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sabato 12 giugno 2010 |
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Autismo: speranza dopo la diagnosi
di Fromitaly
Per l’autismo non c’è cura. Lo abbiamo letto e riletto, come genitori ce lo siamo sentiti ripetere infinite volte.
Quello che dovrebbero chiedersi i medici e gli psicologi che di questo disturbo si occupano è perché mai debbano preoccuparsi per una diagnosi precoce se poi non possono fare alcun trattamento!!!
Tutto questo deve finire, queste convinzioni errate devono essere superate: con l’allarmante incremento della diffusione dei disordini dello sviluppo nei bambini infatti si è fatta e si sta facendo all’estero (ma anche in Italia) molta più ricerca, e studi recenti hanno dimostrato che molti di questi bambini hanno condizioni mediche (fisiche) coesistenti ai sintomi dell’autismo che devono essere affrontate. Si tratta di un campo di ricerca emergente, nuovo, e un protocollo di trattamento ben delineato purtroppo manca ancora. Molti dei trattamenti medici che attualmente si applicano sembrano ai più molto “alternativi” e non vengono per questo considerati, se non osteggiati, ma, nonostante la mancanza di “ufficialità”, esiste una ormai enorme evidenza aneddotica circostanziata che alcuni di questi trattamenti sono molto efficaci e, senza dubbio, ogni medico che eseguisse personalmente le sue ricerche sugli studi condotti e pubblicati sulla loro efficacia non potrebbe che concordare che siano meritevoli di attenzione.
Una caratteristica emersa da queste ricerche recenti è che i disordini dello spettro autistico (ASD) consistono in disturbi multipli che si presentano con sintomi simili: non c’è un trattamento che funzioni per tutti! L’estrema variabilità soggettiva indica quindi la necessità di programmare un trattamento fortemente individualizzato, compito questo molto impegnativo per i medici che dovrebbero occuparsi della cura di questi bambini considerandone l’unicità, la soggettività e collaborando strettamente con i genitori. Tutto questo è ovviamente di difficile accettazione dall’attuale classe medica, abituata ai protocolli massificati, agli interventi farmacologici e al considerarsi al di sopra delle famiglie con cui non sono abituate a collaborare fianco a fianco, se non in rari casi.
Molti ricercatori però, incuranti di questi stereotipi, sono riusciti a superarli con mente aperta, arrivando alla conclusione che i Disordini dello Spettro Autistico siano scatenati da un processo autoimmune, che colpisce e danneggia numerosi organi tra cui cervello, fegato e apparato intestinale. Sono stati trovati infatti nell’ASD elevati livelli di auto-anticorpi contro antigeni multipli, tra cui la Proteina Mielinica Basica (MBP), mentre studi endoscopici del tratto gastrointestinale hanno rivelato un alto numero di esofagiti, duodeniti, coliti e iperplasia nodulare linfoide. La maggioranza di questi bambini soffre di allergie o sensibilità ai prodotti derivati dal latte, oltre il 90% di loro ha bassi livelli di zolfo e bassi sono anche i livelli di fenol-sulfur-transferase (PST), un meccanismo chiave per la detossificazione, e di glutatione, un importante antiossidante vitale per inattivare i radicali liberi.
Si ritiene che molti dei “comportamenti autistici” siano manifestazioni di condizioni fisiche: battere la testa o i disturbi del sonno, per esempio, potrebbero essere una risposta al dolore che non si è capaci di esprimere diversamente. Affrontare e trattare queste anomalie fisiche porterà a significativi miglioramenti anche dei comportamenti autistici e renderà quindi maggiormente efficaci anche gli interventi educativi e comportamentali. Un intervento precoce è per questo essenziale! Gli interventi educativi possono avere intensa efficacia, soprattutto quando combinati con interventi medici che migliorino attenzione e comportamento.
Tre sono i più importanti interventi medici che andrebbero considerati:
1. Tratto gastrointestinale: molti bambini soffrono di diarrea, stitichezza, esofagiti, gastriti, duodeniti e coliti, che sono responsabili di una varietà di sintomi come dolori addominali e risvegli notturni. Molti soffrono anche di una sovracrescita di candida nell’intestino.
Provare ad eliminare la caseina (prodotti derivati dal latte), dal momento che esiste una convincente evidenza che un gran numero di questi bambini ha allergie o sensibilità al latte. Sono anche considerevolmente presenti anche sensibilità al glutine, e quindi eliminare anche questa proteina (cosa più difficile da fare) merita un tentativo. Si tratta di quella che viene definita dieta GF/CF (senza glutine e caseina). Anche la teoria di un eccesso di oppioidi supporta questa dieta. L’uso di farmaci anti-fungali può essere preso in considerazione se una coltura delle feci documenta una sovra crescita di candida. Purtroppo, non cu sono troppi gastroenterologi che si occupano di valutare e trattare bambini con autismo. Il programma LADDERS di Harvard può essere un ottimo riferimento.
2. Detossificazione: esistono significative evidenze di come la detossificazione risulti danneggiata in molti di questi bambini. Il solfato gioca un ruolo importante in questo processo e circa il 90% dei bambini autistici ne possiede livelli molto bassi, con serie difficoltà nell’escrezione delle tossine assunte o generate dal corpo. Il solfato è anche un elemento cruciale nella salute del tratto gastrointestinali. Può aiutare ripristinare il solfato con magnesio solfato (epsom salt).
Anche l'accumulo di metalli pesanti può contribuire a questo deficit, ma la terapia di chelazione dovrebbe essere considerata solo dopo accurate analisi. Ridurre il carico di tossine risulterà di sicuro beneficio per questi bambini. Le tossine possono avere provenienza ambientale (insetticidi, diserbanti, mercurio, arsenico, gas di scarico, ecc) o domestica (formaldeide, prodotti per le pulizie, composti volatili organici, piombo, ecc). Considerare anche la riduzione di prodotti alimentari contenenti fenoli (deficienza fenol-sulfur-transferasi), come le mele.
3. Stress ossidativo: il ciclo della metilazione ed altri meccanismi antiossidanti sono spesso difettosi; la diminuita capacità di inattivare i radicali liberi può avere effetti significativi sul sistema nervoso centrale. Sono consigliati integratori di vitamine, in quanto molti bambini con autismo hanno diete limitate e ristrette. E’ indicato ridurre l’apporto di alimenti conservati (ricchi di radicali liberi).
Come espresso in precedenza, a causa dell’estrema variabilità di questa malattia, ogni bambino richiede un differente protocollo di trattamento, per applicare il quale il medico sarà guidato, oltre che dalla sua esperienza clinica e dalle necessarie analisi, anche dai resoconti dei genitori sui cambiamenti comportamentali che essi osserveranno in funzione delle terapie applicate. Fortunatamente, molti genitori sono molto attenti e sensibili a questi cambiamenti e possono risultare ottimi partner per i professionisti. Ovviamente, applicando il metodo per prove ed errori, è importante intraprendere i nuovi trattamenti uno per volta per valutarne correttamente l’impatto sulla salute e sul comportamento.
Non smettete mai di sperare.
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domenica 06 giugno 2010 |
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Il campione troppo piccolo utilizzato in un recente studio avverso alle diete ne rende discutibili le conclusioni
Necessari ulteriori studi per stabilire l’efficacia dell’intervento dietetico nell’autismo
di Kelly Barnhill, CN, CCN - Nutrition Director dell’ARI
Kelly Barnhill, MBA, CN, CCN è Direttore del Nutrition Clinic del Thoughtful House Center for Children. E’ una nut rizionista certificate con oltre un decennio di esperienza di lavoro con bambini con autismo e disordini relativi.
Alcune pubblicazioni recenti – una revisione e uno studio prospettico iniziato nel 2003 – hanno ridestato l’attenzione sul problema del bisogno e dell’efficacia dell’intervento dietetico nei soggetti con diagnosi di autismo. Questo rimane un argomento complesso e controverso, con genitori e alcuni professionisti che ritengono necessario un cambiamento nella dieta, spesso contro il parere di parenti, pediatri, terapisti ed educatori. Alcuni punti su cui riflettere nella valutazione di questa difficile materia sono i seguenti:
- Un adeguato intervento dietetico nell’autismo è sempre sicuro e salutare. Molti soggetti con allergie alle proteine del latte o intolleranti al lattosio evitano latte e prodotti derivati e godono di ottima salute. Coloro che soffrono di celiachia spesso devono escludere dalla dieta sia il glutine che la caseina e riconquistano la loro salute. Alcune famiglie vegetariane evitano le proteine del glutine e consumano una dieta nutrizionalmente completa. La preoccupazione nel caso delle persone con autismo che devono seguire una dieta che escluda proteine come glutine, caseina e soia, è che esse devono assumere i nutrienti sotto forma di verdura fresca e frutta, cereali privi di glutine e carni animali. Per la maggior parte delle famiglie questo comporta l’essere seguiti da un professionista qualificato, almeno inizialmente, per assicurarsi un corretto programma nutrizionale di successo.
- Il motivo più importante per cui i professionisti raccomandano l’eliminazione di proteine come glutine e caseina dalla dieta di un bambino è la preoccupazione per il suo stato intestinale. Molti bambini che seguiamo hanno feci abbondanti, molto maleodoranti, liquide e che si susseguono più di sei volte al giorno. Altri invece hanno estrema stitichezza e riescono ad andare di corpo anche meno di una volta a settimana. Quando mi si presenta un bambino con queste problematiche, spingo decisamente i genitori a considerare la eliminazione di glutine e caseina come prima cosa. Secondo la mia opinione, con stiamo curando con questo l’autismo, ma un problema gastrointestinale in un bambino con autismo. La distinzione è importante, sia per i genitori che per i professionisti. La maggior parte delle volte, i genitori riferiscono che con l’eliminazione dalla dieta di una di queste proteine o di entrambe i movimenti intestinali del figlio si normalizzano e spesso osservano, come conseguenza, cambiamenti comportamentali. (E’ interessante sottolineare che i bambini con problemi gastrointestinali non sono stati inclusi nello studio tanto pubblicizzato di Rochester).
- Un recente studio finanziato dal NIHm condotto dal Dr. Susan Hyman, un medico di Rochester, è discutibile in più punti. In particolare, solo 14 bambini hanno completato lo studio nel corso di 6 anni: un campione questo davvero molto esiguo che rende impossibile generalizzare i risultati ottenuti su questi 14 partecipanti alla totalità della popolazione autistica. Sia i ricercatori che i clinici riconoscono il bisogno di un più gran numero di partecipanti per ottenere un risultato significativo. Secondo, i partecipanti avevano eliminato il glutine e la caseina dalla loro dieta per un periodo di sole 4 settimane. Questo non è un periodo sufficientemente lungo per eliminare completamente gli anticorpi alle proteine dal corpo. (Sappiamo dalla ricerca con celiaci e pazienti sensibili al glutine che spesso occorrono sei mesi per rimuovere completamente la proteina glutine dal corpo). Terzo, lo studio reintroduce le proteine di glutine e caseina a bambini che non erano realmente a dieta stretta senza glutine e caseina e quindi sarebbe fortemente improbabile vedere una risposta da carico o una risposta negativa in queste circostanze in quanto i bambini non hanno mai fatto una vera “pulizia” con la dieta all’inizio. E per finire, come detto al punto (2), nessuno dei bambini dello studio aveva sintomi gastrointestinali all’inizio.
- Le proteine di glutine e caseina spesso non sono le uniche ad essere dannose. Molti pazienti rispondono positivamente all’eliminazione delle proteine della soia per esempio. Senza conoscere bene gli alimenti consumati da ognuno dei partecipanti dello studio di Rochester, non possiamo parlare della qualità della dieta del bambino o dell’inclusione di altri alimenti probabilmente dannosi. Nella nostra esperienza, alcuni genitori riferiscono di non aver visto alcun cambiamento con l’eliminazione delle proteine del latte per 2-3 settimane. Quando rivedevamo la dieta della famiglia, scoprivamo spesso che i genitori avevano sostituito il latte di mucca con latte di soia. Eliminare completamente le proteine della soia ci consentiva una più accurata valutazione della risposta del bambino alla rimozione della proteina. Andrebbero considerati anche cibi trattati, ingredienti artificiali ed altri composti come amine, ossalati e lecitine.
