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NEWSLETTER EmergenzAutismo - Numero 17
  • Sindrome di Asperger e DSM-V
    • Gli aspetti fisici della sindrome di Asperger, di B. A. Hack 
       
  • Bullismo
    • Bullismo a scuola
    • Strategie contro il bullismo 
       
  • Patologie gastrointestinali nell'autismo: descrizione e trattamento

     
  • Sezione ABA: Materiale per l'insegnamento



Sindrome di Asperger e DSM-V

EA apre il nuovo forum Asperger

http://www.emergenzautismo.org/content/view/718/35/


In questi giorni, è rimbalzata da più parti la notizia che il gruppo di medici che sta lavorando alla quinta edizione del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), vorrebbe eliminare la definizione "sindrome di Asperger", facendo rientrare questa categoria di persone all'interno del più ampio ASD (Disordine dello Spettro Autistico).

Il DSM, pubblicato dall’ American Psychiatric Association, è la bibbia delle diagnosi psichiatriche ed è usato non solo dai medici di tutto il mondo, ma anche dalle compagnie assicurative  che in molti paesi garantiscono i rimborsi per le terapie.

Il primo manuale, pubblicato nel 1952, conteneva 106 “disordini mentali”. Il secondo (1968) ne conteneva 182 ed è ricordato per aver rimosso l'omosessualità come disordine in una successiva edizione. Il terzo (1980) conteneva 256 disordini, chiamati “neurosi”. La revisione della terza versione (1987), elencava 292 disordini, mentre l'attuale quarta riduce la lista a 283.

La questione della probabile scomparsa della diagnosi di sindrome di Asperger, non sembra riguardare soltanto l'etimologia di una disfunzione, bensì un intero mondo diagnostico, attorno al quale ruotano sentimenti umani ed interessi di vario genere.

“Asperger identifica molte cose diverse in persone diverse” - afferma la dottoressa Catherine Lord, direttore del Autism and Communication Disorders Centers all'Università del Michigan. La Dr. Lord, che è uno dei 13 membri del gruppo che ha valutato l’autismo e altri disordini del neurosviluppo per il DSM,  ha affermato di ritenere le differenze tra autismo e Asperger “confuse e inutili”, non intendendo con questo però dire che il termine Asperger non sarà più usato, ma che diventerebbe solo un modo per descriversi e non una "diagnosi".

Dalla parte opposta, i genitori e gli operatori levano gli scudi contro la volontà di eliminare il termine che, soprattutto in USA, viene ad identificare una particolare forma di autismo che è stata accettata da tempo, se non addirittura vista con benevolenza dal mondo NT.

Esistono altresì gruppi di Asperger che sottolineano il loro orgoglio nell'appartenere a questo gruppo sociale, che hanno accettato la loro condizione e che non vogliono rientrare in una diagnosi  di “autismo”, nella quale non si riconoscono. In America, si ritiene che ci saranno seri problemi anche con le assicurazioni, che utilizzano la diagnosi di  Asperger per tutta una classe di persone/assicurati che non potranno più beneficiare di determinate condizioni.

E' da sottolineare comunque come i massimi esperti in questo campo, critichino sia il DSM sia la stessa scienza psichiatrica, sottolineando il fatto che se il DSM subisce continue quanto drastiche modifiche, dipende proprio dai limiti della branca psichiatrica che, a differenza della medicina classica,  manca di una certezza inequivocabile nella correlazione causa-effetto della malattia, cosa che la medicina può vantare.

Un altro cambiamento epocale nel DSM-V, sarà il probabile riconoscimento della condizione di malati biologici ai malati psichiatrici in generale (come lo sono i nostri figli). Questo significa, innanzitutto, una presa di coscienza della classe medica in toto, sulle reali patologie che interessano i nostri figli, accantonate fin'ora per dar spazio alla sola causa “mentale” come giustificazione di ogni reazione inadeguata o problema persistente. Per l'autismo e di conseguenza anche per la sindrome di Asperger, che in questa diagnosi rientrerebbe, i disturbi elencati dovrebbero essere i seguenti: ansia, disturbi dell'attenzione,  problemi gastrointestinali, epilessia, problemi sensoriali quali l'estrema sensibilità al rumore.

