Vaccini: l’altra verità




Un articolo dell'Avv. Mastalia pubblicato sul periodico "Free Press" di Perugia


Nel corso degli anni abbiamo sentito ripetere continuamente dai medici che i vaccini sono stati una grande conquista per l’umanità ed hanno portato a debellare alcune tra le più pericolose malattie.
Quello omettono di dire è che gravissime malattie come la “peste” e la “spagnola” erano scomparse ben prima dell’avvento delle vaccinazioni e che all’atto dell’avvento delle vaccinazioni di massa le varie malattie virali erano già regredite di oltre il 90%.
Il motivo di tale regresso, soprattutto nei paesi più “civilizzati”, può essere sostanzialmente ricondotto al miglioramento delle condizioni igieniche, all’avvento dell’acqua corrente, ad un’alimentazione migliore e più varia ed al progresso della medicina.
In tale contesto, quindi, l’avvento delle vaccinazioni si appalesa solo come una delle possibili concause - neanche la più importante - per cui l’assunto che “i vaccini sarebbero vittime del loro successo” appare destituita di ogni fondamento oltre che antistorica.

A fronte di tali presunti successi, le vaccinazioni e soprattutto il loro “abuso” hanno comportato col passare degli anni uno spaventoso incremento nelle malattie autoimmuni ed in particolare nelle patologie a carico in particolare del sistema nervoso e di quello immunitario.
Fino agli anni ‘70, infatti, la popolazione veniva sottoposta unicamente a profilassi antivaiolosa, antipoliomielite ed antitetanica; attualmente, invece, i protocolli vaccinali prevedono l’effettuazione di quattro vaccinazioni cd “obbligatorie” (antipoliomielite, antidifterite, antiepatite B ed antitetanica) oltre ad una serie di vaccinazioni cd “raccomandate” (antimorbillo, antiparotite, antirosolia, antivaricella, antihaemophilus influenzae B, antimeningococco, antipneumococco e, per le ragazze, antipapillomavirus) per un ammontare complessivo, comprensivo dei relativi richiami, di 35-40 somministrazioni, singole o coniugate!
Da qui il “corto circuito” che la vaccinazione, in particolare quelle coniugate o polivalenti, in alcuni casi possono provocare all’interno dell’organismo.
Non è un caso che negli ultimi decenni, parallelamente all’aumento delle vaccinazioni, siano andate aumentando patologie come encefalopatie, encefalomieliti, sindrome di Guillaume Barrè, paralisi spastiche o flaccide, morti cd “bianche”, polineuropatie demielinizzanti, L.E.S. etc.. Parlando di sindrome autistica negli ultimi venti anni si è passati da1:10.000 ad 1:120 mentre negli USA è già sceso intorno ad 1:90 ed in Corea addirittura ad 1:38.
I più recenti studi internazionali e quanto riportato nel vaccino Tripedia ™, dove viene indicato l’autismo come possibile reazione avversa, attestano che non si tratta di un caso!

Parlando dei singoli vaccini vale la pena ricordare come, tra quelli obbligatori, ci si continui a vaccinare a soli due mesi contro un virus “eradicato” da circa trenta anni dal nostro paese (poliomielite), contro un altro “praticamente scomparso” (difterite), contro un altro di difficilissima contrazione e che risulta aver colpito in un solo caso un bambino al di sotto dei dieci anni (tetano), dati questi rinvenibili nel sito Network Italiano per le Vaccinazioni curato dalle ASL. Infine, unici al mondo, vacciniamo contro un virus a trasmissione prettamente sessuale (Epatite B) introdotto nei protocolli vaccinali grazie al pagamento, negli anni ’80, di una tangente all’allora ministro della sanità per fargli evitare la necessaria trafila come appurato a Napoli nel corso di un procedimento penale nell’ambito di “Tangentopoli”.
Il fatto che le vaccinazioni possano arrecare danni anche gravissimi è un dato inequivocabile. Nonostante le ASL, in barba alla vigente normativa, siano solite tacere sui rischi connessi alle vaccinazioni, testi medici, foglietti illustrativi dei vaccini ed i più recenti studi internazionali sulla materia riportano una realtà profondamente diversa; senza considerare poi le molteplici pronunce in tal senso che si stanno susseguendo negli ultimi anni da parte dei tribunali del nostro paese.
Contrariamente all’Italia, negli USA nessuno mette più in discussione la potenziale dannosità dei vaccini: ben tre enti federali sono infatti deputati a vario titolo al controllo (farmacovigilanza passiva) sui possibili danni da vaccino (F.D.A., C.D.C. e V.A.E.R.S.) ed è stato persino istituito un tribunale speciale, la cd “Vaccine Court”, competente ad accertare e risarcire il danno da vaccino.
Vari sono i motivi per i quali un vaccino può arrecare danno: può essere stato realizzato male come dimostrato recentemente dal caso H1N1 e quindi da quello del vaccino antipapillomavirus; può contenere sostanze altamente tossiche come mercurio (thimerosal), alluminio, formaldeide, squalene ovvero altre capaci di innescare gravi intolleranze; può essere stato mal conservato; può essere stato inoculato in un momento in cui, per vari motivi, il sistema immunitario non era pronto a rispondere adeguatamente.
Nonostante ne sia stata da tempo prevista l’eliminazione un recente studio australiano ha appurato tuttora la presenza di mercurio per esempio nel vaccino Infanrix Hexa; mercurio che molti studi internazionali hanno riconosciuto come una delle principali cause scatenanti le problematiche neurologico-immunitarie che causano la sindrome autistica.
Ad ulteriore riprova basta ricordare come, nel corso degli anni, molteplici sono stati i vaccini ritirati dal commercio per aver causato un numero inusitato di gravi reazioni avverse; tra questi i vaccini trivalenti MPR Pluserix, Priorix e Morupar, il vaccino antipolio Sabin, l’esavalente Hexavac fino ai più recenti vaccini antinfluenzali Preflucel etc.
Attualmente, secondo molteplici studiosi, risulta più facile contrarre una malattia da vaccino piuttosto che una delle malattie che il vaccino, quando non le induce, dovrebbe evitare.

Avv. Roberto Mastalia

L’avvocato Roberto Mastalia ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Perugia. Fin dall’inizio della professione la sua attività si è indirizzata verso cause relative alla malasanità ed alla tutela delle disabilità; argomenti per i quali ha dimostrato da sempre grande interesse. Da anni la sua attività si è incentrata nello studio delle problematiche connesse con i danni da vaccino in generale (sia indennizzo ex lege 210/92, conseguenti e collegate sia risarcimento del danno) con particolare attenzione, anche per motivi personali, per l’autismo. La sua preparazione ed il suo impegno ne fanno uno dei maggiori esperti della materia a livello nazionale, molto apprezzato dai migliori specialisti medici con i quali collabora. Attualmente segue decine di cause di indennizzo e di risarcimento danni da vaccino davanti ai tribunali di tutta Italia, collabora con numerose pubblicazioni e siti internet e partecipa a convegni su tutto il territorio nazionale.