Forum e approfondimenti

ENTRA

Login Form






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

 
Questo sito è dedicato alla memoria di Carlo Carlone. 

Articoli correlati

Home
Una nostra famiglia a Uno Mattina
mercoledì 08 ottobre 2008



Giovedì 9 Ottobre, una nostra famiglia è stata ospite di Uno Mattina con un servizio in diretta.
Questa la registrazione del loro intervento che accompagnamo con le parole di Tommaso per tutti i genitori di EmergenzAutismo:

Cari genitori,
Vi scrivo ancora, per comunicarvi oggi gli effetti collaterali che si sono sviluppati in me nelle ultime ore. Quando porti alla conoscenza tante persone della tua situazione, hai l'impressione di non essere guardato più con gli stessi occhi e hai  quasi una sensazione di colpa nei confronti di tuo figlio, perche hai rivelato a molti che è "Autistico". Fa molto male!
Ma so allo stesso tempo che tutto è stato importantissimo, ogni istante di quel filmato.
Abbiamo fatto questo per tutte quelle creature che vengono nascoste nelle case, per tutti quei genitori che portando per strada i propri figli provano un grande disagio nell'essere osservati. Abbiamo fatto ciò, perchè nulla si limita alla nostra famiglia, ma perchè vanno risvegliate le coscienze di tutti...prima dei genitori.
Se noi non usciamo fuori, allo scoperto... mai e poi mai possiamo pretendere che i diritti dei nostri figli e di tutti i bambini che verranno siano tutelati, perchè siamo noi i primi a non tutelarli.
E' dura, ma rappresenta l'unica strada a senzo obbligato.
Battagliamo tutti, denunciamo, scriviamo alle autorità.
Vogliamo l'Aba, vogliamo il Biomedico.....chiediamoci quanti di noi hanno intasato il ministero della salute con raccomandate?
E' vero c'è poco tempo, dobbiamo dedicarci a loro, dobbiamo seguirli i nostri angeli.....
ma chi seguirà tanti altri bambini che non hanno genitori "attenti", chi seguirà le generazioni future.
Mettiamo in condizioni l'intero stato italiano di accetare tutto ciò che è valido per i nostri figli.
Insieme si può, si deve!
 



Uno Mattina e Autismo from EmergenzAutismo on Vimeo.




 DAL NOSTRO FORUM: GIUSEPPE MARIA, UN ANNO DI LAVORO!


 

Ciao a tutti,
sono Tommaso, il papà di Giuseppe Maria che oggi ha 3 anni e due mesi. Giusto un anno fa, a metà luglio, ci fu diagnosticato per la prima voltaun  "disturbo pervasivo dello sviluppo " dalla Neuropsichiatra infantile di zona.
Ricordo benissimo le emozioni che io e mia moglie provammo, ma penso sia inutile descriverle, dato che tutti chi più chi meno penso abbiano provato lo stesso.

E' importante per me fare oggi questa sintesi di un anno di lavoro con Giuseppe, è importante farla con voi tutti, che come nessun altro ci siete stati vicini con la vostra premura. Premura di chi prima di noi ha passato certe cose. E mi rivolgo in particolare a te, cara Frommy... ricordo la prima telefonata in cui mi chiedevi del bambino e dei suoi sintomi e ricordo quando, con la tua "FORZA" grandiosa, mi davi le tante indicazioni e non ultima l'indicazione di continuare con il centro Futura di Napoli. Mi dicevi che era una fortuna averlo e che non avrei mai dovuto abbandonarlo... bhe avevi ragione tu! Per Giuseppe rappresenta davvero la sua "Scuola" dove impara tante cose.
E' un anno che Giuseppe fa la dieta senza glutine e senza caseina, è un anno dalla prima visita con il Dott. Antonucci. Un anno di integratori, e di speranze. Un anno di risultati, di miglioramenti.
Giuseppe non parlava, non incrociava lo sguardo neanche con la mamma.
Ricordo quando mia moglie con le lacrime agli occhi gli chiedeva di guardarla e lui come alienato guardava altrove.
Il quadro clinico di Giuseppe era davvero preoccupante:
Anemia sideropenica
Anisocitosi delle emazie
Sideremia bassissima
IgA molto basse
Acidità intestinale
Stitichezza
Disbiosi batterica
Candida intestinale
In 9 mesi quasi tutto è scomparso, al punto tale da far sbarrare gli occhi ai medici interpellati... Pensate che qualcunò avanzo l'ipotesi di anemia mediterranea.
Il recupero intestinale è stato fatto secondo il protocollo DAN! e le sagge intuizioni di Antonucci. Non abbiamo mai integrato con ferro l'alimentazione di Giuseppe eppure il quadro è migliorato. L'assurdità è che alcuni medici in passato, i meno preparati, addirittura ci dicevano che il quadro di anemia era nella norma e che tutti i bambini vanno incontro a questo tipo di problema.
Oggi siamo alla chelazione che cominceremo fra qualche giorno.
Giuseppe ha valori molto alti di Mercurio, Stagno, Piombo. Mercurio oltre il doppio della soglia massima.
Ciò nonostante i miglioramenti sul piano comportamentale, rispetto a un anno fa, sono fantastici. Certo siamo molto lontani dall'obiettivo finale, ma pensiamo di farcela!
Giuseppe oggi dice solo qualche parolina e con molto sforzo! Ma sembra che a causare il blocco sia proprio il Mercurio e le altre porcherie... staremo a vedere con la chelazione. Non ha avuto in quest'anno mai regressioni solo progressi.
Indica e riconosce molte cose senza problemi, ubbidisce e non scappa via da noi. E' coccolone e molto bello! Ha un aspetto sanissimo e allegro! Ha perso le stereotipie che aveva... certo ancora saltella e ride qualche volta, ma non penso sia sempre e per forza attribuibile all'autismo.
Ha avuto il riconoscimento di invalidità con accompagnamento 104 con 6 ore di terapia asl cognitivo comportamentale (Cbam, in realtà si tratta di ABA) e dal piano di zona abbiamo ottenuto 6 ore di assistenza domiciliare, con un ragazzo che stiamo istruendo sull'ABA. Come vedete ci siamo dati da fare su molti fronti, mai ci siamo abbattuti più di tanto.
Un ringraziamento particolare io almeno lo devo alla mia dolce e tenera moglie che con tanta pazienza ha sostenuto la famiglia, ma soprattutto non si è scoragiata.
Ringrazio tutti i miei 4 Figli Enrico, Francesco, Giuseppe e Gabriele, che vedete con noi nella foto,  perchè sono la mia speranza. E ringrazio Dio e Maria madre nostra che sempre ci ha guidato nelle scelte, ispirandoci buon senso.
Non ringrazio, ma perdono, coloro che in quest'anno di difficoltà (medici compresi) ci hanno ostacolato e creato agitazioni, che possano capire quanto male compiono a chi come noi lotta per salvare un bambino.
Il mio augurio è che l'Italia con i suoi medici "scienziati" si renda conto di quanto è ipocrita  e inefficiente riguardo al problema dell'autismo. Scendano i medici dai loro piedistalli e facciano davvero i medici; aperti alla ricerca e alle novità e che non si nascondano dietro quelle pseudocertezze freudiane che lasciano il tempo che trovano.
Cari medici, bruciate tutti i protocolli e cominciate a lavorare sul serio; guadagnate di meno se necessario. Noi tutti abbiamo rinunciato a tanto per i nostri figli, per curarli!
Vi voglio bene


