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Potenziale importanza degli steroidi nel trattamento dei disordini dello spettro autistico

 9 November 2004

L'autismo è un disordine dello sviluppo neurologico che, come riportato dal CDC (Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie) colpisce 1 bambino su 150. L' autismo è caratterizzato da menomazioni nelle relazioni sociali e nella comunicazione, comportamenti ripetitivi, movimenti anormali, e disfunzione sensoriale. Prove recentemente apparse suggeriscono che il mercurio, in particolar modo proveniente da vaccini per l'infanzia, possa essere un fattore nello sviluppo dei disordini autistici, e che i bambini affetti da autismo presentino carichi corporei di mercurio più elevati della norma.

Nel considerare la tossicità del mercurio, è stato precedentemente dimostrato che il testosterone potenzia in modo significativo la tossicità del mercurio, lì dove l'estrogeno ha un effetto protettivo. L'esame di bambini autistici ha mostrato che la severità dei disordini autistici è correlata alla quantità di testosterone presente nel fluido amniotico, e l'esame di una serie di casi di bambini autistici ha mostrato che alcuni presentano livelli di testosterone plasmatico significativamente alti se paragonati a gruppi di controllo di bambini tipici.

L'analisi di alcune delle terapie biomediche correntemente utilizzate con soggetti autistici, quali il glutatione, la cisteina, la chelazione, la secretina e l'ormone della crescita, suggerisce che esse potrebbero in effetti far diminuire i livelli di testosterone. L'ipotesi medica da noi presentata è che i disordini autistici , in effetti, rappresentino una forma di tossicità congiunta di mercurio e testosterone, e che basandosi su questa osservazione, possano essere studiati nuovi trattamenti per soggetti autistici che vadano ad influire sugli alti livelli di testosterone riscontrati nei soggetti autistici.
Noi suggeriamo una serie di esperimenti che è necessario condurre al fine di valutare l'esatto meccanismo dell' azione tossica di mercurio-testosterone., e vari tipi di manipolazione clinica che possono essere utilizzati per controllare i livelli di testosterone. Si auspica che la messa a punto di terapie rivolte ai meccanismi d'azione dell'ormone steroideo, in aggiunta ai trattamenti correnti che riescono a diminuire il carico corporeo di mercurio, abbiano una azione sinergica nel miglioramento del quadro clinico.

Alla luce del fatto che esistono molte altre malattie che poterebbero avere una componente di intossicazione da mercurio, quali Alzheimer, cardiopatie, obesità, ALS (Sclerosi Laterale Amiotropica, o malattia di Lou Gehrig), asma e altre varie forme di disordini autoimmuni, è imperativo che la ricerca sia ulteriormente diretta alla comprensione della tossicità congiunta di mercurio e testosterone.

Introduzione

L'autismo è un disordine dello sviluppo neurologico, caratterizzato da menomazioni nelle relazioni sociali e nella comunicazione, comportamenti ripetitivi, movimenti anormali, e disfunzione sensoriale. Secondo le più recenti stime pubblicate dal Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie (CDC), è stato comunicato che negli USA 1 bambino su 150 circa è afflitto da un disturbo autistico [1,2]. Recenti studi hanno riferito che l'esposizione al mercurio può causare disfunzioni a livello immunitario, sensoriale, neurologico, motorio e comportamentale, simili agli aspetti che definiscono o sono associati con l'autismo, e che la similarità si estende a livello di neuroanatomia, neurotrasmettitori e biochimica [3-5].
Il thimerosal, un conservante aggiunto a molti vaccini, è divenuto una notevole fonte di mercurio per i bambini negli USA che, nei primi due anni di vita, potrebbero aver ricevuto una quantità di mercurio superiore a quanto previsto dalle Linee Guida per la Sicurezza Federali [6,7]. In conformità della tabella di vaccinazioni raccomandata dal CDC negli USA durante gli anni '90, se tutti i vaccini somministrati avessero contenuto thimerosal, i bambini potrebbero essere stati esposti a: 12.5 lg di etil-mercurio alla nascita, 62.5 lg di etil-mercurio a 2 mesi, , 50 lg di etil-mercurio a 4 mesi, 62.5 lg di etil-mercurio a 6 mesi, e 50 lg di etil-mercurio a 18 mesi, per un totale di 237.5 lg di etil-mercurio durante i primi 18 mesi di vita, [6,7].

