Sono un genitore di un bambino autistico. Troppo spesso problemi visuali che in bambini normali sarebbero diagnosticati precocemente sono o non diagnosticati affatto o non curati,nei bambini con disabilità, forse perchè l'esame della visione sarebbe difficile,o i bambini non sono capaci di descrivere i loro problemi o i test scolastici mostrano una visione di 10/10. Comunque tutti i bambini in età scolare,inclusi quelli con inabilità, dovrebbero avere un esame completo della visione. Il test fatto a scuola misura soltanto la chiarezza e la nitidità dell'immagine usando una scala fissa.questi test non misurano la capacità di seguire un oggetto in movimento, di prendere la mira,di utilizzare contemporaneamente tutti e due gli occhi, di misurare la profondità. In altre parole,non misurano l'abilità di vedere adeguatamente a 30 cm, (leggere, scrivere) o nel seguire un oggetto in movimento (praticare tutti gli sport, i giochi con la palla, guidare una bicicletta) o l'abilità a misurare accuratamente la distanza e la profondità(equilibrio,percezione dell'ambiente ecc) se un bambino con autismo non sa leggere, non è cooperativo, ha una brutta scrittura o comportamenti distruttivi in classe, molto spesso noi crediamo che questi siano comportamenti autistici, mentre se le stesse caratteristiche sono presenti in un bambino normale,noi ci chiediamo immediatamente se ha problemi di visione. Il maestro di mio figlio ha ignorato questi problemi fino alla 4°, finchè il maestro di sostegno notò qualche segno di problema di visione: l'evitare il contatto oculare. Evitare di guardare la lavagna, brutta scrittura, incapacità di guardare e ascoltare contemporaneamente ecc. poichè alcune disfunzioni sensoriali sono presenti in tutti gli individui con autismo e poichè problemi di visione sono frequenti in individui con problemi sensoriali,sarebbe utilòe ai genitori dei bambini con autismo avere più conoscenze sui danneggiamenti della visione e sui possibili rimedi. Mio figlio, sebbene si fosse esercitato molto in sei anni di intervento educativo,a lanciare e riprendere la palla, non riusciva ancora aprenderla al volo.si limitava a raccoglierla una volta caduta, poi la rilanciava.due anni fa, un esame della visione ha rilevato che lui aveva, tra le altre cose, significanti problemi di convergenza e non poteva mettere a fuoco un oggetto che si muoveva velocemente. I suoi occhi lavoravano indipendentemente,cosicchè lui vedeva due immagini invece che una sola.quindi riusciva a vedere la palla solo una volta ferma. In seguito abbiamo iniziatogli esercizi visivi a casa, per circa 10 minuti al giorno,ed erà qualcosa più simile a un gioco che a un lavoro. Dopo 3 settimana, lui riusciva a afferrare una palla da tennis!!inoltre, la terapia della visione ha aumentato le sue capacità di lettura, la sua oercezione della profonditàe il riuscire aseguire linee orizzontali e verticali (necassario per la matematica e la lettura della musica). Inoltre ha diminuito il suo iper-uso della visione periferica, il suo evitare lo sguardo,e altri segni di problemi visivi. la cosa negativa è che molti anni preziosi sono stati sprecati (per esempio, non hsa mai potuto partecipare agli sport con la palla) perchè genitori, educatori e pediatri da soli non hanno potuto capirei limiti della sua visione.noi accettavamo, e spesso ignoravamo, molti dei suoi comportamenti diversi perchè erano tipici dell'autismo. La cosa positiva è che molti dei problemi di visione sono correggibili con metodiche che sono state usate da oltre 40 anni nel campo dell'optometria. Purtroppo però la terapia della visione sembra abbastanza sconosciuta aquelli che si occupano di autismo.la terapia della visione non cura l'autismo, ma può aumentare notevolmente le performance accademiche. Il comfort personale e la partecipazione alle attività tipiche dell'età, cioè migliora la qualità della vita. Quando prendete un appuntamento per un esame della visione, andate direttamente da un optomatrista comportamentale, non da un oculista. Non tutti gli optometristi offrono questi servizi, ma molti che hanno esperienza possono diagnosticare dei problemi di visione da correggere e dare suggerimenti per la terapia. non date per scontato che il vostro bambino non possa essere esaminato, un buon medico può dirvi molto sulle performance visive anche di una persona non verbale. Se l'optometrista vi dice che il vostro bambino non si può esaminare,cercatene uno che voglia provarci. la differenza tra optometristi e oculisti? Tutti e due sono medici degli occhi, ma gli oculisti sono anche chirurghi, mentre gli optometristipossono diagnosticare condizioni che richiedono operazioni, ma non possono operare.alcuni optometristi hanno una preparazione aggiuntiva e un certificato di optometria comportamentaleper cui prescrivono e/o attuano programmi di terapia della visione (generalm.eseguita da terapisti) mentre molte assicurazioni coprono visite mediche, occhiali e operazioni,molto spesso queste non coprono la terapia.c'è da meravigliarsi se generalmente gli oculisti non sono interessati a imparare sulla terapia della visione? mio figlio ha 11 anni e molte domande continuano a tormentarmi.Quanti dei suoi comportamenti elencati come criteri diagnistici per l'autismo/pdd sono sintomi di gravi disfunzioni visive o uditive o vestibolari e tattili? Se mio figlio avesse potuto vedere, sentire e annusare come un qualunque altro bambino, avrebbe avuto quelle caratteristiche che lo etichettano come autistico? Quanto di più lui avrebbe imparato in quegli anni di formazione se noi avessimo affrontato per prima cosa i suoi problemi sensoriali?

Se potessi far tornare indietro l'orologio, io farei PRIMA tutte le terapie sensoriali e DOPO terapie comportamentali e altri interventi. Invece io l'ho fatto per ultimo, non solo sprecando anni critici per lo sviluppo,ma anche non permettendo a mio figlio di ricevere il massimo beneficio dalle terapie aba ed educative. Lui ha trascorso la sua vita cercando di far fronte e diminuire il suo disagio coi suoni e il tatto. Ha lavorato diligentemente per dare un senso a quello che vede, e che non è invece reale,e a quello che lui non vede e gli altri invece vedono; cercando di "escludere" la vista per poterci acsoltare meglio.E tutto questo mentre noi,col nostro sistema sensoriale intatto, diciamo che lui è in un mondo tutto suo. E lo è, letteralmente. Solo LUI può vedere, sentire, ascoltare e percepire il suo mondo nel "suo" modo... ma lui non ha chiesto di "essere così".