"Fermare le crisi epilettiche usando omega-3, vitamina E, dieta, e altro"
Health Sentinel, 20 Ottobre 2005
di Roman Bystrianyk,

Un genitore aveva portato suo figlio da un neurologo, preoccupato per una possibile epilessia. Dopo un EEG fatto di notte, un test in cui gli elettrodi vengono posti sulla testa per misurare l'attività elettrica prodotta dal cervello, il neurologo stabilì che c'erano alcune irregolarità e che le crisi epilettiche sarebbero state possibili in futuro. Il genitore pose qualche domanda, chiedendo anche se c'era qualcosa che avrebbe potuto fare con la dieta per prevenire questa possibilità. Il neurologo rispose che a parte la dieta ketogenica, che può essere considerata solo in casi estremi, non c'era altro da fare.
Decisi di vedere che informazioni potevo trovare su crisi ed epilessia.
Secondo il sito epilepsy.com:
"C'è un buon equilibrio nel cervello tra fattori che iniziano l'attività elettrica e fattori che la limitano, e ci sono anche sistemi che limitano il diffonddersi di tale attività. Durante una crisi epilettica, questi limiti vengono superati, e può avvenire un anomalo scaricamento elettrico che puo' propagarsi immediatamente a tutto il gruppo di cellule vicine. Questo collegamento di scarico elettrico puo' creare una "tempesta" di attivita' elettrica nel cervello. Questa e' una crisi epilettica. Viene detto che c'à epilessia quando una persona ha avuto almeno due di queste crisi"
Si scrive in questo sito che molto spesso le cause di cio' sono sconosciute:
"Le ragioni per cui inizia l'epilessia sono differenti per persone di diversa età. Ma quello che e' certo per ogni etèà è che le cause sono sconosciute per almeno la metà di coloro che soffrono di epilessia. I bambini possono essere nati con un difetto nella struttura del loro cervello, o possono soffrire di lesionii cerebrali o infezioni che causano la loro epilessia. Una grave lesione cerebrale è comunque la causa principale negli adolescenti. Per l'età media, invece,sono causa frequente ictus, tumori e lesioni. Nelle persone sopra i 65 anni la causa più comune è l'ictus, seguito da condizioni degenerative come il morbo di Alzhaimer."
Sempre secondo il sito, oltre la dieta ketogenica non c'erano cose che si potrebbero fare per prevenire le crisi. Decisi allora di fare un salto alla più vicina libreria medica e incominciare le mie ricerche personali. Trascorsi poche ore la prima sera cercando e vagliando tra gli studi pubblicati su diverse riviste mediche. Continuai a fare questo per un certo numero di settimane e accumulai un gran numero di studi che mi fornirono informazioni sorprendenti.

ACIDI GRASSI OMEGA-3
Uno dei primi studi che scoprii fu quello pubblicato sul giornale Epilepsia.
Gli autori dello studio descrivono che gli acidi grassi omega-3 (o n-3 PUFAs) sono essenziali per il normale sviluppo del cervello e che la loro mancanza può "contribuire all'emergere di disfunzioni neurologiche". Riguardo all'epilessia, "recenti studi su cavie animali hanno dimostrato che l'n-3 PUFAs può alzare la soglia delle crisi epilettiche." Basandosi su queste conoscenze l'autore dello studio fece una prescrizione di una composizione al 65% di n-3 PUFAs (46% DHA, 18% EPA, 1% alpha-linolenic acid) pliù 100 IU di vitamina E a 5 pazienti con gravi crisi epilettiche. La composizione (circa 5 grammi) doveva essere mangiata a colazione dai cinque pazienti per 6 mesi. Sebbene questo fosse un piccolo studio, i risultati erano senz'altro sensazionali. La frequenza del grand mal (il grand mal e' caratterizzato da immediata perdita di coscienza seguita da violente convulsioni a tutto il corpo che durano diversi minuti) prima della dieta a base di omega-3 e dopo questa sono i seguenti:

Patient 1 - Grand mal seizures da 2-3 a settimana a 0
Patient 2 - Grand mal seizures da 6-8 a settimana a 0.
