le vaccinazioni multiple



Questa settimana sono stati pubblicati due nuovi studi sull’importante rivista neuroscientifica Acta Neurobiologiae Experimentalis che hanno entrambi indicato i vaccini e i metalli pesanti tossici come causa dell’allarmante aumento dell’autismo, ormai innegabile: il CDC, organo americano per il controllo delle malattie, stima che oggi l’autismo colpisce un bambino su 110, con un incremento di più del  40% rispetto a solo pochi anni fa!
 
Questo incremento così impressionante e rapido non può certo essere semplicemente spiegato con i cambiamenti avvenuti nei criteri diagnostici o minimizzato mettendolo solo in relazione ad una maggiore consapevolezza e attenzione dei genitori e della società in genere, ma va affrontato con grande attenzione, considerando soprattutto  che purtroppo i nostri neonati e le donne incinta sono oggi esposti proprio a ciò che la scienza ci sta indicando come causa dell’epidemia e facendo gli opportuni passi necessari per proteggere i nostri bambini da queste pericolose sostanze.   
 
Nel primo studio, i ricercatori dell’Università di Pittsburgh e della Thoughtful House di Austin, in Texas, hanno confrontato due gruppi di cuccioli di macachi: un gruppo era costituito da scimmiette non vaccinate, mentre al secondo sono state somministrate le identiche vaccinazioni che venivano fatte ai bambini americani negli anni ’90, che nella maggior parte dei casi contenevano mercurio. I cuccioli di macachi sono conosciuti nel mondo scientifico per avere le stesse reazioni dei nostri neonati, ed hanno il loro DNA per il 93.5% completamente identico al genoma umano.
 
I risultati ottenuti sono di importanza eccezionale: le scimmie vaccinate hanno mostrato un aumento notevole del volume cerebrale che gli autori teorizzano possa derivare da una incapacità di  compattare i neuroni. Una testa grande è un segno caratteristico dei neonati che in seguito svilupperanno l’autismo. Il gruppo di macachi vaccinati ha anche mostrato una diversa velocità di maturazione, rispetto al gruppo delle scimmie non vaccinate, della zona del cervello detta amigdala, e una disfunzione dell’amigdala è da tempo implicata nell’autismo.  La regione dell’amigdala è responsabile delle emozioni, della memoria e dell’apprendimento, e i soggetti con autismo hanno forti difficoltà in queste aree.
 
Nel secondo articolo, due scienziati dell’Università dell’Iowa hanno fatto una valutazione critica della ricerca che è stata usata per confutare un legame fra autismo e metalli pesanti, e il mercurio e hanno trovato errori statistici in moltissimi studi e, una riesamina dei dati ha dimostrato una più grande presenza di metalli nei bambini autistici rispetto ai gruppi di controllo. Gli autori hanno calcolato che 43 delle 58 relazioni scientifiche esaminate suggerivano la possibilità di un legame tra metalli pesanti e autismo, mentre solo il 13 suggerivano non ci fosse e hanno concluso che, nonostante rimangano dei dubbi, "il peso delle prove  pende verso l’esistenza di un legame".
 
La comunità dell’autismo internazionale, di cui EmergenzAutismo fa parte,  chiede ai governi di tutto il mondo di proibire, così come fatto in molti Stati, realmente e definitivamente l’uso del mercurio come conservante nei vaccini,  sulla base di questi due studi e della crescente letteratura scientifica che sta sollevando sempre più dubbi sulla sicurezza delle vaccinazioni infantili e dell’esposizione a metalli pesanti, tra cui il mercurio ed esorta, nel frattempo, tutte le famiglie a scegliere vaccini privi di mercurio per i propri figli.
Chiede inoltre ulteriore ricerca, indipendente, che possa valutare i rischi per la salute dei nostri figli di vaccinazioni troppo precoci e troppo numerose: quello che è stato fatto ad una intera generazione di bambini non deve accadere mai più.


 

 
lunedì 19 luglio 2010



La battaglia per le
terapie biomediche per l'autismo


Di Jeff.Bradstreet, MD, MD(H), FAAFP

da Autism File nr.36 - Traduzione di Maria L.

 
 

Ogni volta che penso all’autismo, non posso evitare analogie militari: l’autismo è una battaglia, con scontri che avvengono a diversi livelli.  Combattiamo per avere più risorse nella scuola, perché ci venga fornita terapia comportamentale, per avere logopedisti, combattiamo perché il governo stanzi fondi per la ricerca, e combattiamo con i medici perché riconoscano i problemi di salute dei nostri figli. Certo, io oltre che genitore sono medico, ma sinceramente dubito che mi sarei interessato così tanto all’autismo se non avessi avuto un figlio con questo disordine. E questo credo che valga in generale per tutta la medicina, perché l’autismo non è una malattia che affascina: non c’è nessun incredibile intervento chirurgico da praticare che possa dare al medico la stessa eroica soddisfazione dello sbloccare , per esempio, un’arteria coronarica e certamente niente di simile  alla radioterapia high-teach che si utilizza nel cancro. Sebbene inserito in un ambiente medico che ha molto a che fare con la tecnologia, l’autismo è posto in una nicchia a “bassa tecnologia”. Il risultato di questo  è che combattiamo costantemente per trovare dei fondi per la ricerca e per ottenere qualche riconoscimento tra i giganti della medicina che hanno a che fare con arterie coronariche, cancro e AIDS.

