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EVIDENZA DI DISFUZIONE MITOCONDRIALE NELLâAUTISMO E IPOTESI DI TRATTAMENTO
Daniel A. Rossignol, J. Jeffrey Bradstreet
American Journal of Biochemistry and Biotechnology 4 (2): 208-217, 2008
ISSN 1553-3468
2008 Science Publications
Corresponding Author: Daniel A. Rossignol, International Child Development Resource Center, 3800 W. Eau Gallie Blvd.,
Suite 105, Melbourne, FL 32934, Tel: 321-259-7111
208
Abstract: I comuni disturbi mitocondriali vengono riscontrati in un sottogruppo di soggetti con autismo e sono di solito causati da anomalie genetiche o anomalie nel meccanismo respiratorio mitocondriale. Tuttavia, in molti casi di autismo, câè evidenza di disfunzioni mitocondriali (MtD) senza la contemporanea presenza delle caratteristiche tipiche associate ai disturbi mitocondriali. I MtD appaiono molto comuni nellâautismo e si presentano con sintomi e segni meno gravi. Spesso lâMtD non è associato con patologie mitocondriali riscontrabili in campioni di biopsie muscolari nonostante lâoggettiva evidenza di funzione mitocondriale carente. Lâesposizione a tossine ambientali è la probabile eziologia del MtD nellâautismo. Questa disfunzione inoltre contribuisce ad una serie di sintomi e comorbiditĂ osservabili nellâautismo:
- disabilitĂ cognitive
- deficit del linguaggio
- metabolismo energetico anormale
- problemi gastrointestinali cronici
- anomalie nellâossidazione degli acidi grassi
- aumentato stress ossidativo.
MtD e stress ossidativo potrebbero spiegare anche il rapporto maschi/femmine che si riscontra nellâautismo a causa della maggiore vulnerabilitĂ dei maschi a questo tipo di disfunzioni. I Biomarker relativi alle disfunzioni mitocondriali sono stati individuati, ma questi dati sono altamente sotto-utilizzati nonostante la disponibilitĂ di interventi terapeutici correlati. La supplementazione nutrizionale per diminuire lo stress ossidativo insieme ad altri fattori per aumentare i livelli di glutatione ridotto, cosĂŹ come lâutilizzo di HBPT , rappresentano tutti approcci razionali al problema. La patofisiologia sottostante ai sintomi autistici nei soggetti affetti si prevede possa migliorare e interrompere i peggioramenti se vengono intrapresi trattamenti mirati ed efficaci per lâMtD nellâautismo.
Parole chiave: Mitocondri, infiammazione, stress ossidativo, antiossidanti, terapia HBOT, acido lattico, ammonia, Co-enzima Q10.
Introduzione
Lâautismo e i disordini dello spettro correlati (ASD) sono disordini del neurosviluppo caratterizzati da sostanziali disabilitĂ nellâinterazione sociale, difficoltĂ nella comunicazione, comportamenti ristretti e ripetitivi.[1] Tuttavia, questo gruppo di sintomi e comportamenti caratterizzati psicologicamente, rappresentano lâespressione fenotipica risultante da numerosi meccanismi biologici e da vulnerabilitĂ genetiche sottostanti che interagiscono con fattori ambientali [2].
Tre studi epidemiologici molto rigorosi hanno dimostrato che lâincidenza dellâautismo è aumentata negli ultimi anni[3-5]. Attualmente si stimano i casi di autismo in 1 su 150 bambini (67/10.000) negli Stati Uniti [3,6]. Tuttavia, sebbene lâautismo sia presente nei maschi 4 volte rispetto alle femmine[7], lâincidenza dellâautismo sottostima il numero dei maschi affetti. Una valutazione ragionevole dei dati in possesso applicata alla sola popolazione maschile ci parla di 1 caso su 93 bambini (54/10.000) affetti da autismo. Questo rappresenta un dato straordinario che ci dice quanto i fattori ambientali influiscano negativamente sulla popolazione maschile.