Patient 3 - Grand mal seizures da 1-2 a settimana a 1 al mese
Patient 4 - Grand mal seizures da 1-2 a settimana a 0.
Patient 5 - Grand mal seizures da 14 a settimana a 3 a settimana.

Gli autori concludono nel loro studio che, "Tutti e 5 i pazienti epilettici hanno mostrato un sostanziale miglioramento e un'attenuazione nella frequenza e forza sia del GM [Grand mal] che PM [Petit mal]. in nessuno di loro sono stati notati effetti avversi. Il nostro studio dimostra che l' n-3 PUFAs [omega-3 polyunsaturated fatty acids] puo' alleviare i sintomi dell'epilessia umanaca."

In un altro giornale, Seizure, Due autori discutevano l'epilessia e l'improvvisa morte inaspettata nell'epilessia o SUDEP che toglie la vita a circa 500 persone ogni anno in UK. Sebbene studi epidemiologici indicano che il 70% - 80% di persone che sviluppano l'epilessia alla fine la perdono, ci sono coloro che invece continuano ad avere crisi.
Gli autori sottolineano l'importanza per la salute del cervello degli acidi grassi omega-3, che si trovano in gran quantita' nel pesce come eicosapentaeonic acid (EPA)e docosahexaenoic acid (DHA).
"La nutrzione e' probabilmente uno dei fattori che contribuisce alle crisi epilettiche e in particolare la deficienza di acidi grassi omega-3 puo' essere un fattore molto importante. Studi nutrizionale suggeriscono che la dieta occidentale e' povera di acidi grassi omega-3 che sono invece elementi essenziali. Per questo è facile che le persone epilettiche in UK siano deficienti di acidi grassi omega-3. Questi hanno anche un ruolo importante nel determinare la struttura e le proprietà funzionali delle membrane neuronali, influendo sulle funzioni di tali membrane come il segnale elettrico, la sensibilità dei recettori e il rilascio dei neurotrasmettitori."

 VITAMINA E
La vitamina E (o alfa- tocoferolo) previene gli effetti dannosi dell'ossidazione nei tessuti del cervello. Gli spazzini di radicali liberi, come la vitamina E, sono coinvolti in prolungate attività epilettiche. La vitamina E è un nutriente naturale che lavora per stabilizzare le membrane delle cellule e non ha effetti tossici conosciuti. Studi sugli animali, pubblicati negli Annali di Medicina Interna (3), hanno trovato che i topi e i gatti che erano stati esposti ad ossigeno al 100%, ebbero delle convulsioni. Comunque, gli autori scoprirono che potevano evitare gli attacchi se prima dell'esperimento gli somministravano vit. E." Le convulsioni avvenivano nel 100% dei topi con carenza di vit. E e nel 50% di quelli nutriti con una dieta normale, ma in nessuno dei ratti che era stato nutrito con una dieta contenente supplementi di alfa-tocoferolo."
Nel giornale "Epilessia"(4), gli autori di uno studio esaminarono gli effetti della supplementazione di vit.E su 24 pazienti. Lo studio era attuato con controllo a doppio cieco e placebo usando 400 unità internazionali di vitamina E per 3 mesi. Alla fine dei 3 mesi i medici riscontrarono una drammatica diminuzione dell'attività epilettica nei pazienti che prendevano la vit. E
" Dei 12 soggetti che ricevevano la sostanza attiva [ vitamina E], 10 furono considerati responders( più del 60% di riduzione della frequenza delle crisi), 6 ebbero una riduzione del 90- 100%, e 4 una del 60- 90 %. Due furono considerati gli insuccessi ( con meno del 60% di riduzione della frequenza delle crisi). I due insuccessi furono identificati clinicamente come soggetti non responder durante il periodo di prova e così fu confermato dai tentativi con la vit.E".
