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Articolo del Dr. Antonucci sulla rivista Salutare

di Redazione EmergenzAutismo Pubblicato il 4 min di lettura

Pubblichiamo un articolo scritto dal Dr. Nicola Antonucci per la rivista Salutare

AUTISMO: DALLA INCURABILITA' ALLE CURE POSSIBILI

Ci sono eventi della vita che non vorremmo mai che accadessero e che, soprattutto, non esistono assolutamente nei progetti, di vita professionale e personale che costruiamo pensando al futuro. Mi sono laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria immaginando di occuparmi dei disturbi psichiatrici degli adulti, senza alcun particolare interesse verso le patologie dell'infanzia e, soprattutto, senza mai anche solo lontanamente ipotizzare di ritrovarmi dalla parte di chi della cura ha necessità.

Ormai quasi tre anni fa, la malattia di mia figlia – con una diagnosi nello spettro autistico - è giunta così, oltre che completamente inaspettata, anche come totalmente rivoluzionaria. Medico e, insieme, in quanto padre, paziente: in nessun altro modo avrei potuto sperimentare l'incredibile difficoltà della nostra medicina di offrire risposte rispetto ad una malattia tanto pervasiva quanto ancora misteriosa ed inesplorata. Toccato personalmente dall'assenza di risposte adeguate alla sua cura da parte della medicina ufficiale, frustrato dal temporeggiare per meglio “osservare” e non “curare”, offeso della visione psicologizzata del problema (“vediamo cosa non va nei genitori” ), deluso  dall'assenza di spiegazioni a tutti gli altri problemi medici correlati che mia figlia presentava, sono partito negli Stati Uniti per approfondire le conoscenze mediche e scientifiche proposte dall'Autism Reseach Institute (ARI) di San Diego in California (www.autism.com).

Si tratta di un Istituto di Ricerca fondato da medici nella maggior parte anche loro trovatasi come genitori al cospetto dello spettro autistico che non hanno voluto accettare come incurabile e che, dunque, hanno avviato percorsi di ricerca scientifica con l'obiettivo di svelare tutta la complessità di questa malattia sul piano scientifico e di attuare le risposte cliniche allo stato attuale più efficaci sino al raggiungimento del recupero completo dei bambini, come in molti casi sta già avvenendo.

E così, due anni fa, ho lasciato il Policlinico di Bari – dove mi ero occupato di schizofrenia e disturbi del comportamento alimentare - abbandonando completamente l'immagine di futuro professionale – e personale – che avevo costruito. Da allora mi occupo  unicamente dei bambini e ragazzi affetti da Disturbi dello Spettro Autistico, sperimentando ogni giorno la veridicità delle ricerche condotte dall'ARI.

I risultati scientifici che l'ARI sta pubblicando in questi ultimi anni, confermati dalla mia personale esperienza clinica, affermano che l'Autismo non è un “Disturbo” cosi come oggi si legge sui libri di medicina, ma è una “Malattia” o meglio, una “Sindrome” :  affligge “il corpo” - e, dunque, non è una malattia psichica – giacché presenta  segni e sintomi fisici specifici di patologia organica di cui il cervello  - sebbene il più nobile- è solo uno degli organi bersaglio. I sintomi comportamentali – normalmente letti come disturbi del comportamento - sono solo l'epifenomeno della malattia e molto spesso espressione di malessere fisico e dolore di difficile interpretazione a causa dei deficit comunicativi di cui questi bambini soffrono. In questi anni, di studio, ricerca e pratica clinica, ho dunque sperimentato che esistono tanti “Autismi”, con differenti meccanismi patogenetici ancora in gran parte non chiari, ma le cui evidenze empiriche riconducono a cause metaboliche, immunologiche di tipo infiammatorio, infettivologiche, autoimmunitarie e tossicologiche.

Ho sperimentato che l'autismo pertanto, è una patologia multifattoriale in cui accanto ad una suscettibilità e fragilità genetica si associa un fattore ambientale che sbilancia il sottile ed instabile equilibrio biologico-metabolico-immunologico del bambino.

Ho verificato che stiamo assistendo ad una epidemia di casi Autismo: negli ultimi 20 anni i dati attuali di incidenza sono saliti di 20 volte rispetto alle statistiche degli anni '80. Un’epidemia non è mai genetica ma richiede una profonda riflessione sulle cause ambientali che possano averle scatenate, non ultimo i livelli di inquinamento ambientale e l'uso incongruo e massivo dei vaccini.

Ho imparato che l'Autismo è trattabile sino al recupero completo: non perché l'abbia studiato come ipotesi possibile, ma  perché ho visto, con i miei occhi, che ci sono bambini che escono dallo spettro autistico, laddove la risposta medica sia diretta alla rimozione delle cause organiche e non al mero contenimento dei sintomi.

Negli USA continuo periodicamente a seguire i seminari formativi dell'ARI, ho frequentato come tirocinio clinico la clinica del suo Direttore Scientifico, dr.ssa E. Mumper, in Virginia,  ed ogni tre mesi accompagno famiglie presso i centri americani dove eseguire indagini specialistiche e terapie (come la camera iperbarica) che in Italia risulta ancora difficile o impossibile attuare.

La malattia di mia figlia dunque, oltre che ragione di immenso dolore – lo stesso che ritrovo nei pazienti che quotidianamente incontro – si è rivelata ragione di un profondo cambiamento: non di professione, ma di prospettiva. Il passaggio da una visione dell'autismo come patologia irrecuperabile ad una visione dello stesso che ne considera le già note e le non ancora esplorate possibilità di cura.

Nicola Antonucci

Fonte www.salutare.info

Dr Nicola Antonucci Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bari, nel luglio 2000 e specializzato in Psichiatria nel gennaio 2005 nella stessa Università. Dall'ottobre 2006 ha cominciato ad occuparsi di Trattamenti Biomedici dei Disturbi dello Spettro Autistico secondo il Protocollo DAN!, partecipando alle conferenze internazionali e ai corsi di formazione per medici a Jacksonville (01/2007) ed Alexandria (04/2007). Dal dicembre 2007 si occupa esclusivamente di trattamenti biomedici dell'Autismo visitando in diverse città d'Italia e collabora con il “TheRimlandCentre” della dr.ssa Elizabeth Mumper in Virginia accompagnando periodicamente alcune famiglie italiane per trattamenti intensivi.


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