Autismo: linee guida per la prevenzione, la diagnosi precoce, l'approccio multidisciplinare 

Tratto dal libro "Uscire dall'Autismo" del dr. Franco Verzella, Presidente DAN! Europe




Sommario

  • Prefazione
  • Premessa
  • Conosciamolo insiene
  • Inquinamento e comportamenti antibiologici
  • Approccio medico
  • Criteri dell'approccio multidisciplinare
  • prevenzione
  • Diagnosi precoce
  • Rilievo dei sintomi premonitori
  • Commento
  • ARI



PREFAZIONE  

A metà del secolo scorso i genitori di bambini autistici vennero accusati di essere  responsabili della condizione dei loro figli, in quanto incapaci di offrire loro un  adeguato sostegno emotivo ed affettivo. 
Bernard Rimland, fondatore di Autism Research Institute, nel suo libro “Autismo  Infantile”, 1964, ha criticato severamente la teoria psicologica che colpevolizzava i  genitori ed ha ipotizzato che l’Autismo fosse sostenuto da cause organiche. 
Qualche anno dopo, nel 1967, Rimland rivede la sua teoria e propone che l’Autismo sia  secondario ad una interazione tra genetica ed ambiente. 
Oggi, a distanza di tanti anni i ricercatori che operano nel settore dell’autismo  continuano a studiarne le concause e le loro scoperte confermano le intuizioni espresse  dal lavoro pionieristico del dottor Rimland. 
Nel 1995 il dottor Rimland promuove il progetto Defeat Autism, in collaborazione con  il dottor Sidney Baker e Jon Pangborn. 
Scopo di questo progetto é di studiare interventi biomedici finalizzati a trattare le  concause di questa sindrome. 
Questo approccio biomedico è in aperto contrasto con la medicina ufficiale, che  prescrive farmaci allo scopo di inibire i sintomi ed i comportamenti disturbanti.  

In questi ultimi anni si è imparato molto sulla efficacia dei trattamenti, con particolare  riguardo ai problemi gastrointestinali, alle disfunzioni del sistema immunitario ed alla  tossicità ambientale. Inoltre un’ampia documentazione scientifica ha confermato  sensibili miglioramenti di questi bambini, grazie ad una ampia varietà di interventi  biomedici. Tutto questo è disponibile sul sito di ARI: www.autism.com.  

La Prevenzione rappresenta un ulteriore eccitante sviluppo dello studio dell’Autismo.  Molti medici seguono oggi donne gravide che hanno precedentemente avuto un  bambino autistico. A queste madri vengono offerte indicazioni preziose per ottimizzare  la nutrizione e integrarla con vitamine e minerali e per evitare tossine dannose presenti  in ambiente. Come risultato di questa nuova attenzione si constata una forte riduzione  della incidenza di autismo nei fratelli.  

La sfida attuale é di informare ostetrici, neonatologi e pediatri sulle conoscenze  maturate per il trattamento.  

Questo Documento intende offrire una chiara informazione per i genitori, dedicata alla  prevenzione ed alla comparsa dei primi segni premonitori, perché possano essere  intraprese tempestivamente decisioni appropriate.  

Stephen M. Edelson, Ph.D. 
Direttore, Autism Research Institute 
San Diego, USA.  

 


PREMESSA  

Il degrado ambientale ammala la famiglia, con il suo carico di molecole tossiche e di  comportamenti antibiologici.  Per un essere vivente non esistono sostanze o energie indifferenti: le molecole e le energie che  non si inseriscono nel bilancio metabolico fisiologico sono perciò sempre dannose e meramente  convenzionali gli standard di accettabilità di singoli inquinanti chimici e fisici.  Nei paesi industrializzati, a partire dal 1990, l’Autismo ha presentato una diffusione  ingravescente e le statistiche registrano una impennata, che da 1 caso su 2000 negli anni ’80, ha  raggiunto 1 caso su 150 nel 2007.  Dati in via di pubblicazione da parte di Autism Research Institute di Cambridge, UK, registrano  1 caso su 60.  Il rapporto relativo ai sessi riporta una netta prevalenza dei maschi con una incidenza pari a 4:1.  

L’andamento è chiaramente epidemico, per cui nessuna famiglia oggi è immune dal rischio di  generare un figlio con questi problemi!  

Nel 1995 un gruppo di ricercatori e di medici, ispirati e coordinati da uno psicologo  sperimentale, Bernard Rimland, gettano le basi per un approccio multidisciplinare, con gli  strumenti della genomica, della biologia molecolare e della medicina funzionale (Defeat  Autism Now! Project).  

Creano nuove evidenze scientifiche, scoprono la tossicità potenziale di alcuni alimenti comuni  (pane, latte, soia, lieviti, zucchero), mettono a punto una serie di farmaci, provano l’efficacia di  molecole naturali a dosaggi elevati…… e cancellano la diagnosi di incurabilità del bambino  autistico, migliorando lo stato di salute e lo sviluppo cognitivo-comportamentale della  maggioranza dei bambini trattati, e, per la prima volta, recuperano un numero crescente di essi  a una regolare attività di formazione e scolastica.  

È un’autentica rivoluzione culturale, che dimostra come lo sviluppo cognitivo-comportamentale  del bambino sia continuamente modulato da molecole di provenienza ambientale, alimentare,  metabolica, che oggi possono essere lette e interpretate, allo scopo di ottimizzare la  performance ed il benessere del minore.  

In tempi di Epidemia il primo “rimedio” è rappresentato dalla Informazione, che deve essere  resa disponibile a tutta la popolazione, perché si possa realizzare una prevenzione efficace,  attraverso l’acquisizione di criteri semplici e chiari, a partire dal concepimento, fino ad  interessare i primi 5-6 anni di vita del bambino.  Scopo di questo documento è di rispondere a questa esigenza primaria e di fornire i principali  riferimenti in questo settore.  