Non solo ci fu una drammatica diminuzione della frequenza degli attacchi epilettici, ma ci furono perfino miglioramenti negli EEG di alcuni pazienti. I risultati degli EEG, comunque, migliorarono in più del 50% (4 pazienti su 7) dei responders ai quali erano stati fatti EEG prima e dopo la prova di somministrazione di vit.E."
Dopo i tre mesi,ai 12 pazienti che avevano ricevuto il placebo fu somministrata vit. E. Anche quei 12 pazienti, mostrarono drammatici miglioramenti che consistevano in "una riduzione della frequenza nelle crisi tra il 70 e il 100%." Inoltre quei pazienti che continuarono la vit. E dopo i primi tre mesi, continuarono ad avere miglioramenti. "I sei soggetti che hanno continuato la vit. E dopo i benefici nella prima fase dello studio,hanno mostrato un miglioramento continuativo."
Questo studio seguì uno studio più vecchio pubblicato nel Giornale Canadese di Scienze Neurologiche (5), dove gli autori avevano esaminato 100 bambini che soffrivano di attacchi di grande male e 100 bambini sani. Gli autori avevano riscontrato che quelli con le crisi avevano un livello sanguigno molto più basso di vit. E (632µg/dl [microgrammi per decilitro]) rispetto a quelli che non avevano convulsioni (822µg/dl). L'autore concluse che, supplementi di α-tocoferolo potrebbero migliorare il controllo delle crisi in questi pazienti."

 VITAMINA B1
La tiamina, anche conosciuta come vitamina B1, è essenziale per il funzionamento del cuore, dei muscoli e del sistema nervoso. Una carenza di tiamina può provocare debolezza, fatica, psicosi e danni ai nervi. Non si conosce alcun effetto tossico associato all'uso di tiamina e gli studi hanno trovato una relazione tra l'epilessia e la carenza di tiamina.
A livello di neurotrasmettitori, la carenza di tiamina può essere accompagnata ad una diminuzione di concentrazione di acido gamma aminobutirico o GABA. GABA è un neurotrasmettitore non eccitante, ma calmante per il cervello. Bassi livelli di GABA sono anche associati all'epilessia o ai disordini convulsivi .
Studi su soggetti anziani hanno mostrato che il 10% sono carenti di tiamina, e perfino una percentuale maggiore del 23% dei residenti delle case di riposo ne era anche carente. Questo indica la relativamente alta percentuale di carenza di tiamina riscontrata specialmente nei più anziani. La carenza di tiamina compare nel 25- 30% dei pazienti epilettici.
Uno studio pubblicato nel Giornale Europeo di Neurologia(6) ,si esaminarono 50 pazienti che erano stati diagnosticati con una carenza di vit. B1. Tra i 50 pazienti, su 16 di loro che avevano avuto crisi epilettiche,11 avevano una grave carenza di vitamina B1. Questi pazienti furono forniti di supplementi di vit.B1:in 10 dei pazienti le crisi epilettiche furono completamente abolite. Gli autori conclusero che,"nei pazienti con epilessia a esordio tardivo, la carenza di tiamina può esserre considerata come una delle molte cause possibili e che le indagini per ricercare la carenza di tiamina non dovrebbero essere trascurate poiché potrebbero indirizzare verso un trattamento più efficace."
Un altro studio pubblicato nell' Epilepsy Research (7) coinvolse 72 pazienti epilettici adulti che ricevevano un supplemento di 50 mg. di tiamina e 5 mg di acido folico. Il sesto mese, lo studio effettuato con controllo a doppio cieco e placebo, si misurarono i miglioramenti nel QI verbale e non verbale. Alla fine gli autori rilevarono migliori punteggi dei QI verbali e non verbali così come nelle altre funzioni neuropsicologiche. Gli autori conclusero che "la ricerca di deficienza di tiamina non dovrebbe essere trascurata negli epilettici cronici; empiricamente, se la valutazione della tiamina non è disponibile, noi consigliamo di supplementare i pazienti epiletti cronici con 50mg di tiamina al giorno per 1- 3 mesi per prevenire il danno organico cerebrale."

