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giovedì 20 gennaio 2011

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I nostri testimoni per l'autismo: Matteo, 4 anni



OGGI: “No mamma, non mi fare il sollicolo (solletico), solo i bacini” e sporge quella sua boccuccia bellissima per schioccarmi un bacio. Oggi Matteo Karol (si! come Wojtila) ha tre anni e cinque mesi ed è un bambino sereno, attento, affettuoso, allegro… la sua dolcezza conquista tutti, il suo specialissimo tono di voce e la sua erre più arrotata che moscia fanno tenerezza. La sua voce… abbiamo temuto di non sentirla mai, eravamo angosciati all’idea che avremmo continuato ad udire solo delle urla provenire dalle sue labbra, abbiamo tanto pregato e sperato e pianto che riuscisse almeno a dirci, anche solo a farci capire, che ci vuole bene. Oggi Matteo ce lo dice tutte le sere che ci ama: “Ti voglio bene, mamma” e poi si fa la nanna, vicini, nel lettone, lui che fino all’anno passato non ne voleva proprio sapere di stare nel letto con mamma e papà…

IERI: un anno e mezzo fa… era il primo giugno 2009… e mai potremo dimenticarlo, perché non si dimentica il giorno in cui il mondo ti crolla addosso. “Signora, suo figlio ha un disturbo di tipo autistico, ma non si preoccupi, è piccolo, magari riuscirà a recuperare”, ma come avrebbe recuperato, cosa avremmo dovuto fare per aiutarlo nessuno ce lo disse. La diagnosi venne a straziarci il cuore, Disturbo Pervasivo dello Sviluppo, tremendo risveglio dai sogni di due genitori, condanna definitiva sulla vita di un piccolo uomo. Avevamo intuito che qualcosa non andava nel nostro splendido angelo biondo, ma tutti minimizzavano: il pediatra, la neuropsichiatra dell’Asl dalla quale l’avevamo fatto visitare tempo prima, i parenti. Aveva 22 mesi Matteo e non parlava, ogni tanto una parolina, detta una volta e mai più ripetuta; non imitava, non eseguiva nessun comando, non indicava, non “chiedeva” nulla, non salutava e sembrava non preoccuparsi né provare alcuna emozione al nostro arrivo o alla nostra partenza. Mai ci aveva portato un gioco da fare insieme, mai aveva fatto una richiesta. E tante autostimolazioni visive: un punto preso a riferimento e poi via, interminabili minuti di corse continuando a fissare quel punto lateralmente, senza possibilità di essere distolto, senza alternative valide a quella corsa senza senso, senza motivo… il pensiero, quasi a compensare, torna al momento più felice: è nato a termine Matteo, dopo tre mesi passati a letto per le contrazioni e tantissimi farmaci per arrestarle:  è bellissimo, la nostra gioia… ma sempre malato, fin dal quarto mese di vita, le tonsille sempre ipertrofiche, il timpano sempre arrossato, sottoposto a numerose terapie antibiotiche, persino a ridosso delle vaccinazioni… e sempre con difficoltà di evacuazione, tanto da provocargli un’ernia ombelicale (quanti tipi di latte speciale abbiamo provato!). Ma è sempre stato dolce, il nostro piccolino, affettuoso (amava farsi coccolare, ma non stringere troppo), sorridente, ma “passivo”… pigro, diceva il pediatra (“provate a non dargli l’acqua, vedrete come inizierà a parlare”, così ci disse due settimane prima che ricevessimo la diagnosi). Ma noi, genitori per fortuna testardi, non ci siamo lasciati convincere. Cosa c’era da aspettare? Quando si tratta della vita di un figlio non si può  e non si deve attendere, e siamo arrivati a considerare criminale chi lo consiglia!

Abbiamo pianto, tanto, piangiamo ancora, ma con le lacrime agli occhi abbiamo cominciato a studiare, ed una volta acceso il computer abbiamo capito, subito, quale fosse la strada da seguire. “Amore, ho visto un sito che mi sembra affidabile, Emergenzautismo si chiama… si, con una sola A”… Otto giorni dopo la prima diagnosi Matteo era già a dieta: niente più glutine, caseina, soia, lieviti e zuccheri, per lui… l’inizio graduale, qualche settimana per togliere il latte (ah, quei biberon pieni, quanto gli piacevano!) e poi dieta ferrea, rigorosa, senza errori e senza “sgarri”.

Qualche giorno e Matteo si “risveglia”… si gira quando lo chiamiamo, finalmente… e lo fa subito, non dopo cinque, sei, sette richiami… non si incanta più davanti alle pubblicità… ci porta un libro da leggere… saluta con la manina… imita la mamma che fa le boccacce davanti allo specchio… comincia  a fare i versi degli animali… indica, su richiesta, le figurine dei Santi che la nonna ha sulla finestra… esegue il primo comando (siamo ai primi di agosto: “Matteo, non si butta la maglia a terra, mettila sul divano”, Matteo si volta, guarda la maglia, guarda la mamma, poi prende la maglia e la poggia sul divano)… gesti di specialissima normalità che non dovrebbero far piangere dei genitori, mentre a noi le lacrime rigano il volto, questa volta per la felicità.

E tutto questo con la sola dieta… “… Amore, e se cominciassimo anche gli integratori?”. Si parte, si va lontano, non possiamo aspettare venti giorni, che il dottore venga a visitare più vicino a noi, il tempo è prezioso, lo si va a trovare nella sua città.

Incredibile che vitamine e minerali facciano questo effetto… incredibile che una piccolissima iniezione di vitamina MB12 lo renda così attento e partecipe… incredibile che Matteo cominci a dire la sue prime paroline ed a mantenerle (è fine ottobre 2009, Matteo ha 27 mesi)… incredibile che le analisi dicano che Matteo sia molto intossicato da metalli pesanti, dove li avrà presi? “Amore, io ho da anni delle amalgame al mercurio in bocca, sarà colpa mia?”… ancora:  “Amore, ricordi quanto è stato male ogni volta dopo i vaccini? Ricordi dopo il terzo richiamo quelle due settimane di disturbi intestinali, vomito, febbre: stavamo per ricoverarlo in ospedale tanto peso aveva perso…”… incredibile che eliminando parte di questi metalli attraverso dei farmaci chelanti Matteo faccia tutti questi passi avanti… incredibile, soprattutto, che, nonostante migliaia di genitori abbiano riscontrato benefici, miglioramenti ed addirittura recuperi completi grazie a questo protocollo di cure, siano considerati degli illusi, degli sciocchi che, accecati dal dolore, si fanno incantare da ciarlatani che promettono cose impossibili.

A noi nessuno ha promesso nulla, nessuno ci ha illuso, nessuno ci ha mai detto che Matteo guarirà. Non siamo sciocchi… siamo addolorati, sgomenti, costernati, distrutti, attoniti, ma non stupidi. Siamo in grado di valutare, (e crediamo, senza modestia, di saperlo fare meglio di qualsiasi dottore), i progressi o le involuzioni del nostro preziosissimo bambino. In un anno e mezzo Matteo ha fatto tali e tanti miglioramenti che la nuova neuropsichiatra dell’Asl, subentrata alla sua pessima collega, stenta a credere che sia lo stesso bambino di cui legge nelle relazioni… progressi tali che noi stessi dobbiamo fare più di uno sforzo per ricordare che solo un anno è passato da quei momenti terribili, dalle urla come unico mezzo di comunicazione.

Il nostro cucciolo oggi parla, chiede (anche con insistenza e sapendo esattamente quello che vuole!), gioca con noi, ci fa notare delle cose, ha imparato assolutamente da solo a contare fino a venti ed a riconoscere i numeri fino a 10 ed alcune lettere. Altre cose, molte, le ha imparate grazie alla terapista/logopedista che, formata da noi, lo segue nel metodo ABA (Applied Behaviour Analisys) lavorando con lui ogni mattina alla scuola materna che Matteo frequenta felicemente. Questa terapia, stranamente, seppur giudicata la migliore per questo tipo di disturbi persino nelle linee guida della SINPIA, è interamente a carico di noi genitori, costretti a procurarci sia i terapisti che i supervisor, a costi a dir poco proibitivi. Così come proibitive sono le spese per gli integratori e per la dieta (visto che non essendo celiaco, Matteo non ha diritto al sussidio per l’acquisto dei generi alimentari). Nessun aiuto, nessun sostegno dall’ASL, solo due ore di psicomotricità a settimana e niente logopedia!

 Oggi pomeriggio Matteo giocava con la sua sorellina e la mamma, facevano i puzzle. E Matteo era un continuo: “Flavia, non si tocca, si guarda!”, “Flavia, non si cammina sopra il puzzle, non si mettono i piedi sopra!”, “Flavia, non toccare, perché lo rompi!”. Flavia ha esattamente 21 mesi meno di lui, ma è un peperino ed è la sua migliore terapista. Lui sta attento a tutto quello che lei fa e la controlla affinché non combini guai; lei lo coinvolge e lo stuzzica anche quando lui avrebbe voglia di starsene tranquillo, in un continuo tira e molla di affettuosità e litigi. I primi giorni dello scorso settembre, quando lei aveva cominciato a frequentare il nido e lui la scuola materna (sono nello stesso plesso), hanno fatto commuovere le maestre per un incontro in mensa in stile hollywoodiano, con loro due che si correvano incontro, si abbracciavano e baciavano come se non si fossero visti da una vita... Matteo adesso è partecipe delle nostre emozioni ed esterna con dolcezza e semplicità le sue (ogni tanto si avvicina e mi dice: “Tu sei brava, mamma” con un tono così dolce da commuovere).