I disordini mitocondriali, un tempo rari, sono ora uno dei piĂš comuni disordini metabolici nei bambini[8]. I disturbi mitocondriali classici vengono riscontrati in un sottogruppo di bambini con autismo e sono di solito causati da anomalie genetiche o anomalie nel meccanismo di respirazione mitocondriale[9-15].
Questi disturbi si manifestano con sintomi gravi:
Sono inoltre associati a regressione nello sviluppo e ritardo della crescita nei bambini con ASD.[16-18], perdita di linguaggio, iperattivitĂ , anormale interazione sociale, interessi ristretti, comportamenti sterotipati, epilessia,, comportamenti auto-aggressivi[16]. Tuttavia, allâinterno di un gruppo significativo di bambini ASD, studi hanno dimostrato la presenza di MtD senza la presenza delle caratteristiche tipiche del MtD [9,16,19,20].
Ad esempio, uno studio su 25 bambini con caratteristiche autistiche, comprese disabilitĂ dello sviluppo, epilessia e ipotonia, non ha evidenziato modifiche strutturali mitocondriali nelle biopsie muscolari effettuate. Questi bambini non rientravano in nessuna categoria delle encefalomiopatie mitocondriali [20].
Lâ MtD nellâautismo è stato sospettato per la coincidenza delle due condizioni, lasciando ipotizzare a J.Lombard nel 1998 che lâautismo fosse causato da MtD [21]. A confronto con le classiche malattie mitocondriali, lâMtD che si riscontra molto comunemente nellâautismo [22], ha una sintomatologia meno severa e non è associato con alcuna anormalitĂ mitocondriale riscontrabile da biopsie muscolari. Ă tuttavia associato con dati di laboratorio che rivelano un funzionamento mitocondriale ridotto.
Questo tipo di MtD probabilmente è scatenato da tossine ambientali e contribuisce ad un numero di sintomi diagnostici e comorbiditĂ nellâautismo che comprendono:
-
disabilitĂ dellâapprendimento
-
deficit di linguaggio
-
metabolismo energetico anomalo
-
problemi gastrointestinali cronici
-
anomalie nellâossidazione degli acidi grassi
-
aumentato stress ossidativo.
Sebbene i biomarker delle carenze mitocondriali siano stati identificati, appare evidente che i MtD sono significativamente poco riconosciuti nellâautismo, quindi spesso non vengono prescritte terapie adeguate. Dato interessante, lâMtD è implicato in altri disturbi neurologici quali Alzheimer [23,24], Parkinson [25],sclerosi laterale amiotropica [25], disturbo di Huntington [26], atassia di Fredrich [26]. Questo succede a causa del fatto che la richiesta metabolica aerobica del cervello è molto alta, rendendolo estremamente vulnerabile a qualsiasi diminuzione dellâefficienza mitocondriale [19], e questo è largamente dovuto alla straordinaria dipendenza della trasmissione sinaptica dallâenergia prodotta dai mitocondri [27].
I Disturbi mitocondriali nellâautismo
Uno dei primi studi a riguardo ha utilizzato la MRS (Spettroscopia a risonanza magnetica nucleare) 31P per indagare il metabolismo energetico nel cervello di individui con autismo attraverso la misurazione dei livelli allo stato di stabilitĂ della fosfocreatina (PCr), dellâadenosina trifosfato (ATP) dellâadenosina difosfato (ADP) e dellâortofosfato inorganico, confrontando questi dati con quelli di individui normotipici. Lo studio ha rivelato che il PCr era piĂš basso nel gruppo di individui con autismo, con conseguente aumentato utilizzo di PCr per mantenere i livelli di ATP nel cervello e questa condizione è correlata con problemi neuropsicologici e di linguaggio.