Quelli di noi nella comunità autistica che fanno riferimento al biomedico hanno recentemente assistito ad una serie sconfitte che ci potevano far ritenere che la battaglia fosse persa,   ma queste battute d'arresto sono state solo scaramucce e le sorti della battaglia stanno volgendo a nostro favore. La guerra tuttavia , è lontana dal concludersi, e sono state condotte disperate battaglie.

Se sia stato grazie alla questione “vaccini come causa dell’autismo” o per i resoconti negativi di numerosi media, il movimento biomedico è stato letteralmente preso di mira e messo sotto torchio. Posso dirlo con sicurezza perché io stesso sono stato obiettivo di dure critiche. Molti sono  stati anche i colpi arrivati sotto la cintura,  ignorando deliberatamente la letteratura medica precedente  che sta alla base delle nostre teorie e delle nostre terapie. La medicina è da sempre costruita con attenzione intorno ad alcuni paradigmi e il rapido aumento dell’autismo ha dimostrato che il paradigma che definisce l’autismo un disordine genetico è sbagliato e questo perchè non esistono epidemie genetiche: il patrimonio genetico dell’uomo  non è praticamente cambiato nelle ultime dieci generazioni, mentre l’autismo è passato dall’essere una malattia praticamente  sconosciuta  nel 1800 a una vera e propria piaga.

Dato che l’autismo è un disturbo molto evidente e che non si può certo ignorare,  l’assenza di qualsiasi descrizione dell’autismo cento anni fa  dice molto. A quel tempo i medici non disponevano di tecnologie sofisticate, ma tuttavia utilizzavano i propri sensi, le proprie conoscenze come osservatori per fare diagnosi. Anzi come medici lavoravano meglio di noi, se si considera l’attenzione che mettevano nell’esame fisico del paziente,  meglio di noi che siamo tecno-dipendenti. Erano molto precisi e i loro resoconti estremamente dettagliati nel descrivere i sintomi e nello stabilire diagnosi. Quando il dr. Leo Kanner descrisse quello che si ritiene essere il primo caso di Autismo nel 1930, quello che caratterizzava l’autismo era il manifestarsi di determinati comportamenti. Da quel momento una nuova minaccia ha iniziato a colpire i bambini. Dai tempi di Kanner l’autismo è passato dal non esistere  all'essere purtroppo  “comune” (1 su 100 bambini). Negli ultimi 100 anni l’uomo ha creato una lunga lista di prodotti tossici, veleni, composti chimici, tutti gli antibiotici, tutti i vaccini (tranne quello del vaiolo), i vari tipi di plastiche,  prodotti derivati dal petrolio, pesticidi, erbicidi, prodotti ignifughi, ecc….sono tutte cose che prima non c’erano. E non c’è nessun segnale che stiamo smettendo di produrne di nuovi a questo ritmo sempre crescente,  farmaci compresi.  La tecnologia, soprattutto quella associata alla chimica, ha un prezzo. I casi di allergia, asma, ADHD, autismo, sono aumentati vertiginosamente, anche considerando soltanto il periodo di tempo da quando mi sono laureato  (anni ’70) ad oggi.

Il centro dell'’Università della Florida Center per l'autismo e disabilità relative, mi ha chiesto recentemente di tenere una conferenza sull’utilizzo di medicine alternative nei disordini dello spettro autistico ma,  mentre scorrevo le diapositive la notte prima del mio intervento all’Università,  mi è stato improvvisamente chiaro questo: dato che non esiste una terapia medica tradizionale per l'autismo, non possono esistere terapie alternative! Non ci sono agenti farmacologici ufficialmente approvati per i sintomi correlati come ad esempio l’irritabilità, che tra l’altro non rientra nei criteri diagnostici dell’autismo. 