Utilizzando un modello farmacocinetico monocompartimentale, Redwood e coll. hanno stimato i supposti livelli di mercurio presenti nei capelli dei bambini in seguito alle vaccinazioni per l'infanzia raccomandate dal CDC durante gli anni '90. Gli autori hanno determinato che per tutti i primi 365 giorni (di vita), e con alcuni gravi picchi nello stesso periodo, i campioni di livelli di mercurio presenti nei capelli dei bambini esposti a contatto ravvicinato con il thimerosal erano superiori al limite di 1 ppm (parte per milione) previsto nelle linee-guida dell' EPA (Ente per la Protezione Ambientale).

Abbiamo confrontato le dosi di mercurio provenienti da vaccini contenenti thimerosal, e somministrati in conformità della tabella di vaccinazioni raccomandata dal CDC durante gli anni '90, con i coefficienti di sicurezza stabiliti dall' EPA e dal FDA per l'ingestione orale di metil-mercurio, un composto simile all' etil-mercurio. [6]. Abbiamo riferito che i bambini ricevettero dosi istantanee di mercurio nei vaccini per l'infanzia contenenti thimerosal, di molto superiori a quelle previste dalle Linee Guida Federali per la Sicurezza [8,9].

Studi epidemiologici condotti negli USA hanno esaminato la relazione tra i vaccini contenenti thimerosal e i disordini dello sviluppo neurologico. E' stato mostrato come statisticamente i bambini ai quali sono stati somministrati vaccini contenenti thimerosal avessero da due a sei volte maggiori probabilità di sviluppare disordini dello sviluppo neurologico, a seconda della specificità dei sintomi e delle condizioni esaminate, rispetto a bambini ai quali sono stati somministrati vaccini per l'infanzia privi di thimerosal [8-12].

Recentemente, molti studi hanno effettuato una valutazione clinica del carico corporeo di metalli pesanti riscontrati nei bambini affetti da disordini autistici, confrontandolo con i valori riscontrati in bambini tipici.
Bradstreet e coll. hanno analizzato la presenza di metalli pesanti nelle urine di bambini affetti da disordini autistici in seguito a tre giorni di chelazione orale con acido meso-2,3-dimercaptosuccinico (DMSA), confrontandola con i risultati ottenuti nella popolazione di controllo [13].
E' stato determinato che in seguito a tre giorni di chelazione orale con DMSA, i bambini autistici presentavano concentrazioni di mercurio nelle urine statisticamente significative, circa sei volte maggiori di quelle riscontrate nel corrispondente gruppo di controllo, mentre altri metalli pesanti erano presenti in concentrazioni simili nelle urine. In questo studio è stata fatta una analisi comparata, tra bambini tipici vaccinati e non vaccinati, delle concentrazioni di mercurio presenti nelle urine in seguito a tre giorni di chelazione orale con DMSA. E' stato osservato che, in seguito al trattamento con DMSA, esistevano concentrazioni simili di mercurio in ambedue i gruppi.
Holmes e colleghi hanno esaminato i tassi di escrezione del mercurio in bambini autistici e tipici, attraverso la valutazione dei livelli di mercurio presenti nei primi capelli tagliati [14]. E' stato osservato che i livelli di mercurio nei primi capelli tagliati ai bambini erano inversamente proporzionali alla gravità del disordine autistico nei bambini stessi (più gravemente colpiti erano i bambini, minore era il livello di mercurio presente nei loro capelli). E' stato ipotizzato che questi risultati siano coerenti con differenze di ordine biochimico tra i bambini autistici e quelli tipici, possibilmente il risultato di polimorfismi genetici, che si traduce in un maggior carico corporeo di mercurio nei bambini autistici rispetto a quelli tipici [13].