Il gruppo dei bambini con autismo presentava inoltre bassi livelli di ATP, ADP, di nucleotidi e disfo-zuccheri. Gli autori ipotizzarono che le anomalie cliniche riscontrate nellâautismo potessero essere condizioni secondarie causate da alterazioni nelle bioenergie cerebrali [28]. Uno studio successivo ha confermato evidenza di metabolismo energetico alterato nel cervello dei bambini con autismo[29]. Questi studi confermano lâipotesi di funzione mitocodriale alterata e documentano il fatto che alcuni individui con autismo hanno un generale livello energetico carente e capacitĂ ridotta di immagazzinare energia mitocondriale, condizione che determina problemi cognitivi, deficit di linguaggio e metabolismo energetico alterato.
I danni alle funzioni mitocondriali inoltre, abbassano i livelli di glutatione[30] e determinano problemi gastrointestinali cronici[19] poichè il tratto GI è altamente dipendente dal fatto che il glutatione possa agire adeguatamente[31]. Molti studi dimostrano che i problemi GI cronici sono molto, molto comuni nellâautismo[34].
La stitichezza è frequentemente riscontrata in soggetti con disturbi mitocondriali[35] e la costipazione cronica riscontrata in alcuni soggetti ASD può essere manifestazione diretta di MtD.
Epilessia [36] e ipotonia [37] in individui con autismo possono essere manifestazioni di MtD.
Anomalie nellâossidazione degli acidi grassi può riflettere MtD nei soggetti con autismo.
Lâossidazione alterata degli acidi grassi è riscontrata nellâautismo[38] cosĂŹ come danni nella beta-ossidazione e nella fosforillazione ossidativa associata con carenza di carnitina e produzione ridotta di fosfolipidi contenenti 22:6n-3 acidi grassi (acido decosaenoico)[39].
Ad esempio, in un caso, in un bambino con autismo e ipotonia, ma con normale forza muscolare, è stato riscontrato acido lattico elevato, basso bicarbonato e un profilo anomalo di acil-carnitina. Questo bambino è stato diagnosticato poi con disfunzioni della beta-ossidazione mitocondriale[40]. In un altro studio su 15 bambini con autismo, a confronto con un gruppo di controllo con ritardo mentale, nel gruppo di bambini con autismo è stata riscontrata una riduzione marcata dei livelli 22:6n-3 [41]. Considerati tutti insieme, questi dati suggeriscono che lâMtD sia comune nellâautismo e che i problemi specifici descritti in questa sezione possano essere considerati elementi diagnostici.
I Disturbi Mitocondriali e lo stress ossidativo nellâautismo
Durante la respirazione mitocondriale, una incapacitĂ di neutralizzare radicali liberi e scarti dellâossigeno determina stress ossidativo[23,42]. I danni ossidativi nellâuomo sono responsabili dellâinvecchiamento e delle malattie neurologiche[43].
La membrana interna dei mitocondri contiene una gran quantitĂ di âraccoglitoriâ di radicali liberi quali glutatione, vitamina C, vitamina E, enzimi anti-ossidanti quali il SOD (superossido-dismutasi)[26]. Studi su animali hanno dimostrato che le cavie carenti di SOD avevano difetti molecolari nella respirazione mitocondriale, e che i miglioramenti dei sintomi si verificano con la somministrazione di SOD[44]. Alcuni bambini con autismo hanno bassissimi livelli di glutatione ridotto[45,46] e SOD[47]: ambedue possono determinare danni e disfunzioni mitocondriali[48]. Danni nelle funzioni mitocondriali determinano un aggravarsi ulteriore dello stress ossidativo[49] e un abbassamento continuo dei livelli di glutatione[30]: un circolo vizioso. PoichĂŠ lo stress ossidativo è spesso riscontrato nellâautismo[50], questo processo persiste. In uno studio pilota sullâautismo, si è riscontrato un consistente stress ossidativo[51] pari al 72% superiore al gruppo di controllo di bambini NT[45].