 
Un'analisi epidemiologica dell'ipotesi "autismo quale avvelenamento da mercurio"
lunedì 06 ottobre 2008

 


traduzione a cura di www.emergenza
Autismo.org
                                                                                                                             
 
International Journal of Risk & Safety in Medicine 20 (2008) 135–142 135
DOI 10.3233/JRS-2008-0436
IOS Press
 
 
Un'analisi epidemiologica dell'ipotesi "autismo quale avvelenamento da mercurio"
 
David Austin
Life and Social Sciences, Swinburne University of Technology, Melbourne, Australia
 
Riassunto. Dove la ricerca sperimentale diretta di una ipotesi causale di una malattia è impossibile, sia per considerazioni etiche che pratiche, la deduzione epidemiologica è la via accettata per stabilirne le cause. Perciò, per esaminare l'autismo come un'ipotesi di avvelenamento da mercurio, questa ricerca riesamina la letteratura scientifica esistente allo scopo di stabilire criteri epidemiologici e constatare che l'evidenza per una relazione causale è convincente. L'esposizione al mercurio (tramite vaccini e amalgame dentarie materne) in utero e durante gli anni dell'infanzia è confermato: l'avvelenamento da mercurio è conosciuto come causa di sintomi coerenti con l'autismo; il modello animale supporta questa connessione e i livelli di mercurio sono più elevati sia nelle urine che nel sangue dei bambini autistici rispetto ai non autistici. 
Analogamente alle prove epidemiologiche sulla relazione fumo-cancro al polmone, è confermata la relazione mercurio-autismo. Il principio precauzionale richiede che i professionisti della salute non eseguano delle azioni se c'è il sospetto che quell'azione possa causare un grave o definitivo effetto sulla salute, non c'è bisogno dell'assoluta certezza. Perciò, data la gravità, il devastante impatto per tutta la vita e la prevalenza estremamente elevata di autismo, sarebbe irresponsabile continuare ad esporre donne incinta e mamme in allattamento con i neonati a quantità evitabili di mercurio.
 
 
 
1. Introduzione
 
L'autismo è un disturbo del neurosviluppo presente nell'infanzia che colpisce 1 su 150 bambini negli USA [8]. La condizione è caratterizzata da gravi disabilità nella socializzazione, comunicazione e comportamento. I bambini con autismo possono mostrare uno spettro di comportamenti-problema come iperattività, mancanza di attenzione, impulsività, aggressività, auto-aggressività e scoppi d'ira. In più, questi bambini spesso mostrano una risposta inusuale alle stimolazioni sensoriali quali ipersensibilità alla luce o ad alcuni tipi di suoni, colori, odori o al tatto, oltre ad avere un alta soglia del dolore [1]. La diffusione dell'autismo è venuta incrementandosi fino ad un livello epidemico [47] di cui non si tiene conto per le modifiche ai criteri diagnostici o al miglioramento di questi sistemi [5,12].
L'autismo fu inizialmente proposto come un nuovo disordine nel 1943 da Kanner [26]. Fino a quel momento, la ricerca di un agente causale aveva dato risultati evasivi. Una teoria dominante lo collegava ad una suscettibilità genetica [14]. La ricerca per una base genetica dell'autismo si è, finora, dimostrata senza successo nonostante vasti lavori di ricerca [2,7,35,48]. Per di più, è difficile conciliare la causa genetica con l'epidemia autistica, dato che l'autismo era sconosciuto prima del 1940 e la diffusione è andata progressivamente incrementandosi esponenzialmente solo a partire da quel momento. Questi fattori suggeriscono che una causa puramente genetica è improbabile.
L'altra teoria dominante afferma che l'autismo ha una causa nell'esposizione al mercurio nell'utero materno e/o nella primissima infanzia [4,28]. La fonte principale di esposizione al mercurio fra i neonati è data dai vaccini (sia materni che pediatrici) e dalle amalgame dentarie (materne). L'ipotesi è stata riconosciuta come biologicamente plausibile dal Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) negli USA [39], ed è così legante che la valutazione di quell'ipotesi è stata gestita nel contesto di un esame epidemiologico.
Una revisione epidemiologica è essenziale, in quanto non si è mai condotto uno studio che dimostri (o neghi) che il mercurio causa autismo perché non si può, eticamente e praticamente, condurre una sperimentazione casuale per controllare un esperimento nel quale alcuni bambini vengano selezionati per essere esposti ad una riconosciuta neurotossina (mercurio) e altri no. La situazione è analoga per le ricerche sul fumo e il cancro al polmone. Non si hanno (e non potremmo avere) prove dirette sperimentali che il fumo causa il cancro al polmone, ma si può avvicinarlo epidemiologicamente (come si è in effetti realizzato) e la relazione fumo-cancro al polmone è stata infine stabilita quale causa principale [32].
Solo lavorando nello stesso modo, saremo in grado di realizzare il collegamento tra autismo e mercurio e misurare l'associazione tra le due variabili e, se si incontreranno determinati criteri, si scoprirà quale dei due causa l'altro. Sebbene un'associazione tra i due fenomeni non sia indicativa di una causalità, si possono applicare criteri per calibrare la forza della correlazione e se questa è forte, dedurne che un fenomeno causa l'altro. Questo è il fondamento dell'approccio epidemiologico di causa-effetto [44]. Storicamente, ci sono cinque criteri usati in epidemiologia per stabilire la relazione causa-effetto [38], che sono:
 
(1) alto rischio relativo;
(2) coerenza;
(3) grado di risposta in funzione del grado della dose;
(4) relazione temporale;
(5) meccanismo plausibile.
 