Alla domanda che ci viene anche dai  genitori di bambini e ragazzi con sindrome di Asperger, così vicini a quelli con autismo ma anche con problematiche tanto diverse, EmergenzAutismo risponde con la creazione del nuovo forum Asperger, in cui si vuole fornire a coloro che hanno scelto, o stiano decidendo di scegliere, l'intervento biomedico, un luogo di confronto e dialogo. Sappiamo come questa, sia una sfida difficile, che abbiamo voluto raccogliere con impegno e passione. E’ nostro desiderio  offrire materiale e informazioni alternative a quanto ad oggi in rete.

Con questo scopo, poniamo alla vostra attenzione l’incipit del documento di Brooke Hack "The Physical Aspects of Asperger's Syndrome" (Gli aspetti fisici della sindrome di Asperger), la cui traduzione integrale potrete trovare presto all’interno del nostro forum, nella speranza di offrire un punto di partenza per valutare la possibilità dell'intervento biomedico per bambini e ragazzi con questa patologia, attraverso gli occhi di una donna (e madre) con sindrome di Asperger.




The Physical Aspects of Asperger's Syndrome
di Brooke A. Hack


1.   Introduzione: la Sindrome di Asperger come condizione medica

Una mente autistica è accompagnata da un corpo autistico.

La Sindrome di Asperger è una forma media, o una forma ad alto funzionamento, dell’autismo. L’autismo ad alto funzionamento (HFA ) e il PPD sono altre condizioni che possono avere molte similitudini con l’Asperger e, per lo scopo di questo documento, saranno considerate la stessa cosa. Asperger e autismo in genere sono considerate essere diversi esclusivamente per il modo in cui una persona pensa ed elabora le informazioni, ma più imparo sulle condizioni dello spettro autistico, più vedo che le differenze mentali e intellettuali sono solo l’inizio.

Sembra che la maggior parte dei soggetti nello spettro abbiano molti disturbi fisici simili,  soprattutto con problemi del sistema digestivo ed immunitario. Questi sistemi sono strettamente collegati l’uno all’altro per salute e funzionamento, per cui è difficile per i ricercatori determinare quale dei due faccia precipitare l’altro. La cosa positiva è che questo importa poco, in quanto si possono trattare allo stesso modo le loro carenze e i loro problemi, che generalmente comprendono disturbi digestivi, allergie, sensibilità alle sostanze chimiche, problemi immunologici, ormonali e sensoriali.

I sintomi fisici non trattati possono impedire chiarezza di pensiero, rilassamento, soddisfazione nel mangiare, la capacità di dormire di notte, di mantenere il contatto oculare e di stare con facilità insieme ad altre persone. Possono essere causa di disagi e dolori del sistema digerente, mal di testa, infezioni ricorrenti alle orecchie o al sistema respiratorio e appannamento mentale.

Un bambino con Sindrome di Asperger, per esempio, può sembrare avere difficoltà nel capire quello che succede intorno, nel socializzare per lunghi periodi di tempo o anche nel semplice rimanere seduto, ma queste manifestazioni potrebbero non essere causate dal suo cervello: il bambino ha problemi fisiologici molto  reali. Potrebbe avere dolori di stomaco ricorrenti, potrebbe non assumere la necessaria energia dai cibi, potrebbe avere reazioni a sostanze chimiche con cui il suo corpo viene a contatto attraverso alcuni alimenti, potrebbe avere maggiori allergie, asma, otiti e  sensibilità sensoriali rispetto ai coetanei. In parole semplici, vivere in un corpo autistico rende la vita molto più complicata di quanto già sia; è molto più di quanto ogni persona normale può sopportare.

