Studio dell'UniversitÓ del Texas sulla relazione tra autismo e fonti inquinanti ambientali

 

 

SAN ANTONIO 24 Aprile 2008
In che modo le emissioni di mercurio colpiscono le donne incinta, i neonati e i bambini piccoli? Il livello di emissione influisce sul tasso di diffusione dell'autismo? Fa differenza se la fonte dell'emissione si trova  a 15 o a 30 Km dalle famiglie?  E' maggiore il rischio di autismo per i bambini che vivono vicino a fonti inquinanti?

Un nuovo studio, condotto dai ricercatori del Centro per la Salute Pubblica dell'Università di San Antonio in Texas utilizzando i dati del Ministero della Pubblica Istruzione e i dati delle industrie sul rilascio di mercurio,  mostra un legame statisticamente significativo tra quantità di mercurio rilasciato dalle industrie e il livello di diffusione.dell'autismo. Lo studio mostra anche, per la prima volta nella letteratura scientifica, un'associazione statisticamente rilevante tra rischio di autismo e distanza dalla fonte di mercurio.

Image"Non si tratta di uno studio definitivo, ma semplicemente una prova in più che sostiene l'associazione tra mercurio ambientale e autismo" ha detto l'autore principale, il Dr Raymond F. Palmer, Ph.D.,  professore associato di medicina della famiglia e della società presso l'UT Health Science Center San Antonio.


L'articolo è stato pubblicato sulla rivista scientifica  Health & Place. Il Dr. Palmer, Stephen Blanchard, Ph.D., della  Our Lady of the Lake University a San Antonio e Robert Wood  dell' UT Health Science Center hanno trovato che la diffusione dell'autismo si riduce da un 1% ad un 2% ogni 15 Km di distanza dalla fonte inquinante.

“Questo studio non è stato condotto per capire quali soggetti nella popolazione siano a rischio a causa dell'esposizione al mercurio” ha detto il Dr. Palmer, “comunque suggerisce in modo generico che c'è un maggior rischio di autismo vicino ad una fonte inquinante. Gli effetti di una persistente esposizione a basse dosi di mercurio, in aggiunta al consumo di pesce, merita la nostra attenzione. In definitiva vogliamo sapere chi è a maggior rischio nella popolazione sulla base di suscettibilità genetica e di deficit nella capacità di detossificare i metalli pesanti ”

Le scoperte del nuovo studio sono concordi con una gran quantità di altri studi che confermano una più alta quantità di mercurio in piante, animali e persone che vivono vicino a fonti inquinanti.
 
Il prezzo pagato dai bambini può essere il più alto. Infatti l'autore scrive:
 
"Sospettiamo che l'esposizione a basse dosi di vari agenti tossici ambientali, compreso il mercurio, che avvennga durante il periodo critico dello sviluppo neurale tra bambini geneticamente suscettibili possa aunentare il rischio di disordini del neurosviluppo come l'autismo".

A questo link è possibile leggere dati, implicazioni e limiti dello studio.


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