Oltretutto, lâattivitĂ molto ridotta di particolari enzimi antiossidanti quali il SOD[47], glutatione perossidasi[47], catalasi[52] e paraossonasi[53] è stata riscontrata in individui con autismo. Alcuni bambini ASD mostrano inoltre unâaumentata perossidazione lipidica[52,54], aumento di malondialdeide che è un marker dello stress ossidativo e della perossidazione lipidica[55]. Un gruppo di ricercatori ha ipotizzato che âlo stress ossidativo endogeno-ambientale contribuisce allo sviluppo delle manifestazioni cliniche dellâautismoâ[46].
Ad esempio, in uno studio, la regressione (perdita di abilitĂ acquisite) in alcuni bambini con autismo era associata a bassi livelli nel siero di enzimi antiossidanti[55].
Lo stress ossidativo può inoltre giocare un ruolo determinante rispetto al rapporto maschi/femmine nellâautismo. A causa dei bassi livelli di glutatione ridotto, i mitocondri dei maschi, se messi a confronto con quelli delle femmine, sono molto piĂš vulnerabili allo stress ossidativo[56]. In studi su animali, a causa dellâattivitĂ ridotta degli enzimi SPD e della perossidasi del glutatione nei maschi, il danno ossidativo ai mitocondri a livello di DNA è 4 volte piĂš alto nei maschi rispetto alle femmine[56]. Lo stress ossidativo, misurato nel tessuto cerebrale in seguito ad ischemia, è maggiore nel cervello dei maschi a confronto delle femmine[57]. LâattivitĂ della catalasi, un enzima anti-ossidante, è molto piĂš elevata nelle femmine che nei maschi[58], e gli estrogeni favoriscono lâattivitĂ perossidasi del glutatione[59]. In un esperimento su animali si è visto che, nelle arterie cerebrali, gli estrogeni si legano ai recettori degli estrogeni e aumentano la capacitĂ dei mitocondri nella produzione di ATP aumentando lâattivitĂ degli enzimi mitocondriali inclusi la citrato-sintasi e il complesso IV. Gli estrogeni inoltre diminuiscono la produzione di perossido di idrogeno, riducendo lo stress ossiativo[60]. Per questo i maschi con aumentato stress ossidativo possono manifestare sintomi clinici piĂš gravi e sintomi da disturbo mitocondriale quando messi a confronto con la popolazione femminile.
Biomarker dei disturbi mitocondriali classici e MtD nellâautismo
I disturbi mitocondriali classici sono comunemente associati con risultati anormali negli esami di laboratorio:.
Elevati:
Bassi:
Questi marker possono essere dâaiuto per diagnosticare i disturbi mitocondriali[20]. Tuttavia , molte di queste anomalie nei risultati dei test sono le stesse riscontrate in soggetti con autismo e MtD senza però nessuna evidenza si disturbo mitocondriale classicoâ. Ad esempio, livelli elevati di acido lattico â marker di MtD â sono stati riscontrati in molti soggetti con autismo[29,40,61-65], e arrivano ad interessare fino al 43% dei bambini con autismo messi a confronto con gruppo di controllo NT[17]. In uno studio, bambini con autismo con elevato acido lattico sono stati sottoposti a biopsia al muscolo deltoide, e circa il 35% dei soggetti in esame, ha confermato con la biopsia il MtD[22]. Questo studio è molto significativo perchĂŠ sebbene alcuni bambini con acido lattico elevato avessero effettivamente un disturbo mitocondriale confermato dalla biopsia muscolare, la maggioranza aveva biopsie nella norma pur avendo MtD.
In numerosi studi su individui con autismo, ma senza disturbi mitocondriali classici, sono stati riscontrati alti livelli di ammonia; questo ha convinto alcuni studiosi a voler confermare anche in questo caso diagnosi di MtD[40,63,64]. Di solito, questi livelli sono molto alti, ma non cosĂŹ alti come in altre condizioni piĂš tipiche dellâautismo, quali i disordini del ciclo dellâurea[66]. Lâammonia necessita di 3 molecole di ATP per essere convertita in urea e, in alcuni studi su animali, si è visto come livelli elevati di ammonia favoriscano la diminuzione di ATP nel cervello[67].
