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lunedì 19 luglio 2010



La battaglia per le
terapie biomediche per l'autismo


Di Jeff.Bradstreet, MD, MD(H), FAAFP

da Autism File nr.36 - Traduzione di Maria L.

 
 

Ogni volta che penso all’autismo, non posso evitare analogie militari: l’autismo è una battaglia, con scontri che avvengono a diversi livelli.  Combattiamo per avere più risorse nella scuola, perché ci venga fornita terapia comportamentale, per avere logopedisti, combattiamo perché il governo stanzi fondi per la ricerca, e combattiamo con i medici perché riconoscano i problemi di salute dei nostri figli. Certo, io oltre che genitore sono medico, ma sinceramente dubito che mi sarei interessato così tanto all’autismo se non avessi avuto un figlio con questo disordine. E questo credo che valga in generale per tutta la medicina, perché l’autismo non è una malattia che affascina: non c’è nessun incredibile intervento chirurgico da praticare che possa dare al medico la stessa eroica soddisfazione dello sbloccare , per esempio, un’arteria coronarica e certamente niente di simile  alla radioterapia high-teach che si utilizza nel cancro. Sebbene inserito in un ambiente medico che ha molto a che fare con la tecnologia, l’autismo è posto in una nicchia a “bassa tecnologia”. Il risultato di questo  è che combattiamo costantemente per trovare dei fondi per la ricerca e per ottenere qualche riconoscimento tra i giganti della medicina che hanno a che fare con arterie coronariche, cancro e AIDS.

Quelli di noi nella comunità autistica che fanno riferimento al biomedico hanno recentemente assistito ad una serie sconfitte che ci potevano far ritenere che la battaglia fosse persa,   ma queste battute d'arresto sono state solo scaramucce e le sorti della battaglia stanno volgendo a nostro favore. La guerra tuttavia , è lontana dal concludersi, e sono state condotte disperate battaglie.

Se sia stato grazie alla questione “vaccini come causa dell’autismo” o per i resoconti negativi di numerosi media, il movimento biomedico è stato letteralmente preso di mira e messo sotto torchio. Posso dirlo con sicurezza perché io stesso sono stato obiettivo di dure critiche. Molti sono  stati anche i colpi arrivati sotto la cintura,  ignorando deliberatamente la letteratura medica precedente  che sta alla base delle nostre teorie e delle nostre terapie. La medicina è da sempre costruita con attenzione intorno ad alcuni paradigmi e il rapido aumento dell’autismo ha dimostrato che il paradigma che definisce l’autismo un disordine genetico è sbagliato e questo perchè non esistono epidemie genetiche: il patrimonio genetico dell’uomo  non è praticamente cambiato nelle ultime dieci generazioni, mentre l’autismo è passato dall’essere una malattia praticamente  sconosciuta  nel 1800 a una vera e propria piaga.

Dato che l’autismo è un disturbo molto evidente e che non si può certo ignorare,  l’assenza di qualsiasi descrizione dell’autismo cento anni fa  dice molto. A quel tempo i medici non disponevano di tecnologie sofisticate, ma tuttavia utilizzavano i propri sensi, le proprie conoscenze come osservatori per fare diagnosi. Anzi come medici lavoravano meglio di noi, se si considera l’attenzione che mettevano nell’esame fisico del paziente,  meglio di noi che siamo tecno-dipendenti. Erano molto precisi e i loro resoconti estremamente dettagliati nel descrivere i sintomi e nello stabilire diagnosi. Quando il dr. Leo Kanner descrisse quello che si ritiene essere il primo caso di Autismo nel 1930, quello che caratterizzava l’autismo era il manifestarsi di determinati comportamenti. Da quel momento una nuova minaccia ha iniziato a colpire i bambini. Dai tempi di Kanner l’autismo è passato dal non esistere  all'essere purtroppo  “comune” (1 su 100 bambini). Negli ultimi 100 anni l’uomo ha creato una lunga lista di prodotti tossici, veleni, composti chimici, tutti gli antibiotici, tutti i vaccini (tranne quello del vaiolo), i vari tipi di plastiche,  prodotti derivati dal petrolio, pesticidi, erbicidi, prodotti ignifughi, ecc….sono tutte cose che prima non c’erano. E non c’è nessun segnale che stiamo smettendo di produrne di nuovi a questo ritmo sempre crescente,  farmaci compresi.  La tecnologia, soprattutto quella associata alla chimica, ha un prezzo. I casi di allergia, asma, ADHD, autismo, sono aumentati vertiginosamente, anche considerando soltanto il periodo di tempo da quando mi sono laureato  (anni ’70) ad oggi.

Il centro dell'’Università della Florida Center per l'autismo e disabilità relative, mi ha chiesto recentemente di tenere una conferenza sull’utilizzo di medicine alternative nei disordini dello spettro autistico ma,  mentre scorrevo le diapositive la notte prima del mio intervento all’Università,  mi è stato improvvisamente chiaro questo: dato che non esiste una terapia medica tradizionale per l'autismo, non possono esistere terapie alternative! Non ci sono agenti farmacologici ufficialmente approvati per i sintomi correlati come ad esempio l’irritabilità, che tra l’altro non rientra nei criteri diagnostici dell’autismo. 

Perché dico questo? La risposta è semplice:  c’è una battaglia feroce condotta attraverso i media volta a ridicolizzare le cure biomediche deifinte "cure non tradizionali" o anche peggio., ma l’intera controversia io la vedo in modo ben diverso:  non si può parlare di cura tradizionale quando ci troviamo di fronte all’autismo, e se c’è,  certamente è un tipo di approccio ormai sterile, che non ha portato risultati. Nonostante tutto, non voglio essere troppo severo nei confronti della classe medica.: soltanto qualche decennio fa, l’autismo era una malattia “orfana” che colpiva un bambino su 4000.  Oltretutto, l’autismo è stato definito sulla base dell’osservazione delle sue manifestazioni comportamentali, e per questo viene considerato un disordine del comportamento e psicologico e, infine, dobbiamo dire che molti esperti sono convinti che l’autismo sia una malattia genetica. Questo fa parte della “vecchia scuola” di pensiero: l’autismo come disturbo raro, comportamentale e genetico.

Non sono d’accordo. L’autismo non è nessuna di queste tre cose. A meno di non voler negare l’evidenza, è un disturbo molto comune, le manifestazioni comportamentali sono il risultato di sbilanciamenti biochimici già ampiamente descritti ed, oramai, è l’interazione tra genetica e ambiente più che l’ipotesi classica della mutazione genetica a prendere piede e ad essere accettata.

