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Homepage arrow News arrow Ultime arrow Show me the monkeys, di J.B. Handley
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Il fondatore di Generation Rescue su autismo, vaccini e il  "caso Wakefield"


Show me the monkeys
 

 di J.B. Handley

 
Vi ricordate quella scena in cui Indiana Jones lancia in aria un dattero, aspettando che gli cada in bocca e viene salvato all’ultimo secondo da Sallah che gli indica la scimmia morta sul pavimento?

Perchè tutti coloro che hanno visto la scena hanno intuitivamente colto il nesso? Perché quello che fa male a una scimmia probabilmente farà male anche a noi.
 

Show me the monkeys.
 
Se uno scienziato venisse calato nella discussione sull’autismo senza sapere nulla di nulla, ecco cosa gli si presenterebbe:
 
  • Un drammatico  aumento nel numero dei bambini con autismo, che rende necessario individuare una causa ambientale piuttosto che genetico.
  • Un programma vaccinale che è enormemente cresciuto  durante il periodo in cui la diffusione dell’autismo è drammaticamente aumentata, cosa che rappresenta un qualcosa cui praticamente tutti i bambini sono esposti.
  • La conoscenza che i vaccini, con certezza, causano un danno cerebrale in un sottogruppo di bambini. Come ha sottolineato Jim Moody, è certo che alcuni vaccini causino danno cerebrale, quello che non sappiamo è solo quanti bambini sono stati danneggiati.
  • Il fatto che decine di genitori hanno riferito che il loro figlio è regredito nell'autismo dopo il vacino. Non sono state persone come andy Wakefield a creare questo legame: lui, come molti altri onesti medici e ricercatori, ha semplicemente risposto al vertiginoso numero di resoconti dei genitori. Ha solo ascoltato i genitori.

 
Show me the monkeys.

Ritornando a questi scienziati che stanno informandosi  per la prima volta su questa epidemia di autismo e supponendo che non conoscano i rischi politici di fare domande sul Dio  vaccini,  credo potrebbero trovarsi in serie difficoltà per una ragione molto semplice:
 
se di fatto i vaccini sembrano essere la prima cosa a cui pensare come ovvio rischio ambientale, in quanto si sa che possono causare un danno cerebrale e perché molti genitori li indicano come causa della regressione dei loro figli, è davvero molto difficile capire da dove cavolo iniziare perché somministriamo troppi vaccini in età così precoce.

 
Show me the monkeys.


La gente dimentica quanti vaccini facciamo in un periodo davvero molto breve, per cui forse è giusto rielencarli, anche se so di annoiarvi.

Ebbene questi sono i vaccini che somministriamo ai neonati americani nei primi sei mesi di vita:
 
primo giorno di vita: Epatite B
2 mesi: Epatite B, Rotavirus, DTP, Hib, Pneumococco, Polio
4 mesi: Epatite B, Rotavirus, DTP, Hib, Pneumococco, Polio
6 mesi: Epatite B, Rotavirus, DTP, Hib, Pneumococco, Polio, Influenza
 
26 vaccini!

Ritornando di nuovo agli scienziati che stanno affrontando l’argomento autismo per la prima volta, la cosa di cui sono mortalmente sicuro, tanto sicuro che ci scommetterei tutto quello che ho e anche quello che  non ho, è che non troverebbero uno straccio di scienza in tutto il mondo, sotto nessunissima forma, che abbia indagato sulle modalità in cui i vaccini vengono somministrati e provato a verificare se, nella realtà, stia succedendo qualcosa di tanto orribile ai nostri bambini  proprio a causa di così tanti vaccini somministrati così precocemente.

E’ come se cominciassimo con buonissime intenzioni  a salvare le vite dei bambini, ma non capissimo che qualcosa che ha un piccolissimo rischio se somministrato singolarmente, può avere un rischio che cresce esponezialmente se dato in combinazione con altre, rendendo il pericolo di danno cerebrale non più un rischio, ma un prevedibile effetto collaterale. Qualcosa del genere, si.
 

Show me the monkeys.

 
E così questi scienziati, esaminando  questo completo pasticcio per la prima volta e tutti questi vaccine e ascoltando tutti questi genitori e il fatto che è noto che i vaccini sono una possibile causa di danno cerebrale, capirebbero di dover semplicemente isolare un gruppo di popolazione che per qualche ragione non è stata esposta a tutti questi vaccini che invece vengono somministrati alla maggior parte dei bambini nei primi mesi di vita.

Quello che questi scienziati avanzerebbero, ne sono completamente sicuro, è che ci sono tre  vie relativamente facile e scontate che si possono seguire per tentare di  capire se tutte queste decine di migliaia di genitori stiano realmente dicendo qualcosa di verosimile o se tentano solo di ottenere maggiore assistenza:

 
-  Trovare un gruppo di bambini che non siano mai stati vaccinati e paragonare la diffusione tra di loro di tutto ciò si ritiene che il programma vaccinale possa causare ai bambini  che vengono vaccinati. Vedere se ci sono differenze significative, statisticamente parlando. 
 
-  Prendere un gruppo di bambini i cui genitori affermano  che sono regrediti nell’autismo dopo le vaccinazioni e vedere se c’è qualcosa di materialmente differente nei loro corpi rispetto ad un gruppo di bambini che si sia sviluppato normalmente e non è regredito dopo i vaccini.