 VITAMINA B6
La vitamina B6, nota come pyroxidina, è necessaria per il metabolismo delle proteine, metabolismo cellulare dei globuli rossi e corretto funzionamento del sistema nervoso e immunitario. La vitamina B6 è coinvolta anche nella formazione del GABA, di cui abbiamo parlato prima e che è il maggiore inibitore di neurotrasmettitori cerebrali. Sbilanciamenti nella produzione del GABA possono portare a crisi. La deficienza di vitamina B6 può portare a infiammazione dei nervi, dermatiti, anemia e convulsioni nei bambini.
Un articolo nell'Epilepsy Reasearch discute il caso di un bimbo di 8 anni che ha sviluppato crisi. Sono stati provati una varietà di prodotti antiepilettici, come diazepam e phenorbiltal, che non hanno bloccato le crisi. Una iniezione di 80 mg di vitamina B6 bloccò le crisi immediatamente. Nelle settimane successive il bimbo prese 40 mg di vitamin B6 giornalmente e I seguenti EEG furono normali, senza osservazioni di crisi.
Analisi mostrarono che i livelli di GABA del bimbo erano solo 13 pmol/ml (picomoles per milliliter) prima della B6 e dopo aumentarono fino a 124 pmol/ml after vitamin B6 treatment. I bimbi senza crisi epilettiche hanno livelli di GABA a 174 pmol/ml.
Nel Journal Pediatrics sono discussi molti casi di bimbi con crisi. Il primo caso è di una bimba di 4 anni che aveva crisi sin dai due mesi di vita. A dispetto di farmaci anticrisi aveva ancora crisi giornaliere. Ricevette 50 mg di vitamin B6 due volte al giorno e in 24 ore le sue crisi finirono. Dopo un mese il suo tutore smise il trattamento di sua iniziativa e le crisi ripresero in due giorni. Dopo la ripresa di B6 ritornò libera dalle crisi.
Il secondo caso era di un bambino normale fino ai 19 mesi, momento dal quale iniziò ad avere crisi, a dispetto dei farmaci antiepilettci, per un rapporto da 2 a 6 al giorno. Gli furono somministrate 100 mg di vitamin B6 intravena seguiti da 100 mg di vitamin B6 oralmente e le crisi finirono. La piroxidina fu interrota: 1 settimana dopo le crisi ripresero. L' EEG mostrava picchi centrali e profile ondulati lenti. Pyridoxine fu rusommnistrata: il segunte EEG fu normale.
Nonostante il ragazzo fu libero da crisi per 3 mesi, i genitori interruppero il trattamento, ipotizzandolo pericoloso ed entro 3 giorni iniziò ad avere da 5 a 10 crisi al giorno. Rimessa la B6 e le crisi finirono completamente.
Un terzo caso di bimbo di mese mostrò risultati simili. Gli furono dati 100 mg di B6 e le crisi finirono in meno di 5 minuti. Due anni dopo ella non aveva più crisi e sta ricevendo 50 mg di B6 due volte al giorno.
Gli autori concludono che le raccomandazioni di trattamenti di pyroxidina possono essere estesi per bambini con crisi di ogni età che sono poco rispondenti ai trattamenti medici. I limiti superiori di età di somministrazioni di pyroxidina - rapporto crisi non è conosciuta e non vi sono studi in merito.

 SELENIO
Il selenio è un componente strutturale ed un cofattore dell'antiossidante glutathione peroxidase. Glutathione peroxidase è una parte dei meccanismi di difesa del corpo contro l'ossidazione.
Se vi è mancanza di selenio, questo può portare a bassi livelli di glutatione , che può causare una più alta suscettibilità di grassi delicati, che sono parte di membrane delle celle che possono causare danno alle celle cerebrali e alle membrane. La mancanza di protezione contro lo stress ossidativi dovuto a mancanza di selenio aumenta lo stress ossidativi su importanti "eliminazioni dei neuroni del cervello".