Questa battaglia di ideologie sta raggiungendo una violenza incredibile. Una serie di critiche ampiamente pubblicizzate dai media cita gli esperti di “cure tradizionali” nel tentativo di sezionare e smontare  il metodo che noi utilizziamo nell’identificare  i problemi che presentano i nostri figli e le terapie che scegliamo per aiutarli. La cosa davvero incredibile è  che le loro critiche possono essere così riassunte: non si deve fare nulla per trattare i problemi biologici di questi bambini! Di fatto poi l'approccio "tradizionale" all'autismo  ignora deliberatamente stress ossidativo, autoimmunità, metalli tossici, patogeni intestinali, intestino infiammato e non solo, ma impedisce anche ai medici che lo vogliano di interessarsi a questi problemi. Si preferisce che i bambini restino senza diagnosi e senza trattamenti e questo è davvero insolito per la medicina, tanto più per la medicina moderna che, dii solito cerca di dare risposta a quesiti rimasti senza risposta e cerca di capire il meccanismo delle malattie. Ci deve essere qualcosa di razionale e di irrazionale allo stesso tempo in tutto questo . Sebbene io possa fare solo supposizioni,  è come se questo atteggiamento quantomeno insolito da parte della “medicina tradizionale” sia dettato da una reazione al messaggio “anti-vaccini” che è intrinseco all’approccio biomedico all’autismo. Le preoccupazioni dell’establishment medico non sono senza giustificazioni: molti di coloro che attuano l’approccio biomedico hanno pubblicamente fatto pubblicità negativa ai vaccini. Come reazione l’establishment ha condotto una serie di studi per far crollare la connessione autismo-vaccini. Anche se credo che dobbiamo  studiare ancora molto sulle cause dell’autismo, abbiamo un problema reale: siamo di fronte a molti casi di autismo e dobbiamo fare qualcosa per determinare le cause di questa epidemia. Ogni 20 minuti, per 24 ore su 24, sette giorni su sette, un altro bambino americano e la sua famiglia si scontrano con questa malattia.
  

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sabato 17 luglio 2010

 

Una nuova "carboneria scientifica"?

dr. Maurizio Brighenti




Segnaliamo questo articolo del Dr. Maurizio Brighenti, medico e ricercatore che da anni si occupa di autismo, che per la prima volta espone la sue esperienza nel mondo dell'autismo, attraverso considerazioni di merito circa la ricerca scientifica nelle università italiane, le associazioni di genitori con opinioni eterogenee e gli spazi internet quali nuove "fucine" di scienza e di conoscenza, con tutti i pro e i contro che l'assenza istituzionale provoca sui bambini e le loro famiglie.


I genitori, cercano molte riposte attraverso Internet, confrontandosi tra loro e con chi propone nuove opportunità di cura.

In questo mondo virtuale, vi sono proposte scientificamente corrette ed altre meno, o perlomeno vi si propagano delle ipotesi non sempre accertate sul piano scientifico, anche se in molti casi, i risultati dichiarati sono diffusi da gruppi di ricercatori conosciuti, Universitari o dei Centri di ricerca.

Quello che incuriosisce, però, è perché alcuni Centri Universitari pubblicano dei dati “scientifici “ ed altri Centri, altrettanto importanti sul piano scientifico, e della ricerca, pubblicano sullo stesso argomento dei dati contrari? Come è possibile?

Gli Stati Uniti e il Regno Unito, hanno fondi per la ricerca, superiori ai nostri, per cui giungono a noi, sempre con maggior frequenza, informazioni di nuove ipotesi e di nuove terapie tramite Internet, come dalle riviste di settore.

Poniamoci però alcune domande:

I risultati pubblicati sono l'effetto di studi controllati da un punto di vista metodologico ? Le risposte riguardano un numero di casi sufficiente ? Vi sono sponsor collegati o che sostengono la ricerca ? Quale tipo di sponsor ? Insomma chi paga le spese ? Sono sponsor dichiarati e quali interessi nascondono certe affermazioni, anche quando è lo stesso Stato a diffonderle ?

Il lettore o il genitore non sanno filtrare, differenziare molte di queste domande e alla fine non sanno scegliere quale di queste informazioni sia più attendibile di altre...

 

Il PDF completo è scaricabile al seguente link

http://www.doctorhome.eu/modules/news/Default.aspx?id=c54d0df3-df2e-4ee0-a487-a177e287f051

 


 
venerdì 16 luglio 2010

Nuovo studio dimostra che i vaccini causano i cambiamenti cerebrali trovati nell'autismo

di Dan Olmsted e Mark Blaxill


Una crescita e una funzione  anormale del cervello sono caratteristiche dell’autismo, un sempre più comune disordine dello sviluppo che colpisce oggi 1 bambino americano su 60. Una nuova ricerca dell’Università di Pittsburgh e del Thoughtful House Center for Children di  Austin,  in Texas, ha trovato modifiche cerebrali fortemente simili a quelle viste nell’autismo in cuccioli di scimmia che hanno ricevuto lo stesso programma usato negli Stati Uniti negli anni ’90 con vaccini contenenti il conservante a base di mercurio thimerosal allora comunemente usato.

Le scoperte fatte sono state pubblicate ieri sulla rivista scientifica Acta Neurobiologiae Experimentalis. Sono state usate tecniche di scansione che valutavano nel tempo sia la crescita cerebrale che le funzioni cerebrali negli stessi animali. Il team di ricerca è riuscito a vedere differenze  nel modo in cui si sviluppavano i cervelli di animali vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Le scansioni sono state eseguite prima e dopo la somministrazione delle prime vaccinazioni per MMR  (morbillo – rosolia – parotite) e DTaP/Hib che venivano somministrate nell’uomo a 12 mesi di età.

Per tutto il periodo dello studio, gli animali vaccinati hanno mostrato un aumento del volume totale del cervello – una caratteristica tipica del cervello di molti bambini con autismo – rispetto agli animali non vaccinati.  Una parte specifica del cervello, però, associata con le risposte emozionali che è nota essere importante nell’autismo, l’amigdala, non ha mostrato anomalie fino a dopo la somministrazione dei vaccini eseguiti a 12 mesi. Inoltre, solo dopo i vaccini dei 12 mesi, le scansioni funzionali del cervello  hanno mostrato differenze significative tra I due gruppi. Queste scansioni funzionali erano volte  valutare l’attività di ricettori per composti tipo la morfina  (oppioidi) che hanno un ruolo importante nel cervello dei bambini colpiti dall’autismo. La somministrazione del vaccino è stata associata con un aumento nell’attività di legare gli oppioidi nell’amigdala rispetto ad una diminuzione osservata invece nel gruppo di animali non vaccinati.

I risultati indicano che vaccinazioni multiple durante i primi 3-4 mesi possono avere un impatto decisive sulla crescita del cervello e sul suo sviluppo in modo consistente ai dati pubblicati sull’autismo. Per l’amigdala, le nuove scoperte di crescita e funzionalità anomale sembrano essere collegate alle  vaccinazioni  MMR, DTaP e  Hib eseguite ai 12 mesi.

Nell’editoriale che accompagnava lo studio, il Dr. Kris Turlejski, il capo redattore della rivista, ha descritto le scoperte come “alllarmanti”, “supportanti la possibilità che ci sia un legame tra vaccinazioni precoci e l’eziologia dell’autismo”.

Nello stesso modello di scimmie, il team dei ricercatori ha già identificato un ritardo nell’acquisizione dei riflessi  viali del midollo allungato nei cuccioli esposti il primo giorno di vita (ndt: come i bambini americani!) al vaccino per l’epatite B contenente thimerosal, rispetto agli animali non vaccinati. Si sta attualmente conducendo una seconda fase dello studio più estesa per vedere se queste scoperte possano essere replicate.