Trovare aiuto è oggi diventato molto più facile: più comune è la malattia, più gente vi dedica tempo e ricerca. Io invece, che sono un’adulta con ciò che può essere definito un “corpo autistico”,  ho potuto cominciare solo ora ad imparare le cose che possono rendere la mia vita più vivibile, in quanto la Sindrome di Asperger è stata  riconosciuta solo dopo che sono diventata adulta. Quindi da bambina non ho avuto alcun aiuto nell’affrontare questa sindrome né dai miei genitori, né dalla scuola, né da me stessa. Questo è quello che praticamente accomuna gli adulti Aspies: nessuno ci ha aiutato o ci ha curato da bambini! Abbiamo tutti imparato a prenderci cura di noi stessi solo ora, da grandi. E’ stato questo mio continuo cercare di comprendere la mia mente e il mio stato fisico che mi ha portato a ricercare negli argomenti di questo documento.

Prima di apprendere queste cose sulla salute degli Aspie, c’erano volte in cui mi trovavo a desiderare di avere il diabete o un disturbo cardiaco invece di quello che avevo: non che veramente desiderassi quelle malattie, ma queste almeno sarebbero state facili da diagnosticare   essendo assolutamente comuni in America, talmente comuni che ogni medico ne è informato e conosce i vari percorsi per curarle. Sono stata da molti dottori nella mia vita e nessuno aveva risposte per me. Anche lo scorso anno, tanto per fare un esempio, andai da un dottore che mi mandò da un altro dottore, etc.  Questo è accaduto con diversi medici, ognuno che mi diceva che ero perfettamente sana dal suo punto di vista e che non poteva
individuare la causa del mio problema e che sarei dovuta andare da un diverso specialista. Questo fino al medico che mi inviò dal dottore che praticamente era il primo dal quale ero partita! Era ufficiale: qualunque cosa non andasse in me, non sapevano cosa fosse.

A causa dell’insuccesso di tutte quelle visite e siccome l’Asperger non veniva diagnosticato quando io ero piccola, ho dovuto occuparmi da sola della mia salute e, anche ora che so di avere la Sindrome di Asperger, continuo ancora ad avere diversi problemi. Purtroppo viviamo ancora in un mondo in cui la maggior parte dei medici crede che uno psicologo e uno psichiatra sia tutto quello che serva ad una persona con questa forma di Autismo, ma, mentre questo può essere vero per alcuni, non lo è per tutti. Ci sono molti disturbi fisici associati con questa condizione che sono reali e che devono essere affrontati e risolti.  


Ho la Sindrome di  Asperger che è molto di più di un problema della mente

Sono madre di due bambini (nella foto a sinistra, Sam e Alex), sposata da 13 anni, una persona cordiale e simpatica. Ho imparato come superare i limiti mentali dell’Asperger, come socializzare, come avere normali relazioni con amici e familiari, ma ho anche un sacco di problemi fisici che, se non affrontati, mi impediranno per sempre di essere la persona che vorrei essere.

Non sono un medico, non sono laureata in Medicina o Psicologia, ho fatto tre anni di college prima di smettere per aiutare mio marito che si era intanto laureato mentre io stavo seguendo i miei studi generali e in Scienze naturali. Ma vivere nel corpo che mi è stato dato ha forzato le mie ricerche di volta in volta in altre direzioni.  

Probabilmente come diretto risultato del mio Asperger, sono stata un’avida lettrice e ricercatrice, cose che mi piacciono tantissimo e in cui sono brava. Ricordo praticamente quasi tutto quello che leggo e credevo questo fosse normale, ma i miei amici e i miei familiari mi assicurano che non è così. A causa di questo mio talento, ho scoperto di avere la capacità di leggere trattati complicati, una grande massa di informazioni o di interi libri e ridurli in forma semplice e breve. Ed è quello che farò qui.

Il mio è un punto di vista che molti genitori di bambini con Sindrome di Asperger apprezzano, in quanto ho trascorso molti anni ad imparare a capire il mio corpo e, come adulta, posso descrivere in modo articolato queste esperienze fisiche. Spero di poter essere d’aiuto agli altri genitori e ai loro bambini e ad altri adulti Aspies che sono nuovi in questo campo di ricerca. Se riusciranno a comprendere che cosa è diverso in un corpo autistico e potranno in qualche modo intervenire correggendo queste differenze, molte vite potranno migliorare enormemente.

