Newsletter EmergenzAutismo - Numero 24 - Giugno 2010


  • Autismo: speranza dopo la diagnosi, di Fromitaly
     
  • Necessari nuovi studi sulla dieta, di K.Barnhill
     
  • Studi Scientifici

    • Studio su PubMed: Clostridi elevati in Autismo e Schizofrenia  
    • Dall'esame delle urine un test per scoprire precocemente l'autismo?

       
  • Speciale Prevenzione

    • Evitare l'autismo, dr. Usman-dr Hynes  
    • Qualcosa che dovreste sapere sul cloro delle piscine, di L.C.Leo
       



Autismo: speranza dopo la diagnosi

di Fromitaly



Per l'autismo non c'è cura. Lo abbiamo letto e riletto, come genitori ce lo siamo sentiti ripetere infinite volte.

Quello che dovrebbero chiedersi i medici e gli psicologi che di questo disturbo si occupano è perché mai debbano preoccuparsi per una diagnosi precoce se poi non possono fare alcun trattamento!!!

Tutto questo deve finire, queste convinzioni errate devono essere superate: con l’allarmante incremento della diffusione dei disordini dello sviluppo nei bambini infatti si è fatta e si sta facendo all’estero (ma anche in Italia) molta più ricerca, e studi recenti hanno dimostrato che molti di questi bambini hanno condizioni mediche (fisiche) coesistenti ai sintomi dell’autismo che devono essere affrontate. Si tratta di un campo di ricerca emergente, nuovo, e un protocollo di trattamento ben delineato purtroppo manca ancora. Molti dei trattamenti medici che attualmente si applicano sembrano ai più molto alternativi” e non vengono per questo considerati, se non osteggiati,  ma, nonostante la mancanza di “ufficialità”, esiste una ormai enorme evidenza aneddotica circostanziata che alcuni di questi trattamenti sono molto efficaci e, senza dubbio, ogni medico che eseguisse personalmente le sue ricerche sugli studi condotti e pubblicati sulla loro efficacia non potrebbe che concordare che siano meritevoli di attenzione.

Una caratteristica emersa da  queste ricerche recenti è che i disordini dello spettro autistico (ASD) consistono in disturbi multipli che si presentano con sintomi simili: non c’è un trattamento che funzioni per tutti!  L’estrema variabilità soggettiva indica quindi la necessità di programmare un trattamento fortemente individualizzato, compito questo molto impegnativo per i medici che dovrebbero occuparsi della cura di questi bambini considerandone  l’unicità, la soggettività e collaborando strettamente con i genitori. Tutto questo è ovviamente di difficile accettazione dall’attuale classe medica, abituata ai protocolli massificati, agli interventi farmacologici e al considerarsi al di sopra delle famiglie con cui non sono abituate a collaborare fianco a fianco, se non in rari casi.

Molti ricercatori però, incuranti di questi stereotipi, sono riusciti a superarli con mente aperta, arrivando alla conclusione che i Disordini dello Spettro Autistico siano scatenati da un processo autoimmune, che colpisce e danneggia numerosi organi tra cui cervello, fegato e apparato intestinale. Sono stati trovati infatti nell’ASD elevati livelli di auto-anticorpi contro antigeni multipli, tra cui la Proteina Mielinica Basica (MBP), mentre studi endoscopici del tratto gastrointestinale hanno rivelato un alto numero di esofagiti, duodeniti, coliti e iperplasia nodulare linfoide.  La maggioranza di questi bambini soffre di allergie o sensibilità ai prodotti derivati dal latte, oltre il 90% di loro ha bassi livelli di zolfo e bassi sono anche i livelli di fenol-sulfur-transferase (PST), un meccanismo chiave per la detossificazione, e di glutatione, un importante antiossidante vitale per inattivare i radicali liberi.

Si ritiene che molti dei comportamenti autistici siano manifestazioni di condizioni fisiche: battere la testa o i disturbi del sonno, per esempio, potrebbero essere una risposta al dolore che non si è capaci di esprimere diversamente. Affrontare e trattare queste anomalie fisiche porterà a significativi miglioramenti anche dei comportamenti autistici e renderà quindi maggiormente efficaci anche gli interventi educativi e comportamentali. Un intervento precoce è per questo essenziale! Gli interventi educativi possono avere intensa efficacia, soprattutto quando combinati con interventi medici che migliorino attenzione e comportamento.