Recentemente, Boris e colleghi hanno condotto studi genomici su bambini affetti da disordini autistici, utilizzando una popolazione normale come gruppo di controllo[15]. Gli autori hanno esaminato i geni nelle sequenze responsabili per la sintesi di molecole biochimiche chiave, che presentano rilevanza funzionale nella escrezione di mercurio dal corpo e/o nella protezione da stress ossidativi . Gli autori hanno specificatamente dimostrato l'esistenza di un aumento statisticamente significativo (il doppio) del genotipo omozigote metilenetetraidrofolato reduttasi (MTHFR) 677TT tra i bambini autistici, rispetto al gruppo di controllo. Ciò è particolarmente pertinente, in quanto il MTHFR 677TT è uno dei genotipi chiave nelle sequenza biochimica relativa alla sintesi del glutatione, una molecola chiave nel processo di difesa naturale del corpo dal mercurio, e in coloro nei quali è stata riscontrata l'esistenza del genotipo MTHFR 677 TT l'attività dell'enzima è ridotta al 32% [16].

La comprensione delle cause dell'autismo ha consentito di implementare modalità di trattamento mirate al mercurio come componente tossica di questi disordini. Queste terapie includono metodi per la rimozione del mercurio tramite tecniche quali l'uso di agenti chelanti, e attraverso correzioni nelle varie sequenze biochimiche che portano ai composti contenenti sulfidrile, usati dal corpo per espellere il mercurio [17,18].

Chiaramente, esiste la necessità di ulteriore ricerca clinica in questo campo. Tuttavia, anche nello stadio iniziale di sviluppo di questi tipi di terapie, è chiaro che molti bambini, se non tutti, rispondono ad esse solo parzialmente, o per nulla. Ciò di cui abbiamo necessità è un'altra modalità di trattamento clinico, che complementi l'opera di eliminazione del mercurio in questi soggetti intossicati.
Noi crediamo che i dati stessi dell'epidemia di autismo suggeriscano un altro metodo per affrontare il problema negli individui colpiti. Questa potenziale modalità terapeutica nasce dall'osservazione che l'autismo colpisce maschi quattro/cinque volte più spesso che femmine[1,2]. In effetti, una più approfondita osservazione indica che, quanto più gravemente colpito è il gruppo di soggetti autistici studiati, tanto più alto è il rapporto maschio/femmina. Tra i soggetti autistici molto gravi, il rapporto maschi/femmine può arrivare ad essere 15 a 1, o anche più alto[14].

Tossicità del mercurio e testosterone.

Clarkson e colleghi hanno messo a punto un modello di topo da laboratorio per esaminare gli effetti neurotossici del mercurio su soggetti di sesso diverso [19].
Gli autori hanno riferito di aver somministrato composti alchilici di mercurio a topi nati due giorni prima nelle seguenti dosi: 4 mg di mercurio per kg di peso (dose bassa), 8 mg di mercurio per kg di peso (dose alta), nessuna dose di mercurio. Gli animali sono stati sacrificati dopo 24 ore, e sono stati preparati campioni corrispondenti di sezioni del cervello.
Il numero totale di figure mitotiche nello stato granulare esterno della corteccia cerebrale è stato annotato e classificato come iniziale (profase e metafase) o tardivo (anafase e telofase). La concentrazione di mercurio nel cervello, sia per i maschi che per le femmine era: 2.7 lg di mercurio per l'esposizione alla dose alta, e 1.8 lg di mercurio per l'esposizione alla dose bassa. Gli autori hanno determinato che, alla dose alta, i topi di sesso maschile e quelli di sesso femminile presentavano percentuali similmente ridotte di figure mitotiche tardive rispetto al gruppo di controllo. In corrispondenza della dose più bassa, i topi di sesso femminile presentavano un numero assai minore di figure mitotiche tardive rispetto ai topi di sesso maschile.
Gli autori sono giunti alla conclusione che i soggetti di sesso maschile siano notevolmente più sensibili agli effetti neurotossici del mercurio, e che, nell'esposizione di parte della popolazione umana fetale/infantile a basse dosi di composti di alchil mercurio, è stata osservata una maggior sensibilità dei maschi, rispetto alle femmine, al ritardo psicomotorio [20].

Muraoka e Itoh hanno esaminato le differenze tra i sessi in merito agli effetti che l'esposizione al mercurio ha su altri organi [21]. Gli autori hanno riferito che, in seguito alla somministrazione di dosi di cloruro di mercurio tra 0.3mg e 2mg per Kg, per via endovenosa, a topi del ceppo JCL-SD, veniva generata una necrosi tubulare renale acuta nella porzione retta dei tubuli prossimali, con marcate differenze in base al genere sessuale, ove il maschio era maggiormente suscettibile. La necrosi veniva inibita attraverso castrazione dei topi di sesso maschile, e veniva favorita da un pre-trattamento con testosterone.