Perché dico questo? La risposta è semplice:  c’è una battaglia feroce condotta attraverso i media volta a ridicolizzare le cure biomediche deifinte "cure non tradizionali" o anche peggio., ma l’intera controversia io la vedo in modo ben diverso:  non si può parlare di cura tradizionale quando ci troviamo di fronte all’autismo, e se c’è,  certamente è un tipo di approccio ormai sterile, che non ha portato risultati. Nonostante tutto, non voglio essere troppo severo nei confronti della classe medica.: soltanto qualche decennio fa, l’autismo era una malattia “orfana” che colpiva un bambino su 4000.  Oltretutto, l’autismo è stato definito sulla base dell’osservazione delle sue manifestazioni comportamentali, e per questo viene considerato un disordine del comportamento e psicologico e, infine, dobbiamo dire che molti esperti sono convinti che l’autismo sia una malattia genetica. Questo fa parte della “vecchia scuola” di pensiero: l’autismo come disturbo raro, comportamentale e genetico.

Non sono d’accordo. L’autismo non è nessuna di queste tre cose. A meno di non voler negare l’evidenza, è un disturbo molto comune, le manifestazioni comportamentali sono il risultato di sbilanciamenti biochimici già ampiamente descritti ed, oramai, è l’interazione tra genetica e ambiente più che l’ipotesi classica della mutazione genetica a prendere piede e ad essere accettata.

Questa battaglia di ideologie sta raggiungendo una violenza incredibile. Una serie di critiche ampiamente pubblicizzate dai media cita gli esperti di “cure tradizionali” nel tentativo di sezionare e smontare  il metodo che noi utilizziamo nell’identificare  i problemi che presentano i nostri figli e le terapie che scegliamo per aiutarli. La cosa davvero incredibile è  che le loro critiche possono essere così riassunte: non si deve fare nulla per trattare i problemi biologici di questi bambini! Di fatto poi l'approccio "tradizionale" all'autismo  ignora deliberatamente stress ossidativo, autoimmunità, metalli tossici, patogeni intestinali, intestino infiammato e non solo, ma impedisce anche ai medici che lo vogliano di interessarsi a questi problemi. Si preferisce che i bambini restino senza diagnosi e senza trattamenti e questo è davvero insolito per la medicina, tanto più per la medicina moderna che, dii solito cerca di dare risposta a quesiti rimasti senza risposta e cerca di capire il meccanismo delle malattie. Ci deve essere qualcosa di razionale e di irrazionale allo stesso tempo in tutto questo . Sebbene io possa fare solo supposizioni,  è come se questo atteggiamento quantomeno insolito da parte della “medicina tradizionale” sia dettato da una reazione al messaggio “anti-vaccini” che è intrinseco all’approccio biomedico all’autismo. Le preoccupazioni dell’establishment medico non sono senza giustificazioni: molti di coloro che attuano l’approccio biomedico hanno pubblicamente fatto pubblicità negativa ai vaccini. Come reazione l’establishment ha condotto una serie di studi per far crollare la connessione autismo-vaccini. Anche se credo che dobbiamo  studiare ancora molto sulle cause dell’autismo, abbiamo un problema reale: siamo di fronte a molti casi di autismo e dobbiamo fare qualcosa per determinare le cause di questa epidemia. Ogni 20 minuti, per 24 ore su 24, sette giorni su sette, un altro bambino americano e la sua famiglia si scontrano con questa malattia.
  

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sabato 17 luglio 2010

 

Una nuova "carboneria scientifica"?

dr. Maurizio Brighenti




Segnaliamo questo articolo del Dr. Maurizio Brighenti, medico e ricercatore che da anni si occupa di autismo, che per la prima volta espone la sue esperienza nel mondo dell'autismo, attraverso considerazioni di merito circa la ricerca scientifica nelle università italiane, le associazioni di genitori con opinioni eterogenee e gli spazi internet quali nuove "fucine" di scienza e di conoscenza, con tutti i pro e i contro che l'assenza istituzionale provoca sui bambini e le loro famiglie.


I genitori, cercano molte riposte attraverso Internet, confrontandosi tra loro e con chi propone nuove opportunità di cura.

In questo mondo virtuale, vi sono proposte scientificamente corrette ed altre meno, o perlomeno vi si propagano delle ipotesi non sempre accertate sul piano scientifico, anche se in molti casi, i risultati dichiarati sono diffusi da gruppi di ricercatori conosciuti, Universitari o dei Centri di ricerca.

Quello che incuriosisce, però, è perché alcuni Centri Universitari pubblicano dei dati “scientifici “ ed altri Centri, altrettanto importanti sul piano scientifico, e della ricerca, pubblicano sullo stesso argomento dei dati contrari? Come è possibile?

Gli Stati Uniti e il Regno Unito, hanno fondi per la ricerca, superiori ai nostri, per cui giungono a noi, sempre con maggior frequenza, informazioni di nuove ipotesi e di nuove terapie tramite Internet, come dalle riviste di settore.

Poniamoci però alcune domande:

I risultati pubblicati sono l'effetto di studi controllati da un punto di vista metodologico ? Le risposte riguardano un numero di casi sufficiente ? Vi sono sponsor collegati o che sostengono la ricerca ? Quale tipo di sponsor ? Insomma chi paga le spese ? Sono sponsor dichiarati e quali interessi nascondono certe affermazioni, anche quando è lo stesso Stato a diffonderle ?