- La pubblicazione fatta in Aprile dalla Università del Texas (di Austin Malloy) non era una ricerca originale, ma una revisione di 15 studi sulla rimozione delle proteine di glutine e caseina per i soggetti con autismo. La conclusione dell’autore nella revisione di questo corpo di lavori è stata che non c’è evidenza che l’eliminazione di queste proteine sia di beneficio per i bambini con autismo. La sola conclusione razionale, poi, in assenza di evidenza positiva che l’intervento dietetico non funziona, è questa: è necessaria ulteriore ricerca. Purtroppo, questi studi sono costosi, complessi e necessitano di molto tempo. Uno studio adeguato deve essere condotto su un campione più grande di quello dello studio recente di Rochester e, per il suo successo, si devono evitare caseina, glutine e possibilmente soia per un minimo di 12 settimane, valutare il consumo dei nutrienti e la loro quantità per ogni singolo partecipante e non considerare solo l’eliminazione di queste proteine, ma seguire una dieta qualitativamente sana.
Se state considerando un intervento dietetico per vostro figlio non dovreste lasciarvi dissuadere da queste recenti pubblicazioni. Da parte nostra continuiamo a consigliare l’eliminazione di queste proteine dalla dieta quando appropriato, come componente di una cura per alcuni dei bambini che seguiamo. Incoraggio ogni genitore che sta considerando questo cambio dietetico per suo figlio a cercare un professionista esperto che possa guidarlo nell’intraprenderlo e seguirlo con successo.
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sabato 05 giugno 2010 |
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L’autismo potrebbe essere individuato precocemente con una semplice analisi delle urine
Un nuovo studio ha scoperto che i bambini con autismo hanno particolari caratteristiche chimiche nelle urine
Imperial College London
3 Giugno 2010:
Secondo una nuova ricerca che sarà pubblicata domani sulla rivista scientifica Journal of Proteome Research, i bambini con autismo hanno particolari caratteristiche chimiche nelle urine rispetto ai bambini della stessa età non-autistici
I ricercatori dell’ Imperial College di Londra e della University of South Australia affermano che le loro scoperte porteranno ad individuare se un bambino abbia o meno l’autismo con una semplice analisi delle urine.
Si stima che l’autismo colpisca in Inghilterra un bambino ogni 100. I soggetti con autismo, affermano gli studiosi, hanno una grande varietà di sintomi diversi, ma generalmente hanno problemi nella comunicazione e nelle abilità sociali, con particolari difficoltà nel contatto oculare e nel comprendere le emozioni degli altri. Nello studio si afferma che queste persone "soffrono anche di disordini gastrointestinali e hanno nei loro intestini batteri diversi rispetto alle persone non-autistiche".
Dicono gli autori che questa ricerca dimostra che è possibile distinguere tra bambini autistici e non autistici semplicemente osservando i sottoprodotti dei batteri intestinali e i processi metabolici nelle loro urine. Diagnosticare l’autismo è sempre stato difficile e spesso il disordine viene diagnosticato troppo tardi perché le cure abbiano il massimo effetto; ora però i ricercatori dell’ Imperial College London hanno finalmente scoperto un potenziale modo per individuarlo sin dal sesto mese di vita. Questo, affermano all'Imperial College London, potrebbe "consentire di intraprendere gli interventi comportamentali e sociali prima che la malattia causi danni psicologici permanenti".
Il Professor Jeremy Nicholson, l'autore dello studio, ha detto: " I bambini con autismo hanno microbi intestinali molto insoliti che possono essere individuati con un test prima che esplodano completamente i sintomi della malattia. Se sarà così allora l'autismo diventerà una malattia prevenibile"
Esprimiamo la nostra soddisfazione perchè finalmente si individua la possibilità di una diagnosi precocissima, in assenza di sintomi comportamentali, attraverso un analisi fisica e perchè uno studio pubblicato riconosce la diversità del profilo biochimico dei nostri bambini, la presenza di una flora batterica patogena e di caratteristici problemi intestinali, come i genitori denunciano, non ascoltati, da anni. Quello che invece ci risulta incomprensibile è il perchè, davanti a queste osservazioni, si parli ancora una volta di cure comportamentali, per aiutare a risolvere una malattia medica che ha le sue origini nell'intestino, invece di provare a utilizzare la ricerca scientifica e l'esperienza clinica più attuale per individuare trattamenti medici che curino le patologie d'organo e non il comportamento.
Nell'articolo dell' Imperial College London si afferma che l’esatto significato biologico dei disordini gastrointestinali nello sviluppo dell’autismo è sconosciuto, ed è proprio questa la domanda che vorremmo ora tutti si ponessero: che cosa altera i microbi “intestinali” in questi bambini e che cosa possiamo fare per aiutarli?
Ci auguriamo che quanto scoperto in questo studio suggerisca la necessità di una maggiore ricerca sulla connessione autismo-intestino-cervello, nella speranza che al più presto i problemi fisici o medici che i nostri bambini spesso mostrano siano presi in considerazione e ricevano le opportune cure.
Questo il link allo studio: http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/pr901188e?prevSearch=autism&searchHistoryKey
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giovedì 03 giugno 2010 |
Workshop organizzato da "Obbiettivo Comunicare" a Cagliari
Introduzione all’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) e all’insegnamento del Comportamento Verbale (VB) in classe
30 Giugno - 1 Luglio 2010
relatore: Thomas Caffrey
Usare l'analisi del linguaggio come comportamento sotto l'influenza del principio del condizionamento operante, permette un modello attuabile per aiutare i bambini con deficit del linguaggio. La ricerca ha dimostrato che le applicazioni di questi principi guidano lo sviluppo delle abilità di comunicazione funzionale, le riduzioni dei comportamenti problema ed un incremento nell'inizio della socialità. Organizzato da: Cooperativa Obbiettivo Comunicare- arl- onlus e da VBN Training In collaborazione con: l’associazione Genitori e Autismo di Roma, il portale EmergenzaAutismo e Io Cresco,Conad tirreno, la Curia Arcivescovile.
Il Workshop offrirà un'introduzione all'uso di principi dell'analisi comportamentale Applicata (ABA) Questo Workshop introduttivo illustrerà attraverso un ampio uso di immagini, come i principi dell' Applied Behavior Analysis (ABA) che sottolineano l'insegnamento del comportamento verbale (VB), siano efficacemente applicati in classe inserendoli nel linguaggio dell'insegnamento e altre importanti abilità per i bambini con disordini dello sviluppo. In particolare, ai partecipanti verranno presentati i fondamentali principi scientifici, le procedure e le raccomandazioni istruzionali per aiutare gli insegnanti, operatori e terapisti a:
• Costruire un rapporto con lo studente
• Promuovere l'interazione tra pari
• Sviluppare un PEI con finalità adeguate allo sviluppo di ogni studente
• Insegnare le abilità della comunicazione funzionale agli studenti verbali e non-verbali
• Catturare e pianificare la motivazione e quindi usarla per espandere il repertorio linguistico
• Selezionare le attività di gruppo che promuovono la comunicazione funzionale e l'interazione tra pari
• Far passare gli studenti dall'insegnamento ambientale naturale (NET) all'insegnamento strutturato (ITT)
• Stabilire e mantenere un livello elevato (preciso e veloce) della risposta dello studente durante l'insegnamento strutturato
• Insegnare le abilità accademiche (lettura, matematica ...) usando i curricula basati sulla ricerca scientifica
• Gestire i comportamenti problema
Informazioni e Iscrizione on-line:
Centro Psicoeducativo Per i Disturbi Pervasivi Dello Sviluppo
via Barbagia,41 09045 Quartu Sant’Elena
Web: www.obbiettivocomunicare.it
e-mail: alfa.pi@tiscali.it
tel-fax: 070891862
cell. 393\9611324 – 393\9611269 – 393\9611713
Costo Workshop:
80 € tramite bonifico bancario intestato a:
Cooperativa Obbiettivo Comunicare arl Onlus
Causale: workshop ABA/VP 30 Giugno e 1 Luglio 2010
Per partecipare, compilare la seguente SCHEDA DI ISCRIZIONE
Relatore: Thomas M. Caffrey - Specializzato in Analisi Comportamentale presso la Penn State University ed è certificato Board Certified Behavior Analyst www.vbntraining.com/index.asp E' stato premiato con il Project of istinction per il suo lavoro di formazione per i paraprofessionisti che lavorano con bambini con autismo.Si è laureato in Educazione presso l'Arizona State University e ha conseguito un Master presso la Georgian Court University in cui è stato premiato con il Project of Distinction per il suo lavoro di formazione per i paraprofessionisti che lavorano con bambini con autismo. Si è inoltre specializzato in Analisi Comportamentale presso la Penn State University ed è certificato Board Certified Behavior Analyst. E' coautore con il Dr. Vincent J. Carbone di una serie di CD, The Verbal Behavior Approach to Teaching Children with Autism ( http://www.abatoolchest.com), che costituiscono un corso di formazione per paraprofessionisti di circa 8 ore. Ha anche fondato il Verbal Behavior Network ( http://www.verbalbehaviornetwork.com), una soluzione online per supportare I professionisti che lavorano con bambini con autismo. Ha inoltre sviluppato una serie di workshop in otto parti per genitori di bambini con autismo dal titolo Teaching Children with Autism in Public School Settings ( http://www.poac.net). Attualmente fornisce consulti e presenta workshops a scuole ed enti che si occupano di bambini con autismo negli Stati Uniti ed in Irlanda. E' specializzato nell'insegnare abilità di comunicazione funzionale e nell'aiutare gli insegnanti ad attuare strategie per controllare problemi comportamentali in ambiente scolastico.
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martedì 01 giugno 2010 |
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Evitare l'Autismo
dr A.Usman, dr. B.C Hynes
Il sogno di ogni genitore è quello di avere un bambino sano. Negli ultimi dieci anni trascorsi lavorando accanto a famiglie devastate dalla diagnosi di autismo abbiamo capito, insieme ai genitori dei nostri pazienti, un fatto fondamentale: se avessimo saputo allora quello che sappiamo oggi, la diagnosi della malattia chiamata autismo sarebbe potuta essere prevenuta. Considerando poi che le cause dell’attuale epidemia di disordini dello spettro autistico (ASD) sono sconosciute (e che i fondi dedicati alla ricerca per individuarle sono stati veramente scarsi), non esiste un metodo sicuro e infallibile per evitare che il vostro piccolo regredisca in questo devastante stato. Questo comunque non significa che non ci sia alcun passo che i genitori possano fare per cercare di provare a mitigare le possibilità che questa malattia si impossessi del loro bambino e rubi loro le speranze e i sogni per la sua vita.
Esaminando i risultati delle analisi mediche e di laboratorio di migliaia di bambini colpiti dall’autismo, i medici che usano un approccio biomedico per trattare questo disordine vedono ripetersi in questi bambini alcuni problemi: un danno alla metilazione e alla detossificazione, disfunzione mitocondriale, disturbi gastrointestinali e una irregolarità del sistema immunitar io aumentata da infezioni virali, fungali e batteriche croniche e un carico di metalli pesanti e altre tossine. Da questa prospettiva, siamo arrivati a vedere l’autismo come una malattia medica multifattoriale che può essere trattata e superata e, quindi, forse evitata.
Viene quindi dal profondo del nostro cuore il desiderio di consigliare i futuri genitori che vogliono sapere cosa realmente possono fare per ridurre il rischio che il loro bambino regredisca nell’ autismo. Nel nostro lavoro, abbiamo aiutato molto genitori a riuscire ad avere bambini sani anche se avevano già figli con autismo e, considerando che le indicazioni fornite non sono nocive, ma al contrario salutari sia per la mamma che per il feto, ci sono pochi lati negativi nel seguire queste strategie minimizzando così il rischio che il vostro bambino rientri nell’epidemia di autismo che, secondo le ultime statistiche, continua a crescere superando i già shoccanti dati di 1 bambino colpito ogni 150 nati. Il nostro scopo è quello di fornire un costrutto che possa guidare i genitori nel fare delle oculate scelte sia per la loro salute che per quella del loro bambino prima, durante e dopo la gravidanza.