Livelli di testosterone nei bambini autistici

Nell'esaminare i livelli di testosterone nei bambini autistici, Manning e colleghi hanno indagato sui livelli di testosterone prenatali nei bambini affetti da disordini dello spettro autistico [22,23].
Gli autori hanno esaminato 72 bambini affetti da autismo, inclusi 23 bambini affetti da sindrome di Asperger (bambini che hanno disordini autistici meno gravi), 34 fratelli/sorelle di soggetti autistici, 88 padri, 88 madri, e soggetti di controllo corrispondenti per sesso/età. Gli autori hanno dimostrato che ai bambini più gravemente colpiti corrispondevano più alti livelli di testosterone prenatale.
Inoltre, Tordjman e colleghi hanno riportato una casistica di 12 bambini autistici in età prepuberale (6-10 anni), ricoverati nel loro dipartimento di psichiatria infantile, in quattro dei quali i ricercatori avevano osservato caratteristiche sessuali secondarie precoci (crescita di pelo pubico, aumento del volume dei testicoli), che suggerivano l'esistenza di una alta attività androgenica nei disordini autistici [24].
Al fine di studiare la associazione tra iperandrogenismo e autismo, gli autori hanno misurato il livello di testosterone plasmatico e quello di androgeno adrenale in nove pazienti ricoverati, con diagnosi di autismo secondo DSM-IV, ai quali non venivano somministrati farmaci, e in 62 soggetti della stessa età, sesso, peso (+/- 2 Kg) e stadio puberale. I risultati hanno mostrato che tre dei nove soggetti autistici presentavano una concentrazione di testosterone plasmatico inspiegabilmente alta (più di due deviazioni standard dalla media di riferimento nei soggetti di controllo), con valori superiori al valore più alto riscontrato tra i soggetti di controllo. Tra i soggetti autistici, i valori relativi alla concentrazione di testosterone nel plasma (ng/ml)erano: 0.64 per un ragazzo di 10 anni pre-pubere, 8.8 per un ragazzo pubere di 17 anni, e 0.5 per una ragazza pubere di 13 anni., lì dove i valori medi di confronto nel gruppo di controllo erano, rispettivamente: 0.06 ± 0.03 (variazione = 0.01-0.15), 5.51 ± 1.27 (variazione= 0.27-7.50), e 0.12 ± 0.09 (variazione = 0.01-0.25). Tutti e tre i ragazzi presentavano comportamenti aggressivi nei confronti degli altri. Alte concentrazioni di testosterone plasmatico erano presenti in tutti i soggetti autistici che esibivano comportamenti aggressivi nei confronti degli altri. Il ragazzo di 10 anni presentava crescita di pelo pubico. La ragazza di 13 anni presentava un livello di androgeno adrenale (4.40 ng/ml) del 500% più alto del livello medio dei soggetti di controllo (media = 0.88 ±
0.39 variazione = 0.36-1.70).

Ipotesi medica - interazione tra testosterone e mercurio

Noi crediamo che l'effetto potenziante del testosterone, e quello protettivo dell'estrogeno, debbano essere studiati molto più dettagliatamente, perchè molte delle terapie cliniche apparentemente non collegate tra loro, che hanno riscontrato un qualche successo nel trattamento dell' autismo, hanno in realtà un punto in comune: tutte in un modo o nell'altro fanno diminuire il testosterone [17,18].
Nella Tabella 1, si veda un compendio di alcuni dei trattamenti che hanno riportato effetti benefici. E' necessario determinare la cinetica di questi effetti. Inoltre, vanno analizzati i precursori del testosterone e dell'estrogeno nella sequenza steroidogenica (Tabella 2), in modo da determinarne gli effetti sulla tossicità dei composti di mercurio (utilizzati per determinare la) sopravvivenza dei neuroni nelle colture di tessuti.

