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Newsletter EmergenzAutismo - Numero 25 - Luglio/Agosto 2010


  • La battaglia per le terapie biomediche per l'autismo
     
  • Internet: una nuova "carboneria scientifica"?
     
  • Mamma, prenditi cura di te!
     
  • Centro per la cura dell'autismo nell'ex casa del boss «Sandokan»
     
  • Studi Scientifici

    • Il NIH afferma: i sintomi dell'autismo possono essere superati attraverso il biomedico (studio su 150 guarigioni)
    • Nuovo studio su scimmie dimostra che i vaccini causano i cambiamenti cerebrali trovati nell'autismo
    • Nuove scoperte scientifiche mettono in relazione l’autismo con vaccini e mercurio
    • Relazione tra ATEC e TF, PANDAS, PI e difetto CD19
       




La battaglia per le terapie biomediche per l'autismo

Di Jeff.Bradstreet, MD, MD(H), FAAFP

da Autism File nr.36 - Traduzione di Maria L.

 
 

Ogni volta che penso all’autismo, non posso evitare analogie militari: l’autismo è una battaglia, con scontri che avvengono a diversi livelli.  Combattiamo per avere più risorse nella scuola, perché ci venga fornita terapia comportamentale, per avere logopedisti, combattiamo perché il governo stanzi fondi per la ricerca, e combattiamo con i medici perché riconoscano i problemi di salute dei nostri figli. Certo, io oltre che genitore sono medico, ma sinceramente dubito che mi sarei interessato così tanto all’autismo se non avessi avuto un figlio con questo disordine. E questo credo che valga in generale per tutta la medicina, perché l’autismo non è una malattia che affascina: non c’è nessun incredibile intervento chirurgico da praticare che possa dare al medico la stessa eroica soddisfazione dello sbloccare , per esempio, un’arteria coronarica e certamente niente di simile  alla radioterapia high-teach che si utilizza nel cancro. Sebbene inserito in un ambiente medico che ha molto a che fare con la tecnologia, l’autismo è posto in una nicchia a “bassa tecnologia”. Il risultato di questo  è che combattiamo costantemente per trovare dei fondi per la ricerca e per ottenere qualche riconoscimento tra i giganti della medicina che hanno a che fare con arterie coronariche, cancro e AIDS.

Quelli di noi nella comunità autistica che fanno riferimento al biomedico hanno recentemente assistito ad una serie sconfitte che ci potevano far ritenere che la battaglia fosse persa,   ma queste battute d'arresto sono state solo scaramucce e le sorti della battaglia stanno volgendo a nostro favore. La guerra tuttavia , è lontana dal concludersi, e sono state condotte disperate battaglie.

Se sia stato grazie alla questione “vaccini come causa dell’autismo” o per i resoconti negativi di numerosi media, il movimento biomedico è stato letteralmente preso di mira e messo sotto torchio. Posso dirlo con sicurezza perché io stesso sono stato obiettivo di dure critiche. Molti sono  stati anche i colpi arrivati sotto la cintura,  ignorando deliberatamente la letteratura medica precedente  che sta alla base delle nostre teorie e delle nostre terapie. La medicina è da sempre costruita con attenzione intorno ad alcuni paradigmi e il rapido aumento dell’autismo ha dimostrato che il paradigma che definisce l’autismo un disordine genetico è sbagliato e questo perchè non esistono epidemie genetiche: il patrimonio genetico dell’uomo  non è praticamente cambiato nelle ultime dieci generazioni, mentre l’autismo è passato dall’essere una malattia praticamente  sconosciuta  nel 1800 a una vera e propria piaga.

Dato che l’autismo è un disturbo molto evidente e che non si può certo ignorare,  l’assenza di qualsiasi descrizione dell’autismo cento anni fa  dice molto. A quel tempo i medici non disponevano di tecnologie sofisticate, ma tuttavia utilizzavano i propri sensi, le proprie conoscenze come osservatori per fare diagnosi. Anzi come medici lavoravano meglio di noi, se si considera l’attenzione che mettevano nell’esame fisico del paziente,  meglio di noi che siamo tecno-dipendenti. Erano molto precisi e i loro resoconti estremamente dettagliati nel descrivere i sintomi e nello stabilire diagnosi. Quando il dr. Leo Kanner descrisse quello che si ritiene essere il primo caso di Autismo nel 1930, quello che caratterizzava l’autismo era il manifestarsi di determinati comportamenti. Da quel momento una nuova minaccia ha iniziato a colpire i bambini. Dai tempi di Kanner l’autismo è passato dal non esistere  all'essere purtroppo  “comune” (1 su 100 bambini). Negli ultimi 100 anni l’uomo ha creato una lunga lista di prodotti tossici, veleni, composti chimici, tutti gli antibiotici, tutti i vaccini (tranne quello del vaiolo), i vari tipi di plastiche,  prodotti derivati dal petrolio, pesticidi, erbicidi, prodotti ignifughi, ecc….sono tutte cose che prima non c’erano. E non c’è nessun segnale che stiamo smettendo di produrne di nuovi a questo ritmo sempre crescente,  farmaci compresi.  La tecnologia, soprattutto quella associata alla chimica, ha un prezzo. I casi di allergia, asma, ADHD, autismo, sono aumentati vertiginosamente, anche considerando soltanto il periodo di tempo da quando mi sono laureato  (anni ’70) ad oggi.

Il centro dell'’Università della Florida Center per l'autismo e disabilità relative, mi ha chiesto recentemente di tenere una conferenza sull’utilizzo di medicine alternative nei disordini dello spettro autistico ma,  mentre scorrevo le diapositive la notte prima del mio intervento all’Università,  mi è stato improvvisamente chiaro questo: dato che non esiste una terapia medica tradizionale per l'autismo, non possono esistere terapie alternative! Non ci sono agenti farmacologici ufficialmente approvati per i sintomi correlati come ad esempio l’irritabilità, che tra l’altro non rientra nei criteri diagnostici dell’autismo. 

