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Che cosa è l'RDI™ e come compararlo all'Applied Behavior Analysis e al Verbal Behavior?

 

di Robert Schramm, BCBA (leggi QUI il suo CV )
analista comportamentale, responsabile dell' Istituto Europeo Knospe-ABA per l'intervento ABA/VB per l'autismo
http://www.knospe-aba.com/en/index.php


 
L'Applied Behaviour Analysis (ABA) è attualmente il più diffuso e scientificamente provato approccio educativo per supportare lo sviluppo dei bambini con autismo e disturbi relativi. Il Verbal Behaviour (VB) invece è uno dei più moderni ed efficaci approcci comportamentali che, partito dall'ABA, ha cercato di superare l'insegnamento piuttosto monotono condotto a tavolino con un programma di insegnamento svolto in modo più naturale.
I successi ottenuti dalla moderna ABA hanno sviluppato un gran numero di evidenze scientifiche che ne supportano l'utilizzo e, per questa ragione, l'ABA è diventata il percorso comunemente accettato dalle famiglie di bambini con autismo praticamente in tutto il mondo.
Il Relational Development Intervention (RDI™) è stato sviluppato e insegnato da Steven E. Gutstein (www.rdiconnect.com) il cui lavoro concettuale si può leggere nel suo libro “Solving the Relationship Puzzle,” pubblicato da Jessica Kingsley. L'RDI™ è un programma di sviluppo della relazione sociale realizzato per mettere in grado i genitori di insegnare "abilità di intelligenza dinamica" ai loro bambini. I suoi obiettivi consistono nell'aiutare i bambini con autismo a diventare più flessibili e ad adattarsi con più facilità ai continui cambiamenti ambientali, facendo loro riacquistare le capacità che gli permettono di capire veramente i benefici che vengono dal rapporto con gli altri. Il programma mira a dare ai bambini con autismo gli strumenti necessari a stringere vere e durature amicizie.
Il Dr. Gustein e sua moglie, in origine crearono l'RDI in risposta ad alcuni problemi che riscontravano negli altri metodi ABA. Per molti anni infatti, le vecchie forme di ABA avevano consigliato un approccio di insegnamento fortemente impersonale per mantenere l'obiettività e usavato regolarmente tecniche punitive, compresa la manipolazione fisica e il contenimento, per ottenere forzatamente l'apprendimento. I genitori venivano coinvolti nello sviluppo della terapia, ma una relazione positiva con il terapista era considerata ininfluente e l'insegnamento veniva praticato in sessioni intensive (ITT) a tavolino in modo ripetitivo.
A causa delle procedure inflessibili e spesso controproducenti usate a quei tempi dall'ABA, i bambini non venivano incoraggiati a cercare o desiderare l'interazione sociale ed effettivamente, proprio come afferma il Dr. Gustein, il desiderio di condividere esperienze veniva spesso inavvertitamente estinto. Di conseguenza molti bambini facevano progressi cognitivi, ma erano incapaci poi quando veniva il momento di allacciare relazioni con gli altri.
Il Dr Gustein quindi creò il suo approccio specificatamente per insegnare quelle aree della condivisione sociale in cui i bambini con autismo erano deficitari. Studiò le necessità di bambini che avevano già appreso molte abilità attraverso le procedure di insegnamento della tradizionale ABA e concluse che le procedure utilizzate fino ad allora non avevano facilitato la condivisione di esperienze, anzi in molti casi l'avevano addirittura impedita. Quindi, con il desiderio di trovare modalità di insegnamento migliori, cominciò a sviluppare e a brevettare una sua serie di tecniche di insegnamento chiamate RDI, affermando che il suo programma si sarebbe indirizzato al "nocciolo dell'autismo" diventando così la migliore terapia possibile.
Diversamente da quanto fa il Connections Center che controlla e difende accanitamente sia la qualità dell'intervento sia il riscontro finanziario del suo marchio, nessuno è padrone o controlla l'ABA/VB. Nessuno può fare affermazioni generalizzabili su cosa sia l'autismo, dire quanto debbano costare le informazioni, chi possa utilizzare l'approccio o quali procedimenti coloro che lo seguono debbano accettare: l'ABA/VB è guidata esclusivamente dai dati scientifici che ne supportano l'uso e per questo non riconosce un nocciolo che rappresenta un deficit comune nell'autismo.