E' interessante notare che, come risaputo, uno degli enzimi nella sequenza di sintesi del testosterone, l'idrossisteroide transferasi (HST), che converte DHEA in DHEA-S, abbia come co-fattore il glutatione , ed è noto come l'HST venga inibito dai composti di mercurio. (Fig. 1) [25]. Sono stati pubblicati studi che hanno dimostrato che i livelli di glutatione tendono ad essere più bassi nei soggetti autistici, mentre i livelli di mercurio sono molto più alti [13,14,26]. Di conseguenza, in questi soggetti, l' HST potrebbe essere inibito. Normalmente, la maggior parte del DHEA che è prodotto nella sequenza di sintesi del testosterone viene immagazzinato come DHEA-S, riducendo la quantità che viene trasformata in androstrenediolo e in seguito in testosterone. Nei soggetti autistici, se l' HST venisse bloccato da bassi livelli di glutatione e alti livelli di mercurio, allora la sequenza cambierebbe in modo da produrre una maggior quantità di testosterone e, di conseguenza, una maggior quantità di prodotti di conversione del testosterone. E' altamente possibile che il successo riscontrato nelle varie manipolazioni della sequenza del glutatione nei soggetti autistici, sia dovuto alla rimozione del blocco nella conversione del DHEA in DHEA-S, che comporterebbe un cambiamento significativo nella sequenza steroidea.

E' possibile che la chelazione lavori allo stesso modo. Anche l'esame degli altri enzimi nella sequenza steroidea di sintesi e metabolica, potrebbe rivelarsi importante al fine di determinare se questi vengono inibiti dai composti di mercurio, o se presentano co-fattori che contengono sulfidrili.

Curiosamente, gli inaspettati miglioramenti di ordine neurologico osservati in seguito alla somministrazione di secretina o di ormone della crescita ad alcuni bambini autistici, potrebbero essere spiegati da una influenza sulla sequenza steroidogenica. La ragione di ciò è che la secretina, il glugacone, il polipeptide gastro-inibitore e l'ormone paratiroideo, insieme al polipeptide intestinale vasoattivo e al polipeptide pituitario attivante l'adenilato ciclasi, appartengono ad un gruppo di polipeptidi detto gruppo VIP-secretina-glucagone, che include anche .....growth hormone releasing hormone and extendins. Tutti i membri di questo gruppo polipeptide possiedono una straordinaria omologia nella sequenza di amino-acidi, e si legano ai recettori accoppiati della proteina G, i cui meccanismi di segnalazione coinvolgono in primo luogo le cascate AC/ proteina chinasi A, e fosfolipasi C/ proteina chinasi C, ed è stato mostrato che queste inibiscono la regolazione dell'asse ipotalamico-pituitaro-adrenale (vedi Fig.2 per la regolazione) [27].
Di conseguenza, la secretina e l'ormone della crescita potrebbero inibire l'ormone rilasciante gonadotropina (GnRH). Similmente, triptorelina, ciproterone, flutamide, Lupron acetato, Nafarelin acetato e Goserelin, tutti agonisti del GnRH, potrebbero essere utili nella manipolazione della sequenza steroidogenica.

la dr. Megson ha riferito a proposito dell'utilizzo di Urocolina, un antagonista del recettore alfa-muscarinico, nei bambini autistici [28]. L'Urocolina stimola le membrane delle cellule post-sinaptiche attraverso i recettori per l'acetilcolina (ACh), un neurotrasmettitore del sistema parasimpatico. E' stato precedentemente dimostrato come l' ACh, nell'esercitare l'azione inibitoria sul rilascio di GnRH, agisca attraverso diversi sottotipi di recettori colinergici [29]. Megson ha riferito che nel corso di questo trattamento su bambini autistici, si sono avuti miglioramenti sorprendenti e immediati nel linguaggio, nella capacità visiva, nell'attenzione e nell' interazione sociale in alcuni dei bambini. [28].

Realmuto e Ruble hanno descritto il caso di un bambino autistico, evidenziando le difficoltà relative alla gestione di disordini comportamentali gravi nei soggetti autistici[30]. Gli autori hanno riferito che, dopo il fallimento di programmi comportamentali ed educativi, l'utilizzo del leuprolide, un anti-androgeno somministrato per iniezione, ha avuto come esito la soppressione dei gravi disordini comportamentali del soggetto autistico, e la possibilità per il soggetto di mantenere il suo ruolo nella comunità. Gli autori hanno seguito il paziente per tre anni circa, rilevando l'assenza di effetti fisici anormali. In quel periodo, la dose somministrata al bambino è stata gradualmente diminuita, fino ad arrivare ad una dose che fosse bassa ma al contempo efficace.

