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Di Michael A. Gruttadauria, DC, DACAN

"Abbiamo un messaggio da dare sull’autismo a chi si occupa di salute, e il messaggio è:
il bambino di 4 anni con autismo è stato un bambino di 3 anni con autismo, che a sua volta è stato un bambino di 2 anni con autismo”

- Dr. Jose Cordero, Director of the National Center on Birth
Defects and Developmental Disabilities, part of the CDC


Abbiamo tutti bisogno di un punto da cui partire. Se avete un bambino con autismo, questo può essere un buon punto.

Introduzione
C’è (e c’è sempre stata) una gran confusione su cosa sia l’Autismo e i Disordini dello spettro autistico. L’origine di questo sta nel modo in cui l’Autismo è stato classificato: è infatti considerato sin dal 1940 un ‘disordine mentale’ e  per questo la maggior parte dei medici ha imparato poco o niente su di esso.
Secondo questa classificazione l’autismo consiste in problemi nell’interazione sociale e nella comunicazione e in comportamenti ripetitivi. Con queste caratteristiche che definiscono il disordine, non c’è da meravigliarsi che questi bambini vengano inseriti in strutture specializzate nell’apprendimento per una modificazione comportamentale, con interventi medici scarsi o del tutto assenti.

Ritengo invece che l’ Autismo sia un problema biochimico e neurologico che altera lo sviluppo del cervello e del corpo provocando, come conseguenza, i problemi sociali, comportamentali e di comunicazione di cui questi soggetti soffrono. Queste caratteristiche sono sintomi e il risultato di un danno multisistemico non diagnosticato! Abbiamo lasciato una intera generazione di bambini scivolarci tra le dita ed è il momento di mobilitarci per riprenderceli.

Se le tre principali caratteristiche che definiscono l’autismo fossero invece circuiti cerebrali tra loro disconnessi, disfunzioni gastrointestinali croniche e processi alla base autoimmuni e infiammatori, vedremmo una grande differenza nei criteri di trattamento per l’ Autismo! Basandoci sulla ricerca, sono queste tre cose i veri problemi dell’autismo che portano poi a danni cognitivi.

Spettro di estremi
I soggetti nello spettro autistico sono individualmente molto differenti. Alcuni sono ad ‘alto funzionamento’, altri a ‘basso funzionamento’, alcuni non parlano, mentre altri parlano precocemente, alcuni esibiscono comportamenti di estrema sensibilità sensoriale (autostimolazioni) ed altri no, alcuni sono molto intelligenti, mentre altri hanno QI sotto i
50, alcuni sono colpiti in modo ‘medio’, altri in modo grave, alcuni hanno problemi vestibolari o motori, altri sono atletici… e l’elenco potrebbe continuare.
Con tutte queste differenze tra i vari soggetti, che cosa hanno in comune le persone con Autismo?
Sia abbiano una diagnosi di Autismo, che di PDD-nos o di Sindrome di Asperger, tutti i soggetti con un disordine dello spettro autistico nanno una cosa in comune, un deficit centrale: i disordini delle spettro autistico nascono da una condizione bio-neurologica, una debolezza nello sviluppo biochimico e neurologico del bambino. Sembra che lo sviluppo neurologico e biochimico procedano di pari passo: bisogna per questo valutare entrambi e curarli il più presto possibile! Tutte le persone con autismo hanno questi deficit a vari livelli.
Sulla base della mia esperienza clinica, il denominatore neurologico comune sembra essere il midollo allungato, il centro di una miriade di funzioni vitali che coinvolge la maggior parte degli organi del corpo. L’elenco di queste funzioni vitali è lungo e comprende molti dei problemi che troviamo nell’Autismo, e tra questi ansia, problemi del sonno, problemi gastrointestinali, disordini vestibolari, problemi di coordinazione motoria e altro.
Queste funzioni sono prevalentemente autonome (senza controllo cosciente) e provengono da una rete strutturalmente intricata di neuroni. Se c’è un problema nel midollo allungato, le informazioni che dal corpo giungono al cervello sono alterate e allo stesso modo vengono cambiate anche quelle che dal cervello partono per il corpo.
Le basi dei problemi biochimici invece si trovano nei geni. In realtà, questo è un concetto interessante anche se a volte abbastanza confuso: quando la gente parla di genetca, si riferisce spesso a qualcosa di immutabile, ‘scolpito nella roccia’. Siamo, per esempio, geneticamente predeterminati ad avere certi colori di occhi, di capelli e un gruppo sanguigno. Ma non è questa l’area genetica associata con l’Autismo, si deve trovare una anomalia cromosomica specifica perché un disordine venga considerato genetico. Per esempio, un cromosoma 21 in più causa la Sindrome di Down, ma ad oggi non esiste un chiaro ‘difetto genetico’ che causa l’ Autismo.
Per cui come può trattarsi di un problema genetico se non ci sono difetti cromosomici? La risposta è da cercarsi in un nuovo campo chiamato Epigenetica: l’impatto dell’ambiente sul nostro genoma. Ci sono stati cambiamenti nei nostri geni come risultato di cambiamenti del nostro ambiente e a volte questi cambiamenti possono causare disturbi e malattie. Questi cambiamenti si osservano molto comunemente dopo esposizione ad alcune tossine, come metalli pesanti, pesticidi e plastica.
I geni (DNA) lavorano ogni secondo del giorno in ogni cellula del corpo, guidando tutte le attività cellulari che costituiscono l’individualità biochimica. Funzioni alterate nel DNA causeranno un’alterazione nella biochimica, che porta a funzionalità alterate. Questo è il caso dell’Autismo.

