TERAPIA DELLA VISIONE: UN INTERVENTO EFFICACE PER DISABILITA' DELLO SVILUPPO

Come il linguaggio e le capacità motorie si raggiungono attraverso una serie di stadi di sviluppo, così anche la visione deve seguire un processo di sviluppo. Un bambino non nasce con tutte le capacità visuali che gi saranno necessarie per "funzionare" efficacemente in questo mondo. Queste capacità si devono sviluppare attraverso una varietà di esperienze in un certo periodo di tempo. E durante questo processo in ogni momento lo sviluppo della visione può essere ostacolato, alterato o completamente fermato da ferite, malattie, traumi emotivi, mancanza di stimoli adeguati od altre cause ancora non identificate. Quando si interrompe lo sviluppo del linguaggio e/o delle capacità motorie, genitori ed insegnanti cercano di identificare il problema ed intervenire con terapie od (attività di allenamento/ terapie riabilitative?) per aiutare il bambino a superare il ritardo. Un simile approccio è disponibile anche per genitori di bambini (o per adulti) che hanno sviluppato inadeguate capacità visive.

 

INPUT DISTORTI. Quando parliamo di "visione" ci riferiamo alla capacità del cervello di organizzare ed interpretare le informazioni percepite attraverso la vista in modo che queste siano comprensibili o significative. Anche individui con una buona vista (10/10 di acutezza) possono avere problemi di visione non diagnosticati che rendono difficile la corretta comprensione del messaggio visuale. Se si riceve il segnale sensoriale, sia esso visivo, sonoro, tattile... in maniera distorta od errata, i comportamenti basati su quel segnale saranno probabilmente distorti. Molti comportamenti caratteristici dell'autismo e molti problemi comportamentali basati associati a disabilità dell'apprendimento possono essere tentativi di gestire un sistema visivo e/o altri sistemi che forniscono informazioni incomprensibili od inaffidabili.

 

TERAPIA DELLA VISIONE. Poiché lo sviluppo della visione segue un tracciato prevedibile, in caso di incidenti il processo può rispondere ad una terapia riabilitativa. L'allenamento della visione può essere condotto da un Optometrista Comportamentale (funzionale o dello sviluppo), che abbia avuto una formazione post-laurea in questo campo specifico. A differenza dei difetti della rifrazione (miopia, ipermetropia e problemi della messa a fuoco) che possono essere corretti con il solo uso di appropriate lenti, la terapia della visione è un processo di riabilitazione del sistema della percezione visiva in modo che esso possa funzionare con efficienza ottimale. Il processo segue una sequenza di passi tendente al miglioramento del sistema visivo. Si tratta quindi di una procedura con attività terapeutiche prescritte dal terapista della visione e condotta nel suo studio, e frequentemente rinforzata con esercizi da fare a casa.

 

IDENTIFICARE IL PROBLEMA. Le disfunzioni della visione spesso non sono riconosciute o diagnosticate perché non si comprende come la vista possa influenzare il comportamento e le prestazioni generali dell'individuo. Inoltre molta gente trova il modo di compensare le proprie difficoltà visuali in modo che maschera la causa fondamentale del problema. Come può dunque un genitore capire che il proprio figlio ha problemi di sviluppo della visione? Poiché le disfunzioni del sistema della visione possono generare una serie di problemi comportamentali dell'apprendimento, nelle relazioni sociali, sul lavoro e di salute generale, i genitori e/o insegnanti dovrebbero prenderle in esame ogni volta che un bambino abbia disabilità nello sviluppo.
Vi sono poi anche molti sintomi osservabili che possono indicare difficoltà della visione:
- Occhi che si incrociano o ruotano, anche di poco
- Inclinare, girare la testa, coprire o chiudere un occhio per usarne uno solo
- Guardare le cose con la coda dell'occhio
- Sbattere le palpebre, fare smorfie, strizzare gli occhi ed altri comportamenti compensativi
- Comportamenti stimolativi della visione: fare il gesto discacciare una mosca davanti agli occhi (finger flicking), l'ossessione per il ruotare, per i modelli od altri effetti visivi, guardare lungo oggetti lineari (es: lo spigolo di un bancone o di un tavolo, i fili del telefono...)
- Avere brevi periodi di attenzione, evitare lavoro ed attività che implicano il vedere da vicino
- Basso livello di frustrazione,irritabilità, immaturità emotiva
- Dolori di testa, vertigini, nausea, mal d'auto e sensibilità eccessiva alla luce

 