Uno studio sul Journal Neuropediatrics discusse I casi di 2 bimbi con importanti crisi.IL primo soffriva di crisi dall'età di 4 giorni fino al ricovero a 5 mesi e mezzo. Il secondo aveva crisi dagli 11 mesi fino alla visita in ospedale di 3 anni e 9 mesi.
Il primo paziente mostrava anormali profili di EEG con "large slow activities mixed with smaller amplitude polyspikes and marked asymmetry." Il bimbo iniziò con selenio via orale ed entro le due settimane il numero di crisi si ridusse del 75% mentre la durata delle stesse diminuì da 30 a 5 minuti. The focal sharp waves and spike-wave activity sul tracciato EEG sparirono. Gli autori notano che le condizioni del paziente possono essere state aggravate dal basso contenuto di selenio of the infant formula che stava usando.
Il secondo paziente aveva ricorrenti crisi che diventavano incontrollabili nonostante benzodiazepine drips o alte dosi di dexamethasone. Iniziò con supplementi orali di selenium rich lactobacillus (un probiotico batterico) noto come "Se-Lb". Dopo due settimane di questo supplemento I suoi lvelli di glutathione diventarono vicini alla norma e I "petir mal status" e le crisi micoloniche con "spike wave activity" nelle EEG si fermarono.
Dopo che il trattamento di selenio fu interrotto I suoi livelli di glutahione diminuirono e le crisi epilettiche ricominciarono. I trattamenti di selenio furono ricominciati con che portano come risultato ad un "marcato miglioramento clinico con completa cessazione di crisi micologiche e petit mal".
Gli autori concludono dicendo che "noi pensiamo che i bambini con epilessia che sviluppano intrattabili crisi possono essere esaminati per possibili deficienze di selenio come un trigger di Danni della membrana neurale e instabilità. Errori nella somministrazione di selenio o di metabolismo possono essere presenti nella patogenesi di intrattabili epilessie, "Alpes Diseases" (una progressiva degenerazione del sistema nervoso centrale che può capitare a infanti o bambini) o progressive degenerazioni neurali dell'infanzia.

 CARNOSINA
La carnosina(β-alanyl-L-istidina9 è un dipeptide, la combinazione di due aminoacidi, alanina e istidina. La Carnosina è un antiossidante che stabilizza la membrana cellulare proteggendola dai danni causati dai radicali liberi e si trova in gran quantità nei muscoli e nel cevello di mammiferi. La carnosina sembra aiutare a regolare i livelli zinco e rame nelle cellule neuronali , nelle zone dei recettori del GABA , aiutando gli effetti del GABA nell'inibire l'epilessia. La Carnosina sembra essere non tossica e sperimentazioni in cui è stata utilizzata hanno dimostrato che on ha effetti collaterali.
Uno studio della rivista Neuroscienze(11), ha esaminato gli effetti della carnosina sulle crisi nei ratti. In questo studio gli autori hanno visto che la Carnosina diminuisce la durata delle crisi così come ha migliorato la quantità di tempo tra una crisi e l'altra. " la Carnosina può facilmente penetrare nella BBB( barriera sangue-cervello) e ha diversi effetti. Per questo è probabile che la carnosian possa diventare una nuovo farmaco anticonvulsivo da utilizzare in futuro nelle terapie per l'epilessia parziale e complessa (piccolo e grande male).
Ricerche fatte in passato hanno mostrato esserci un'associazione tra EEG (elettroencefalogramma) e autismo. Un bambino su tre con autismo soffre di almeno una o più crisi durante l'adolescenza. Uno studio in doppio-cieco , con somministrazione di placebo, fatto sotto il controllo della rivista scientifica "Child Neurology" (12), ha esaminato gli effetti della suoplementazione della L-carnosina in bambini con autismo. Sono stati studiati 31 bambini che rientrano nello spettr artistico per più di 8 settimane utilizzando 800mg al giorno di L-carnosina.