Cosa possiamo fare?

Terapie tradizionali rispetto a quelle ‘alternative’
Le terapie in genere sono considerate ‘tradizionali’ quando sono consigliate da un medico e hanno alle poro spalle ricerca. A causa della situazione summenzionata a proposito della classificazione dell’Autismo e le caratteristiche mentali con esso associate, ogni terapia che vada oltre l’intervento psicologico, educativo e comportamentale viene considerata ‘alternativa’!
Questo deve immediatamente cambiare, in quanto ogni cosa designata per trattare la CAUSA del problema non viene considerata una terapia tradizionale.
La maggior parte degli interventi per l’autismo hanno un approccio educativo e insegnano comportamenti che hanno valore limitato in molte interazioni della vita reale. Per esempio, ad un bambino può essere insegnata una strategia per come avvicinarsi ad un altro bambino per giocare, ma magari queste strategie teoriche non danno al bambino la capacità di partecipare ad una interazione spontanea e fluida con i coetanei in un ambiente reale come il parco giochi.
Mentre quindi anche l’intervento ‘tradizionale’ più largamente usato e più intensivo può avere chiari benefici, non ha dimostrato di servire a quella che è la principale necessità: l’abilità di produrre indipendenza ed un’alta qualità della vita nelle persone con Autismo. Avere linguaggio e intelligenza è certamente molto importante, ma non sono abbastanza.
Purtroppo, anche quei bambini che parlano bene e vanno bene a scuola sono ad alto rischio di fallire nella vita.
La National Autistic Society (NAS) della Gran Bretagna ha condotto uno studio su adulti ad alto funzionamento con Sindrome di Asperger e Autismo nel 2001. I ricercatori seguirono centinaia di giovani adulti nello spettro autistico che avevano alto IQ e un buon linguaggio. Il 50% di questi soggetti molto intelligenti andarono all'Università dopo la scuola superiore, ma al tempo dello studio:
• solo il 12% lavorava
• solo il 3% riusciva a vivere indipendentemente
• oltre il 65% non aveva contatti sociali al di fuori della famiglia
• nessuno era sposato o coinvolto in qualche relazione
Secondo me, la valutazione e il trattamento ‘tradizionale' dei Disturbi dello spettro autistico sono arcaici e la prognosi per la qualità di vita per le persone nello spettro continua a rimanere scarsa.
Il solo approccio accettabile comprende un programma di intervento clinico che affronti il deficit centrale dell'autismo. Se si riesce a risolvere la disfunzione bio-neurologica, si otterrà una più normale organizzazione neurologica, che è una condizione fisiologica che descrive le connessioni cerebrali e l'attività del cervello.
Questa evoluzione sistematica comincia intorno alla dodicesima settimana di vita embrionale e raggiunge il suo massimo potenziale approssimativamente a 6 - 7 anni d'età. Il centro più importante del cervello, la corteccia cerebrale, si svilupperà lateralmente creando responsabilità per ognuno degli emisferi. Questa lateralità è importantissima per la funzione sensoriale e per il linguaggio e sostituisce tutto lo sviluppo neurologico. Quando si verifica correttamente, l'emisfero corticale sinistro o quello destro diventano dominanti e la persona mostra una lateralizzazione manuale, ovvero una preferenza per l'uso della mano sinistra o destra. Questo in genere significa che tutti i neuroni più bassi sono completi. Non ci meraviglia quindi che la maggior parte dei bambini con Autismo usi indifferentemente entrambe le mani! Questo processo di organizzazione neuronale crea un continuum interdipendente: se i livelli più bassi sono incompleti, tutti i successivi livelli più alti saranno difettosi. Tenere questo processo “nei giusti binari” può consentire che si verifichi lo sviluppo cognitivo e quello comportamentale.