OTTENERE UNA VALUTAZIONE. I genitori interessati ad avere una valutazione del livello funzionale o di sviluppo del proprio figlio possono rivolgersi ad un Optometrista Comportamentale attraverso l'Ordine degli Optometristi per lo sviluppo della visione, tel. 619 - 425 6191, oppure l' "Optometric extension program" tel. 714 -250 8070. Attraverso le stesse fonti si possono comprare libri quali "The suddenly successfull student", "Your child vision" e "20/20 is not enough". Questi libri citano molte ricerche e studi che dimostrano l'efficacia della terapia della visione. Una valutazione (visita) completa dovrebbe durare 45 - 60 minuti e costare tra $100 e $ 150 per la prima visita. Per la sua valutazione il dottore dovrebbe essere interessato ai sintomi del bambino, al suo stato di salute generale, alla storia dello sviluppo ed agli specifici problemi visivi. Inoltre il medico dovrebbe controllare non solo l'acuità della vista e la sanità degli occhi, ma anche il movimento degli occhi, la capacità di mettere a fuoco, la percezione della profondità e l'efficienza della visione binoculare.

 

COSA ASPETTARSI. L'optometrista dovrebbe discutere i risultati della sua valutazione e raccomandare una terapia sotto forma di lenti correttive, prismi od una terapia visuale. Le sessioni di terapia durano normalmente 30 -60 minuti, secondo la capacità del paziente di mantenere l'attenzione, e costano tra $65 e $ 120, secondo la durata. Molte compagnie di assicurazione coprono i costi di questo tipo di trattamento. La terapia con bambini piccoli, con pazienti che hanno difficoltà a mantenere l'attenzione e con soggetti autistici è normalmente effettuata su base individuale. E' essenziale seguire con cura un programma, per poter valutare i progressi e programmare le correzioni, quando necessario.
La valutazione e la terapia della visione condotte da un Optometrista Comportamentale dovrebbero ad un certo punto comprendere l'uso di lenti od anche di prismi per facilitare il raggiungimento di un migliore allineamento visivo ed elaborazione delle immagini od anche di filtri rosso/verde e filtri polarizzanti durante le sessioni individuali. Quando i genitori pongono domande al medico sia gli uni che l'altro dovrebbero sempre tenere presenti il tipo di lenti utilizzato. Quando si usano lenti di questo tipo i genitori dovrebbero essere consci che si tratta di lenti tendenti ad ottenere un processo visivo più efficiente e che esse devono essere controllate dall' optometrista ogni tre o quattro settimane. I genitori dovrebbero mettersi in allarme se l' optometrista non visita regolarmente il bambino. Le lenti sono lo strumento attraverso cui l' Optometria Comportamentale produce modifiche nella postura e nell'elaborazione dei dati visivi: se non sono usate nella terapia i genitori dovrebbero chiedere spiegazioni sulla procedura seguita.

 

COME REAGIRA' MIO FIGLIO? Spesso i genitori esprimono la loro preoccupazione che il figlio non accetterà di portare occhiali, specialmente se è un bambino molto sensibile al tatto o particolarmente restio ai cambiamenti. Molti soggetti con problemi visuali si abituano rapidamente agli occhiali appena vista la differenza e compreso che gli occhiali possono essere utili. Per coloro che hanno difficoltà maggiori si può preparare un piano di comportamento che preveda desensibilizzazione, rinforzi positivi, etc. Molti genitori riferiscono che il proprio figlio mostra interesse agli occhiali togliendoli agli altri per provarli loro stessi: questo può essere il segno che sono in cerca di una soluzione per i loro problemi di visione!
La terapia della visione può correggere o migliorare le condizioni di funzionamento del sistema visivo, che altrimenti continuerebbero ad interferire con il corretto processo di sviluppo e di apprendimento. A volte i cambiamenti sono veloci ed appariscenti, più spesso il paziente avrà un miglioramento graduale con scatti di rapida crescita e brevi momenti di regressione, tipici di un normale processo di sviluppo. Moltissimi genitori hanno avuto risultati positivi dalla terapia della visione.

Traduzione Maria777


 

 

UNA TESTIMONIANZA TRATTA DA http://www.visiontherapystories.org/vision_autism.html

 
Troppo spesso, problemi di visione che in bambini non disabili sarebbero riscontrati precocemente, non vengono diagnosticati e trattati nei bambini con disabilità, forse perchè l'esame della vista potrebbe essere difficoltoso, o il bambino non riesce a verbalizzare il problema o i test scolastici mostrano un normalissimo 10/10. Qualunque sia la ragione, tutti i bambini in età scolare, compresi quelli con disabilità, dovrebbero avere un esame completo della vista.
 