In seguito ad un ulteriore esame dell'asse ipotalamico-pituitario-adrenale, si è mostrato che il pituitario anteriore, l'ipotalamo, l'area preottica e la corteccia cerebrale dei topi maschi castrati possiedono specifiche proteine leganti l'androgeno [31]. Le caratteristiche fisico-chimiche di queste proteine leganti sembrano essere molto simili. Di conseguenza, sono state separate con gel Sephadex G-100 e hanno mostrato un coefficiente di sedimentazione di 6-7S attraverso centrifugazione su gradiente saccarosio. La natura proteinica dei componenti leganti l'androgeno era confermata dal fatto che il legame di androgeni veniva eliminato da proteasi, ma non da Dnasi e Rnasi. Inoltre, gli autori hanno riferito che l'eliminazione del legame attraverso 1 mM p-cloro-mercuriofenilsulfonato (PCMPS) indicava che per il legame all'androgeno sono necessari gruppi sulfidrili liberi.

I prodotti della conversione di testosterone ed estrogeno devono altresì essere esaminati, al fine di determinare i loro effetti sulla neurotossicità del mercurio e dei composti di mercurio. La sequenza di conversione del testosterone è mostrata nella Fig. 3. E' risaputo che i prodotti della conversione del testosterone hanno un notevole effetto tossico nella calvizie maschile e nell'ipertrofia prostatica benigna.
Il farmaco Finasteride, approvato dall' FDA, blocca la conversione del testosterone in 5-alfa-diidrotestosterone, e ne è stata dimostrata la notevole efficacia nella prevenzione e nel trattamento di queste condizioni. Se venisse dimostrato che questi composti metabolici del testosterone intensificano la neuro-tossicità del mercurio, allora gli stessi farmaci potrebbero rivelarsi efficaci nel trattamento dei disordini dello sviluppo neurologico.

Nell'analizzare più in profondità gli effetti del thimerosal, Waly e colleghi hanno mostrato che gli eventi collegati alla metilazione hanno un ruolo critico nella capacità dei fattori di crescita di promuovere un normale sviluppo [32]. Agenti tossici per lo sviluppo neurologico, quali l'etanolo e i metalli pesanti, interrompono i segnali del fattore di crescita, richiamando l'attenzione sulla possibilità che essi possano esercitare effetti negativi sulla metilazione.
I ricercatori hanno scoperto che il fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF-1), la metionina sintetasi (MS) stimolata dalla dopamina , e la metilazione folato-dipendente dei fosfolipidi nelle cellule di neuroblastoma umano SH-SY5Y , esercitano la loro attività attraverso un meccanismo PI3-chinasi e MAP-chinasi dipendente. La stimolazione di questa sequenza ha aumentato la metilazione del DNA, mentre la sua inibizione ha aumentato l' espressione di geni sensibili alla metilazione. L'etanolo ha esercitato una forte influenza sull'attivazione di MS da parte dell' IGF-1, e ha bloccato i suoi effetti sulla metilazione del DNA, mentre non ha inibito gli effetti della dopamina. Ioni metallici hanno esercitato un forte effetto sull' IGF-1 e sull'attività di MS stimolata dalla dopamina, così come sulla metilazione folato-dipendente dei fosfolipidi: Cu(2+) promuoveva l'attività degli enzimi e la metilazione, mentre Cu(+), Pb(2+), Hg(2+) e Al(3+) erano inibitori. Il thimerosal, preservativo che contiene etil-mercurio, inibiva sia la metilazione da IGF-1 che quella stimolata da dopamina, con un IC (50) di 1 nM, ed eliminava l'attività di MS.
Gli autori hanno riferito che le loro scoperte delineano un' insolita sequenza di segnali del fattore di crescita che regola l'attività di MS e quindi modula le reazioni di metilazione, inclusa la metilazione del DNA.
Gli autori hanno concluso che la forte azione inibitoria su questa sequenza da parte di etanolo, piombo, mercurio, alluminio e thimerosal suggerisce che si possa trattare di un importante bersaglio per agenti tossici per lo sviluppo neurologico.