Perché dico questo? La risposta è semplice:  c’è una battaglia feroce condotta attraverso i media volta a ridicolizzare le cure biomediche deifinte "cure non tradizionali" o anche peggio., ma l’intera controversia io la vedo in modo ben diverso:  non si può parlare di cura tradizionale quando ci troviamo di fronte all’autismo, e se c’è,  certamente è un tipo di approccio ormai sterile, che non ha portato risultati. Nonostante tutto, non voglio essere troppo severo nei confronti della classe medica.: soltanto qualche decennio fa, l’autismo era una malattia “orfana” che colpiva un bambino su 4000.  Oltretutto, l’autismo è stato definito sulla base dell’osservazione delle sue manifestazioni comportamentali, e per questo viene considerato un disordine del comportamento e psicologico e, infine, dobbiamo dire che molti esperti sono convinti che l’autismo sia una malattia genetica. Questo fa parte della “vecchia scuola” di pensiero: l’autismo come disturbo raro, comportamentale e genetico.

Non sono d’accordo. L’autismo non è nessuna di queste tre cose. A meno di non voler negare l’evidenza, è un disturbo molto comune, le manifestazioni comportamentali sono il risultato di sbilanciamenti biochimici già ampiamente descritti ed, oramai, è l’interazione tra genetica e ambiente più che l’ipotesi classica della mutazione genetica a prendere piede e ad essere accettata.

Questa battaglia di ideologie sta raggiungendo una violenza incredibile. Una serie di critiche ampiamente pubblicizzate dai media cita gli esperti di “cure tradizionali” nel tentativo di sezionare e smontare  il metodo che noi utilizziamo nell’identificare  i problemi che presentano i nostri figli e le terapie che scegliamo per aiutarli. La cosa davvero incredibile è  che le loro critiche possono essere così riassunte: non si deve fare nulla per trattare i problemi biologici di questi bambini! Di fatto poi l'approccio "tradizionale" all'autismo  ignora deliberatamente stress ossidativo, autoimmunità, metalli tossici, patogeni intestinali, intestino infiammato e non solo, ma impedisce anche ai medici che lo vogliano di interessarsi a questi problemi. Si preferisce che i bambini restino senza diagnosi e senza trattamenti e questo è davvero insolito per la medicina, tanto più per la medicina moderna che, dii solito cerca di dare risposta a quesiti rimasti senza risposta e cerca di capire il meccanismo delle malattie. Ci deve essere qualcosa di razionale e di irrazionale allo stesso tempo in tutto questo . Sebbene io possa fare solo supposizioni,  è come se questo atteggiamento quantomeno insolito da parte della “medicina tradizionale” sia dettato da una reazione al messaggio “anti-vaccini” che è intrinseco all’approccio biomedico all’autismo. Le preoccupazioni dell’establishment medico non sono senza giustificazioni: molti di coloro che attuano l’approccio biomedico hanno pubblicamente fatto pubblicità negativa ai vaccini. Come reazione l’establishment ha condotto una serie di studi per far crollare la connessione autismo-vaccini. Anche se credo che dobbiamo  studiare ancora molto sulle cause dell’autismo, abbiamo un problema reale: siamo di fronte a molti casi di autismo e dobbiamo fare qualcosa per determinare le cause di questa epidemia. Ogni 20 minuti, per 24 ore su 24, sette giorni su sette, un altro bambino americano e la sua famiglia si scontrano con questa malattia.

  





 

Una nuova "carboneria scientifica"?

dr. Maurizio Brighenti



Segnaliamo questo articolo del Dr. Maurizio Brighenti, medico e ricercatore che da anni si occupa di autismo, che per la prima volta espone la sue esperienza nel mondo dell'autismo, attraverso considerazioni di merito circa la ricerca scientifica nelle università italiane, le associazioni di genitori con opinioni eterogenee e gli spazi internet quali nuove "fucine" di scienza e di conoscenza, con tutti i pro e i contro che l'assenza istituzionale provoca sui bambini e le loro famiglie.


I genitori, cercano molte riposte attraverso Internet, confrontandosi tra loro e con chi propone nuove opportunità di cura.

In questo mondo virtuale, vi sono proposte scientificamente corrette ed altre meno, o perlomeno vi si propagano delle ipotesi non sempre accertate sul piano scientifico, anche se in molti casi, i risultati dichiarati sono diffusi da gruppi di ricercatori conosciuti, Universitari o dei Centri di ricerca.

Quello che incuriosisce, però, è perché alcuni Centri Universitari pubblicano dei dati “scientifici “ ed altri Centri, altrettanto importanti sul piano scientifico, e della ricerca, pubblicano sullo stesso argomento dei dati contrari? Come è possibile?

Gli Stati Uniti e il Regno Unito, hanno fondi per la ricerca, superiori ai nostri, per cui giungono a noi, sempre con maggior frequenza, informazioni di nuove ipotesi e di nuove terapie tramite Internet, come dalle riviste di settore.

Poniamoci però alcune domande:

I risultati pubblicati sono l'effetto di studi controllati da un punto di vista metodologico ? Le risposte riguardano un numero di casi sufficiente ? Vi sono sponsor collegati o che sostengono la ricerca ? Quale tipo di sponsor ? Insomma chi paga le spese ? Sono sponsor dichiarati e quali interessi nascondono certe affermazioni, anche quando è lo stesso Stato a diffonderle ?

Il lettore o il genitore non sanno filtrare, differenziare molte di queste domande e alla fine non sanno scegliere quale di queste informazioni sia più attendibile di altre...

 

Il PDF completo è scaricabile al seguente link

http://www.doctorhome.eu/modules/news/Default.aspx?id=c54d0df3-df2e-4ee0-a487-a177e287f051

 






Le mamme dovrebbero prendersi cura anche di loro stesse

Mamma, prenditi cura di te!

di Maureen H. McDonnell, RN, Saving Our Kids, Healing Our Planet
 



Sono cresciuta in una famiglia cattolica irlandese nella quale lussi personali come un massaggio, un bagno caldo circondata da candele o perfino una tranquilla passeggiata solitaria erano cose inaudite. Mi fu inculcato fin dalla più tenera età che il mio unico dovere era servire gli altri e che non avevo il diritto di dedicare un pò di tempo a me stessa.

Tutto questo è cambiato quando sono diventata mamma e soprattutto quando  ho divorziaito: un consulente molto sensibile e qualche anno di terapia mi hanno aiutato a capire che prendermi del tempo per curare me stessa non era un atteggiamento egoista. Il fatto che dovessi stare bene ed essere in salute non era una possibilità, ma un obbligo.

