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I vaccini non sono esclusi come possibile causa dell'autismo, come media e altri continuano a dirci


Il CDC esprime preoccupazioni sui vaccini




Il CDC è un Ente Governativo del Dipartimento della Salute Pubblica americana.
Potete leggere a questo link informazioni sulla sua struttura organizzativa
 
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Dal sito del CDC  sull' autismo: cause e fattori di rischio


Non si conoscono tutte le cause dei Disordini dello spettro autistico ( ASD), ma sappiamo che ci sono diverse cause per diversi tipi di ASD.  Ci possono essere molti fattori differenti che portano un bambino ad avere più probabilità di avere un disordine di tipo autistico, e tra questi fattori ambientali,  biologici e genetici.

•La maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che i geni siano un fattore di rischio che può portare una persona ad avere più possibilità di contrarre un disordine dello spettro autistico.  

•Bambini con un fratello o un genitore con un ASD sono a più alto rischio di avere un disordine dello spettro autistico.

•I disordini dello spettro autistico sono più frequenti in persone con alcune condizioni mediche : circa il 10% dei bambini ASD ha un disordine genetico identificabile, come sindrome dell'X Fragile, sclerosi tuberosa, sindrome di Down e altri disordini cromosomici.

•Alcuni farmaci pericolosi assunti in gravidanza sono stati associati ad un più alto rischio di ASD, per esempio il talidomide e l'acido valproico.

•Sappiamo che quello che una volta si credeva, e cioè che genitori poco affettuosi o attenti potessero causare ASD, non è vero.

•C'è qualche evidenza che il periodo critico per sviluppare ASD avvenga prima della nascita, ma preoccupazioni su vaccini e infezioni hanno portato i ricercatori a considerare fattori di rischio prima e dopo la nascita.




 

 

 Leggi le altre Testimonianze


I nostri testimoni per l'autismo: Charles, 7 anni

 

Non è facile per me raccontare la mia storia, perché significa ancora oggi rivivere quei momenti infernali che chi si è trovato ad affrontare una simile situazione sicuramente ben conosce.
Sono sentimenti intimi, profondi, che ho sempre tenuto nascosti dentro di me e che raramente ho condiviso con qualcuno, perché si sa le mamme “devono essere forti” per tutto, per tutti….
In realtà, ancora oggi qualche volta, la sera, quando sono sola e nessuno mi può vedere, prima di andare a dormire, crollo e piango…. E’ incredibile quanto possa essere profonda la solitudine, quanto ci si possa sentire soli e smarriti.
Ed è per questo che ho scelto di rendere pubblica la mia esperienza, nella speranza di poter essere d’aiuto a chi, come me si è trovato a fare i conti con una “realtà diversa”, e che, pur accettandola, non ha voluto e non vuole soccombere al “primo” parere, alla “prima” proposta terapeutica, che sfruttando la bonaria “ignoranza” ci obbliga a dipendere dal pressappochismo e menefreghismo di chi invece dovrebbe esserci di vero aiuto .


Mi chiamo Karine Frisinghelli, sono nata in Francia il 03 giugno 1968 in una città sull’oceano Atlantico chiamata La Rochelle. Durante un viaggio in Italia ho conosciuto mio marito, Nicola, e mi sono trasferita nel vostro paese. Abitiamo in Trentino, sul lago di Levico, per certi aspetti un’oasi, per molti altri “un deserto”.
Dopo una bellissima gravidanza è nato Charles, un bimbo splendido, nato sano e divenuto autistico all’età di circa 20 mesi, in seguito ad “intossicazione da metalli pesanti".
La mia gravidanza è stata meravigliosa, quasi eccezionale: avevo 34 anni e i nove mesi sono passati senza nessun problema, uno dopo l’altro.
Charles è nato il 13 settembre 2002, alle 17.08 di un caldo venerdì di fine estate a Verona.
Come raccontare quel giorno? Non ci sono parole a sufficienza per descrivere quella Felicità, ma chi è diventato genitore come me, come noi, concorderà nel definirla come un “miracolo”.
Così come un miracolo ci sono subito sembrati gli occhioni di Charles, di un blu così straordinario ed intenso che né io né suo padre, essendo bruni, avevamo: merito probabilmente dei nostri avi.
In questo stato di grazia passano quasi due anni, durante i quali ho conosciuto veramente il senso della parola “Felicità”. Avevo tutto quello che una donna potesse chiedere: una famiglia, un compagno innamorato e un bambino bellissimo.
Con Nicola ci siamo sposati il 14 luglio 2006, circondati dall’affetto di tutti i nostri cari: lui, è un uomo tranquillo, semplice e razionale, ed è soprattutto un padre meraviglioso.


