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Homepage arrow Biomedico arrow Studi e articoli scientifici arrow Anestesia durante interventi chirurgici e autismo, di B. Rimland
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Bernard Rimland, Ph.D.

 

 

 

I genitori spesso chiedono all’ARI informazioni sull’anestesia, ad esempio quando i loro bambini ne hanno bisogno per un intervento dentistico. Pubblichiamo quindi una petizione da parte degli anestesisti pubblicata sulla rivista dell’ARI. Siamo lieti di poter pubblicare l’articolo scritto dall’anestesista Louise Kirz, M.D., che ha due figli autistici.

Bernard Rimland, Ph.D.

 

Anestesia durante interventi chirurgici e Autismo.

“Lettera ai miei amici genitori”


Cari genitori,

Poniamo il caso che vostro figlio abbia bisogno di un intervento chirurgico e quindi di anestesia. Questa è un’esperienza terrificante per ogni genitore. Aggiungiamo le difficoltà legate al fatto che nostro figlio ha l’autismo…molti di noi alzando le braccia al cielo diranno “Come farò ad affrontare quest’esperienza!”.  Dato che sono genitore di due bambini autistici, vi capisco. C’è sempre qualcosa in più da dover sapere. Come anestesista-certificato, capisco perfettamente il tipo di problemi che dobbiamo affrontare quando dobbiamo ricorrere all’anestesia per i nostri figli. Qui di seguito troverete una serie di consigli e informazioni per genitori e anestesisti.


Programmate una visita pre-intervento con l’anestesista di vostro figlio. A volte l’anestesista presente non sarà quello che seguirà vostro figlio: richiedete che sia presente l’anestesista che seguirà l’operazione di vostro figlio.

Una visita o una telefonata di questo tipo è l’unica cosa che potete fare per assicurarvi che tutto vada liscio. Parlate del vostro bambino/a, dei suoi bisogni, delle paure, della capacità comunicativa, della capacità o meno di collaborazione e di comprensione con l’anestesista.

Ascoltate bene quello che vi dice l’anestesista. Ci sono molti approcci sicuri all’anestesia. Ma l’anestesia NON è una scienza esatta. Diciamo che la paragono al “fare una torta di cioccolato”. Si può utilizzare farina, farina di riso, farina per dolci; margarina, burro, olio; cioccolata o cacao; uova o sostituti delle uova. Ci sono diversi ingredienti e diverse possibilità.  La cosa migliore è ascoltare la proposta dell’anestesista, quella che lui ritiene più opportuna. Se vostro figlio sta assumendo farmaci l’anestesista lo deve sapere, per potervi dire come e se può assumerle il giorno dell’anestesia. Ascoltate bene. E’ importante. Vostro figlio può sviluppare una polmonite grave se anestetizzato con lo stomaco pieno.

Ascoltate più di un anestesista se chi vi parla non vi convince. Non abbiate paura di chiedere direttamente all’anestesista se se la sente di prendere in carico vostro figlio- che ha bisogni particolari.

Preparate vostro figlio come fareste in occasione di qualsiasi esperienza fuori dal normale. Voi conoscete vostro figlio più di chiunque altro. Se le storie sociali funzionano, preparatelo con quelle. Leggete un libro, cantate, ballate…qualsiasi cosa riteniate che possa aiutare vostro figlio a capire a cosa andrà incontro. Logicamente dovete quindi sapere a che cosa andrà incontro.

Chiedete l’esatta sequenza delle cose che avverranno. Quando deve essere condotto all’ospedale, se gli devono fare un prelievo di sangue, se dovrà essere sottoposto ad endovena, portate con voi qualsiasi cosa lo faccia sentire a suo agio. Chiedete chi deve essere presente al momento del risveglio. Chiedete, chiedete, chiedete e richiedete le cose che vi siete dimenticati.

 

 

COS’È L’ANESTESIA

 

L’anestesia può essere considerata di tre tipi:

-       anestesia generale;

-       anestesia locale;

-       sedazione (conosciuta come MAC: anestesia monitorata).

 

 Anestesia generale

Quando pensiamo all’anestesia, noi pensiamo sempre si parli d’anestesia generale. E’ un sonno profondo durante il quale il paziente non è assolutamente cosciente di quanto gli avviene intorno. E’ il tipo d’anestesia alla quale molti dei nostri bambini sono sottoposti per  poter subire un intervento chirurgico.

 

Anestesia locale

Anestesia spinale, epidurale, e nervo-bloccante.  Il paziente è sveglio, cosciente, leggermente sedato. Viene utilizzata con i nostri bambini SOLO se eccezionalmente cooperativi. Raramente è utilizzata ANCHE in bambini NT.

E’ utilizzata insieme all’anestesia generale per evitare reazioni di panico dopo l’operazione.

 

 

Sedazione

Il paziente è intontito, non addormentato come nell’anestesia generale. E’ utilizzata per esami minori come raggi-X o scansioni CAT.

 

Mi soffermerò un po’ di più sull’anestesia generale perché è quella più affrontata da molti dei vostri bambini. Voglio descrivere a cosa va incontro il vostro bambino e quali sono le opzioni di scelta che può operare il vostro anestesista.