Tre sono i più importanti interventi medici che andrebbero considerati:

1. Tratto gastrointestinale: molti bambini soffrono di diarrea, stitichezza, esofagiti, gastriti, duodeniti e coliti, che sono responsabili di una varietà di sintomi come dolori addominali e risvegli notturni. Molti soffrono anche di una sovracrescita di candida nell’intestino.
Provare ad eliminare la caseina (prodotti derivati dal latte), dal momento che esiste una convincente evidenza che un gran numero di questi bambini ha allergie o sensibilità al latte. Sono anche considerevolmente presenti anche sensibilità al glutine, e quindi eliminare anche questa proteina (cosa più difficile da fare) merita un tentativo. Si tratta di quella che viene definita dieta GF/CF (senza glutine e caseina). Anche la teoria di un eccesso di oppioidi supporta questa dieta. L’uso di farmaci anti-fungali può essere preso in considerazione se una coltura delle feci  documenta una sovra crescita di candida. Purtroppo, non cu sono troppi gastroenterologi che si occupano di valutare e trattare  bambini con autismo. Il programma LADDERS di  Harvard può essere un ottimo riferimento.

2. Detossificazione: esistono significative evidenze di come la detossificazione risulti danneggiata in molti di questi bambini. Il solfato gioca un ruolo importante in questo processo e circa il  90% dei bambini autistici ne possiede livelli molto bassi, con serie difficoltà nell’escrezione delle tossine assunte o generate dal corpo. Il solfato è anche un elemento cruciale nella salute del tratto gastrointestinali. Può aiutare ripristinare il solfato con magnesio solfato (epsom salt).
Anche l'accumulo di metalli pesanti può contribuire a questo deficit, ma la terapia di chelazione dovrebbe essere considerata solo dopo accurate analisi. Ridurre il carico di tossine risulterà di sicuro beneficio per questi bambini. Le tossine possono avere provenienza ambientale (insetticidi, diserbanti, mercurio, arsenico, gas di scarico, ecc) o domestica (formaldeide, prodotti per le pulizie, composti volatili organici, piombo, ecc). Considerare anche la riduzione di prodotti alimentari contenenti fenoli (deficienza fenol-sulfur-transferasi), come le mele.

3. Stress ossidativo: il ciclo della metilazione ed altri meccanismi antiossidanti sono spesso difettosi; la diminuita capacità di inattivare i radicali liberi può avere effetti significativi sul sistema nervoso centrale. Sono consigliati integratori di vitamine, in quanto molti bambini con autismo hanno diete limitate e ristrette. E’ indicato ridurre l’apporto di alimenti conservati (ricchi di radicali liberi).
Come espresso in precedenza, a causa dell’estrema variabilità di questa malattia, ogni bambino richiede un differente protocollo di trattamento,  per applicare il quale il medico sarà guidato, oltre che dalla sua esperienza clinica e dalle necessarie analisi, anche dai resoconti dei genitori sui cambiamenti comportamentali che essi osserveranno in funzione delle terapie applicate. Fortunatamente, molti genitori sono molto attenti e sensibili a questi cambiamenti e possono risultare ottimi partner per i professionisti. Ovviamente, applicando il metodo per prove ed errori, è importante intraprendere i nuovi trattamenti  uno per volta per valutarne correttamente l'impatto sulla salute e sul comportamento.

Non smettete mai di sperare.
 


Permalink su EA: http://www.emergenzautismo.org/content/view/801/68/

 






Il campione troppo piccolo utilizzato in un recente studio avverso alle diete ne rende discutibili le conclusioni

Necessari ulteriori studi per stabilire l'efficacia
dell'intervento dietetico nell'autismo 


 di Kelly Barnhill, CN, CCN - Nutrition Director dell’ARI

 

Kelly Barnhill, MBA, CN, CCN è Direttore del Nutrition Clinic del Thoughtful House Center for Children. E’ una nutrizionista certificate con oltre un decennio di esperienza di lavoro con bambini con autismo e disordini relativi.

Alcune pubblicazioni recenti – una revisione e uno studio prospettico iniziato nel  2003 – hanno ridestato l’attenzione sul problema del bisogno e dell’efficacia dell’intervento dietetico nei soggetti con diagnosi di autismo. Questo rimane un argomento complesso e controverso, con genitori e alcuni professionisti che ritengono necessario un cambiamento nella dieta, spesso contro il parere di parenti, pediatri, terapisti ed  educatori. Alcuni punti su cui riflettere nella valutazione di questa difficile materia sono i seguenti:  
 

  1. Un adeguato intervento dietetico nell’autismo è sempre sicuro e salutare. Molti soggetti con allergie alle proteine del latte  o intolleranti al lattosio evitano latte e prodotti derivati e godono di ottima salute.  Coloro che soffrono di celiachia spesso devono escludere dalla dieta sia il glutine che la caseina e riconquistano la loro salute. Alcune famiglie vegetariane evitano le proteine del glutine e consumano una dieta nutrizionalmente completa. La preoccupazione nel caso delle persone con autismo che devono seguire una dieta che escluda proteine come glutine, caseina e soia, è che esse devono assumere i nutrienti sotto forma di verdura fresca e frutta, cereali privi di glutine e carni animali. Per la maggior parte delle famiglie questo comporta l’essere seguiti da un professionista qualificato, almeno inizialmente, per assicurarsi un corretto programma nutrizionale di successo.
     