CONOSCIAMOLO  INSIEME  

L’Autismo è un disturbo generalizzato dello sviluppo, che riconosce molte cause e coinvolge  numerosi organi e sistemi funzionali e può manifestarsi in modo diverso nei soggetti coinvolti,  per cui si parla di patologie dello spettro autistico. 
I sintomi compaiono tipicamente tra il primo ed il terzo anno, dopo uno sviluppo ritenuto  normale e comprendono: attenuazione o scomparsa del contatto oculare, indifferenza nei  confronti della madre e dei famigliari, ritardo e difficoltà dello sviluppo cognitivo, del  comportamento e delle abilità sociali, arresto o scomparsa del linguaggio, stereotipie,  iperattività, comportamenti auto ed etero aggressivi, una alimentazione estremamente selettiva  ed un lungo elenco di disturbi, che coinvolgono l’intestino, il sistema neuro-immunitario, alcuni  circuiti metabolici, che producono un accumulo di metalli tossici ed un elevato stress  ossidativo.  

Casi meno gravi possono essere diagnosticati con il termine Sindrome di Asperger; in  quest’ultimo caso il linguaggio è normale, mentre sono presenti disturbi comportamentali.  Un gruppo ristretto di soggetti nello spettro artistico mostra capacità intellettuali eccezionali:  Savant Sindrome. In questi casi le abilità compaiono verso i 3-4 anni e sono concentrate  particolarmente nei settori dell’arte, della musica, della matematica, nelle abilità meccaniche e  spaziali, abilità per la discriminazione olfattiva, sensoriale e visiva. 

La caratteristica comune è una memoria spesso prodigiosa. Si calcola che attualmente queste  persone eccezionali siano non più di qualche decina in campo internazionale.  

Senza trattamento la grande maggioranza dei soggetti autistici non è in grado di sviluppare  abilità sociali e di raggiungere una sufficiente indipendenza.  

Nonostante i genitori rilevino i primi disturbi tra il primo ed il secondo anno di vita, la diagnosi  di autismo viene posta con ritardo, in genere fra il terzo ed il quinto anno.  


 
INQUINAMENTO E COMPORTAMENTI ANTIBIOLOGICI  

L’aumentata incidenza di autismo registrata in questi ultimi 20 anni è sostenuta esclusivamente  dalla forma regressiva.  La forma regressiva-acquisita non presenta anomalie genetiche tipiche e costanti, ma piccole  alterazioni del DNA: polimorfismi di singoli nucleotidi (SNPs) a carico di geni che controllano  la digestione, la detossicazione, il metabolismo di numerosi neurotrasmettitori e di recettori  neuronali, la produzione ed il trasporto dell’energia.  Queste alterazioni sono del tutto comuni nella popolazione generale e contribuiscono alla  varietà delle caratteristiche individuali per cui, ad esempio, un soggetto presenta un intestino  più fragile, un altro reazioni di tipo immunitario, un altro ancora un carattere difficile.  Il diffondersi di questa epidemia dipende da una serie numerosa di concause, che superano la  capacità di risposta del sistema immunitario e dei sistemi di detossificazione, che vengono  coinvolti ed aggrediti in una fase precoce dello sviluppo. 

Le principali concause comprendono: il drammatico aggravamento dell’inquinamento,  ambientale ed alimentare, che attualmente ha raggiunto valori assolutamente non controllabili,  ben al di là della nostra capacità di registrarne i livelli e di controllarne gli effetti, regimi  alimentari “antibiologici”, promossi dalla pubblicità, antibiotici distribuiti in serie appena  compare la febbre, un mal di gola o un’otite, e poi campagne vaccinali governative contrarie ad  elementari criteri di fisiologia, per la precocità e frequenza dell’intervento, la mancanza di  discrimine in relazione all’individualità biologica, allo stato immunitario quando si tratta di  praticare i richiami ed infine all’uso di additivi tossici, quali il mercurio e l’alluminio.  Altre concause comprendono: un alterato o insufficiente apporto di nutrienti a partire dalla vita  fetale, in particolare di quelli essenziali che l’organismo non potendo sintetizzare deve  assumere dall’esterno (vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi essenziali) ed uno  svezzamento precoce con assunzione di alimenti ricchi di glutine, caseina, soia, lieviti e  zucchero, che richiedono l’attività di un corredo enzimatico particolarmente complesso e solo  parzialmente disponibile nei primi due anni di vita. 

Le principali conseguenze dell’incontro tra predisposizione congenita(SNPs) e fattori  ambientali nel bambino autistico comprendono: disbiosi intestinale, intolleranze alimentari,  maldigestione, malassorbimento, aumento della permeabilità intestinale, ulcera gastroduodenale,  reflusso gastro-esofageo, diarrea alternata con stipsi, iperplasia nodulare lifoide,  encefalite autoimmune (virale e da metalli tossici), epilessia , ipotonia, disturbi della motilità,  stress ossidativo con ridotta produzione e alterato trasporto di energia, accumulo di metalli  tossici.  



APPROCCIO  MEDICO  

L’età precoce di comparsa, la bizzaria e la gravità dei disturbi comportamentali hanno orientato  la comunità medica, fin dalle prime descrizione negli anni ’40, verso una diagnosi di psicosi su  base genetica, di competenza neuropsichiatrica, per la quale sono state elaborate tecniche  riabilitative logopediche e di psicologia comportamentale, integrate con psicofarmaci (Ritalin,  Risperdal).  Dopo i 15-20 anni questi pazienti vengono indirizzati in Comunità Protette, soprattutto quando  le famiglie non sono in grado di sostenere i costi economici delle cure e dell’assistenza. 