 
Quando prendete un appuntamento per questo esame, andate direttamente da un optometrista comportamentale, non da un oculista. Sebbene molti di loro non offrono servizi per la terapia, chi ha una formazione comportamentale è in grado di diagnosticare correttamente problemi visivi e fornire dei trattamenti o delle referenze. Non crediate che il vostro bambino non possa essere valutato: un bravo professionista può dirvi un sacco sulle prestazioni visive anche di persone non verbali. Se l'optometrista vi dice che il bambino non è valutabile, trovatene uno che voglia provarci.
 
 
I test che vengono usati nelle scuole misurano solo la nitidezza e la chiarezza della vista usando un cartello immobile posto a 6 metri di distanza; purtroppo questi test non valutano la capacità dell'occhio di seguire un oggetto, di mirare, di accoppiare, la percezione della profondità o la capacità di visione percettiva; in altre parole non prendono in esame l'abilità di vedere adeguatamente a mezzo metro di distanza (cosa che influenza negativamente la scrittura, le capacità matematiche, ecc), l'efficienza visiva nel seguire un oggetto o ciò che accade alla vista quando si è in movimento (negli sport, durante l'educazione fisica, nei giochi con la palla, in bicicletta) o la capacità di valutare correttamente la distanza e la profondità (cosa che colpisce l'equilibrio, la cordinazione largo-motoria, la percezione dell'ambiente, ecc).
 

Se un bambino con autismo/disturbo generalizzato dello sviluppo non sa leggere, non coopera nell'eseguire i compiti, ha una scrittura illegibile o si comporta in classe in modo distruttivo, troppo spesso si crede che questi siano comportamenti "autistici" che devono essere modificati comportamentalmente o insegnati ripetendo e ripetendo. Quando invece le stesse caratteristiche sono presenti in bambini non-disabili, la prima cosa in assoluto che l'insegnante chiede è se il bambino ha fatto un esame completo della vista. Si è comportata allo stesso modo anche l'insegnante di prima, seconda e terza di mio figlio ed io purtroppo ho ignorato tutto questo fino alla quarta, quando nonostante leggesse e fosse disgregativo, tutte le sue maestre curriculari notarono i segni di possibili problemi visivi: evitare il contatto oculare, non guardare la lavagna, scarsa e irregolare scrittura manuale, incapacità di ascoltare e guardare simultaneamente, uso eccessivo della visione periferica, camminare con le gambe rigide e colpirsi ai lati degli occhi.
 
Siccome alcune disfunzioni sensoriali sono presenti in tutte le persone con autismo, e siccome i problemi di vista sono comuni in persone con un danno sensoriale, sarebbe necessario che i genitori dei bambini con autismo fossero molto più informati sui problemi visivi e sui possibili rimedi. I terapisti occupazionali dovrebbero essere interessati a sapere di più sullo sviluppo della visione e i miglioramenti nelle capacità motorie quando gli "occhi" sono colpevoli delle difficoltà di coordinazione "oculo-manuale".
 
 
Mio figlio Kyle, ha avuto un programma per lanciare e prendere la palla per circa 6 anni, perchè sapevamo che era importante migliorare la coordinazione e il gioco reciproco. Dopo tutto quel tempo, non era ancora capace nemmeno di prendere una palla di quelle gonfiabili grandi. Questa rimbalzava sul suo stomaco e solo dopo lui tendeva le braccia, a volte, ma era troppo tardi. Un esame della vista due anni fa ci ha invece rivelato che Kyle aveva, tra le altre cose, gravi problemi di convergenza (insufficienza di convergenza) e poteva non mettere a fuoco un oggetto che si muoveva velocemente. I suoi occhi stavano lavorando indipendentemente, invece che insieme (percezione della profondità), per cui vedeva due immagini invece di una (visione doppia). In altre parole, non vedeva mai perfettamente la palla mentre si muoveva, ma la vedeva solo quando si fermava. Una volta che la palla era ferma infatti lui voleva prenderla e tentava di farlo. Cominciammo a fare gli esercizi per gli occhi prescrittici a casa per circa 10 minuti al giorno (sembravano in verità più un gioco che un lavoro) e dopo tre settimane Kyle prendeva anche una pallina da tennis!
 
 
Oltre a rendere possibile per Kyle il vedere gli oggetti in movimento, la terapia della visione ha migliorato anche la sua lettura, aumentando la percezione della profondità e la capacità di seguire con gli occhi linee orizzontali e verticali, cosa imperativa per la matematica e per leggere la musica. Questi esercizi hanno anche dimuinuito l'uso eccessivo che Kyle faceva della visione periferica , ridotto il suo evitare il contatto oculare (e i compiti), e ha diminuito il suo colpirsi gli occhi ed altri segni fisici di affaticamento della vista.Kyle porta anche occhiali con lenti prismatiche per inclinare leggermente il suo campo visivo ascendente, cosa che lo aiuta a guardare davanti piuttosto che in basso, come tende a fare.
 
