Linee guida ISS: una lettera del dr. Paolo Mainardi a EA


Il parere di un eminente scienziato italiano sulle affermazioni di Dica33 sulle terapie per l'autismo

 

Riceviamo e pubblichiamo con piacere qusta lettera del dr. Paolo Mainardi indirizzata ad EmergenzaAutismo che puntualizza come le affermazioni apparse sulla rivista Dica33 (da cui il nostro documento di protesta).

Non sono genitore di bambino autistico, ma sono un ricercatore che dall'anno della sua laurea in chimica, 1981, si occupa di neurochimica. In  base ai risultati dei miei studi ho realizzato un integratore alimentare a base di alfa-lattoalbumina che è entrato nei programmi di screening nuovi farmaci anticonvulsivi dell'NIH (USA) per i risultati ottenuti sia pre-clinici che clinici. Questa molecola agisce principalmente a livello intestinale come prebiotico, riduce la disbiosi e la permeabilità intestinale. I risultati ottenuti con le diete a restrizione, non noti forse al solo autore dell'articolo su dica-33, confermano l'importanza del ruolo dell'intestino in diverse patologie neurologiche. Compreso l'autismo, il cui aumento esponenziale dell'incidenza (da 1 su 10000 a 1 su 130) rende altamente improbabile una natura genetica, ma quanti fondi vengono impiegati oggi in questa improduttiva ricerca?

Consiglierei all'autore dell'articolo di documentarsi maggiormente prima di iniziare a scrivere, potrebbe imbattersi nei molti lavori sulla dieta chetogena, nata per controllare le crisi convulsive, dimostrata essere anche antidepressiva e oggi proposta anche nel Parkinson, nell'Alzheimer e altre patologie neurologiche, ma non solo, anche nel tumore della prostata! Così come potrebbe leggere i molteplici impieghi della curcumina nei disturbi neurologici, più o meno gli stessi della dieta chetogena. Tanto miracolosi da far scrivere ad Yang che passa liberamente dal sangue al cervello, ma secondo gli oncologi, anche loro molto interessati a questa molecola, essa non viene nemmeno assorbita a livello intestinale. Andando a cercare in letteratura, non l'approvazione delle multinazionali come deve aver fatto l'autore dell'articolo, si trova che dopo somministrazioni orali di curcumina a dosi di 500 mg/Kg ne arrivano solamente 49 nanogrammi in tutto il cervello, 48 ore dopo la somministrazione! Difficile che questa microscopica quantità sia responsabile delle molteplici e magnifiche azioni che comunque si manifestano prima delle 48 ore. La curcumina è un antibatterico intestinale.

D'altronde la curcumina, la dieta chetogena e l'alfa-lattolbumina mostrano ampi spettri d'azione, difficilmente attribuibili a specifiche azioni a livello cerebrale, più facilmente dovuti alle loro azioni intestinali. D'altra parte è noto che dopo 3 giorni da un trauma cranico si abbia il collasso della membrana intestinale e, ad ulteriore conferma del collegamento intestino-cervello, provocare processi infiammatori intestinali porta a stati ansiosi e riduce la soglia convulsiva.

Sempre leggendo la letteratura possiamo trovare il recente (2008) lavoro di Costa, Guidotti e Pinna che dimostrano che i farmaci SSRIs non arrivano al cervello in quantità sufficiente ad inibire la ricaptazione della serotonina. Sicuramente questi farmaci agiscono, invece, a livello intestinale, tanto è vero che sono usati anche nelle patologie intestinali: a basse dosi bloccano la diarrea, ad alte la provocano. Curioso: a basse dosi sono anticonvulsivi, ad alte sono proconvulsivi (Jobe, J Neurochem 2005).

Anche se siamo spinti dalla curiosità di leggere la letteratura faremo fatica a trovare i dati sulla quantità dei farmaci neuroattivi (antidepressivi, anticomiziali, etc) che arriva al cervello. Dati che sono stati sicuramente acquisiti, in quanto obbligatori nella fase di registrazione di un farmaco. E allora, caro autore, nasce il sospetto che non siano stati pubblicati in quanto negativi all'immagine del farmaco che arriva al cervello e compie azioni strabilianti. Azioni che sono ben documentate da studi su neuroni isolati o su fettine di cervello, ma in vivo?

Ancora oggi esiste una associazione di persone che credono che la Terra sia piatta, sicuramente hanno poco senso di osservazione o non sono mai saliti in un aereo, qualcuno li potrà definire degli originali, ma in realtà sono ottusamente rigidi e poco curiosi. L'elasticità mentale e la curiosità sono fondamentali per essere un buon ricercatore, ma, credo, anche un buon giornalista.

dott.Paolo Mainardi
Neurochimico
Centro Epilessia Università di Genova