Perciò, per stabilire che il mercurio causa autismo, avremmo bisogno di una serie di studi che esaminino la relazione tra le due variabili in modi diversi che soddisfino questi criteri. Questo documento mira a rivedere la letteratura scientifica esistente su mercurio e autismo all'interno di questa struttura epidemiologica.
 

2. Il mercurio è conosciuto per essere in grado di causare disordini del neurosviluppo nei bambini piccoli (alto rischio relativo, meccanismo plausibile)
 
Il mercurio è da lungo tempo conosciuto per essere una potente neurotossina; infatti, il cervello è il primo obbiettivo tissutale del mercurio, dove il cervello dei feti e dei neonati sono più suscettibili di danni da mercurio rispetto al cervello adulto [10]. Non c'è da sorprendersi allora, se l'avvelenamento da mercurio nei neonati sia conosciuto nella produzione di sintomi quali ritardo mentale, perdita di coordinazione nella parola, nella scrittura, nell'incedere, intontimento, irritabilità e brutto carattere che progredisce in mania [39]. Oltre al caso singolo relativo a rari avvelenamenti infantili da mercurio [3] si hanno ben documentati avvelenamenti epidemici infantili da mercurio su larga scala che illustrano chiaramente come il mercurio può produrre (e produce) disordini del neurosviluppo nei bambini [13]. L'Acrodinia è una condizione medica che colpisce i bambini nei primi anni di vita ed è caratterizzata da comportamenti anormali e manifestazioni psicologiche, incluse psicosi, perdita della parola ed isolamento sociale [33]. L'epidemia di acrodinia nel periodo 1900-1956 è stata definitivamente associata al mercurio (mercurio cloride) contenuto nei comuni trattamenti giornalieri per dentizione e vermicidi intestinali. Solo una piccolissima sottopopolazione di bambini ne fu affetta, così da suggerire che la suscettibilità individuale agli effetti del mercurio era altamente variabile e fu perciò un fattore di rischio indipendente conseguente dall'esposizione al mercurio.
Questo esempio tratto dalla storia della medicina aiuta a migliorare la comprensione dei tossicologi sugli effetti del mercurio al di là del principio fondamentale per cui "la dose crea il veleno" [31]. I più recenti concetti della tossicologia riconoscono il ruolo sia della dose che della suscettibilità individuale ad agenti tossici d'interesse [19]. Questo concetto moderno è assolutamente coerente con i precedenti documentati riguardo alla Acrodinia e fornisce un modello per come si potrebbe vedere l'autismo come un'ipotesi di avvelenamento da mercurio e contemporaneamente implicare la suscettibilità individuale agli effetti del mercurio [21]. In questo senso l'ipotesi riguardo l'autismo come avvelenamento da mercurio è coerente con il "Diathesis-stress Model" di una malattia [49], dove il meccanismo causale è pensato come un'azione reciproca tra la predisposizione alla suscettibilità fisica (per esempio: sensibilità al mercurio) unita a stress ambientali (per esempio: il mercurio).
 
 
3. I sintomi dell’autismo sono coerenti con quelli da avvelenamento da mercurio (coerenza, meccanismo plausibile, alto rischio relativo)
 
Con riferimento alla storica analogia tra autismo e Acrodinia, è necessario essere informati dei dati seguenti:
 
(1) Le forme di mercurio che si pensa causino autismo (etilmercurio dai vaccini e vapori di mercurio dalle amalgame dentarie materne) sono forme differenti di mercurio rispetto a quella che causa la Acrodinia (mercurio cloride).
(2) Anche le modalità di esposizione sono differenti. Nella Acrodinia l'esposizione avveniva per ingestione, mentre oggi la maggiore esposizione si ha in forma intravenosa (direttamente dalle vaccinazioni infantili) o attraverso la placenta e/o allattamento nel caso di amalgame dentarie e vaccini materni.
(3) E' assolutamente stabilito che l'avvelenamento da mercurio si presenta sotto sindromi diverse dipendenti dalla forma di mercurio, tipo di esposizione e differenze individuali di vario tipo quali l'età e condizioni biochimiche idiosincratiche [19]. Perciò si deve accettare che sarebbe improbabile scoprire sindromi identiche nell'autismo nella storia della letteratura medica, quale la fenomenologia ipotizzata dell'avvelenamento da mercurio attraverso mercurio vaccinale (etilmercurio) e amalgame al mercurio (vapori di mercurio) che, a tutt'oggi, non sono documentate. Tuttavia molti ricercatori si esprimono sulla similarità tra mercurialismo infantile e autismo [4,16,28]. Infatti, il mercurio può causare disfunzioni immunitarie, sensoriali, neurologiche motorie e comportamentali, simili per definite caratteristiche o associabili all'ASD [17]. Tra i sintomi comuni sia al mercurialismo infantile che all'autismo, sono inclusi ritardo mentale, perdita del linguaggio, mancanza di socializzazione, problemi sensoriali e comportamenti insoliti [4,17,33,43].
 
 
4. Le anormalità biochimiche riscontrate nell'autismo sono coerenti con l'avvelenamento da mercurio (coerenza, meccanismo plausibile)
 
Oltre alla coerenza comportamentale direttamente osservabile tra autismo e mercurialismo infantile, è importante e considerare le patologie specifiche delle due sindromi. Le evidenze biologiche nell'autismo sono coerenti con l'avvelenamento da mercurio incluso l'elevato stress ossidativo [27], deplazione nel glutathione [25], irregolarità neurochimiche [9], disfunzioni gastrointestinali [23], disfunzione immunitaria [11] e problemi generali e neurologici [40]. Tutti questi sono effetti ben conosciuti da avvelenamento da mercurio e, specificatamente, da avvelenamento da mercurio nei bambini piccoli [4]. Queste evidenze dovrebbero altresì essere viste alla luce delle dirette scoperte tossicologiche, che dimostrano come i bambini autistici abbiano un più elevato carico di mercurio misurabile rispetto ai pari non autistici.
 