Pensiamo all’analogia della goccia che fa traboccare il vaso. Gli esseri umani iniziano la vita con un certo “carico” : ci sono predisposizioni ad essere danneggiati da alcune sostanze chimiche, ad essere suscettibili ad alcune malattie o ad avere una capacità di detossificazione più debole. Concepire, crescere e allevare un bambino nel mondo tossico di oggi consiste nel non accumulare altro carico durante la gravidanza e l’infanzia, evitando quindi di aggiungere la goccia che potrebbe far traboccare il vaso. L’autismo sembra presentarsi quando il corpo del bambini è così sopraffatto da tossine, virus e/o elementi patogeni che lo sviluppo normale si arresta e/o deraglia.
I bambini con diagnosi di autismo hanno diversi problemi medici, le cui basi possono essere migliorate e/o guarite. I sintomi associati con l’autismo si presentano attraverso il malfunzionamento del sistema immunitario, gastrointestinale e del sistema nervoso centrale del neonato (“Infant Body Systems”), i quali, quando funzionano adeguatamente, contribuiscono tutti ad un corretto sviluppo del cervello. Virus, metalli pesanti, tossine, funghi e batteri insieme costituiscono un’arma che distrugge lo sviluppo di questo importante Infant Body System e ne danneggia il funzionamento. Come i ricercatori hanno stabilito recentemente, “una singola sostanza tossica può produrre diverse malattie associate al sistema immunitario che dipendono dalla precocità delle specifiche esposizioni, dal sesso e dal bagaglio genetico dei bambini”. Il nostro costrutto consisterà in un insieme di azioni che si possono fare per favorire lo sviluppo salutare di questo Infant Body Systems e i passi da poter compiere per evitarne lo sconvolgimento.
A causa della relazione simbiotica tra la madre e il suo feto in sviluppo, occorre prendersi per prima cosa cura della mamma stessa prima, durante e dopo (se allatta) la gravidanza sia per evitare l’esposizione ad elementi dannosi che per favorire l’ottimizzazione dei suoi processi di detossificazione in modo che il corpo ospite costituisca un ambiente pulito in cui possa crescere un neonato forte e sano.
Solo recentemente la ricerca ha cominciato a collegare strettamente i fattori ambientali con il ritardo dello sviluppo nei nostri bambini. Moltissimi studi mostrano come fattori ambientali, tra cui dieta, nutrizione, qualità dell’aria, pulizia dell’acqua, metalli pesanti (come mercurio, piombo, arsenico e alluminio), xenobiotici (come sostanze chimiche, pesticidi, plastificanti, e perclorati), farmaci e le vaccinazioni possono modificare il rischio congenito di vostro figlio. Questa area scientifica si chiama epigenetica e studia i cambiamenti molecolari nel nostro DNA causati da fattori ambientali. Nel 2003, ricercatori della Duke University trovarono che i ratti portatori di un gene per obesità, cancro e diabete, quando nutriti con una dieta ricca di B-12, acido folico, colina e di cibi ricchi del gruppo metilico, avevano piccoli che nascevano sani e con un ridotto rischio di sviluppare la malattia; questa ricerca rivelò che questi cambiamenti genetici persistono per quattro generazioni.
Quindi, se si segue una dieta sana, influite non solo sulla salute dei vostri figli, ma anche su quella dei nipoti, dei bis nipoti e dei bis-bis nipoti. I ricercatori stanno trovando centinaia di sostanze chimiche non volute e potenzialmente tossiche nella placenta e nel cordone ombelicale dei neonati e anche nel latte delle madri. Questo significa che i bambini di oggi nascono con un carico tossico con cui il loro corpo appena nato deve lottare dal primo giorno. Studi condotti in Cina, Texas, e San Francisco mostrano che se le donna incinta riescono a diminuire la loro esposizione a sostanze inquinanti durante la gestazione, possono migliorare le condizioni di salute future dei loro figli e specialmente lo sviluppo del cervello. Sostanze come mercurio, cadmio, nickel, tricloroetilene e vinilcloride nell’aria intorno alla residenza di nascita causano un 50% di aumento del rischio di autismo.
Numerosi studi inoltre documentano gli effetti neurotossici dei metalli pesanti; particolarmente pericoloso per lo sviluppo del cervello è il mercurio, che viene però iniettato a molti dei nostri bambini con il conservante a base proprio di questa sostanza, il thimerosal, contenuto nei vaccini infantili. Sebbene infatti il thimerosal sia stato rimosso, o eliminato gradualmente, da essi, è ancora contenuto nel vaccine antinfluenzale che viene consigliato dalle autorità sanitarie a donne incinta e a bambini sotto i 2 anni di età. L’esposizione al mercurio è un tale problema che le stesse autorità sanitarie consigliano alle donne incinta di non mangiare pesce a causa della potenziale contaminazione con il mercurio, ma iniettare il thimerosal è ancora più dannoso dell’esposizione sofferta attraverso il consumo di alimenti come il pes ce. I vaccini contengono anche alluminio, formaldeide e altre sostanze tossiche come virus vivi che, in un ambiente come il corpo di un neonato, possono avere un impatto molto dannoso. I metalli pesanti sono anche stati identificati come un potenziale fattore causativo di sterilità. Diagnosticare e ridurre il carico di metalli pesanti delle donne ha migliorato le possibilità di concepimento spontaneo di donne sterili. Le donne con molte amalgame dentali hanno una più alta incidenza di aborti e una maggiore escrezione di mercurio quando viene loro somministrato l’agente chelante DMPS (acido 2,3 Dimercapto 1-propansulfonico). E’ stato trovato che il DMPS era un metodo complementare utile per aumentare la fertilità, paragonato alla terapia ormonale in donne sterili.
Con tutte queste evidenze contro varie tossine ambientali che affliggono lo sviluppo umano, una assemblea internazionale di scienziati, medici, tossicologi e ricercatori patrocinati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization - WHO), l’Agenzia europea per l'Ambiente, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), e il National Institutes of Health (NIH) si sono riuniti alle Isole Faer Oer nel Maggio del 2006. La loro dichiarazione consensuale è chiara: “è il momento di agire subito”. Come prevedibile, vennero messi in luce i risultati di centinaia di studi che mostravano che una esposizione fetale precoce a sostanze tossiche, anche a concentrazioni basse, può causare problemi di salute successivi. C’è un numero crescente di sostanze chimiche che danneggiano lo sviluppo dell’embrione, del feto e del neonato e tra queste pesticidi, DDT, atrazina, metoxicloro e vinclozolina. Sospetti ci sono anche sulle plastiche e sulla resina epossi-bisfenolo A, su sostanze plastificanti chiamate ftalati, mercurio, piombo, arsenico, organotossine, policlorobifenili (PCB), ossido di carbonio, smog, fumo del tabacco e alcool. I problemi di salute causati dall’esposizione a queste sostanze comprendono un vertiginoso numero di malattie che vanno dal cancro, al diabete, all’obesità, all’asma e alle allergie, e anche problemi respiratori, riproduttivi, cardiovascolari, neurologici, cognitivi, endocrini, psicologici e immunitari.
Altre sostanze che creano problemi sono i parabeni (presenti in varie creme e lozioni cosmetiche) e il triclosano, un agente antibatterico (presente in dentifricie, saponi e prodotti per l’igiene). Sebbene i parabeni e il triclosano non siano ingeriti, assorbire sostanze chimiche attraverso la pelle può essere più pericoloso che ingoiarle perché le applicazioni transdermali sono trasportate direttamente nel flusso sanguigno. La maggior parte delle donne assorbe circa 23 chilogrammi di sostanze chimiche ogni anno solo dai cosmetici che usa! Ci sono poi le esposizioni aggiuntive dovute allo stile di vita, alla professione, al posto in cui si vive. Per gli elementi quindi per cui abbiamo la possibilità di decidere noi, dobbiamo scegliere avvedutamente. Dopo tutto non è solo la nostra vita ad essere influenzata dalle nostre scelte, ma la salute dei nostri bambini e di tutta la progenie.
I seguenti sono principi basilari che possono guidarvi nelle decisioni da prendere quando pensate ad una nuova gravidanza:
1.Siamo ciò che mangiamo (e beviamo); fate quindi scelte salutari riguardo quello che consumate.
2.La pelle è il più grande organo del corpo, per cui fate attenzione a ciò che spalmate sulla vostra e su quella del vostro bambino.
3.Pensate “verde”: quello che è “verde ” per l’ambiente non sempre è più salutare per il corpo, ma quello che è più salutare per il corpo è sempre “verde".
Seguono i suggerimenti per mettere in atto i precedenti principi; hanno effetto cumulativo, per cui seguiteli tutti, man mano che andate avanti nella maternità.
Prima della gravidanza
Se si pianifica una gravidanza, raccomandiamo di ripulirsi da qualsiasi tossicità nel corpo e di iniziare a seguire uno stile di vita più biologico e salutare. Ricordate che meno intossicati si è, meglio sarà per il bambino e per noi. Seguire un programma sequenziale di disintossicazione che riguardi il fegato e il colon; questo tipo di programma può durare sei mesi o più e non dovrebbe essere seguito quando si è in gravidanza. In modo sicuro, con un dentista esperto, rimuovere le amalgame dentali; questo può richiedere un periodo di sei mesi di tempo. Prendersi del tempo per trovare cosmetici bio, non tossici, prodotti per i capelli e per il corpo che si preferiscono ed iniziare a utilizzarli nella vita di tutti i giorni. Chiedere al proprio medico di fare dei test per determinare eventuali integrazioni alimentari di cui si potrebbe avere bisogno per ottimizzarne i livelli biologici. Un buon test per iniziare è misurare il rapporto rame-zinco (1:1 è l'ideale), la funzionalità della tiroide (TSH; t3 libero, t4 libero), la Vitamina D25 OH, i livelli della Vitamina A e il colesterolo totale (colesterolo basso è associato a nascite pretermine). Poi, ripulire il proprio ambiente di lavoro e domestico. Rimuovere tutti i prodotti chimici nocivi per le pulizie dalle abitudini quotidiane, sia a casa che al laoro e sostituirli con prodotti etichettati “livello 1” dalla EPA. Non dimenticare di includere prodotti per lavare i piatti e detersvi per il vestiario ed evitare i lavaggi a secco tossici più che sia possibile. Infine, migliorare l'alimentazione con un programma di integrazione vitaminica che includa acidi grassi essenziali Omega-3, metil-B12 sublinguale, acido folinico, Vitamina D3, zinco e antiossidanti.
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COSA FARE
- Assumere cibo biologico senza ormoni
- Bere tè verde biologico, acqua filtrata e succhi biologici ricchi di antiossidanti
- Usare stevia, miele biologico crudo e xilitolo come dolcificante
- Camminare e prendere un pò di sole
- Usare deodoranti senza alluminio
- Usare hennè naturali come tintura per capelli
- Usare pentole in ghisa, vetro o acciaio inossidabile
- Usare prodotti per la pulizia della casa senza sostanze chimiche
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COSA NON FARE
- Consumare pesce o cibi con MSG (mono sodio glutammato) o coloranti
- Bere sostanze gasate, con aggiunta di anidride carbonica o sostanze alcoliche
- Consumare dolcificanti artificiali
- Eporsi a fumo passivo o stare su prati trattati con pesticidi
- Usare creme idratanti o makeup con sostanze chimiche o con conservanti
- Usare tinture, permanenti o altri trattamenti per capelli
- Cucinare con pentole ricoperte di teflon o derivate dall'alluminio
- Pulire i tappeti con sostanze chimiche dannose, usare pesticidi o trattare chimicamente il prato
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Durante la gravidanza
Fatevi seguire durante gravidanza e parto da un professianista olistico, che possa guidarvi nelle innumerevoli decisioni che ci sono da prendere durante questo periodo. Suggeriamo di evitare il più possibile l'assunzione di medicine in genere, come anche il paracetamolo, in quanto bloccano la normale detossificazione. Aggiungere zinco, calcio, acidi grassi essenziali e vitamine prenatali all'integrazione quotidiana. Eliminare prodotti per la pulizia delle unghie e qualsiasi make-up (compreso il rossetto) che contengano paraben e altre tossine. Usare dentifricio senza fluoro, in quanto il fluoro influisce con il metabolismo dello iodio, che è una malattia implicata nel ritardo mentale.