Sono stata spinta a scrivere questo articolo perché ultimamente sto ricevendo delle brutte notizie di giovani mamme nella comunità dell'autismo che si stanno ammalando, anche di tumore. Non ho un figlio  nello spettro autistico, ma ho lavorato con centinaia di genitori che lo sono e sono conscia delle sfide speciali che il prendersi cura di questo genere di bambini comportano. In ogni caso, per il bene della vostra stessa salute, mentre vi adoperate per i mille  bisogni che vostro figlio ha, dovete dedicare anche un pò di tempo a voi stesse!

Sappiamo che la maggior parte delle malattie sono il risultato dell'interazione fra fattori genetici, ambientali (incluso lo stress) e nutrizionali. Anche se non possiamo fare molto per i geni che portiamo, possiamo controllare gli aspetti dell'ambiente in cui viviamo, come gestiamo lo stress e le scelte alimentari che facciamo. Fra riviste femminili, canali televisivi che trattano di salute, e siti internet  molte di noi hanno familiarità con i vari consigli per mantenersi sane che ho riportato sotto. Il trucco sta nel seguirli. Io, per esempio, sono una sostenitrice della maggior parte di tutto questo da oltre 30 anni, ma ho sgarrato periodicamente? Certo che sì! Ma sapere che seguire uno stile di vita equilibrato, che includa esercizio fisico, una dieta salutare, una disciplina spirituale (e si, qualche lusso per sé stesse) è il regalo migliore che possiamo fare a noi stessi e alla nostra famiglia. Come dice sempre mio marito (e i suoi amici maschi sposati sono d'accordo) “quando la mamma è felice, tutti sono felici”.

Nel caso in cui aveste ancora qualche dubbio sul fatto di dovervi prendere cura di voi, ecco alcune informazioni dalla naturopata di Asheville, Mary James, che dà qualche spiegazione del perché abbiamo bisogno di evitare gli effetti dannosi dello stress:

“La reazione provocata dallo stress, di per sé, non è un male – ne abbiamo bisogno per reagire velocemente a una situazione di pericolo. Questa reazione, però, è stata progettata per avere una durata breve. Lo stile di vita moderno sfortunatamente tende a favorire invece una reazione di stress ininterrotta, e il nostro corpo ne paga il prezzo. Gli ormoni dello stress derivanti dall'ansia e dalla frustrazione, costantemente in circolo, sono noti per aumentare i livelli sanguigni di zucchero e insulina (che aumentano il rischio di diabete e malattie cardiache), alzare la pressione e i livelli di colesterolo, sbilanciare il nostro sistema immunitario, rovinare le ossa, e deviare il flusso sanguigno da quegli organi non necessari alla “lotta”, come l'apparato digerente, le ossa, gli organi riproduttivi e la pelle. Lo stress cronico riduce inoltre il trasporto di ossigeno e di sostanze nutritive all'interno dell'organismo, ci fa mettere su la “pancetta” quando invecchiamo, danneggia i neuroni responsabili della memoria e può addirittura causare depressione. Tutti questi effetti possono essere peggiorati da un sonno inadeguato, che è molto comune quando si rimane svegli sdraiati a rimuginare sugli eventi della giornata".

Un ricercatore, Hans Selye, ha formulato l'ipotesi che gli eventi, di per sé, siano neutrali, ma che vengano definiti positivi o negativi solo quando siamo noi a dargli un significato. In altre parole, lo “stress” dipende fortemente dalla nostra percezione. Pensieri positivi, specialmente quelli che hanno a che fare con l'approvazione e l'empatia, sono noti per promuovere armonia nell'organismo, mentre rabbia e frustrazione fanno l'opposto. Questa è la ragione per la quale si dice che, se si vuole sapere come  si verrà percepiti dagli altri, basterà considerare i l vostro umore di quel giorno! Le percezioni negative, specialmente quelle che riguardano noi stessi, sono spesso prodotte inconsciamente ogni giorno, quindi ci vuole un pò di consapevole attenzione per smetterle.

Oltre a prendersi qualche momento per rilassarsi ogni giorno,  mantenersi  calme e in pace con se stesse, sperimentare i benefici per la salute delle tecniche respiratorie per la riduzione dello stress, modificare la dieta e iniziare un programma di allenamento fisico può veramente aiutarci a definire un ottimo piano per aiutarci a sentirci bene e in salute. Ecco alcuni suggerimenti per una vita sana:
 