Fino ai 20-22 mesi, Charles è cresciuto bene e il suo sviluppo è stato normale. Charles ha assolto infatti tutte le tappe evolutive a cui di solito assolvono tutti i bimbi sani. Contemporaneamente alle prime paroline ha anche iniziato a camminare, dimostrando tra l’altro, una padronanza del proprio corpo straordinaria. Ecco perché quando, durante questa fase di sviluppo, Charles ha diminuito i suoi tentativi di comunicazione, non ci siamo preoccupati più di tanto, pensando che ciò fosse dovuto al fatto che Charles si stesse concentrando su un altro tipo di abilità - quella psicomotoria appunto - o, come ci spiegò il nostro pediatra che subito interpellammo, ciò fosse la naturale “reazione” al bilinguismo presente in famiglia. Infatti pur non parlando più molto, Charles riusciva comunque a comunicarci chiaramente tutti i suoi bisogni: mangiare, bere, dormire, giocare, uscire ecc.. come fanno i bambini di 20-24 mesi. Inoltre essendo Charles un bambino molto sereno e sorridente, e non notando in lui alcuna inflessione o turbamento nel suo carattere o nel suo umore, non ci siamo dati troppa pena.


A Natale di quello stesso anno - 2004 - mia madre venne a trovarci dalla Francia: quanto provvidenziale sia stata quella sua visita lo capisco pienamente solo ora. Infatti, con tutta la sensibilità e l’amore che solo le mamme-nonne possiedono, mi fece notare che Charles era troppo “timido” e che trovava strano che non dicesse nemmeno una parola… per cui mi chiese esplicitamente di “farlo controllare” da uno specialista.
Sebbene all’inizio mi sia sentita ferita ed arrabbiata con lei per aver riesumato un dubbio che io stessa poco tempo prima avevo fugato, riconobbi subito la sua buona intenzione e così decisi di non aspettare oltre, e terminate le vacanze di Natale, nel gennaio 2005, con Nicola decidemmo di approfondire subito la questione.
Così, su nostra richiesta, passammo dalla visita pediatrica a quella di una Neuropsichiatria Infantile (NPI) dell’ospedale di Trento, che però ci invitò a rivolgerci al nostro distretto di zona.
Vi assicuro che questo passaggio è stato tutt’altro che facile, soprattutto da un punto di vista emotivo e psicologico. La sola idea che questi “esperti” possano trovare “qualcosa che non va” in tuo figlio è devastante. Solo chi lo ha provato sa a che cosa mi riferisco…Infatti, mentre aspettavamo di incontrare la NPI dell’ospedale di zona, il cui appuntamento ci era stato fissato per marzo, decidemmo di consultare anche altri “esperti” privati, i quali però non hanno fatto altro che aumentare il nostro senso di angoscia, dandomi spesso risposte e diagnosi fuorvianti e terrificanti.

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La Dr. Jaquelyn Mc Candless scrive una lettera di protesta sulla sentenza del GMC inglese

Petizione a sostegno del Dr  Wakefield



Carissimi lettori,

le cose stanno davvero precipitando sia  per il Dr. Wakefield che per la causa della verità nella ricerca per l’autismo: non solo è stato ritirato l’articolo di The Lancet, ma adesso è stato ritrattato anche uno studio sulle scimmie che dimostrava che cosa procura loro il thimerosal (praticamente lo stesso che fa ai nostri bambini). 

Questo è oltraggioso e ingiusto e dimostra quanto potere abbiano le aziende farmaceutiche nel mondo medico. Il loro obiettivo di trarre il massimo dei profitti producendo vaccini tossici, scarsamente testati, e di spingerli per rendere tutti dei malati cronici bisognosi di 7 – 10 farmaci nel corso della vita, sembra essere stato raggiunto.

Ho saputo che la petizione da me promossa  può ancora essere fermata; al momento abbiamo raggiunto 891 firme, ma mi era stato promesso che se avessimo raggiunto il nostro obiettivo di 1000 adesioni si sarebbe trovato un modo in Inghilterra per essere portate al  GMC; speriamo di farlo  insieme ad un giornalista!   

Breve riassunto: le scoperte del Dr. Andrew J. Wakefield di patologie gastrointestinali in un sottogruppo di bambini con autismo sono molto importanti. La persecuzione  messa in atto dal GMC è simile a quella subita da Semmelweis.

Ci vogliono solo 30 secondi : per piacere firmate!

Jaquelyn McCandless MD




Traduzione del testo completo della petizione

L’inquisizione dei Dottori Wakefield, Murch e Walker-Smith


Come Psichiatra e specialista nella cura dei bambini con Disordini dello Spettro Autistico, voglio sollevare una protesta a proposito della sentenza  del General Medical Council (GMC) inglese (28 Gennaio 2010) riguardante il Dr. Andrew J. Wakefiel e due colleghi. 