Il lettore o il genitore non sanno filtrare, differenziare molte di queste domande e alla fine non sanno scegliere quale di queste informazioni sia più attendibile di altre...

 

Il PDF completo è scaricabile al seguente link

http://www.doctorhome.eu/modules/news/Default.aspx?id=c54d0df3-df2e-4ee0-a487-a177e287f051

 


 
venerdì 16 luglio 2010

Nuovo studio dimostra che i vaccini causano i cambiamenti cerebrali trovati nell'autismo

di Dan Olmsted e Mark Blaxill


Una crescita e una funzione  anormale del cervello sono caratteristiche dell’autismo, un sempre più comune disordine dello sviluppo che colpisce oggi 1 bambino americano su 60. Una nuova ricerca dell’Università di Pittsburgh e del Thoughtful House Center for Children di  Austin,  in Texas, ha trovato modifiche cerebrali fortemente simili a quelle viste nell’autismo in cuccioli di scimmia che hanno ricevuto lo stesso programma usato negli Stati Uniti negli anni ’90 con vaccini contenenti il conservante a base di mercurio thimerosal allora comunemente usato.

Le scoperte fatte sono state pubblicate ieri sulla rivista scientifica Acta Neurobiologiae Experimentalis. Sono state usate tecniche di scansione che valutavano nel tempo sia la crescita cerebrale che le funzioni cerebrali negli stessi animali. Il team di ricerca è riuscito a vedere differenze  nel modo in cui si sviluppavano i cervelli di animali vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Le scansioni sono state eseguite prima e dopo la somministrazione delle prime vaccinazioni per MMR  (morbillo – rosolia – parotite) e DTaP/Hib che venivano somministrate nell’uomo a 12 mesi di età.

Per tutto il periodo dello studio, gli animali vaccinati hanno mostrato un aumento del volume totale del cervello – una caratteristica tipica del cervello di molti bambini con autismo – rispetto agli animali non vaccinati.  Una parte specifica del cervello, però, associata con le risposte emozionali che è nota essere importante nell’autismo, l’amigdala, non ha mostrato anomalie fino a dopo la somministrazione dei vaccini eseguiti a 12 mesi. Inoltre, solo dopo i vaccini dei 12 mesi, le scansioni funzionali del cervello  hanno mostrato differenze significative tra I due gruppi. Queste scansioni funzionali erano volte  valutare l’attività di ricettori per composti tipo la morfina  (oppioidi) che hanno un ruolo importante nel cervello dei bambini colpiti dall’autismo. La somministrazione del vaccino è stata associata con un aumento nell’attività di legare gli oppioidi nell’amigdala rispetto ad una diminuzione osservata invece nel gruppo di animali non vaccinati.

I risultati indicano che vaccinazioni multiple durante i primi 3-4 mesi possono avere un impatto decisive sulla crescita del cervello e sul suo sviluppo in modo consistente ai dati pubblicati sull’autismo. Per l’amigdala, le nuove scoperte di crescita e funzionalità anomale sembrano essere collegate alle  vaccinazioni  MMR, DTaP e  Hib eseguite ai 12 mesi.

Nell’editoriale che accompagnava lo studio, il Dr. Kris Turlejski, il capo redattore della rivista, ha descritto le scoperte come “alllarmanti”, “supportanti la possibilità che ci sia un legame tra vaccinazioni precoci e l’eziologia dell’autismo”.

Nello stesso modello di scimmie, il team dei ricercatori ha già identificato un ritardo nell’acquisizione dei riflessi  viali del midollo allungato nei cuccioli esposti il primo giorno di vita (ndt: come i bambini americani!) al vaccino per l’epatite B contenente thimerosal, rispetto agli animali non vaccinati. Si sta attualmente conducendo una seconda fase dello studio più estesa per vedere se queste scoperte possano essere replicate.

Il Dr. Andrew Wakefield, che non è un autore dello studio, ma lo ha supportato in fase di progetto,  ha detto: “Spero che questo studio non solo contribuisca alla comprensione delle origini dell’autismo, ma fornisca anche un indirizzo sul modo di testare in sicurezza possibili nuovi trattamenti  per l’autismo e i vaccini”.