  2. Il motivo più importante per cui i professionisti raccomandano l’eliminazione di proteine come glutine e caseina dalla dieta di un bambino è la  preoccupazione per il suo stato intestinale.  Molti bambini che seguiamo hanno feci abbondanti, molto maleodoranti, liquide e che si susseguono più di sei volte al giorno.   Altri invece hanno estrema stitichezza e riescono ad andare di corpo anche meno di una volta a settimana. Quando mi si presenta un bambino con queste problematiche, spingo decisamente i genitori a considerare la eliminazione di glutine e caseina come prima cosa. Secondo la mia opinione, con stiamo curando con questo l’autismo, ma un problema gastrointestinale in un bambino con autismo. La distinzione è importante, sia per i genitori che per i professionisti. La maggior parte delle volte, i genitori riferiscono che con l’eliminazione dalla dieta di una di queste proteine o di entrambe i movimenti intestinali del figlio si normalizzano  e spesso osservano, come conseguenza, cambiamenti comportamentali. (E’ interessante sottolineare che i bambini con problemi gastrointestinali non sono stati inclusi nello studio tanto pubblicizzato di Rochester). 
     
  3. Un recente studio finanziato dal NIHm condotto dal Dr. Susan Hyman, un medico di Rochester, è discutibile in più punti. In particolare, solo 14 bambini hanno completato lo studio nel corso di 6 anni: un campione questo davvero molto esiguo che rende impossibile generalizzare i risultati ottenuti su questi 14 partecipanti alla totalità della popolazione autistica. Sia i ricercatori che i clinici riconoscono il bisogno di un più gran numero di partecipanti per ottenere un risultato significativo. Secondo, i partecipanti avevano eliminato il glutine e la caseina dalla loro dieta per un periodo di sole 4 settimane. Questo non è un periodo sufficientemente lungo per eliminare completamente gli anticorpi alle proteine dal corpo. (Sappiamo dalla ricerca con celiaci e pazienti sensibili al glutine che spesso occorrono sei mesi per rimuovere completamente la proteina glutine dal corpo). Terzo, lo studio reintroduce le proteine di glutine e caseina a bambini che non erano realmente a dieta stretta senza glutine e caseina e quindi sarebbe fortemente improbabile vedere una risposta da carico o una risposta negativa in queste circostanze in quanto i bambini non hanno mai fatto una vera “pulizia” con la dieta all’inizio. E per finire, come detto al punto (2), nessuno dei bambini dello studio aveva sintomi gastrointestinali all’inizio.
     
  4. Le proteine di glutine e caseina spesso non sono le uniche ad essere dannose. Molti pazienti rispondono positivamente all’eliminazione delle proteine della soia per esempio. Senza conoscere bene gli alimenti consumati da ognuno dei partecipanti dello studio di  Rochester, non possiamo parlare della qualità della dieta del bambino o dell’inclusione di altri alimenti probabilmente dannosi. Nella nostra esperienza, alcuni genitori riferiscono di non aver visto alcun cambiamento con l’eliminazione delle proteine del latte per 2-3 settimane. Quando rivedevamo la dieta della famiglia, scoprivamo spesso che i genitori avevano sostituito il latte di mucca con latte di soia. Eliminare completamente le proteine della soia ci consentiva una più accurata valutazione della risposta del bambino alla rimozione della proteina. Andrebbero considerati anche cibi   trattati, ingredienti artificiali ed altri composti come amine, ossalati e lecitine.
     
  5. La pubblicazione fatta in Aprile dalla Università del Texas (di Austin Malloy) non era una ricerca originale, ma una  revisione di 15 studi sulla rimozione delle proteine di glutine e caseina per i soggetti con autismo. La conclusione dell’autore nella revisione di questo corpo di lavori  è stata che non c’è evidenza che l’eliminazione di queste proteine sia di beneficio per i bambini con autismo. La sola conclusione razionale, poi, in assenza di evidenza positiva che l’intervento dietetico non funziona, è questa: è necessaria ulteriore ricerca. Purtroppo, questi studi sono costosi, complessi e necessitano di molto tempo.  Uno studio adeguato deve essere condotto su un campione più grande di quello dello studio recente di Rochester e, per il suo successo,  si devono evitare caseina, glutine e possibilmente soia per un minimo di 12 settimane, valutare il consumo dei nutrienti e la loro quantità per ogni singolo partecipante e non considerare solo l’eliminazione di queste proteine,  ma seguire una dieta qualitativamente sana.
     