Come accadde con  Semmelweis e la febbre puerperale, la storia dimostrerà che il Dr. Wakefield avrebbe dovuto essere assolto, gli sarebbero dovute essere fatte le scuse e si sarebbe dovuto ringraziarlo per le sue originarie valutazioni e scoperte nei bambini autistici.

Dalla pubblicazione del suo studio avvenuta nel 1998, le scoperte da lui riportate e discusse sono state replicate e ampliate: un nuovissimo studio, per esempio, pubblicato dal gastroenterologo americano Dr. Arthur Krigsman et al (1) conferma le scoperte di Wakefield della iperplasia linfoide in un sottogruppo di bambini autistici e scoperte simili sono state presentate anche da un altro gruppo come conference abstract (2) e stanno per essere presentate per la pubblicazione.

Insieme a numerosi colleghi medici che stanno provando ad alleviare le sofferenze dei bambini autistici, a vari ricercatori e a molti genitori di questi bambini ritengo che il GMC abbia voluto deviare le giustificate critiche al programma vaccinale e, come diretta conseguenza, distogliere l’attenzione dalla propria responsabilità nell’aver ignorato un sottogruppo di bambini gravemente sofferenti danneggiati dai vaccini  (eg, 3-4).

E’ anche importante sottolineare che nessuno dei genitori dello studio originale di Wakefield et al (5) si è mai lamentato del Dr. Wakefield, anzi in tantissimi supportano lui e la sua ricerca, denunciando il fatto di essere stati ignorati o criticati per aver osato asserire che i vaccini potrebbero essere coinvolti nei gravi disordini intestinali e nell’autismo dei loro figli.

I medici sentono ripetutamente storie di casi di bambini i cui genitori descrivono reazioni avverse al vaccino MMR, tra cui la regressione e la comparsa di significativi e persistenti problemi intestinali, e ascoltando questi genitori e valutando i loro bambini, non hanno dubbi dell’importanza delle scoperte del Dr. Wakefield per questo nutrito sottogruppo. 

Il  GMC invece è fermo in un’irrazionale negazione delle scoperte del Dr. Wakefield, per quanto diverse volte replicate, e quindi rimane fermo anche nel negare le appropriate cure a questi bambini affetti da patologie che gli studi di Wakefield e altri ricercatori hanno spiegato (eg, 5-9). e, continuando ad ignorare il gran numero di relazioni aneddotiche dei genitori di bambini che sono regrediti nell’autismo, dipinge lo studio del  Dr. Wakefield del  1998 come la causa di un allontanamento delle famiglie dall’MMR e riferisce di uno o due bambini morti di morbillo, dimenticando di menzionare le migliaia di bambini che nello stesso periodo sono stati colpiti dall’autismo. Vi sfido a chiedere a qualunque genitore che cosa sceglierebbe, l’autismo regressivo o di contrarre il morbillo: credete che qualcuno possa rispondere mai di scegliere l’autismo?

Nel loro studio del 1998, il Dr. Wakefield e gli altri autori dissero chiaramente che  non avevano provato una associazione tra il vaccino per morbillo, rosolia e l’autismo, mentre invece descrissero una relazione tra enterocolite cronica e funzioni cerebrali di tipo autistico e affermarono come fosse necessaria altra ricerca (5).

Voglio quindi attestare il mio apprezzamento alla ricerca del Dr. Wakefield e dei suoi colleghi ed esprimere il mio convincimento che la persecuzione condotta dal GMC deriva dall’aver richiamato l’attenzione su un sottogruppo di bambini che sono stati danneggiati da vaccini per loro inappropriati , interpretata come una eresia tra una stridente ortodossia dell’attuale politica vaccinale e i relativi profitti per chi li somministra e li produce.

Jaquelyn McCandless, M.D



 
Il fondatore di Generation Rescue su autismo, vaccini e il  "caso Wakefield"


Show me the monkeys
 

 di J.B. Handley

 
Vi ricordate quella scena in cui Indiana Jones lancia in aria un dattero, aspettando che gli cada in bocca e viene salvato all’ultimo secondo da Sallah che gli indica la scimmia morta sul pavimento?

Perchè tutti coloro che hanno visto la scena hanno intuitivamente colto il nesso? Perché quello che fa male a una scimmia probabilmente farà male anche a noi.
 

Show me the monkeys.
 
Se uno scienziato venisse calato nella discussione sull’autismo senza sapere nulla di nulla, ecco cosa gli si presenterebbe:
 
  • Un drammatico  aumento nel numero dei bambini con autismo, che rende necessario individuare una causa ambientale piuttosto che genetico.
  • Un programma vaccinale che è enormemente cresciuto  durante il periodo in cui la diffusione dell’autismo è drammaticamente aumentata, cosa che rappresenta un qualcosa cui praticamente tutti i bambini sono esposti.
  • La conoscenza che i vaccini, con certezza, causano un danno cerebrale in un sottogruppo di bambini. Come ha sottolineato Jim Moody, è certo che alcuni vaccini causino danno cerebrale, quello che non sappiamo è solo quanti bambini sono stati danneggiati.
  • Il fatto che decine di genitori hanno riferito che il loro figlio è regredito nell'autismo dopo il vacino. Non sono state persone come andy Wakefield a creare questo legame: lui, come molti altri onesti medici e ricercatori, ha semplicemente risposto al vertiginoso numero di resoconti dei genitori. Ha solo ascoltato i genitori.