Il Dr. Andrew Wakefield, che non è un autore dello studio, ma lo ha supportato in fase di progetto,  ha detto: “Spero che questo studio non solo contribuisca alla comprensione delle origini dell’autismo, ma fornisca anche un indirizzo sul modo di testare in sicurezza possibili nuovi trattamenti  per l’autismo e i vaccini”.

Referenze:
Laura Hewitson, Brian J. Lopresti, Carol Stott, N. Scott Mason, and Jaime Tomko. Influence of pediatric vaccines on amygdala growth and opioid ligand binding in rhesus macaque infants: A pilot study. Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 147–164

Kris Turlejski. Focus on Autism Editorial Comment Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 117–118



 
venerdì 09 luglio 2010

 

Il NIH afferma: i sintomi dell'autismo possono essere superati


L’autismo viene definito da sempre, come una sindrome dalla quale non si può uscire e che, quindi, perdura per tutta la vita. La tragedia dell'incremento esponenziale dell'autismo degli ultimi due decenni ha invece portato molti scienziati e clinici a partecipare alla ricerca di trattamenti che potessero migliorare i sintomi di questa malattia; i genitori inoltre  hanno cominciato a riferire di crescenti successi in un inaspettato numero di bambini autistici che dimostravano un miglioramento eccezionale seguendo una combinazione di trattamenti biomedici e comportamentali. Molti di questi bambini, precedentemente diagnosticati come autistici, non rientravano più nei criteri diagnostici dell'autismo fino a poter essere considerati normali a tutti gli effetti. 
L'idea che il recupero dall'autismo fosse possibile ha sollevato numerose obiezioni, nonostante queste evidenze divenissero man mano numericamente rilevanti.  Anche in Italia, critici "ad oltranza", davanti a ripetuti casi documentati, hanno continuato ad affermare come la remissione dei sintomi autistici non fosse reale, che il recupero quindi fosse impossibile e che i genitori fossero solo dei poveri illusi, per di più turlupinati dai "truffatori" che praticavano cosiddette "terapie alternative". Alcuni hanno anche affermato che i  "bambini recuperati" non fossero mai stati autistici o che questi bambini, semplicemente, avessero "recuperato spontaneamente"-negando per altro il loro assunto precedente sull'impossibilità di una qualsivoglia guarigione.
Questo studio è stato finanziato dal NIH, organo del dipartimento per la salute pubblica americano che si occupa di ricerca medica e che sovvenziona centinaia di migliaia di lavori in tutto il mondo, pone definitivamente la parola "fine" a questo deleterio scetticismo e a questa cieca e violenta negazione ostruzionistica, che si scontra con l'interesse dei bambini di cui, invece, dovrebbe preoccuparsi.
Oggi il NIH sta reclutando per questo suo studio, un numero consistente di bambini (circa 150 soggetti) che "seguendo un intensivo intervento biomedico (per es., diete senza glutine e caseina, supplementi di vitamine, chelazione), sono divenuti indistinguibili dai loro coetanei", allo scopo di confrontare le loro caratteristiche comportamentali e biologiche con quelle sia di bambini che non hanno recuperato che di bambini sani.
Il NIH effettuerà uno studio su questi bambini perché questi bambini ESISTONO.
Ci auguriamo che l’autorevolezza  della fonte porti ad un immediato cambiamento di direzione non solo concettuale, ma soprattutto terapeutica anche in Italia e che anche nel nostro paese si accetti definitivamente il dato oggettivo che i bambini con autismo vanno curati  per la loro malattia biologica e che possono migliorare se non addirittura, in alcuni casi,  guarire totalmente.
Ci auguriamo altresì che queste affermazioni provenienti dal più importante centro mondiale per la ricerca, possano aiutare il mondo italiano dell'autismo a ritrovare nuova linfa per combattere e forza per un'unità di intenti e di vedute che troppe volte è venuta a mancare per chiuse prese di posizione, cieche alle evidenze scientifiche.
 



 
Identificazione delle caratteristiche associate con la remissione dei sintomi nell’autismo

Si stanno attualmente reclutando i partecipanti a questo studio
Verificato dal National Institutes of Health Clinical Center (CC), Gennaio 2010

 

Sponsor dello studio:    National Institute of Mental Health (NIMH)
Informazioni fornite da:     National Institutes of Health Clinical Center (CC)
Numero Identificativo:    NCT00938054

 

 http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00938054

 

 

Scopo dello studio

L’autismo è definito come una disabilità pervasiva dello sviluppo che dura per tutta vita e, per questo motivo, la guarigione dei sintomi è considerata rara. I resoconti di Lovaas e McEachin, Smith & Lovaas e più recentemente di  Cohen, Amerine-Dickens, & Smith, Smith Groen et al. e Sutera Pandey et al affermano che programmi intensivi di intervento comportamentale durante gli anni di scuola materna possono condurre ad un miglioramento tale che i bambini non incontrano più i criteri diagnostici per l’autismo al momento di intraprendere la scuola elementare. Esiste però anche un gran numero di resoconti aneddotici su bambini con autismo che, seguendo un intensivo intervento biomedico ( per es., diete senza glutine e caseina, supplementi di vitamine, chelazione), sono divenuti indistinguibili dai loro coetanei con sviluppo normale. L’obiettivo di questa ricerca è caratterizzare il profilo comportamentale e biologico dei bambini con autismo che mostrano una significativa riduzione dei sintomi tale da non farli più rientrare nei criteri diagnostici dell’autismo  (Remitted Autism [REM-AUT]) e confrontarlo con quello di un gruppo di bambini che continuano invece a rientrare in questi criteri (AUT) e con quello di un gruppo che si sviluppano normalmente (TD). Esaminare se i sintomi neurobiologici e neurocomportamentali comunemente riportati nell’autismo sono frequenti e gravi nei bambini che hanno risposto al trattamento è un primo passo importante nel determinare quali fattori possano contribuire alla remissione dei sintomi di autismo. Inoltre, confrontare  i bambini che hanno superato l’autismo con bambini con sviluppo normale  ci aiuterà a capire meglio se il miglioramento dei sintomi avviene attraverso una  normalizzazione della funzione o se il raggiungimento degli stessi risultati comportamentali passa attraverso  un processo alternativo ....



Diagnosi

  • Disordini dello spettro autistico
  • Autismo


Studio di tipo osservativo

Titolo ufficiale: Identificazione delle caratteristiche associate alla remissione dei sintomi nell’autismo

Data di inizio dello studio: Giugno 2009



Criteri di eleggibilità

  • Avere avuto una diagnosi di disordine autistico prima dei sei anni 
  • Non rientrare, al momento, nei criteri diagnostici per disordine autistico e aver avuto miglioramenti significativi dalla diagnosi iniziale. Questi soggetti possono avere PDD, ADHD, etc.,purché stiano chiaramente molto meglio e sostanzialmente in grado di frequentare la scuola con minimo o nessun sostegno. 
  • Avere tra gli 8 e i 17 anni, anche se potrebbero essere considerati anche bambini di 7 anni
     


 
martedì 06 luglio 2010


Contro la Manovra del Governo che affossa i diritti delle persone con disabilità

Manifestazione a Roma il 7 Luglio 2010 


 
 

La Manovra che il Parlamento sta per approvare è la peggiore aggressione, nella storia repubblicana, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Contiene disposizioni discriminanti di dubbia costituzionalità.