  • Seguite una dieta basata su vegetali che contenga 4-5 porzioni di verdura e frutta, così come proteine magre da prodotti biologici (come uova, salmone, pollo, noci, bovini nutriti con erba, che aiutano a stabilizzare gli zuccheri nel sangue, l'umore e l'energia). Ho visto così tante mamme che preparavano dei pasti fantastici dal punto di vista nutrizionale per i loro figli e intanto trangugiavano tazze di caffè invece di mangiare un pò di quanto avevano appena preparato per la famiglia. Un buon inizio sarebbe quello di rispettare voi stesse mangiando il cibo sano che preparate per i bambini.
  • Le donne che seguono una dieta ricca di sostanze acidificanti (basata su zuccheri, carne, bibite, caffè ecc.) tendono a sviluppare osteoporosi perchè il calcio è sottratto alle ossa per bilanciare il pH del sangue quando diventa troppo acido. Sangue troppo acido aumenta il rischio di malattie. Quindi mangiate più cibi alcalinizzanti, come verdure, cereali integrali e frutta.
  • Rendiete ecologica la vostra  casa passando da detersivi chimici a prodotti più naturali per la pulizia della casa e l'igiene personale. In termini di riduzione del carico tossico, quello che mettiamo sulla nostra pelle o sui nostri capelli è importante tanto quanto quello che ingeriamo.
  • Bevete molta acqua purificata (migliora la salute e fa bene al portafoglio acquistare un depuratore domestico per l'acqua) e preferite bottiglie di acciaio inossidabile o di vetro piuttosto che da quelle di plastica.
  • Mantenete in forma il vostro intestino consumando fibre (come semi di lino, semi di zucca, vegetali freschi), prendendo probiotici (i batteri amici che tengono a bada i batteri patogeni). Cercate di mantenere un buon movimento intestinale, almeno una o meglio due volte al giorno.
  • Usate grassi salutari come ad esempio olio di oliva spremuto a freddo, noci, avocado, olio di noci, olio di lino.
  • Mangiate cibi con un basso indice glicemico (che vuol dire che fanno aumentare lentamente il tasso di zuccheri nel sangue invece che provocare un picco di insulina e aumentare l'infiammazione)... cibo come noci, semi, vegetali, proteine e cereali integrali.
  • Mangiate la frutta lontano dai pasti, perchè così si digerisce più velocemente al contrario di quando è assunta con altri cibi, provocando in certi casi gas, gonfiore e digestione difficile.
  • Consumate un pò di super-cibi quali Acai (un frutto tropicale, NdT), mirtilli e melograno in quanto questi cibi colorati ricchi in antiossidanti aiutano ad allontanare le malattie croniche. Ed ecco una buona notizia: c'è il semaforo verde per piccole quantità di cioccolato fondente e vino rosso!
  • Bevete un paio di tazze di thè verde al giorno (un nuovo studio ha mostrato che, oltre a tutte le altre salutari proprietà del thé verde, può aiutare a proteggere dal glaucoma e da altre malattie dell'occhio).
  • Rendete più piccante la vostra vita e abbassate l'infiammazione con il peperoncino, la curcuma e altre erbe anitinfiammatorie.
  • Cercate di fare esercizio fisico con continuità, con un pò di lavoro aerobico (è così salutare farsi una bella sudata), dello streching come la yoga e qualche attività di resistenza. La dottoressa Resa Johnson, dice questo circa il lavoro aerobico: “è utile per il controllo del peso, del tasso di zuccheri nel sangue e per il tono muscolare. Un programma di resistenza due volte la settimana aiuta a mantenere e formare massa muscolare. Inoltre è utile per l'integrità delle ossa.”
  • Cercate di dormire bene (7-9 ore per notte).
  • Invece di farmaci, provate a usare alcune erbe comuni come: la valeriana, per il loro effetto calmante e sonnifero, Echinacea e Golden seal per aiutare a combattere le infezioni, ortica come fonte di calcio ecc..
  • Mantienete e godedetevi una vita sociale con i familiari e gli amici.
  • Prendete un buon multivitaminico completo. Assicuratevi che, qualsiasi sia il multivitaminico che scegliete, abbia un adeguato contenuto in vitamine del gruppo B (poiché aiutano molto contro lo stress) e il giusto equilibrio di magnesio e calcio che sono entrambi degli integratori calmanti. Considerate di prendere altri integratori quali l'olio di pesce, fonte di Omega 3 dalle proprietà antinfiammatorie, e il Coenzima Q10, che migliora la salute cardiovascolare e la produzione di energia a livello cellulare.
  • Controllate i livelli di vitamina D del sangue e assumetene una quantità sufficiente, per mantenere in salute il cuore, il cervello, il sistema immunitario e le ossa. Poiché la maggioranza di noi non sta abbastanza all'aria aperta (e quando lo facciamo ci spalmiamo di  crema protettiva), è abbastanza frequente trovare valori bassi di vitamina D. Studi recenti hanno mostrato che coloro i quali hanno livelli di vitamina D sopra i 50 hanno un'incidenza minore di demenza, malattie cardiache e tumori.
  • Se state prendendo la pillola o state entrando in menopausa, potreste considerare di consultarvi con un medico orientato verso le cure naturali circa i benefici di assumere progesterone bio. Il progesterone è prodotto durante l'ovulazione (un processo bloccato dall'assunzione della pillola). Anche quando entriamo negli ultimi anni della trentina e della quarantina, l'ovulazione diventa più sporadica e quindi questo importante (e spesso calmante) ormone può calare significativamente. Senza abbastanza progesterone, possiamo essere dominati dagli estrogeni, che ci fanno diventare più propensi all'aumento di peso, al seno dolorante, ai cambiamenti d'umore, alla sindrome pre-mestruale ecc...

Non credo di sapere com'è vivere nei vostri panni, ma quello che so è che ovunque ci porti la vita, se ci prendiamo cura di noi stesse, mangiando bene, riducendo le brutte abitudini, aumentando le indulgenze verso noi stesse, facendo esercizio fisico, ridendo (il più spesso possibile), prendendo un buon multivitaminico e pensando positivo, saremo molto più in salute, felici, gestiremo il nostro quotidiano con più facilità e saremo più capaci di affrontare qualsiasi cosa ci riservi la vita!

Nessuno è perfetto, quindi non pretendete di seguire tutte queste linee guida sempre. Io certamente non lo faccio. Semplicemente amatevi abbastanza da ascoltare e agire quando il vostro  saggio e intuitivo io vi dice che è tempo di prendervi cura di voi!!

Per altri articoli sulla salute delle donne, vsitate il sito SOKHOP o andate su www.NutritionistsChoice.com.
 

Maureen H. McDonnell: "Sono un'ifermiera professionale con un forte interesse nell'aiutare a  invertire il  crescente numero di bambini affetti da malattie croniche. Dopo aver coordinato le conferenze del Defeat Autism Now! per 10  anni, collaboro ora con Jill Urwick per l'organizzazione "Saving Our Kids, Healing Our Planet": contattiamo esperti del campo della nutrizione e pediatri per condurre seminari e conferenze per genitori, insegnanti, medici, terapisti dei bambini, in modo da illustrare loro soluzioni valide per prevenire queste evitabili condizioni infantili. E’ nostra intenzione tenere questi incontri in tutto il paese, comprese le aree urbane in cui spesso i bambini sono diagnosticati tardi, i servizi sono minimi e le possibilità di guarigione o anche di miglioramento sono limitate o del tutto inesistenti. Il sito e le  nostre conferenze  si focalizzano sul ruolo della nutrizione e delle tossine ambientali per  Autismo, ADHD, cancro infantile, etc.  Il nostro obiettivo più importante è offrire soluzioni, basate sull'esperienza, che siano pratiche e sostenibili".








