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Pronti per il ritorno a scuola?



Ottenere un PEI e metterlo in pratica 


E' già tempo di pensare al ritorno a scuola dei nostri figli ma, mentre normalmente le preoccupazioni del genitore si limitano all'acquisto di libri, quaderni, astucci o dello zaino più “cool” del momento, per i genitori di “bambini speciali” i problemi che si presentano con Settembre sono ben altri. E' bene quindi prepararsi ad affrontare la situazione al meglio e con un bagaglio di informazioni utili il più cospicuo possibile.
Forse, e sottolineiamo forse, con estrema fatica lo scorso anno siamo riusciti ad ottenere per nostro figlio un PEI, il suo programma personalizzato, quell'ambito e prezioso documento cioè nel quale vengono descritti gli interventi predisposti per l'alunno in situazione di handicap, redatto congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla ASL (UONPI), dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell'insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori. Per fare in modo che i nostri bambini si avvantaggino di questo PEI ed ottengano dei progressi tramite esso, è necessaria e fondamentale la partecipazione dei genitori che devono vigilare ed impegnarsi affinchè questo documento, una volta redatto, non resti un foglio di carta senza valore alcuno.
Ecco alcuni consigli per evitare che questo avvenga che traduciamo dal sito della TACA, una delle maggiori organizzazioni di genitori di bambini con autismo americani. Siamo consapevoli che negli Stati Uniti la situazione scolastica è diversa (diversa, non migliore, né peggiore!!) e che questi suggerimenti si possano rapportare con difficoltà alla nostra, ma crediamo che ascoltare l'esperienza di altri e conoscerla dal di dentro, da genitore a genitore, non possa che arricchirci, stimolarci, farci crescere: la nostra scelta va quindi verso una informazione cosmopolita sempre più ampia, con l'augurio che qualche spunto suggerito possa aiutare i nostri bambini.
Questi i 10 “compiti per le vacanze” che la TACA suggerisce ai suoi genitori:
  1. Leggete il PEI. Sembra un consiglio ovvio e scontato, ma molti genitori in realtà si affidano di più a quello che hanno sentito durante la riunione per il PEI che non al documento stesso. Timothy Adams, un avvocato che si occupa di diritto all'istruzione in bambini con handicap, dice: "Leggete il PEI come una lettera d'amore e approfondite ogni frase". Ricordate che un PEI è un documento giuridicamente vincolante.
     
  2. Fotocopiate il documento del PEI e armatevi di un evidenziatore. Fate un elenco di tutto quello che vi sembra dubbio o ambiguo. Esempi: ricordare al Preside che alla riunione per il PEI ha detto che il bambino avrebbe avuto un aiuto 1:1, ma non è stato inserito tra i servizi che dovrà ricevere. Scrivere una lettera o una e-mail all'educatore responsabile del bambino per chiedere chiarimenti. Se avete registrato la riunione per il PEI potrete trascrivere la dichiarazione del Preside da includere nella vostra lettera. (Il diritto di registrare il PEI varia a seconda dello Stato per cui informatevi su cosa dice il codice nel vostro Stato a riguardo).
     
  3. Assicuratevi di sapere come si stanno misurando i progressi di vostro figlio. I dati vengono raccolti quotidianamente? Vengono presi appunti ad ogni lezione? Come e quando vi saranno fornite queste informazioni? I resoconti sui progressi del bambino sono fondamentali per i genitori per poter partecipare pienamente all'educazione dei propri figli. Per alcuni bambini, si potrebbe pensare ad un quaderno di comunicazione scuola-famiglia mandato quotidianamente a casa nello zaino del bambino o ad un registro di comunicazione da tenere in in classe che i genitori possono leggere tutti i giorni.
     