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COSA FARE
- Yoga e tecniche per la gestione dello stress, come massaggi e ascoltare musica rilassante
- Fare un RhoGAM (l'iniezione che si fa alle madri RH-) senza mercurio se fosse necessario questo intervento
- Mangiare cibi fermentati, cucinare con olio biologico di cocco, usare sidro di mele biologico per condire l'insalata e consumare grassi salutari e olio spremuto a freddo
- Usare rimedi naturali per il dolore, come l'arnica omeopatica
- Bere kombucha e assumere probiotici
- Usare cuffie con il filo (non wireless)
- Usare un filtro dell'aria nella propria stanza mentre si dorme
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COSA NON FARE
- Iniziare con un programma intensivo di esercizi, fare saune o eseguire lavori dentali (neppure la pulizia)
- Attendere il giorno del parto per comunicare che non si vogliono far effettuare al bambino le vaccinazioni del primo giorno di vita, come l’Hep B
- Mangiare al fast food o pesce (specialmente il tonno), consumare cibo confezionato in plastica
- Usare polistirene (materiale termoplastico adoperato per imballaggi e isolamento) o usare il microonde
- Usare paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, ecc.)
- Porsi sotto un regime detossificante
- Parlare al telefono senza cuffie e lavorare con un portatile in grembo
- Intraprendere un restauro in casa (per via del piombo o di altre tossine durante i lavori)
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Durante l'infanzia
I bambini in salute, crescono e si sviluppano perfettamente quando i processi biochimici naturali si possono sviluppare ininterrottamente. La sequenza di eventi che porta un neonato ad iniziare a prestare attenzione, sviluppare abilità grosso e fino motorie, iniziare a parlare e camminare, è basato su una delicata ma precisa serie di processi biochimici ed interazioni chimiche. Per la crescita di un neonato sano, è importantissimo evitare interruzioni o interferenze in questa sequenza. I bambini sembrano fragili e, infatti, lo sono. Il sistema immunitario di un bambino, che protegge il resto del corpo dai danni, è immaturo e richiede tempo e tranquillità per maturare al massimo. Così aiutate a non interrompere lo sviluppo del vostro bambino, evitando l'introduzione nel suo corpo di tossine, virus, allergeni e metalli pesanti. Alla luce di questo, i genitori dovrebbero considerare un piano vaccinale alternativo e graduale di vaccini scelti valutandoli attentamente.
Se si hanno amalgame e si vuole allattare, si dovrebbe spedire un campione del proprio latte ad un laboratorio specifico per il test dei metalli pesanti. Se si pensa di usare un latte artificiale, usare quello contenente DHA (acido docosaesaenoico), un acido grasso essenziale, necessario allo sviluppo del sistema nervoso centrale. Per lo svezzamento è raccomandato l'uso di cibo biologico per bambini. Iniziare con cereali di riso biologici. Evitare l'introduzione di soia, glutine o caseina fino ai due anni di età. Dopo un anno, integrare con un quarto di cucchiaino di olio di fegato di merluzzo senza mercurio, allo scopo di aumentare la quantità di Omega 3. Per superare la febbre e altre malattie minori, se i sintomi non sono importanti, è meglio andarci piano con i farmaci Per febbre oltre i 38°, curare con bagno tiepido o ibuprofene senza coloranti. Le febbri, per quanto siano snervanti per i neo genitori, sono la risposta di un sistema immunitario funzionante per uccidere un virus attraverso il calore. Gli antibiotici dovrebbero essere usati con moderazione e solo per infezioni batteriche confermate (non alleviano le infezioni virali). Ricordate, gli antibiotici distruggono la flora batterica intestinale e promuovono la sovracrescita di funghi e organismi resistenti che, a turno, danneggiano le funzionalità ottimali del sistema immunitario. Tenete presente che le maggiori infezioni alle orecchie sono virali e non sono curabili con antibiotici. L'uso di gocce omeopatiche per orecchie, attenuano i sintomi associati con infezioni alle orecchie e febbre.
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COSA FARE
- Comprare materassi, letti e cuscini biologici per bambini e rivestimenti ipoallergenici.
- Fare il bagno al vostro bambino ogni giorno usando acqua tiepida filtrata (fatelo assieme!)
- Nutritelo con prodotti senza ormoni e biologici
- Usare biberon in vetro
- Fatelo passeggiare al sole, con un cappello in testa, 10-15 minuti al giorno
- Usate un filtro per l'aria nella stanza del bambino
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COSA NON FARE
- Utilizzare pigiamini di fibre artificiali
- Usare sapone, creme o altri "prodotti per bambini" per la pelle o tutto ciò che non è necessario e che contenga sostanze chimiche dannose
- Introdurre caseina, glutine o soia prima dei due anni
- Usare biberon di plastica e riscaldare al microonde latte artificiale e materno
- Usare creme solari protettive sul bambino
- Portare il bambino in località altamente popolate e inquinate
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L'autismo non è inevitabile per 1 bambino su 150. Un crescente numero di prove si sta puntando verso i fattori ambientali come colpevole di travolgere il delicato sistema neurologico-gastrointesinale-immonulogico in via di sviluppo. In sintesi, ripulire l'ambiente di casa, detossificandoci prima di una gestazione, evitando esposizioni tossiche e limitando le fonti di stress sul sistema immunitario in via di sviluppo del feto e del neonato, permette al bambino di avere le migliori possibilità di sviupparsi in modo sano.
Il nostro consiglio per genitori con bambini autistici è piuttosto semplice: i bambini sono colpiti da tossine ambientali, virus e batteri, e la manifestazione di questa tossicità è la condizione neuro-immuno-infiammatoria chiamata AUTISMO.
Sempre più, l'autismo è compreso come una malattia scatenata dall'ambiente e, perciò, attraverso il riconoscere e l'eliminare queste tossine ambientali, i nostri bambini avranno più possibilità di evitare di essere vinti e di soccombere a questa malattia. Con la riduzione del carico tossico con cui il bambino è nato ed evitando di aggiungerne altro durante la prima infanzia, si ridurrà la probabilità che ci sia la "goccia che fa traboccare il vaso" .
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lunedì 31 maggio 2010 |
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Degli utili consigli per la piscina da Autism Insider
Qualcosa che dovreste sapere sul Cloro...
di Luciana C. Leo

Autism Insider Newsletter è realizzato per la comunità dell'autismo al fine di informare su ogni possibile materia. Il contenuto delle newsletter include articoli, interviste, ricerche cliniche, recensioni di libri, rubriche dei genitori, consigli sul comportamento, ponendo risalto sulla comunità, sui calendari o eventi e ricette del mese (senza glutine-caseina e adatte ai bambini).
L’estate è alle porte e molti bambini cominceranno a frequentare quotidianamente la piscine! La maggior parte dei bambini che conosco, e specialmente i bambini ASD, AMANO l’acqua. L’acqua li calma, li rilassa e li rassicura. Purtroppo però, in molte piscine si utilizza il cloro, una sostanza chimica, allo scopo di uccidere i batteri e tenere la pulizia. Il Cloro è un precursore dei radicali liberi, atomi o gruppi di atomi che si alzano normalmente durante il metabolismo come conseguenza di una reazione chimica nel corpo. Sono regolati dagli antiossidanti. Sfortunatamente la maggior parte dei bambini ASD non produce abbastanza antiossidanti e si verifica una sovrapproduzione di radicali liberi i quali, una volta formatisi, possono iniziare una reazione a catena come nel domino. Il loro più grosso rischio è il grave danno che possono causare in molte cellule del corpo, comprese le cellule del cervello.
Ci sono molte cose che si possono fare per diminuire gli effetti del cloro su vostro figlio:
FARE IL BAGNO O LA DOCCIA PRIMA E DOPO AVER NUOTATO
EPSOM SALT
- Usare bagni con Epsom Salt dopo la piscina: mescolare 1 tazza di Epsom Salt e ½ tazza di bicarbonato di sodio nella vasca e lasciatevi giocare vostri figlio per 15 - 20 minuti, poi risciacquate bene (specialmente se il bambino ha una pelle sensibile perché gli Epsom Salt possono causare prurito)
- Esiste anche una crema Epsom Salt (ottima quando abbiamo fretta) da usare prima e dopo la piscina. Il nome della crema è Magnesium Sulfate Cream e potete acquistarla su:
Kirkman: www.kirkmangroup.com
OurKids: www.ourkidsasd.com
- Potete anche mescolare Epsom Salt con bicarbonato di sodio e acqua, metterle in una bottiglietta spray e spruzzare il bambino prim e dopo il bagno (ottima opzione quando abbiamo fretta)
PROTETTORI DELLA PELLE: agiscono come una barriera tra la pelle e l’acqua. Mettete la lozione su tutto il corpo.
PROBIOTICI ED ENZIMI
Il Cloro può causare in vostro figlio una perdita della flora buona intestinale e degli enzimi digestivi, soprattutto se tende a bere l’acqua della piscina. Dare quindi enzimi e probiotici ai due pasti principali (specialmente durante l’estate)
AUMENTO DELLA CANDIDA
Il Cloro delle piscine può aumentare la crescita della candida, per cui, se vedete un incremento dei comportamenti conseguenti a candida, come scarsa attenzione, iperattività, rabbia, cambi repentini di umore, irritabilità o lo vedete più perso nel suo mondo o avere comportamenti inappropriati, come fare strani rumori o parlare a voce molto alta, o ancora avere problemi di memoria, quella può essere la causa!
SE IL BAMBINO HA ALTI LIVELLI DI RAME
Se vostro figlio ha alti livelli di rame, dovreste controllarli durante l’estate o se va in piscina regolarmente perchè molti alghicidi contengono rame!
ALTRE ALTERNATIVE
- Provare ad andare al mare se possibile invece che in piscina
- Cercare piscine di acqua salata
- Se avete una vostra piscina, provate a cercare alternative al Cloro. Una è il NPSC. Troverete maggiori informazioni su www.naturalpoolcleaner.com
UN ALTRO SUGGERIMENTO!
L’acqua calda fa evaporare il Cloro creando una nebbiolina tossica che può causare maggiori reazioni nei bambini con problemi di sensibilità o di detossificazione. Cercate di evitare le vasche calde e le piscine al chiuso.
CREME SOLARI PROTETTIVE
Fate attenzione che non ci siano questi ingredienti dannosi: Oxybenzone (Benzophenone-3), Micronized Titanium Dioxide, Nano Titanium Dioxide, Nano Zinc Oxide.
Tutti sanno che nuotare è un’attività meravigliosa per i bambini consentendo esercizio aerobico, stimolazione sensoriale, interazione sociale e facendo loro acquisire sicurezza. Ogni bambino ha il diritto di godersi una bella giornata in piscina, dobbiamo solo prendere le necessarie precauzioni per evitare problemi in futuro.
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martedì 25 maggio 2010 |
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Sdegno per la radiazione del dr. Wakefield dall'Ordine dei Medici Inglesi
E pur si muove...
Quattrocento anni fa, Galileo Galilei, uno tra i più illuminati scienziati della storia, venne messo a tacere sfruttando la coercizione e l'umiliazione pubblica, per tentare di negare una clamorosa verità scientifica (l'eliocentrismo) che avrebbe infranto i dogmi religiosi del tempo.
E pur si muove. Per quanto questa frase sia frutto di un'invenzione giornalistica della metà del Settecento, in essa si riassume tutto l'orrore della prevaricazione dei cosiddetti "poteri forti" nei confronti della scienza e delle verità "scomode". Esattamente quello che è stato subito da centinaia di scienziati ed innovatori nel passato e che oggi subisce il dr. Andrew Wakefield.