Centro per la cura dell'autismo nell'ex casa del boss «Sandokan»

L'immobile nel centro di Casal di Principe.
Inaugurazione con un convegno della ASL



Articolo del "Corriere del Mezzogiorno" del 30 Giugno 2010
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/30-giugno-2010/nella-casa-francesco-schiavoneun-centro-la-cura-autismo--1703295731149.shtml

CASERTA - Questa mattina a Casal di Principe, presso il bene confiscato destinato a Centro sociale per Autistici in via Bologna 14, si terrà il convegno scientifico «Disturbi dello Spettro Autistico» organizzato dall’Asl di Caserta, in collaborazione con l’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» ed il patrocinio di Agrorinasce e del Comune di Casal di Principe. Si tratta del bene confiscato a Francesco Schiavone, Sandokan, che Agrorinasce, con procedura di evidenza pubblica, ne assegnò la gestione all’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» per realizzare il Centro sociale per utenti affetti da autismo. La ristrutturazione della villa del capoclan costò in totale 160.000,00 euro finanziati totalmente dalla Regione Campania.

«Si tratta della prima iniziativa pubblica riguardante il bene confiscato a Francesco Schiavone, Sandokan – dichiara l’Amministratore Delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci – e ringrazio l’ASL di Caserta nelle persone del direttore Gambacorta e della dottoressa Celani che hanno reso possibile la realizzazione di tale prestigioso convegno scientifico sui temi dell’autismo. Un pensiero particolare voglio poi rivolgerlo all’associazione dei familiari dei bambini e giovani autistici, in quanto spero che questa attenzione che abbiamo, tutti insieme, rivolto a loro possa in qualche modo essere di aiuto».

Il «Centro sociale per gli utenti affetti da autismo» è gestito dall’Associazione «La Forza del Silenzio Onlus» presieduta da Vincenzo Abate e di cui sono soci circa 70 soggetti affetti da autismo. Attualmente l’Associazione attua programmi riabilitativi e terapeutici per i soggetti affetti da autismo per conto dell’Asl Caserta grazie allo strumento del Piano terapeutico riabilitativo individuale (PTRI).

Il sindaco di Casal di Principe, Pasquale Martinelli, che esprime soddisfazione per l’utilizzo di un nuovo bene confiscato nel territorio del Comune di Casal di Principe: ‘Abbiamo intenzione di dedicare grande attenzione al recupero ad uso pubblico e sociale di beni confiscati alla camorra, dedicando anche un assessorato ai beni confiscati alla camorra.

L’avvio del «Centro sociale per gli autistici» è una vittoria per l’intera collettività e per l’Amministrazione che presiedo. La collaborazione con Agrorinasce è per noi sempre importantissima e continueremo ad essere vicini all’associazione La Forza del Silenzio». 
 
 





 

Il NIH afferma: i sintomi dell'autismo possono essere superati


L’autismo viene definito da sempre, come una sindrome dalla quale non si può uscire e che, quindi, perdura per tutta la vita. La tragedia dell'incremento esponenziale dell'autismo degli ultimi due decenni ha invece portato molti scienziati e clinici a partecipare alla ricerca di trattamenti che potessero migliorare i sintomi di questa malattia; i genitori inoltre  hanno cominciato a riferire di crescenti successi in un inaspettato numero di bambini autistici che dimostravano un miglioramento eccezionale seguendo una combinazione di trattamenti biomedici e comportamentali. Molti di questi bambini, precedentemente diagnosticati come autistici, non rientravano più nei criteri diagnostici dell'autismo fino a poter essere considerati normali a tutti gli effetti. 
L'idea che il recupero dall'autismo fosse possibile ha sollevato numerose obiezioni, nonostante queste evidenze divenissero man mano numericamente rilevanti.  Anche in Italia, critici "ad oltranza", davanti a ripetuti casi documentati, hanno continuato ad affermare come la remissione dei sintomi autistici non fosse reale, che il recupero quindi fosse impossibile e che i genitori fossero solo dei poveri illusi, per di più turlupinati dai "truffatori" che praticavano cosiddette "terapie alternative". Alcuni hanno anche affermato che i  "bambini recuperati" non fossero mai stati autistici o che questi bambini, semplicemente, avessero "recuperato spontaneamente"-negando per altro il loro assunto precedente sull'impossibilità di una qualsivoglia guarigione.
Questo studio è stato finanziato dal NIH, organo del dipartimento per la salute pubblica americano che si occupa di ricerca medica e che sovvenziona centinaia di migliaia di lavori in tutto il mondo, pone definitivamente la parola "fine" a questo deleterio scetticismo e a questa cieca e violenta negazione ostruzionistica, che si scontra con l'interesse dei bambini di cui, invece, dovrebbe preoccuparsi.
Oggi il NIH sta reclutando per questo suo studio, un numero consistente di bambini (circa 150 soggetti) che "seguendo un intensivo intervento biomedico (per es., diete senza glutine e caseina, supplementi di vitamine, chelazione), sono divenuti indistinguibili dai loro coetanei", allo scopo di confrontare le loro caratteristiche comportamentali e biologiche con quelle sia di bambini che non hanno recuperato che di bambini sani.
Il NIH effettuerà uno studio su questi bambini perché questi bambini ESISTONO.
Ci auguriamo che l’autorevolezza  della fonte porti ad un immediato cambiamento di direzione non solo concettuale, ma soprattutto terapeutica anche in Italia e che anche nel nostro paese si accetti definitivamente il dato oggettivo che i bambini con autismo vanno curati  per la loro malattia biologica e che possono migliorare se non addirittura, in alcuni casi,  guarire totalmente.
Ci auguriamo altresì che queste affermazioni provenienti dal più importante centro mondiale per la ricerca, possano aiutare il mondo italiano dell'autismo a ritrovare nuova linfa per combattere e forza per un'unità di intenti e di vedute che troppe volte è venuta a mancare per chiuse prese di posizione, cieche alle evidenze scientifiche.
 