Se state considerando un intervento dietetico per vostro figlio non dovreste lasciarvi dissuadere da queste recenti pubblicazioni. Da parte nostra continuiamo a consigliare l’eliminazione di queste proteine dalla dieta quando appropriato, come componente di una cura per alcuni dei bambini che seguiamo. Incoraggio ogni genitore che sta considerando questo cambio dietetico per suo figlio a cercare un professionista esperto che possa guidarlo nell’intraprenderlo e seguirlo con successo.  


 
Permalink su EA: http://www.emergenzautismo.org/content/view/799/48/
 
 



Studio pubblicato su PubMed

Un prodotto dei batteri Clostridi risulta elevato 
nell'Autismo e nella Schizofrenia

Elevati livelli di HPHPA possono indicare una sovra crescita microbica nel tratto intestinale

Link a PubMed:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20423563



E’ stata fatta dal Dr. William Shaw, Direttore del  Great Plains Laboratory, una importantissima scoperta biochimica che potrebbe avere un ruolo nell’eziologia dell’autismo, riportata recentemente sulla rivista scientifica peer-reviewed Nutritional Neuroscience. Il compost identificato come 3-(3-hydroxyphenyl)-3-hydroxypropionic acid (HPHPA) è stato trovato in concentrazioni significativamente più alte nei bambini con autismo rispetto a gruppi di controllo appropriati per sesso ed età.

Il valore più alto misurato nei campioni di urina è stato di 7500 mmol/mol di creatinina, un valore 300 volte superiore rispetto alla media dei valori riscontrati negli adulti, in un paziente con schizofrenia grave durante un episodio psicotico acuto.

La psicosi cessò dopo un trattamento con Vancomicina in forma orale, un antibiotico che uccide i batteri, e contemporaneamente ci fu un significativo calo dei valori di HPHPA. La fonte di questo composto sembrano essere diverse specie di batteri anaerobici del genere Clostridia. La rilevanza di questo composto sta nel fatto che sia un probabile metabolita dell'aminoacido m-tirosina (3-idrossifenilalanina), un analogo (che vuol dire una sostanza leggermente alterata chimicamente rispetto alla forma predominante della sostanza biochimica) della tirosina, che riduce le catecolamine nell'encefalo causando i sintomi tipici dell'autismo (comportamenti stereotipati, iperattività, iperreattività) nelle cavie di laboratorio.

Per di più, le encefaline, sostanze che regolano le emozioni e i sentimenti, possono essere sregolate da questo composto o da altri composti che seguono il medesimo percorso biochimico. Da ciò deriva che è possibile che quantità anormalmente elevate di HPHPA, prodotte nell'intestino da microrganismi anomali a partire dalla fenilalanina, possano giocare un ruolo importante nelle cause scatenanti dell'autismo così come un tasso di fenilalanina elevato in modo anomalo e i suoi metaboliti causano la fenilchetonuria (PKU). La differenza maggiore è che livelli elevati di fenilalanina (il marker della PKU) sono il risultato di un difetto metabolico ereditario, mentre l'HPHPA deriva da una o più specie di Clostridia.

Bolte riporta che i bambini affetti da autismo ottengono una marcata remissione dei sintomi autistici quando trattati con antibiotici efficaci contro la Clostridia.

Pertanto il trattamento della crescita anomala di microrganismi potrebbe essere una nuova promettente terapia per individui affetti da autismo con livelli anormalmente elevati di HPHPA.

Curiosamente 50 anni fa, quantità elevate di questo composto furono riscontrate e associate in generale con la malattia mentale ma questa scoperta rimase ignorata fino a quando il lavoro di Shaw l'ha riscoperta.

Da più di 10 anni, il Great Plains Laboratory, Inc., sito a Lenexa, in Kansas, utilizza la spettrometria di massa associata alla gas cromatografia per misurare le anormalità biochimiche che sembrano avere un'origine microbica, nelle urine di bambini affetti da autismo e da altri disturbi dello sviluppo, ma anche degli adulti affetti da una grande varietà di disturbi.

In uno studio preliminare effettuato su due fratelli autistici, si è scoperto che determinati metaboliti microbici (prodotti di scarto del metabolismo di microrganismi) erano molto più elevati nelle loro urine in confronto a quanto si può riscontrare in individui normali.
Shaw afferma che ci sono nel tratto intestinale oltre 500 specie di microrganismi, di cui sappiamo ancora molto poco.
Molti medici stanno utilizzando da tempo questo marker (HPHPA) come una parte importante del loro protocollo di cura dell'autismo e di altre patologie con dei buoni riscontri clinici.