Infatti il GMC (General Medical Council), l'organo inglese deputato al controllo per la sanità, a conclusione di un lungo processo, ha radiato dall'albo dei medici il dr. Wakefield per una presunta condotta non etica tenuta durante i suoi studi.
ll Dr. Wakefield, uno dei più conosciuti e rispettati gastroenterologi a livello mondiale, ha pubblicato dozzine di studi su riviste scientifiche in tutto il mondo, documentando con il suo lavoro la malattia intestinale di cui soffre un nutrito sottogruppo di bambini con autismo. Con le sue ricerche ha aiutato centinaia di loro a superare, attraverso opportune indagini e cure, le loro spesso atroci sofferenze, consentendogli una vita migliore e dignitosa.
A partire dal 1998 ha investigato il possibile legame tra questa malattia intestinale da lui scoperta denominata "enterocolite autistica" e il vaccino trivalente contro Morbillo-Parotite-Rosolia, dando finalmente ascolto e credito ai genitori delle centinaia di suoi piccoli pazienti con autismo e a quanto loro riferivano. La vera mancanza di etica sarebbe stata quella di ignorarli!
Il dr. Wakefield è vittima proprio della sua integrità di scienziato e ricercatore!
Assistiamo, con questa sentenza del GMC, all'ignobile tentativo di ridurre al silenzio scienziati come il dr. Wakefield, lanciando loro un chiaro messaggio: chiunque osi mettere in dubbio la sicurezza dei vaccini, rischia la distruzione della propria carriera. Cancellare il nome del dr. Wakefield dall'albo dei medici non cancellerà i suoi ultimi 12 anni di lavoro con i bambini autistici e per le loro famiglie; il GMC non può cambiare la storia e fermare la scienza!
Queste le replicazioni dello studio del dr. Wakefield, condotte da ricercatori di tutto il mondo. Impossibile radiare anche loro, impossibile cancellare anche questi:
- Evaluation, Diagnosis, and Treatment of Gastrointestinal Disorders in Individuals With ASDs: A Consensus Report, Timothy Buie, MD, et al, Department of Pediatrics, Harvard Medical School Pediatrics, Vol. 125 Supplement January 2010
- Clinical Presentation and Histologic Findings at Ileocolonoscopy in Children with Autistic Spectrum Disorder and Chronic Gastrointestinal Symptoms, Arthur Krigsman, MD, et al, New York University School of Medicine, Autism Insights, 27 Jan 2010
- Endoscopic and Histological Characteristics of the Digestive Mucosa in Autistic Children with gastro-Intestinal Symptoms. Gonzalez L, et al. ArchVenez Pueric Pediatr, 2005;69:19-25.
- Panenteric IBD-like disease in a patient with regressive autism shown for the first time by wireless capsulenteroscopy: Another piece in the jig-saw of the gut-brain syndrome? Balzola F, et al. American Journal of Gastroenterology. 2005. 100(4):979-981.
- Childhood autism and eosinophilic colitis. Chen B, Girgis S, El-Matary W.. Digestion. 2010;81:127-9. Epub 2010 Jan 9.
EmergenzAutismo crede che tutte le ipotesi plausibili come causa per l'attuale epidemia di autismo debbano essere seriamente studiate da scienziati indipendenti e non negate a priori. Ci sono centinaia di famiglie che hanno visto i loro bambini regredire nell'autismo dopo le vaccinazioni. Il dr. Wakefield è per loro un eroe.
E pur si muove... e noi siamo qui per testimoniarlo.
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mercoledì 05 maggio 2010 |
Workshop in provincia di Cosenza
Introduzione all’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) e all’insegnamento del Comportamento Verbale (VB) in classe
relatore: Thomas Caffrey
Le associazioni Neomera e Genitori e Autismo, in collaborazione con EmergenzAutismo, organizzano un Workshop di primo livello su ABA/VB con relatore il dr. Thomas Caffrey. Il WS si svolgerà nei giorni 28-29 Giugno 2010 a Montalto Uffugo (CS).
Un WS di secondo livello, per un numero ridotto di partecipanti, è invece previsto per il prossimo Ottobre a Catanzaro.
Daremo prossimamente dettagliate informazioni anche di questo evento.
InfoLine 392/2911785 e 333/8945845
INTRODUZIONE ALL’USO DEI PRINCIPI DELL’ANALISI COMPORTAMENTALE APPLICATA (ABA)
 Questo Workshop introduttivo illustrerà, attraverso un ampio repertorio di video ed immagini, come i principi dell’Applied Behavior Analysis (ABA), che includono l’insegnamento del comportamento verbale (Verbal Behavior – VB), possano essere efficacemente applicati in classe, inserendoli nell’insegnamento del linguaggio e di altre importanti abilità, per studenti con disordini dello sviluppo. In particolare, ai partecipanti verranno presentati i fondamentali principi scientifici, le procedure e le raccomandazioni istruzionali per aiutare gli insegnanti a:
- Costruire un rapporto con lo studente
- Promuovere l’interazione tra pari
- Costruire un Piano Educativo Individualizzato con finalità adeguate allo sviluppo di ogni studente
- Insegnare le abilità della comunicazione funzionale agli studenti verbali e non verbali
- Catturare e pianificare la motivazione ed usarla per espandere il repertorio linguistico
- Selezionare le attività di gruppo che promuovono la comunicazione funzionale e l’interazione tra pari
- Far passare gli studenti dall’insegnamento ambientale naturale (NET) all’insegnamento strutturato (ITT)
- Stabilire e mantenere un livello elevato (preciso e veloce) della risposta dello studente durante l’insegnamento strutturato
- Insegnare le abilità accademiche (lettura, matematica ecc.) usando i curricula basati sulla ricerca scientifica
- Gestire i comportamenti problema
Programma del Workshop
LUNEDÌ 28 GIUGNO
9:00
- Come identificare rinforzi positivi utilizzando vari metodi di valutazione
- Staff, materiali per l’insegnamento, ambienti, compagni e attività con il rinforzo
- Esame generale degli operanti verbali base e delle tappe miliari del VerbalBehavior e attuazione del programma (VB-MAPP)
- L’importanza di insegnare richieste (manding)
- DIMOSTRAZIONE VIDEO DEI METODI
10:45
- BREAK
11:00
- Criteri per avviare un sistema di comunicazione aumentativa
- Linee guida per scegliere i segni iniziali mirati al manding
- Esame generale delle procedure di insegnamento dei segni, gerarchia dei prompt e correzione degli errori
- Accoppiamento stimulus-stimulus per aiutare lo sviluppo della vocalizzazione
- DIMOSTRAZIONE VIDEO DEI METODI
12:45
- COLAZIONE DI LAVORO a cura dell’organizzazione
13:45
- Le azioni motivanti per mantenere forte il valore relativo dei rinforzi
- Come utilizzare la procedura echoic-to-mand transfer per studenti vocali
- Come utilizzare azioni transitive determinanti la motivazione (CMO-T) e facilitare l’espansione del repertorio linguistico
- DIMOSTRAZIONE VIDEO DEI METODI
15:30
- Come valutare il significato sociale di potenziali comportamenti target (obiettivi del PEI) per bambini con autismo e altre disabilità dello sviluppo
- Come insegnare verbal behavior nell’ambiente naturale (NET)
- Domande & Risposte
- DIMOSTRAZIONE VIDEO DEI METODI
MARTEDÌ 29 GIUGNO
09:00
- Come stabilire il controllo istruzionale durante il discrete trial training (DTT)
- Le procedure scientifiche per mantenere risposte veloci e precise durante DTT
- Come usare i principi dell’applied behavior analysis e un curriculum scientifico (Direct Instruction) per insegnare a leggere e altre abilità accademiche
- DIMOSTRAZIONE VIDEO DEI METODI
10:45
- BREAK
11:00
- Il setting e le persone nei principi dell’applied behavior analysis
- Il caso di Jimmy e il caso di Matt
- DIMOSTRAZIONE VIDEO DEI METODI
12:45
- COLAZIONE DI LAVORO a cura dell’organizzazione
13:45
- Come l’estinzione e i rinforzi differenziali possono essere usati per sostituirecomuni comportamenti problema come accettare il “no” e la transizione da una attività preferita ad una non preferita
- DIMOSTRAZIONE VIDEO DEI METODI
15:30
- Questionario di valutazione del Workshop
15:45
- ABA: considerazioni e implicazioni per programmi per la scuola pubblica
- Domande & Risposte
- DIMOSTRAZIONE VIDEO DEI METODI
16:30
- Chiusura dei lavori e consegna degli Attestati di partecipazione.
Relatore: Thomas M. Caffrey - Specializzato in Analisi Comportamentale presso la Penn State University ed è certificato Board Certified Behavior Analyst www.vbntraining.com/index.asp E' stato premiato con il Project of istinction per il suo lavoro di formazione per i paraprofessionisti che lavorano con bambini con autismo.Si è laureato in Educazione presso l'Arizona State University e ha conseguito un Master presso la Georgian Court University in cui è stato premiato con il Project of Distinction per il suo lavoro di formazione per i paraprofessionisti che lavorano con bambini con autismo. Si è inoltre specializzato in Analisi Comportamentale presso la Penn State University ed è certificato Board Certified Behavior Analyst. E' coautore con il Dr. Vincent J. Carbone di una serie di CD, The Verbal Behavior Approach to Teaching Children with Autism ( http://www.abatoolchest.com), che costituiscono un corso di formazione per paraprofessionisti di circa 8 ore. Ha anche fondato il Verbal Behavior Network ( http://www.verbalbehaviornetwork.com), una soluzione online per supportare I professionisti che lavorano con bambini con autismo. Ha inoltre sviluppato una serie di workshop in otto parti per genitori di bambini con autismo dal titolo Teaching Children with Autism in Public School Settings ( http://www.poac.net). Attualmente fornisce consulti e presenta workshops a scuole ed enti che si occupano di bambini con autismo negli Stati Uniti ed in Irlanda. E' specializzato nell'insegnare abilità di comunicazione funzionale e nell'aiutare gli insegnanti ad attuare strategie per controllare problemi comportamentali in ambiente scolastico.
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giovedì 13 maggio 2010 |
Occhio alle vaccinazioni
Articolo del Dr Maurizio Portaluri pubblicato su "Salute" del 11.05.2010
A Busto Arsizio (Varese), un giudice per la prima volta in Italia, ha riconosciuto la possibilità di un nesso causa-effetto tra vaccinazione e autismo.
«Mancando la prova di altre cause concomitanti, c’è una ragionevole probabilità che ciò sia avvenuto», ha detto in buona sostanza il tribunale di Busto, condannando il Ministero della Salute a risarcire i genitori di un bambina di Gallarate che aveva sviluppato problemi di autismo proprio in seguito a una vaccinazione obbligatoria (era un’antipolio), secondo quanto prescritto dalla legge 210 del 1992 che risarcisce appunto i danni causati da vaccini.
Sentenza clamorosa. Non solo perché i danni da vaccino sono contestati dall’establishment ufficiale, i cui rapporti con le case farmaceutiche non sono sempre esenti da conflitti di interesse, ma soprattutto perché il Tribunale di Busto, nell’emettere la sentenza, ha contraddetto persino il suo stesso consulente tecnico che aveva espresso parere contrario.
«Ci muoviamo su di un vero e proprio campo minato», avverte Saverio Crea, avvocato di Firenze, uno dei legali che ha difeso in giudizio il diritto al risarcimento.
Non è il solo caso riconosciuto da un giudice, ce ne è stato un altro in Lombardia. Esiste un’associazione che si chiama CONDAV (Coordinamento nazionale dei danneggiati da Vaccino), alla quale aderiscono anche molti militari ammalatisi per l’uranio impoverito, ma molto più probabilmente per un cocktail di vaccini.
I medici che lavorano con questo coordinamento sostengono che non tutti i casi di autismo sono attribuibili ai vaccini ed al mercurio in esso contenuto fino ad un certo periodo come disinfettante. Ma anche a reazioni anomale e prolungate ai vaccini, che persistono per molti anni dopo ed i cui segni sono rivenibili nel sangue dei piccoli pazienti, nei quali compaiono altre malattie.
«In molti casi, non in tutti ma la gran parte, c’entrano i vaccini. A volte gli eccipienti, a volte gli stessi antigeni virali. Questo lo si vede bene dagli esami del sangue. Vengono genitori che riferiscono di disturbi comparsi ‘dopo la vaccinazione’.