Secondo i miei studi e la mia esperienza personale, l'autismo non ha un comune deficit centrale, ma nella maggioranza dei casi è una predisposizione biologica ad una combinazione di diversi deficit comportamentali specifici che i bambini esibiscono. Questa predisposizione può manifestarsi in gravi ritardi pervasivi dello sviluppo. Un intervento quindi che si focalizzi solo su un "deficit centrale" è assolutamente inefficace perchè ignora le altre aree deficitarie che normalmente sono parte dell'autismo. Sebbene quindi ci sia evidenza aneddotica del fatto che l'RDI abbia aiutato alcuni bambini con autismo più avanzati e vocali naturalmente, non ho visto dati indipendenti che ne supportino l'uso. Ho sentito invece resoconti aneddotici secondo i quali l'RDI fallisce quando cerca di aiutare nel primo apprendimento, specialmente in bambini non vocali o con forte volontà di controllo. Nella grande comunità ABA si ritiene che rinunciare ai provati principi dell'ABA e focalizzarsi esclusivamente sull'RDI è un esperimento potenzialmente pericoloso per la maggior parte delle famiglie con bambini con autismo con spiacevoli rischi rispetto ai possibili benefici. Condivido comunque le critiche fatte dai proponenti l'RDI ai metodi usati in passato dall'ABA: prima dell'ABA/VB si limitavano molto i bambini nelle capacità e nel desiderio di partecipare allo sviluppo di relazioni. Credo però che con il programma RDI gettiamo via il bambino con l'acqua sporca: l'RDI usato fuori dal contesto di un buon programma ABA/VB ignora il rinforzo, l'estinzione, la motivazione e altri provati principi del comportamento. Così i genitori che usano programmi che non insegnano secondo questi importanti principi annaspano poi quando le cose non vanno come gli è stato prospettato. Per la mia esperienza, la vecchia ABA tradizionale e l'RDI sono a due estremi opposti nel cui perfetto centro sta l'ABA/VB. Un buon programma ABA/VB mantiene in prima linea i principi dell'ABA seguendo per insegnare il flusso dei desideri del bambino. Alcune delle raccomandazioni dell'RDI meritano comunque una particolare attenzione in quanto si cerca di rafforzare l'interazione sociale e sviluppare la relazione. In questo l'RDI e l'ABA/VB sono più vicine di quanto si potrebbe credere: l'RDI raccomanda che il 75% delle vostre interazioni siano basate sull'uso del linguaggio non verbale e dichiarativo, quel linguaggio cioè che usa parole per condividere pensieri, idee e sentimenti senza chiedere una risposta dal bambino. L'RDI cerca di usare questo linguaggio dichiarativo per insegnare ai bambini a desiderare la condivisione attraverso modelli positivi e il divertimento. L'RDI accusa la vecchia ABA e anche parte dell'ABA/VB di utilizzare eccessivamente il linguaggio imperativo, ovvero il linguaggio che richiede una risposta. Credo che in un certo senso il Dr. Gustein abbia ragione in quanto la maggior parte delle istruzioni nell'ABA vengono poste in linguaggio imperativo e quando si insegna a parlare ad un bambino per istruzioni si perde spesso la capacità di condividere divertendosi con il bambino. Quando al bambino viene insegnato a comunicare attraverso la richiesta di risposte, può non imparare a condividere la vostra felicità. Nell'approccio Verbal Behaviour all'ABA si consiglia invece di diventare voi stessi il rinforzo del bambino per il 75% della vostra interazione con lui. Questo concetto dell'ABA/VB non è stato ben definito: è un processo di gioco con il bambino, cercando di rendere più divertenti i momenti della giornata che trascorre con voi rispetto a quelli in cui è senza di voi. Se questo viene fatto bene non include l'uso delle istruzioni: si tratta solo di attività di gioco divertenti guidate dal bambino con l'obiettivo di rendere il genitore/insegnante un rinforzo generalizzato per la scelta di comportamenti. Se l'RDI consiglia che circa il 75% dell'interazione deve essere in linguaggio dichiarativo e l'ABA/VB consiglia che circa il 75% della vostra interazione con il bambino deve essere senza istruzioni (senza linguaggio imperativo) allora entrambe le raccomandazioni sono identiche. Piuttosto che puntare comunque ad un "deficit centrale" dell'autismo, l'ABA/VB riconosce che ogni bambino con autismo è colpito in modo diverso e di conseguenza le persone con autismo hanno differenti serie di ritardi dello sviluppo in quattro aree di apprendimento: comportamento, abilità generali di apprendimento, comunicazione e interazione sociale. Se vogliamo insegnare per ottenere il recupero dobbiamo dedicarci a tutti questi deficit nelle proporzioni in cui si presentano nello specifico bambino.