 
Identificazione delle caratteristiche associate con la remissione dei sintomi nell’autismo

Si stanno attualmente reclutando i partecipanti a questo studio
Verificato dal National Institutes of Health Clinical Center (CC), Gennaio 2010

 

Sponsor dello studio:    National Institute of Mental Health (NIMH)
Informazioni fornite da:     National Institutes of Health Clinical Center (CC)
Numero Identificativo:    NCT00938054

 

 http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT00938054

 

 

Scopo dello studio

L’autismo è definito come una disabilità pervasiva dello sviluppo che dura per tutta vita e, per questo motivo, la guarigione dei sintomi è considerata rara. I resoconti di Lovaas e McEachin, Smith & Lovaas e più recentemente di  Cohen, Amerine-Dickens, & Smith, Smith Groen et al. e Sutera Pandey et al affermano che programmi intensivi di intervento comportamentale durante gli anni di scuola materna possono condurre ad un miglioramento tale che i bambini non incontrano più i criteri diagnostici per l’autismo al momento di intraprendere la scuola elementare. Esiste però anche un gran numero di resoconti aneddotici su bambini con autismo che, seguendo un intensivo intervento biomedico ( per es., diete senza glutine e caseina, supplementi di vitamine, chelazione), sono divenuti indistinguibili dai loro coetanei con sviluppo normale. L’obiettivo di questa ricerca è caratterizzare il profilo comportamentale e biologico dei bambini con autismo che mostrano una significativa riduzione dei sintomi tale da non farli più rientrare nei criteri diagnostici dell’autismo  (Remitted Autism [REM-AUT]) e confrontarlo con quello di un gruppo di bambini che continuano invece a rientrare in questi criteri (AUT) e con quello di un gruppo che si sviluppano normalmente (TD). Esaminare se i sintomi neurobiologici e neurocomportamentali comunemente riportati nell’autismo sono frequenti e gravi nei bambini che hanno risposto al trattamento è un primo passo importante nel determinare quali fattori possano contribuire alla remissione dei sintomi di autismo. Inoltre, confrontare  i bambini che hanno superato l’autismo con bambini con sviluppo normale  ci aiuterà a capire meglio se il miglioramento dei sintomi avviene attraverso una  normalizzazione della funzione o se il raggiungimento degli stessi risultati comportamentali passa attraverso  un processo alternativo ....



Diagnosi

  • Disordini dello spettro autistico
  • Autismo


Studio di tipo osservativo

Titolo ufficiale: Identificazione delle caratteristiche associate alla remissione dei sintomi nell’autismo

Data di inizio dello studio: Giugno 2009



Criteri di eleggibilità

  • Avere avuto una diagnosi di disordine autistico prima dei sei anni 
  • Non rientrare, al momento, nei criteri diagnostici per disordine autistico e aver avuto miglioramenti significativi dalla diagnosi iniziale. Questi soggetti possono avere PDD, ADHD, etc.,purché stiano chiaramente molto meglio e sostanzialmente in grado di frequentare la scuola con minimo o nessun sostegno. 
  • Avere tra gli 8 e i 17 anni, anche se potrebbero essere considerati anche bambini di 7 anni
     




Nuovo studio dimostra che i vaccini causano i cambiamenti cerebrali trovati nell'autismo

di Dan Olmsted e Mark Blaxill


Una crescita e una funzione  anormale del cervello sono caratteristiche dell’autismo, un sempre più comune disordine dello sviluppo che colpisce oggi 1 bambino americano su 60. Una nuova ricerca dell’Università di Pittsburgh e del Thoughtful House Center for Children di  Austin,  in Texas, ha trovato modifiche cerebrali fortemente simili a quelle viste nell’autismo in cuccioli di scimmia che hanno ricevuto lo stesso programma usato negli Stati Uniti negli anni ’90 con vaccini contenenti il conservante a base di mercurio thimerosal allora comunemente usato.

Le scoperte fatte sono state pubblicate ieri sulla rivista scientifica Acta Neurobiologiae Experimentalis. Sono state usate tecniche di scansione che valutavano nel tempo sia la crescita cerebrale che le funzioni cerebrali negli stessi animali. Il team di ricerca è riuscito a vedere differenze  nel modo in cui si sviluppavano i cervelli di animali vaccinati rispetto a quelli non vaccinati. Le scansioni sono state eseguite prima e dopo la somministrazione delle prime vaccinazioni per MMR  (morbillo – rosolia – parotite) e DTaP/Hib che venivano somministrate nell’uomo a 12 mesi di età.

Per tutto il periodo dello studio, gli animali vaccinati hanno mostrato un aumento del volume totale del cervello – una caratteristica tipica del cervello di molti bambini con autismo – rispetto agli animali non vaccinati.  Una parte specifica del cervello, però, associata con le risposte emozionali che è nota essere importante nell’autismo, l’amigdala, non ha mostrato anomalie fino a dopo la somministrazione dei vaccini eseguiti a 12 mesi. Inoltre, solo dopo i vaccini dei 12 mesi, le scansioni funzionali del cervello  hanno mostrato differenze significative tra I due gruppi. Queste scansioni funzionali erano volte  valutare l’attività di ricettori per composti tipo la morfina  (oppioidi) che hanno un ruolo importante nel cervello dei bambini colpiti dall’autismo. La somministrazione del vaccino è stata associata con un aumento nell’attività di legare gli oppioidi nell’amigdala rispetto ad una diminuzione osservata invece nel gruppo di animali non vaccinati.

I risultati indicano che vaccinazioni multiple durante i primi 3-4 mesi possono avere un impatto decisive sulla crescita del cervello e sul suo sviluppo in modo consistente ai dati pubblicati sull’autismo. Per l’amigdala, le nuove scoperte di crescita e funzionalità anomale sembrano essere collegate alle  vaccinazioni  MMR, DTaP e  Hib eseguite ai 12 mesi.

Nell’editoriale che accompagnava lo studio, il Dr. Kris Turlejski, il capo redattore della rivista, ha descritto le scoperte come “alllarmanti”, “supportanti la possibilità che ci sia un legame tra vaccinazioni precoci e l’eziologia dell’autismo”.

Nello stesso modello di scimmie, il team dei ricercatori ha già identificato un ritardo nell’acquisizione dei riflessi  viali del midollo allungato nei cuccioli esposti il primo giorno di vita (ndt: come i bambini americani!) al vaccino per l’epatite B contenente thimerosal, rispetto agli animali non vaccinati. Si sta attualmente conducendo una seconda fase dello studio più estesa per vedere se queste scoperte possano essere replicate.

Il Dr. Andrew Wakefield, che non è un autore dello studio, ma lo ha supportato in fase di progetto,  ha detto: “Spero che questo studio non solo contribuisca alla comprensione delle origini dell’autismo, ma fornisca anche un indirizzo sul modo di testare in sicurezza possibili nuovi trattamenti  per l’autismo e i vaccini”.