 

 

 

QUALI SONO LE FASI DI UN’ANESTESIA GENERALE?

 

-       Fase preparatoria (in una zona che prepara il bambino alla sala operatoria)

-       Induzione del sonno

-       Mantenimento del sonno

-       Risveglio

-       Fase post-operatoria (nella sua stanza)

 

 

Fase preparatoria

E’ la fase durante la quale vostro figlio entra in ospedale, incontra l’anestesista, che risponde alle domande dell’ultimo minuto. Ad esempio se va dato un sedativo. L’utilizzo di un sedativo preanestesia è una cosa da discuter PRIMA del giorno dell’operazione. Il sedativo non è obbligatorio e non è necessario sempre.  Tuttavia, di solito, gli anestesisti che lavorano con bimbi piccoli, sotto i 6 anni, utilizzano il sedativo per facilitare il distacco dai genitori alla sala operatoria.

E’ una pratica utilizzata largamente anche con gli adulti. A prescindere quindi da quanto vostro figlio sia pronto per l’evento, un po’ di sedazione gli verrà fatta. La mia opinione come genitore e come anestesista è che il sedativo a volte è utilizzato al posto di dover tranquillizzare e preparare il bambino al passaggio nella sala operatoria vera e propria. Poiché i nostri bambini hanno difficoltà di comunicazione, noi (genitori e professionisti) troppo spesso pensiamo che il bambino non capisca quello che sta succedendo.

 

I prodotti più utilizzati come sedativi sono:

-       Midazolam (farmaco simile al Valium): si assume per via orale, spray nasale, oppure come iniezione o come  endovena

-       Ketanmine (sedativo): iniezione, via orale o endovenosa.

-       Chloral hydrate (sedativo): via orale o rettale

-       Brevital (sedativo barbiturico): via rettale.

 

Vi consiglio di discutere con l’anestesista di vostro figlio sulla necessità della sedazione, INFORMANDOLO  di ogni reazione ed effetto collaterale che provocano i farmaci al vostro bambino.

 

 

Induzione del sonno

Avviene in sala operatoria. Voi siete nella sala d’aspetto. Qualche ospedale ha la sala apposita di induzione del sonno, ciò  permette ai genitori di essere presenti. (Io sono stato presente nel momento dell’induzione al sonno di mio figlio, e sinceramente non so se vorrei ancora fare un’esperienza simile). La procedura può avvenire in due modi diversi: con maschera: il bambino inspira il gas anestetico; oppure  viene introdotto endovena un sedativo, seguito poi dal gas anestetico con maschera. QUESTO E’ UN ARGOMENTO CHE DOVETE ASSOLUTAMENTE DISCUTERE CON L’ANESTESISTA. Per bambini di 5 anni, NT o autistici, molti anestesisti optano per l’anestesia con sola maschera. (il bambino inspira il gas anestetico). Ai bambini di 7-9 anni si può introdurre l’endovena. Per i bambini di 8 anni e più, autistici, ci sono delle opzioni. Si può utilizzare la crema EMLA R applicandola sulla zona dove sarà messo l’ago. Molti dei nostri ragazzini autistici più grandi, tollerano bene l’ago endovena. Certo dipende da bambino a bambino. Il vantaggio dell’induzione dell’anestesia con la maschera è che il bambino si addormenta PRIMA di quanto avvenga con l’endovena. Lo svantaggio della maschera è che può essere molto sgradevole per il bambino e può arrivare a spaventarlo.

 

 

Mantenimento del sonno durante l’operazione.

E’ operato con una combinazione di farmaci sia per via endovenosa che attraverso la maschera. Molte anestesie generali richiedono il posizionamento di un tubo nella bocca del bambino per proteggere i suoi polmoni e per rilasciare il gas anestetico. Si può trattare di un tubo endotracheale oppure di una LMA (maschera per laringe). La scelta sta all’anestesista. Potete comunque informare l’anestesista che vostro figlio è meglio che si risvegli al più presto, e che possa ritornare al più presto alle sue condizioni di normalità.

 

 

Risveglio

Avviene interrompendo l’inoculazione del farmaco/i anestetici.

 

 

Monitoraggio post-operatorio

Personale specializzato monitorerà vostro figlio fino al risveglio e fino a chè sarà completamente ristabilito  da ogni effetto dell’anestetico. In questa fase potrebbero essere somministrati farmaci anti-ansia. E’ il momento in cui i bambini possono risvegliarsi confusi, disorientati. Chiedete quando vi è permesso di essere presenti per aiutarlo.

 


COSA DEVE SAPERE IL VOSTRO ANESTESISTA.

 

-       L’età di vostro figlio.

-       Informazioni mediche quali: salute del cuore, dei polmoni, dell’intestino.

-       Allergie: allergie a farmaci, ambientali, reazioni avverse.

-       Farmaci: qualsiasi farmaco il bambino assume

-       Operazioni e anestesie precedenti: quali e come sono state eseguite.