Ma la cosa più importante,oggi, è che Matteo ha “imparato ad imparare”. Ormai è sufficiente spiegargli le cose per fargliele apprendere, ha una memoria di ferro e tutti i test che abbiamo fatto danno un punteggio per la parte cognitiva superiore a quella normale per la sua età. La strada è lunga, non ci illudiamo che Matteo sia recuperato del tutto, non lo è… ma è piccolo ed il tempo gioca  a suo favore e con l’aiuto del Signore, con tante nostre notti insonni a studiare, con la caparbietà dei medici che prima di noi hanno creduto che ci dovesse essere ben altro dietro il disturbo dei loro figli (e non ragioni psicologiche  mai accertate e figlie di una dottrina senza alcun fondamento), con la presenza ed il lavoro di persone che nonostante tutti gli attacchi ed i torti subiti continuano a dare una speranza a chi speranza crede di non avere più, ma soprattutto con tutto l’impegno, la dolcezza e la viva intelligenza del nostro bambino confidiamo che riuscirà a fare ancora molti, molti, molti passi avanti, tanti da consentirgli di avere il futuro sereno che noi genitori sogniamo sempre per lui.


Luana e Tullio Gugole, genitori di Matteo
 
 
venerdì 14 gennaio 2011


Replica del Dr. Andrew Wakefield:
nessuna truffa, nessun imbroglio, nessun profitto

 
13,  Gennaio 2011 

Il Dr. Andrew Wakefield ha rilasciato oggi la seguente comunicazione sul recente articolo del British Medical Journal:


Il British Medical Journal e il giornalista Brian Deer hanno recentemente asserito che la mia ricerca del 1998 era un “imbroglio” e “intenzionalmente falsa” e che la motivazione che mi muoveva era il profitto.
Vorrei che una cosa fosse assolutamente chiara: la mia ricerca ed i seri problemi medici trovati in questi bambini non sono affatto un imbroglio e non c’è nessunissima truffa, né tantomeno ho cercato di lucrare sulle nostre scoperte.
Confermo la metodologia seguita per l’articolo su Lancet e i risultati che richiedevano più ricerca sulla possibilità che fattori ambientali potessero essere la causa scatenante di una malattia gastrointestinale e della regressione dello sviluppo nei bambini. Infatti, nonostante i media riportino il contrario, I risultati della mia ricerca sono stati duplicate in cinque altri paesi (per leggere le citazioni agli studi, visitare http://tinyurl.com/4hrdt5y)

Non è nuovo, né inaspettato leggere articoli mediocri e disinformati scritti da Brian Deer, il giornalista del recente servizio del BMJ, ma  è ridicolo vedere servizi su altri media che citano il  giornalismo scadente di Deer sul BMJ come prova finale che non c’è alcun legame tra vaccini e autismo. L’ MMR è l’unico vaccino degli undici previsti nel programma vaccinale pediatrico che è stato studiato per causare problema di sviluppo come l’autismo. Questo è un fatto, non è una opinione. Ogni medico, ogni rappresentante politico o ogni giornalista che afferma che il caso è chiuso, ovvero che è ormai stabilito che non c’è correlazione tra autismo e vaccini, sta saltando a conclusioni prima che la ricerca le confermi.

Da parte mia continuo a sostenere più ricerca indipendente per riuscire a stabilire se fattori ambientali, tra cui i vaccini, causino autismo e altri problemi di sviluppo. L’attuale tasso di diffusione dell’ autismo è di 1 su 110 bambini negli Stati Uniti e di  1 su 64 bambini in Inghilterra.  Dal momento che con l’articolo su  Lancet ho perso il mio lavoro, la mia posizione e ho dovuto lasciare il mio paese, affermare che la mia motivazione è il profitto è palesemente falso. Non mi ferò fermare: questo problema è davvero troppo importante. 

 

 
giovedì 13 gennaio 2011

Comunicato stampa da SafeMinds

Organizzazioni di Genitori
a sostegno del dr. Wakefield

12 Gennaio  2011         
         

I genitori di bambini con autismo sostengono il Dr Andrew Wakefield e chiedono con urgenza che scienziati e giornalisti facciano più  ricerca per il possibile legame tra  vaccini e autismo

La scorsa settimana,  un articolo pubblicato sul British Medical Journal (BMJ), scritto da un giornalista freelance, Brian Deer, ha sollevato una tempesta  mediatica negli Stati Uniti. Nel suo articolo, Brian Deer accusa il dottor Andrew Wakefield di frode deliberata per quanto riguarda il suo studio del 1998, che venne pubblicato sulla rivista britannica "The Lancet". Il Dr Wakefield riferì che i bambini da lui studiati  erano affetti da una nuova forma di malattia intestinale e che i genitori segnalavano un legame temporale tra l'inizio dei sintomi e la somministrazione del vaccino MMR (morbillo-parotite-rosolia). Contrariamente a quanto è stato riportato dai media nel corso degli anni, il Dr Wakefield non ha mai affermato che il vaccino MMR causi l'autismo. Il testo integrale del documento originale è disponibile all'indirizzo www.generationrescue.org.

Queste accuse calunniose si basano su un costrutto assolutamente inconsistente. Deer parla di frode sulla base delle differenze tra le i casi nello studio di "The Lancet" e i dati medici privati dei bambini, che ha ottenuto in modo equivoco. Dal momento che il team del Royal Free Hospital non ha mai avuto accesso alla documentazione medica privata dei bambini dello studio, era impossibile per loro essere a conoscenza di quali fossero questi dati e modificarli in odo fraudolento. E’ pratica standard in medicina per uno specialista che prenda in carico un nuovo paziente, fare una nuova anamnesi.

Dei genitori coinvolti nello studio originale, nessuno ha mai fatto una denuncia contro il Dr. Wakefield. Nel caso del solo genitore che può confermare quello di cui il giornalista parla, Deer ha utilizzato una falsa presentazione e lo pseudonimo di "Brian Lawrence" per ottenere l'intervista e non gli è stata fornita alcuna documentazione medica.

Le organizzazioni firmatarie di questo documento, in rappresentanza di migliaia genitori, sono profondamente turbate dal carattere persecutorio che hanno  recentemente assunto le accuse mosse al Dr. Andrew Wakefield e ritengono si tratti di un tentativo di screditare un medico che è stato straordinariamente coraggioso nel fare ricerca e curare bambini affetti da malattia intestinale che autismo. Ha pagato a livello personale un prezzo altissimo per il suo rifiuto di allontanarsi dai  bambini che soffrono e si è guadagnato il  rispetto da parte delle famiglie di questi bambini. Crediamo che questo sia un tentativo guidato dalle aziende farmaceutiche volto a spostare l'attenzione dell'opinione pubblica da legittime preoccupazioni sulle reazioni ai vaccini e lo sviluppo di autismo. La Scienza, anche nei risultati controversi, non deve essere falsata dalla paura o dall’avidità.

La verità in questa storia è che le scoperte del Dr. Wakefield di una malattia intestinale associata all'autismo sono state replicate (vedasi i riferimenti qui sotto) e il suo lavoro, insieme a quello di altri medici, ha migliorato il trattamento di questi bambini, al punto che la rivista scientifica "Pediatrics", ha pubblicato un documento sul trattamento dei sintomi gastrointestinali nei bambini con autismo. Se questi siano poi causati da  MMR in un sottogruppo di bambini autistici, rimane una questione aperta. Gli studi epidemiologici che sostengono di provare che non vi è alcun nesso tra il vaccino MMR e l'autismo non hanno avuto la forza statistica di escludere un link per un sottogruppo dio bambini suscettibili. Resta da fare molta ricerca. I tentativi di "sparare al messaggero" avrà solo il  risultato di ridurre ulteriormente la fiducia pubblica.

I genitori di bambini con autismo, chiedono ai media di approfondire l'argomento con indagini più complete ed articoli più equilibrati.


Organizzazioni firmatarie

Age of Autism
Autism Action Network
Autism Media Channel
Autism One
Autism File Global
Autism Research Institute
Elizabeth Birt Center for Autism Law and Advocacy
EmergenzAutismo
Generation Rescue
National Autism Association
Schafer Autism Report
TACA-Talk About Curing Autism
The Autism Trust USA/UK
The Coalition for SafeMinds
Unlocking Autism


I seguenti studi peer-reviewed sostengono le scoperte originali del dr. Wakefield:
  • Furlano R, Anthony A, Day R, Brown A, Mc Garvey L, Thomson M, et al. “Colonic CD8 and T cell filtration with epithelial damage in children with autism.“ J Pediatr 2001;138:366-72.
  • Sabra S, Bellanti JA, Colon AR. “Ileal lymphoid hyperplasia, non-specific colitis and pervasive developmental disorder in children”. The Lancet 1998;352:234-5.
  • Torrente F., Machado N., Perez-Machado M., Furlano R., Thomson M., Davies S., Wakefield AJ, Walker-Smith JA, Murch SH. “Enteropathy with T cell infiltration and epithelial IgG deposition in autism.” Molecular Psychiatry. 2002;7:375-382.
  • Wakefield AJ, Anthony A, Murch SH, Thomson M, Montgomery SM, Davies S, Walker-Smith JA. “Enterocolitis in children with developmental disorder.” American Journal of Gastroenterology 2000;95:2285-2295.
  • Ashwood P, Anthony A, Pellicer AA, Torrente F, Wakefield AJ. “Intestinal lymphocyte populations in children with regressive autism: evidence for extensive mucosal immunopathology.” Journal of Clinical Immunology, 2003;23:504-517.


I seguenti studi peer-reviewed hanno replicato le scoperte originali del dr. Wakefield:

  • Gonzalez, L. et al., “Endoscopic and Histological Characteristics of the Digestive Mucosa in Autistic Children with gastro-Intestinal Symptoms“. Arch Venez Pueric Pediatr, 2005;69:19-25.
  • Balzola, F., et al., “Panenteric IBD-like disease in a patient with regressive autism shown for the first time by wireless capsule enteroscopy: Another piece in the jig-saw of the gut-brain syndrome?” American Journal of Gastroenterology, 2005. 100(4): p. 979- 981.
  • Balzola F et al . “Autistic enterocolitis: confirmation of a new inflammatory bowel disease in an Italian cohort of patients.” Gastroenterology 2005;128(Suppl. 2);A-303.