Referenze:
Laura Hewitson, Brian J. Lopresti, Carol Stott, N. Scott Mason, and Jaime Tomko. Influence of pediatric vaccines on amygdala growth and opioid ligand binding in rhesus macaque infants: A pilot study. Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 147–164

Kris Turlejski. Focus on Autism Editorial Comment Acta Neurobiol Exp 2010. 70: 117–118






Nuove scoperte scientifiche mettono in relazione
l’autismo con vaccini e mercurio


Mettere fine all’epidemia di autismo  inizia con lo smettere subito di sottoporre i nostri bambini ad esposizioni dannose quali le vaccinazioni troppo precoci e le vaccinazioni multiple



Questa settimana sono stati pubblicati due nuovi studi sull’importante rivista neuroscientifica Acta Neurobiologiae Experimentalis che hanno entrambi indicato i vaccini e i metalli pesanti tossici come causa dell’allarmante aumento dell’autismo, ormai innegabile: il CDC, organo americano per il controllo delle malattie, stima che oggi l’autismo colpisce un bambino su 110, con un incremento di più del  40% rispetto a solo pochi anni fa!
 
Questo incremento così impressionante e rapido non può certo essere semplicemente spiegato con i cambiamenti avvenuti nei criteri diagnostici o minimizzato mettendolo solo in relazione ad una maggiore consapevolezza e attenzione dei genitori e della società in genere, ma va affrontato con grande attenzione, considerando soprattutto  che purtroppo i nostri neonati e le donne incinta sono oggi esposti proprio a ciò che la scienza ci sta indicando come causa dell’epidemia e facendo gli opportuni passi necessari per proteggere i nostri bambini da queste pericolose sostanze.   
 
Nel primo studio, i ricercatori dell’Università di Pittsburgh e della Thoughtful House di Austin, in Texas, hanno confrontato due gruppi di cuccioli di macachi: un gruppo era costituito da scimmiette non vaccinate, mentre al secondo sono state somministrate le identiche vaccinazioni che venivano fatte ai bambini americani negli anni ’90, che nella maggior parte dei casi contenevano mercurio. I cuccioli di macachi sono conosciuti nel mondo scientifico per avere le stesse reazioni dei nostri neonati, ed hanno il loro DNA per il 93.5% completamente identico al genoma umano.
 
I risultati ottenuti sono di importanza eccezionale: le scimmie vaccinate hanno mostrato un aumento notevole del volume cerebrale che gli autori teorizzano possa derivare da una incapacità di  compattare i neuroni. Una testa grande è un segno caratteristico dei neonati che in seguito svilupperanno l’autismo. Il gruppo di macachi vaccinati ha anche mostrato una diversa velocità di maturazione, rispetto al gruppo delle scimmie non vaccinate, della zona del cervello detta amigdala, e una disfunzione dell’amigdala è da tempo implicata nell’autismo.  La regione dell’amigdala è responsabile delle emozioni, della memoria e dell’apprendimento, e i soggetti con autismo hanno forti difficoltà in queste aree.
 
Nel secondo articolo, due scienziati dell’Università dell’Iowa hanno fatto una valutazione critica della ricerca che è stata usata per confutare un legame fra autismo e metalli pesanti, e il mercurio e hanno trovato errori statistici in moltissimi studi e, una riesamina dei dati ha dimostrato una più grande presenza di metalli nei bambini autistici rispetto ai gruppi di controllo. Gli autori hanno calcolato che 43 delle 58 relazioni scientifiche esaminate suggerivano la possibilità di un legame tra metalli pesanti e autismo, mentre solo il 13 suggerivano non ci fosse e hanno concluso che, nonostante rimangano dei dubbi, "il peso delle prove  pende verso l’esistenza di un legame".
 
La comunità dell’autismo internazionale, di cui EmergenzAutismo fa parte,  chiede ai governi di tutto il mondo di proibire, così come fatto in molti Stati, realmente e definitivamente l’uso del mercurio come conservante nei vaccini,  sulla base di questi due studi e della crescente letteratura scientifica che sta sollevando sempre più dubbi sulla sicurezza delle vaccinazioni infantili e dell’esposizione a metalli pesanti, tra cui il mercurio ed esorta, nel frattempo, tutte le famiglie a scegliere vaccini privi di mercurio per i propri figli.
Chiede inoltre ulteriore ricerca, indipendente, che possa valutare i rischi per la salute dei nostri figli di vaccinazioni troppo precoci e troppo numerose: quello che è stato fatto ad una intera generazione di bambini non deve accadere mai più.


 




 

Relazione tra ATEC e TF, PANDAS, PI e difetto CD19 

Di Suzette Lawrence, MSN, CNM

da Autism File nr.36  - Traduzione di Maria L.       





Un ATEC (punteggio di valutazione del trattamento per autistici) basso messo in relazione con l’utilizzo dietetico di Transfer Factor in presenza di ASDs (disordini dello spettro autistico), PANDAS (disordine pediatrico neuropsichiatrico autoimmune associato ad infezione da streptococco), PI (immunodeficienza primaria) e difetto CD19: studio di due casi.

Nel 1949 il dottor Sherwood Lawrence condusse uno studio in cui dimostrò che l’immunità è trasferibile a piccoli composti all’interno dei globuli bianchi. Il dr. Lawrence trasferì la “memoria immunitaria” (non la malattia quindi, ma la protezione alla malattia) della TB (tubercolosi) in una sostanza dei linfociti (globuli bianchi) ad un paziente che non aveva questa capacità di riconoscimento a livello immunitario. Il destinatario divenne positivo al test di reazione cutaneo in un paio di giorni dimostrando così che il suo organismo era stato in grado di acquisire questa capacità di difesa dalla TB dal donatore. Questa “acquisizione” avvenne senza ammalarsi di TB e senza risposta immunitaria primaria alla malattia.  Lawrence quindi fu in grado di trasferire la memoria immunitaria, da cui il nome “Transfer Factor”.


Cosa sono i Transfer Factors (TFs) e come sono in grado di influenzare il sistema immunitario?

Strutturalmente i TFs sono polipeptidi o catene di aminoacidi specifici in grado di codificare l’identità di microbi specifici e, quindi, di educare il sistema immunitario a riconoscere e reagire alla malattia (Kirkpatrick,2000). I TFs sono la prova per cui le infezioni sono in grado di conferire un certo grado di immunità . L’influenza dei Transfer Factors sulle funzioni del sistema immunitario si estende a una abilità generale di migliorare la prontezza del sistema immunitario migliorando e aumentando l’attività nelle NK (cellule NaturaL Killer), (Lang, 1982), (Kisielevsky, Khalturina, 2005).