 
5. Esiste una relazione certa tra esposizione al mercurio e diffusione dell’autismo (grado di risposta in funzione del grado della dose, alto rischio relativo)
 
Benché il vecchio adagio delle tossicologia "la dose crea il veleno" [31] sia definito come una parziale spiegazione nei fenomeni di avvelenamento, resta comunque un euristicamente utile per determinare il rischio relativo rispetto ad un livello specifico di esposizione ad agenti tossici. Perciò, nel contesto di un’indagine epidemiologica, ci si attenderebbero almeno alcune relazioni dose-risposta tra mercurio e autismo se la relazione è sicuramente reale e di natura causale.
Alti livelli di esposizione al mercurio sono stati osservati tra i bambini autistici confrontati per controllo in uno studio non pubblicato [41] e in uno pubblicato [18], con il primo che dimostrava un rischio relativo di autismo di 2,48 nei bambini che avevano ricevuto 62,5 µg (microgrammi) o più di etilmercurio (attraverso i vaccini) dai tre mesi di età. In aggiunta, in uno studio ecologico di Palmer et al. [30] è stato riscontrato che "l'associazione tra il mercurio rilasciato nell'ambiente e il tasso di istruzione differenziata erano completamente mediate dall'incremento dei livelli di autismo". Questo significa che si può ragionevolmente dedurre una relazione tra il grado di livello di esposizione al mercurio e autismo. Presi insieme, tutti questi dati rappresentano la prova epidemiologica diretta della relazione dose-risposta tra mercurio e autismo.
 
 
6. I bambini vengono esposti al mercurio (relazione temporale, alto rischio relativo, meccanismo plausibile)
 
Un componente fondamentale di un esame eziologico di autismo e mercurio richiede prima di tutto che venga dimostrata evidenza di esposizione al mercurio. Di questo possiamo essere certi; infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto che l’amalgama dentaria è non solo la maggior fonte di esposizione negli adulti, ma anche per i neonati in quanto questo mercurio passa facilmente al feto attraverso la placenta o attraverso l’allattamento [46]. E’ stata anche confermata esposizione attraverso il mercurio contenuto nei vaccini. Per esempio, Stajich et al. [37] trovarono che “il paragone tra i livelli di mercurio prima e dopo le vaccinazioni mostrava un significativo aumento dopo le vaccinazioni sia nei nati prematuri che nei neonati nati a termine".
Molti documenti hanno dimostrato che i bambini sono stati esposti negli anni successivi a quelli in cui furono riportati i primi casi di autismo a livelli sempre più alti di mercurio [4]. Infatti, alla fine degli anni ’90 e nei primi anni del 2000, i neonati negli Stati Uniti sono stati esposti a livelli di mercurio eccedenti di molto rispetto alle linee guida federali di sicurezza [28]. Questo è fondamentale per capire la relazione mercurio–autismo.
L'esposizione al mercurio a cui milioni di bambini sono stati sottoposti, è probabilmente cronica (per via del mercurio delle amalgame materne), ma anche acuta per l'esposizione avvenuta di volta in volta come parte del programma vaccinale standard (per esempio, giorno della nascita, 6 mesi, 12 mesi, 2 e 4 anni).
 
 
7. L'emergere dell'autismo negli anni '30 e il successivo aumento dei suoi livelli di incidenza coincide con l'incremento dell'esposizione al mercurio di madri, feti, neonati e bambini (Relazione temporale).
 
L'autismo è un disturbo moderno: è stato identificato per la prima volta alla fine degli anni '30 e riportato nel 1943 da Kanner [26]. E' importante collocare l'inizio e la successiva crescita epidemica dell'autismo nel contesto storico dell'esposizione ambientale al mercurio, ed è quindi importante sapere che l'inizio delle vaccinazioni su larga scala (contenenti mercurio) avvenne negli anni '30. Inoltre, i primi anni del 90 videro aumentare la diffusione e la popolarità di cure dentarie in cui la amalgama al mercurio era il materiale maggiormente usato per le otturazioni [36]. E' anche degno di interesse il fatto che vaccinazioni e cure dentarie non erano disponibili gratuitamente nel pubblico, ma erano utilizzate solo dalle classi sociali medio-alte. Questo contesto storico è quindi anche coerente con l'ipotesi sostenuta da molti che l'autismo si diffonda soprattutto nelle classi sociali medie e alte [26,34].
 
 
8. Studi su animali mostrano che il mercurio può causare comportamenti simili a quelli autistici (meccanismo plausibile, coerenza)
 
Nei casi in cui non possano condursi studi sperimentali di un ipotizzato disturbo per motivi etici, viene accettato che modelli animali rappresentino un’alternativa plausibile. Riguardo all'ipotesi mercurio-autismo, questo diventa un grosso problema: per prima cosa, non è accettato che gli animali possano "avere" l'autismo. Anche se potessero, non abbiamo criteri stabiliti per valutarli e diagnosticarli. Inoltre, specie differenti rispondono al mercurio in modi differenti. I topi comunque sono riconosciuti come possessori di una biochimica equivalente a quella umana utile per la maggior parte dei tentativi, ed hanno anche il vantaggio di essere relativamente intelligenti e con ben note convenzioni sociali analoghe ai comportamenti sociali umani [45]. Uno studio ha esaminato gli effetti dell'ipotesi autismo-mercurio il più direttamente possibile riproducendo la forma di mercurio (etilmercurio), la dose (secondo il peso come per il programma vaccinale standard negli Stati Uniti ) e modo di somministrazione (iniezione intravenosa) del programma standard di vaccinazioni degli Stati Uniti [22]. I ricercatori hanno dimostrato che l'effetto tossico del composto di etilmercurio trovato in molti vaccini era dipendente dal ceppo relativo al topo utilizzato. Nello specifico, vennero notati effetti tossici (simili ai sintomi autistici) più comunemente tra razze specifiche di topi. Questo studio ha dimostrato non solo che un’esposizione al mercurio in dosi corrispondenti a quelle usate per l'uomo può produrre sintomi di tipo autistico, ma anche che fattori di suscettibilità individuale erano un aiuto al processo, esattamente come previsto nell'ipotesi mercurio-autismo quando intesa come modello non-diathesis–stress (nota: per diathesis-stress model si intende la teoria psicologica secondo la quale il comportamento dipende da fattori biologici e genetici, e dall’esperienza personale).
 