Le cose che ho qui scritto sono basate sulla mia ricerca da libri, articoli su internet e conversazioni con altri con i miei stessi problemi. Le miei informazioni su questo soggetto vengono anche dalla mia esperienza con il mio corpo e da prove ed errori che ho condotto nel tentativo di aiutare me stessa a stare meglio. Ho anche incluso mie personali opinioni e sensazioni su ciò che ho imparato. 


La mia storia

Vorrei raccontarvi brevemente la mia storia: sono una adulta con la Sindrome di Asperger.  Ho ricevuto la diagnosi solo da adulta perché prima questa sindrome non era conosciuta; sebbene possa essere difficile da credere oggi, praticamente l’Asperger non esisteva! Frequentavo una scuola pubblica e andavo benissimo, ho avuto esperienze sociali sia meravigliose che orribili, sono una forte lavoratrice quando il mio corpo me lo permette e imparo facilmente. Ho due figli che ho istruito a casa (l’istruzione in casa dei propri figli in sostituzione di quella scolastica  è una possibilità negli Stati Uniti)  per molte ragioni, una delle quali è che mi piaceva farlo perchè amo l’apprendimento. Amo moltissimo mio marito e gli sono infinitamente grata della pazienza e della bravura con cui mi ha aiutata ad imparare ad adattarmi e a prendermi cura di questo corpo che mi è stato dato.

Voglio insegnare agli altri quello che ho imparato tentando di guarirmi. Mia sorella mi ha mostrato come farlo: lei ha un figlio con Asperger che, diversamente da me, è stato curato dalla prima infanzia, cosa che lo ha aiutato ad imparare molto più facilmente le lezioni sociali che io ho messo 30 anni a perfezionare. Mia sorella, mio nipote e io abbiamo fatto questo percorso insieme: lei mi chiedeva le cose che un genitore vuole sapere su un bambino con Asperger e, attraverso questa esperienza, conosco quali sono queste domande. Stiamo imparando come trattare lui e me e stiamo imparando che il suo corpo e il mio corpo hanno molto in comune con quasi tutte le altre persone autistiche.

Non sono mai stata quello che gli altri chiamano “star bene in salute”: dall’infanzia e per tutta l’adolescenza, ho sofferto di asma e di altre problematiche connesse. La medicina moderna e l’amore e il costante sforzo di mia madre mi hanno tenuta in vita e mi hanno aiutata ad andare avanti. Quando sono diventata più grande,  le infezioni polmonari croniche hanno lasciato il posto a disordini endocrini, gravi allergie e un inspiegabile aumento di peso. Ora so che è tutto collegato all’Asperger.  Questi disturbi continuano ad affliggermi ancora oggi, ma ora ho una grande speranza in quanto, da quando ho iniziato i trattamenti e la dieta di cui parlerò in questo documento, ho cominciato a vedere che questi riparano il mio corpo. La mia mente è più lucida di quanto sia mai stata, i miei livelli di energia stanno aumentando, mi sento più felice e sto incominciando a godermi il cibo per la prima volta in vita mia. Credo che questa dieta e questi trattamenti permetteranno al mio corpo di essere il più sano possibile e alla mia mente e alla mia personalità di esprimersi, in modo da poter finalmente essere libera di essere me stessa.
 

Per conoscere di più su Brooke e la sua famiglia, i suoi consigli e terapie, visitate il suo blog:
http://blueginger125.blogspot.com/2008/02/physical-aspects-of-aspergers-syndrome.html

 



 

Bullismo a Scuola
http://www.emergenzautismo.org/files/bullismo.pdf

http://www.emergenzautismo.org/content/view/708/48/


Leggiamo ormai quotidianamente di bambini con autismo vittime di bullismo a scuola e, purtroppo, i genitori di EA ne riferiscono sempre più spesso nel nostro forum: bambini derisi, insultati, vittime di ogni tipo di violenza. I loro comportamenti “bizzarri” e la  mancanza di abilità sociali rendono infatti i nostri bambini e ragazzi un bersaglio particolarmente facile dei “bulli”, specialmente a scuola. Il bullismo può avere diverse facce: manifestarsi sotto forma di violenza fisica, con spinte, botte, bloccaggi o con la distruzione delle loro cose, oppure verbale, con insulti, canzonamenti  e derisioni, ma può anche consistere in un umiliante e doloroso isolamento sociale. Può, sfortunatamente e incredibilmente, venire persino dal personale adulto della scuola che usa la propria posizione  ed il proprio potere per creare ansia o angoscia nel bambino, giungendo a umiliarlo davanti ai compagni o addirittura incoraggiando lo sfottò.