Gli autori dello studio hanno visto che " i risulatati di questo studio fanno pensare che la supplementazione con carnosina può migliorare in maniera significativa il linguaggio recettivo, la socializzazione e il comportamento in bambini che rientrano nello spettro artistico. Inoltre, "se effettivamente, la carnosina agisce intaccando la biodisponibilità del GABA, probabilmente modifica la funzione del GABA nell'inizio delle crisi".

DIETA
Nel corso di uno studio precedente che ha analizzato gli effetti di una dieta "oligoantigenica" per il trattamento dell'emicrania e dei comportamenti iperattivi nei babini, gli autori dello studio hanno notato che quei bambini che presentavano crisi epilettiche, spesso hanno visto le loro crisi scomparire durante il suddetto studio. La dieta "oligoantigenica"è una dieta con pochi cibi, fatta nell'intento di eliminare i cibi che possono causare reazioni di questo tipo. Uno studio fatto sotto l'osservazione della rivista "Pediatrics" (13), ha esaminato il ruolo della dieta in 63 bambini epilettici.
Tutti i bambini sono stati messi a rigorosamente a dieta per 4 settimane. I cibi esclusi sono stati reintrodotti uno alla volta al ritmo di uno per settimana. Se i sintomi che nel periodo di dieta rigida si ripresentavano , il cibo veniva escluso, altrimenti veniva reintrodotto nella dieta.
Sebbene nessuno dei 18 bambini con diagnosi di sola epilessia sia migliorato, 40 dei 45 bambini con epilessia ed emicrania sono migliorati in uno o più sintomi. Tutti i bambini, eccetto uno, si sono dimostrati reattivi (in maniera negativa) a almeno due cibi. " in un periodo che va dalle 7 settimane ai 3 anni di dieta, 25 di questi bambini hanno raggiunto un completo controllo delle crisi, altri 4 hanno mostrato crisi solo in concomitanza di episodi infettivi delle alte vie respiratorie, e 7 hanno diminuito della metà le crisi rispetto al passato; in tutti questi bambini altri sintomi sono migliorati. In altri 4 bambini, sono migliorati i sintomi ma non le crisi." .Quindi " in 19 dei 25 bambini nei quali le crisi si sono arrestate, hanno smesso di utilizzare farmaci anticonvulsivi, e 5 di questi ancora non li stanno utilizzando".
Un gran numero di cibi causa reazioni avverse . I cibi che favoriscono l'insorgere delle crisi e dei sintomi sono: latte di mucca (crisi:37%, altri sintomi:63%), formaggio di mucca (crisi: 36%, altri sintomi:55%), agrumi (crisi:29%, altri sintomi:50%), frumento (crisi:29%, altri sintomi:49%), additivi: (crisi:25%, altri sintomi: 58%).
In 16 pazienti è stato ripetuto l'EEG un mese dopo l'inizio dello studio. " Non ci sono stati cambiamenti in 5 su 6 bambini che in passato avevano avuto scariche multifocali, mentre i un bambino si è avuta la normalizzazione dell'EEG. L'EEG è migliorato in maniera marcata in 6 bambini che avevano mostrato precedentemente nell'EEG un'attività epilettica unilaterale. L'EEG di uno dei due bambini con lievi anormalità è ritornato normale.

NUTRASWEET - ASPARTAME
Il dolcificante artificiale Aspartame o Nutrasweet è stato introdotto nel mercato nel 1983 e da allora è stato inserito come ingrediente praticamente dappertutto. Sebbene alcuni studi abbiano dimostrato che l'aspartame è sicuro, sono state riportate numerose reazioni avverse. Sulla base di una ricerca che risale al 1984, il 3% (o 30%??? CONTROLLATEMI! )di reazioni avverse si trasformano in sintomi comportamentali, neurologici, e particolarmente si parla di emicrania.