 
9. I livelli di mercurio sono più alti nei bambini autistici rispetto a quelli non autistici (meccanismo plausibile, grado di risposta in funzione del grado della dose, relazione temporale, coerenza, alto rischio relativo)
 
Forse la più convincente evidenza tossicologica disponibile, al di fuori dell’evidenza sperimentale, è la scoperta che il livello dell'agente causativo ipotizzato è significativamente più alto nella popolazione malata proposta. Nello specifico, l'ipotesi mercurio-autismo suggerirebbe che il mercurio dovrebbe essere considerevolmente più alto nei bambini autistici rispetto a quelli non autistici. Una revisione della letteratura in questa area, infatti, prova che è esattamente così. Sono stati riportati aumenti significativi di mercurio nelle urine [6] e nel sangue [15], così come in specifici biomarkers di mercurio [16,29]. Un vantaggio dello studio su 2 gruppi di analisi del sangue eseguito da DeSoto e Hitlan [15] è che questi non sono soggetti a interpretazioni multiple o complesse. Per esempio, quando considerato alla luce dell'evidenza epidemiologica prima descritta per l'autismo come ipotesi di avvelenamento da mercurio, il fatto che i livelli di mercurio nel sangue sono più alti nei bambini autistici rispetto a quelli non autistici può solo suggerire che o (1) il mercurio causa autismo, o (2) che l'autismo causa il mercurio.
La seconda affermazione è evidentemente senza senso e non supportata da alcuna letteratura scientifica e secondo le regole di metodologia statistica non è valida nemmeno l'idea che non possa essere né la prima né la seconda ipotesi, essendo esclusa la possibilità di coincidenza. Eè opportuno anche riflettere che i proponenti dell'ipotesi della Acrodinia come avvelenamento da mercurio, avevano solo gli studi di base del mercurio nelle urine a guidarli, attraverso le quali alcuni studi (ma non tutti) mostravano che il mercurio urinario nei bambini con Acrodinia era spesso più alto che nei coetanei sani. Nonostante la limitata evidenza scientifica, questo bastò nel 1950 ad sostenere l'eliminazione dei prodotti dentali contenenti mercurio e degli antiparassitari intestinali dal mercato, con la conseguente eliminazione della malattia. Questo ci fornisce una grande lezione sull'importanza di applicare i principi precauzionali sul sospetto di danno piuttosto che aspettare che si verifichi.
 
 
10. Principio precauzionale
 
Il fondamentale principio precauzionale accettato in tutte le discipline sanitarie è "primo, non recare danno". Questo non significa certo che occorra compiere una azione che causi una reazione avversa per stabilire che non bisognava farla: si richiede semplicemente il sospetto del danno [20]. La scienza dietro l'autismo come ipotesi di avvelenamento da mercurio incontra tutti i criteri epidemiologici attraverso troppi studi indipendenti per essere considerata una coincidenza. Per cui, l'ipotesi che il mercurio possa causare l'autismo è confermata epidemiologicamente.
 
 
11. Assenza di evidenza ed evidenza di assenza
 
Rivedendo la letteratura, si trovano diversi studi che non sono riusciti a trovare una relazione tra autismo e mercurio (per esempio [24,41]). Questi documenti riportano semplicemente che non sono riusciti a trovare evidenze che supportino la relazione mercurio-autismo. E' importante ricordare che l'assenza di evidenza non è sinonimo di evidenza di assenza. Molto spesso, gli studi non riescono a trovare relazioni quando l'effetto è scarso, e/o il campione è piccolo o di natura non generalizzabile. In questi casi i ricercatori riportano meramente l'assenza di evidenza della relazione, e non l'evidenza dell'assenza di quella relazione. Quindi, questi studi non rappresentano un’inconsistenza nella letteratura sulla relazione mercurio-autismo. Questo avviene soprattutto in ricerche che attraversano quasi tutte le discipline. Il principio precauzionale chiede che venga presa molto seriamente l'associazione tra mercurio e autismo e considerarle preferibilmente come prove nulle, per rispettare gli obblighi del dovere di attenzione nel principio precauzionale.
 
12. Conclusione
 
La letteratura scientifica esistente fornisce il terreno per forti sospetti che il mercurio giochi un ruolo causativo nello sviluppo dell'autismo. Dato questo sospetto, e la natura grave, l'impatto devastante per tutta la vita e l'alta prevalenza dell'autismo, sarebbe negligente continuare ad esporre donne incinta e madri che allattano e bambini piccoli a qualsiasi quantità di mercurio. Le autorità sanitarie di tutto il mondo dovrebbero muoversi senza esitazione per eliminare e rimuovere tutto il mercurio in tutti i prodotti medici nel più breve tempo possibile.
 
 
 
