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28-07-06

La teoria:

Questa secondo me é la parte piú problematica dell' RDI in quanto la teoria su cui si basa il trattamento e sul perché dovrebbe essere efficace é pressoché inesistente. Se si afferma che il trattamento X avrá l'effetto Y, si dovrá formulare una teoria che supporti tale ipotesi. Per esempio, il Dr. Alfa sostiene che provare a smettere di fumare al Venerdí é piú efficace che in qualunque altro giorno della settimana. Perché? "perché" dice il Dr. Alfa "dalle mie osservazioni risulta che la maggior parte delle persone che sono riuscite a smettere di fumare il venerdí ci é riuscito". É una teoria questa? No, ovviamente, non é altro che una descrizione dei fatti. In un certo senso, l'RDI pecca dello stesso errore. Il
Dr. Gutstein sostiene che i soggetti con spettro autistico (ASD) manchino o siano limitati in ció che lui chiama Intelligenza Dinamica.

- Referencing emozionale:
The ability to use an emotional feedback system to learn from the subjective experiences of others.
- Cordinazione sociale:
The ability to observe and continually regulate one's behavior in order to participate in spontaneous relationships involving collaboration and exchange of emotions.
- Linguaggio dichiarativo:
Using language and non-verbal communication to express curiosity, invite others to interact, share perceptions and feelings and coordinate your actions with others.
- Pensare flessibilmente:
The ability to rapidly adapt, change strategies and alter plans based upon changing circumstances.
- Relational Information Processing:
The ability to obtain meaning based upon the larger context. Solving problems that have no "right-and-wrong" solutions.
- Riflessione e previsione
The ability to reflect on past experiences and anticipate potential future scenarios in a productive manner.
Fin qui, siamo tutti d'accordo, cioé che queste aree siano problematiche per gli individui con autismo.
Dopo aver individuato queste sei aree il Dr. Gutstein procede con il descrivere una serie di attivitá che dovrebbero attaccare proprio il "cuore" dell'autismo. Quello che il Dr. Gutstein non spiega é il perché. Cioé, da una descrizione del problema passa ad una "cura", ma la teoria? L'ipotesi per cui se si fa XYZ si arriva ad ABC?

La ricerca:
Questa é la seconda parte piú problematica dell' RDI, secondo il Dr. Gutstein nessun trattamento ha finora dimostrato, per quanto intensivo, miglioramenti in queste sei aree che rappresentano il "nocciolo" dell'autismo. Il 47% dei bambini di Lovaas (1987), per quanto anche il suo studio avese problemi metodologici, quando testati da McEachin (1993) non aveva nessun "residuo autistico" nei vari test sociali e teoria della mente. Glenn Sallows (LEAP) sebbene non sia ancora riuscito a pubblicare arriva ad una statistica simile. La letteratura comportamentale sull'insegnamento di abilitá sociali, flessibilitá di pensiero, problem solving, insegnamento alla conversazione, attenzione congiunta non si puo' ignorare, ma il Dr. Gutstein, nel promuovere il suo intervento sembra aver fatto proprio questo.
Nel suo sito, il Dr. Gutstein parla dei sorprendenti risultati della sua ricerca, per cui il 70% dei bambini trattati con l'RDI ha riportato miglioramenti sgnificativi nella diagnosi e non ha piú necessitato del sostegno a scuola. Purtroppo la ricerca (limitata ad uno studio pubblicato quest'anno) del Dr. Gutstein presenta ENORMI problemi metodologici.

1) Selezione del gruppo sperimentale e di controllo:
a. Il gruppo sperimentale (RDI) é in media un anno piú giovane del gruppo di controllo (intervento comportamentale non specificato)
b. Il gruppo sperimentale parte con 13 punti in piú di quoziente intellettivo.
c. C'é una differenza statisticamente significativa di partenza sia per quanto riguarda le abilitá intelletive che l'etá, questo significa che il gruppo RDI parte avvantaggiato con abilitá cognitive entro la media (87 punti in media). Harris ed Handleman (2000) dimostrano nella loro ricerca come l'etá ed il livello cognitivo di partenza siano I DUE FATTORI che piú di qualunque altro (es. Ore di trattamento) sono correlati con il successo (e piazzamento) scolastico.
2) L'analisi statistica:
a. L'uso dell' ANOVA non permette di controllare le differenze al baseline. Un' ANCOVA (analysis of covariances) avrebbe invece annullato le differenze iniziali offrendo quindi un risultato piú valido, cioé le differenze riportate al termine del trattamento non avrebbero potute essere attribuite alle differenze iniziali, perché controllate dal test stesso. Perché il Dr. Gutstein non ha usato un test piú sensibile?
3) L'autore riporta che tutti i bambini sono stati testati nei seguenti assessments all'inizio dello studio:
a. WPPSI -R
b. WISCH III
c. Differential Ability Scales
d. Stanford Binet
e. Developmental Profile
f. ADOS