Nel 1995 un gruppo di ricercatori e di medici statunitensi coordinati da Bernard Rimland,  psicologo sperimentale, ha formulato il Progetto Defeat Autism Now! (DAN!), con lo scopo di  valutare le condizioni mediche di competenza pediatrica (non neuropsichiatrica) del bambino  autistico, con particolare attenzione alla nutrizione, funzione intestinale, attività immunitaria ed  ai circuiti metabolici fondamentali, attraverso gli strumenti della genomica, della biologia  molecolare e della medicina funzionale.  Grazie a questo approccio multidisciplinare, il progetto DAN! ha dimostrato che i disturbi  cognitivi e comportamentali del bambino autistico sono secondari ad alterazioni di natura  organica, che interessano soprattutto l’intestino, la funzione neuro-immunitaria e l’attività  detossificante.  Nel corso di questi ultimi 15 anni il contributo di molti medici, come genitori o nonni di  bambini autistici, è stato e rimane fondamentale per la conferma della natura biologica delle  numerose concause che sono alla base della sindrome autistica.  La disponibilità di nuovi esami di laboratorio, genomici e funzionali, ha promosso in questi  ultimi 30 anni lo sviluppo di protocolli personalizzati di integrazione alimentare, che  comprendono vitamine, minerali, antiossidanti, chelanti ed ormoni, somministrati in rapporto  ad esigenze individuali. 
Il primo criterio dell’approccio multidisciplinare riguarda la tempestività della diagnosi e della  cura, in rapporto al carattere epidemico di questa condizione ed alla sua comparsa nei primi  mesi di vita, quando lo sviluppo enzimatico, neuroimmunitario e cognitivo avvengono in modo  tumultuoso. 

Nel 2004 sei Università statunitensi, Portland, Seattle, Boston-Mass General, Columbia,  Cleveland e Baylor Texas, hanno formulato ed avviato il Progetto ATN  (www.autismtreatmentnetwork.org) dedicato alla implementazione dell’approccio  multidisciplinare.  Il 12 Giugno 2007 il Ministro della Salute del Governo Italiano, Livia Turco, ha aperto un  Tavolo Nazionale sull’Autismo, nella cui relazione conclusiva, Febbraio 2008, viene  confermato l’approccio pediatrico multidisciplinare a integrazione di quello tradizionale  neuropsichiatrico.  Il primo Aprile 2008 l’Accademia Americana di Pediatria ha iniziato una collaborazione  diretta con l’Istituto di San Diego fondato da Bernie Rimland. 

Il libro “Uscire dall’Autismo: un approccio biologico e medico”, Maggioli Editore 2008, a cura  di Giulia e Franco Verzella (www.autismdaneurope.com) raccoglie un’informazione completa  e dettagliata sull’approccio multidisciplinare e sulle nuove opportunità di prevenzione e di  trattamento, con un occhio alla famiglia ed uno al pediatra di base, perché per primi rilevano la  comparsa dei segni premonitori e rappresentano il “presidio avanzato” nei confronti della  attuale epidemia, per la assistenza e la gestione del minore.  


 

CRITERI  DELL’APPROCCIO  MULTIDISCIPLINARE  

Il trattamento prevede essenzialmente: 

Fase prima: trattamento della disbiosi intestinale (batterica, fungina, parassitaria),  preventivamente diagnosticata anche mediante esami di laboratorio e somministrazione della  dieta priva di glutine, latte e derivati, soia, lieviti, cioccolata e zucchero. 

Fase seconda: la dieta viene ulteriormente personalizzata con vitamine, minerali e antiossidanti,  finalizzati a promuovere lo sviluppo cognitivo-comportale ed a potenziare l’attività immunitaria  e detossificante, soprattutto nel riguardo dei metalli tossici. 

Per la Famiglia l’inizio è certamente il momento più duro: accettare la diagnosi, decidere quale  trattamento scegliere e modificare le proprie abitudini di vita costituiscono un impegno davvero  pesante.  Il primo rimedio che occorre offrire è una corretta e dettagliata informazione e l’invito ai  familiari di acquisire sane abitudini alimentari e di stile di vita , per poter assicurare la migliore  assistenza nei confronti del minore.  Il successo del trattamento è affidato alla relazione che nasce tra il centro medico e la famiglia  ed alla collaborazione che matura nel corso dei mesi attraverso la condivisione e  l’implementazione di un progetto personalizzato, scandito da appuntamenti e da verifiche.  La condivisione empatica del progetto comune e la determinazione di maturare quanto prima i  tempi del recupero o del miglioramento possibile, sono fattori determinanti di una  collaborazione che richiede da entrambe le parti capacità di ascolto, flessibilità ed attitudine  propositiva.  Un dettagliato aggiornamento mensile consente di condividere un numero sufficiente  d’informazioni nella maggioranza dei casi e durante i primi 4-6 mesi viene sistematicamente  integrato da un’assidua assistenza telefonica e via e-mail, per facilitare la fase di apprendimento  da parte dei familiari ed assistere i continui aggiustamenti del programma, in relazione alle  variazioni dello stato di salute e del comportamento. 



PREVENZIONE  

L’anamnesi familiare consente di rilevare con frequenza disturbi:  
 
  • della funzione intestinale: reflusso esofageo, ulcera gastro-duodenale, celiachia, colon  irritabile, morbo di Crohn, colite ulcerosa, intolleranze alimentari;  
  • della attività immunitaria: sindrome della fatica cronica, tiroiditi, artrite reumatoide,  connettiviti, allergie, psoriasi, linfoma; 
  • del sistema nervoso centrale: morbo di Parkinson, epilessia, ADHD, dislessia. 

 
La familiarità è anche sostenuta dalla elevata frequenza di fratelli autistici; quando si tratta di  gemelli omozigoti, entrambi risultano autistici nel 60% dei casi e nel 90% dei casi uno dei  fratelli ha solo tratti autistici. 

In relazione alla gravidanza, si riscontrano: amalgame dentarie contenenti mercurio, disturbi  gastroenterici, alimentazione squilibrata, abuso di caffè, alcool, fumo, fluoro, stress psicologico  e fisico, infezioni virali (influenza, Herpes, Cytomegalovirus); anestesie e uso di antibiotici e  vaccini, ridotta assunzione di vitamine e grassi omega 3.  Gli esami di laboratorio possono risultare particolarmente utili, integrando rilievi genomici e  dati funzionali 

In relazione al parto si segnalano: prematurità, parto distocico con uso di anestetici e farmaci,  cordone ombelicale attorno al collo, asfissia, liquido amniotico interessato, taglio prematuro del  cordone ombelicale, patologie congenite (cardiache, intestinali) che richiedono immediati  interventi chirurgici.  



