Io ho l'autismo.
È sera, finalmente trovo un pò di riposo dentro il mio lettino.

Quando la mamma mi ha detto "buona notte piccolino mio" non nascondeva un momento di intima soddisfazione per quelle poche ore di tranquillità che la giornata le riservava.

Io le voglio molto bene anche se durante il giorno non faccio altro che farla arrabbiare.

È stato tanto tempo fa quando per la prima volta ho visto la delusione dipingersi sul suo volto mentre io, rinchiuso in me stesso, rifiutavo ogni contatto umano. Lei non poteva sapere come il veleno che avevo dentro di me mi stava distruggendo lo stomaco.

L'ho vista addolorata mentre urlavo al mondo la mia sofferenza per il mio corpo divorato dalla candida e dai parassiti; e poi problemi intestinali, stitichezza, diarrea, allergie, intolleranze; tutto insomma mi spingeva ad allontanarmi dal mondo e a rimanere solo con la mia sofferenza.

Anche i miei amici non ne vogliono più sapere di giocare con me. Dicono che quando giochiamo con le macchinine finisco sempre per lanciarle per la stanza o rovescio il garage per salirci sopra.

Solo poche cose riescono a darmi sollievo, come ruotare all'infinito la pala di un ventilatore o sedermi estasiato per ore ad ammirare un treno.

Tutto il resto mi affligge. Tutto ciò che per gli altri è gioia, divertimento, luce, colore per me rappresenta il dolore. Il dolore per gli occhi, le orecchie, l'odore, il tatto, il gusto, che da sempre sono alterati nella loro sensibilità.

Però, da qualche settimana, mia madre non mi consente più di mangiare i cibi che a me piacevano tanto; ed io, all'inizio mi sono arrabbiato moltissimo, poi piano piano mi sono abituato, ed adesso la mamma dice che sto molto meglio. Dice che la dieta comincia a fare il suo effetto. Non sono più intossicato da glutine e caseina e comincio a rivolgerle l'attenzione. Sembro esserci di più con la testa.

Oggi, si è messa a piangere quando l'ho chiamata "mamma". Non l'avevo mai fatto prima.

So anche dove è andata adesso; sarà senz'altro davanti al computer. È lì che passa le ore della notte quando io riposo. Cerca delle cure per me che i medici non sanno darle.

L'ho sentita parlare al telefono con altre mamme di ABA. Dicono che e' un trattamento fondamentale: è una combinazione con altri efficaci trattamenti come diete speciali, detossificazione da metalli pesanti, supplementi di vitamine, immunoterapia  e altro. Sono tutte cose che io non conosco e che, ne sono sicuro, all'inizio mi faranno un pò soffrire come è già successo per la dieta, ma poi, mi faranno solo un gran bene.

La prossima settimana verrà in casa nostra una signora dal nome difficile "consultant" per aiutarmi a raggiungere quelle abilità e quei comportamenti sociali che per gli altri bambini è facile apprendere con l'imitazione. Per esempio, io non so che cosa significa sopra o sotto, dentro o fuori, maschio o femmina, io o gli altri, e così via, perché nessuno me l'ha mai insegnato.

Non so se ci riuscirò, ma mi voglio impegnare con tutte le mie forze per far tornare il sorriso sul volto di mia madre. Forse, quando diventerò grande, un giorno potremo ricordare insieme gli sforzi fatti ed io potrò dire: "Io avevo l'autismo".