Le cellule NK sono un sottoinsieme di cellule immunitarie in grado di differenziare il sé dal non-sé (in grado quindi di riconoscere tutto ciò che è estraneo all’organismo). Le cellule NK identificano e distruggono le cellule infettate da virus e batteri così come le cellule cancerogene ( Khema, See, Bui, Tilles 1997) (Imai, Matsuyama, Miyake, suga, Nakachi 2000). Quando la funzione cellulare NK è forte, ci si ammala di meno e quando ci si ammala, l’organismo è in grado di guarire in modo naturale. L’esperienza del dr.David Markowitz dimostra tutto questo: egli ha registrato cioè una riduzione dell’82-85% dell’uso di antibiotici e una riduzione del 75% delle malattie nei suoi pazienti di età pediatrica che hanno assunto Transfer Factors per un periodo di 6 mesi. Egli ha raccolto dati in un arco di tempo di 7 anni, dal 1999 al 2006, su 680 pazienti. (David Markowitz, personal communication, 28 aprile 2010).

L’assunzione dietetica di TF ha inoltre migliorato lo stato delle immunoglobuline A (sIgA) salivari in adulti sani (Bennet, Vaughn, Lefler, McCausland, Lisonbee, 2009). Queste ricerche supportano i resoconti aneddotici dei miglioramenti delle sIgA nei bambini con ASD e rinforzano le prove della capacità dei TF di influenzare le funzioni del sistema immunitario. Le sIgA sono le difese di prima linea del sistema respiratorio, del tratto gastrointestinale e di tutte le mucose dell’organismo (Corthesy, 2006).


Disordini dello spettro autistico, autoimmunità e assunzione dietetica di TF.

L’autoimmunità è la perdita delle capacità regolatorie del sistema immunitario. In questa condizione il sistema immunitario attacca l’organismo invece che tutto quello che non fa parte di esso. Nella letteratura che riguarda il campo dell’immunologia, l’autismo (ASD) è descritto come “condizione autoimmune” (Singh, 2009; Gupta, Aggarwal, Rashanavan, Lee 2005). L’autoimmunità nel ASD si può manifestare con la presenza di livelli elevati di anticorpi nel cervello (Singh, Warren, Averett, Ghazziudin, 1997), con infiammazione cerebrale (Singh, 2005). Infiammazione e immunopatologia del tratto gastrointestinale sono condizioni ben descritte nell’ASD (Ashwood, Anthony, Pellicer, Torrente, Walker-Smith, Wakefield, 2003: Ashwood, Anthony, Torrente, Wakefield 2004).

L’autoimmunità ha un effetto caotico sulle risposte immunitarie. Allergie, eczemi e asma sono tutte condizioni di autoimmunità (Kidd,2003). I Transfer Factors hanno un effetto immunomodulante sulle funzioni immunitarie (Dwyer,1996; Vorobiev,2004). C’è un interesse crescente della scienza sulla modulazione immunitaria  che è la capacità di far aumentare o far diminuire l’azione immunitaria, capacità molto importante in relazione al concetto di  “competenza immunitaria” (R.H. Bennett, PhD personal communication, 20 maggio 2004). Per persone alle prese con condizioni autoimmuni quali ASD, PANDAS e PI (Immunodeficienza primaria), la modulazione immunitaria  potrebbe essere il più importante fattore da considerare in relazione all’assunzione dietetica di TF.


Da dove provengono le molecole TF?

I Transfer Factors sono molecole presenti in tutti i mammiferi. Durante la gravidanza si raccolgono nei tessuti del seno delle partorienti e vengono escrete insieme al colostro (Parley, Beer 1976; France, Marmer, Steele 1980). Il sistema immunitario del neonato viene educato dalla madre attraverso il colostro grazie alle molecole TF. Questo tipo di “educazione” forma il sistema immunitario e gli permetterà di riconoscere, rispondere, ricordare e regolare le funzioni immunitarie del neonato. I benefici di questo rafforzamento immunitario ad opera dei Transfer Factor è però qualcosa che è disponibile ad ogni età. (Vorobiev)
Molti ragazzini ASD beneficiano della dieta senza glutine e caseina (GF/CF). Il Transfer Factor è privo di glutine e caseina.  Le proteine del latte che si trovano nel colostro vengono rimosse attraverso un processo complesso di filtrazione (Wilson e Paddock,1983). I TF sono tipicamente consigliati alle persone con ASD perché sono immunomodulanti naturali, efficaci, non invasivi e ben tollerati (Pizza, Da Vinci, Fornarola, Parlareti, Baricidi, Viza, 1996: Vorobiev, Bock 2004).

Vengono utilizzati una serie di monitoraggi ATEC per registrare i progressi :  www.autism.com/ind_atec_survey.asp

Nei casi riportati, l’ATEC mostra quanta influenza ha un sistema immunitario funzionale sul sistema nervoso, influenza che va ben oltre la resistenza ad influenza e raffreddamenti.



Primo caso

I TF dietetici come primo intervento biomedico in un maschio di 46 mesi (quasi 4 anni) con regressione e comparsa di autismo dopo la vaccinazione.

P.A. pesa circa 2 chili e 600 grammi alla nascita, dopo 37 settimane di gestazione e parto naturale. Viene allattato al seno per 5 mesi. Il padre di P.A. ha sofferto di allergie, artrite reumatoide e Lupus. La madre prima della gravidanza di P.A. ha subito diversi interventi dentali con trattamenti di ascessi e utilizzo di antibiotici anche per 30 giorni consecutivi.

A 3 settimane P.A. inizia a soffrire di coliche e crampi al GI.  A 10 mesi gli viene diagnosticata laringite di Croup e trattato di conseguenza. A 12 mesi soffre di infezione ad ambedue le orecchie e viene sottoposto a 30 giorni di antibiotici. A 14 mesi presente infezioni al tratto respiratorio. A 16 mesi di ammala di herpangina e costipazione. Poi a 20 mesi ha un’infezione da Streptococco, di nuovo un episodio di laringite di Croup a 21 mesi, e a 22 mesi soffre di asma.

 

Leggi l'articolo completo su EA: http://www.emergenzautismo.org/content/view/813/48/





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