L’impatto di tutto questo sui bambini, e di conseguenza sulle loro famiglie, può essere devastante, con la perdita totale dell’autostima, lo sviluppo di ansia e incubi ricorrenti e grosse difficoltà nel profitto. Abbiamo pertanto sentito l’esigenza di realizzare questo documento informativo che suggerisce agli insegnanti alcune strategie per sviluppare un ambiente sociale di inclusione in cui il bullismo venga ridotto al minimo e mai sottovalutato. La consapevolezza della comunità scolastica sul problema del bullismo verso bambini con disturbi dello sviluppo è infatti, secondo noi, il primo passo per riuscire a sviluppare una comunità che accolga le diversità e le senta come proprie.

Ogni bambino con autismo ha diritto di sentirsi sereno e al sicuro a scuola e nostro dovere è garantirlo!






Bullismo
Tratto da ASD Resource Pack for Teachers pagg.22-24

 


Strategie per individuare azioni di bullismo
La difficoltà per gli insegnanti consiste nel fatto che non è sempre facile capire quando un bambino è vittima di atti di bullismo. Proprio per i problemi di comprensione delle intenzioni altrui, i bambini con ASD potrebbero non essere sempre in grado di comprendere di essere vittima di bullismo. Le difficoltà di comunicazione possono essere un ulteriore problema, al fine di raccontare agli insegnani un qualsiasi incidente. Perciò, gli insegnanti potrebbero essere costretti a cercare altri indizi di un eventuale atto di bullismo. Il telefono azzurro ha indicato i seguenti come segni a cui prestare attenzione:
• arrivare e lasciare la scuola con vestiti, zaini o libri sporchi, rotti o mancanti; ecchimosi o graffi; mancanza di denaro che il bambino dovrebbe avere.
• arrivare tardi perchè il bambino ha modificato il percorso da/per scuola.
• il bambino risulta stressato, depresso, infelice o malato.
• un deterioramento nella concentrazione o negli standard dei compiti scolastici (Childline, 1994).
In un bambino con ASD, si potrebbe considerare che ogni repentino cambiamento di comportamento, sia dovuto ad atti di bullismo. Questo può includere un incremento dell'ansia, difficoltà nel dormire o scatti d'ira a casa. Alcuni bambini con ASD mimano l'atto di bullismo, non comprendendo che il comportamento è inaccettabile. Per loro, questi sono semplici imitazioni di ciò che i pari fanno.

Usare delle mappe
Gray (2004) suggerì una mappa del mondo del bambino, identificando le aree dove il bambino si sentisse più o meno vulnerabile. Potrebbe venir inclusa una mappa della scuola e il percorso da/per scuola, che possono venire utilizzate per identificare aree di cui la scuola debba essere a conoscenza. Per esempio, i bambini spesso riconoscono quali parti della struttura scolastica sono meno controllate e sarà quindi più probabile in quei luoghi un'azione di bullismo. Nella scuola elementare, oltre tre quarti degli episodi di bullismo avvengono nel cortile. Alle medie, è ancora probabile che avvengano all'esterno, ma sono luoghi comuni anche la classe, i corridoi e i bagni (DfES, 2002). E' necessario essere sicuri che ci sia un controllo maggiore in alcune parti della scuola in momenti specifici (Gray, 2001). Luke Jackson, un teenager con sindorme di Asperger, ricorda come fosse più sicuro andare in un luogo sorvegliato, come ad esempio la biblioteca. Andare in qualche posto isolato lo faceva sentire più vulnerabile (Jackson, 2002).