Shaw crede che questa linea di ricerca potrebbe essere tanto importante per l'autismo quanto fu la scoperta della presenza dell'Helicobacter Pylori intestinale nei pazienti affetti da ulcera, che si trovò essere una delle maggiori cause delle ulcere allo stomaco. 

 
 
Permalink su EA: http://www.emergenzautismo.org/content/view/804/48/




L'autismo potrebbe essere individuato precocemente
con una semplice analisi delle urine

Un nuovo studio ha scoperto che i bambini con autismo hanno particolari caratteristiche chimiche nelle urine



Link allo studio: http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/pr901188e?prevSearch=autism&searchHistoryKey
Imperial College London

3 Giugno 2010:


Secondo una nuova ricerca che sarà pubblicata domani  sulla rivista scientifica Journal of Proteome Research, i bambini con autismo hanno particolari caratteristiche  chimiche nelle urine rispetto ai bambini della stessa età non-autistici

I ricercatori dell’Imperial College di Londra e della University of South Australia affermano che le loro scoperte porteranno ad individuare se un bambino abbia o meno l’autismo con una semplice analisi delle urine.

Si stima che l’autismo colpisca in Inghilterra un bambino ogni 100. I soggetti con autismo, affermano gli studiosi,  hanno una grande varietà di sintomi diversi, ma generalmente hanno problemi nella comunicazione e nelle abilità sociali, con particolari difficoltà nel contatto oculare e nel comprendere le emozioni degli altri. Nello studio si afferma che queste persone "soffrono anche di disordini gastrointestinali e hanno nei loro intestini batteri diversi rispetto alle persone non-autistiche".

Dicono gli autori che questa ricerca dimostra che è possibile distinguere tra bambini autistici e non autistici semplicemente osservando i sottoprodotti dei batteri intestinali e i processi metabolici nelle loro urine. Diagnosticare l’autismo è sempre stato difficile e spesso il disordine viene diagnosticato troppo tardi perché le cure abbiano il massimo effetto; ora però i ricercatori dell’ Imperial College London hanno finalmente scoperto un potenziale modo per individuarlo sin dal sesto mese di vita. Questo, affermano all'Imperial College London, potrebbe "consentire di intraprendere gli interventi comportamentali e sociali prima che la malattia causi danni psicologici permanenti".

Il Professor Jeremy Nicholson, l'autore dello studio, ha detto: "I bambini con autismo hanno microbi intestinali molto insoliti che possono essere individuati con un test prima che esplodano completamente i sintomi della malattia. Se sarà così allora l'autismo diventerà una malattia  prevenibile"

Esprimiamo la nostra soddisfazione perchè finalmente si individua la possibilità di una diagnosi precocissima, in assenza di sintomi comportamentali, attraverso un analisi fisica e perchè uno studio pubblicato riconosce la diversità del profilo biochimico dei nostri bambini, la presenza di una flora batterica patogena e di caratteristici problemi intestinali, come i genitori denunciano, non ascoltati, da anni. Quello che invece ci risulta incomprensibile è il perchè, davanti a queste osservazioni, si parli ancora una volta di cure comportamentali, per aiutare a risolvere una malattia medica che ha le sue origini nell'intestino, invece di provare a  utilizzare la ricerca scientifica e l'esperienza clinica  più attuale per individuare trattamenti medici che curino le patologie d'organo e non il comportamento.

Nell'articolo dell' Imperial College London si afferma che l’esatto significato biologico dei disordini gastrointestinali nello sviluppo dell’autismo è sconosciuto, ed è proprio questa la domanda che vorremmo ora tutti si ponessero: che cosa altera i microbi “intestinali” in questi bambini e che cosa possiamo fare per aiutarli?

Ci auguriamo che quanto scoperto in questo studio suggerisca la necessità di una maggiore ricerca sulla connessione autismo-intestino-cervello, nella speranza che al più presto i problemi fisici o medici che i nostri bambini spesso mostrano siano  presi in considerazione e ricevano le opportune cure.


 
Permalink su EA: http://www.emergenzautismo.org/content/view/798/48/

 



Evitare l'Autismo

dr A.Usman, dr. B.C Hynes


Il sogno di ogni genitore è quello di avere un bambino sano. Negli ultimi dieci anni trascorsi lavorando accanto a famiglie devastate dalla diagnosi di autismo abbiamo capito, insieme ai genitori dei nostri pazienti, un fatto fondamentale: se avessimo saputo allora quello che sappiamo oggi, la diagnosi della malattia chiamata autismo sarebbe potuta essere prevenuta. Considerando poi che le cause dell’attuale epidemia di disordini dello spettro autistico (ASD) sono sconosciute (e che i fondi dedicati alla ricerca per individuarle sono stati veramente scarsi), non esiste un metodo sicuro e infallibile per evitare che il vostro piccolo regredisca in questo devastante stato. Questo comunque non significa che non ci sia alcun  passo che i genitori possano fare per cercare di provare a mitigare le possibilità che questa malattia si impossessi del loro bambino e rubi loro le speranze e i sogni per la sua vita.