 
La cosa brutta è che sono stati persi i primi anni di Kyle perchè genitori, educatori e pediatri in egual misura ignoravano i limiti della sua vista. accettavamo, o anche ignoravamo, molte sue differenze comportamentali in quanto si ritiene che queste caratteristiche siano tipicamente associate all'autismo. La cosa bella invece è che molti dei suoi problemi di visione sono corregibili con metodi che sono utilizzati da oltre 40 anni in optometria. Si parla di terapia della visione infatti già in enciclopedie scritte nel 1960. Sfortunatamente sembra quasi completamente ignorata da chi cerca risposte per l'autismo. essa non cura l'autismo, ma può significativamente migliorare le prestazioni accademiche, il benessere personale, la sicurezza e la partecipazione in attività maggiormente appropriate all'età. In altre parole, maccresce la qualità della vita di una persona.
 
 
E' utile una parola di prudenza: se vi viene detto che vostro figlio ha bisogno di una operazione per correggere i suoi problemi di visione, DOVETE ascoltare un secondo (o anche un terzo) parere. Un mio amico ha un figlio non-disabile che aveva un occhio pigro sin da piccolo. Dopo un certo numero di anni, tre differenti oculisti gli dissero che era necessaria un'operazione per correggerlo. In quarta elementarenon riusciva a leggere bene e aveva difficoltà nei lavori da vicino, cosa che lo costrinse a portarlo da un altro medico, ma questa volta da un optometrista. Questo gli disse "NON FARE NESSUNA OPERAZIONE!. L'operazione proposta infatti corregge problemi muscolari, ma non è questo un caso di problemi muscolari, bensì è un problema del cervello. E' corregibile con esercizi agli occhi che suo figlio può fare a casa". Lo mandò quindi da un'optometrista comportamentale per la terapia. quattro mesi di esercizi corressero i problemi di visione di suo figlio. Lettura, matematica e sport sono ora molto più facili e divertenti. Il bambino molto più felice ha detto dopo un mese di terapia a sua madre " Hey, Mamma, le parole non saltano più sul foglio ora!". E' interessante sapere che il mio amico aveva precedentemente chiesto a suo figlio se vedeva le parole muoversi e lui aveva risposto di no. Non sapeva infatti che ciò che lui vedeva era diverso da quello che vedevano tutti gli altri e riteneva normali quei movimenti che vedeva.
 
 
Sapete qual'è la differenza tra un optometrista ed un oculista? Sono tutti e due "veri" medici per gli occhi. La loro differente educazione consiste nel fatto che gli oculisti hanno una formazione chirurgica, mentre gli optometristi dono abilitati a diagnosticare le varie condizioni che richiedono interventi chirurgici, ma non possono operare.Alcuni optometristi hanno competenze aggiuntive e certificazioni in optometria dello sviluppo e prescrivono e/o supervisionano programmi di terapia, generalmente portati poi avanti da un terapista. Generalmente le compagnie assicurative coprono le visite mediche, occhiali ed interventi chirurgici, ma non sempre la terapia visiva, per cui vi sorprende che gli oculisti (chirurghi) non siano interessati a prescrivere o imparare di più su questo approccio?
 

Mio figlio ha undici anni e diverse domande continuano a tormentarmi:quante delle sue caratteristiche comportamentali elencate come criteri diagnostici per l'autismo sono sintomi di disfunzioni della vista? Disfunzioni dell'idito? Disfunzioni tattili o vestibolari? Se mio figlio avesse visto, sentito e avesse avuto il tatto come fa un bambino normale quando è piccolo, avrebbe quelle caratteristiche che lo fanno definire autistico? quanto avrebbe imparato di più Kyle in quegli anni formativi se foissero stati affrontati prima i suoi problemi sensoriali?

Se potessi tornare indietro, farei tutte le terapie sensoriali PRIMA e POI quelle comportamentali e gli interventi. Ho fatto purtroppo il contrario, non solo perdendo quegli anni preziosi, ma anche non permettendogli di avvantaggiarsi in pieno delle sue terapie comportamentali e delle istruzioni educative. Ha trascorso la sua vita provando a convivere con questi problemi e cercando di diminuire il disagio proveniente dai rumori e dal tatto. Ha lavorato diligentemente per dare un senso a ciò che vedeva che non era reale, a ciò che non vedeva che gli altri favevano e provava anche a bloccare la visione in modo da sentirci meglio. Nel frattempo chi ha un sistema sensoriale integro dice che lui è in un modo tutto suo e in realtà lo è. Solo LUI può vedere, sentire, toccare il suo mondo come lui fa, ma lui non chiede che sia così"