Riferimenti
 
[1] American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 4th edn, APA, Washington, DC, 1994.
[2] The Autism Genome Project Consortium, Mapping autism risk loci using genetic linkage and chromosomal rearrangements, Nature Genetics 39 (2007), 319–328.
[3] C. Beck, B. Krafchik, J. Traubici and S. Jacobson, Mercury intoxication: It still exists, Pediatric Dermatology 21 (3) (2004), 254–259.
[4] S. Bernard, A. Enayati, L. Redwood, H. Roger and T. Binstock, Autism: A novel form of mercury poisoning, Medical Hypotheses 56 (4) (2001), 462–471.
[5] M.F. Blaxill, D.S. Baskin and W.O. Spitzer, Commentary: Blaxill, Baskin, and Spitzer on Croen et al. (2002), The changing prevalence of autism in California, Journal of Autism and Developmental Disorders 33 (2003), 223–226.
[6] J. Bradstreet, D.A. Geier, J.J. Kartzinel, J.B. Adams and M.R. Geier, A case-control study of mercury burden in children with autistic spectrum disorders, Journal of American Physicians and Surgeons 8 (3) 2003, 76–79.
[7] D.B. Campbell, J.S. Sutcliffe, P.J. Ebert and R. Militerni, From the cover: A genetic variant that disrupts MET transcription is associated with autism, Proceedings of the National Academy of Sciences103(45) (2006), 16834–16839.
[8] Centers for Disease Control and Prevention, Autism spectrum disorders overview, http://www.cdc.gov/ncbddd/autism/overview.htm#who (retrieved July 15, 2008).
[9] D.C. Chagani, O. Muzik, M. Behen et al., Developmental changes in brain seratonin synthesis capacity in autistic andnon-autistic children,Annals of Neurology45(1999), 287–295.
[10] T.W. Clarkson, L. Magos and G.J. Myers, The toxicology of mercury – current exposures and clinical manifestations,New England Journal of Medicine349(18) (2003), 1731–1737.
[11] H.H. Cohly and A. Panja, Immunological findings in autism,International Review of Neurobiology71(2005), 317–341.
[12] L.A. Croen, J.K. Grether, J. Hoogstrate and S. Selvin, The changing prevalence of autism in California,Journal of Autismand Developmental Disorders32(2002), 207–215.
[13] A. Dally, The rise and fall of pink disease,Social History of Medicine10(2) (1979), 291–304.
[14] G. Dawson, S. Webb, G.D. Schellenberg and S. Dager, Defining the broader phenotype of autism: Genetic, brain, andbehavioral perspectives,Development and Psychopathology14(2002), 581–611.
[15] M.C. DeSoto and R.T. Hitlan, Blood levels of mercury are related to diagnosis of autism: A reanalysis of an importantdata set,Journal of Child Neurology22(11) (2007), 1308–1311.
[16] D.A. Geier and M.R. Geier, A prospective assessment of porphyrins in autistic disorders: A potential marker for heavymetal exposure,Neurotoxicity Research10(1) (2006), 57–64.
[17] D.A. Geier and M.R. Geier, A case series of children with apparent mercury toxic encephalopathies manifesting withclinical symptoms of regressive autistic disorders,Journal of Toxicology and Environmental Health70(2007), 837–851.
[18] M.R. Geier and D.A. Geier, Neurodevelopmental disorders after thimerosal-containing vaccines: A brief communication,Experimental Biological Medicine228(6) (2003), 660–664.
[19] L.R. Goldfrank, N.E. Flomenbaum, N.A. Lewin, M.A. Howland and R.S. Hoffman (eds),Goldfrank's Toxicology Emer-gencies, 7th edn, McGraw-Hill, New York, 2002.
[20] B.D. Goldstein, The precautionary principle also applies to public health actions,American Journal of Public Health91(9)(2001), 1358–1361.
[21] B.E. Haley, Mercury toxicity: Genetic susceptibility and synergistic effects,Medical Veritas2(2005), 535–542.
[22] M. Hornig, D. Chian and W.I. Lipkin, Neurotoxic effects of postnatal thimerosal are mouse-strain dependent,MolecularPsychiatry9(2004), 833–845.
[23] K. Horvath and J.A. Perman, Autism and gastrointestinal symptoms,Current Gastroenterology Reports4(3) 2002, 251–258.
[24] A. Hviid, M. Stellfeld, J. Wohlfahrt and M. Melbye, Association between thimerosal-containing vaccine and autism,JAMA290(2003), 1763–1766.
[25] S.J. James, P. Cutler, S. Melnyk, S. Jernigan, L. Janak, D. Gaylor and J.A. Neubrander, Metabolic biomarkers of increasedoxidative stress and impaired methylation capacity in children with autism,American Journal of Clinical Nutrition80(2004), 1611–1617.
[26] L. Kanner, Autistic disturbances of affective contact,Nervous Child2(1943), 217–250.
[27] J. Kern and A.M. Jones, Evidence of toxicity, oxidative stress, and neuronal insult in autism,Journal of Toxicology andEnvironmental Health9(2006), 485–499.
[28] J. Mutter, J. Naumann, R. Schneider, H. Walach and B. Haley, Mercury and autism: Accelerating evidence?,Neuroendi-cronology Letters26(5) (2005), 439–446.
[29] R. Nataf, C. Skorupka, L. Amet, A. Lam, A. Springbett and R. Lathe, Porphyrinuria in childhood autistic disorder: Impli-cations for environmental toxicity,Toxicology and Applied Pharmacology214(2006), 99–108. 142D. Austin / Analysis of the "autism as mercury poisoning" hypothesis.
[30] R.F. Palmer, S. Blanchard, Z. Stein, D. Mandell and C. Miller, Environmental mercury release, special education rates,and autism disorder: an ecological study of Texas,Health & Place12(2006), 203–209.
[31] Paracelsus,The Hermetic And Alchemical Writings Of Paracelsus, Two Vols, translated by Arthur Edward Waite, London,1894.
[32] M. Parascondola, D.L. Weed and A. Dasgupta, Two surgeon general's reports on smoking and cancer: a historical inves-tigation of the practice of causal inference,Emerging Themes in Epidemiology3(1) (2006), 1–11; http://www.ete-online.com/content/3/1/1 (retrieved January 17, 2008).
[33] C. Rocaz,Pink Disease (Infantile Acrodynia), translated by I.J. Wood from L'Acrodynie Infantile, London, 1933.
[34] E. Schoepler, C.E. Andrews and K. Strupp, Do autistic children come from upper-middle-class parents?,Journal of Autismand Developmental Disorders9(2) (1979), 139–152.
[35] D.A. Skaar, Y. Shao, J.L. Haines and J.E. Stenger, Analysis of the RELN gene as a genetic risk factor for autism,MolecularPsychiatry10(2005), 563–571.
[36] J.I. Soler, J. Ellacuria, R. Triana, E. Guinea and J.W. Osborne, A history of dental amalgam,Journal of the History ofDentistry50(3) (2002), 109–116.
[37] G.V. Stajich, G.P. Lopez, S.W. Harry and W.R. Sexson, Iatrogenic exposure to mercury after hepatitis B vaccination inpreterm infants,Journal of Pediatrics136(2000), 679–681.
[38] US Department of Health, Education and Welfare, Smoking and health, Report of the Advisory Committee to the SurgeonGeneral of the Public Health Service, Washington, DC, USA, 1964.
[39] US Food and Drug Administration, Center for Biologics Evaluation and Research, Thimerosal in vaccines (2007-09-06)(retrieved on 2007-10-01).
[40] D.L. Vargas, C. Nacimbene, C. Krishnan, A.W. Zimmerman and C.A. Pardo, Neuroglial activation and neuroin ammationin the brain of patients with autism,Annals of Neurology57(1) (2005), 67–81.
[41] T. Verstraeten, R.L. Davis and F. DeStefano, Thimerosal VSD study phase 1 (29/02/2000), obtained via Freedom ofInformation Act USA.
[42] T. Verstraeten, R.L. Davis, F. DeStefano, T.A. Lieu, P.H. Rhodes, S.B. Black, H. Shinefield and R.T. Chen, Safety ofThimerosal-containing vaccines: A two-phased study of computerized health maintenance organization databases,Ped i-atrics112(5) (2003), 1039–1048.
[43] J. Warkany and D.M. Hubbard, Mercury in the urine of chilsren with acrodynia,Lancet1(1948), 829–838.
[44] D.L. Weed, Environmental epidemiology: Basics and proof of cause-effect,Toxicology181/182(2002), 399–403.
[45] Q. Whishaw, The laboratory rat, the Pied Piper of twentieth century neuroscience,Brain Research Bulletin50(5/6) (1999),411.
[46] World Health Organization, Consensus statement on dental amalgam, 7 March 1997, WHO, Geneva, 1999.
[47] E.F. Yazbak, Autism in the United States: a perspective,Journal of American Physicians and Surgeons8(2003), 103–107.
[48] T. Ylisaukko-oja, M. Alarcon, R.M. Cantor and M. Auranen, Search for autism loci by combined analysis of autismgenetic resource exchange and Finnish families,Annals of Neurology59(1) (2006), 145–155.
[49] J. Zubin and B. Spring, Vulnerability – A new view of schizophrenia,Journal of Abnormal Psychology86(2) (1977),103–126.