Referenze:
Laura Hewitson, Brian J. Lopresti, Carol Stott, N. Scott Mason, and Jaime Tomko. Influence of pediatric vaccines on amygdala growth and opioid ligand binding in rhesus macaque infants: A pilot study. Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 147–164

Kris Turlejski. Focus on Autism Editorial Comment Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 117–118



 
venerdì 09 luglio 2010

 

Il NIH afferma: i sintomi dell'autismo possono essere superati


L’autismo viene definito da sempre, come una sindrome dalla quale non si può uscire e che, quindi, perdura per tutta la vita. La tragedia dell'incremento esponenziale dell'autismo degli ultimi due decenni ha invece portato molti scienziati e clinici a partecipare alla ricerca di trattamenti che potessero migliorare i sintomi di questa malattia; i genitori inoltre  hanno cominciato a riferire di crescenti successi in un inaspettato numero di bambini autistici che dimostravano un miglioramento eccezionale seguendo una combinazione di trattamenti biomedici e comportamentali. Molti di questi bambini, precedentemente diagnosticati come autistici, non rientravano più nei criteri diagnostici dell'autismo fino a poter essere considerati normali a tutti gli effetti. 
L'idea che il recupero dall'autismo fosse possibile ha sollevato numerose obiezioni, nonostante queste evidenze divenissero man mano numericamente rilevanti.  Anche in Italia, critici "ad oltranza", davanti a ripetuti casi documentati, hanno continuato ad affermare come la remissione dei sintomi autistici non fosse reale, che il recupero quindi fosse impossibile e che i genitori fossero solo dei poveri illusi, per di più turlupinati dai "truffatori" che praticavano cosiddette "terapie alternative". Alcuni hanno anche affermato che i  "bambini recuperati" non fossero mai stati autistici o che questi bambini, semplicemente, avessero "recuperato spontaneamente"-negando per altro il loro assunto precedente sull'impossibilità di una qualsivoglia guarigione.
Questo studio è stato finanziato dal NIH, organo del dipartimento per la salute pubblica americano che si occupa di ricerca medica e che sovvenziona centinaia di migliaia di lavori in tutto il mondo, pone definitivamente la parola "fine" a questo deleterio scetticismo e a questa cieca e violenta negazione ostruzionistica, che si scontra con l'interesse dei bambini di cui, invece, dovrebbe preoccuparsi.
Oggi il NIH sta reclutando per questo suo studio, un numero consistente di bambini (circa 150 soggetti) che "seguendo un intensivo intervento biomedico (per es., diete senza glutine e caseina, supplementi di vitamine, chelazione), sono divenuti indistinguibili dai loro coetanei", allo scopo di confrontare le loro caratteristiche comportamentali e biologiche con quelle sia di bambini che non hanno recuperato che di bambini sani.
Il NIH effettuerà uno studio su questi bambini perché questi bambini ESISTONO.
Ci auguriamo che l’autorevolezza  della fonte porti ad un immediato cambiamento di direzione non solo concettuale, ma soprattutto terapeutica anche in Italia e che anche nel nostro paese si accetti definitivamente il dato oggettivo che i bambini con autismo vanno curati  per la loro malattia biologica e che possono migliorare se non addirittura, in alcuni casi,  guarire totalmente.
Ci auguriamo altresì che queste affermazioni provenienti dal più importante centro mondiale per la ricerca, possano aiutare il mondo italiano dell'autismo a ritrovare nuova linfa per combattere e forza per un'unità di intenti e di vedute che troppe volte è venuta a mancare per chiuse prese di posizione, cieche alle evidenze scientifiche.
 



 
Identificazione delle caratteristiche associate con la remissione dei sintomi nell’autismo

Si stanno attualmente reclutando i partecipanti a questo studio
Verificato dal National Institutes of Health Clinical Center (CC), Gennaio 2010

 

Sponsor dello studio:    National Institute of Mental Health (NIMH)
Informazioni fornite da:     National Institutes of Health Clinical Center (CC)
Numero Identificativo:    NCT00938054

 

 http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00938054

 

 

Scopo dello studio

L’autismo è definito come una disabilità pervasiva dello sviluppo che dura per tutta vita e, per questo motivo, la guarigione dei sintomi è considerata rara. I resoconti di Lovaas e McEachin, Smith & Lovaas e più recentemente di  Cohen, Amerine-Dickens, & Smith, Smith Groen et al. e Sutera Pandey et al affermano che programmi intensivi di intervento comportamentale durante gli anni di scuola materna possono condurre ad un miglioramento tale che i bambini non incontrano più i criteri diagnostici per l’autismo al momento di intraprendere la scuola elementare. Esiste però anche un gran numero di resoconti aneddotici su bambini con autismo che, seguendo un intensivo intervento biomedico ( per es., diete senza glutine e caseina, supplementi di vitamine, chelazione), sono divenuti indistinguibili dai loro coetanei con sviluppo normale. L’obiettivo di questa ricerca è caratterizzare il profilo comportamentale e biologico dei bambini con autismo che mostrano una significativa riduzione dei sintomi tale da non farli più rientrare nei criteri diagnostici dell’autismo  (Remitted Autism [REM-AUT]) e confrontarlo con quello di un gruppo di bambini che continuano invece a rientrare in questi criteri (AUT) e con quello di un gruppo che si sviluppano normalmente (TD). Esaminare se i sintomi neurobiologici e neurocomportamentali comunemente riportati nell’autismo sono frequenti e gravi nei bambini che hanno risposto al trattamento è un primo passo importante nel determinare quali fattori possano contribuire alla remissione dei sintomi di autismo. Inoltre, confrontare  i bambini che hanno superato l’autismo con bambini con sviluppo normale  ci aiuterà a capire meglio se il miglioramento dei sintomi avviene attraverso una  normalizzazione della funzione o se il raggiungimento degli stessi risultati comportamentali passa attraverso  un processo alternativo ....



