QUESTA LA RISPOSTA DI HOLLY KIBBE
Nel ringraziarvi per avermi posto delle domande circa l’A.B.A. desidero, prima di rispondere, ribadire la mia intenzione di non entrare in una polemica o dibattito con altri professionisti circa cosa definisce l’essere un “buon” analista comportamentale V.B.. Io personalmente penso che gli altri professionisti finora interessati a questa discussione di confronto sono bravi analisti in V.B..
La mia intenzione è pertanto quella di informare il pubblico, secondo il mio parere, circa quello che dovrebbe essere un “buon analista in V.B.” riferendomi ad un mio standard personale da adottare se il bambino fosse il mio.
Di seguito la mia opinione con incluse le domande che avrei da porgli e le qualitĂ che cercherei in lui. Spero che almeno una famiglia con un bambino con autismo benefici di queste informazioni nella ricerca di un analista in V.B..
Cosa cercherei in un analista V.B. se al mio bambino fosse diagnosticato l’autismo?
1)Â Â Â Una persona con master che sia un BCBA o come minimo un BCABA;
2)   Qualcuno con competenze nell’insegnamento del V.B. che ha insegnato V.B. a bambini con autismo per almeno 5 anni;
3)Â Â Â Porrei le seguenti domande per sapere:
a. date maggiore enfasi alla motivazione del bambino per apprendere?
b. quando insegnate intensivamente seguite la letteratura basata sulle procedure di:
 i. Mischiare e variare le domande istruzionali – insegnando le etichette,
   poi il recettivo, poi l’intraverbale, ecc?
 ii. Insegnare senza errori (aiutarlo prima che il mio bambino possa
   sbagliare)?
 iii. Sfumare l’aiuto (dal maggiore al minore, prove immediate con
   trasferimento dell’abilità )?
 iv. Fluenza - permettere solo 2 secondi di “tempo di processamento” o
   altrimenti aiutare il bambino e poi immediatamente sfumare l’aiuto?
   Utilizzare tempi molto brevi (ITI Inter-Trial Intervals) permettendo
   solo ½ secondo tra la risposta del bambino e la domanda successiva?
v.  Programma di rinforzo a rateo variabile VRS – richiedere un numero
   in media di risposte prima che il rinforzo sia consegnato invece di
   rinforzare con uno schema fisso dove il rinforzo viene dato dopo lo
   stesso numero di volte ogni volta?
vi. Usare un rinforzo positive molto forte per motivare il bambino a voler
   apprendere invece di usare una “pausa” come ricompensa?
vii. Usare un rapporto tra le domande facile e quelle difficili – vogliamo
   che almeno il 50% delle domande poste sia su cose facile/conosciute
   dal bambino in modo da assicurare un successo almeno per la metĂ
     delle volte?
c. Vorrei essere sicura che l’analista possa dirmi cos’è il NET (insegnamento in ambiente naturale) e farmi degli esempi per illustrarmelo e comprenderlo;Â
d. Vorrei essere sicura che questa persona capisca che è importante dare enfasi al NET nel programma del mio bambino. Se non considera il NET importante, vorrei assicurarmi anche che mi possa dare delle motivazione sui perché.
e. Vorrei chiedere all’analista quali sono i suoi obiettivi per il mio bambino in termini di sviluppo del linguaggio, ed essere sicura che enfasi sia posta sugli obiettivi e sulle abilità che vorrei avessero infine il potenziale per condurre ad un linguaggio conversazionale.
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f. Io chiederei al mio analista i fondamenti del linguaggio conversazionale. Gli chiederei “Quali operanti verbali costituiscono per la maggior parte una conversazione?” ed essere sicuro che la risposta sia principalmente “richieste ed intraverbali”.
g. Vorrei essere sicura che il mio analista reputi importante che il mio bambino faccia delle richieste per centinaia di volte al giorno. PiĂą il mio bambino apprenderĂ che parlando e comunicando lui “otterrĂ le cose” piĂą facilmente il mio bambino sarĂ voglioso di parlare. Questo renderĂ piĂą facile insegnargli il linguaggio e lo aiuterĂ nell’apprendere che l’uso del linguaggio è importante.Â
h. Per ultimo, io vorrei considerare le seguenti indicazioni come segnali di pericolo (bandiere rosse) che mi possano allertare circa il fatto che questa persona non sia adatta a mio figlio…
I segnali di allarme potrebbero essere se:
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1. Forzano mio figlio al tavolo e dicono che il mio bambino ci deve lavorare e solo alla fine apprenderà ad apprezzare l’insegnamento, dopo esser stato forzato a fare ciò per un periodo di tempo sufficientemente lungo. O se essi trascinano il bambino per lavorare al tavolo mentre calcia e grida prima di motivarlo per andare al tavolo.
2. Se dicono che vogliono che il mio bambino lavori per essere ricompensato con una pausa o del tempo da trascorrere da solo piuttosto che lavorare per ottenere un rinforzo positivo. La letteratura A.B.A. mostra che quando uno studente lavora per un rinforzo positivo si potranno più facilmente ottenere più risposte prima di dargli il rinforzo. Io vorrei che il mio analista si accerti che l’insegnamento sia divertente e che abbia come risultato che il mio bambino non abbandoni frequentemente il luogo d’insegnamento.
3. Se essi attribuiscono la lentezza dei progressi o le lacune nell’acquisizione delle abilità alla disabilità del mio bambino. Piuttosto, io vorrei che loro cambino metodo e procedure d’insegnamento nel tentativo di aiutare il mio bambino ad apprendere piuttosto che “colpevolizzare” la disabilità .
4. Se essi non conoscono cosa siano gli operanti verbali - esempio: richieste, etichette, intraverbale, ecc. and non possano dare esempi accurati su di essi.
5. Se essi non possono dirmi come insegnare a far fare una semplice richiesta, un’etichetta o un intraverbale.
6. Se essi non prendono dati o ritengono i dati “non importanti” questo per me è un grosso segnale di allarme. Per definizione se voi no prendete dati non state “facendo A.B.A.”.
Nella mia personale opinione, ci sono molte altre cose che dovrebbero costituire un buon analista comportamentale, in aggiunta a quanto sopra scritto. Cose tipo l’affidabilità , l’abilità a completare le cose nel tempo appropriato per poterle subito realizzare (o almeno contattandolo per cose da evitare in anticipo), problemi correlati all’etica ed al mantenimento della certificazione e mantenersi aggiornati con le pubblicazioni della letteratura A.B.A. e con i problemi correlati all’insegnamento di specifici obiettivi e col condurre appropriatamente un programma.
Io penso che un’analista dovrebbe essere anche una “brava persona” o almeno che sia in grado di spiegare le cose bene. Questo perché io credo che comunicare appropriatamente procedure e metodi ai terapisti ed ai genitori sia una componente essenziale del successo all’interno di un programma. Vorrei pensare a questa lista come un ottimo punto di partenza come intervista iniziale. Ci possono essere parecchi buoni analisti comportamentali in V.B. sul mercato che fanno cose leggermente diverse dalle mie. Questo ad ogni modo non li classifica come analisti V.B. “cattivi” e la lista sopra descritta esprime il mio parere personale. Fatemi sapere se avete qualche domanda.
Holly Kibbe, M.S, BCBA
Establishing Operations, Inc.
www.EstablishingOperationsInc.com
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