 
 
Raccolta documenti NWL - SPECIALE SCUOLA
giovedì 25 settembre 2008




 
La diffusione dell'autismo sta raggiungendo in Italia e nel mondo livelli epidemici ed un numero sempre maggiore di bambini e adolescenti con autismo e disturbi dello sviluppo si affaccia oggi nel mondo della scuola: un recentissimo documento del Ministero della Pubblica Istruzione afferma che in 10 anni il numero degli studenti disabili ha avuto un incremento impressionante, più 60%. Questi particolari "studenti" possono avere delle problematiche aggiuntive nell'ambiente scolastico e necessitano di un sostegno che tenga conto delle caratteristiche dell’autismo e utilizzi le strategie che la scienza moderna ha dimostrato essere con loro di successo.
Per questo EmergenzAutismo ha curato, nella consapevolezza dell'importanza di una collaborazione attiva tra genitori e la comunità scolastica tutta, questa raccolta di documenti con lo scopo di fornire informazioni generali sull'autismo e sulle strategie per affrontarne le problematiche, sfatando miti e luoghi comuni che perdurano intorno a questa patologia, ancora oggi purtroppo ritenuta erroneamente una malattia con cause e sintomi "psicologici".

Per prima cosa ci presentiamo:

EmergenzAutismo è un portale che si rivolge a famiglie e professionisti, nato dall’esperienza e dall’impegno di un gruppo di genitori di bambini, ragazzi e adulti con autismo e disturbi correlati, che non si sono arresi alla condanna implicita in questa etichetta diagnostica e che intendono difendere fortemente il diritto dei loro figli a ricevere le migliori cure possibili e favorire una maggiore consapevolezza che molto può essere fatto per aiutarli ad ottenere notevoli miglioramenti sia nella loro salute fisica che nei problemi comportamentali e cognitivi. Recenti sviluppi della ricerca, condotte dall'Istituto per la Ricerca sull'Autismo (ARI-DAN!) hanno infatti individuato terapie efficaci per l'autismo dimostrando chiaramente che, con un intervento medico multidisciplinare personalizzato e l’adozione intensiva dell’Analisi Comportamentale Applicata (ABA), i bambini possono compiere enormi progressi esprimendo tutto il loro pieno potenziale. In questo possibile recupero la scuola riveste un ruolo fondamentale.

Un breve punto di partenza per capire l'autismo:
C’è (e c’è sempre stata) una gran confusione su cosa sia l’Autismo e i Disordini dello spettro autistico. L’origine di questo sta nel modo in cui l’Autismo è stato classificato: è infatti considerato sin dal 1940 un "disordine mentale" che consiste in problemi nell’interazione sociale e nella comunicazione e in comportamenti ripetitivi. Con queste caratteristiche che definiscono il disordine, non c’è da meravigliarsi che questi bambini vengano inseriti in strutture specializzate nell’apprendimento per una modificazione comportamentale, con interventi medici scarsi o del tutto assenti.
La più moderna scienza ritiene invece oggi che l’ Autismo sia un problema biochimico e neurologico che altera lo sviluppo del cervello e del corpo provocando, come conseguenza i problemi sociali, comportamentali e di comunicazione di cui questi soggetti soffrono. Queste caratteristiche sono sintomi e il risultato di un danno multisistemico spesso purtroppo non diagnosticato e quindi spesso non curato.
I soggetti nello spettro autistico sono individualmente molto differenti: alcuni sono ad "alto funzionamento" altri a "basso funzionamento", alcuni non parlano, mentre altri parlano precocemente, alcuni esibiscono comportamenti di estrema sensibilità sensoriale (autostimolazioni) ed altri no, alcuni sono molto intelligenti, mentre altri hanno quozienti intellettivi sotto i 50, alcuni sono colpiti in modo "medio", altri in modo grave, alcuni hanno problemi vestibolari o motori, altri sono atletici… e l’elenco potrebbe continuare.
Con tutte queste differenze tra i vari soggetti, è di vitale importanza ricordare di pensare ad ogni studente come ad una persona singola  per fornirgli un appropriato sostegno e aiutarlo nella crescita. Ci auguriamo con questa newsletter di fornire un contributo utile.
Lo Staff di EA
 
SOMMARIO:

Introduzione
  • Il nuovo documento di EmergenzAutismo sulle Strategie generali di intervento per studenti con Autismo o Disturbi Pervasivi dello sviluppo

    Principi generali:
  • Segnali di allarme, di Barbara T. Doyle
  • Suggerimenti per l'integrazione scolastica, di Francesca Degli Espinosa
  • Insegnare ai bambini con autismo, di M. Kozloff
  • Guida per gli insegnanti alla Sindrome di Asperger 

    L'educazione comportamentale nella scuola
  • L'educazione comportamentale nella scuola, di Simona Levanto
  • ABA a scuola: 5 importanti consigli, dall'Istituto Lovaas
  • Sette punti per ottenere il controllo istruzionale, di Robert Schramm
          Comportamenti problema
  • Autostimolazioni
  • Accessi e scoppi d'ira
  • Difficoltà nell'ascoltare
  • Comportamenti autolesionistici
Appendice
  • Studenti di Scuola Media e Scuola Media Superiore
     


IL NUOVO DOCUMENTO DI
EMERGENZAUTISMO:
STRATEGIE GENERALI DI INTERVENTO PER STUDENTI CON AUTISMO O DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO

Ricordare di pensare ad ogni studente come ad una persona è importantissimo per riuscire a fornire con successo un appropriato supporto e sostegno nella crescita.
E' anche importante conoscere le caratteristiche dell'autismo e le strategie che è stato provato abbiano successo, sebbene esse dovranno essere applicate con un approccio individualizzato dato la grande varietà dello spettro.
 