Esaminando i risultati delle analisi mediche e di laboratorio di migliaia di bambini colpiti dall’autismo, i medici che usano un approccio biomedico per trattare questo disordine vedono ripetersi in questi bambini alcuni problemi: un danno alla metilazione e alla detossificazione, disfunzione mitocondriale, disturbi gastrointestinali e una irregolarità del sistema immunitario aumentata da infezioni virali, fungali e batteriche croniche e un carico di metalli pesanti e altre tossine. Da questa prospettiva, siamo arrivati a vedere l’autismo come una malattia medica multifattoriale che può essere trattata e superata e, quindi, forse evitata.

Viene quindi dal profondo del nostro cuore il desiderio di consigliare i futuri genitori che vogliono sapere cosa realmente possono fare per ridurre il rischio che il loro bambino regredisca nell’ autismo. Nel nostro lavoro, abbiamo aiutato molto genitori a riuscire ad avere bambini sani anche se avevano già figli con autismo e, considerando che le indicazioni fornite non sono nocive, ma al contrario salutari sia per la mamma che per il feto, ci sono pochi lati negativi nel seguire queste strategie minimizzando così il rischio che il vostro bambino rientri nell’epidemia di autismo che, secondo le ultime statistiche, continua a crescere superando i già shoccanti dati di 1 bambino colpito ogni 150 nati. Il nostro scopo è quello di fornire un costrutto che possa guidare i genitori nel fare delle oculate scelte sia per la loro salute che per quella del loro bambino prima, durante e dopo la gravidanza.

Pensiamo all’analogia della goccia che fa traboccare il vaso. Gli esseri umani iniziano la vita con un certo “carico” : ci sono predisposizioni ad essere danneggiati da alcune sostanze chimiche, ad essere suscettibili ad alcune malattie o ad avere una capacità di detossificazione più debole. Concepire, crescere e allevare un bambino nel mondo tossico di oggi consiste nel non accumulare altro carico durante la gravidanza e l’infanzia, evitando quindi di aggiungere la goccia che potrebbe far traboccare il vaso. L’autismo sembra presentarsi quando il corpo del bambini è così sopraffatto da tossine, virus e/o elementi patogeni che lo sviluppo normale si arresta e/o deraglia.

I bambini con diagnosi di autismo hanno diversi problemi medici, le cui basi possono essere migliorate e/o guarite. I sintomi associati con l’autismo si presentano attraverso il malfunzionamento del sistema immunitario, gastrointestinale e del sistema nervoso centrale del neonato (“Infant Body Systems”), i quali, quando funzionano adeguatamente, contribuiscono tutti ad un corretto sviluppo del cervello. Virus, metalli pesanti, tossine, funghi e batteri insieme costituiscono un’arma  che distrugge lo sviluppo di questo importante Infant Body System e ne danneggia il funzionamento. Come i ricercatori hanno stabilito recentemente, “una singola sostanza tossica può produrre diverse malattie associate al sistema immunitario che dipendono dalla precocità delle  specifiche esposizioni, dal sesso e dal bagaglio genetico dei bambini”. Il nostro costrutto consisterà in un insieme di azioni che si possono fare per favorire lo sviluppo salutare di questo Infant Body Systems e i passi da poter compiere per evitarne lo sconvolgimento.

A causa della relazione simbiotica tra la madre e il suo feto in sviluppo, occorre prendersi per prima cosa cura della mamma stessa prima, durante e dopo (se allatta)  la gravidanza sia per evitare l’esposizione ad elementi dannosi che per favorire l’ottimizzazione dei suoi processi di detossificazione in modo che il corpo ospite costituisca un ambiente pulito in cui possa crescere un neonato forte e sano.

Solo recentemente la ricerca ha cominciato a collegare strettamente i fattori ambientali con il ritardo dello sviluppo nei nostri bambini. Moltissimi studi mostrano come fattori ambientali, tra cui dieta, nutrizione, qualità dell’aria, pulizia dell’acqua, metalli pesanti (come mercurio, piombo, arsenico e alluminio), xenobiotici (come sostanze  chimiche, pesticidi, plastificanti, e perclorati), farmaci e le vaccinazioni possono modificare il rischio congenito di vostro figlio. Questa area scientifica si chiama  epigenetica e studia i cambiamenti molecolari nel nostro DNA causati da fattori ambientali. Nel 2003, ricercatori della Duke University trovarono che i ratti portatori di un gene per obesità, cancro e diabete, quando nutriti con una dieta ricca di B-12, acido folico, colina e di cibi ricchi del gruppo metilico, avevano piccoli che nascevano sani e con un ridotto rischio di sviluppare la malattia; questa ricerca rivelò che questi cambiamenti genetici persistono per quattro generazioni.

