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Studio pubblicato su PubMed

Un prodotto dei batteri Clostridi risulta elevato nell'Autismo e nella Schizofrenia

Elevati livelli di HPHPA possono indicare una sovra crescita microbica nel tratto intestinale

Link a PubMed:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20423563



E’ stata fatta dal Dr. William Shaw, Direttore del  Great Plains Laboratory, una importantissima scoperta biochimica che potrebbe avere un ruolo nell’eziologia dell’autismo, riportata recentemente sulla rivista scientifica peer-reviewed Nutritional Neuroscience. Il compost identificato come 3-(3-hydroxyphenyl)-3-hydroxypropionic acid (HPHPA) è stato trovato in concentrazioni significativamente più alte nei bambini con autismo rispetto a gruppi di controllo appropriati per sesso ed età.

Il valore più alto misurato nei campioni di urina è stato di 7500 mmol/mol di creatinina, un valore 300 volte superiore rispetto alla media dei valori riscontrati negli adulti, in un paziente con schizofrenia grave durante un episodio psicotico acuto.

La psicosi cessò dopo un trattamento con Vancomicina in forma orale, un antibiotico che uccide i batteri, e contemporaneamente ci fu un significativo calo dei valori di HPHPA. La fonte di questo composto sembrano essere diverse specie di batteri anaerobici del genere Clostridia. La rilevanza di questo composto sta nel fatto che sia un probabile metabolita dell'aminoacido m-tirosina (3-idrossifenilalanina), un analogo (che vuol dire una sostanza leggermente alterata chimicamente rispetto alla forma predominante della sostanza biochimica) della tirosina, che riduce le catecolamine nell'encefalo causando i sintomi tipici dell'autismo (comportamenti stereotipati, iperattività, iperreattività) nelle cavie di laboratorio.

Per di più, le encefaline, sostanze che regolano le emozioni e i sentimenti, possono essere sregolate da questo composto o da altri composti che seguono il medesimo percorso biochimico. Da ciò deriva che è possibile che quantità anormalmente elevate di HPHPA, prodotte nell'intestino da microrganismi anomali a partire dalla fenilalanina, possano giocare un ruolo importante nelle cause scatenanti dell'autismo così come un tasso di fenilalanina elevato in modo anomalo e i suoi metaboliti causano la fenilchetonuria (PKU). La differenza maggiore è che livelli elevati di fenilalanina (il marker della PKU) sono il risultato di un difetto metabolico ereditario, mentre l'HPHPA deriva da una o più specie di Clostridia.

Bolte riporta che i bambini affetti da autismo ottengono una marcata remissione dei sintomi autistici quando trattati con antibiotici efficaci contro la Clostridia.

Pertanto il trattamento della crescita anomala di microrganismi potrebbe essere una nuova promettente terapia per individui affetti da autismo con livelli anormalmente elevati di HPHPA.

Curiosamente 50 anni fa, quantità elevate di questo composto furono riscontrate e associate in generale con la malattia mentale ma questa scoperta rimase ignorata fino a quando il lavoro di Shaw l'ha riscoperta.

Da più di 10 anni, il Great Plains Laboratory, Inc., sito a Lenexa, in Kansas, utilizza la spettrometria di massa associata alla gas cromatografia per misurare le anormalità biochimiche che sembrano avere un'origine microbica, nelle urine di bambini affetti da autismo e da altri disturbi dello sviluppo, ma anche degli adulti affetti da una grande varietà di disturbi.

In uno studio preliminare effettuato su due fratelli autistici, si è scoperto che determinati metaboliti microbici (prodotti di scarto del metabolismo di microrganismi) erano molto più elevati nelle loro urine in confronto a quanto si può riscontrare in individui normali.
Shaw afferma che ci sono nel tratto intestinale oltre 500 specie di microrganismi, di cui sappiamo ancora molto poco.
Molti medici stanno utilizzando da tempo questo marker (HPHPA) come una parte importante del loro protocollo di cura dell'autismo e di altre patologie con dei buoni riscontri clinici.

Shaw crede che questa linea di ricerca potrebbe essere tanto importante per l'autismo quanto fu la scoperta della presenza dell'Helicobacter Pylori intestinale nei pazienti affetti da ulcera, che si trovò essere una delle maggiori cause delle ulcere allo stomaco. 

 

 
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