     
Questi gli articoli sulla cura per sintomi gastrointestinali nei bambini autistici:
  • Buie T, et al. Pediatrics. 2010 Jan;125 Suppl 1:S19-29.  Recommendations for evaluation and treatment of common gastrointestinal problems in children with ASDs.
  • Buie T, et al.  Pediatrics.  2010 Jan;125 Suppl 1:S1-18.  Evaluation, diagnosis, and treatment of gastrointestinal disorders in individuals with ASDs: a consensus report.


 
mercoledì 12 gennaio 2011


Il parere del dr. Richard Deth


Richard Deth è professore di Farmacologia presso la Facoltà di Scienze al Bouvé College e presso la Facoltà di Farmacia alla Northeastern University. La sua ricerca suggerisce che i vaccini contenenti alluminio e/o il conservante a base di mercurio thimerosal potrebbero contribuire allo sviluppo di autismo nei bambini che non hanno la capacità genetica di espellere i metalli neurotossici. Il vaccino MMR non contiene alluminio o thimerosal.


Il British medical journal, BMJ, ha pubblicato un articolo di un giornalista investigativo sul primo studio per collegare i vaccini infantili all’autismo e ad una malattia infiammatoria intestinale. L’articolo ha definite lo studio  una "frode elaborata" e ha affermaato che  "il legame con l’autismo è stato fabbricato artificialmente all’Università di Medicina di  Londra.

Il Dr. Andrew Wakefield ha collegato il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) all’autismo in uno studio pubblicato sulla rivista medica  Lancet più di 10 anni fa. Lancet ha ritrattato lo studio l’anno scorso dopo che il British General Medical Council stabilì che  Wakefield aveva agito in modo  "disonesto e irresponsabile" nella sua ricerca.

Il Dr Deth, che sta attualmente partecipando ad una conferenza sulla sicurezza dei vaccini con il Dr Wakefield e altri scienziati, clinici ed esperti legali, ha accettato di dare il suo parere sulla questione. 


Cosa pensa dell’articolo del  BMJ?


Penso che sia molto inusuale, ma al tempo stesso illuminante, che il BMJ abbia scelto di pubblicare questa storia. Il giornalista investigativo Brian Deer ha il compito di screditare Wakefield da  anni. La sua relazione non è un articolo scientifico, ma piuttosto una opinione che non si concentra sulla constatazione scientifica dell'esistenza o meno nei bambini autistici di una infiammazione gastrointestinale, che credo invece sia il punto cruciale dello studio originale che non ha mai cercato di dimostrare un legame esplicito tra l'autismo e il vaccino MMR. Nessuno studiando 12 soggetti poteva supporre di provare un collegamento. Wakefield ha rilevato che i soggetti avevano un'infiammazione gastrointestinale e alcuni genitori hanno riferito di ritenere che questo si era verificato dopo che i loro bambini avevano ricevuto il vaccino MMR.
La nostra recente ricerca ha identificato un trasportatore di aminoacidi che potrebbe essere coinvolto nell’infiammazione gastrointestinale e potrebbe anche contribuire all’infiammazione neuronali che altri hanno trovato nel cervello dei bambini autistici. Un collegamento tra l'intestino e il cervello nell'autismo ha senso per me.


Quale pensa sia il legame tra vaccini e autismo?


I vaccini provocano una risposta immunitaria ad un antigene derivato da un virus o da batteri. Possono inoltre contenere agenti, chiamati coadiuvanti,  quali l'alluminio, che aumentano la risposta anticorpale e può provocare infiammazione in tutto il corpo, e anche conservanti come il mercurio, sotto forma di thimerosal.
Alluminio e il mercurio possono entrare nel cervello e rimanervi per anni, provocando neuroinfiammazione. L'infiammazione durante l'infanzia può interferire con i normali meccanismi dai quali è controllata l’espressione dei geni, portando a disturbi dello sviluppo neurologico, quali l’autismo.
Sebbene il vaccino MMR non contiene alluminio o mercurio, l'esposizione simultanea a questi tre virus induce l’insorgere di infiammazione, il che contribuisce all’effetto cumulativo dei vaccini sui bambini.
E’ frequente che i bambini di ricevano diversi vaccini con una singola somministrazione e, di conseguenza, ricevono una dose enorme di alluminio, ben oltre i limiti fissati dalla US Food and Drug Administration. Questo aumenta la possibilità di infiammazione eccessiva e di una condizione metabolica nota come stress ossidativo, che può compromettere lo sviluppo e/o far precipitare nell’autismo regressivo. Studi su bambini autistici mostrano che essi hanno infiammazione e stress ossidativo.


Perché altri studi non hanno dimostrato un legame tra il vaccino MMR e l'autismo?


La maggior parte degli studi sulla sicurezza dei vaccini sono stati di natura epidemiologica,  esaminando cioè un gran numero di dati basati sulla popolazione in generale piuttosto che i singoli soggetti autistici. Quest'ultimo tipo di studio ha rivelato il ruolo centrale dello stress ossidativo e dell’infiammazione, che non potevano essere identificati in studi epidemiologici.
Gli studi epidemiologici sono intrinsecamente incapaci di scoprire meccanismi causali, anche se è stata trovata una connessione. A mio avviso, la vaccinazione MMR è solo un fattore contributore parziale, mentre sono anche altri vaccini ad essere collegati al rischio totale di autismo. I vaccini non sono certo gli unici fattori, ma è probabile che la causa principale sia un certo tipo di esposizione ambientale, invece che una anomalia genetica


Alla luce di questo, i genitori dovrebbero secondo lei vaccinare i loro bambini contro MMR e altre malattie?

Sì. Sono a favore delle vaccinazioni e di vaccini più sicuri che non contengono mercurio o alluminio.


L’Inghilterra ha privato Andrew Wakefield del diritto di praticare la medicina. E’ secondo lei giustificato?

No, a mio parere no. I problemi etici di cui è stato trovato colpevole non erano di entità tale da giustificare questa pena. Inoltre, rimane dubbio il fatto che ci sia effettivamente stato un comportamento riprovevole   significativo e volontario.
Il British General Medical Council e Brian Deer hanno complottato per fare di Wakefield un esempio per aver osato suggerire che la vaccinazione può causare malattie in alcuni soggetti.
L’identificazione compiuta da Wakefield di infiammazione gastrointestinale nell'autismo rimarrà un importante contributo scientifico. L’eccessiva durezza del tentativo di screditarlo tradisce una forte paura che la sua ipotesi di un collegamento con le vaccinazioni possa essere esatta. Equivale a una pubblica gogna che spaventa gli altri dall’indagare su questo controverso, ma importante tema.

 

 
 
giovedì 16 dicembre 2010


Un video in sette parti tradotto da "Il Portico Dipinto"

Autism: made in USA




Pubblichiamo con grande piacere ed orgoglio  la versione sottotitolata in italiano del pluripremiato documentario  Autism, Made in the USA. Si tratta di un film di Gary Null  che racconta esperienze di vita reale di alcune famiglie e dei loro bambini con diagnosi di autismo, con lo scopo di esplorare cause e soluzioni per la recente epidemia di autismo.
 
Guardando questo documentario scoprirete come sia stata possibile la remissione di molti dei sintomi autistici per i bambini di cui viene raccontata la storia;  parti importanti sono infatti dedicate ad interviste condotte con i loro genitori e a video del loro sviluppo, della loro regressione e dei miglioramenti ottenuti con le cure biomediche.

E’ un film la cui ragione è dare speranza, mostrando che curare questi bambini non significa prescrivere psicofarmaci, ma affrontare e correggere l'origine del problema, eliminando le tossine che ne sono la principale causa. Questo video dimostra che l’intervento biomedico può davvero aiutare i bambini affetti da autismo e, in alcuni casi, riuscire a eliminarne i sintomi quasi completamente!

Tutti i genitori, anche quelli che non hanno bambini autistici, dovrebbero vedere il film perchè le informazioni che si ricevono sono importanti per chiunque: la nostra aria, il nostro cibo, la nostra acqua e il nostro mondo tutto è ammalato e i nostri figli ne sono il frutto e la dimostrazione.
 
Dovremmo tutti prenderne coscienza e smettere di sacrificare i nostri bambini e le loro vite.

EmergenzAutismo ringrazia di cuore Il portico dipinto che ha tradotto e sottotitolato il film rendendolo fruibile per il pubblico italiano

Questa la prima parte del film:
 

 


 
 
Ecco i link delle parti successive:

 
Parte 2:
http://www.youtube.com/watch?v=gWdNs8xwjgI&feature=related
 
Parte 3:
http://www.youtube.com/watch?v=gCrtsrRYr3E&feature=related
 
Parte 4:
http://www.youtube.com/watch?v=pvs_MpJQzaw&feature=related
 
Parte 5:
http://www.youtube.com/watch?v=qLy1u7508JI&feature=related
 
Parte 6:
http://www.youtube.com/watch?v=L_OsGuyf56E&feature=related
 
Parte 7: http://www.youtube.com/watch?v=Jyat0LP8sUA&feature=related



Buona visione.
 

 
venerdì 10 dicembre 2010


Lettera della dr. Anna Sapone ad EA



Pubblichiamo con immenso piacere la lettera che la dr. Anna Sapone (nella foto alla Conferenza dell'ARI-DAN a Baltimora) ci ha inviato ieri, una lettera indirizzata a noi genitori che, sia per la delicatezza che per gli argomenti trattati, è di per se stessa una vera e propria "rivoluzione" nel rapporto Scienza-Famiglia. La dottoressa sottolinea il lavoro che il gruppo di studio dell'Università di Napoli sta svolgendo, al fine di comprendere appieno il collegamento intestino-cervello e l'efficacia di diete restrittive nei bambini autisitici, attraverso lo studio pubblicato su PubMed di cui EA ha dato segnalazione nel documento "Alterazioni della membrana intestinale in pazienti con disturbo dello spettro autistico", dei dottori de Magistris, Familiari, Pascotto, Frolli, Iardino, Carteni, De Rosa, Francavilla, Riegler, Militerni e Bravaccio. 

La Dr. Sapone, insieme al Dr. Siniscalco, della Divisione di  Farmacologia "L. Donatelli" della Seconda Universtà di Napoli, stanno inoltre  lavorando ad un nuovo studio, in parte finanziato dal'Autism Research Institute diretto dal Dr. Steve Edelson, su stress ossidativo e intestino permeabile nel Disordini dello Spettro Autistico, i cui obiettivi e criteri di elegibillitò daremo presto notizia.