Tuttavia, lâaumento dei livelli di ammonia riscontrati nellâautismo potrebbero essere sia causa che conseguenza della deplezione dellâATP. Uno studio su 100 bambini con autismo e con storie di autismo regressivo, ma senza la compresenza di disturbi mitocondriali classici, si è visto che la presenza di MtD era strettamente correlata con la riduzione significativa dei livelli di carnitina totale e libera e con la presenza di aumento dei livelli di ammonia, alanina e acido lattico[64]. Altri marker di MtD elevati nellâautismo includono: piruvato [17] e creatina-chinasi[18].
Uno studio su 159 bambini con autismo, confrontati con 94 bambini NT, hanno rilevato un aumento dellâaspartato-aminotransferasi e della creatina-chinasi, correlati con possibili difetti della fosforillazione ossidativa. Gli autori dello studio hanno concluso che: âulteriori valutazioni metaboliche sono consigliate nei pazienti con autismo; i difetti della fosforillazione ossidativi sono prevalentiâ. Inoltre hanno aggiunto che , quando i MtD compaiono giĂ durante la prima infanzia , determinano stress ossidativo che impedisce allâorganismo di difendersi da infezioni e di attivarsi in risposta alle vaccinazioni ricevute durante questo periodo. [18].
Possibili cause di MtD nellâautismo
La causa della comparsa di MtD nellâautismo è sconosciuta ma potrebbe essere una manifestazione secondaria risultante dallâesposizione a determinate tossine ambientali. Questi agenti potrebbero quindi danneggiare direttamente i mitocondri e ridurre la loro efficienza, o intaccare e danneggiare la loro funzionalitĂ aumentando il carico sullâorganismo e quindi lo stress ossidativo. Farmaci quali lâacido valproico e il talidomid [68/69] cosĂŹ come lâesposizione ai virus della rosolia e il citomegalovirus[70,71] sono alcuni esempi di fattori ambientali che hanno un ruolo nellâinsorgenza dellâautismo. Sono implicati nel disturbo ASD anche: pesticidi[53,72], bifenil-policlorinato[PCB-73], prodotti industriali, metalli tossici quali mercurio[77,78], piombo[79,80] cadmio, nichel[74], alluminio[81].
Si noti, molte di questi elementi tossici, mercurio, arsenico, cadmio, piombo, pesticidi, prodotti chimici industriali, tutti inibiscono la funzione mitocondriale. Di fatto i mitocondri sono lâobiettivo primo della neurotosicitaâ dei metalli[82].
Altre sostanze intaccano la funzione mitocondriale
Lâacido propionico è prodotto dai Clostridia nel tratto GI e danneggia la funzione mitocondriale inibendo direttamente la fosforillazione[87]. Grandi quantitĂ di Clostridia sono presenti nel tratto intestinale degli individui con autismo, e lâinoculamento di acido propionico nei ratti eseguito in un recente studio, produce nei ratti un comportamento simil-autistico[87]. Aumentando lo stress ossidativo[49], abbassandosi i livelli di glutatione[30], lâMtD determina problemi nella detossificazione dai contaminanti ambientali[46] e di conseguenza aumenta anche la suscettibilitĂ alla tossicitĂ dei metalli[88].
Testare i soggetti con autismo per MtD
Sulla base di queste scoperte, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che i disordini mitocondriali siano la maggiore causa dellâinsorgenza dellâautismo[10,65] e che i MtD devono sempre essere sospettati e testati nei soggetti con autismo che presentano disordini neurologici o che hanno una storia familiare di disturbi mitocondriali[14,22]. Determinati marcatori sono utili per valutare la presenza di MtD nei soggetti con autismo.
