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Autismo: individuato un batterio molto pericoloso!





Il Desulfovibrio potrebbe svolgere un ruolo importante nell’autismo regressivo



Infectious Diseases Section (111 F), VA Medical Center West Los Angeles, Los Angeles, CA 90073, United States
Dipartimenti di Medicina e Microbiologia, Immunologia, Genetica molecolare,  Scuola di Medicina UCLA , Los Angeles, CA, United States

Segnaliamo questo nuovo studio sull'importanza del batterio Desulfovibrio nell'autismo regressivo condotto dal Dr. Sidney Finegold dell'Università UCLA, che ha voluto generosamente fornircelo insieme alle sue considerazioni che riassumiamo in questo articolo. Se le ipotesi di questo ricercatore fossero confermate saremmo davanti ad una scoperta che potrebbe davvero cambiare il volto a quanto sappiamo ad oggi dell'autismo individuando nuove e più efficaci terapie per aiutare le persone con autismo, e le loro famiglie,  a riacquistare la propria salute.
Diversi ricercatori, tra cui il Dr McFabe, da tempo investigano i batteri intestinali come potenzialmente importanti nell'autismo anche in collegamento all'abuso di alcuni farmaci tra cui gli antibiotici somministrati alle madri in gravidanza o allattamento, o direttamente al bambino per curarne le infezioni. Sono state documentate differenze statisticamente significative nella flora intestinale dei bambini autistici, rispetto ai controlli, e le attenzioni maggiori sono state rivolte al batterio clostridium, ritenuto essere l'elemento chiave. In particolare si è capito che le spore dei clostridi erano molto importanti nel ripresentarsi dei problemi dopo aver ottenuto una buona risposta con l'antibiotico orale vancomicina e al loro trattamento si sono concentrati gli sforzi dei medici.

Negli studi successivi però si è dimostrato che i clostridi non erano i soli batteri tossici presenti nelle feci dei soggetti autistici, verificando la particolare presenza del batterio Desulfovibrio che è quello che questo studio prende in considerazione. Come possono essere stati i bambini autistici infettati da questo batterio e perchè? Ebbene, si afferma nello studio che potrebbero essere stati esposti al Desulfovibrio dal contatto con altri bambini autistici o attraverso un ambiente contaminato, ma si pensa anche che in molti bambini che sono predisposti possa esserci stata una infezione attraverso farmaci antimicrobici (come le cefalosporine orali o trimethoprim/sulfamethoxazolo) somministrati, appropriatamente o no, per otiti o altre infezioni. E' noto infatti che i bambini che sviluppano l'autismo hanno più probabilità di soffrire di otiti ricorrenti e assumono per questo più antibiotici: il Desulfovibrio è spesso resistente a questi agenti che sopprimono invece la flora intestinale buona permettendo cosi a questo batterio di sovra-crescere e di produrre sostanze molto dannose.

Diversamente dal Clostridium (un batterio Gram-positivo che forma delle spore), il Desulfovibrio è un bacillo anaerobico Gram-negativo che non produce spore. Questo suggerisce che non possa avere lo stesso funzionamento del Clostridium, benchè esso possa attraverso alcuni suoi meccanismi tollerare l'esposizione all'ossigeno e altre condizioni sfavorevoli e sopravvivere e comportarsi come le forme che producono spore. E' inoltre resistente a molti farmaci antibatterici, in particolar modo a penicilline e cefalosporine, persistendo anche dopo trattamenti con farmaci come la vancomicina orale. Sebbene però non sia altamente sensibile alla vancomicina, i livelli di questo farmaco che raggiungono l'intestino dopo la somministrazione orale possono essere tali da distruggere anche i Desulfovibrio. Si ritiene che Clostridiunm e Desulfovibrio possano lavorare insieme nell'autismo svolgendo un importante ruolo.

Il Desulfovibrio in particolare possiede un lipopolisaccaride che è una potente endotossina. I bambini con autismo hanno i livelli di endotossine fortemente più elevati rispetto ai bambini sani e questo è correlato a infiammazione, alla socializzazione, nonché a declino delle funzioni cognitive, effetti negativi sulla memoria e aumento dei sintomi intestinali di ansia e depressione. Questa endotossina inoltre è tossica per le cellule genetiche e, a più alte concentrazioni, è tossica per le cellule dei tessuti epiteliali. Il Desulfovibrio compete poi pesantemente con il sulfur nel nostro organismo, contribuendo ad un aumento della sua eliminazione attraverso le urine con un conseguente abbassamento nel serum. Questo batterio si attacca inoltre a diversi metalli, anche se ancora non si conosce se il suo effetto sul mercurio sia importante per l'autismo. Abbassa inoltre i livelli di glutathione e aumenta lo stress ossidativo, portando a problemi nella resistenza alle infezioni, nell'affrontare e risolvere le infiammazioni e nel detossificarsi dalle contaminazioni ambientali. Questo ovviamente porta a un bisogno di terapia antibatterica che è uno dei principali problemi che può portare all'autismo o al suo aggravamento, a seconda del particolare agente usato e alla durata della terapia stessa.

Si è osservato che i genitori dei bambini autistici con questa infezione avevano difetti metabolici simili che spesso erano stati interpretati come una reazione di stress alla malattia dei figli. Noi suggeriamo invece uno scambio di questi batteri e la conseguente riduzione del sulfur anche nel loro corpo, con una possibile contaminazione di tutta la famiglia.