 

        Carissimi genitori dei bambini autistici,

        da quando quattro anni fa abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio nel mondo dello spettro autistico non ci saremmo mai immaginati di venire a contatto con una realtà così discriminata. Ci siamo resi conto che da un lato c'erano dei bimbi che, per quanti sforzi fatti, continuavano ad essere considerati degli outsider dal mondo scientifico e dall'altro dei genitori con tanta forza d'animo e tanta consapevolezza che ci hanno insegnato cosa significa amare veramente. Per questi motivi ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo cominciato a studiare quello che per molto tempo era stato trascurato o mistificato: il rapporto tra intestino e cervello. Il nostro studio, infatti ha come scopo quello di  indagare i meccanismi molecolari sottesi all’infiammazione e/o alterazione della funzione di barriera intestinale nei pazienti con Disordini delle Spettro Autistico (ASD).

        L’ipotesi interpretativa da cui siamo partiti è stata quella del leaky-gut (intestino permeabile) che vede l’autismo associato ad una parete intestinale danneggiata o infiammata, con conseguenti possibili danni encefalici causati da sostanze assunte con la dieta o rilasciate da agenti patogeni. Pertanto sento la necessità di sottolineare con questo messaggio che noi, io come gastroenterologa dell'adulto, insieme a diverse figure che mi accompagnano (gastroenterologi pediatri, neuropschiatri, biochimici, genetisti, nutrizionisti, ecc.) pur appartenendo alla medicina tradizionale stiamo cercando di creare un ponte di unione tra il campo della medicina classica e quello della biomedicina che ci permetta di identificare le basi scientifiche di tutte le cure a cui i bimbi vengono sottoposti.

        Il nostro progetto è molto semplice prevede la ricerca delle basi scientifiche di tutti i trattamenti biomedici a cui vengono sottoposti i bambini senza un'aperta critica a quali siano, considerando comunque il fatto che noi apparteniamo alla categoria dei medici tradizionali. In particolare il nostro studio prevede due interventi: quello della camera iperbarica e della dieta senza glutine e/o caseina. Senza scendere nei particolari, con questo messaggio mi rivolgo ai principali attori di questo problema, i genitori, coloro i quali si fanno carico di una responsabilità immensa e cioè quella di migliorare la vita dei loro bambini, affinchè ci aiutino e ci comprendano. Noi stiamo facendo del nostro meglio nel cercare di studiare questo problema. 

        Grazie 

        Anna Sapone

 


 
 
sabato 18 dicembre 2010


 



ioParlo
Il nostro "comunicatore" gratuito per ragazzi non verbali

 

EmergenzAutismo è lieta di informare che è stata realizzata la nuova versione del comunicatore per ragazzi non verbali completamente gratuita. Un grazie enorme alla associazione Genitori e Autismo, promotrice dell'iniziativa e, in particolare  a Fabio, Andrea, Giuseppe, Roberto, Francesco e a tutti quelli che hanno collaborato. Questa la presentazione sul sito di GeA.


E' arrivato ioParlo sull' App Store il programma di comunicazione assistita targato Genitori e Autismo! Il programma, scritto dal bravissimo e disponibilissimo Fabio Lecca con la veste grafica di Giuseppe Ruscio, funziona su iPod, iPad ed iPhone. Grazie alle capacità di sintesi vocale della libreria MBROLA e alla libreria dei simboli PECS di SymbolStix, è possibile scrivere frasi, ascoltarle con la voce sintetizzata e visualizzare i simboli grafici corrispondenti. Nella modalità PCS (Picture Communication System) è possibile anche costruire semplici frasi scegliendo ad ogni passo tra poche scelte visualizzate in modo grafico.

Sebbene questo programma sia stato pensato per gli autistici (bambini e adulti) non verbali, speriamo che possa essere utile anche a tutte le persone con disturbi della comunicazione. Per quanto ne sappiamo, è il primo programma in Italiano che permette la comunicazione assistita completamente gratuito per IOS.

Scaricatelo da qui e non dimenticatevi di lasciare la vostra opinione sull'App Store, ci aiuterà a dare visibilità al programma e a migliorarne le funzionalità.

 

Ringraziamo di cuore la SymbolStyx e l'Université de Mons, grazie a loro è stato possibile distribuire gratuitamente questo programma, per il quale è esplicitamente vietata la vendita, la copia o l'utilizzo a scopo di lucro.

Ricordatevi di Genitori e Autismo quando sceglierete dove destinare il vostro 5x1000. Se potete e volete aiutarci, visitate www.genitorieautismo.org/sostienici

Vi ricordiamo inoltre che è disponibile sull'App Store anche il bellissimo libro Non ho parole. Il ricavato della vendita del libro verrà utilizzato per sostenere le nostre attività. Scaricate il libro da qui.

SymbolStix c 2003-2010 by Sy
mbolStix LLC.
"The Library of Character/Logo Symbols contained in this application may be used solely for communication purposes and may not be sold, copied or otherwise exploited for any type of profit."
Il programma utilizza le voci della libreria MBROLA. "Copyright (c) 1998-2009 Université de Mons (TCTS lab)
See the MBROLA project homepage: http://tcts.fpms.ac.be/synthesis/mbrola.html"

 


 
mercoledì 08 dicembre 2010


 

Un ulteriore, nuovo studio pubblicato su PubMed

Alterazioni della membrana intestinale
in pazienti con disordini dello spettro autistico


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20683204



Da sempre i genitori che seguono l’intervento biomedico per i loro figli con disordine dello spettro autistico si sentono ripetere dai medici che non ci sono basi scientifiche per queste cure. Niente di più falso: dall’inizio degli anni ’90 sono stati condotti ben 105 studi che collegano autismo e dieta, 70 che collegano  autismo e anomalie immunitarie e metaboliche, oltre 60 che descrivono risultati positive ottenuti dai trattamenti biomedici.  Perché i medici non li conoscono? Perchè nessuno ne ha parlato loro!
EmergenzAutismo da anni cerca di svolgere questo compito di informazione e divulgazione scientifica, nella convinzione che solo una collaborazione tra medici e genitori farà in modo che finalmente l’autismo sia curato come un disordine medico invece che come una anomalia genetica o comportamentale.
Potete stampare e spedire ai medici che hanno in carico vostro figlio questo studio dell’Università di Napoli, uno studio tutto italiano, in doppio cieco, condotto su bambini con disordine dello spettro autistico, pubblicato su PubMed che afferma che questi bambini hanno molto più frequentemente del normale, gravi anomalie della permeabilità intestinale e che valutare questa anomalia attraverso un semplice test, potrebbe aiutare ad identificare un sottogruppo di pazienti con autismo che potrebbero beneficiare di una dieta priva di glutine.
Questo comporta l'obbligo da parte dei medici che curano i nostri bambini, anche in assenza di sintomi gastrointestinali, di eseguire su di loro questi test e capire se appartengono al sottogruppo che deve obbligatoriamente eliminare il glutine dalla dieta.
Allo studio, oltre a famosi gastroenterologi e neuropsichiatri, ha partecipato anche la Dr Anna Sapone, gastroenterologa assistente del Dr Alessio Fasano, che sta conducendo assieme al Dr. Siniscalco, un nuovo studio finanziato anche dall'Autism Research Institute, sui biomarker per infiammazione e stress ossidativo nei bambini con disordini dello spettro autistico.

 


Alterazioni della membrane intestinale in pazienti con disordini dello spettro autistico

J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2010 Oct;51(4):418-24.
de Magistris L, Familiari V, Pascotto A, Sapone A, Frolli A, Iardino P, Carteni M, De Rosa M, Francavilla R, Riegler G, Militerni R, Bravaccio C.
Department Magrassi-Lanzara, Gastroenterology, Second University of Naples, Italy.

Abstract

OBIETTIVI: è stata investigata la permeabilità intestinale (IPT) in pazienti con autismo e nei loro parenti di primo grado per esaminare l’ipotesi di intestino permeabile (leaky gut). E’ stata inoltre misurata la  calprotectina fecale (FC) in pazienti con autismo, sia con che senza sintomi gastrointestinali, e nei loro parenti di primo grado.

PAZIENTI E METODI: i risultati della permeabilità intestinale, valutati per mezzo del test lattulosio/mannitolo, sono stati comparati con degli adulti e dei bambini di controllo e con i valori della FC.

RISULTATI: è stata trovata tra i pazienti con autismo (36.7%) e tra i loro parenti (21.2%)  un alta percentuale di anomalie nella permeabilità intestinale rispetto ai soggetti normali (4.8%). I pazienti con autismo che seguivano una dieta senza glutine e caseina avevano valori significativamente più bassi  di permeabilità intestinale rispetto a quelli che non seguivano diete ristrette e al gruppo di controllo. Sintomi gastrointestinali erano presenti nel 46.7% dei bambini con autismo: stitichezza (45.5%), diarrea (34.1%), e altri (alternanza di diarrea/stitichezza, dolori addominali, etc: 15.9%). La FC era elevate nel 24.4% dei pazienti con autismo e nell’11.6% dei loro parenti; essa comunque non è correlata con le anomalie dei valori della IPT.

CONCLUSIONI: i risultati ottenuti supportano l’ipotesi di intestino permeabile (leaky gut) e indicano che misurare la  permeabilità intestinale potrebbe aiutare ad identificare un sottogruppo di pazienti che potrebbero beneficiare di una dieta priva di glutine. Le alterazioni della permeabilità intestinale trovate nei parenti di primo grado suggeriscono la presenza di un fattore intestinale (associato alla zona di contatto tra cellule) ereditario nelle famiglie di soggetti con autismo.