Tutte le istituzioni questo lo negano. Ci sono medici che dicono ‘potrebbe essere stato’, ma non lo registrano sulle cartelle. É un dato che viene omesso, sempre. Da questi esami, che servono proprio per valutare la reazione anticorpale a un determinato vaccino, si rilevano reazioni anomale. Risposte eccessive a quel vaccino, anche a distanza di dieci anni dalla vaccinazione».
Se uno ha fatto la vaccinazione al morbillo dieci anni prima, la reazione dovrebbe essere bassa o comunque entro certi limiti. Invece i valori sono esagerati, non giustificati. I medici dicono: ‘buon per lui, è ancora protetto…’. E non si pongono il perché. Per noi invece una risposta esagerata e prolungata nel tempo è il due più due: se c’è una reazione, il pensiero è che c’entrino direttamente questi virus o i loro eccipienti».
Ma ci sono anche altre malattia infantili in spaventoso aumento «Per esempio il diabete precoce infantile che è una malattia auto-immune. É aumentata anche questa notevolmente e sono state ipotizzate pure qui cause vaccinali, tutte ricollegabili all’introduzione della profilassi contro l’epatite B.
E possono rientrarci encefalopatie, problemi spastici e paralisi. É chiaro che si creano squilibri nel sistema immunitario. Sono violenze a un sistema che non è preparato, pronto, per ingressi di materiale genetico esterno così a sorpresa».
Quando si sottopongono i bambini alle vaccinazioni obbligatorie, si chiede ai genitori di firmare il consenso informato, ma queste possibili gravi conseguenze non sono riportate perché non sono riconosciute dalla comunità scientifica, per cui, che consenso informato è?
C’è una pressione mediatica troppo forte verso le vaccinazioni. L’abbiamo vista nei mesi scorsi per l’influenza ed anche per l’infezione da HPV, che in Danimarca non è stata adottata in quanto quel governo ha ritenuto troppo poco convincenti le evidenze sulla sua capacità di ridurre le già scarse (almeno nel mondo occidentale) morti per cancro alla cervice. Un tumore che può essere curato, se diagnosticato precocemente con il Pap test. Ci sarebbe cioè una sproporzione tra il numero di persone esposte al vaccino ed il presunto numero di vite salvate.
Maurizio Portaluri
Il dr. Maurizio Portaluri è nato a Brindisi nel 1960.
Ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore in Roma nel 1985 con il massimo dei voti e la lode;-presso la stessa Università la Specializzazione in Radioterapia Oncologica nel 1989 col massimo dei voti e la lode; si è perfezionato in Oncologia Clinica e di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Bari nel 1995.
E' Medico Autorizzato di Radioprotezione.
Ha ricoperto il ruolo di responsabile del Servizio di Radioterapia della “Casa di Cura Accreditata Villa Maria Cecilia” in Cotignola (RA) dal 4.1.1999 al 30.6.1999; dal 1.7.1999 a 25.09.2005 DIRETTORE DELL’U.O. DI RADIOTERAPIA DELL'AZIENDA OSPEDALIERA "DI SUMMA" poi AUSL BR1 DI BRINDISI.
Dal 26.9.05 al 22.7.2007 Direttore Generale Asl Barletta Andria Trani nominato dalla Giunta Regionale con DGR 1245 del 6.9.2005 -dal 23.7.2007 al 31.12.2007 Direttore Generale dell’IRCCS Istituto Tumori di Bari; dal 1.1.2008 nuovamente DIRETTORE DELLA U.O. DI RADIOTERAPIA DELLA ASL BRINDISI, OSPEDALE PERRINO; dal 20.1.2000 AL 31.12.2000 è stato consulente di Radioterapia presso l'AO "Vito Fazzi" di Lecce con compiti organizzativi.
Dal 16.3.2000 al 7.7.2002 consulente di Radioterapia presso la Casa di Cura "Città di Lecce" in Lecce.E’ stato docente dall'anno scolastico 1989/90 all'anno scolastico 1997/98 nella Scuola per Tecnici Sanitari di Radiologia Medica "S. Michele Arcangelo" presso l'Ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza" in San Giovanni Rotondo per gli insegnamenti di Apparecchiature e tecnologie, Biologia, Fisiologia, PatologiaGenerale e Protezionistica Medica.
E’ stato docente presso la Scuola di Specializzazione in Radioterapia dell’Università Cattolica del S. Cuore in Roma e presso le lauree di Tecnico di Laboratorio e Fisioterapisti dell’Università degli Studi di Bari; è docente di Scienze Tecniche Mediche Applicate (MED50) nel Corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università degli Studi di Bari dall’A.A. 2000/01 ad oggi.
E’ ricercatore associato del Consiglio Nazionale delle Ricerche–Istituto di Fisiologia Clinica, Pisa, sezione di Lecce nell’ambito della oncologia, dell’organizzazione sanitaria, dei percorsi sociosanitari e dell’epidemiologia.
Ha visto approvati con la UO di Radioterapia della AUSLBR1 due progetti di ricerca finalizzati ex art 12 in rete con le UO di radioterapie di Puglia e Basilicata (Sirois e Quaraton).
Dal 2003 al 2005 è stato Coordinatore del gruppo interregionale appulolucano della Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica, società scientifica dei medici oncologi radioterapisti.
E’ autore di numerose pubblicazioni nel campo dell’oncologia e dell’epidemiologia su riviste scientifiche internazionali e nazionali; è impegnato nella ricerca sui tumori professionali e nella prevenzione oncologica negli ambienti di vita e di lavoro. -Svolge attività pubblicistica di divulgazione su temi scientifici e riguardanti la promozione della salute.
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venerdì 07 maggio 2010 |
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Un regalo di EA a tutte le mamme nel giorno della loro festa
Intervista alla dr. Stefania Ottaviani su Agoradio
Quale mai cosa bella
posso offrirti mammina cara?
Voglio offrirti una perla,
una perla piccina che ha viaggiato
dentro il mare, fra coralli e fra scogliere.
Una perla tanto bella,
un messaggio pieno d’AMORE,
grande, grande come il mare.
AUGURI MAMMA!
Questa è una delle poesie che ai miei tempi scandìvano l’arrivo della festa della Mamma, una delle più sentite allora.
Oggi risulta essere solo un impegno imposto dalle pubblicità televisive, dalle vetrine luccicanti del corso, dai soldi che per forza si devono spendere per i regali: si è perso insomma il valore vero di una festa che consacra la figura materna, che vorrebbe ricordare la MAMMA.
Anche oggi, per quanto se ne dica, ci sono mamme in gamba, mamme amorevoli, pazienti, dolcissime, autorevoli, comprensive.
Eppure ancora oggi, col 2000 alle spalle, quando accade ad un figlio qualcosa di inusuale ed inatteso, sono le madri a pagare per lo scempio dato dall’ignoranza di scienza e popolo.
Io stessa mi sono scoperta con qualità inaspettate per una donna in carriera quale ero.
Io, così diversa da mia madre, mamma per antonomasia, tutta casa e famiglia…
Eppure…io…così MADRE, nelle molteplici sfaccettature che questa esperienza di vita mi ha dato modo di esplorare.
Una poesia recitata come quella che ho trascritto qui sopra, così “scontata” per mia madre e per le mamme della sua epoca, è un sogno per molte mamme che ho conosciuto.
EA si batte non per illudere, ma per rendere le mamme consapevoli di quanto si può fare per migliorare, se non per recuperare, i nostri figli e, in questa Festa della Mamma 2010, ha voluto dedicare loro questo video.
E' l'intervista a cui ho partecipato in una radio di Ancona, la mia città.
In quel contesto, ho espresso con tutta la mia forza di mamma, ciò che tutte le madri dovrebbero conoscere sull'autismo come OGGI la scienza più avanzata lo descrive cioè come una PATOLOGIA BIOLOGICA PROVOCATA da fattori esterni e non misteriosamente "psicologica" o esclusivamente genetica.
Spero che questo regalo possiate donarlo ad altre mamme che vivono la disperazione dell'autismo, perchè se guarire i nostri figli comporta un percorso difficile e senza garanzie, migliorarli è un risultato decisamente più possibile e vederli rinascere significa rinascere a nostra volta come madri e come donne.
E se loro staranno bene, potranno finalmente dirci quel "ti voglio bene mamma" che tanto sognamo di sentirci dire...
Stefania
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mercoledì 28 aprile 2010 |
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Autismo: linee guida per la prevenzione, la diagnosi precoce, l'approccio multidisciplinare
Tratto dal libro "Uscire dall'Autismo" del dr. Franco Verzella, Presidente DAN! Europe

Sommario
- Prefazione
- Premessa
- Conosciamolo insiene
- Inquinamento e comportamenti antibiologici
- Approccio medico
- Criteri dell'approccio multidisciplinare
- prevenzione
- Diagnosi precoce
- Rilievo dei sintomi premonitori
- Commento
- ARI
PREFAZIONE
A metà del secolo scorso i genitori di bambini autistici vennero accusati di essere responsabili della condizione dei loro figli, in quanto incapaci di offrire loro un adeguato sostegno emotivo ed affettivo.
Bernard Rimland, fondatore di Autism Research Institute, nel suo libro “Autismo Infantile”, 1964, ha criticato severamente la teoria psicologica che colpevolizzava i genitori ed ha ipotizzato che l’Autismo fosse sostenuto da cause organiche.
Qualche anno dopo, nel 1967, Rimland rivede la sua teoria e propone che l’Autismo sia secondario ad una interazione tra genetica ed ambiente.
Oggi, a distanza di tanti anni i ricercatori che operano nel settore dell’autismo continuano a studiarne le concause e le loro scoperte confermano le intuizioni espresse dal lavoro pionieristico del dottor Rimland.
Nel 1995 il dottor Rimland promuove il progetto Defeat Autism, in collaborazione con il dottor Sidney Baker e Jon Pangborn.
Scopo di questo progetto é di studiare interventi biomedici finalizzati a trattare le concause di questa sindrome.
Questo approccio biomedico è in aperto contrasto con la medicina ufficiale, che prescrive farmaci allo scopo di inibire i sintomi ed i comportamenti disturbanti.
In questi ultimi anni si è imparato molto sulla efficacia dei trattamenti, con particolare riguardo ai problemi gastrointestinali, alle disfunzioni del sistema immunitario ed alla tossicità ambientale. Inoltre un’ampia documentazione scientifica ha confermato sensibili miglioramenti di questi bambini, grazie ad una ampia varietà di interventi biomedici. Tutto questo è disponibile sul sito di ARI: www.autism.com.
La Prevenzione rappresenta un ulteriore eccitante sviluppo dello studio dell’Autismo. Molti medici seguono oggi donne gravide che hanno precedentemente avuto un bambino autistico. A queste madri vengono offerte indicazioni preziose per ottimizzare la nutrizione e integrarla con vitamine e minerali e per evitare tossine dannose presenti in ambiente. Come risultato di questa nuova attenzione si constata una forte riduzione della incidenza di autismo nei fratelli.
La sfida attuale é di informare ostetrici, neonatologi e pediatri sulle conoscenze maturate per il trattamento.
Questo Documento intende offrire una chiara informazione per i genitori, dedicata alla prevenzione ed alla comparsa dei primi segni premonitori, perché possano essere intraprese tempestivamente decisioni appropriate.
Stephen M. Edelson, Ph.D.
Direttore, Autism Research Institute
San Diego, USA.
PREMESSA
Il degrado ambientale ammala la famiglia, con il suo carico di molecole tossiche e di comportamenti antibiologici. Per un essere vivente non esistono sostanze o energie indifferenti: le molecole e le energie che non si inseriscono nel bilancio metabolico fisiologico sono perciò sempre dannose e meramente convenzionali gli standard di accettabilità di singoli inquinanti chimici e fisici. Nei paesi industrializzati, a partire dal 1990, l’Autismo ha presentato una diffusione ingravescente e le statistiche registrano una impennata, che da 1 caso su 2000 negli anni ’80, ha raggiunto 1 caso su 150 nel 2007. Dati in via di pubblicazione da parte di Autism Research Institute di Cambridge, UK, registrano 1 caso su 60. Il rapporto relativo ai sessi riporta una netta prevalenza dei maschi con una incidenza pari a 4:1.