Se la nostra ipotesi che il Desulfovibrio abbia un importante ruolo nell'autismo fosse confermata da ulteriori studi, potremmo migliorare ulteriormente la classificazione diagnostica dell'autismo, con un test sull'autismo regressivo, e individuare una idonea terapia antibatterica (aztreonam + un inibitore b-lactamase sembra essere la combinazione più attiva contro il Desulfovibrio piuttosto che la vancomicina orale), con somministrazione di anticorpi specifici, probiotici e prebiotici per terapia e profilassi, una dieta che possa limitarne la colonizzazione e potremmo iniziare una raccolta di dati epidemiologici che possano spiegare il rapido incremento del tasso di autismo e la presenza di casi multipli in famiglia, avendo la possibilità così di confermare il ruolo di alcuni agenti antibatterici nel causare l'autismo. Il Desulfovibrio potrebbe anche essere determinante in altre malattie autoimmuni, comprese quelle coinvolte con il sistema nervoso centrale.

Occorre quindi ulteriore ricerca che consideri un gruppo più ampio di pazienti con autismo regressivo e disturbi gastrointestinali da confrontare con un gruppo di controllo di fratelli e uno di bambini sani, di cui analizzare la flora intestinale, compresa la eventuale presenza di Desulfovibrio, cercando la prova che l'assenza o la presenza di alcuni organismi predisponga all'autismo. Per rendere la ricerca più efficace dovrebbero studiarsi inoltre altri tipi di autismo, rispetto a quello regressivo, e occorrerebbe valutare la contaminazione dell'intera famiglia.

Non possiamo che ringraziare questi studiosi che ricercano e si impegnano allo strenuo per ridarci i nostri figli e dare una spiegazione scientifica a questa epidemia di autismo che stiamo vivendo, senza negarla o accettarla supinamente come un inspiegabile mistero.

 

Abstract

L'autismo è un disturbo complesso per il quale non esiste un test diagnostico specifico; per questo la malattia viene definita per le sue caratteristiche, per come si manifesta: problemi cognitivi, sociali, di comunicazione, problemi comportamentali, comportamenti ripetitivi, inusuale sensibilità agli stimoli come rumori, interessi ristretti e auto stimolazione. L'incidenza di questa malattia è notevolmente aumentata negli ultimi anni ed è stata stimata di 110/10,000 bambini (1%) in diverse aree degli Stati Uniti nel 2007.
L'onere finanziario per le famiglie e le comunità è enorme. In termini di fattori predisponenti, l’ereditarietà gioca un ruolo in alcuni soggetti, ma è chiaro che i fattori ambientali sono altrettanto importanti. Le tossine ambientali possono influenzare negativamente il sistema immunitario. I batteri intestinali sono stati riconosciuti da alcuni ricercatori come potenzialmente importanti e noi pensiamo che alcuni farmaci antimicrobici possano essere un fattore chiave nel modificare la flora batterica intestinale negativamente, favorendo batteri potenzialmente dannosi che sono normalmente soppressi da una normale flora intestinale intatta.
Sappiamo che i clostridi nell'intestino potrebbero essere coinvolti nell'autismo, perché sono organismi virulenti e sporeformi; le spore sarebbero in grado di resistere agli agenti antibatterici e in questo modo, quando viene interrotta l’assunzione di antibiotici, le spore germinano e a causa della produzione di tossine o attraverso altri meccanismi favorirebbero l’insorgenza dei sintomi autistici.
Tuttavia, un nostro recente studio, impiegando la potente tecnica nota come pirosequenziamento di campioni di feci di soggetti con autismo regressivo, ha dimostrato che il Desulfovibrio era più presente nei soggetti autistici rispetto ai soggetti di controllo. Successivamente abbiamo confermato questo dato con studi pilota sia colturali che attraverso la tecnica di real-time PCR e abbiamo trovato che i fratelli dei soggetti autistici avevano una conta di Desulfovibrio di grado intermedio, suggerendo la possibile diffusione dell'organismo nell'ambiente familiare.
Il Desulfovibrio è un bacillo anaerobico che non produce spore, ma è comunque resistente alle condizioni aerobiche e ad altre condizioni avverse attraverso altri meccanismi, ed è comunemente resistente ad alcuni antibiotici (come le cefalosporine) spesso usati per trattare le infezioni dell'orecchio e altre infezioni che sono relativamente comuni in età pediatrica. Questo batterio produce anche importanti fattori di virulenza e la sua fisiologia e il suo metabolismo lo collacano in una posizione unica in relazione alla fisiopatologia relativa al disturbo autistico.
Se questi risultati sul Desulfovibrio verranno confermati ed estesi in altri studi, tra i quali studi sui trattamenti con farmaci appropriati e attenti studi clinici e di laboratorio, questi potrebbero portare ad una classificazione più affidabile dell’autismo, oltre che fornire un test diagnostico, una terapia per l'autismo regressivo; permetterebbero la creazione di un vaccino per la prevenzione e il trattamento dell’autismo regressivo, indicherebbero l’utilizzo di probiotici/prebiotici su misura , oltre che favorire importanti informazioni a livello epidemiologico.
 
2011 Pubblicato da Elsevier Ltd.
 




Sydney M. Finegold, M.D.

Staff Physician, Infectious Diseases Section, VA Greater Los Angeles Healthcare System
Emeritus Professor of Medicine, UCLA School of Medicine
Emeritus Professor of Microbiology, Immunology, & Molecular Genetics, UCLA

Division of Infectious Diseases, 111F
11301 Wilshire Blvd.
VA Greater Los Angeles Healthcare System
Los Angeles, CA 90073
Tel: (310) 268-3678
Fax: (310) 268-3594
SidFinegol@aol.com


 
 
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