Diagnosi

  • Disordini dello spettro autistico
  • Autismo


Studio di tipo osservativo

Titolo ufficiale: Identificazione delle caratteristiche associate alla remissione dei sintomi nell’autismo

Data di inizio dello studio: Giugno 2009



Criteri di eleggibilità

  • Avere avuto una diagnosi di disordine autistico prima dei sei anni 
  • Non rientrare, al momento, nei criteri diagnostici per disordine autistico e aver avuto miglioramenti significativi dalla diagnosi iniziale. Questi soggetti possono avere PDD, ADHD, etc.,purché stiano chiaramente molto meglio e sostanzialmente in grado di frequentare la scuola con minimo o nessun sostegno. 
  • Avere tra gli 8 e i 17 anni, anche se potrebbero essere considerati anche bambini di 7 anni
     


 
martedì 06 luglio 2010


Contro la Manovra del Governo che affossa i diritti delle persone con disabilità

Manifestazione a Roma il 7 Luglio 2010 


 
 

La Manovra che il Parlamento sta per approvare è la peggiore aggressione, nella storia repubblicana, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Contiene disposizioni discriminanti di dubbia costituzionalità.

La Manovra eleva al 85%  la percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno mensile di assistenza. Per godere dell’assegno sono previste altre due condizioni oltre a quella sanitaria: risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95 euro. Un limite molto basso, quindi. L’importo dell’assegno è di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3.336,71 euro.

La Manovra, come emendata dal Governo, crea una illegittima disparità fra gli invalidi civili: chi ha la “fortuna” di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 74%, avrà l’assegno mensile anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80%, non ha diritto a nulla.

La Manovra fissa nuovi criteri per ottenere l’indennità di accompagnamento che sono irraggiungibili se non ci si trova in stato vegetativo. Ci saranno dei nuovi esclusi: persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno.

A queste disposizioni persecutorie si aggiungono le evidenti e gravissime restrizioni alla politiche sociali a favore di anziani e persone con disabilità con progressive e drastiche riduzione di finanziamenti e trasferimenti alle Regioni.

Con la Manifestazione del 7 luglio chiediamo:

  1. l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010, e dei relativi emendamenti, che prevede l’innalzamento ad 85 della percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno agli invalidi parziali;
  2. la cancellazione o il ritiro dell’emendamento del Governo che rivede i requisiti medico-legali per la concessione dell’indennità di accompagnamento.


EmergenzAutismo e le organizzazioni del Nostro Movimento aderiscono alla Manifestazione consapevoli dell'importanza dell'unità nella rivendicazione dei diritti di tutte le  persone con disabilità
 

  • Genitori e Autismo
  • AMA - Associazione Missione Autismo
  • Cancellautismo
  • Comilva Puglia
  • Comitato GAP - Genitori Autismo Puglia
  • La Forza del Silenzio
  • Neomera

Ringraziamo la FISH e la FAND per l'organizzazione e per aver voluto con determinazione una manifestazione unitaria per lanciare al Governo un messaggio forte e chiaro.

Uniti si può!





 
venerdì 02 luglio 2010


Lettera di Neomera a EA



Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere la lettera scritta dalla Associazione Neomera come ringraziamento per il lavoro svolto per la divulgazione del loro primo, importantissimo Workshop ABA, svoltosi il 28 e 29 Giugno a Montalto Uffugo (CS) , nella consapevolezza che il lavoro congiunto delle associazioni del Nostro Movimento creerà in futuro ulteriori proposte di apprendimento e formazione per genitori ed operatori. La sinergia di iniziative (Roma, Bari, Cosenza, Cagliari) che si è creata intorno a Caffrey e che vede protagonisti i nostri genitori e le nostre associazioni, testimonia che l'unità all'interno del movimento italiano per l'autismo è possibile e che sono sono le persone, oltre le idee,  che segnano gli eventi e cambiano il passato.

Siamo orgogliosi di avere questi genitori con noi!




GRAZIE!!

E’ questo il concetto essenziale che l’intero Staff di NeoMera  vuole esprimere.