L’andamento è chiaramente epidemico, per cui nessuna famiglia oggi è immune dal rischio di generare un figlio con questi problemi!
Nel 1995 un gruppo di ricercatori e di medici, ispirati e coordinati da uno psicologo sperimentale, Bernard Rimland, gettano le basi per un approccio multidisciplinare, con gli strumenti della genomica, della biologia molecolare e della medicina funzionale (Defeat Autism Now! Project).
Creano nuove evidenze scientifiche, scoprono la tossicità potenziale di alcuni alimenti comuni (pane, latte, soia, lieviti, zucchero), mettono a punto una serie di farmaci, provano l’efficacia di molecole naturali a dosaggi elevati…… e cancellano la diagnosi di incurabilità del bambino autistico, migliorando lo stato di salute e lo sviluppo cognitivo-comportamentale della maggioranza dei bambini trattati, e, per la prima volta, recuperano un numero crescente di essi a una regolare attività di formazione e scolastica.
È un’autentica rivoluzione culturale, che dimostra come lo sviluppo cognitivo-comportamentale del bambino sia continuamente modulato da molecole di provenienza ambientale, alimentare, metabolica, che oggi possono essere lette e interpretate, allo scopo di ottimizzare la performance ed il benessere del minore.
In tempi di Epidemia il primo “rimedio” è rappresentato dalla Informazione, che deve essere resa disponibile a tutta la popolazione, perché si possa realizzare una prevenzione efficace, attraverso l’acquisizione di criteri semplici e chiari, a partire dal concepimento, fino ad interessare i primi 5-6 anni di vita del bambino. Scopo di questo documento è di rispondere a questa esigenza primaria e di fornire i principali riferimenti in questo settore.
CONOSCIAMOLO INSIEME
L’Autismo è un disturbo generalizzato dello sviluppo, che riconosce molte cause e coinvolge numerosi organi e sistemi funzionali e può manifestarsi in modo diverso nei soggetti coinvolti, per cui si parla di patologie dello spettro autistico.
I sintomi compaiono tipicamente tra il primo ed il terzo anno, dopo uno sviluppo ritenuto normale e comprendono: attenuazione o scomparsa del contatto oculare, indifferenza nei confronti della madre e dei famigliari, ritardo e difficoltà dello sviluppo cognitivo, del comportamento e delle abilità sociali, arresto o scomparsa del linguaggio, stereotipie, iperattività, comportamenti auto ed etero aggressivi, una alimentazione estremamente selettiva ed un lungo elenco di disturbi, che coinvolgono l’intestino, il sistema neuro-immunitario, alcuni circuiti metabolici, che producono un accumulo di metalli tossici ed un elevato stress ossidativo.
Casi meno gravi possono essere diagnosticati con il termine Sindrome di Asperger; in quest’ultimo caso il linguaggio è normale, mentre sono presenti disturbi comportamentali. Un gruppo ristretto di soggetti nello spettro artistico mostra capacità intellettuali eccezionali: Savant Sindrome. In questi casi le abilità compaiono verso i 3-4 anni e sono concentrate particolarmente nei settori dell’arte, della musica, della matematica, nelle abilità meccaniche e spaziali, abilità per la discriminazione olfattiva, sensoriale e visiva.
La caratteristica comune è una memoria spesso prodigiosa. Si calcola che attualmente queste persone eccezionali siano non più di qualche decina in campo internazionale.
Senza trattamento la grande maggioranza dei soggetti autistici non è in grado di sviluppare abilità sociali e di raggiungere una sufficiente indipendenza.
Nonostante i genitori rilevino i primi disturbi tra il primo ed il secondo anno di vita, la diagnosi di autismo viene posta con ritardo, in genere fra il terzo ed il quinto anno.
INQUINAMENTO E COMPORTAMENTI ANTIBIOLOGICI
L’aumentata incidenza di autismo registrata in questi ultimi 20 anni è sostenuta esclusivamente dalla forma regressiva. La forma regressiva-acquisita non presenta anomalie genetiche tipiche e costanti, ma piccole alterazioni del DNA: polimorfismi di singoli nucleotidi (SNPs) a carico di geni che controllano la digestione, la detossicazione, il metabolismo di numerosi neurotrasmettitori e di recettori neuronali, la produzione ed il trasporto dell’energia. Queste alterazioni sono del tutto comuni nella popolazione generale e contribuiscono alla varietà delle caratteristiche individuali per cui, ad esempio, un soggetto presenta un intestino più fragile, un altro reazioni di tipo immunitario, un altro ancora un carattere difficile. Il diffondersi di questa epidemia dipende da una serie numerosa di concause, che superano la capacità di risposta del sistema immunitario e dei sistemi di detossificazione, che vengono coinvolti ed aggrediti in una fase precoce dello sviluppo.
Le principali concause comprendono: il drammatico aggravamento dell’inquinamento, ambientale ed alimentare, che attualmente ha raggiunto valori assolutamente non controllabili, ben al di là della nostra capacità di registrarne i livelli e di controllarne gli effetti, regimi alimentari “antibiologici”, promossi dalla pubblicità, antibiotici distribuiti in serie appena compare la febbre, un mal di gola o un’otite, e poi campagne vaccinali governative contrarie ad elementari criteri di fisiologia, per la precocità e frequenza dell’intervento, la mancanza di discrimine in relazione all’individualità biologica, allo stato immunitario quando si tratta di praticare i richiami ed infine all’uso di additivi tossici, quali il mercurio e l’alluminio. Altre concause comprendono: un alterato o insufficiente apporto di nutrienti a partire dalla vita fetale, in particolare di quelli essenziali che l’organismo non potendo sintetizzare deve assumere dall’esterno (vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi essenziali) ed uno svezzamento precoce con assunzione di alimenti ricchi di glutine, caseina, soia, lieviti e zucchero, che richiedono l’attività di un corredo enzimatico particolarmente complesso e solo parzialmente disponibile nei primi due anni di vita.
Le principali conseguenze dell’incontro tra predisposizione congenita(SNPs) e fattori ambientali nel bambino autistico comprendono: disbiosi intestinale, intolleranze alimentari, maldigestione, malassorbimento, aumento della permeabilità intestinale, ulcera gastroduodenale, reflusso gastro-esofageo, diarrea alternata con stipsi, iperplasia nodulare lifoide, encefalite autoimmune (virale e da metalli tossici), epilessia , ipotonia, disturbi della motilità, stress ossidativo con ridotta produzione e alterato trasporto di energia, accumulo di metalli tossici.
APPROCCIO MEDICO
L’età precoce di comparsa, la bizzaria e la gravità dei disturbi comportamentali hanno orientato la comunità medica, fin dalle prime descrizione negli anni ’40, verso una diagnosi di psicosi su base genetica, di competenza neuropsichiatrica, per la quale sono state elaborate tecniche riabilitative logopediche e di psicologia comportamentale, integrate con psicofarmaci (Ritalin, Risperdal). Dopo i 15-20 anni questi pazienti vengono indirizzati in Comunità Protette, soprattutto quando le famiglie non sono in grado di sostenere i costi economici delle cure e dell’assistenza.
Nel 1995 un gruppo di ricercatori e di medici statunitensi coordinati da Bernard Rimland, psicologo sperimentale, ha formulato il Progetto Defeat Autism Now! (DAN!), con lo scopo di valutare le condizioni mediche di competenza pediatrica (non neuropsichiatrica) del bambino autistico, con particolare attenzione alla nutrizione, funzione intestinale, attività immunitaria ed ai circuiti metabolici fondamentali, attraverso gli strumenti della genomica, della biologia molecolare e della medicina funzionale. Grazie a questo approccio multidisciplinare, il progetto DAN! ha dimostrato che i disturbi cognitivi e comportamentali del bambino autistico sono secondari ad alterazioni di natura organica, che interessano soprattutto l’intestino, la funzione neuro-immunitaria e l’attività detossificante. Nel corso di questi ultimi 15 anni il contributo di molti medici, come genitori o nonni di bambini autistici, è stato e rimane fondamentale per la conferma della natura biologica delle numerose concause che sono alla base della sindrome autistica. La disponibilità di nuovi esami di laboratorio, genomici e funzionali, ha promosso in questi ultimi 30 anni lo sviluppo di protocolli personalizzati di integrazione alimentare, che comprendono vitamine, minerali, antiossidanti, chelanti ed ormoni, somministrati in rapporto ad esigenze individuali.
Il primo criterio dell’approccio multidisciplinare riguarda la tempestività della diagnosi e della cura, in rapporto al carattere epidemico di questa condizione ed alla sua comparsa nei primi mesi di vita, quando lo sviluppo enzimatico, neuroimmunitario e cognitivo avvengono in modo tumultuoso.
Nel 2004 sei Università statunitensi, Portland, Seattle, Boston-Mass General, Columbia, Cleveland e Baylor Texas, hanno formulato ed avviato il Progetto ATN (www.autismtreatmentnetwork.org) dedicato alla implementazione dell’approccio multidisciplinare. Il 12 Giugno 2007 il Ministro della Salute del Governo Italiano, Livia Turco, ha aperto un Tavolo Nazionale sull’Autismo, nella cui relazione conclusiva, Febbraio 2008, viene confermato l’approccio pediatrico multidisciplinare a integrazione di quello tradizionale neuropsichiatrico. Il primo Aprile 2008 l’Accademia Americana di Pediatria ha iniziato una collaborazione diretta con l’Istituto di San Diego fondato da Bernie Rimland.
Il libro “Uscire dall’Autismo: un approccio biologico e medico”, Maggioli Editore 2008, a cura di Giulia e Franco Verzella (www.autismdaneurope.com) raccoglie un’informazione completa e dettagliata sull’approccio multidisciplinare e sulle nuove opportunità di prevenzione e di trattamento, con un occhio alla famiglia ed uno al pediatra di base, perché per primi rilevano la comparsa dei segni premonitori e rappresentano il “presidio avanzato” nei confronti della attuale epidemia, per la assistenza e la gestione del minore.
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domenica 25 aprile 2010 |
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Studio dell’Ente per la Protezione Ambiente (EPA):
Il boom dell’autismo è iniziato nel 1988, si devono considerare i fattori ambientali
http://www.huffingtonpost.com/david-kirby/autism-vaccine-epa-study_b_548837.html
Articolo di Dadiv Kirby - Huffington Post, 23 Aprile 2010
La ragione per cui la maggioranza delle persone con autismo che conoscete ha in genere dai 22 anni in giù è proprio perché la maggioranza delle persone con diagnosi di autismo è nata dopo il 1987! Un recente studio condotto negli Stati Uniti dall’EPA ha trovato infatti un preciso anno in cui l’autismo è iniziato o decisamente aumentato in California e anche altrove e ha concluso che sarebbe "prudente ritenere che almeno una parte di questo incremento è un reale risultato di fattori ambientali”.
"Nei dati raccolti in Danimarca, California e in tutto il mondo, abbiamo trovato che l’aumento dell’incidenza dei casi di autismo è cominciato circa negli anni 1988-1989," scrivono gli autori Michael E. Mc Donald e John F. Paul, del Laboratorio di Ricerca su Salute Nazionale ed Effetti Ambientali dell’ EPA.
"Benchè il dibattito sulla natura dell’incremento dell’autismo continui" hanno aggiunto "esiste il potenziale per considerare questo incremento reale e il coinvolgimento di fattori di stress esogeni (esterni) di natura ambientale"
Ma il fattore più degno di nota è stato il determinare una precisa collocazione nel tempo della nascita di una epidemia, come molti ritengono, fattore che "può aiutare nello screening per determinare potenziali candidati ad essere fattori di stress ambientale”
"E’ stato importante calcolare un anno ben preciso" hanno detto gli scienziati dell’EPA. Il livello di aumento prima del 1988 "era completamente diverso" dal livello dopo quell’anno ( il "postchangepoint" in linguaggio epidemiologico, il punto dopo il quale abbiamo un cambiamento). In California, la diffusione è passata dal 5.7 su 10.000 che si rilevava prima di questo momento di cambiamento, al 20.8 su 10.000 e i dati raccolti in tutto il mondo registrano sbalzi del tutto simili (dal 6.0 al24.2). In Danimarca, l’aumento è stato ancora maggiore, sebbene l’incidenza totale fosse solo una frazione di quella degli Stati Uniti: dallo 0.6 al 6.6.