Alcuni ricercatori sostengono che il piruvato va sempre testato nella valutazione di un soggetto ASD[61]. Tuttavia, misurare i livelli di piruvato non è semplice, dato che è un esame che si esegue in laboratori particolari. Il rapporto plasma â alanina/lisina (valori normali 1.5-2.5) è un marker surrogato rispetto al piruvato. Un rapporto superiore a 2.5 è compatibile ad una elevazione del piruvato[18]. Misurare lâacido lattico è invece un esame semplice, che si può fare allâinizio per iniziare unâindagine sui problemi mitocondriali[8]. Inoltre i problemi a livello dei mitocondri possono essere indagati anche con lâesame degli acidi organici[19].
Valutare i livelli di carnicina e di ammonia è molto utile[64]. Quindi fare questi esami su urina e sangue può aiutare nella diagnosi di MtD in ASD.
Trattamenti potenziali per MtD nellâautismo. Supplementi nutrizionali e antiossidanti
Il trattamento dello stress ossidativo con antiossidanti può migliorare la condizione MtD di alcuni soggetti con autismo. In alcuni studi condotti su animali, si è visto come la L-carnitina sia stata in grado di ristabilire parzialmente la funzione mitocondriale e alâattivitĂ muscolare[89].
La somministrazione di coenzima Q10 in ratti ha aumentato la concentrazione mitocondriale, persistendo nel tempo e con effetti neuroprotettivi[90].
In studi condotti sullâuomo, il coenzima Q10 ha migliorato i sintomi in pazienti con disturbi mitocondriali. In un altro studio condotto su 2 pazienti con encefalomiopatia mitocondriale, la somministrazione di Q10 e Idebenone ha determinato miglioramenti clinici misurati con EEg e test psicologici standard. I livelli di acido lattico e piruvico sono diminuiti dopo questo trattamento[92].
In uno studio a doppio cieco con 8 pazienti con encefalomiopatia mitocondriale, lâenzima Q10 ha migliorato la fatica e la resistenza muscolare, diminuendo i livelli di acido lattico e piruvico nel siero[93].
Tiamina, piridossina e riboflavina possono migliorare la funzione mitocondriale[21]. In uno studio, la piridossina ha migliorato linguaggio, affettivitĂ e comportamento in 3 su 8 bambini con autismo e MtD[62]. Lâestratto di Ginkgo biloba sembra diminuire lo stress ossidativo nei mitocondri[94 ].
Il trattamento con antiossidanti per diminuire lo stress ossidativo migliora la funzione mitocondriale e la produzione di energia[92]. Di fatto, il trattamento con antiossidanti nei bambini ASD determina lâinnalzamento dei livelli di glutatione e migliora i sintomi[45]. In uno studio a doppio cieco, lâutilizzo di vit. C ha migliorato il comportamento in individui autistici messi a confronto con un gruppo NT. Una volta rilevata la presenza di MtD, i trattamenti con questi supplementi nutrizionali determina miglioramenti nella funzione mitocondriale e la diminuzione dei sintomi negativi.
Terapia iperbarica (HBOT)
Molti sono gli studi che hanno descritto ipoperfusione cerebrale nellâautismo[97,99] e questa diminuzione del flusso sanguigno si è visto come sia correlata al nocciolo dei sintomi autistici[100] e può determinare ipossia cerebrale. Di fatto numerosi studi hanno dimostrato evidenze di ipossia nei cervelli di alcuni individui con autismo, cosĂŹ come è stata misurata con la riduzione di Bcl-2 e aumento di p53 nel cervello[101,102]. Lâelevato P53 si spiega con lâipossia [103] e la diminuzione di Bcl-2 è associata ad apoptosi provocata anchâessa da ipossia [104]. Lâipossia può danneggiare le funzioni mitocondriali[105] e diminuire la produzione di ATP[106].