Formare le abilità sociali
Alcuni bambini con ASD possono aver bisogno di formare le abilità sociali per aiutarli a riconoscere se le persone sono amiche o ostili verso di loro. I programmi televisivi possono essere usati a questo scopo. Programmi come Mr.Bean o i Simpson hanno un linguaggio del corpo e delle espressioni facciali ultra esagerate, che possono essere un buon metodo per insegnare. Si può anche chiedere al bambino di aiutarci nell'ordinare e dividere immagini e fotografie di persone "buone" e "cattive".

Insegnare al bambino cosa fare
Ci potrebbe essere la necessità di insegnare a bambini con ASD cosa fare se si trovassero turbati da un episodio a scuola.  Può essere utile scrivere una social story o una lista di regole da seguire. Un esempio potrebbe essere di dare al bambino un appunto da attaccare nel diario scolstico, in modo da essere, nel caso accadano dei problemi, un prompt per andare da un certo insegnante  o per scrivere una nota e lasciarla in un "contenitore" con le annotazioni in caso di episodi di bullismo.


Cos'altro può fare la scuola?

Studi hanno mostrato che la scuola che abbia un approccio globale verso il bullismo, spesso ottiene una riduzione generale del bullismo stesso. Questo risultato si ottiene con lezioni anti bullismo per gli alunni; incoraggiando i bambini a raccontare la situazione a qualcuno, nel momento in cui vengono sopraffatti; impegnando tutto lo staff scolastico e gli alunni nel combattere il bullismo; utilizzando poster e descrizioni che enfatizzino l'approccio con tolleranza zero che la scuola adotta.
Nel sud del Galles, "Schoolwatch", creato dalla polizia locale, è stato introdotto in più di 100 scuole. Gli alunni eleggono un comitato sostenuto dalla polizia e da un membro dello staff scolastico. Vengono implementate delle strategie come il "bullying box" per segnalare incidenti, controllo dell'area giochi e altre. Confrontate con le scuole che non usano questo metodo, viene segnalata un calo del bullismo ed un incremento della qualità scolastica -i bambini si sentono più felici (DfES, 2002).

Periodi di pausa e pranzo
L'area giochi è uno dei luoghi dove i bambini ASD sono più vulnerabili ed, in generale, spesso trovano difficili i periodi di tempo non strutturati in quanto non sono certi su cosa fare o su cosa ci si aspetti da loro. Il risultato è che potrebbero nascondersi in aree non controllate o isolarsi in attività solitarie. E' utile portare del materiale da usare in questo periodo di tempo, tipo permettergli l'uso del computer o magari andare in biblioteca.

Amici, essere amichevoli e amicizia
Creare un sistema basato sull'amicizia o sull'essere amichevoli all'interno dell'area giochi, può ridurre i casi di bullismo. E' utile identificare un numero di "amici" nell'area giochi, in modo che il bambino non debba contare sempre sullo stesso amico. Alcune scuole hanno una "panchina dell'amicizia" dove i bambini siedono se hanno bisogno di parlare o giocare.

Bullying box (contenitore per segnalare i casi di bullismo)
I bambini con ASD non sempre vogliono raccontare faccia a faccia all'insegnante l'atto di bullismo subito. La presenza di un "bullying box" indica che gli studenti possono segnalare un caso di bullismo segretamente. Questo metodo, in più, permette al bambino ASD di avere più tempo per pensare a ciò che vuole esprimere.

Prendete la situazione seriamente e parlatene con i bulli
Sfortunatamente, il bullismo si può ripresentare nonostante le misure preventive adottate. E' importante che la scuola mostri che il bullismo viene preso molto seriamente e che ci sia un coordinatore per i bambini che ne abbisognano (ACE, 1998). Le mezze misure possono rendere la situazione peggiore. E' bene che sia fatta chiarezza ai bulli che le loro azioni non sono tollerate. La politica di comportamento della scuola dovrebbe essere chiaramente elencata in sanzioni adeguate per gestire il fenomeno del bullismo e i bulli.