PMID: 20683204  
 


 
giovedì 02 dicembre 2010

 

Nuovo studio dell'Università della Califonia 

I bambini autistici soffrono di disfunzione mitocondriale

E' necessario avere diagnosi precoci con analisi mirate

http://www.ageofautism.com/2010/12/mitochondrial-dysfunction-and-autism-found-in-study.html

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21119085


 

Un nuovo studio condotto dai ricercatori dell'Istituto UC Davis (California University) ha individuato come i bambini con autismo abbiano molte più probabilità di soffrire di deficit nella capacità di produrre energia cellulare rispetto ai bambini con sviluppo normale. Lo studio, pubblicato il 30 novembre 2010 sul Journal of the American Medical Association (JAMA), ha riscontrato che sia un danno cumulativo che lo stress ossidativo nei mitocondri (gli organi produttori di energia cellulare) possono influenzare l'esordio e la gravità della sindrome autistica, suggerendo una forte connessione tra autismo e difetti mitocondriali.
 
Dopo il cuore, il cervello è il più vorace consumatore di energia nel corpo; gli autori dello studio ritengono che carenze nella capacità di alimentare i neuroni cerebrali, possano portare ad alcuni tra i danni cognitivi associati all’autismo. I mitocondri sono la fonte primaria della produzione di energia nelle cellule e contengono un proprio bagaglio di istruzioni genetiche, il DNA mitocondriale (mtDNA), necessario per realizzare la respirazione aerobica. Disfunzioni nei mitocondri sono già state associate ad altre condizioni neurologiche come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, la schizofrenia e il disordine bipolare.

"I bambini con malattie mitocondriali possono presentare, tra gli altri fattori, incapacità di tollerare l’esercizio fisico, crisi epilettiche e deficit cognitivi. Alcuni manifesteranno i sintomi della malattia e alcuni appariranno in situazioni sporadiche”, ha detto Cecilia Giulivi, autrice principale dello studio e professore del Dipartimento di Bioscienze Molecolari nella facoltà di Medicina Veterinaria al UC Davis.
"Molte di queste caratteristiche sono presenti nei bambini con autismo".

I ricercatori sottolineano che queste nuove scoperte, le quali potranno aiutare i medici a fornire delle diagnosi precoci, non identificano purtroppo ancora la causa o gli effetti dell’autismo che colpisce, secondo il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie americano (CDC), 1 bambino ogni 110.Giulivi e colleghi hanno reclutato per lo studio 10 bambini autistici tra i 2 e i 5 anni e 10 bambini della stessa età con sviluppo normale e background similare. I bambini sono stati scelti a caso tra i soggetti della California del Nord che avevano precedentemente partecipato allo studio condotto su 1600 soggetti sul rischio di autismo da genetica e ambiente (CHARGE) e che avevano dato il consenso a partecipare ad un successivo studio noto come CHARGE-BACK, condotto dal Centro per la Salute Ambientale e per la Prevenzione delle Malattie del UC Davis.

I ricercatori hanno analizzato i campioni di sangue dei bambini ed il ciclo metabolico dei mitocondri nelle cellule immunitarie chiamate linfociti. Studi precedenti avevano preso in considerazione mitocondri ottenuti nei muscoli, ma una disfunzione mitocondriale a volte può non essere espressa nei muscoli. Infatti, le cellule muscolari possono generare molta della loro energia attraverso glicolisi anaerobica, che non coinvolge i mitocondri. I linfociti, invece ed ancor più i neuroni cerebrali, si basano quasi completamente sulla respirazione aerobica condotta dai mitocondri. E’ stato così scoperto che i mitocondri dei bambini con autismo consumano molto meno ossigeno rispetto a quelli dei bambini del gruppo di controllo, segno questo di una più bassa attività mitocondriale. L’ossigeno consumato da un enzima mitocondriale complesso molto importante, l’ NADH ossidasi, nei bambini autistici era appena un terzo di quello del gruppo di controllo.

"Una diminuzione del 66 percento è molto significativa," ha affermato la Dr. Giulivi. "Quando questi livelli sono più bassi, si ha una ridotta capacità di produrre ATP (adenosintrifosphato) necessario per il lavoro cellulare. Anche se questa diminuzione è considerata moderata, i deficit nella produzione di energia mitocondriale non devono essere ignorati, in quanto potrebbero esacerbarsi o evidenziarsi durante il periodo perinatale, apparendo subclinici negli adulti”.

Le anomalie, i difetti e le disfunzioni trovate nei mitocondri dei bambini con autismo, implicano che lo stress ossidativo in questi organelli potrebbe influenzare l’inizio dell’autismo.

"Le varie disfunzioni che abbiamo misurato sono ancora più considerevoli nelle cellule cerebrali che utilizzano solo i mitocondri per la produzione della loro energia”, ha asserito Isaac Pessah, direttore del Centro per la Salute Ambientale e per la Prevenzione delle Malattie e professore di Bioscienze Molecolari alla Facoltà di Medicina Veterinaria della UC Davis.
"I Pediatri dovrebbero essere informati di questi problemi in modo da poter porre le giuste domande ai genitori per poter stabilire se i bambini con autismo che seguono, hanno problemi visivi o di udito o miopatie” ha aggiunto la Dr. Giulivi. L’incapacità di svolgere esercizio fisico, con presenza di crampi muscolari durante attività fisica intensa, è una delle caratteristiche delle miopatie mitocondriali.
 
Anche il modello chimico, tipico della disfunzione mitocondriale, può essere utilizzato come strumento diagnostico. Giulivi e colleghi stanno ora esaminando il DNA mitocondriale dei soggetti dello studio più attentamente per ricavare informazioni più precise sulle differenze tra bambini a autistici e non-autistici. Questo studio aiuta anche a perfezionare la ricerca delle origini dell’autismo.

"La vera sfida è ora cercare e capire il ruolo della disfunzione mitocondriale nei bambini con autismo”, ha affermato Pessah. "Per esempio, molti fattori ambientali possono causare un danno mitocondriale. A seconda di quando un bambino sia stato esposto, nel grembo materbo o da neonato, e di quanto grave sia stata l’esposizione, si potrà più facilmente spiegare il range dei sintomi dell’autismo".

Lo studio è stato sovvenzionato dal MIND Institute Pilot Research Grant della UC Davis, dal National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS), dall’Environmental Protection Agency e da Autism Speaks.

 


 

 
giovedì 25 novembre 2010

 

Trattare il bambino nella sua interezza:
 integrazione fra
interventi biomedici e comportamentali

di Doreen Granpeesheh, PhD, BCBA, e Dennis Dixon, PhD

(c) 2009 The Autism File


 
 

La Dr.ssa Doreen Granpeesheh è la fondatore e direttore esecutivo del “Center for Autism and Related Disorders” e fondatore e presidente del “Board of Autism Care and Treatment Today”. La Dr. Granpeesheh ha conseguito la laurea in Psicologia all’UCLA e fa parte del “Medical Board of California and the Texas and Arizona State Boards of Psychologists”. E’ una “Board Certified Behaviour Analyst” ed  effettua terapia comportamentale a bambini con autismo dal 1979. E’ anche membro del consiglio esecutivo del Defeat Autism Now! e prima Vice Chair del “National Board of Directors of the Autism Society of America”

Il Dr. Dennis Dixon è responsabile per la ricerca presso il “Center for Autism and Related Disorders”. Ha conseguito la laurea in psicologia alla LSU con approfondimenti nelle disabilità dello sviluppo. I suoi interessi nella ricerca si sono concentrati su argomenti legati all’assestamento psicometrico, costruzione di test, ed interventi biomedici per persone con disabilità intellettuali.

 

Ogni persona va oltre un singolo aspetto della sua vita: è più del suo semplice stato medico, del suo comportamento o del suo funzionamento intellettivo. Negli ultimi dieci anni è emerso con evidenza che i trattamenti medici devono curare la persona nel suo insieme e non soltanto in un suo singolo aspetto. Questo è, in particolare, il caso dei Disordini dello Spettro Autistico (ASD) i cui trattamenti si focalizzano quasi esclusivamente su alcuni suoi  aspetti, con scarsa attenzione a quant'altro dovrebbe venire preso in considerazione. La diagnosi di ASD viene basata su carenze nelle interazioni sociali e nella comunicazione e sulla presenza di  comportamenti ripetitivi ma, sebbene  queste siano le caratteristiche per la diagnosi del disordine, vengono ignorati molti altri problemi medici che riguardano frequentemente le persone con autismo tra cui i problemi del sistema immunitario, stress ossidativo ed infiammazioni dell’intestino. Se da una parte ci sono prove limitate che dimostrano una relazione causale tra questi disturbi e l’ASD, è sempre più chiaro che molti bambini presentano diversi problemi biomedici che sono spesso trascurati.

L’ABA (Applied Behavior Analysis) ha una lunga storia di sviluppo e valutazione scientifica per il trattamento dell’autismo; è stata chiamata con diversi nomi come Lovaas Therapy, Discrete Trial Training, Pivotal Response Training, Intensive Intervention Programs ed Early Intensive Behavioral Intervention (EIBI), ognuno dei quali si riferisce  a una procedura ABA (Discrete Trail training) o uno specifico programma di ricerca che utilizza ABA (Lovaas Therapy). Dobbiamo sottolineare che ABA non è specifico per il trattamento dell’autismo, piuttosto è l’applicazione di principi comportamentali su sintomi specifici dell’autismo. Ci sono evidenze sostanziali che dimostrano quanto ABA sia un trattamento efficace (Eikeseth, 2009; Myers & Plauche Johnson, 2007; Rogers & Vismara, 2007). Il supporto scientifico per ABA ha portato molte strutture indipendenti ad adottare ABA come trattamento per l’autismo, incluso lo U.S Surgeon general  (U.S. Department of Health and Human Services, 1999), il dipartimento della sanità dello Stato di New York (New York State Department of Health, Early Intervention Program, 1999), e la National Academy of Sciences (National Academy of Sciences, 2001).