Ciascuna delle fasi organizzative del Workshop di Thomas Caffrey ha avuto successo  grazie all’apporto di qualcuno!!

Dunque permetteteci ancora una volta di ringraziare tutti.

 

  • Thomas Caffrey, per aver  accettato di fare il suo intervento ed averci dato fiducia;
     
  • l’Associazione Genitori Autismo per l’intera organizzazione;
     
  • a Ornella e a Ferdinando per la collaborazione data in ogni momento attraverso i siti EmergenzAutismo e IoCresco;
     
  • il Comune di Montalto Uffugo e in particolare l’amico Pasquale Folino, la cui sensibilità, professionalità e  i cui consigli sono sempre preziosi;
      
  • gli amici dell’Associazione NEMO Cosenza e in particolare a Ida Corvino, Assunta Aragona  e Stefano Muraca,  grazie al cui contributo organizzativo la gestione del WS è stata perfetta;
     
  • Franco Falcone, per aver concesso la sala gratuitamente ed aver contribuito a rendere più accessibile il WS:
     
  • agli Interpreti Tommaso Schneider e Maurizio Boni, per il lavoro fantastico di traduzione svolto, ma soprattutto per la solidarietà e generosità d’animo dimostrataci nell’affiancarci in ogni momento della giornata;
     
  • agli Impiantisti Luca Marrara e Lorenzo per il supporto tecnico di alta professionalità, per la pazienza dimostrata e perfino la solidarietà dimostrataci;
     
  • ai ragazzi della Sala Falcone per la professionalità, la gentilezza e i sorrisi elargiti a tutti i presenti;
     
  • agli intervenuti che inconsapevolmente o meno contribuiranno alla diffusione dell’applicazione dei Principi ABA/VB, aiutando moltissimi bambini.
     

Cosa dire del risultato di queste due giornate di lavoro..  ECCEZIONALE … non si tratta di presunzione vi assicuro.. chiunque fosse entrato in quella Sala era in grado di toccare con mano l’entusiasmo della platea!


Se qualcuno si allontanava era solo per … l’astinenza da nicotina!  Per poi riprecipitarsi dentro!!

Thomas ha appassionato tutti con la sua professionalità, semplicità espositiva e umanità  che traspariva da ciascun video mostrato.

Oltre 200 persone che hanno mostrato sin da subito il proprio interesse ad approfondire gli studi ABA/VB e devo dire che noi in qualità di Associazione di Famiglie non potevamo chiedere di MEGLIO!

 

Lina, Roberto, Paola, Adriana e Piera



 


 
giovedì 01 luglio 2010


Centro per la cura dell'autismo nell'ex casa del boss «Sandokan»

L'immobile nel centro di Casal di Principe.
Inaugurazione con un convegno della ASL



Articolo del "Corriere del Mezzogiorno" del 30 Giugno 2010
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/30-giugno-2010/nella-casa-francesco-schiavoneun-centro-la-cura-autismo--1703295731149.shtml

CASERTA - Questa mattina a Casal di Principe, presso il bene confiscato destinato a Centro sociale per Autistici in via Bologna 14, si terrà il convegno scientifico «Disturbi dello Spettro Autistico» organizzato dall’Asl di Caserta, in collaborazione con l’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» ed il patrocinio di Agrorinasce e del Comune di Casal di Principe. Si tratta del bene confiscato a Francesco Schiavone, Sandokan, che Agrorinasce, con procedura di evidenza pubblica, ne assegnò la gestione all’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» per realizzare il Centro sociale per utenti affetti da autismo. La ristrutturazione della villa del capoclan costò in totale 160.000,00 euro finanziati totalmente dalla Regione Campania.

«Si tratta della prima iniziativa pubblica riguardante il bene confiscato a Francesco Schiavone, Sandokan – dichiara l’Amministratore Delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci – e ringrazio l’ASL di Caserta nelle persone del direttore Gambacorta e della dottoressa Celani che hanno reso possibile la realizzazione di tale prestigioso convegno scientifico sui temi dell’autismo. Un pensiero particolare voglio poi rivolgerlo all’associazione dei familiari dei bambini e giovani autistici, in quanto spero che questa attenzione che abbiamo, tutti insieme, rivolto a loro possa in qualche modo essere di aiuto».

Il «Centro sociale per gli utenti affetti da autismo» è gestito dall’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» presieduta da Vincenzo Abate e di cui sono soci circa 70 soggetti affetti da autismo. Attualmente l’Associazione attua programmi riabilitativi e terapeutici per i soggetti affetti da autismo per conto dell’Asl Caserta grazie allo strumento del Piano terapeutico riabilitativo individuale (PTRI).

Il sindaco di Casal di Principe, Pasquale Martinelli, che esprime soddisfazione per l’utilizzo di un nuovo bene confiscato nel territorio del Comune di Casal di Principe: ‘Abbiamo intenzione di dedicare grande attenzione al recupero ad uso pubblico e sociale di beni confiscati alla camorra, dedicando anche un assessorato ai beni confiscati alla camorra.