Recentemente è stato dimostrato che, nel trattamento pratico di pazienti affetti da calvizie maschile, il Finasteride sovra-regolava la produzione di IGF-1 [33].
Specificatamente, sono stati raccolti campioni bioptici di 9 pazienti, sia dall'area affetta da calvizie, sia dall'area occipitale non affetta, prima e dopo quattro mesi di terapia con Finasteride. Le papille dermali (DP) sono state microdissezionate e il RNA totale è stato estratto da un uguale numero di DP per ogni campione bioptico. L'espressione delle varie citochine, incluso il fattore di crescita insulino-simile (IGF)-1, è stata determinata attraverso trascrizione inversa della reazione a catena della polimerasi. I segnali sono stati rivelati tramite autoradiografia. Tutti e nove i pazienti avevano assunto Finasteride per un anno, ed erano stati visitati al dodicesimo mese per verificare l'efficacia del trattamento. Tra i pazienti che presentavano un aumento nell'espressione di IGF-1, tre presentavano un miglioramento clinico moderato dopo 12 mesi di trattamento, e uno presentava una situazione inalterata.
Al contrario, tre pazienti con diminuita espressione di IGF-1 nell'area affetta da calvizie, presentavano un peggioramento clinico al dodicesimo mese. Gli altri due pazienti, nei quali non si rilevava un cambiamento percettibile nell'espressione di IGF-1, presentavano o un leggero miglioramento, o nessun cambiamento nelle condizioni.
Gli autori concludevano che, nell'ambito del loro piccolo non-controllato studio su nove pazienti affetti da alopecia androgenetica (AGA), un aumento dell'espressione di RNA messaggero IGF-1 nelle DP, veniva associato alla reazione del paziente al Finasteride.

Quindi, il trattamento con Finasteride potrebbe costituire un mezzo per ri-stimolare la produzione di IGF-1, che, nei bambini che hanno sviluppato disordini autistici, è stata sotto-regolata a causa dell'esposizione a thimerosol, e potrebbe altresì contribuire all'abbassamento dei livelli di DHT nei bambini autistici.
In un sistema di colture di tessuti, si potrebbe altresì mostrare come manipolazioni biochimiche che favoriscono la conversione di testosterone in estrogeno, possono proteggere i neuroni dal danno arrecato da composti di mercurio.
Anti-androgeni approvati dall' FDA, quali Bicalutamide, Nolvadex, Nilandron, e Flutamide potrebbero altresì proteggere i neuroni dal danno arrecato da composti di mercurio. Persino l'introduzione o la manipolazione delle relative sequenze corticosteroidi potrebbero rivelarsi capaci di alterare la neurotossicità dei composti di mercurio.
Prima di essere sperimentati sugli uomini, gli approcci biochimici che si sono rivelati utili nell'alleviare gli effetti neurotossici del thimerosal e di altri composti chimici nelle colture di tessuti, potrebbero quindi essere testati sul modello di topo con autismo indotto da thimerosal recentemente sviluppato da Hornig e colleghi [34].

Conclusioni

Diverse esperienze in molti campi della medicina hanno mostrato come, nelle malattie che possono essere affrontate con molteplici trattamenti, gli effetti di tali terapie possono essere non solo aggiuntivi, ma spesso anche fortemente sinergici. Data la grandezza dell'attuale epidemia di disordini dello sviluppo neurologico, appare urgente l'esplorazione immediata delle possibilità di trattamento offerte dalla manipolazione dei processi relativi agli ormoni steroidei. Sapere come trattare l'intossicazione cronica da mercurio potrebbe rivelarsi utile anche nell'affrontare altre malattie che, allo stesso modo, possono avere una componente relativa all'intossicazione da mercurio, quali Alzheimer, diabete, cardiopatie, obesità, ALS, asma e varie altre forme di disordini autoimmuni, tutti molto frequenti nella nostra popolazione intossicata dal mercurio.

Potenziali conflitti di interesse

Il Dott. Mark Geier ha testimoniato in qualità di esperto, ed è stato interpellato come consulente, nei casi per danni da vaccino a responsabilità oggettiva presso il National
Vaccine Injury Compensation Program
(NVICP) e in cause civili.
David Geier è stato interpellato come consulente in cause per danni da vaccino a responsabilità oggettiva presso il NVICP e in cause civili..

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