Siccome solo il 0,3% dellâossigeno respirato arriva ai mitocondri[107], aumentare la disponibilitĂ di ossigeno per i mitocondri attraverso lâHBOT può davvero migliorare la funzione mitocondriale[108 ,109]. Ad esempio, in uno studio su cavie con danni al complesso mitocondriale IV, lâHBOT a 2 ATM âha migliorato significativamente le disfunzioni mitocondrialiâ interrompendo la distruzione di motoneuroni rispetto ad un gruppo di controllo[108].
Sempre in studi su animali, si è dimostrato che lâHBOT aumenta la quantitĂ di lavoro dei mitocondri[110], migliorando la funzione mitocondriale anche in seguito a infortuni cerebrali[109], prevenendo il deterioramento mitocondriale[111] in confronto ad un gruppo di controllo di cavie alle quali era stato somministrato ossigeno senza lâutilizzo di HBOT. LâHBOT ha anche aumentato la motilitĂ spermatica aumentando la fosforillazione mitocondriale ossidativi in un gruppo di cellule spermatiche fruttosio-inibite. Il fruttosio è lo zucchero utilizzato dallo sperma per la produzione di energia[112]. LâHBOT previene inoltre gli episodi di apoptosi favorendo la guarigione neurologica in seguito ad ischemia cerebrale attraverso il meccanismo di apertura dei canali mitocondriali del potassio ATP-sensibili[113].
Sempre in esperimenti su animali, sia lâipossia che lâischemia tendono a diminuire la produzione di ATP e fosfocreatina; lâutilizzo di HBOT si è visto che ristabilisce i livelli di queste sostanze e aumenta lâutilizzazione di energia a confronto del gruppo di controllo al quale è stato somministrato ossigeno senza HBOT[106].
Infine, si è visto recentemente come lâHBOT sia in grado di attivare sia la replicazione che la trascrizione DNA mitocondriale, aumentando la biogenesi dei mitocondri in cervelli animali[114]. Un piccolo numero di casi ha dimostrato come lâHBOT migliori i sintomi in alcuni bambini con autismo[115].
Conclusioni
I disturbi mitocondriali classici colpiscono un piccolo numero di individui con autismo e di solito in situazioni di provate anomalie genetiche e deficit nei meccanismi della respirazione mitocondriale. Tuttavia, lâMtD, una condizione che NON ha le stesse caratteristiche degli altri disturbi mitocondriali, si riscontra in alcuni soggetti con autismo e si associa ad anomalie dei biomarkers delle funzioni mitocondriali (acidi grassi / aminoacidi). Numerose tossine ambientali potrebbero essere distruttive sia per la struttura che per le funzioni mitocondriali in questi particolari soggetti, e queste tossine vanno prese in considerazione nella valutazione dei soggetti con autismo.
LâMtD può quindi contribuire ad una serie di sintesi e di co-morbiditĂ osservate nellâautismo, tra i quali:
-
difficoltĂ di apprendimento
-
deficit di linguaggio
-
metabolismo energetico anormale
-
problemi GI cronici
-
anormalitĂ nellâossidazione degli acidi grassi
-
aumentato stress ossidativo.
Inoltre, poichĂŠ esiste una vulnerabilitĂ maggiore dei maschi rispetto alle femmine, questo potrebbe spiegare il perchĂŠ nellâautismo ci sono 4 maschi ogni femmina.
LâMtD diagnosticato attraverso la lettura dei biomarkers è potenzialmente trattabile.Va incoraggiata una maggiore analisi rispetto al MtD nellâautismo. Potenzialmente, câè un gran numero di soggetti con autismo che soffre di MtD, e dato che ci sono possibilitĂ di trattamento, câè bisogno al piĂš presto di approntare metodi di indagine e metodologie diagnostiche valide e corrette per individuare lâMtD.
Ringraziamenti
Gli autori vogliono ringraziare il sig.Michael Haynes e il dr.Laureen Underwood per lâaiuto e i contributi nella pubblicazione di questo manoscritto.
Daniel A. Rossignol, J. Jeffrey Bradstreet
International Child Development Resource Center, 3800 W. Eau Gallie Blvd., Suite 105,
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