Quindi, se si segue una dieta sana, influite non solo sulla salute dei vostri figli, ma anche su quella dei nipoti, dei bis nipoti e dei bis-bis nipoti. I ricercatori stanno trovando centinaia di sostanze chimiche non volute e potenzialmente tossiche nella placenta e nel cordone ombelicale dei neonati e anche nel latte delle madri. Questo significa che i bambini di oggi nascono con un carico tossico con cui il loro corpo appena nato deve  lottare dal primo giorno. Studi condotti in Cina, Texas, e San Francisco mostrano che se le donna incinta riescono a diminuire la loro esposizione a sostanze inquinanti durante la gestazione, possono migliorare le condizioni di salute future dei loro figli e specialmente lo sviluppo del cervello. Sostanze come mercurio, cadmio, nickel, tricloroetilene e vinilcloride nell’aria intorno alla residenza di nascita causano un 50% di aumento del rischio di autismo.

Numerosi studi inoltre documentano gli effetti neurotossici dei metalli pesanti; particolarmente pericoloso per lo sviluppo del cervello è il mercurio, che viene però iniettato a molti dei nostri bambini  con il conservante a base proprio di questa sostanza, il thimerosal, contenuto nei vaccini infantili. Sebbene infatti il thimerosal sia stato rimosso, o eliminato gradualmente, da essi, è ancora contenuto nel vaccine antinfluenzale che viene consigliato dalle autorità sanitarie a donne incinta e a bambini sotto i 2 anni di età. L’esposizione al mercurio è un tale problema che le stesse autorità sanitarie consigliano alle donne incinta di non mangiare pesce a causa della potenziale contaminazione con il mercurio, ma iniettare il thimerosal è ancora più dannoso dell’esposizione sofferta attraverso il consumo di alimenti come il pesce. I vaccini contengono anche alluminio, formaldeide e altre sostanze tossiche come virus vivi che, in un ambiente come il corpo di un neonato, possono avere un impatto molto dannoso. I metalli pesanti sono anche stati identificati come un potenziale fattore causativo di sterilità.  Diagnosticare e ridurre il carico di metalli pesanti delle donne ha migliorato le possibilità di concepimento spontaneo di donne sterili. Le donne con molte amalgame dentali hanno una più alta incidenza di aborti e una maggiore escrezione di mercurio quando viene loro somministrato l’agente chelante DMPS (acido 2,3 Dimercapto 1-propansulfonico). E’ stato trovato che il DMPS era un metodo complementare utile per aumentare la fertilità, paragonato alla terapia ormonale in donne sterili. 
 
Con tutte queste evidenze contro varie tossine ambientali che affliggono lo sviluppo umano, una assemblea internazionale di scienziati, medici, tossicologi e ricercatori patrocinati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization - WHO), l’Agenzia europea per l'Ambiente, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), e il National Institutes of Health (NIH) si sono riuniti alle Isole Faer Oer nel Maggio del 2006. La loro dichiarazione consensuale è chiara: “è il momento di agire subito”. Come prevedibile, vennero messi in luce i risultati di centinaia di studi che mostravano che una esposizione fetale precoce a sostanze tossiche, anche a concentrazioni basse, può causare problemi di salute successivi. C’è un numero crescente di sostanze chimiche che danneggiano lo sviluppo dell’embrione, del feto e del neonato e tra queste pesticidi,  DDT, atrazina, metoxicloro e vinclozolina. Sospetti ci sono anche sulle plastiche e  sulla resina epossi-bisfenolo A, su sostanze plastificanti chiamate ftalati, mercurio, piombo, arsenico, organotossine, policlorobifenili (PCB), ossido di carbonio, smog, fumo del tabacco e alcool. I problemi di salute causati dall’esposizione a queste sostanze comprendono un vertiginoso numero di malattie che vanno dal cancro, al diabete, all’obesità, all’asma e alle allergie, e anche problemi respiratori, riproduttivi, cardiovascolari, neurologici, cognitivi, endocrini, psicologici e immunitari.