La Manovra eleva al 85%  la percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno mensile di assistenza. Per godere dell’assegno sono previste altre due condizioni oltre a quella sanitaria: risultare inoccupati e iscritti alle liste di collocamento e non superare il limite reddituale annuale di 4.408,95 euro. Un limite molto basso, quindi. L’importo dell’assegno è di 256,67 euro mensili (importo 2010) per un totale annuo di 3.336,71 euro.

La Manovra, come emendata dal Governo, crea una illegittima disparità fra gli invalidi civili: chi ha la “fortuna” di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 74%, avrà l’assegno mensile anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80%, non ha diritto a nulla.

La Manovra fissa nuovi criteri per ottenere l’indennità di accompagnamento che sono irraggiungibili se non ci si trova in stato vegetativo. Ci saranno dei nuovi esclusi: persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno.

A queste disposizioni persecutorie si aggiungono le evidenti e gravissime restrizioni alla politiche sociali a favore di anziani e persone con disabilità con progressive e drastiche riduzione di finanziamenti e trasferimenti alle Regioni.

Con la Manifestazione del 7 luglio chiediamo:

  1. l’abrogazione del comma 1 dell’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010, e dei relativi emendamenti, che prevede l’innalzamento ad 85 della percentuale di invalidità necessaria per ottenere l’assegno agli invalidi parziali;
  2. la cancellazione o il ritiro dell’emendamento del Governo che rivede i requisiti medico-legali per la concessione dell’indennità di accompagnamento.


EmergenzAutismo e le organizzazioni del Nostro Movimento aderiscono alla Manifestazione consapevoli dell'importanza dell'unità nella rivendicazione dei diritti di tutte le  persone con disabilità
 

  • Genitori e Autismo
  • AMA - Associazione Missione Autismo
  • Cancellautismo
  • Comilva Puglia
  • Comitato GAP - Genitori Autismo Puglia
  • La Forza del Silenzio
  • Neomera

Ringraziamo la FISH e la FAND per l'organizzazione e per aver voluto con determinazione una manifestazione unitaria per lanciare al Governo un messaggio forte e chiaro.

Uniti si può!





 
venerdì 02 luglio 2010


Lettera di Neomera a EA



Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere la lettera scritta dalla Associazione Neomera come ringraziamento per il lavoro svolto per la divulgazione del loro primo, importantissimo Workshop ABA, svoltosi il 28 e 29 Giugno a Montalto Uffugo (CS) , nella consapevolezza che il lavoro congiunto delle associazioni del Nostro Movimento creerà in futuro ulteriori proposte di apprendimento e formazione per genitori ed operatori. La sinergia di iniziative (Roma, Bari, Cosenza, Cagliari) che si è creata intorno a Caffrey e che vede protagonisti i nostri genitori e le nostre associazioni, testimonia che l'unità all'interno del movimento italiano per l'autismo è possibile e che sono sono le persone, oltre le idee,  che segnano gli eventi e cambiano il passato.

Siamo orgogliosi di avere questi genitori con noi!




GRAZIE!!

E’ questo il concetto essenziale che l’intero Staff di NeoMera  vuole esprimere.

Ciascuna delle fasi organizzative del Workshop di Thomas Caffrey ha avuto successo  grazie all’apporto di qualcuno!!

Dunque permetteteci ancora una volta di ringraziare tutti.

 

  • Thomas Caffrey, per aver  accettato di fare il suo intervento ed averci dato fiducia;
     
  • l’Associazione Genitori Autismo per l’intera organizzazione;
     
  • a Ornella e a Ferdinando per la collaborazione data in ogni momento attraverso i siti EmergenzAutismo e IoCresco;
     
  • il Comune di Montalto Uffugo e in particolare l’amico Pasquale Folino, la cui sensibilità, professionalità e  i cui consigli sono sempre preziosi;
      
  • gli amici dell’Associazione NEMO Cosenza e in particolare a Ida Corvino, Assunta Aragona  e Stefano Muraca,  grazie al cui contributo organizzativo la gestione del WS è stata perfetta;
     
  • Franco Falcone, per aver concesso la sala gratuitamente ed aver contribuito a rendere più accessibile il WS:
     
  • agli Interpreti Tommaso Schneider e Maurizio Boni, per il lavoro fantastico di traduzione svolto, ma soprattutto per la solidarietà e generosità d’animo dimostrataci nell’affiancarci in ogni momento della giornata;
     
  • agli Impiantisti Luca Marrara e Lorenzo per il supporto tecnico di alta professionalità, per la pazienza dimostrata e perfino la solidarietà dimostrataci;
     
  • ai ragazzi della Sala Falcone per la professionalità, la gentilezza e i sorrisi elargiti a tutti i presenti;
     
  • agli intervenuti che inconsapevolmente o meno contribuiranno alla diffusione dell’applicazione dei Principi ABA/VB, aiutando moltissimi bambini.
     

Cosa dire del risultato di queste due giornate di lavoro..  ECCEZIONALE … non si tratta di presunzione vi assicuro.. chiunque fosse entrato in quella Sala era in grado di toccare con mano l’entusiasmo della platea!


Se qualcuno si allontanava era solo per … l’astinenza da nicotina!  Per poi riprecipitarsi dentro!!

Thomas ha appassionato tutti con la sua professionalità, semplicità espositiva e umanità  che traspariva da ciascun video mostrato.

Oltre 200 persone che hanno mostrato sin da subito il proprio interesse ad approfondire gli studi ABA/VB e devo dire che noi in qualità di Associazione di Famiglie non potevamo chiedere di MEGLIO!

 

Lina, Roberto, Paola, Adriana e Piera



 


 
giovedì 01 luglio 2010


Centro per la cura dell'autismo nell'ex casa del boss «Sandokan»

L'immobile nel centro di Casal di Principe.
Inaugurazione con un convegno della ASL



Articolo del "Corriere del Mezzogiorno" del 30 Giugno 2010
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/30-giugno-2010/nella-casa-francesco-schiavoneun-centro-la-cura-autismo--1703295731149.shtml

CASERTA - Questa mattina a Casal di Principe, presso il bene confiscato destinato a Centro sociale per Autistici in via Bologna 14, si terrà il convegno scientifico «Disturbi dello Spettro Autistico» organizzato dall’Asl di Caserta, in collaborazione con l’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» ed il patrocinio di Agrorinasce e del Comune di Casal di Principe. Si tratta del bene confiscato a Francesco Schiavone, Sandokan, che Agrorinasce, con procedura di evidenza pubblica, ne assegnò la gestione all’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» per realizzare il Centro sociale per utenti affetti da autismo. La ristrutturazione della villa del capoclan costò in totale 160.000,00 euro finanziati totalmente dalla Regione Campania.

