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Insegnare a chiedere
di Simona Levanto


PREMESSA

- Indipendentemente dalle abilità del bambino o ragazzo, la prima cosa che facciamo iniziando un intervento è verificare la sua abilità di "chiedere" ciò di cui ha bisogno.
- Molto spesso ci capita di incontrare bambini frustrati dall'incapacità di comunicare perlomeno i loro bisogni primari; altrettanto spesso vediamo genitori ed insegnarti tentare di interpretare richieste assolutamente poco appropriate, come il pianto, l'urlo, l'atteggiamento aggressivo.
- Imparare a chiedere non significa necessariamente imparare a "parlare". Insegno al bambino la forma richiestiva che maggiormente si avvicina alle sue abilità emergenti, cominciando sempre dall'indicazione (specie se non è presente linguaggio verbale) e selezionando col tempo una forma di comunicazione che può corrispondere al linguaggio vocale o ad una modalità aumentativa (i segni, i pecs, la lettura globale).
- Spesso la comunicazione aumentativa porta al linguaggio vocale! Personalmente l'ho riscontrato in particolare con l'uso dei segni.

CONDIZIONI ESSENZIALI PER INSEGNARE LA RICHIESTA

- Accertarsi di ciò che piace al bambino.
- Creare uno stato di deprivazione o sazietà.

COME LAVORARE SULLE RICHIESTE

1) All'inizio cercate di capire semplicemente che cosa desidera. Per capire cosa desidera potete:

a. Tirare fuori tutti i suoi rinforzi, alimentari e non, e vedere verso che cosa si dirige;

b. Provare a coinvolgerlo in una situazione divertente come saltare sulla palla, giocare al solletico; contemporaneamente cercate comunque di rendere visibili i suoi rinforzi perché la motivazione potrebbe cambiare;

c. Offrirgli gratuitamente, senza bisogno che ve lo chieda, qualcosa che pensate possa piacergli ed iniziare a fargliela chiedere soltanto quando sarete certi della sua motivazione;

d. Accendere la musica o il video e vedere se ha interesse verso queste attività; lasciate acceso lo stereo o la tv fino a che non avrete capito che gli interessa veramente ed iniziate a deprivarlo per farglielo chiedere solo quando sarete certi che la sua motivazione non cali a causa dello sforzo di "chiedere".

2) Quando avrete individuato un rinforzo efficace, non rendetelo subito inaccessibile facendogli fare richieste numerose e complesse o intercalando da subito l'istruzione alla richiesta. Consolidate l'efficacia del rinforzo offrendoglielo in piccole dosi e poi gradualmente stimolate o plasmate la richiesta.

3) Stimolare una richiesta vuol dire:

a. Suggerirla completamente e aspettare sempre che la ripeta in maniera autonoma subito dopo l'imitazione;

b. Suggerirla parzialmente, aspettando che completi la richiesta e poi facendogliela ripetere autonomamente subito dopo senza bisogno di alcun prompt (suggerimento).

4) Plasmare una richiesta vuol dire:

a. Allungarla o articolarla

Le richieste ad una parola o un segno o una scritta dovranno divenire piccole frasi.

b. Correggerla

Quando la richiesta è incompleta, dopo avergli fatto fare l'imitazione aspettate sempre che ripeta spontaneamente.

4) Ripetere spontaneamente una richiesta vuol dire:

dopo aver suggerito in imitazione, dopo che il bambino ha ripetuto velocemente (entro tre/quattro secondi) la richiesta che gli avrete suggerito, fategli vedere che state per consegnargli il rinforzo avvicinandoglielo e fermatevi un attimo prima di farglielo avere per fargli ripetere senza suggerimento intermedio la richiesta.

5) Se non imita o non fa la richiesta entro i secondi stabiliti, ridate un prompt intrusivo.

6) Il target deve essere lo stesso per tutti. Se ad esempio la mamma pretenderà che il bambino dica "acqua" (ed il bambino ci riesce), il papà non potrà accontentarsi di "aua"; se la madre accetterà un'approssimazione motoria del segno corrispondente alla parola "libro", il padre non potrà pretendere un segno preciso;

7) Per consolidare una richiesta che avete plasmato o interamente suggerito, dovete dargli il rinforzo per pochi secondi e poi riprenderglielo per dargli la possibilità di chiederlo più volte. Se lo state ad esempio facendo volteggiare in aria, fermatevi, aspettate che vi ripeta "vola" e ripartite.

8) Suggerite sempre se non siete sicuri che il bambino sappia fare la richiesta spontaneamente. (Limitate quindi la possibilità di errore e frustrazione al minimo).

9) Quando il bambino avrà fatto la richiesta spontaneamente differenziate il vostro rinforzo, lasciandogli quello che vuole o facendogli fare quello che vuole per un tempo più lungo.

10) Se il bambino ha fatto per una serie di volte la richiesta corretta, non potete comunque aspettarvi che la volta successiva, a distanza di tempo nella stessa sessione o addirittura nella successiva, la richiesta sia tanto solida da non avere più bisogno di prompt. Anticipatelo per impedirgli di sbagliare e poi lavorate nuovamente, ovviamente con maggiore velocità, sull'indipendenza della richiesta.

11) Quando il bambino avrà fatto la richiesta corretta per un po' di volte, potrete intercalare delle "istruzioni", delle attività.


 
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