Nel corso degli anni l’intervento pubblico negli Stati Uniti è cambiato proprio sulla base di tali evidenze, con la legislazione a livello statale che obbliga le assicurazioni mediche a coprire i trattamenti ABA (es. legge Steven, Arizona House Bill 2487). ABA è un trattamento consolidato per l’autismo ed è il risultato di ricerche incrociate con una percentuale di recupero che è del 35% (Reichow & Wolery, 2009). Il numero di bambini che sono stati considerati guariti, secondo i criteri prestabiliti, sono rimasti approssimativamente invariati sin dal primo rapporto di Lovaas più di 20 anni fa (Lovaas, 1987) e questo, in qualche misura, era prevedibile considerando la diffusa resistenza nella comunità medica all’idea di “guarigione dall’autismo”, perché ciò implicherebbe un cambiamento verso le cause biologiche sottostanti il disordine. Ma, indipendentemente da come la chiamiamo, la guarigione esiste: avviene ogni giorno ed i nostri sforzi dovrebbero essere indirizzati nel miglioramento di queste percentuali e non nel discutere sulla semantica di questioni ideologiche di vecchia data. Gli interventi biomedici potrebbero essere una soluzione per aumentare il numero delle guarigioni. .

Poiché ABA si basa sull’apprendimento, ne consegue che qualunque cosa vada ad influire sull’abilità del bambino ad imparare potrebbe influenzare i progressi col programma ABA. La ricerca ha mostrato per esempio che lo stress ossidativo può avere tale ruolo (Duffy, et al., 2008; Huang, Tiao, Tain, Chen, & Hsieh, 2008; Silva et al., 2004) e, per ognuno di questi problemi medici,  può esistere un intervento che rimuova questi ostacoli dall’apprendimento. Ma se da una parte queste condizioni mediche e relativi interventi possono influire direttamente sulle capacità  di apprendimento del cervello, ci sono altre condizioni, meno ovvie, che possono inficiare queste capacità. Per esempio, l’insonnia ha un grande impatto su numerose funzioni quotidiane, come capacità lavorativa, difficoltà della memoria e problemi di concentrazione (Zorick & Walsh, 2000). Inoltre, è stato dimostrato che i problemi del sonno sono direttamente collegati all’aumento del grado di gravità dei sintomi dell’autismo (Shreck, Mulick, & Smith, 2004). Anche il dolore può avere un impatto importante sulle abilità di funzionamento individuali: considerate per esempio la vostra stessa produttività al lavoro l’ultima volta che avete avuto un mal di testa piuttosto forte o il profitto con cui  potreste affrontare un apprendimento intensivo se aveste l’influenza. Tutto ciò potrebbe non avere un impatto diretto sulla capacità del cervello di acquisire ed immagazzinare informazioni, ma certamente avrà una notevole influenza sulla vostra capacità di concentrarvi, di interagire con l’ambiente, di imparare.

C’è quindi un chiaro motivo razionale per considerare i possibili effetti degli interventi biomedici nel trattare persone diagnosticate con autismo ed implicazioni per prendere in considerazione l’integrazione di interventi medici e comportamentali insieme. Gli interventi biomedici possono influire sui fondamenti su cui sono basati i programmi ABA, ma nessuno studio ha valutato i benefici degli interventi biomedici in aggiunta ai programmi ABA. I prossimi passi della ricerca quindi dovrebbero concentrarsi sulla misurazione sperimentale di questa ipotesi.

Intanto le evidenze sulle potenziali cause dell’autismo continuano ad emergere: mentre gli studi sulla genetica hanno aperto alcune strade promettenti, nessuna causa è stata ancora identificata in modo consistente. Questo deriva verosimilmente dal fatto che l’autismo è, in realtà, un insieme di disordini con diverse cause che mostrano sintomi comportamentali  similari. La determinazione di vari fenotipi di autismo (l’interazione tra la genetica di una persona ed i fattori ambientali) sta ricevendo un’attenzione sempre crescente dai ricercatori, ma si deve ancora determinare definitivamente quali siano le cause specifiche dell’autismo.

Tenendo conto di questo limite, si presume che gli interventi efficaci biomedici trattino le cause dell’autismo mentre ABA aiuti il bambino ad acquisire competenze perse o mai acquisite.

Si suppone che con uno solo dei due trattamenti non si otterranno risultati ottimali (Carr & Herbert, 2008). Immaginate, per esempio,  l’analogia tra una gomma scoppiata a causa di un chiodo mentre andate al lavoro: potreste essere in grado di riparare la gomma, ma arrivereste comunque tardi al lavoro e per recuperare dovreste guidare molto velocemente. Allo stesso modo, se i bambini ricevono trattamenti per l’autismo e non ricevono interventi intensivi per recuperare, saranno comunque in ritardo. E’ vero però anche l’opposto: se ignorate il chiodo nella gomma e continuate a guidare per andare al lavoro, non sarete in grado di guidare altrettanto velocemente o con controllo e potreste non riuscire ad arrivare al lavoro in nessun modo. Questo è il caso in cui i bambini ricevono solo i programmi ABA: non stanno ottenendo i pieni benefici  dal trattamento perché non stanno lavorando contro le cause sottostanti all’autismo. Per questi motivi, sono necessarie ulteriori ricerche sulle cause dell’autismo e sulle potenzialità del biomedico per trattare queste cause.

La mancanza di studi che valutino l’efficacia degli interventi biomedici costituisce una limitazione significativa per il biomedico stesso. Ne consegue che molti professionisti nelle comunità mediche e comportamentali bandiscono questi interventi definendoli  “non provati”. Questo ci porta ad uno dei modi in cui l’ABA può aiutare gli interventi biomedici: l’ABA offre un metodo per testare scientificamente gli effetti degli interventi biomedici. Sono stati suggeriti numerosi trattamenti per l’autismo e rapporti recenti mostrano un insieme di trattamenti effettivamente usati da medici (Green et al., 2006). Inoltre, i resoconti dei genitori sull’efficacia di questi interventi è variabile (Goin-Kochel, Mackintosh, & Myers, In Press).  Goin-Kochel ed i suoi colleghi hanno riportato che metà dei genitori che hanno somministrato la dieta senza glutine e caseina ha riscontrato dei miglioramenti. Risultati simili sono stati riportati per la chelazione. Inoltre, di quei genitori che hanno somministrato forme di medicazione psicotrope per trattare l’autismo, circa la metà ha riportato forme di miglioramento. Riguardo gli interventi comportamentali, circa il 70% dei genitori ha  riscontrato grandi miglioramenti. Gli studi di Green e Goin-Kochel et al. sono un buon punto di partenza per valutare l’efficacia degli interventi per  l’autismo. Comunque, come loro stessi fanno notare, riportare semplicemente che un bambino è migliorato è soggetto a diversi possibili errori. Primo tra tutti il ben documentato effetto placebo; cioè il semplice fatto di sapere che il bambino sta ricevendo un trattamento influenza il modo di percepire lo stato del bambino. Inoltre, altri riscontri possono derivare dal cambio dei sintomi. A meno che una valutazione non venga fatta sperimentalmente, stabilire che un intervento qualunque sia il motivo del cambiamento è impossibile.

I passi successivi da compiere nella direzione dei bisogni delle persone affette da ASD rappresentano una sfida che richiederà una risposta da chiunque ne è coinvolto. Il progresso futuro sarà limitato senza l’integrazione di approcci biomedici e comportamentali analitici. Per raggiungere  questo obiettivo, ricercatori, professionisti e medici devono allo stesso modo fare tutti la loro parte. Negli ultimi 10 anni l’attenzione pubblica all’autismo è aumentata in modo consistente. Uno studio recente mostra che dal 1997 al 2006 i finanziamenti per le ricerche sull’autismo sono aumentati di un 15% annuo (Singh, Illes, Lazzeroni, & Hallmayer, 2009), ma la maggior parte di questi finanziamenti è stata spesa per ricerche scientifiche di base piuttosto che su ricerche su risultati clinici. Inoltre, gli studi pubblicati si sono focalizzati sulla genetica, sulla neurologia e sulla diagnosi di autismo, mentre studi su trattamenti clinici hanno costituito solo una piccola porzione della letteratura (Matson & LoVullo, 2009). La ricerca sulla scienza di base dell’autismo è importante ed è direttamente connessa al miglioramento della comprensione dell’autismo stesso e questo porterà in ultima analisi ad un miglioramento dei trattamenti e della prevenzione. In ogni caso questi obiettivi sono ancora molto lontani poiché ci vorranno anni per riportare i risultati della scienza di base nei trattamenti applicati, mentre i disordini dello spettro autistico sono un problema reale adesso e richiedono una risposta immediata dalla comunità della ricerca per fornire risposte alle famiglie.

Un’attenzione ancora maggiore deve essere posta al miglioramento ed all’affinamento dei trattamenti per conoscerne l’efficacia (come per ABA) per valutare trattamenti medici alternativi o complementari. Inoltre, gli studi hanno bisogno di andare oltre la valutazione di un singolo trattamento alla volta e di cominciare a valutare l’interazione tra più trattamenti multipli, per vedere quali trattamenti sono efficaci per un dato sottoinsieme di bambini. Il patrocinio di gruppi di genitori ha fatto molto per supportare la ricerca sull’autismo ed un’ampia porzione dei finanziamenti per la ricerca viene da fonti non pubbliche. Il trend recente verso una maggiore enfasi sulla ricerca applicata all’autismo (Singh, et al., 2009) è molto incoraggiante ed è verosimilmente un risultato diretto all’aumentato coinvolgimento dei genitori sia nelle politiche pubbliche che nei processi di finanziamento. E’ stato sostenuto per molto tempo che le migliori pratiche nella cura dei pazienti fossero ottenute con un approccio interdisciplinare e, nell’ambito di questo schema, differenti professionisti agissero coordinati per integrare i loro servizi, sebbene questo standard di cure si ottenga raramente. Non è frequente che i vari professionisti che si occupano del bambino siano a conoscenza  degli altri interventi o perfino che non sappiano che il bambino stia ricevendo servizi addizionali. Questo sistema frammentato di cure deve finire: l’integrazione di ABA ed interventi biomedici è al centro dell’attualizzazione del modello interdisciplinare. Integrando gli sforzi, la forza di entrambi i trattamenti può essere unita per ottenere un miglioramento complessivo delle cure di persone con autismo.