DIAGNOSI  PRECOCE  

L’intervento è tanto più efficace quanto più precoce ed i segni premonitori comprendono:  
 

  • Sintomi comportamentali: riduzione del contatto oculare, attenuarsi della vivacità e  dell’interesse nei confronti dei familiari e dell’ambiente, isolamento, comparsa di  stereotipie, iperattività, comportamenti violenti ed autolesionistici, ritardo o regressione e  scomparsa della parola, arresto dello sviluppo cognitivo, alimentazione estremamente  selettiva.  
  • Disturbi del sonno  
  • Disturbi immunitari e gastroenterici: frequenti, ricorrenti processi infiammatori, quali otiti,  tracheobronchiti, gastroenteriti, caratterizzate da reflusso gastro-esofageo, ulcera  duodenale, coliche intestinali, episodi prolungati di diarrea alternati con stipsi serrata,  iperplasia nodulare linfoide, alterata permeabilità intestinale, intolleranze alimentari.  
  • Disturbi della motilità: ipotonia, ritardo nella acquisizione della posizione seduta, del  gattonare, del camminare, atassia, difficoltà nella manipolazioni di oggetti e nella destrezza  nel gioco. 
  • Sviluppo fisico povero o particolarmente lento.  
  • Epilessia: nel 10-15% dei casi. 


Se il bambino mostra alcuni di questi segni occorre chiedere al pediatra una valutazione  immediata.  In tutti questi casi all’osservazione deve seguire immediatamente un intervento medico  adeguato, che comprende la dieta priva di glutine, caseina, soia, zuccheri e lieviti, la  fortificazione del sistema immunitario e la regolarizzazione della funzione intestinale.  Questi rimedi semplici e di facile applicazione consentono nella maggioranza dei casi di  migliorare rapidamente la condizione organica e le competenze relazionali e, nei casi meno  fortunati, di avviare comunque gli accertamenti diagnostici in fase precocissima. 

A questo intervento di competenza pediatrica va immediatamente associata la valutazione  cognitivo-comportamentale di competenza neuro-psichiatrica, che comprende l’indicazione per  l’avvio degli interventi riabilitativi, quali logopedia, psicomotricità, pet-therapy, ABA(Applied  Behavioural Analysis), RDI (Relationship Development Intervention), TEACCH (Treatment  and Education of Autistic Children and related Communication Handicapped Children). 



RILIEVO  DEI  SINTOMI  PREMONITORI  

 A 6 mesi:  

  • Lallazione povera, infrequente; 
  • Vocalizzazione infrequente in risposta a quella della madre;  
  • Contatto oculare episodico e debole;  
  • Incostante-episodica sincronizzazione della espressione facciale in relazione a quella della  madre;  
  • Movimenti del corpo e delle braccia strani e insoliti;  
  • Nessun sorriso o altra espressione di allegria o di gioia. 


A 9-12 mesi:

  • Comunicazione non verbale intenzionale povera o assente (salutare con la mano, indicare);  
  • Relazione con la madre povera o assente;  
  • Lallazione spontanea e nella relazione con la madre ridotta e ripetitiva;  
  • Comprensione povera della gestualità;  
  • Non risponde al proprio nome;  
  • Fissa a lungo un oggetto o un movimento;  
  • Non imita movimenti semplici;  
  • Non cerca di farti ridere;  
  • Ritardo nelle tappe dello sviluppo motorio: posizione seduta, strisciare, gattonare, camminare,  correre. 


A 14-18 mesi:

  • Non dice le prime parole;  
  • Ripete parole udite, ma al di fuori del contesto;  
  • Mancanza di coordinazione tra guardare, sorridere e comunicare con gesti o parole;  
  • Non imita;  
  • Non segue le istruzioni;  
  • A volte sembra sordo;  
  • Non saluta con la mano;  
  • Scarsa manipolazione;  
  • Comportamenti ripetitivi;  
  • Episodicità e povertà del gioco;  
  • Non cammina;  
  • Qualunque regressione o perdita dell’abilità linguistica o sociale. 


Oltre 18 mesi

  • Non parla;  
  • Parole incomprensibili oppure al di fuori del contesto;  
  • Non ti porta un oggetto da guardare;  
  • Non segue il tuo sguardo per individuare un oggetto che hai indicato nella stanza;  
  • Non fa giochi simbolici: per es. imboccare una bambola;  
  • Incapace di eseguire ordini semplici;  
  • Non tollera i vestiti o le scarpe;  
  • Insensibile al dolore;  
  • Ipersensibile nei confronti di certi suoni;  
  • Guarda nel vuoto per tempi prolungati;  
  • Scarso coordinamento corporeo; goffaggine;  
  • Manualità fine assente;  
  • Preferisce giocare da solo;  
  • Guarda sempre lo stesso video-gioco;  
  • Allinea gli oggetti in modo meticoloso ed ossessivo;  
  • Non interagisce con i fratelli e le sorelle;  
  • Non è interessato agli altri bambini;  
  • Non sa come usare i giocattoli;  
  • Si blocca regolarmente sulle cose;  
  • Iperattivo;  
  • Non cooperativo-provocatorio;  
  • Cambia di umore improvvisamente e senza motivo;  
  • Mostra paura nei confronti di avvenimenti banali e quotidiani;  
  • Insiste su ciò che vuole;  
  • Non accetta cambiamenti;  
  • Crisi di collera-aggressività, soprattutto quando riceve un divieto;  
  • Cammina in punta di piedi;  
  • Si morde il dorso della mano; mani in bocca;  
  • Stereotipie con le mani e vocali;  
  • Si dondola sul posto per tempi prolungati;  
  • Gira a lungo in tondo come una trottola;  
  • Inconsapevole del pericolo.  

 


COMMENTO  

Con la attuale incidenza epidemica nessuna famiglia è immune dal rischio di generare un figlio  con questi problemi! 

Occorre, dunque, promuovere l’Informazione a tutti i livelli, mediatici e istituzionali, per  contrastare il diffondersi della epidemia attraverso la prevenzione, la diagnosi precoce e la  implementazione dell’approccio multidisciplinare, all’interno di servizi medici dedicati, per  assicurare il recupero fisico e cognitivo-comportamentale del singolo bambino. 