«Si tratta della prima iniziativa pubblica riguardante il bene confiscato a Francesco Schiavone, Sandokan – dichiara l’Amministratore Delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci – e ringrazio l’ASL di Caserta nelle persone del direttore Gambacorta e della dottoressa Celani che hanno reso possibile la realizzazione di tale prestigioso convegno scientifico sui temi dell’autismo. Un pensiero particolare voglio poi rivolgerlo all’associazione dei familiari dei bambini e giovani autistici, in quanto spero che questa attenzione che abbiamo, tutti insieme, rivolto a loro possa in qualche modo essere di aiuto».

Il «Centro sociale per gli utenti affetti da autismo» è gestito dall’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» presieduta da Vincenzo Abate e di cui sono soci circa 70 soggetti affetti da autismo. Attualmente l’Associazione attua programmi riabilitativi e terapeutici per i soggetti affetti da autismo per conto dell’Asl Caserta grazie allo strumento del Piano terapeutico riabilitativo individuale (PTRI).

Il sindaco di Casal di Principe, Pasquale Martinelli, che esprime soddisfazione per l’utilizzo di un nuovo bene confiscato nel territorio del Comune di Casal di Principe: ‘Abbiamo intenzione di dedicare grande attenzione al recupero ad uso pubblico e sociale di beni confiscati alla camorra, dedicando anche un assessorato ai beni confiscati alla camorra.

L’avvio del «Centro sociale per gli autistici» è una vittoria per l’intera collettività e per l’Amministrazione che presiedo. La collaborazione con Agrorinasce è per noi sempre importantissima e continueremo ad essere vicini all’associazione La Forza del Silenzio».  



 
lunedì 21 giugno 2010

Studio pubblicato su PubMed

Un prodotto dei batteri Clostridi risulta elevato nell'Autismo e nella Schizofrenia

Elevati livelli di HPHPA possono indicare una sovra crescita microbica nel tratto intestinale

Link a PubMed:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20423563



E’ stata fatta dal Dr. William Shaw, Direttore del  Great Plains Laboratory, una importantissima scoperta biochimica che potrebbe avere un ruolo nell’eziologia dell’autismo, riportata recentemente sulla rivista scientifica peer-reviewed Nutritional Neuroscience. Il compost identificato come 3-(3-hydroxyphenyl)-3-hydroxypropionic acid (HPHPA) è stato trovato in concentrazioni significativamente più alte nei bambini con autismo rispetto a gruppi di controllo appropriati per sesso ed età.

Il valore più alto misurato nei campioni di urina è stato di 7500 mmol/mol di creatinina, un valore 300 volte superiore rispetto alla media dei valori riscontrati negli adulti, in un paziente con schizofrenia grave durante un episodio psicotico acuto.

La psicosi cessò dopo un trattamento con Vancomicina in forma orale, un antibiotico che uccide i batteri, e contemporaneamente ci fu un significativo calo dei valori di HPHPA. La fonte di questo composto sembrano essere diverse specie di batteri anaerobici del genere Clostridia. La rilevanza di questo composto sta nel fatto che sia un probabile metabolita dell'aminoacido m-tirosina (3-idrossifenilalanina), un analogo (che vuol dire una sostanza leggermente alterata chimicamente rispetto alla forma predominante della sostanza biochimica) della tirosina, che riduce le catecolamine nell'encefalo causando i sintomi tipici dell'autismo (comportamenti stereotipati, iperattività, iperreattività) nelle cavie di laboratorio.

Per di più, le encefaline, sostanze che regolano le emozioni e i sentimenti, possono essere sregolate da questo composto o da altri composti che seguono il medesimo percorso biochimico. Da ciò deriva che è possibile che quantità anormalmente elevate di HPHPA, prodotte nell'intestino da microrganismi anomali a partire dalla fenilalanina, possano giocare un ruolo importante nelle cause scatenanti dell'autismo così come un tasso di fenilalanina elevato in modo anomalo e i suoi metaboliti causano la fenilchetonuria (PKU). La differenza maggiore è che livelli elevati di fenilalanina (il marker della PKU) sono il risultato di un difetto metabolico ereditario, mentre l'HPHPA deriva da una o più specie di Clostridia.

Bolte riporta che i bambini affetti da autismo ottengono una marcata remissione dei sintomi autistici quando trattati con antibiotici efficaci contro la Clostridia.

Pertanto il trattamento della crescita anomala di microrganismi potrebbe essere una nuova promettente terapia per individui affetti da autismo con livelli anormalmente elevati di HPHPA.

Curiosamente 50 anni fa, quantità elevate di questo composto furono riscontrate e associate in generale con la malattia mentale ma questa scoperta rimase ignorata fino a quando il lavoro di Shaw l'ha riscoperta.

Da più di 10 anni, il Great Plains Laboratory, Inc., sito a Lenexa, in Kansas, utilizza la spettrometria di massa associata alla gas cromatografia per misurare le anormalità biochimiche che sembrano avere un'origine microbica, nelle urine di bambini affetti da autismo e da altri disturbi dello sviluppo, ma anche degli adulti affetti da una grande varietà di disturbi.

In uno studio preliminare effettuato su due fratelli autistici, si è scoperto che determinati metaboliti microbici (prodotti di scarto del metabolismo di microrganismi) erano molto più elevati nelle loro urine in confronto a quanto si può riscontrare in individui normali.
Shaw afferma che ci sono nel tratto intestinale oltre 500 specie di microrganismi, di cui sappiamo ancora molto poco.
Molti medici stanno utilizzando da tempo questo marker (HPHPA) come una parte importante del loro protocollo di cura dell'autismo e di altre patologie con dei buoni riscontri clinici.

Shaw crede che questa linea di ricerca potrebbe essere tanto importante per l'autismo quanto fu la scoperta della presenza dell'Helicobacter Pylori intestinale nei pazienti affetti da ulcera, che si trovò essere una delle maggiori cause delle ulcere allo stomaco. 

 

 
sabato 12 giugno 2010

 

Autismo: speranza dopo la diagnosi


di Fromitaly




Per l’autismo non c’è cura. Lo abbiamo letto e riletto, come genitori ce lo siamo sentiti ripetere infinite volte.

Quello che dovrebbero chiedersi i medici e gli psicologi che di questo disturbo si occupano è perché mai debbano preoccuparsi per una diagnosi precoce se poi non possono fare alcun trattamento!!!

Tutto questo deve finire, queste convinzioni errate devono essere superate: con l’allarmante incremento della diffusione dei disordini dello sviluppo nei bambini infatti si è fatta e si sta facendo all’estero (ma anche in Italia) molta più ricerca, e studi recenti hanno dimostrato che molti di questi bambini hanno condizioni mediche (fisiche) coesistenti ai sintomi dell’autismo che devono essere affrontate. Si tratta di un campo di ricerca emergente, nuovo, e un protocollo di trattamento ben delineato purtroppo manca ancora. Molti dei trattamenti medici che attualmente si applicano sembrano ai più molto “alternativi” e non vengono per questo considerati, se non osteggiati,  ma, nonostante la mancanza di “ufficialità”, esiste una ormai enorme evidenza aneddotica circostanziata che alcuni di questi trattamenti sono molto efficaci e, senza dubbio, ogni medico che eseguisse personalmente le sue ricerche sugli studi condotti e pubblicati sulla loro efficacia non potrebbe che concordare che siano meritevoli di attenzione.