Strategie contro il bullismo
Tratto da Perfect Targets



Secondo "Perfect Targets", un libro di Rebekah Heinrichs che descrive i vari aspetti del bullismo e le soluzioni per aiutare gli studenti, il bullismo può assumere svariate forme:
• Fisica (colpi, spinte, sgambetti, strattoni, distruzione di materiale scolastico di altri)
• Verbale (canzonare, prendere in giro, minacciare, dare soprannomi; o comunicazione non verbale)
• Sociale (intento di isolare gli altri attraverso dicerie, allontanamento, umiliazione ecc.)
• Educativo (adulti nel team scolastico che usano la loro forza e posizione per causare sofferenza agli studenti -può includere sarcasmo, umiliazione, favorire alcuni studenti ecc.)
Le ricerche hanno mostrato che esistono caratteristiche comuni in individui inclini al bullismo come in quelle delle vittime. Le caratteristiche di un bambino nello spettro autistico spesso ricade all'interno del profilo sociale della vittima: difficoltà nei rapporti interpersonali e di comunicazione; ansia e poca coscienza di sé; sentimenti non ben controllati; più giovane, più piccolo o più debole; tipicamente, è molto o eccessivamente protetto dai membri della famiglia o da adulti di buone intenzioni. In particolare, studenti con Sindrome di Asperger o altri che hanno buoni risultati accademici e che hanno probabilmente meno supporto a tempo pieno da parte degli adulti (e quindi protezione), sono spesso oggetto di azioni di bullismo.
Come per le altre aree di intervento per studenti con difficoltà d'apprendimento, trovare un modo per aiutare un bambino a farsi valere, ad essere autosufficiente e a difendersi, è una parte importante al fine di ridurre le caratteristiche di "vittima" di uno studente.
Esistono svariate strategie per creare una comunità che minimizzi i casi di bullismo e aiuti a sviluppare un ambiente accogliente per tutti. Le opzioni includono una comunità consapevole e aggiornata, adulti come modelli positivi, sviluppare un codice scolastico di condotta e relazione, usando istruzioni formative e, come conseguenza, legate al sociale, coinvolgendo i genitori in caso di azioni di bullismo.

Elenchiamo le seguenti strategie di intervento specifiche tratte dal documento Perfect Targets di Rebekah Heinrichs:

Strategie per affrontare il bullismo (pagg. 106-7)
• ascoltare, essere comprensivi ed usare un tono di voce calmo
• assicurare il massimo della privacy
• prendere i resoconti molto seriamente e rassicurare gli studenti che hanno fatto bene a venire da voi che saprete come proteggerli
• diminuite il loro senso di colpa identificando il bullismo come sbagliato e ingiustificato
• siate intraprendenti nel modificare l’ambiente classe in modo adeguato
• cercate dei segnali per individuare gli studenti che  possono aver bisogno di aiuto nello sviluppare competenze sociali
• continuate a monitorare i comportamenti e ad avere conversazioni con lo studente per aggiornarvi sulla situazione
• prendete in considerazione ogni eccezionalità e in che modo essa possa incidere sulla situazione di bullismo per  individuare di conseguenza strategie adatte
• rimanere calmi, ma usare uno stile fermo e chiaro
• fare un breve riassunto dei comportamenti inaccettabili e delle loro conseguenze
• annotatevi il comportamento in modo da avere un modello stabilito in caso si ripeta
• non intraprendete lunghe discussioni sull’argomento
• correggete gli errori del modo di pensare dei bulli
• cercate di favorire l’identificazione e considerate altre modalità per aiutare a costruirla
• incanalate il desiderio di potere dei bulli in forme più positive e in tentativi socialmente più accettabili
• siate modello di rispetto e cercate le opportunità di fare attenzione a comportamenti positivi
• provvedete che ci siano delle conseguenze formative e sociali come per esempio chiedere scusa
 
 



Patologie gastrointestinali nell'autismo: descrizione e trattamento
dr. Arthur Krigsman

EmergenzAutismo ha curato la traduzione di questo articolo del Dr. Krigsman, gastroenterologo della Thoughtful House,  tratto da una presentazione ad una sua conferenza,  in cui viene citata una lunga carrellata di referti delle endoscopie da lui eseguite  su bambini ed adulti con autismo. Il genitore che l’ha tradotta, il nostro lister Mau, l’ha definita “un’esperienza toccante per la delicatezza dell’argomento che affronta”.