-       Problemi dei familiari con gli anestetici.

-       Capacità comunicative del bambino, sia espressive che ricettive.

-       Cosa può aiutare vostro figlio al passaggio nella sala operatoria.

-       Cosa può essere d’aiuto per la stanza di convalescenza di vostro figlio.

 

 

Lettera ai miei amici anestesisti. “

 

Cari colleghi

so cosa significa anestetizzare un bambino autistico. Come professionista e genitore ho vissuto tutti e due i ruoli. Non sono così presuntuoso da volervi dire COME comportarvi. Come sapete, molti bambini autistici sono in grado di sopportare una anestesia bene. Voglio solo darvi qualche indicazione se non avete mai avuto esperienze con questo tipo di bambini.

 

Attualmente, la scienza non ha ancora identificato le cause dell’autismo. Ci sono però delle strade avviate molto promettenti. Certamente l’AUTISMO E’ UN PROBLEMA FISIOLOGICO-METABOLICO CHE NON E’ CAUSATO DA TRAUMI DI NATURA PSICHIATRICA.  Non esistono due bambini con autismo identici. Ognuno è diverso per sintomi e segni. Non potete trattarli tutti allo stesso modo perché non sono tutti uguali. Quando la scienza medica esce da questa visione dell’autismo si accorge di trovarsi davanti a diversi aspetti di questa sindrome.

L’unico sintomo che hanno tutti in comune è la difficoltà di comunicazione. Potrebbero non capire cosa dite e potrebbero non riuscire ad esprimere cosa pensano. Secondo me la maggiore causa dei problemi di comportamento delle persone con autismo è la frustrazione di non capire e/o di non poter farsi capire.

Credo che il nostro lavoro di anestesisti nei confronti di questi bambini, non sia solo quello di far loro una anestesia sicura, ma di restituirli alla loro normalità al più presto possibile.

UNA PERSONA CON UNA PERCEZIONE ALTERATA DELLA REALTA’ NON  E’ IN GRADO DI DIRCI SE SIAMO NOI AD ALTERARLA ULTERIORMENTE.

Ad esempio un farmaco come la Ketanmine, che ALTERA la percezione sensoriale, non è certo la scelta migliore per una persona che già soffre di dispercezioni sensoriali, uditive e visive.

 

 PER FAVORE:

 

ASCOLTATE quello che vi dicono i genitori dei bambini autistici . Loro sanno davvero cosa è meglio per i loro bambini.

RICORDATE che molti di questi genitori sono già stati vittime diverse volte del nostro sistema sanitario. Troppo spesso i mostri colleghi NON li hanno ascoltati, e peggio ancora hanno attribuito i sintomi fisiologici all’autismo di questi piccoli: “è l’autismo a causare la diarrea,”ecc…

Spesso i nostri colleghi si sono permessi di fare a questi genitori prognosi della durata di 20 anni!

 

PERDONATE questi genitori se sono un po’ nervosi. Sono loro che hanno dovuto occuparsi dei problemi dei figli, e se sono nervosi è solo perché vogliono assicurarsi che il proprio figlio superi l’esperienza dell’operazione e dell’anestesia nel miglior modo possibile.

 

IN FONDO, NON VOGLIONO NIENTE DI DIVERSO, NIENTE DI PIU’ DI QUELLO CHE VOGLIAMO NOI PER I NOSTRI FIGLI!

 

 

Anestesia con nitrousi-oxide della Dr. JM Candless- 2006/10/29 09:03

Tre esperti mi hanno chiesto: se il medico vuole utilizzare Nitrous oxide (Ossido di nitro)  fate LA SERA E LA MATTINA PRIMA DEL RICOVERO una iniezione INTRAMUSCOLO NON SOTTOCUTE COME SI FA DI SOLITO DI MB12  giusto per prevenire i comuni effetti che vanno ad intaccare la sintesi della metionina, come appunto fa l'ossido di nitro.

La letteratura medica riporta numerose citazioni  che dicono che la combinazione tra carenza di B12 e somministrazione di ossido di nitro può essere nociva e che è buona pratica somministrare B12 o MB12 nel caso dei nostri bimbi.  Non credo che tutto possa essere imputato al MTHFR perchè il glutatione è necessario per permettere alla MB12 di dare la spinta. Dico sempre ai miei pazienti, se non c'è alternativa e l'anestesista deve utilizzare l'ossido di nitro, di fare un iniezione la sera prima e la mattina prima INTRAMUSCOLARE, non sottocutanea.

Quindi: SI, io raccomando molto di somministrare MB12 prima dell'anestesia. Anche se non fosse il giorno giusto, meglio una dose in più. Inoltre aggiungo che se il giorno del ricovero non sembra essere il giorno ideale per il bambino, di somministrare anche del glutatione endovena. Questo perchè i bambini autistici è molto probabile abbiano problemi conil fattore MTHFR e la sintesi della metionina è propro l'obiettivo dell'ossido di nitro! Ho anche sentito di qualche medico che ha raccomandato della MB12 la mattina prima. 

 

Traduzione Maria777 

 
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