Una caratteristica emersa da  queste ricerche recenti è che i disordini dello spettro autistico (ASD) consistono in disturbi multipli che si presentano con sintomi simili: non c’è un trattamento che funzioni per tutti!  L’estrema variabilità soggettiva indica quindi la necessità di programmare un trattamento fortemente individualizzato, compito questo molto impegnativo per i medici che dovrebbero occuparsi della cura di questi bambini considerandone  l’unicità, la soggettività e collaborando strettamente con i genitori. Tutto questo è ovviamente di difficile accettazione dall’attuale classe medica, abituata ai protocolli massificati, agli interventi farmacologici e al considerarsi al di sopra delle famiglie con cui non sono abituate a collaborare fianco a fianco, se non in rari casi.

Molti ricercatori però, incuranti di questi stereotipi, sono riusciti a superarli con mente aperta, arrivando alla conclusione che i Disordini dello Spettro Autistico siano scatenati da un processo autoimmune, che colpisce e danneggia numerosi organi tra cui cervello, fegato e apparato intestinale. Sono stati trovati infatti nell’ASD elevati livelli di auto-anticorpi contro antigeni multipli, tra cui la Proteina Mielinica Basica (MBP), mentre studi endoscopici del tratto gastrointestinale hanno rivelato un alto numero di esofagiti, duodeniti, coliti e iperplasia nodulare linfoide.  La maggioranza di questi bambini soffre di allergie o sensibilità ai prodotti derivati dal latte, oltre il 90% di loro ha bassi livelli di zolfo e bassi sono anche i livelli di fenol-sulfur-transferase (PST), un meccanismo chiave per la detossificazione, e di glutatione, un importante antiossidante vitale per inattivare i radicali liberi.

Si ritiene che molti dei “comportamenti autistici” siano manifestazioni di condizioni fisiche: battere la testa o i disturbi del sonno, per esempio, potrebbero essere una risposta al dolore che non si è capaci di esprimere diversamente. Affrontare e trattare queste anomalie fisiche porterà a significativi miglioramenti anche dei comportamenti autistici e renderà quindi maggiormente efficaci anche gli interventi educativi e comportamentali. Un intervento precoce è per questo essenziale! Gli interventi educativi possono avere intensa efficacia, soprattutto quando combinati con interventi medici che migliorino attenzione e comportamento.

Tre sono i più importanti interventi medici che andrebbero considerati:

1. Tratto gastrointestinale: molti bambini soffrono di diarrea, stitichezza, esofagiti, gastriti, duodeniti e coliti, che sono responsabili di una varietà di sintomi come dolori addominali e risvegli notturni. Molti soffrono anche di una sovracrescita di candida nell’intestino.
Provare ad eliminare la caseina (prodotti derivati dal latte), dal momento che esiste una convincente evidenza che un gran numero di questi bambini ha allergie o sensibilità al latte. Sono anche considerevolmente presenti anche sensibilità al glutine, e quindi eliminare anche questa proteina (cosa più difficile da fare) merita un tentativo. Si tratta di quella che viene definita dieta GF/CF (senza glutine e caseina). Anche la teoria di un eccesso di oppioidi supporta questa dieta. L’uso di farmaci anti-fungali può essere preso in considerazione se una coltura delle feci  documenta una sovra crescita di candida. Purtroppo, non cu sono troppi gastroenterologi che si occupano di valutare e trattare  bambini con autismo. Il programma LADDERS di  Harvard può essere un ottimo riferimento.

2. Detossificazione: esistono significative evidenze di come la detossificazione risulti danneggiata in molti di questi bambini. Il solfato gioca un ruolo importante in questo processo e circa il  90% dei bambini autistici ne possiede livelli molto bassi, con serie difficoltà nell’escrezione delle tossine assunte o generate dal corpo. Il solfato è anche un elemento cruciale nella salute del tratto gastrointestinali. Può aiutare ripristinare il solfato con magnesio solfato (epsom salt).
Anche l'accumulo di metalli pesanti può contribuire a questo deficit, ma la terapia di chelazione dovrebbe essere considerata solo dopo accurate analisi. Ridurre il carico di tossine risulterà di sicuro beneficio per questi bambini. Le tossine possono avere provenienza ambientale (insetticidi, diserbanti, mercurio, arsenico, gas di scarico, ecc) o domestica (formaldeide, prodotti per le pulizie, composti volatili organici, piombo, ecc). Considerare anche la riduzione di prodotti alimentari contenenti fenoli (deficienza fenol-sulfur-transferasi), come le mele.

3. Stress ossidativo: il ciclo della metilazione ed altri meccanismi antiossidanti sono spesso difettosi; la diminuita capacità di inattivare i radicali liberi può avere effetti significativi sul sistema nervoso centrale. Sono consigliati integratori di vitamine, in quanto molti bambini con autismo hanno diete limitate e ristrette. E’ indicato ridurre l’apporto di alimenti conservati (ricchi di radicali liberi).
Come espresso in precedenza, a causa dell’estrema variabilità di questa malattia, ogni bambino richiede un differente protocollo di trattamento,  per applicare il quale il medico sarà guidato, oltre che dalla sua esperienza clinica e dalle necessarie analisi, anche dai resoconti dei genitori sui cambiamenti comportamentali che essi osserveranno in funzione delle terapie applicate. Fortunatamente, molti genitori sono molto attenti e sensibili a questi cambiamenti e possono risultare ottimi partner per i professionisti. Ovviamente, applicando il metodo per prove ed errori, è importante intraprendere i nuovi trattamenti  uno per volta per valutarne correttamente l’impatto sulla salute e sul comportamento.


Non smettete mai di sperare.

 


 
domenica 06 giugno 2010


Il campione troppo piccolo utilizzato in un recente studio avverso alle diete ne rende discutibili le conclusioni

Necessari ulteriori studi per stabilire l’efficacia dell’intervento dietetico nell’autismo 

 di Kelly Barnhill, CN, CCN - Nutrition Director dell’ARI

 

 

Kelly Barnhill, MBA, CN, CCN è Direttore del Nutrition Clinic del Thoughtful House Center for Children. E’ una nutrizionista certificate con oltre un decennio di esperienza di lavoro con bambini con autismo e disordini relativi.