Uno studio della rivista "Biological Phsichiatry(14) ha esaminato l'effetto dell'Aspartame in 40 pazienti con depressione unipolare e in 40 pazienti che in passato non hanno avuto alcun episodio di tipo psichiatrico. Lo studio è stato fatto in doppio-cieco con somministrazione di placebo. I pazienti hanno ricevuto entrambi, sia placebo che aspartame in capsule, per un equivalente di 10-12 confezioni di diet-soda.
Lo studio era stato interrotto dall'"Institutional Review Board (IR per la gravità delle reazioni riscontrate nei pazienti con un passato di depressione. Durante lo studio 3 di questi avevano riportato di essere caduti in uno stato "avvelenamento". Uno dei tre che utilizzò il termine "avvelenam,ento" ebbe "una emorragia congiuntivele per la prima volta nella sua vita durante la settimana in cui assunse aspartame. Questo episodio costrinse il direttore del IRB ad interrompere lo studio".
Alcuni dei sintomi più gravi notati durante lo studio sono stati: emicrania (placebo 63%, aspartame 88%9, nervosismo (placebo 25%, aspartame63%), memoria confusa (placebo: 0%, aspartame 63%), nausea (placebo: 25%, aspartame 100%), depressione (placebo: 38%, aspartame 75%), insonnia (placebo: 38%, aspartame 50%), febbre (placebo 0%, aspartame 25%).
Gli autori dello studio hanno concluso che" un significativo campione di reazioni all'aspartame sono comparsi in pazienti con una storia di depressione maggiore. Sembra che individui con disturbi dell'umore siano particolarmente sensibili a questo dolcificante artificiale: l'assunzione di aspartame in questi individui è sconsigliata".
Uno studio di "Environmental Healyh Perspectives"(15) ha inoltre esaminato gli effetti dell'aspartame sul cervello. Gli autori hanno potuto notare che " dosi di aspartame che sono vicine a quelle abitualmente consumate da alcune persone possono intaccare la composizione chimica del cervello, e possono determinare una serie di effetti collaterali sul CNS (sistema nervoso centrale), tra questi l'emicrania, risposte comportamentali inappropriate, e crisi epilettiche".
Gli autori hanno effettuato lo studio sui ratti per determinare gli effetti che può avere l'aspartame sul cervello umano. Gli animali sono stati pretrattati con dosi diverse di aspartame 1 ora prima di esporli ad un trattamento che induce le crisi. Con 1000mg per Kg di aspartame il 78& degli animali hanno avuto crisi, con 2000 mg per Kg il 100% degli animali ha avuto crisi epilettiche. Solo il 50% degli animali che erano stati protrattati solo con acqua hanno avuto crisi.
Gli autori dello studio hanno concluso che" è possibile che dosi di aspartame tali da provocare un aumento nel cervello di phenilalanina, possano aumentare la frequenza delle crisi in persone particolarmente sensibili, o possano facilitare il verificarsi di crisi in persone vulnerabili, ma che in passato non abbiano mai sofferto di episodi epilettici".

I PESTICIDI
I pesticidi comprendono diversi agenti ideati per tenere sotto controllo un gran numero di insetti. Un resoconto del 1997 dell'EPA (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente) calcola in 975 libbre l'impiego annuale di pesticidi. Poichè l'assorbimento in rapporto al peso corporeo risulta essere più alto nei bambini piuttosto che negli adulti, l'esposizione a piccole quantità di pesticidi considerata sicura per gli adulti, risulta invece pericolosa per i bambini.
Uno studio nelle Cliniche Pediatriche del Nord America (16), tratta degli effetti dei vari pesticidi sui bambini. Gli insetticidi che inibiscono il Cholinesterase sono i pesticidi più comunemente in uso. I sintomi e i segni di tossicità per il SNC (Sistema Nervoso Centrale) includono: emicrania, nausea, vomito, vertigini, insufficienza respiratoria, cambiamenti nello stato mentale, coma, crisi epilettiche. Numerosi studi hanno dimostrato l'evidenza del fatto che i bambini manifestano sintomi diversi rispetto agli adulti. In questi studi i bambini presentano con più probabilità cambiamenti dello stato mentale, incluso il coma. Presentano , inizialmente, con più probabilità episodi di crisi epilettiche.