Chiunque si occupa di autismo, come genitore o come medico, vive la quotidiana scoperta della  natura biologica della mente, per cui il comportamento viene continuamente modulato da  molecole di provenienza alimentare, intestinale, farmacologica, metabolica. 

E’ una esperienza straordinariamente intensa, coinvolgente, che ci offre continuamente nuovi  spunti ed occasioni per rivedere i riferimenti e le priorità della nostra vita quotidiana e ci invita  a porre al centro dei nostri interessi la salute nostra e quella dei nostri famigliari. 

Riportiamo il contributo di una Mamma coraggiosa, che descrive i primi mesi del percorso del  suo bambino e contiene una informazione completa e trasparente. 

“Tato è un meraviglioso bambino autistico. E’ un gemello e le tappe dello sviluppo di sua  sorella non corrispondevano mai per lui.  Ha camminato nella norma a 14 mesi, ma verso i 18-20 mesi, le paroline che diceva hanno  lasciato il posto al silenzio assoluto. Era completamente isolato, potevi alzare il volume della tv  al massimo, ma lui non si girava; arrivava gente a casa e lui si isolava nell’altra stanza. I  giochi dei bambini, per lui non avevano nessun interesse: i suoi giochi erano i contenitori per  alimenti, i mestoli, gli oggetti strani a volte senza utilizzo, aprire e chiudere i cassetti fino allo  stremo delle forze. Prima dei due anni (quasi contro il parere del pediatra che asseriva che  avremmo dovuto aspettare almeno i 3 anni) decidiamo di percorrere i canali della medicina  convenzionale e prenotiamo una visita neuropsichiatrica. Risultato: “non vi preoccupate, state  tranquilli”: sedute di psicomotricità e iscrizione all’asilo nido! E’ quello che tutti i genitori  vorrebbero sentirsi dire !  All’inizio c’è stata una buona apertura del bambino tuttavia i suoi continui raffreddori, le sue  febbri persistenti con somministrazione di antibiotici anche due volte al mese lo tenevano  spessissimo a casa. Da quando è nato Tato ha fatto almeno 10-12 cicli di antibiotici all’anno,  alcuni anche di 10-12 gg consecutivi, ha ingoiato quantità industriali di gocce di argento  proteinato per liberare il naso, ha assunto paracetamolo in dosi industriali, cortisone a cicli.  La sua situazione migliorava per alcuni giorni per poi ripeggiorare e dover ricominciare il  ciclo vizioso di antibiotico-cortisone-paracetamolo, argento proteinato.  Un altro grande problema di Tato era il suo intestino, anche se il suo pediatra mi diceva  sempre: non mi preoccuperei!  Tato sin da piccolissimo vomitava il latte quasi ad ogni poppata; ogni giorno nel riposino  pomeridiano si svegliava urlando per fare il ruttino, quando non vomitava. Per almeno 4-5  notti a settimana vomitava la cena nella sua culla e nel sonno dopo 7-8 ore dall’assunzione. Il  pediatra continuava a dirmi di non preoccuparmi.  Inoltre non cresceva più: il suo peso era ancorato a 10.5-11 kg da 1 anno d’età!  Per il comportamento e per l’assenza del linguaggio il pediatra diceva: “è troppo presto,  prima dei tre anni non si interviene, vedremo!” Questa indicazione ci veniva confermata anche  dai neuropsichiatri.  Un giorno su internet in un motore di ricerca, con il cuore in gola, digito: “ritardo del  linguaggio-gemelli”: escono fuori tante cose tra le quali si asserisce che il maschio gemello ha  un naturale ritardo del linguaggio che si protrae oltre i 3-4 anni, ma esce anche “autismo”.  Nel panico racconto quanto letto a mio marito, che è medico. Da qui in poi la ricerca su  internet la continua mio marito perché il mio cuore di mamma non ce la faceva a scoprire  quello che sospettavamo.  I medici non ci hanno mai chiesto: vostro figlio indica? Vostro figlio sembra sordo quando lo  chiamate? Si isola? Rotea gli oggetti ritmicamente? Allinea gli oggetti? Seleziona il cibo ed ha  difficoltà a deglutirlo?  Mio marito trovò un elenco di almeno 20 punti su internet e Tato era positivo a quasi tutti i  punti.  Il sito era di una associazione di genitori con figli autistici! 

Sempre su internet, in merito alle cure per l’autismo, mio marito scopre l’esistenza di un  protocollo DAN! e in particolare:  

  • eliminare glutine e caseina, che per loro ha un effetto oppioide,  
  • presenza di intolleranze,  
  • sballato rapporto rame-zinco,  
  • problemi di candidosi intestinale,  
  • avvelenamento da mercurio. 


Il papà di Tato me ne parla nella tarda serata di quel Giovedì 27 Marzo 2008 !  Il giorno dopo, venerdì, decidiamo di provare a togliere glutine e caseina per 4 giorni in modo  da vedere cosa succede.  Tato negli ultimi mesi voleva nutrirsi solo di latte e biscotti: più di un litro di latte al giorno  con almeno 16-20 biscotti insieme a cioccolata…..fornita dai nonni !  Dalla sera di quel mitico venerdì 28 marzo eliminiamo glutine e caseina.  La mattina seguente Tato era insolitamente nervosissimo, mordeva il dorso della mano con una  intensità da fare paura. Era inferocito. Nella stessa mattina lo sottoponiamo ad esami del  sangue.

L’esito comprende:  

  • Intolleranza a: orzo, mais, latte di mucca (3+), albume, tuorlo, fagioli, soia, noci,  nocciole, 
  • Tantissima candida nella sue feci (definita patologica dal laboratorio analisi, ma non da  trattare per il pediatra, che sosteneva che la candida ce l’abbiamo tutti e non si tratta!),  
  • Rapporto rame zinco sballatissimo, con il rame molto alto,  
  • Il mercurio nei tessuti purtroppo in Italia non si testa! 