Questo nuovo documento di  EmergenzAutismo fornisce informazioni sulla necessità di un lavoro di equipe e sul come aiutare lo studente con autismo nell'ambiente scolastico. Gli argomenti trattati sono:
 
              -  Perchè un approccio di equipe?
              -  Come può essere aiutata la comunicazione?
              -  Cosa può aiutare a migliorare l'interazione sociale e lo sviluppo?
             - Quali strategie possono essere utilizzate per favorire comportamenti socialmente appropriati?
 
 
 SCARICA QUI IL PDF


Questo documento è stato tratto  e tradotto dal portale di Autism Speaks, una delle maggiori organizzazioni non profit presente negli U.S. che raccoglie e unisce migliaia di famiglie nella loro lotta quotidiana contro l’autismo.

 


IDENTITIFICARE ALUNNI CHE POTREBBERO AVERE UN DISORDINE CHE RIENTRA NELLO SPETTRO AUTISTICO
 

 

 

 



di Barbara T. Doyle

Di seguito presentiamo alcuni segnali indicatori che un alunno possa rientrare nello spettro autistico, avere un disordine ad esso relativo o particolari necessità di apprendimento:
 

SEGNALI DI ALLARME
 



ALCUNI SUGGERIMENTI PER L'INTEGRAZIONE A SCUOLA

Una serie di suggerimenti per gli insegnanti di sostegno volti a favorire l'integrazione dello studente con autismo o disturbi correlati all'interno della classe:
 


INSEGNARE AI BAMBINI CON AUTISMO

Questi consigli sono stati ricavati dal lavoro di Martin A. Kozloff e dall'esperienza del  Judevine Center for Autism per l'ABA e di molti genitori e insegnanti:


GUIDA ALLA SINDROME DI ASPERGER PER INSEGNANTI


La guida che segue è stata preparata in modo che le famiglie potessero avere una breve descrizione della Sindrome di Asperger (AS) e dei comportamenti correlati da condividere con gli insegnanti dei loro figli. Dato che ogni bambino è diverso dagli altri, ritenetevi liberi di impiegare quelle voci che sono appropriate per vostro figlio e/o fare dei cambiamenti o delle aggiunte se necessarie. Tagliate e incollate tutto o parti, e fatevi un documento personalizzato. I genitori di bambini AS che hanno messo insieme questo elenco sperano che possa aiutare gli insegnanti a comprendere meglio alcune caratteristiche dei loro figli.
 




Guida alla Sindrome di Asperger per Insegnanti
scritta dai genitori dell’ OASIS Asperger Syndrome Forum


 



L'EDUCAZIONE COMPORTAMENTALE NELLA SCUOLA

La scuola ha un ruolo di fondamentale importanza nello sviluppo globale del bambino: cognitivo, emotivo, fisico, relazionale. Dall'età di tre anni, in molti casi anche prima se si tiene conto dell'asilo nido, il bambino trascorre a scuola la maggior parte della sua giornata e le insegnanti sono responsabili della sua crescita e del suo apprendimento. Suggeriamo alcuni documenti sull'educazione comportamentale che potrebbero offrire un sostegno pratico al personale docente e scolastico in generale
di Simona Levanto
di Robert Schramm
 


COMPORTAMENTI PROBLEMA

Una raccolta di documenti che speriamo possa essere utile a capire, affrontare e risolvere alcuni  eventuali comportamenti problematici degli studenti con autismo che potrebbero interferire enormemente con le attività scolastiche:
 
 


APPENDICE: STUDENTI SCUOLA MEDIA E SCUOLA MEDIA SUPERIORE


Questa sezione vuole integrare le informazioni e i consigli raccolti nei documenti precedenti, fornendo ulteriori possibili aiuti e consigli agli insegnanti che lavorano con studenti con autismo che frequentano la scuola media e la scuola superiore.
L’obbligo scolastico fino a 18 anni infatti, dà l’opportunità ai ragazzi con autismo di proseguire e completare gli studi. Per alcuni di loro il percorso intrapreso alle scuole superiori diventa la chiave di accesso per il mondo del lavoro, o per una carriera di studio che può proseguire all'Università. Per altri rimane comunque una esperienza fondamentale che permette loro di accrescere conoscenze, amicizie,  competenze didattiche, sociali, in un percorso di crescita che è giusto debba fornire loro il massimo possibile.
Ogni scuola superiore è impegnativa, “difficile”, e se questo vale mediamente per tutti i ragazzi, lo è ancor di più per i ragazzi con autismo che presentano vari gradi di deficit e di abilità. Un ragazzo che arriva alla scuola superiore può avere alle spalle una carriera scolastica in continuo progresso; per altri, non si sono posti dei paletti certi rispetto alle possibilità di apprendimento non avendo nè la certezza, nè spesso gli strumenti adatti per valutarle.
Non  si può certamente fornire con un documento di questo tipo, un esempio di tutte le variabili di fronte alle quali gli insegnanti di scuola media  e di scuola media superiore si possono trovare ad affrontare, dato che dello "spettro autistico" fanno parte individui anche molto diversi l'un l'altro.
Certo è che nel caso della scuola media superiore, c’è sicuramente meno esperienza diretta e meno frequentazione con persone diversamente abili, ancor meno con persone con autismo.
L’intento di questo documento è quindi quello di fornire al team di lavoro, che dovrebbe comprendere oltre al personale specializzato incaricato (assistenti educatori e insegnanti di sostegno), anche il contributo essenziale degli insegnanti curricolari, della famiglia, dei consulenti esterni alla scuola e dei terapisti che lavorano a contatto con il ragazzo/a, alcuni suggerimenti utili volti a migliorare il percorso scolastico di questi alunni.
Il documento contiene collegamenti a link utili per approfondire alcuni degli aspetti trattati.
 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 41