 

Alcune pubblicazioni recenti – una revisione e uno studio prospettico iniziato nel  2003 – hanno ridestato l’attenzione sul problema del bisogno e dell’efficacia dell’intervento dietetico nei soggetti con diagnosi di autismo. Questo rimane un argomento complesso e controverso, con genitori e alcuni professionisti che ritengono necessario un cambiamento nella dieta, spesso contro il parere di parenti, pediatri, terapisti ed  educatori. Alcuni punti su cui riflettere nella valutazione di questa difficile materia sono i seguenti:  
 

  1. Un adeguato intervento dietetico nell’autismo è sempre sicuro e salutare. Molti soggetti con allergie alle proteine del latte  o intolleranti al lattosio evitano latte e prodotti derivati e godono di ottima salute.  Coloro che soffrono di celiachia spesso devono escludere dalla dieta sia il glutine che la caseina e riconquistano la loro salute. Alcune famiglie vegetariane evitano le proteine del glutine e consumano una dieta nutrizionalmente completa. La preoccupazione nel caso delle persone con autismo che devono seguire una dieta che escluda proteine come glutine, caseina e soia, è che esse devono assumere i nutrienti sotto forma di verdura fresca e frutta, cereali privi di glutine e carni animali. Per la maggior parte delle famiglie questo comporta l’essere seguiti da un professionista qualificato, almeno inizialmente, per assicurarsi un corretto programma nutrizionale di successo.
     
  2. Il motivo più importante per cui i professionisti raccomandano l’eliminazione di proteine come glutine e caseina dalla dieta di un bambino è la  preoccupazione per il suo stato intestinale.  Molti bambini che seguiamo hanno feci abbondanti, molto maleodoranti, liquide e che si susseguono più di sei volte al giorno.   Altri invece hanno estrema stitichezza e riescono ad andare di corpo anche meno di una volta a settimana. Quando mi si presenta un bambino con queste problematiche, spingo decisamente i genitori a considerare la eliminazione di glutine e caseina come prima cosa. Secondo la mia opinione, con stiamo curando con questo l’autismo, ma un problema gastrointestinale in un bambino con autismo. La distinzione è importante, sia per i genitori che per i professionisti. La maggior parte delle volte, i genitori riferiscono che con l’eliminazione dalla dieta di una di queste proteine o di entrambe i movimenti intestinali del figlio si normalizzano  e spesso osservano, come conseguenza, cambiamenti comportamentali. (E’ interessante sottolineare che i bambini con problemi gastrointestinali non sono stati inclusi nello studio tanto pubblicizzato di Rochester). 
     
  3. Un recente studio finanziato dal NIHm condotto dal Dr. Susan Hyman, un medico di Rochester, è discutibile in più punti. In particolare, solo 14 bambini hanno completato lo studio nel corso di 6 anni: un campione questo davvero molto esiguo che rende impossibile generalizzare i risultati ottenuti su questi 14 partecipanti alla totalità della popolazione autistica. Sia i ricercatori che i clinici riconoscono il bisogno di un più gran numero di partecipanti per ottenere un risultato significativo. Secondo, i partecipanti avevano eliminato il glutine e la caseina dalla loro dieta per un periodo di sole 4 settimane. Questo non è un periodo sufficientemente lungo per eliminare completamente gli anticorpi alle proteine dal corpo. (Sappiamo dalla ricerca con celiaci e pazienti sensibili al glutine che spesso occorrono sei mesi per rimuovere completamente la proteina glutine dal corpo). Terzo, lo studio reintroduce le proteine di glutine e caseina a bambini che non erano realmente a dieta stretta senza glutine e caseina e quindi sarebbe fortemente improbabile vedere una risposta da carico o una risposta negativa in queste circostanze in quanto i bambini non hanno mai fatto una vera “pulizia” con la dieta all’inizio. E per finire, come detto al punto (2), nessuno dei bambini dello studio aveva sintomi gastrointestinali all’inizio.
     
  4. Le proteine di glutine e caseina spesso non sono le uniche ad essere dannose. Molti pazienti rispondono positivamente all’eliminazione delle proteine della soia per esempio. Senza conoscere bene gli alimenti consumati da ognuno dei partecipanti dello studio di  Rochester, non possiamo parlare della qualità della dieta del bambino o dell’inclusione di altri alimenti probabilmente dannosi. Nella nostra esperienza, alcuni genitori riferiscono di non aver visto alcun cambiamento con l’eliminazione delle proteine del latte per 2-3 settimane. Quando rivedevamo la dieta della famiglia, scoprivamo spesso che i genitori avevano sostituito il latte di mucca con latte di soia. Eliminare completamente le proteine della soia ci consentiva una più accurata valutazione della risposta del bambino alla rimozione della proteina. Andrebbero considerati anche cibi   trattati, ingredienti artificiali ed altri composti come amine, ossalati e lecitine.
     
  5. La pubblicazione fatta in Aprile dalla Università del Texas (di Austin Malloy) non era una ricerca originale, ma una  revisione di 15 studi sulla rimozione delle proteine di glutine e caseina per i soggetti con autismo. La conclusione dell’autore nella revisione di questo corpo di lavori  è stata che non c’è evidenza che l’eliminazione di queste proteine sia di beneficio per i bambini con autismo. La sola conclusione razionale, poi, in assenza di evidenza positiva che l’intervento dietetico non funziona, è questa: è necessaria ulteriore ricerca. Purtroppo, questi studi sono costosi, complessi e necessitano di molto tempo.  Uno studio adeguato deve essere condotto su un campione più grande di quello dello studio recente di Rochester e, per il suo successo,  si devono evitare caseina, glutine e possibilmente soia per un minimo di 12 settimane, valutare il consumo dei nutrienti e la loro quantità per ogni singolo partecipante e non considerare solo l’eliminazione di queste proteine,  ma seguire una dieta qualitativamente sana.
     
Se state considerando un intervento dietetico per vostro figlio non dovreste lasciarvi dissuadere da queste recenti pubblicazioni. Da parte nostra continuiamo a consigliare l’eliminazione di queste proteine dalla dieta quando appropriato, come componente di una cura per alcuni dei bambini che seguiamo. Incoraggio ogni genitore che sta considerando questo cambio dietetico per suo figlio a cercare un professionista esperto che possa guidarlo nell’intraprenderlo e seguirlo con successo.  

 

 
sabato 05 giugno 2010

L’autismo potrebbe essere individuato precocemente con una semplice analisi delle urine

Un nuovo studio ha scoperto che i bambini con autismo hanno particolari caratteristiche chimiche nelle urine



Imperial College London
3 Giugno 2010:


Secondo una nuova ricerca che sarà pubblicata domani  sulla rivista scientifica Journal of Proteome Research, i bambini con autismo hanno particolari caratteristiche  chimiche nelle urine rispetto ai bambini della stessa età non-autistici

I ricercatori dell’Imperial College di Londra e della University of South Australia affermano che le loro scoperte porteranno ad individuare se un bambino abbia o meno l’autismo con una semplice analisi delle urine.

Si stima che l’autismo colpisca in Inghilterra un bambino ogni 100. I soggetti con autismo, affermano gli studiosi,  hanno una grande varietà di sintomi diversi, ma generalmente hanno problemi nella comunicazione e nelle abilità sociali, con particolari difficoltà nel contatto oculare e nel comprendere le emozioni degli altri. Nello studio si afferma che queste persone "soffrono anche di disordini gastrointestinali e hanno nei loro intestini batteri diversi rispetto alle persone non-autistiche".