Per 4 giorni continuiamo una dieta senza glutine e caseina e col passare dei giorni eliminiamo  anche soia, lieviti e zucchero. Quando Tato ebbe da piccolino un mese di diarrea con 15-20  scariche al giorno mi ricordo che il pediatra lo tenne con latte di soia per 2 mesi…..  Quello che abbiamo visto, nel bene e nel male nei giorni a seguire, ci ha aperto gli occhi:  qualcosa stava succedendo!  Nella primi 15 gg di astinenza Tato era nervosissimo a momenti, e calmissimo in altri. Prima di  andare a dormire sembrava ubriaco. Quando era eccitatissimo si calmava con un cucchiaino  di zucchero! Alternava momenti di euforia a momenti di forte nervosismo. Riapriva i cassetti  della cucina per prendere le pentole. Non c’era modo di contraddirlo. Si dava pugni in testa e  sulle cosce.  Riporto di seguito il diario che iniziai a scrivere in quei giorni, annotai tutti i suoi  cambiamenti, sia in meglio che in peggio, tutte le cose descritte in meglio potrebbero sembrare  insignificanti (1° carezza, 1° sguardo, 1° ciao) se paragonate al naturale sviluppo sano di un  bimbo, ma per Tato non lo erano affatto e sono comparse dopo averlo messo a dieta.  “Ha giocato al parco allontanandosi da altri bambini solo per poco. Ha preso un giocattolo  telefono da un altro bimbo, lo ha appoggiato all’orecchio e ha detto “papà”. Ha fatto la sua  prima carezza sul viso alla mamma! Si toccava il corpo, si accarezzava, scopriva cose della  nostra casa che non aveva mai notato prima. Sin dal 29 marzo, a meno di 24 ore dalla  introduzione della dieta, la cacca si presenta normale, 2-3 volte al dì, senza episodi di diarrea,  come eravamo abituati.  Sin dal primo giorno ha ricominciato a fare cena, mangiando per la prima volta dopo alcuni  mesi con appetito. La maestra dell’asilo raccontava di un forte nervosismo, ma di una  maggiore attenzione. Alla frase: Tato, andiamo a mangiare la frutta, si è alzato e l’ha seguita.  La psicomotricista nella seduta di oggi riferisce che Tato è riuscito per la prima volta a  terminare un gioco che gli aveva proposto. Per la prima volta ha indicato col dito  spontaneamente la porta facendomi capire di andare. Ho l’impressione che dorma di più e  meglio. Non sento più i gridolini che ogni tanto faceva nel sonno. Vedo uno sguardo diverso.  Sento il suo odore del viso “diverso”. La Maestra dell’asilo: “Tato adesso guarda e ti ascolta  e non è più imbambolato”. Tantissimo appetito. Ha visto il pane sulla tavola, si è avvicinato e  ha detto “ippà” (prima parola). Alla mia domanda: “cosa vuoi?” ha ripetuto “ippà”. All’asilo  gli hanno chiesto di mettere dei timbri su un foglio ed ha messo 3 timbri spontaneamente. A  casa della zia ha notato anche se per poco il cane della zia, divertendosi. E’ salito  spontaneamente per la prima volta sul triciclo.  “Oggi è stato calmissimo, più calmo e tranquillo dei giorni scorsi; appena entrato in sala lui si  faceva il suo giro e apriva tutti i cassetti, oggi,invece, si è messo direttamente a sedere con un  gioco per molto tempo” (terapista). Su richiesta ha fatto la carezza alla terapista (1° volta) e  ad una conoscente.  Al supermercato: guardava gli scaffali e le vetrine con molta attenzione. Appena entrato al  centro commerciale si è diretto ad un gioco a gettoni a forma di macchina e ci è salito sopra.  Ha camminato per 4-5 minuti dandomi la mano.  Oggi pomeriggio è molto nervoso. In macchina, mentre piangeva, ho iniziato a raccontargli di  tutte le belle cose che avrebbe fatto all’asilo: ha smesso immediatamente. Stasera iperattivo  (tantissimo), non ascolta, non collabora, nervosissimo, non si sa cosa voglia, ti tira con la  mano in continuazione, non riesci a farlo stare seduto, ripete in continuazione a-a-a-a sempre  con la stessa cadenza. Morde continuamente la mano.  Stamattina, arrivati al parco, si è aggrappato alla mia maglia come se volesse essere protetto,  per alcuni minuti, finché non ha iniziato a fare i giochi. Prima era spericolato, non aveva  paura di nulla, era solitario ed indipendente, nel suo tragitto, anche tra mille persone, non  vedeva nessuno. Invitato si è messo gli occhiali del papà (1° volta dopo mesi di tentativi).  Ti porta in cucina e vuole degli oggetti appesi al muro che non aveva mai chiesto prima. Non  assecondato, piange, strilla, morde la mano. Ha aperto il portone di casa per la 1° volta. Ieri  per la prima volta è salito sul cavallo a dondolo spontaneamente, dondolandosi sopra. La  sorella maggiore che stava uscendo per andare a scuola gli ha detto ciao e lui ha fatto ciao sia  con la mano aperta, sia stringendo il pugno 5-6 volte. Portato all’asilo, per la prima volta  dopo 7-8 mesi si è messo a piangere perché lo lasciavo e si è calmato solo sedendo vicino a me.  Prima, invece, entrava all’asilo senza guardare nessuno e nella sala dei giochi iniziava i suoi  giochi solitari. Le mani ora sono calde, mentre prima erano sempre ghiacciate. Ieri pomeriggio  all’asilo è stato tranquillo, ha giocato a nascondino, ha fatto lo scivolo, giocato nella piscina  delle palline anche con altri compagni!  Oggi Tato ha lo sguardo diverso, è affettuoso, si lascia baciare, accarezzare, ti chiede di venire  in braccio spessissimo. Prima era inavvicinabile, chiuso nel suo mondo silenzioso. Il papi da  tanto tempo provava senza successo a fargli accendere la torcia. Al 3° giorno di dieta si diverte  ad accendere e spegnere la luce della torcia e a puntarla sul muro!  Sempre nei primi giorni di dieta fa la scaletta di cuscini e di giochi per arrampicarsi su  mensole e scaffali; cerca di scalare tutto. Ha trovato una fessura nella culla che gli permette di  poggiare la gamba a terra in modo da spostarla. Cerca contatti spontanei con le sorelle. Ha  molta più forza!  Ci sono momenti della giornata in cui il bambino è collaborativo, affettuoso e disponibile  mentre ce ne sono degli altri in cui è iperattivo, non ascolta, non collabora, morde la mano in  continuazione (sia per nervosismo, che per esprimere affetto). Al supermercato, attratto da un  cartellone pubblicitario mi sono fermata e ho aspettato che lo guardasse per tutto il tempo che  voleva, poi mi ha guardato negli occhi e io gli ho sorriso, ha ricambiato il mio sorriso sempre  guardandomi negli occhi.  “Oggi sono veramente soddisfatta, per la prima volta cercava il contatto con me, per venire in  braccio, sono veramente soddisfatta” (la psicomotricista”). Ha fatto il bagnetto con la sorella  interagendo con lei che lo schizzava e lo invitava ad abbracciarlo. Temperatura corporea  ballerina, si alza e si abbassa senza alcun farmaco. Ha detto “agua” per tre volte dopo aver  bevuto l’acqua. Al parco non si è allontanato mai dal gruppo di bambini. Ha pianto quando  andavano via dei bimbi! Abbiamo scoperto curiosando su internet che tra le cause di  intossicazione da mercurio ci sono anche vaccini antinfluenzali (che Tato ha fatto dal 1° anno  in poi) e gocce nasali di argento proteinato, che Tato ha preso tantissimo per i ripetuti  raffreddori sin da piccolino.  Si è specchiato e si è fatto le smorfie con la lingua! Farfuglia una specie di linguaggio. 