Gli Organofosfati (Fosfati organici?) producono tossicità attraverso l'inibizione dell'enzima Cholinesterase. Il risultato è un accumulo del neurotrasmettitore acetylcholina. Questo determina una distruzione prolungata nel tempo dei neuroni cerebrali. C'è un'ampia gamma di tossicità negli Organofosfati e i più tossici vengono assorbiti dalla pelle.
Gli Organofosfati sono stati considerati per anni, associati ad impercettibili effetti neurologici a lungo termine, anche anni dopo l'avvenuta esposizione acuta o sub-acuta ai loro agenti. Resoconti di casi singoli documentano di pazienti con provate emicranie, visione offuscata, memoria offuscata, depressione, irritabilità, problemi di concentrazione.
La storia di un bambino riportata sul giornale "Pediatric Emergency Care" (17) riferisce degli Organofosfati."L'intossicazione da Organofosfati continua ad essere una eventualità abbastanza comune, specialmente nelle aree rurali degli U:S.A. Gli insetticidi rientrano in 4 classi: Organofosfati, Carbamati, Organochlorine, Pyretroyds. Tutti possono provocare crisi epilettiche tranne il Carbamate, che ha scarsa penetrazione nel SNC:
Cibi cresciuti biologicamente(organicamente?) riducono la quantità di pesticidi nel cibo e nell'ambiente. Uno studio recente riportato in "Medical News Today" (18) grazie alle indagini eseguite presso l'Università di Emory, ha esaminato gli effetti di una dieta biologica sui bambini. "Immediatamente, con l'introduzione di cibi biologici nella normale dieta , la concentrazione di pesticidi del tipo Organofosfati trovati nei loro corpi, è diminuita sostanzialmente a livelli non quantificabili fino a che non è stata ripristinata la dieta convenzionale."

CONCLUSIONE
Gli acidi Omega-3 sono estremamente importanti in un cervello che funziona correttamente. Gli acidi grassi Omega-3 attraverso la supplementazione di EPA e DHA sembrano avere effetti antiepilettici sia in studi su animali, sia in un piccolo numero, piccolo ma significativo di sperimentazioni cliniche.. La vitamina E protegge la membrana delle cellule cerebrali facendo sorprendentemente regredire le crisi. La vitamina B: le vitamine B1 e B6 sono importanti nella formazione del GABA, un neurotrasmettitore "tranquillizzante"? , anche con risultati sensazionali. Il Selenio è importante per la formazione del Glutatione, il quale anch'esso aiuta a proteggere il cervello da fenomeni ossidativi. Anche la Carnosina svolge un ruolo importante nella formazione del GABA. Una dieta priva di precisi elementi ( caseina, glutine, additivi, agrumi) è importante per controllare le crisi. L'Aspartame causa problemi neurologici in certi individui e può essere un fattore che contribuisce all'insorgenza delle crisi. I pesticidi sono diffusi nell'ambiente e di conseguenza nel nostro organismo, e fanno quindi parte di questo "puzzle".
Altri elementi quali il piombo , il mercurio, provenienti dall'ambiente e somministrati coi vaccini, il Quercetin (bioflavonoide?), la vitamina C, e molto altro , svolgono un ruolo fondamentale nella salute del nostro cervello e possono avere effetti sulle crisi epilettiche.
Gli studi qui riportati e molti altri sono tutti importanti pezzi di questo "puzzle" da decifrare. Ogni studio è stato progettato ed eseguito da un gran numero di studiosi che dedicano il loro studio a questo tema. Ma quello che spesso manca è la sintesi di questi tasselli di informazioni. Combinando tutti gli approcci sopramenzionati in un protocollo comprensivo : Omega-3, vit. E, vit. B1, vit. B6, Selenio, Carnosina, dieta appropriata, evitando l'utilizzo di aspartame e pesticidi, e molto ancora, tutto questo può portare a risultati spettacolari.