Attualmente non ci sono studi che hanno valutato l’integrazione di ABA ed interventi biomedici per l’ASD e i vari professionisti sono stati lenti a lavorare insieme per unire gli approcci potenzialmente complementari per trattare l’ASD. Questo ha posto i terapisti in una posizione impegnativa. Non tutti i trattamenti proposti per ASD si rivelano utili, anzi alcuni possono perfino danneggiare il bambino. A causa dei costi significativi e dei potenziali rischi, i genitori dovrebbero considerare un trattamento proposto come inefficace finché non c’è un’evidenza scientifica che suggerisce diversamente, ma l’evidenza non deve necessariamente venire nella forma di un importante processo di verifica randomizzato del trattamento, ma anche nella forma di un caso di studio controllato su singoli soggetti. Il punto è che questi trattamenti devono avere delle evidenze. Quando viene dato il razionale per un trattamento, chi segue il bambino  dovrebbe chiedere al proprio medico quali sono le ricerche che supportano il trattamento. Se non ci sono ricerche disponibili, si dovrebbe insistere nel proporre i trattamenti dei bambini in maniera sperimentale in modo da potere osservare se si verificano cambiamenti durante la nuova cura o meno.

C’è molta disinformazione sui trattamenti ASD. Indubbiamente internet è stato uno strumento meraviglioso nell’educare i genitori  ed i professionisti sull’ASD, ma rimane ancora il “selvaggio west” con  informazioni disseminate con scarsa preoccupazione sulla loro validità. E’ responsabilità di chi si cura dei bambini  la verifica delle fonti delle loro informazioni. Mentre indubbiamente molti progressi nella scienza sono nati proprio dalle esperienze di singoli professionisti, accettare il loro punto di vista solo sulla base della loro reputazione professionale non è sufficiente per disordini come quello dell’autismo. L’ASD costituisce uno spettro molto ampio, con bambini che soffrono di una grande varietà di disordini sottostanti e le persone che li hanno in cura devono sforzarsi di valutare i biomarker che indicano quale condizione medica sta contribuendo alla sintomatologia mostrata. Soltanto attraverso una collaborazione interattiva tra famiglie, professionisti e ricercatori queste domande troveranno una risposta. Una stretta collaborazione porterà a progressi sia nella comprensione dei fenotipi sottostanti che dei biomarker che ci permettono  di identificare i bisogni specifici di ogni bambino, portando in ultima analisi a migliori trattamenti per la sindrome.

 


 
sabato 04 dicembre 2010


 

Un progetto inglese: The Autism Trust

Un paradiso sicuro per le persone con autismo

http://www.autismtrust.com/default.asp


 

Spesso mi si chiede: "dove costruirai adesso?" Io rispondo dappertutto. Dobbiamo costruire centri in ogni dove. Per fare ciò dobbiamo formare squadre in ogni contea, in ogni città, in ogni stato, per guidare e amministrare questi centri. Abbiamo già da noi nel Regno Unito squadre che lavorano sodo nel Dorset, nel Suffolk, a Cambridge, in Scozia e nel Surrey, e già altre squadre si stanno formando a New York, Dubai e in Colombia. L'azione di The Autism trust è vitale per il futuro dei nostri figli. Se non cominciamo subito già domani perderemo adolescenti e poi adulti, e ciò è inaccettabile.
Guardate Billy: adesso ha 13 anni (14 il 30 Aprile), è in piena fase puberale, è più grande e grosso di me, ed è veramente forte. Billy comincia a essere interessato alle forme femminili, e più abbondanti sono e più lui è interessato. Ha cominciato a seguire una donna che gli piace: la prende, la bacia e la abbraccia e, poi, l'ultimo incubo: ci si struscia addosso. Stiamo lavorando su questo e stiamo già avendo risultati ma lui va monitorato e guidato in questo periodo difficile. Date le ovvie difficoltà di Billy ciò potrebbe sembrare ai più una cosa innocente e per certi versi commovente, ma in realtà è più seria di ciò che si potrebbe pensare.
L'anno scorso ho parlato con una madre affranta che mi raccontò di suo figlio. Lui era agli ultimi anni dell'adolescenza, era un autistico praticamente non verbale, ed era ossessionato dai cataloghi degli ipermercati Argos. Un giorno vide due ragazze con il catalogo aggiornato. Corse di corsa dalle ragazze e tentò di comunicare con loro: chiedeva di poter scambiare il loro catalogo nuovo con il suo ormai obsoleto. Le due ragazze (all'incirca quattordicenni) si sentirono confuse e impaurite, scapparono a casa e raccontarono ai loro genitori di questo strano ragazzo che le aveva intimorite.
Per farla breve, adesso questo ragazzo autistico è rinchiuso in un ospedale sicuro, praticamente una prigione, e difficilmente sarà rilasciato dato che è considerato "socialmente pericoloso". Sua madre, distrutta, parla del ragazzo come di un giovane pietrificato che non capisce il perché si trovi lì. Cosa ancora più preoccupante, ha perso metà del suo peso da quando è rinchiuso lì dentro.
Guardare Billy abbracciare donne ogni volta che può mi riempie di paura e ansia.
Se non costruiamo questi centri, Billy può finire in prigione, non perché cattivo o perverso o socialmente pericoloso, ma semplicemente perché non capisce le regole del vivere sociale e la società non capisce lui. Billy impara in fretta, ma ha bisogno di una guida esperta, suggerimenti accorti e costanti, e supporto continuo.
Perché abbiamo bisogno di una sistemazione residenziale?
Ho recentemente ricevuto una lettera di una signora che mi raccontava la storia di sua sorella autistica che viveva in un appartamento in una comunità che dava una sorta di assistenza domiciliare. Questa lettera straziante mi parla di come la donna è stata trovata nel suo appartamento solo nove giorni dopo la sua tragica morte. Ci sono voluti nove giorni per trovarla, dov'era quindi l'assistenza domiciliare? Le foto incluse nella lettera erano poi raccapriccianti: questa povera donna autistica viveva nell'assoluto squallore. E' difficile anche solo immaginare come qualcuno possa sopravvivere in quel posto così sudicio e disordinato. Se solo avesse avuto l'attenzione e il supporto di cui aveva maledettamente bisogno e che le era stato promesso, adesso questa donna forse sarebbe ancora viva.
Le aspirazioni, le politiche e gli obiettivi sono una cosa ma, tristemente la realtà è spesso completamente diversa.
La necessità di un futuro sicuro e produttivo (o almeno ciò che noi pensiamo possa esserlo) non è mai stata così pulsante e urgente di quanto lo sia oggi. Siamo qui come organizzazione per fare una vera differenza: portare cure reali, supporto specializzato e un futuro produttivo. Billy, e molti altri come lui, saranno al sicuro, saranno capaci di crescere e dare alla società se daremo loro la possibilità. La vera domanda non è perché costruiamo i centri Autism Trust ma che cosa succederà ai nostri figli se non lo facciamo?
Ci sono così tanti bambini come Billy la fuori, diventeranno presto giovani uomini e giovani donne. Aiutatemi a costruire l'Autism Trust o dovremo prepararci a costruire nuove prigioni.

Polly Tommey  




Il nostro obiettivo è semplice
Creare un futuro che abbia uno scopo per i ragazzi con autismo .
Noi puntiamo a raggiungere questo obiettivo sviluppando una rete nazionale di ambienti innovativi, di alta qualità: Centri di eccellenza per l’autismo.


Gli obiettivi di “The Autism Trust”

Resici conto dell’immenso divario tra la domanda e la effettiva disponibilità di strutture residenziali e di supporto professionale una volta che le persone con autismo hanno concluso il percorso scolastico, ci siamo prefissati l'obiettivo di fornire tutto questo attraverso lo sviluppo di una rete di centri innovativi per l’autismo. Pensiamo sia essenziale che ognuno di questi centri di eccellenza non solo provveda ad aiutare e supportare le persone con autismo, ma anche le loro famiglie e chiunque sia coinvolto nella loro cura, supporto, educazione e sviluppo.
Ogni centro deve inserirsi nel territorio e offrire le seguenti risorse sia direttamente che attraverso la collaborazione con partner locali riconosciuti:
 

 

  • Un centro benessere, una risorsa per tutte le persone con autismo, di tutte le età , in grado di fornire la consulenza di nutrizionisti e terapisti, esperti di comportamento, di educazione e dello sviluppo per supportare non solo gli ospiti residenti, ma qualunque soggetto con autismo  (per fare questo sceglieremo come riferimento la migliore clinica sul territorio, ma laddove non esista ci prefiggiamo di costituirla)
  • Un Training Center che fornisca formazione e servizi di consulenza a chiunque lavori nel campo dell’autismo che necessiti di migliorare le sue conoscenze per meglio trattare e supportare coloro che hanno questo tipo di diagnosi.
  • Un centro conferenze in cui organizzare conferenze, seminari, workshop per fornire educazione, informazione e programmi su tutti gli aspetti dell’autismo, da quello dello sviluppo, al biomedico e al comportamentale.
  • Un Business Center nel quale le persone con autismo possono mettere in pratica  e sviluppare le proprie capacità.
  • Programmi volti allo sviluppo personale della persona con autismo: proporre attività in grado di supportare lo sviluppo della persona con autismo attraverso lo sviluppo delle abilità di vita e l’integrazione nella società sulla base dei bisogni del singolo.
  • Opportunità vocazionali sia per le persone residenti sia per i non-residenti attraverso attività di agricoltura eco-compatibili, ma anche sviluppando le abilità in campo tecnologico e del design permettendo alle persone di lavorare all’interno del centro Business.
  • Collocazione residenziale: un porto sicuro per coloro che hanno la necesità di una dimora sicura per tutta la vita, abitazioni per gli adulti con autismo.  
  • Vendita di servizi e prodotti: bar, ristorante e negozi in cui poter commercializzare le cose prodotte nel centro. Tutto questo gestito da persone con autismo.
  • Sviluppo sociale, economico e ambientale delle aree dove questi centri di eccellenza verrano ad esistere.

 



Di cosa abbiamo bisogno?