Il 15 aprile 2008 incontriamo il medico DAN! e la nostra avventura continua, cominciando a  vedere la luce in fondo al tunnel.  Anche se il cammino è impervio e in salita, noi tiriamo diritto, perché, da quello che vediamo  giorno dopo giorno, la strada è quella giusta!  Abbiamo informato il pediatra di tutto quello che stavamo facendo e lui ci ha detto che  eravamo “pazzi” e che dovevamo rassegnarci.  La diagnosi per nostro figlio ce la siamo fatti da soli. Mio marito è un medico ed io sono  mamma di altre due figlie. Stiamo ancora aspettando la diagnosi da parte delle istituzioni,  perché per loro non è ancora arrivato il momento: si sono limitati a definire un ritardo psicomotorio!  Il giorno in cui lessi che fino ad alcuni anni fa si credeva che la causa principale dell’autismo  fosse dovuta all’atteggiamento della mamma-frigorifero, penso di aver pianto tutte le lacrime  che avevo. Io sarei stata la causa della malattia di mio figlio?!  E’ inequivocabile il collegamento tra lo stato dell’intestino e il comportamento dei bimbi  autistici: quando Tato ha delle ricadute con le diarree è autistico; quando il suo intestino va  bene è un normalissimo bambino che gioca e ride, anche se il suo linguaggio, è tutt’ora  inadeguato alla sua età. Ma almeno ha iniziato a pronunciare qualche parola e anche se non  parla, adesso comunica. 

Oggi Tato gioca con le sorelle e con gli amici, si nutre, forse per la prima volta nella sua vita  in modo corretto con carne, pesce, verdure, frutta, cereali non contenenti glutine. Non si isola  quasi più, se abbiamo amici a casa sta con noi, fa i capricci al supermercato per ottenere  l’ultimo modello di trattore, mangia da solo, si isola per fare la cacca, se va a sbattere e si fa  male piange; prima invece sembrava completamente anestetizzato. Se gli dai una foto o un  libro li guarda nel verso giusto; guarda con passione cartoni animati mai visti e non chiede più  le 2-3 videocassette, che a casa sappiamo tutti a memoria. Non ha più la tonsillite cronica che  doveva essere operata, non ha più vomitato, tranne una giornata in tre mesi dovuta  probabilmente ad un episodio virale.  E’ uscito dal silenzio assoluto iniziando a dire qualche parola, è affettuoso e solare, ride ed è  felice, chiama mamma e papà. I suoi esami del sangue tre mesi fa erano catastrofici ed oggi  sono perfetti. Si gira quasi sempre quando lo chiami, anche se ancora riesce ad indicare  pochissimo. Comunica sempre quello di cui ha bisogno, interagisce con gli altri, le sue  “cacche” sono quasi sempre normali e soprattutto non evacua più di 1-2 volte al giorno,  collabora molto spesso alle richieste, imita i nostri comportamenti, subisce (senza avere più  crisi di nervi) i rifiuti.  Sebbene il lavoro da fare sia ancora tantissimo in quanto ci sono ancora giornate buie, i giorni  di sole sono sempre più frequenti!  Ogni tanto nella sua cacca ritornano quei maledetti “puntini neri”. Quando il suo corpo li  espelle sono giorni no.  Quando porto Tato a fare psicomotricità ne vedo tanti come lui: solo nella nostra città di circa  1700 abitanti ne conosco 3, quindi 1 ogni 560 bambini circa. Stimando il popolo italiano in  circa 60 milioni sarebbero centomila: sono pochi? Non si meritano investimenti di ricerca?  Dal giorno in cui abbiamo conosciuto il medico DAN! siamo tutti a dieta con Tato.  Da allora (quasi 3 mesi fa): il papà dice che sta meglio e non vuole assolutamente nè caseina  nè glutine. Io avevo da sempre un reflusso esofageo, che i miei genitori mi avevano sempre  detto essere stato ereditato dalla nonna, ed è scomparso. Digerisco bene adesso nonostante i  miei calcoli alla colecisti. La figlia maggiore era in sovrappeso, non aveva mai fame e non  faceva pranzo, perché assumeva una pizza alla mozzarella a scuola. E’ dimagrita 6 kg  naturalmente, le è tornato l’appetito ed è tonica ed asciutta  La gemella di Tato aveva problemi cronici di stitichezza. Le abbiamo tolto completamente la  caseina e da allora l’intestino si è regolarizzato meravigliosamente e non ha più preso farmaci  per tale problema. E’ anche aumentata di peso.  Da alcuni giorni abbiamo fatto il primo corso RDI. Continuiamo sempre le sedute di  psicomotricità con la ASL, perché la ginnastica mentale fa sempre bene. 