Il Dr. Gutstein non riporta i risultati al follow up di tutti i test, ma solo dell' ADOS, che risulta in favore del gruppo sperimentale.
4) L'autore non riporta una dettagliata descrizione del metodo di intervento, ma rimanda i lettori a leggere i propri libri.
5) La conclusione che io personalmente traggo da questo studio, tra l'altro condivisa da altri colleghi, é che l'unica affermazione che si puo' trarre in favore dell' RDI é che sembra aver riportato risultati altamente positivi in un gruppo di bambini ad alto funzionamento, ma visti i problemi metodologici, questi risultati possono non essere "genuini".

Il Curriculum.
Secondo me il curriculum RDI é ben descritto ed utilissimo per un gruppo di bambini, cioé coloro che giá possiedono o sono comunque sulla strada di acquisizione di uso di linguaggio vocale e/o verbale spontaneo. Quello che il Dr. Gutstein non spiega é il perché le attivitá da lui proposte siano effetivamente valide, la risposta é da trovarsi in un'analisi funzionale dei comportamenti target delle sue attivitá. Nel momento in cui "denudiamo" le varie attivitá di tutti i termini "relazionali" e dei vari connotati emotivi che tanto piacciono ai non-comportamentisti ecco che arriviamo alla teoria. Qual'é l'UNICA TEORIA che offre una spiegazione coerente e parsimoniosa del perché del comportamento umano? Lascio a voi la risposta.
Prendiamo per esempio le prime attivitá di condivisione, il Dr. Gutstein raccomanda che affinché queste siano efficaci, l'adulto deve essere parte dell'attivitá stessa, cioé il bambino non dovrebbe essere in grado di divertirsi anche senza la presenza dell'adulto.... Tutto giusto, siamo tutti d'accordo.... perché secondo voi il bambino ad un certo punti inizia a cercare l'adulto per "condividere" l'attivitá? Perché attraverso l'associazione continua dell'attivitá rinforzante all'adulto (stimolo neutrale) l'adulto diventa anch'esso un rinforzo (condizionato). Questo é uno dei principi di base del condizionamento classico ed una delle premesse con cui iniziamo il trattamento comportamentale, cioé con l'offerta gratuita di rinforzo tramite l'adulto (pairing). Da qui poi iniziamo tutto il lavoro sulla comunicazione e sull' insegnamento incidentale.

Prendiamo ora come esempio le attivitá di social referencing, per cui il monitoraggio dello sguardo ed espressione facciale diventano stimoli cruciali per il proseguimento di determinate azioni. Lo sguardo, il contatto oculare, l'espressione facciale diventano in questo modo sia: rinforzi condizionati che stimoli discriminativi. Per questo basta guardare la letteratura comportamentale, ma anche quella evolutiva, sull'attenzione congiunta (Dube, 2004).
Questi sono solo pochi esempi, ma spero in qualche dimostrativi di come non si debba necessariamente andare oltre l'ABA per raggiungere determinati obiettivi. Come gié detto in precedenza, il curriculum é fatto bene e soprattuto si basa su una sequenza evolutiva, al contrario di tanti curricula ABA (work in progress, libro Maurice, IGS, manuale Lovaas). Inoltre di positivo c'é l'insistenza da parte del Dr. Gutstein a lavorare in primis con i genitori e solo dopo con i terapisti. Un bravo analista comportamentale dovrebbe essere in grado di analizzare le varie attivitá in maniera funzionale ed inserirle in un programma di insegnamento incidentale, se non altro le idee su come proporre le attivitá ed i materiali proposti sono davvero utili.

Infine, un' ultima piccola (issima) critichina del tutto personale: il PhD (dottorato di ricerca) finora é costato alla mia borsa di studio 4000 euro, probabilmente ne serviranno altri 2000, ma alla fine avró un dottorato in psicologia con specializzazione in analisi comportamentale. La qualifica di analista comportamentale mi é costata 7 anni di lavoro (oltre alla laurea), 2000 euro di corsi vari, 250 euro per l'esame e circa 200 euro all'anno per il rinnovo e corsi di aggiornamento. Se volessi diventare consultant RDI, potrei diventarci in due anni (indipendentemente dalla qualifica di partenza) per la modica cifra di 8000 euro... per questa cifra vorrei almeno un titoletto accademico valido... anche se piccolo piccolo...

Un augurio a tutti,
buon ABA e buon RDI!

Francesca degli Espinosa


 
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