Personalmente credo che lo sviluppo delle relazioni avvenga non attraverso quello che si chiede al bambino di fare, ma attraverso quello che lui sceglie di fare per mantenere la relazione con una particolare persona: è durante quel 75% di tempo speso divertendosi con il bambino che siete di proposito non sollecitanti o che aiutate o rinforzate risposte, ed è allora che al bambino è permesso di fare le scelte necessarie per conoscere il divertimento di stare con gli altri e condividere spontaneamente le sue scelte. In modo simile a quanto crede l'RDI , penso che il modo per insegnare relazioni sociali è in larga parte attraverso il 75% di tempo di insegnamento in cui semplicemente diventiamo il rinforzo del bambino. Sebbene la ricerca scientifica che dimostri l'efficacia delle procedure RDI sia inesistente o non replicata in modo indipendente, la mia opinione è che sia un possibile passo nella giusta direzione nel tentativo di trovare le parti mancanti di questo pezzo finale del puzzle dell'intervento per l'autismo. Quello che credo manchi ancora ad una buona ABA/VB è la comprensione di come usare il nostro tempo in cui siamo rinforzo del bambino per ottenere quei sottili passi nel costruire il desiderio del bambino di partecipare nelle interazioni che sono soltanto sociali nella funzione e questo dovrebbe includere il desiderio del bambino di rinforzare socialmente gli altri.
Il programma RDI usa giochi non verbali, rimandi sociali e affermazioni dichiarative in gran quantità, andando però a focalizzarsi su una delle quattro categorie di deficit che sono proprie dell'autismo e cioè quella dell'interazione sociale o, più specificatamente, sulla parte che riguarda la condivisione di esperienze. Usare i principi dell'ABA insieme alle procedure del Verbal Behaviour vi consente invece di affrontare tutte le quattro categorie di deficit: comportamento, capacità generali di apprendimento, comunicazione e interazione sociale. La differenza principale tra ABA/VB e RDI è che le procedure e i principi della prima si sono dimostrati sperimentalmente efficaci nello spiegare dettagliatamente cosa fare con il vostro bambino durante il 25% del tempo in cui dovete usare il linguaggio imperativo, mentre l'RDI è pieno di consigli promettenti, ma non provati su come dovete usare il 75% di tempo nel quale insegnare e condividere esperienze sociali.
Ricchi o poveri che siano, tutti i genitori hanno dei limiti di tempo, energia e soldi disponibili per educare i loro bambini cercando il recupero, per cui come poter cercare un equilibrio tra ABA/VB e RDI? Questo dipende da quello che avete già fatto e in quali aree di deficit il vostro bambino sia particolarmente carente.
Se state già usando metodi tradizionali ABA che non includono la ricerca dell'approccio Verbal Behaviour all'ABA, sarebbe una buona scelta aggiornare il vostro programma.
Se invece già usate i migliori metodi ABA/VB potreste considerare di guardare all'RDI per avere suggerimenti per insegnare con più efficacia durante il periodo di pairing. In molti casi basta per questo leggere i libri base dell'RDI™ “Relationship Development Intervention with Young Children,” e “Relationship Development Intervention with Children, Adolescents and Adults” insieme a “The RDI™ Program Progress Tracking System,” e guardare la versione più recente del loro video.
Viceversa, se avete già cominciato ad apprendere come usare l'RDI, considerate di studiare l'ABA/VB: partecipate a qualche importante workshop e rivolgetevi ad una Consultant BCBA. Provate a imparare ad usare i sette passi del controllo istruzionale descritti nel libro “Educate Toward Recovery; Turning the Tables on Autism” (www.lulu.com/knospe-aba), la cui lettura vi farà capire nei dettagli l'approccio del Verbal Behaviour all'ABA e vi offrirà un percorso completo e sistematico per sviluppare l'importante relazione tra insegnante e studente che dovete avere per la riuscita dell'RDI. Seguendo l'ABA/VB imparerete i principi e le procedure che vi permetteranno di avere il massimo vantaggio dal 25% di linguaggio imperativo che l'RDI permette di usare senza contravvenire quindi al vostro programma. Questo vi permetterà di affrontare meglio i deficit del vostro bambino nel comportamento.
Se invece non conoscete nessuno dei due approcci e il vostro bambino ha dei ritardi nel comportamento, nella comunicazione e nell'abilità di apprendimento dovreste concentrare tempo ed energia sulle tecniche di insegnamento ABA/VB per il loro riconosciuto numero di successi e anche per il cospicuo e crescente corpo di evidenze che ne supportano l'uso. Se poi avete le risorse e credete che i problemi di relazione sociale non vengano efficacemente affrontati nel vostro programma ABA, considerate l'RDI come approccio supplementare per svilupparle.
Ma con entrambi gli approcci assicuratevi che le persone cui volete affidarvi abbiano referenze, siano certificate e aggiornate sulle ultime informazioni e procedure di insegnamento disponibili

 

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