Dicono gli autori che questa ricerca dimostra che è possibile distinguere tra bambini autistici e non autistici semplicemente osservando i sottoprodotti dei batteri intestinali e i processi metabolici nelle loro urine. Diagnosticare l’autismo è sempre stato difficile e spesso il disordine viene diagnosticato troppo tardi perché le cure abbiano il massimo effetto; ora però i ricercatori dell’ Imperial College London hanno finalmente scoperto un potenziale modo per individuarlo sin dal sesto mese di vita. Questo, affermano all'Imperial College London, potrebbe "consentire di intraprendere gli interventi comportamentali e sociali prima che la malattia causi danni psicologici permanenti".

Il Professor Jeremy Nicholson, l'autore dello studio, ha detto: "I bambini con autismo hanno microbi intestinali molto insoliti che possono essere individuati con un test prima che esplodano completamente i sintomi della malattia. Se sarà così allora l'autismo diventerà una malattia  prevenibile"

Esprimiamo la nostra soddisfazione perchè finalmente si individua la possibilità di una diagnosi precocissima, in assenza di sintomi comportamentali, attraverso un analisi fisica e perchè uno studio pubblicato riconosce la diversità del profilo biochimico dei nostri bambini, la presenza di una flora batterica patogena e di caratteristici problemi intestinali, come i genitori denunciano, non ascoltati, da anni. Quello che invece ci risulta incomprensibile è il perchè, davanti a queste osservazioni, si parli ancora una volta di cure comportamentali, per aiutare a risolvere una malattia medica che ha le sue origini nell'intestino, invece di provare a  utilizzare la ricerca scientifica e l'esperienza clinica  più attuale per individuare trattamenti medici che curino le patologie d'organo e non il comportamento.

Nell'articolo dell' Imperial College London si afferma che l’esatto significato biologico dei disordini gastrointestinali nello sviluppo dell’autismo è sconosciuto, ed è proprio questa la domanda che vorremmo ora tutti si ponessero: che cosa altera i microbi “intestinali” in questi bambini e che cosa possiamo fare per aiutarli?

Ci auguriamo che quanto scoperto in questo studio suggerisca la necessità di una maggiore ricerca sulla connessione autismo-intestino-cervello, nella speranza che al più presto i problemi fisici o medici che i nostri bambini spesso mostrano siano  presi in considerazione e ricevano le opportune cure.


Questo il link allo studio: http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/pr901188e?prevSearch=autism&searchHistoryKey

 

 
giovedì 03 giugno 2010

                   




Workshop organizzato da "Obbiettivo Comunicare" a Cagliari
Introduzione all’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) e all’insegnamento del Comportamento Verbale (VB) in classe

30 Giugno - 1 Luglio 2010

relatore: Thomas Caffrey



Usare l'analisi del linguaggio come comportamento sotto l'influenza del principio del condizionamento operante, permette un modello attuabile per aiutare i bambini con deficit del linguaggio. La ricerca ha dimostrato che le applicazioni di questi principi guidano lo sviluppo delle abilità di comunicazione funzionale, le riduzioni dei comportamenti problema ed un incremento nell'inizio della socialità. Organizzato da: Cooperativa Obbiettivo Comunicare- arl- onlus e da VBN Training In collaborazione con: l’associazione Genitori e Autismo di Roma, il portale EmergenzaAutismo e Io Cresco,Conad tirreno, la Curia Arcivescovile.
 
Il Workshop offrirà un'introduzione all'uso di principi dell'analisi comportamentale Applicata (ABA) Questo Workshop introduttivo illustrerà attraverso un ampio uso di immagini, come i principi dell' Applied Behavior Analysis (ABA) che sottolineano l'insegnamento del comportamento verbale (VB), siano efficacemente applicati in classe inserendoli nel linguaggio dell'insegnamento e altre importanti abilità per i bambini con disordini dello sviluppo. In particolare, ai partecipanti verranno presentati i fondamentali principi scientifici, le procedure e le raccomandazioni istruzionali per aiutare gli insegnanti, operatori e terapisti a:
 
• Costruire un rapporto con lo studente
• Promuovere l'interazione tra pari
• Sviluppare un PEI con finalità adeguate allo sviluppo di ogni studente
• Insegnare le abilità della comunicazione funzionale agli studenti verbali e non-verbali
• Catturare e pianificare la motivazione e quindi usarla per espandere il repertorio linguistico
• Selezionare le attività di gruppo che promuovono la comunicazione funzionale e l'interazione tra pari
• Far passare gli studenti dall'insegnamento ambientale naturale (NET) all'insegnamento strutturato (ITT)
• Stabilire e mantenere un livello elevato (preciso e veloce) della risposta dello studente durante l'insegnamento strutturato
• Insegnare le abilità accademiche (lettura, matematica ...) usando i curricula basati sulla ricerca scientifica
• Gestire i comportamenti problema

 
Informazioni e Iscrizione on-line:

Centro Psicoeducativo Per i Disturbi Pervasivi Dello Sviluppo
via Barbagia,41 09045 Quartu Sant’Elena

Web:
www.obbiettivocomunicare.it
e-mail: alfa.pi@tiscali.it
tel-fax: 070891862
cell. 393\9611324 – 393\9611269 – 393\9611713

Costo Workshop:
80 € tramite bonifico bancario intestato a:
Cooperativa Obbiettivo Comunicare arl Onlus
Causale: workshop ABA/VP 30 Giugno e 1 Luglio 2010

Per partecipare, compilare la seguente SCHEDA DI ISCRIZIONE


Relatore: Thomas M. Caffrey - Specializzato in Analisi Comportamentale presso la Penn State University ed è certificato Board Certified Behavior Analyst www.vbntraining.com/index.asp E' stato premiato con il Project of istinction per il suo lavoro di formazione per i paraprofessionisti che lavorano con bambini con autismo.Si è laureato in Educazione presso l'Arizona State University e ha conseguito un Master presso la Georgian Court University in cui è stato premiato con il Project of Distinction per il suo lavoro di formazione per i paraprofessionisti che lavorano con bambini con autismo. Si è inoltre specializzato in Analisi Comportamentale presso la Penn State University ed è certificato Board Certified Behavior Analyst. E' coautore con il Dr. Vincent J. Carbone di una serie di CD, The Verbal Behavior Approach to Teaching Children with Autism (http://www.abatoolchest.com), che costituiscono un corso di formazione per paraprofessionisti di circa 8 ore. Ha anche fondato il Verbal Behavior Network (http://www.verbalbehaviornetwork.com), una soluzione online per supportare I professionisti che lavorano con bambini con autismo. Ha inoltre sviluppato una serie di workshop in otto parti per genitori di bambini con autismo dal titolo Teaching Children with Autism in Public School Settings (http://www.poac.net). Attualmente fornisce consulti e presenta workshops a scuole ed enti che si occupano di bambini con autismo negli Stati Uniti ed in Irlanda. E' specializzato nell'insegnare abilità di comunicazione funzionale e nell'aiutare gli insegnanti ad attuare strategie per controllare problemi comportamentali in ambiente scolastico.

 

 
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