Negli USA la diffusione dell'autismo sale ad 1 bambino ogni 150
8 Febbraio 2007

 

IL Centers for Disease Control and Prevention (Centro per il controllo e la diffusione delle malattie) ha rilasciato oggi, attraverso il suo report settimanale, l'ultimo aggiornamento sui valori della diffusione dei disordini dello spettro autistico (ASD) negli Stati Uniti. Il documento afferma che la diffusione dell'autismo Ŕ passato da 1 bambino su 166, riportato sempre dal CDC nel Gennaio del 2004, a 1 su 150 nel 2006. Si tratta di dati ufficiali, riguardanti i bambini nati nel 1992 e nel 1994 che potete leggere sul sito che pubblica l'intero studio.

 

"Siamo veramente nel mezzo di una epidemia" afferma Lyn Redwood, Presidente del SafeMinds, una organizzazione nonprofit fondata per diffondere informazioni sul rischio per neonati e bambini di una esposizione al mercurio attraverso prodotti medici, comprendenti il thimerosal nei vaccini. "La diffusione di 1 su 150 Ŕ dieci volte pi¨ alta di quella riportata in studi condotti prima degli anni '90. L' aumento inoltre del 10% riscontrato dal 1992 al 1994 indica che i valori si sono alzati pericolosamente. Il periodo dal 1990 al 1994 coincide con la rapida espansione dell'uso dei vaccini contenenti mercurio per i bambini, particolarmente quello Hepatitis B ed Haemophilus influenzae type B, e anche dell'aggiunta dell'iniezione Rho-D durante la gravidanza per le madri con RH negativo.
Lo studio del CDC riporta anche la diversa diffusione dell' ASD nelle varie aree geografiche, che va da 3.3 bambini su 1000 in Alabama a 10.6 su 1000 nel New Jersey (1 bambino ogni 94 nati!!), mentre un disordine semplicemente genetico dovrebbe avere valori di diffusione pi¨ costanti!
"Ci fa piacere che il CDC abbia condiviso con il pubblico questa scoperta" ha detto Claire Bothwell della National Autism Association (NAA) "ma si dovrebbe ora fare immediatamente un programma per curare adeguatamente i bambini che sono ammalati di autismo. Si deve inoltre trovare ancora una risposta alla domanda sul perchŔ questi bambini si ammalino. Se ci fosse un'epidemia di qualunque altra malattia tra i bambini, sicuramente se ne sarebbero subito ricercati i motivi e si sarebbero tutti seriamente sforzati di trovare delle cure".
Sottolineando l'impossibilitÓ che una epidemia sia esclusivamente il risultato di fattori genetici, le organizzazioni di genitori statunitensi stanno rinnovando la loro richiesta perchŔ lo Stato si faccia carico di sostenere la ricerca sui fattori scatenanti, compresi i vaccini e il conservante thimerosal contenente mercurio. Quest'ultimo studio sottolinea la necessitÓ che questo tipo di ricerca abbia la prioritÓ massima. "Forse questa volta, saranno proprio gli stessi numeri del CDC ad indicare che si tratta di una emergenza e che come tale deve essere trattata" ha commentato Ann Brasher, vice presidente della NAA. "Quel bambino su 150 che loro hanno contato ha bisogno di ricerca che possa aiutarlo a guarire o a raggiungere il suo pieno potenziale nella vita. E' il momento di venire al dunque!"