(Uno studio condotto in Giappone negli anni 1988-1996 mostrava un aumento continuo della diffusione dell’autismo, ma non riusciva a calcolare un anno che potesse essere quello del cambiamento – vi prego però di leggere l’intero resoconto dei limiti di quello studio)
Chiediamoci quindi perché il numero dei casi di autismo nei bambini in California si è addirittura triplicato dopo 1988: è solo il risultato di diagnosi più attente, come molti hanno insistentemente affermato, o c’è stato qualche drastico cambiamento nell’ambiente di questi bambini a partire dal 1988? I ricercatori dell’EPA dubitano della prima ipotesi: c’è infatti un recente studio che afferma che i cambiamenti nei criteri diagnostici possono essere conteggiati solo per "un aumento cumulativo di 2.2 volte del numero dei casi di autismo rispetto a quello riportato negli ultimi 11 ani in California che invece è di 7 volte". Hanno anche specificato che "le sostituzioni avvenute all’interno dei criteri di diagnosi" o il passaggio dei bambini dalla categoria del ritardo mentale a quella dell’autismo "non può spiegare da sola l’incremento dell’autismo dal 1987 al 1994."
Scrivono infatti:
Sebbene non possano essere negate quanto osservato in precedenti studi, da un punto di vista precauzionale è giusto affermare che almeno una parte dell’incremento nell’incidenza sia un reale risultato di fattori ambientali che interagiscono in una popolazione suscettibile. Essendo una esposizione di questo genere potenzialmente prevenibile, dovrebbe essere una priorità della ricerca individuare questi fattori ambientali incriminati.
Gli scienziati sono stati molto sorpresi di individuare lo stesso anno, come momento iniziale di cambiamento, sia in California, che in Danimarca che in tutto il mondo, benché debbano tener presente che studi simili condotti in Minnesota e Svezia, e con un terzo studio condotto in tutti gli Stati Uniti trovavano che "il maggiore incremento nella diffusione dell’ASD è avvenuto tra i bambini nati tra il 1987 e il 1992".
Gli autori affermano che ci sono molti fattori esterni che potrebbero essere associati all’autismo, per cui conoscere quando è cominciata l’esplosione dei casi potrebbe aiutare a restringere il lungo elenco dei “sospetti”.
"Studi futuri dovrebbero esaminare esposizioni a fattori ambientali nuove o in aumento, dalla gestazione almeno fino ai 3 anni del gruppo dei bambini nato dal 1988 al 1989 " scrivono gli autori. "Per supporre una relazione causale, un fattore “sospetto” dovrebbe avere un aumento continuativo dalla fine degli anni ’80 fino alla metà dei ‘90".
Quale potrebbe (o potrebbero) essere? Secondo l’EPA:
- Ogni fattore sospetto dovrebbe essere una o più sostanze il cui livello di esposizione è aumentato in modo notevole nei paesi sviluppati iniziando dal 1988, anno individuato come quello del cambiamento.
- Il fattore dovrebbe essere qualcosa il cui livello di esposizione era maggiore in California che in Danimarca tra il 1988 e il 1997.
- Il fattore dovrebbe essere qualcosa che è stato introdotto nei paesi sviluppati più tardi rispetto a California, Giappone e Danimarca. Per esempio, un recente studio condotto ad Hong Kong "fa pensare ad un aumento dell’autismo iniziato più recentemente rispetto all’anno da noi calcolato”.
- Il fattore candidato "dovrebbe essere distruttivo per il primo sviluppo neuronale dell’uomo".
- Il fattore candidato dovrebbe avere una via di esposizione "compatibile con la biodisponibilità per feti e neonati”.
- Il fattore candidato dovrebbe avere livelli di esposizione aumentati negli Stati Uniti negli anni che vanno dal 1988 almeno fino al 1995.
- Non può essere negata la possibilità di una esposizione a vari fattori ambientali" che agiscano sinergisticamente su popolazioni suscettibili".
- Gli autori suggeriscono uno screening tossicologico iniziale per i possibili fattori scatenanti attraverso l’Agency for Toxic Substances and Disease Registry del CDC o enti simili.
I ricercatori dell’EPA non fanno un elenco delle sostanze che dovrebbero essere monitorate, sebbene abbiano osservato che studi, tra cui un report dell’ Institute of Medicine del 2004, sul vaccino MMR e il conservante a base di mercurio contenuto nei vaccini, il thimerosal, "non confermano una relazione con l’ autismo". Comunque non è stato fatto alcuno studio sugli altri ingredienti dei vaccini e il rischio di autismo, né sull’intero programma vaccinale.
Se nessun fattore sembra essere il vero colpevole, scrivono, “forse l’incremento osservato potrebbe non essere causato per la maggior parte da un unico fattore ambientale, ma risultare da artefatti di studio che producono un falso aumento e non un incremento reale”
Sicuramente questo incremento costerà al mondo una fortuna: le persone con autismo in California nate tra il 1988 e il 1997 avranno bisogno per tutta la durata della loro vita di servizi che costeranno allo Stato tra i 2.7 e i 4.0 miliardi di dollari, e "questi costi continueranno a crescere in futuro”.
Spero che queste informazioni finalmente aiutino questo nostro paese che ha disperatamente bisogno di identificare i fattori ambientali responsabili dell’autismo. Chiediamo che il Governo Federale conduca una operazione sullo stile del Manhattan-Project, di cui avremmo avuto bisogno già dieci anni fa. Questa crisi è troppo seria per essere ulteriormente ignorata.
Queste alcune delle aree in cui la scienza sta ricercando:
INQUINAMENTO ATMOSFERICO: Alcuni studi hanno collegato l’aumento del rischio di autismo a tossine ambientali, come il mercurio, presenti a causa dell’inquinamento atmosferico; tra questi uno Studio finanziato dal CDC dalla San Francisco Bay Area, uno studio del Superfund Cleanup nel Minnesota, e uno studio su bambini che vivono in prossimità di centrali a carbone emettenti mercurio nel Texas.
FATTORI DISTRUTTIVI DEL SISTEMA ENDOCRINO: Queste onnipresenti sostanze chimiche e altri “insulti immunitari precoci”, o ELII, "sono fattori importanti nelle malattie croniche sia infantili che degli adulti”, dice uno studio della Cornell University. "Ma, fattori ambientali prenatali e perinatali che inducono alterazioni immunitarie devono essere considerate approfonditamente nel contesto dell’autismo e dei disordini dello spettro autistico"
PESTICIDI: Uno studio presentato al Meeting Internazionale per la ricerca nell’autismo a Londra nel 2008 riferiva che madri che avevano usato shampoo a base di pesticidi sui loro animali raddoppiavano il rischio di avere un bambino ASD, a paragone di madri che non lo facevano. Un altro studio sulle colture intensive nella Central Valley della California riportava invece che il rischio di autismo aumentava "in corrispondenza di siti in cui si faceva uso di pesticidi a base di cloro organico e diminuiva con la distanza dai campi".
MERCURIO NEL PESCE: Almeno un piccolo studio dall’Australia, ha mostrato elevati livelli di mercurio in tre neonati svezzati con “congee” (un porridge a base di riso e pesce ) e nutriti regolarmente con pesce da piccolini. I loro genitori avevano cercato supporto medico per ritardo nello sviluppo e sintomi neurologici, compresi sintomi di disordine dello spettro autistico.
RETROVIRUS: Ad Ottobre, ricercatori dell’Università del Nevada, il National Cancer Institute e The Cleveland Clinic hanno annunciate la sorprendente scoperta di anticorpi ad un poco noto retrovirus nel 95 percento di pazienti con Sindrome della Fatica Cronica. Uno dei ricercatori riferì di aver scoperto lo stesso patogeno nel 40 percento dei bambini con autismo testati. Il lavoro è stato contestato da altri scienziati.
NASCITA PREMATURA E BASSO PESO ALLA NASCITA: Tra il 1990 e il 2000, le nascite pretermine negli Stati Uniti sono aumentate del 13 percento e il peso basso alla nascita del 24 percento. I tossicologi hanno calcolato che l’ sposizione alle tossine varia a seconda dei chilogrammi di peso.
VACCINI E DISORDINI SOTTOSTANTI: A Gennaio di questo anno, la Commissione per la revisione degli effetti avversi dei vaccine dell’Istituto di Medicine ha pubblicato il suo "Elenco degli effetti avversi da considerare”. Tra gli effetti avversi associati con i vaccini DTaP e MMR c’erano "autismo" e " Disordino dello spettro Autistico (ASD)/Disordine Pervasivo dello Sviluppo (PDD)." La commissione dello IOM disse che si dovrebbe considerare di indagare sul cosiddetto autismo "secondario" o "tratti autistici insorgenti in seguito a encefalopatia cronica, disordine mitocondriale e/o altri disordini alla base". In altre parole, i vaccini non causano l’autismo, ma possono causare malattie cerebrali in alcuni bambini predisposti che possono portare all’autismo.
VACCINI E STRESS IMMUNITARIO: Come per l’autismo "primario", è stato chiesto allo IOM dal Federal Vaccine Injury Compensation Program (VICP o Vaccine Court) di considerare di rivedere tutta la letteratura medica dal report del 2004 che non aveva trovato alcun legame tra vaccini e autismo. "In particolare, il VICP è interessato alla revisione da parte della Commissione delle più recenti teorie sulla “neuroinfiammazione” e “iperattività/sovraeccitazione del sistema immunitario per via di multiple stimolazioni antigeniche simultanee" In altre parole, ricevere troppi vaccini in una volta potrebbe causare una inappropriata risposta neuro-immunitaria, come quella talvolta riportata nell’autismo.
VACCINI E PARTICELLE VIRALI: Uno studio completamente nuovo ha scoperto particelle virali di maiale e scimmia in un certo numero di vaccini. I ricercatori hanno individuate nei vaccini MMR II e Varivax (varicella) retrovirus endogeni umani K, o HERV-K. Il retrovirus era una "conseguenza della loro fabbricazione con l’uso di membrane cellulari umane”. Uno studio del 2001 su geni e autismo riferisce dello sviluppo di "blocchi pietrificati di DNA" causata da imperfetta duplicazione dei geni. “Sembra siano coinvolti retrovirus umani endogeni (HERV) e frammenti HERV” scrivono gli autori. "La versione lunga del gene C4, per esempio, risulta dall’integrazione di un HERV-K."
I vaccini e gli ingredienti in essi contenuti sono nella lista dei possibili fattori ambientali? Molti dicono di no, ma lo IOM e il VICP dicono di si.
Io concordo con gli esperti e ora che abbiamo una data che segna il momento in cui c’è stato il cambiamento, il 1988, dovremmo guardare indietro all’esposizione a vaccini prima e dopo quell’anno. Tra il 1988 e il 1996, furono aggiunti al programma vaccinale per i bambini americani nei primi 15 mesi di vita i seguenti vaccini:
- HiB - Hib perfezionato accoppiato al vaccino autorizzato nel Dicembre 1987, e una dose sigola aggiunta al programma vaccinale nel1988.
- DTaP - dose aggiuntiva ad un età minore aggiunta intorno al 1990.
- HiB – tre dosi aggiuntive aggiunte nel 1991.
- Hep B - tre dosi aggiunte nel 1992.
- Varicella – approvato nel 1995, aggiunto al programma nel 1996
Il 1988 è stato un anno interessante e questi bambini hanno un sacco da dirci. Ascoltiamoli.
David Kirby è autore di Evidence of Harm - Mercury in Vaccines and the Autism Epidemic e del più recente Animal Factory: The Looming Threat of Industrial Pig, Dairy and Poultry Farms to Humans and the Environment ,entrambi pubblicati da St.. Martin's Press
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