- Cominciare da un modello animale, bypassando quindi potenziali problemi  etici che comporterebbe il non vaccinare alcuni bambini,  e vedere cosa accade ad un gruppo di animali vaccinati come i nostri bambini paragonato ad un gruppo di animali che non venga vaccinato.
 
Credo che Andy Wakefield sia l’unico medico al mondo che abbia tentato di seguire la seconda e la terza via, nessuno ha mai tentato la prima, anche se  Dan Olmsted ha scritto su questo argomento ben cinque anni fa. 

 
Show me the monkeys.
 

Uno degli aspetti più interessanti  dell’intero dibattito vaccini – autismo è che troppe volte il problema è presentato in modo assolutamente binario: un bambino che viene vaccinato corre il rischio di autismo e basta. Non mi stanco di ripetere che il fatto che  l’autismo è la conseguenza di vaccinazioni così numeros non è altro che la piccola punta di un iceberg molto, molto grande, un iceberg che si chiama ADHD, ritardo del linguaggio, difficoltà nell’apprendimento, asma, allergie alimentari e molto altro ancora.

 
Show me the monkeys.
 
Vorrei dire qualcosa per sentirmi a posto con la mia coscienza: amo gli animali e odio i test sugli animali. Mi sento malissimo scrivendo di queste scimmie perché la verità è vengono tutte sacrificate alla fine di questo studio. Mi spezza il cuore pensare in che modo debbano vivere e credo sia crudele e inumano fare degli esperimenti sugli animali: siamo tutte creature di Dio.

La sola cosa che posso dire in difesa del sacrificio di queste scimmie e che credo fortemente che le loro vite non saranno vane e che queste scimmie salveranno e miglioreranno la vita di molte, molte migliaia, se non milioni,  di bambini. Queste scimmie hanno dato un enorme contributo alla vita del pianeta e sono loro grato di questo.

 
Show me the monkeys.

 
La scorsa settimana  avrete sentito risuonare la campana a morto… din, don… Andy è morto e con lui la sua stupida teoria e il suo movimento, hurrah! Si è sentita ovunque, erano in tanti a gioire, ed erano felici.

Hanno però guidato il traffico web verso il sito di Generation Rescue, che ha ricevuto un numero di visite senza precedenti, il più alto mai registrato.
 
La pagina più scaricata? Il nostro programma alternativo per le vaccinazioni.

 
Show me the monkeys.
 
Venerdì, avrete forse sentito il loro boccheggiare quando è stato diffuso  l’articolo di Jenny & Jim sullo studio sulle scimmie. Avete notato che la loro speranza che tutto fosse finito ha cominciato a traballare?
 
E’ stato sorprendente il numero di giornalisti che mi hanno chiamato Venerdì appunto, giornalisti cui era stato detto dai loro editori  di scrivere qualcosa sull’affare Wakefield. Li ho rimandati tutti a quell’articolo.
 
Non era quello che si aspettavano di sentire;  volevano parlare della morte di una teoria e invece ho parlato con loro delle scimmie. Come potevano immaginare  che non erano mai stati studiati i bambini non vaccinati?

Sapete quanti giornalisti hanno scritto un articolo fino ad oggi?
 
Zero!

 
Show me the monkeys.
 
Adesso giochiamo in difesa di nuovo. Il mio argomento preferito a questo punto?
 
“Non c’è uno studio su modello animale per l’autismo”.
 
O meglio, c’è un modello animale, che esamina sia la funzione  neurologica che immunologica, che sta per essere completato ed è stato boicottato e mandato a monte.

 
Show me the monkeys.
 
Si, il rullio di tamburi comincia a sentirsi:
 
“Non credete a niente di quello che pubblica quel Wakefield, sono tutte bugie!”
 
“Forse ha avvelenato quelle povere scimmie con qualcosa che non sono certo i vaccini!”
 
Aluni “personaggi” devono aver protestato con Neurotoxicology, il giornale che con coraggio ha pubblicato la prima fase dello studio sulle scimmie non vaccinate, criticandoli per aver anche solo pubblicato qualcosa che veniva da  Andy. Uno di loro ha infatti così scritto:

“Mi è stato riferito che il vostro giornale ha pubblicato o pubblicherà uno studio di cui è coautore Andrew Wakefield, contro il quale ci sono ben circostanziate accuse di frode. Se così fosse, avete infranto l’etica professionale e, a meno che non ritrattiate immediatamente, credo sia dovere di tutti i professionisti boicottare la vostra rivista e tutte le pubblicazioni della linea Elsevier.  Gradirei un chiarimento o una spiegazione”.
 
L’editore di  Neurotoxicology ha ovviamente replicato al “personaggio” con la seguente risposta: 
 
“Come Editore di Neurotoxicology le scrivo per informarla che il manoscritto a cui si riferisce è stato oggetto di rigorosa revisione indipendente secondo  gli  standard del nostro giornale. Se ha problemi con la scienza nello studio, la pregherei di sottopormi le sue osservazioni come Lettera all’Editore che sarà recensita e pubblicata, se ritenuta accettabile”.
 

Per coloro che non parlano lo  “Scienziatese”, la risposta dell’Editore di  Neurotoxicology si deve così leggere:
 
“No!”
 
Show me the monkeys… e lasciate che il mondo decida.


J.B. Handley  Cofondatore di  Generation Rescue


 
 

 
 
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