L’avvio del «Centro sociale per gli autistici» è una vittoria per l’intera collettività e per l’Amministrazione che presiedo. La collaborazione con Agrorinasce è per noi sempre importantissima e continueremo ad essere vicini all’associazione La Forza del Silenzio».  



 
lunedì 21 giugno 2010

Studio pubblicato su PubMed

Un prodotto dei batteri Clostridi risulta elevato nell'Autismo e nella Schizofrenia

Elevati livelli di HPHPA possono indicare una sovra crescita microbica nel tratto intestinale

Link a PubMed:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20423563



E’ stata fatta dal Dr. William Shaw, Direttore del  Great Plains Laboratory, una importantissima scoperta biochimica che potrebbe avere un ruolo nell’eziologia dell’autismo, riportata recentemente sulla rivista scientifica peer-reviewed Nutritional Neuroscience. Il compost identificato come 3-(3-hydroxyphenyl)-3-hydroxypropionic acid (HPHPA) è stato trovato in concentrazioni significativamente più alte nei bambini con autismo rispetto a gruppi di controllo appropriati per sesso ed età.

Il valore più alto misurato nei campioni di urina è stato di 7500 mmol/mol di creatinina, un valore 300 volte superiore rispetto alla media dei valori riscontrati negli adulti, in un paziente con schizofrenia grave durante un episodio psicotico acuto.

La psicosi cessò dopo un trattamento con Vancomicina in forma orale, un antibiotico che uccide i batteri, e contemporaneamente ci fu un significativo calo dei valori di HPHPA. La fonte di questo composto sembrano essere diverse specie di batteri anaerobici del genere Clostridia. La rilevanza di questo composto sta nel fatto che sia un probabile metabolita dell'aminoacido m-tirosina (3-idrossifenilalanina), un analogo (che vuol dire una sostanza leggermente alterata chimicamente rispetto alla forma predominante della sostanza biochimica) della tirosina, che riduce le catecolamine nell'encefalo causando i sintomi tipici dell'autismo (comportamenti stereotipati, iperattività, iperreattività) nelle cavie di laboratorio.

Per di più, le encefaline, sostanze che regolano le emozioni e i sentimenti, possono essere sregolate da questo composto o da altri composti che seguono il medesimo percorso biochimico. Da ciò deriva che è possibile che quantità anormalmente elevate di HPHPA, prodotte nell'intestino da microrganismi anomali a partire dalla fenilalanina, possano giocare un ruolo importante nelle cause scatenanti dell'autismo così come un tasso di fenilalanina elevato in modo anomalo e i suoi metaboliti causano la fenilchetonuria (PKU). La differenza maggiore è che livelli elevati di fenilalanina (il marker della PKU) sono il risultato di un difetto metabolico ereditario, mentre l'HPHPA deriva da una o più specie di Clostridia.

Bolte riporta che i bambini affetti da autismo ottengono una marcata remissione dei sintomi autistici quando trattati con antibiotici efficaci contro la Clostridia.

Pertanto il trattamento della crescita anomala di microrganismi potrebbe essere una nuova promettente terapia per individui affetti da autismo con livelli anormalmente elevati di HPHPA.

Curiosamente 50 anni fa, quantità elevate di questo composto furono riscontrate e associate in generale con la malattia mentale ma questa scoperta rimase ignorata fino a quando il lavoro di Shaw l'ha riscoperta.

Da più di 10 anni, il Great Plains Laboratory, Inc., sito a Lenexa, in Kansas, utilizza la spettrometria di massa associata alla gas cromatografia per misurare le anormalità biochimiche che sembrano avere un'origine microbica, nelle urine di bambini affetti da autismo e da altri disturbi dello sviluppo, ma anche degli adulti affetti da una grande varietà di disturbi.

In uno studio preliminare effettuato su due fratelli autistici, si è scoperto che determinati metaboliti microbici (prodotti di scarto del metabolismo di microrganismi) erano molto più elevati nelle loro urine in confronto a quanto si può riscontrare in individui normali.
Shaw afferma che ci sono nel tratto intestinale oltre 500 specie di microrganismi, di cui sappiamo ancora molto poco.
Molti medici stanno utilizzando da tempo questo marker (HPHPA) come una parte importante del loro protocollo di cura dell'autismo e di altre patologie con dei buoni riscontri clinici.

Shaw crede che questa linea di ricerca potrebbe essere tanto importante per l'autismo quanto fu la scoperta della presenza dell'Helicobacter Pylori intestinale nei pazienti affetti da ulcera, che si trovò essere una delle maggiori cause delle ulcere allo stomaco. 

 

 
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