Secondo le ultime casistiche, tra il 50 e l’80% dei bambini autistici, in particolare quelli con autismo di tipo regressivo, in cui cioè  lo sviluppo normale s'è successivamente interrotto, presentano spesso sintomi gastrici e, se visitati, confermano una malattia intestinale. Questi bambini vengono purtroppo  sistematicamente discriminati in quanto autistici e, seppure lamentino  sintomi gastrointestinali, a volte anche gravi, non vengono curati come sarebbe doveroso in quanto i loro sintomi ricadono nel quadro dell’autismo.

E ‘ nostro obiettivo sensibilizzare la comunità medica che si occupa di questa patologia perché ricerchi la  coesistenza di una sindrome intestinale e neuropsichiatrica assolutamente correlate tra loro, affrontando così  il problema  in modo più ampio e completo, al fine di eliminare i pregiudizi di approccio e garantire a questi pazienti i trattamenti  medici che, se non vedesse conivolte persone con disturbo dello sviluppo, sarebbero già stati standardizzati da molti anni al fine di migliorare la qualità della vita di questi soggetti e dei  loro familiari. Bisogna infatti creare ed ottimizzare un’organizzazione interdisciplinare tra neuropsichiatria, gastroenterologia e tutti gli altri specialisti, che per molti anni sono stati troppo distanti tra loro, non solo da un punto di vista diagnostico, ma anche terapeutico, al fine di individuare modelli di trattamento specifici e precoci, ma comuni per questa sindrome cerebrale e intestinale. L’intento di tutti deve essere di considerare sempre la possibile presenza di un problema gastrointestinale e nutrizionale, già troppe volte segnalato da genitori di questi pazienti e troppo spesso non ritenuto reale e pertanto non approfondito da parte dell’ambiente medico.

Chiediamo cioè che la presenza di una patologia gastrointestinale sottostante, sia sempre esclusa  con lo screening eziologico standard già alla diagnosi o successivamente, se in presenza di sintomi gastrointestinali misconosciuti; chiediamo che i nostri bambini vengano ascoltati anche se non possono parlare e che i loro comportamenti vengano utilizzati per ricercare i problemi alla base. I comportamenti a volte sono l'unico indizio che abbiamo per aiutare i nostri figli, sono sintomi, sono comunicazione, talvolta l'unico loro modo di parlare con noi.


 




 
Specializzato in Pediatria e Gastroenterologia pediatrica. Direttore medico del Thoughtful House Center  for Children.
Ha frequentato l'Università di Medicina di New York a Brooklyn e ha completato la sua specializzazione in Pediatria al SUNY Brooklyn - Kings County Medical Center.
Il Dr. Krigsman ha una lunga esperienza nella valutazione e nel trattamento delle comuni patologie gastrointestinali nei bambini con disordini dello spettro autistico ed ha descritto dettagliatamente la sintomatologia e la natura endoscopica/istopatologica di questo disturbo in questo unico e poco capito gruppo di bambini. Le sue scoperte sono state presentate in numerosi convegni scientifici e in varie conferenze negli Stati Uniti e nel Canada. 











Sezione ABA: Materiale per l'insegnamento


La nuova sezione dei nostri documenti ABA e Scuola in cui pubblicheremo materiale utile per l'insegnamento e storielle da stampare, con varie finalità, si accresce di nuovo materiale e della nuova sezione ABA / VB.
 
Speriamo con questo di offrire un ulteriore spazio di condivisione.  

Cogliamo l'occasione per  ringraziare  le mamme e i papà di EA che generosamente hanno ricercato, tradotto e catalogato  tutto questa bellissima documentazione, invitando chiunque voglia collaborare a utilizzare il forum per inviarci il proprio materiale che sarà poi nostra cura inserire nei documenti a disposizione di tutti.
  




CONSULTATE QUI L'ARCHIVIO DELLE NEWSLETTER DI EMERGENZAUTISMO
http://www.emergenzautismo.org/content/category/1/47/2/
 

 

 
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