Vostro figlio ha un suo potenziale unico.

Sia voi che chiunque lavori con vostro figlio dovete credere nella sua capacità di imparare, crescere e avere un brillante futuro. Questa è una battaglia per vostro figlio tra voi e l'Autismo. Con un intervento precoce intensivo ed appropriato, la maggior parte dei bambini avrà dei miglioramenti che possono andare da piccoli cambiamenti alla guarigione completa. Il grado di recupero che ogni bambino potrà raggiungere dipende principalmente dal suo potenziale individuale, combinato con la volontà dei suoi genitori di fare qualunque cosa serva.

Cosa fare immediatamente?
Dovete aumentare le cose che vostro figlio non ha abbastanza e ridurre quelle che ha troppo.

Cose che generalmente bisogna aumentare:
- prima di tutto il contenuto nutritivo dei cibi
- vitamine B
- antiossidanti
- grassi salutari (acidi grassi Omega)
- amino acidi
- probiotici
- co-fattori per la metilazione
- stimolazione sensoriale specifica
- stimolazione multi sensoriale
- allenamento grosso motore
- rafforzamento muscolare
- esercizi vestibolari (equilibrio)
- allenamento fine motore
- attività di vita quotidiana
- socializzazione con altri bambini di differenti capacità
- esposizione a nuovi ambienti
- programme educative basati sulle necessità

Cose che generalmente bisogna diminuire:
- tossine ambientali
- detersive per la casa convenzionali
- glutine nella dieta
- caseina
- altri potenziali alimenti allergenici
- eccesso di zuccheri
- excitotossine nella dieta
- grassi idrogenati
- esposizione a materiale da costruzione
In conclusione, c’è tantissimo da poter fare per aiutare vostro figlio. Prima di tutto affiancatevi ad un medico che conosca lo spettro e sia aggressivo. Circondatevi di persone con mente aperta. Leggete e imparate ogni cosa potete sull’autismo e non vi arrendete. Never give up.

 

 

 

 

 

 

Michael A. Gruttadauria, DC, DACAN è neurologo chiropratico a Plainview NY, con esperienza nel campo dei Disordini dello spettro autistico. E’ padre di due bambini diagnosticati nello spettro. Può essere contattato al
516-470-9525 oppure online al www.lispectrum.com


 
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