  4. Programmate una riunione con l'insegnante di vostro figlio per rivedere il PEI del vostro bambino. Questo costituirà un ottimo momento per parlare con l'insegnante del particolare stile di apprendimento del bambino, per porre domande su compiti o per fornire informazioni su una eventuale dieta speciale che il bambino segue. In molti casi è utile sfruttare l'occasione per far incontrare incontrare il bambino con il docente nonché con altro personale con cui sarà in contatto. Se il vostro bambino dovrà frequentare una nuova scuola questo sarà anche il momento per un tour della scuola per cercare di alleviare l'ansia del primo giorno.
     
  5. Se il bambino ha comportamenti problematici, dovreste avere un programma comportamentale. Questo è il momento di incontrare anche il preside o il vicepreside per discutere di disciplina e delle regole (soprattutto se il bambino è in una scuola nuova). Sarà probabilmente molto più facile stabilire in anticipo come la scuola può supportare le esigenze comportamento di vostro figlio, piuttosto che aspettare che la scuola debba trovarsi davanti ad un problema e incontrare voi e il bambino per la prima volta in quella occasione.
     
  6. Se il bambino sta ricevendo servizi da un provider esterno, assicuratevi di confermare alla scuola che gli operatori sanitari della ASL ne sono informati, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni o lacune nei servizi sin dal primo giorno di scuola.
     
  7. Il distretto scolastico è legalmente obbligato a fornire il trasporto se specifiche esigenze del bambino lo richiedono (per esempio, il bambino non può recarsi a scuola a piedi) e/o il suo PEI prevede per lui una scuola lontana da casa. Se non potete accompagnare il bambino voi stessi, contattate i servizi per assicurarvi che gli sia stato assegnato un posto su un bus scolastico. Fate presenti eventuali esigenze particolari come i sedili dell'auto, l'accompagnamento dall'autobus alla scuola e accertatevi che ci sia un accompagnatore con il vostro bambino.
     
  8. Se non avete accettato l'ultima PEI, è previsto per legge che operatori sanitari e corpo docente mettano in atto l'ultimo PEI concordato IEP nel nuovo anno scolastico, consentendo al bambino di passare alla classe successiva. Vostro figlio ha il diritto di continuare a godere di tutti i servizi in atto fino a che non accetterete un nuovo PEI o fino a quando il tribunale risolva un eventuale contenzioso. Considerate il PEI di vostro figlio come un menu alla carta. Ciò significa, ad esempio, che è possibile accettare gli obiettivi, ma contemporaneamente rifiutare ogni riduzione o cessazione di altri servizi. Assicuratevi di inviare una lettera al responsabile diretto che elenchi specificamente quali servizi si accettano e quali no.
     
  9. Iscriviti come volontari a scuola di vostro figlio (questo può richiedere un controllo dei vostri precedenti penali), anche se ciò potrebbe togliervi del tempo per il lavoro. Questo è uno dei modi migliori per vedere direttamente i progressi del vostro bambino e le eventuali difficoltà su cui occorre intervenire (fornendo contemporaneamente supporto alla scuola di vostro figlio). In genere è molto più efficace e che recarsi semplicemente a scuola di tanto in tanto per vedere come procedono le cose. Ricordate, avete lo stesso diritto di fare volontariato a scuola e in classe di vostro figlio come ogni genitore di un bambino “normale”: la scuola non può creare un criterio di volontariato che si applica solo ai genitori di bambini con handicap, perchè sarebbe discriminatorio.
     
  10. Informatevi e aggiornatevi continuamente sui vostri diritti.
     
Se vi rendete conto che il PEI del vostro bambino è carente e deve essere adeguato e migliorato, è opportuno consultare un professionista esterno (come uno psicologo o un comportamentista) e/o di convocare una riunione  per discutere le vostre esigenze. Un genitore può convocare una riunione PEI in qualsiasi momento e la scuola deve fornire una data e un'ora conveniente per entrambi  entro 30 giorni. Come sempre, assicuratevi di fare la vostra richiesta per iscritto.
 
Questo impegno nel difendere i diritti di vostro figlio può inizialmente sembrare difficile e forse addirittura sconvolgente, ma ricordate che state compiendo un  passo determinante per  il futuro del vostro  bambino.
 
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