Bisogna provare per rendersi conto!  E’ fondamentale che dall’inizio della dieta la mamma possa seguire a tempo pieno il proprio  figlio. La mamma (alla faccia della mamma-frigorifero!) è l’unica che nella quotidianità potrà  cogliere i miglioramenti, le sfumature di sguardo, di apertura sociale.  Fondamentale è il rapporto stretto col proprio medico. Ci sentiamo almeno due volte a  settimana per fare il punto della situazione e per sistemare la terapia.  Il primo mese di dieta è l’esperienza più stancante, faticosa, frustrante, ma nello stesso più  gratificante e soprattutto ti fa vedere che puoi fare molto per quel “figlio”, per il quale ti  avevano detto di rassegnarti.  Se tuo figlio si ammala di diabete i medici lo curano, se tuo figlio batte la testa i medici lo  curano, se mio figlio “autistico” ha l’intestino rovinato perché non possiamo curarlo?  P.S.: da quando Tato è a dieta (31/03/2008) non ha più avuto bisogno di terapie antibiotiche e  il suo naso ora respira come un naso… e i raffreddori con catarro sono diventati un ricordo.  Ho anche letto, da qualche parte, che alcune correnti di pensiero ritengano che le medicine  omeopatiche facciano effetto solo se ci si crede, in quanto hanno un effetto placebo. Mio figlio  da tre mesi utilizza tanti farmaci omeopatici con successo per curare diarrea, tosse o  raffreddore. Questi prodotti omeopatici funzionano davvero. Significa che mio figlio ci crede ?  Magnifico, come risultato per un bimbo di soli tre anni!........... 

Un’altra piccola riflessione: i costi dei farmaci e degli integratori sono molto elevati anche per  una famiglia che non ha problemi economici.  Se Tizia può curare il proprio figlio diabetico a spese del Servizio Sanitario Nazionale perché  io non posso curare il mio che è AUTISTICO ?! 

Testo liberamente tratto da:  “Uscire dall’Autismo: un approccio biologico e medico”,  a cura di Giulia e Franco Verzella,  Maggioli Editore, Maggio 2008. 


 

 


San  Diego,  CA 
October  6th,  2009  

Yesterday  the  Maternal  &  Child  Health  Bureau  of  Health  Resources  and  Services  Administration  (HRSA),  US  Department  of  Health  and  Human  Services  released  a  study  evaluating  the  number  of  children  in  the  U.S.  who  currently  have  an  Autism  Spectrum  Disorder  (ASD)  diagnosis,  The  Prevalence  of  Parent-Reported  Diagnosis  of  Autism  Spectrum  Disorder  among  Children  in  the  United  States,  2007,  published  in  Pediatrics.  

The  study  evaluated  data  from  a  National  Survey  of  Children's  Health  (NCHS)  in  which  78,000  U.S.  households  were  surveyed  to  estimate  the  prevalence  of  autism  spectrum  disorders.  The  households  were  queried  if  their  child  (ages  3-17)  "currently  has  autism,  Asperger's  Disorder,  pervasive  development  disorder,  or  other  autism  spectrum  disorder."  Read  the  new  report  online  


Findings:  

  • The  NCHS  survey  estimated  the  prevalence  rate  of  ASD  to  currently  be  110  per  10,000  which  equates  to  1  in  91  children  (  1  in  57  boys)  between  the  ages  of  3  and  17.  
  • Previous  prevalence  data  from  the  Center  for  Disease  Control  and  Prevention's  Autism  and  Developmental  Disabilities  Monitoring  (ADDM)  Network  reported  the  average  rate  of  autism  among  eight-year-olds  was  67-per-10,000  in  2000  (the  1992  birth  cohort),  and  66-per-10,000  in  2002  (the  1994  birth  cohort).  Data  from  the  NCHS  was  from  the  birth  cohort  born  from  1990  to  2004.  
  • For  the  first  time  the  health  survey  also  asked  if  the  child  who  was  diagnosed  with  ASD  currently  has  the  disorder,  and  nearly  40%  (  38.2%)  responded  NO.  This  finding  supports  recent  research  that  children  diagnosed  with  autism  can  recover  from  the  disorder  with  appropriate  interventions,  both  medical  and  behavioral.  
  • Investigators  also  found  that  non-Hispanic  black  and  non-Hispanic  multiracial  children  had  57%  and  42%  LOWER  odds  of  having  ASD  than  non-Hispanic  white  children,  and  that  children  whose  parents  had  less  than  12  years  of  education  had  twice  the  odds  of  NOT  having  an  ASD  dx  child  than  those  with  higher  education.  Another  interesting  finding  is  that  those  who  lived  in  the  Midwest  and  Northeast  had  higher  odds  of  having  ASD  than  children  in  the  West.  Such  demographic  and  geographic  disparities  deserve  further  scrutiny  for  etiologic  risk  factors. 
  • When  investigators  broke  the  data  down  a  little  more  by  age,  the  odds  of  having  a  child  with  ASD  were  54%  greater  for  ages  6-8  years  (birth  years  99-01)  and  83%  greater  for  9  to  11  years  (birth  years  96-98).  Note  that  the  older  birth  cohort  was  exposed  to  larger  amounts  of  ethyl  mercury  than  the  younger  birth  cohort. 


The  Autism  Research  Institute  calls  for  an  immediate  Federal  response  to  the  new  data  with  the  same  amount  of  urgency  and  resources  that  have  been  dedicated  to  H1N1  preparedness.  According  to  Jane  Johnson,  Director  of  the  Autism  Research  Institute's  Defeat  Autism  Now!  Program  "a  silent  epidemic  has  been  sweeping  our  country  for  years  and  this  new  prevalence  data  dictates  that  Autism  be  declared  a  national  emergency;  no  stone  should  be  left  unturned  in  determining  what  is  driving  this  international  epidemic  and  what  can  be  done  to  help  those  affected  restore  their  health."  





Dottor Franco Verzella
DAN! Europe

www.autismdaneurope.com
f.verzella@tiscali.it