La pressione che devono affrontare i genitori e coloro che si occupano delle persone con autismo nel momento in cui raggiungono l’età adulta è estrema. Sappiamo che l’autismo produce un immenso stress alle persone con autismo e ai loro familiari. L’inadeguata comprensione della società nei confronti dell’autismo fa sì che le persone che soffrono di autismo  rimangano isolate favorendo spesso reazioni prevenute di rifiuto….
Sappiamo inoltre che spesso, se non sempre, i genitori rimangono soli ad occuparsi della persona con autìsmo. Tuto questo intacca la vita delle persone con autismo, delle loro famiglie.  Se non affrontiamo tutto questo, l’impatto di questa mancanza di supporto alle persone con autismo e alle loro famiglie sulla società sarà gravissimo in futuro.
Le attuali strutture residenziali sono insufficienti, mentre invece le diagnosi di autismo aumentano a dismisura. Il boom dell’autismo porterà presto questa pressione a trasformarsi in crisi se non si forniranno servizi adeguati.
Questi sono i bisogni da cui nasce l’idea di “The autism trust”.
Ogni centro dovrà essere  un luogo dove i residenti potranno vivere in un ambiente sicuro, dove potranno lavorare , o utilizzare come domicilio per potersi spostare , viaggiare, lavorare.  Dove persone con autismo di tutte le età possano trovare consulenza dagli specialisti del centro in ogni ambito: dallo sviluppo delle abilità individuali, ai consigli medici e nutrizionali, al supporto di mentori in grado di dare una guida, educativa e vocazionale.
Il primo centro sorgerà a sud, sud ovest di Londra: il centro dimostrerà cosa intendiamo fare con il nostro approccio.
Lavoreremo poi per supportare gli altri gruppi per replicare strutture simili.

 




The Autism Trust: la soluzione.

Ogni centro di eccellenza è aperto alle persone con autismo .
Forniremo ad ogni persona con diagnosi ASD una tessera che le permetterà ì di accedere ai servizi del centro: un porto sicuro dove gli standard di supporto sono conosciuti e rispettati.
Il centro fornisce dimora stabile ad un certo numero di utenti; la fattoria biologica adiacente potrà favorire occupazione.
Bambini e adolescenti con autismo potranno visitarla e sperimentare direttamente sul campo le attività svolte dalla fattoria. È nostra intenzione inoltre collaborare con le scuole vicine per favorire la comprensione della “diversità”.
La soluzione che proponiamo è quindi un ambiente in grado di supportare la persona con autismo dall’infanzia fino all’età adulta per favorire il raggiungimento delle sue potenzialità. Il nostro modello di Centro di Eccellenza sarà in grado di fornire l’alloggio ai residenti in singoli alloggi privati. L'azienda agricola biologica adiacente svolgerà attività orticole e agricole e si incoraggerà  l'impegno delle comunità locali.


Il centro benessere

I bambini potranno visitare il centro benessere coi genitori e incontrare nutrizionisti, medici e terapisti che lavorano nel centro. Saranno disponibili esperti in comportamento, educazione, sviluppo. Il centro benessere ha lo scopo di aiutare ad identificare e supportare il miglior percorso per ottenere uno stato di salute ottimale al fine di sviluppare le singole potenzialità.
I servizi forniti dal centro benessere sono volti ad affrontare i problemi metabolici, fisiologici, immunologici, neurologici, biomedici. Ognuno di questi aspetti affrontato adeguatamente è in grado di migliorare la salute e le funzionalità dell’individuo.
Molte persone con autismo presentano grossi problemi fisici e sensoriali. Una reazione eccessiva ai normali livelli di stimolazione determina attacchi di panico e di ansia. Questo determina poi l’innesco di una serie di comportamenti auto-stimolatori.  Lo stress e l’ansia possono essere affrontati trattando la persona con autismo grazie a terapie fisiche e con tecniche di rilassamento.
Proprio per la complessità dell’autismo saranno disponibili presso il centro una serie di esperti in grado di affrontare insieme i bisogni e le necessità individuali.

 



Centro conferenze e training center

Questa struttura sarà in grado di offrire regolari workshop, corsi di aggiornamento certificati, conferenze, seminari, lezioni per aiutare e preparare le persone a lavorare adeguatamente con le persone con autismo.
L’intento inoltre è quello di fornire interventi educativi e trattamenti in grado di affrontare i bisogni individuali dei residenti.
I residenti avranno inoltre l’opportunità di sviluppare le proprie abilità entrando a far parte di una squadra in grado di supportarli nel raggiungimento degli obiettivi e nello sviluppo degli interessi individuali, o nel campo del lavoro.
Verranno tenuti regolari workshop e corsi di aggiornamento per insegnanti, genitori, terapisti, ecc….


Il centro Business

Vogliamo consentire alle persone con autismo di vivere e lavorare in un ambiente sicuro e sostenuto e di poter contribuire alla società al meglio delle loro capacità. Per molte persone con autismo, capacità eccezionali significa che con concentrazione , molte vocazioni possono essere accessibili e realistiche. Il Business Centre con il team degli assistenti personali renderà questo una realtà per molti. Noi sappiamo che le persone con autismo hanno un potenziale in molte aree professionali, incluse l’amministrazione aziendale, il design e la tecnologia, la ristorazione e la vendita al dettaglio. Vogliamo quindi offrire la possibilità di esperienze di lavoro e corsi di qualificazione attraverso il Business and Training Center.
Le imprese create e gestite da persone con autismo saranno inglobate all'interno del Business Center, che fornirà l'infrastruttura per al business di ogni imprenditore.
I residenti saranno in grado di lavorare in una varietà di ruoli in base alle loro capacità e necessità di sviluppo in diversi ambiti di lavoro:  la fattoria, gli uffici, vendita e ristorazione. Essi saranno aiutati a realizzare il loro potenziale e continueranno ad imparare abilità di vita  in un ambiente sicuro e supportato.
I giovani adulti visiteranno il centro accompagnati dagli insegnanti della loro  scuola quando si avvicineranno all’età di conclusione dell’esperienza scolastica in modo da apprendere abilità di vita supplementari e iniziare ad esplorare possibili opzioni professionali. Noi daremo loro il sostegno nell’attività di pianificazione .
Campi di frutta accessibili al pubblico e un’azienda agricola di produzione di ortaggi circondano il corpo centrale della struttura fornendo  ulteriori opportunità lavorative  e di sviluppo sia per i residenti che per la popolazione circostante.
In sintesi, benessere, formazione, conferenze e Business Center , collettivamente opereranno come struttura di base e forniranno servizi di eccellenza, prodotti  biologici, eco compatibili, prodotti direttamente dalla stessa azienda.


Il nostro modello finanziario

Lo sviluppo di capitale e un modello di business operativo dipendono dall’insieme di più elementi elementi:  struttura , partner locali , impegno e sostegno da parte del governo locale e nazionale. Un mix di status di beneficenza e  modello commerciale a sé stante sarà esplorato in ogni sede.


Il nostro Management & Staff

La direzione e il personale all'interno di ciascun centro saranno assunti a rappresentare il meglio nel loro campo,  con esperienza in materia, conoscenza e comprensione dell’autismo e la voglia di fare la differenza. Sarà ben amministrata e gestita, il personale sarà adeguatamente addestrato, equipaggiato, sostenuto e, soprattutto, pagato il giusto per i rispettivi ruoli.
In riconoscimento dell'importanza di avere interessi condivisi, lavoreremo in collaborazione con i governi locali e nazionali e insieme a grandi imprese per  diventare un modello da copiare nell’ambito delle strutture residenziali per persone con autismo. 

Vogliamo che il nostro personale sia  orgoglioso di lavorare a contatto  con l'autismo.


 


 


The Autism Trust
  è un ente di beneficenza (n. 1.117.657)
Abbiamo quattro amministratori: Polly Tommey : Fondatore, Oliver Jones in qualità di presidente, Lisa Galton e Stephanie Lord.
Polly Tommey è la madre di Billy, un ragazzino autistico di 10 anni. Polly è  presentatrice e attrice professionista e editor di Autism File (www.autismfile.com).
Oliver Jones è professionista coinvolto  in una serie di progetti commerciali e organizzazioni senza fini di lucro.
Lisa Galton ha una reputazione di prima classe per la raccolta di fondi e Stephanie Lord è ben nota per la sua esperienza e leadership nell’ambito dei  bisogni educativi e di sviluppo dei bambini autistici presso il  Disability Trust's Heathermount School di Sunningdale.

 


 
lunedì 22 novembre 2010


 

IL SOLE SOPRA LE NUVOLE


“L’alba della speranza”



 

Sabato 20 novembre è stato presentato in provincia di Bergamo "Il sole sopra le nuvole", un libro scritto da una mamma autismo, Siria Colombi,  in cui si racconta la vita di un’intera famiglia che viene sconvolta dalla malattia dei propri figli. Il libro è stato scritto con lo scopo di portare sempre più persone a conoscenza di un disturbo tanto devastante e sempre più in aumento.

L’autrice vuole mettere in risalto come, ancora oggi nel 2010, solo poche persone vengono a conoscenza che l’autismo si può combattere in modo concreto ed efficace, come lei stessa sta facendo giorno dopo giorno coi propri figli, trasmettendo così speranza a chi si trova a dover affrontare ogni giorno le difficoltà che si possono incontrare quando una famiglia viene colpita dall’autismo.

L’evento ha attirato l’interesse di molte persone e i 350 posti erano tutti occupati. la gente “vuole” e “deve“ sapere che esistono migliaia di famiglie che lottano tutti i giorni contro un mostro che nessuno ormai può più tenere a bada, visto l’enorme incremento di bambini che ogni giorno continuano ad ammalarsi di questa patologia che, se non trattata, non dà possibilità di recupero.

Dice la nostra Siria: "Acquistare questo libro sarà un dono ad Ale e Gabri per il proseguio delle loro terapie, i cui costi sono aggravati dal fatto che sono gemelli entrambi nello spettro, ma potrà diventare anche una bella idea regalo da mettere sotto l’albero di Natale per le persone che ritenete speciali. Grazie a chi ci vorrà sostenere ed a EmergenzAutismo che ci ha illuminato il cammino che porta verso il sole".

Questo il bellissimo video presentato insieme al libro




 
 

 
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