 

Leggi l'articolo completo al link: http://www.emergenzautismo.org/content/view/792/48

 





Degli utili consigli per la piscina da Autism Insider

Qualcosa che dovreste sapere sul Cloro...

di Luciana C. Leo


 

 Autism Insider Newsletter è realizzato per la comunità dell'autismo al fine di informare su ogni possibile materia. Il contenuto delle newsletter include articoli, interviste, ricerche cliniche, recensioni di libri, rubriche dei genitori, consigli sul comportamento, ponendo risalto sulla comunità, sui calendari o eventi e ricette del mese (senza glutine-caseina e adatte ai bambini).

 
 

L'estate è alle porte e molti bambini cominceranno a frequentare quotidianamente la piscine! La maggior parte dei bambini che conosco, e specialmente i bambini ASD,  AMANO  l’acqua. L’acqua li calma, li rilassa e li rassicura. Purtroppo però, in molte piscine si  utilizza il cloro, una sostanza chimica, allo scopo di uccidere i batteri e tenere la pulizia. Il Cloro è un precursore dei radicali liberi, atomi o gruppi di atomi che si alzano normalmente durante il metabolismo come conseguenza di una reazione chimica nel corpo. Sono regolati dagli antiossidanti. Sfortunatamente la maggior parte dei bambini ASD non produce abbastanza antiossidanti e si verifica una sovrapproduzione di radicali liberi i quali, una volta formatisi, possono iniziare una reazione a catena come nel domino. Il loro più grosso rischio è il grave danno che possono causare in molte cellule del corpo, comprese le cellule del cervello.

Ci sono molte cose che si possono fare per diminuire gli effetti del cloro su vostro figlio:


FARE IL BAGNO O LA DOCCIA PRIMA E DOPO AVER NUOTATO


EPSOM SALT

  • Usare bagni con Epsom Salt dopo la piscina: mescolare 1 tazza di Epsom Salt e ½ tazza di bicarbonato di sodio nella vasca e lasciatevi giocare vostri figlio per 15 - 20 minuti, poi risciacquate bene (specialmente se il bambino ha una pelle sensibile perché gli  Epsom Salt possono causare prurito)
  • Esiste anche una crema Epsom Salt (ottima quando abbiamo fretta) da usare prima e dopo la piscina. Il nome della crema è Magnesium Sulfate Cream e potete acquistarla su:
    Kirkman: www.kirkmangroup.com
    OurKids: www.ourkidsasd.com
  • Potete anche mescolare  Epsom Salt con bicarbonato di sodio e acqua,  metterle in una bottiglietta  spray e spruzzare il bambino prim e dopo il bagno (ottima opzione quando abbiamo fretta)



PROTETTORI DELLA PELLE
: agiscono come una barriera tra la pelle e l’acqua. Mettete la lozione su tutto il corpo.


PROBIOTICI ED  ENZIMI

Il Cloro può causare in vostro figlio una perdita della flora buona intestinale e degli enzimi digestivi, soprattutto se tende a bere l’acqua della piscina. Dare quindi enzimi e probiotici ai due pasti principali (specialmente durante l’estate)


AUMENTO DELLA CANDIDA


Il Cloro delle piscine può aumentare la crescita della candida, per cui, se vedete un incremento dei comportamenti conseguenti a  candida, come scarsa attenzione, iperattività, rabbia, cambi repentini di umore, irritabilità o lo vedete più perso nel suo mondo o avere comportamenti inappropriati, come fare strani rumori o parlare a voce molto alta, o ancora avere problemi di memoria, quella può essere la causa!


SE IL BAMBINO HA ALTI LIVELLI DI RAME

Se vostro figlio ha alti livelli di rame, dovreste controllarli durante l’estate o se va in piscina regolarmente perchè molti alghicidi contengono rame!


ALTRE ALTERNATIVE

  • Provare ad andare al mare se possibile invece che in piscina 
  • Cercare piscine di acqua salata 
  • Se avete una vostra piscina, provate a cercare alternative al Cloro. Una è il  NPSC. Troverete maggiori informazioni su www.naturalpoolcleaner.com

UN ALTRO SUGGERIMENTO!

L’acqua calda fa evaporare il Cloro creando una nebbiolina tossica che può causare maggiori reazioni nei bambini con problemi di sensibilità o di detossificazione. Cercate di evitare le vasche calde e le piscine al chiuso.


CREME SOLARI PROTETTIVE

Fate attenzione che non ci siano questi ingredienti dannosi: Oxybenzone (Benzophenone-3), Micronized Titanium Dioxide, Nano Titanium Dioxide, Nano Zinc Oxide.


Tutti sanno che nuotare è un’attività meravigliosa per i bambini consentendo esercizio aerobico, stimolazione sensoriale, interazione sociale  e facendo loro acquisire sicurezza. Ogni bambino ha il diritto di godersi una bella giornata in piscina, dobbiamo solo prendere le necessarie precauzioni per evitare problemi in futuro.


 
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