Riflessioni di Dan Olmsted sulla morte di Jett Travolta


AGE OF AUTISM

Il quotidiano via Web
della Epidemia dell'Autismo
La storia innaturale delle crisi epilettiche

La morte di Jett Travolta ha focalizzato nuova attenzione su una verità vecchia: il  "ritardo nello sviluppo", un termine benevolo per designare quei bambini che raggiungono lentamente le tappe miliari dello sviluppo, può essere mortale. La mia impressione è che ciò è particolarmente vero quando il "ritardo" è indotto da fattori ambientali, come credo sia nel caso dell'autismo. E' per questo che non importa quale fosse la diagnosi esatta del disordine di Jett; la sua insorgenza è stata conseguenza di una febbre che sembra aver causato danni cerebrali ed i suoi genitori ritengono che fosse collegata ad una esposizione tossica. E i genitori conoscono i loro figli.

Il mio approccio di base nel provare a capire l'autismo, come molti di voi sanno, è stato ritornare all'origine e tracciare quella che si può chiamare una storia naturale del  disordine, dove è iniziato, come si è incrementato, dove c'è maggiore prevalenza e dove invece è raro ( vedere il mio articolo Mercury Rising nella nostra home page). L'inizio dell'Età dell'Autismo, sebbene la maggior parte degli "esperti" in autismo preferirebbero ignorarlo, è avvenuto negli anni 30' negli Stati Uniti, quando è nato un certo numero di bambini con un disordine che il padre della psichiatria infantile, Leo Kanner, disse essere "marcatamente ed unicamente diverso da ogni altro fino ad allora descritto".

Affermò questo nel primissimo paragrafo del suo rapporto del 1943 su 11 di questi bambini. Quindi, per chi ha occhi per vedere, la verità è stata evidente sin dall'inizio: l'Autismo era una cosa NUOVA. Ed era nuova perchè scatenata da cause ambientali -- credo dalla commercializzazione dell' ethyl mercurio usato per la prima volta nei funghicidi e nei vaccini.
 
Questo potrebbe sembrare troppo semplicistico, ma come ha sottolineato il mio collega di Age of Autism Mark Blaxill, una volta che si capisce questo l'epidemia è semplicemente spiegata. E' tutto questo ostinarsi intorno ai geni che ha risucchiato miliardi di dollari che invece è complicato e più complichiamo l'autismo, più soldi saranno necessari per risolvere questa causa infinita e più ritardo si accumulerà, per cui dobbiamo parlare, dire la verità e aiutare questi bambini ammalati. Altrimenti non si limiteranno a soffrire, ma cominceranno a morire.

Tutto questo per dire che la verità era già visibile in quel primo rapporto di Leo Kanner nel 1943. Ed una verità era questa: l'Autismo può uccidere. Due di quei bambini, infatti, il 18%, aveva crisi epilettiche ed uno di esse morì prematuramente di conseguenza.

Guardiamo attentamente il caso10, che Kanner chiamava John F. Descrivendolo, Kanner scrisse: " Tra Dicembre e Gennaio del 1943 ebbe due serie di convulsioni predominantemente del lato destro, con congiunta deviazione degli occhi a destra e paresi transitoria del braccio destro. Osservazioni neurologiche non mostrarono alcuna anomalia. Il suo fondo oculare era normale. Un elettroencefalogramma indicò 'disturbi focali nella regione occipitale sinistra, 'ma' una buona parte dei risultati non poterono essere letti a causa di continui marcati artefatti dovuti alla mancanza di collaborazione del bambino”.
 
Nel 1971, Kanner scrisse un  follow-up sui suoi 11 casi storici e disse che la storia di John F. era finita tragicamente: "John morì improvvisamente nel 1966 a 29 anni".
 
Mark Blaxill ed io abbiamo identificato questi primi casi e l'anno scorso abbiamo incontrato il fratello di John. Le sue crisi epilettiche, ci confidò, erano molto peggiori di quelle  definite da Kanner. John aveva crisi praticamente ogni giorno della sua vita, comprese crisi "con caduta". Suo fratello ci descrisse il suono di John che cadeva e  batteva sul pavimento nella camera accanto alla sua e la devastazione che questo portava nella vita emotiva della sua famiglia e specialmente di sua madre. E' assolutamente convinto che suo fratello, che morì nel sonno, fu ucciso da una di queste crisi.

Mark ed io stiamo scrivendo un libro che descrive dettagliatamente questo ed altri casi, ma, credetemi, l'esposizione al mercurio è un fattore comune a tutti loro.

Per adesso voglio fare solo una semplice puntualizzazione: i disordini dello sviluppo indotti da fattori ambientali uccidono i bambini. Lo sappiamo dal primo giorno. E cosa stiamo facendo esattamente per far cessare tutto questo?

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Dan Olmsted 
Editore di  Age of Autism