 
Show me the monkeys.

Ritornando a questi scienziati che stanno informandosi  per la prima volta su questa epidemia di autismo e supponendo che non conoscano i rischi politici di fare domande sul Dio  vaccini,  credo potrebbero trovarsi in serie difficoltà per una ragione molto semplice:
 
se di fatto i vaccini sembrano essere la prima cosa a cui pensare come ovvio rischio ambientale, in quanto si sa che possono causare un danno cerebrale e perché molti genitori li indicano come causa della regressione dei loro figli, è davvero molto difficile capire da dove cavolo iniziare perché somministriamo troppi vaccini in età così precoce.

 
Show me the monkeys.


La gente dimentica quanti vaccini facciamo in un periodo davvero molto breve, per cui forse è giusto rielencarli, anche se so di annoiarvi.

Ebbene questi sono i vaccini che somministriamo ai neonati americani nei primi sei mesi di vita:
 
primo giorno di vita: Epatite B
2 mesi: Epatite B, Rotavirus, DTP, Hib, Pneumococco, Polio
4 mesi: Epatite B, Rotavirus, DTP, Hib, Pneumococco, Polio
6 mesi: Epatite B, Rotavirus, DTP, Hib, Pneumococco, Polio, Influenza
 
26 vaccini!

Ritornando di nuovo agli scienziati che stanno affrontando l’argomento autismo per la prima volta, la cosa di cui sono mortalmente sicuro, tanto sicuro che ci scommetterei tutto quello che ho e anche quello che  non ho, è che non troverebbero uno straccio di scienza in tutto il mondo, sotto nessunissima forma, che abbia indagato sulle modalità in cui i vaccini vengono somministrati e provato a verificare se, nella realtà, stia succedendo qualcosa di tanto orribile ai nostri bambini  proprio a causa di così tanti vaccini somministrati così precocemente.

E’ come se cominciassimo con buonissime intenzioni  a salvare le vite dei bambini, ma non capissimo che qualcosa che ha un piccolissimo rischio se somministrato singolarmente, può avere un rischio che cresce esponezialmente se dato in combinazione con altre, rendendo il pericolo di danno cerebrale non più un rischio, ma un prevedibile effetto collaterale. Qualcosa del genere, si.
 

Show me the monkeys.

 
E così questi scienziati, esaminando  questo completo pasticcio per la prima volta e tutti questi vaccine e ascoltando tutti questi genitori e il fatto che è noto che i vaccini sono una possibile causa di danno cerebrale, capirebbero di dover semplicemente isolare un gruppo di popolazione che per qualche ragione non è stata esposta a tutti questi vaccini che invece vengono somministrati alla maggior parte dei bambini nei primi mesi di vita.

Quello che questi scienziati avanzerebbero, ne sono completamente sicuro, è che ci sono tre  vie relativamente facile e scontate che si possono seguire per tentare di  capire se tutte queste decine di migliaia di genitori stiano realmente dicendo qualcosa di verosimile o se tentano solo di ottenere maggiore assistenza:

 
-  Trovare un gruppo di bambini che non siano mai stati vaccinati e paragonare la diffusione tra di loro di tutto ciò si ritiene che il programma vaccinale possa causare ai bambini  che vengono vaccinati. Vedere se ci sono differenze significative, statisticamente parlando. 
 
-  Prendere un gruppo di bambini i cui genitori affermano  che sono regrediti nell’autismo dopo le vaccinazioni e vedere se c’è qualcosa di materialmente differente nei loro corpi rispetto ad un gruppo di bambini che si sia sviluppato normalmente e non è regredito dopo i vaccini.

- Cominciare da un modello animale, bypassando quindi potenziali problemi  etici che comporterebbe il non vaccinare alcuni bambini,  e vedere cosa accade ad un gruppo di animali vaccinati come i nostri bambini paragonato ad un gruppo di animali che non venga vaccinato.
 
Credo che Andy Wakefield sia l’unico medico al mondo che abbia tentato di seguire la seconda e la terza via, nessuno ha mai tentato la prima, anche se  Dan Olmsted ha scritto su questo argomento ben cinque anni fa. 

 
Show me the monkeys.
 

Uno degli aspetti più interessanti  dell’intero dibattito vaccini – autismo è che troppe volte il problema è presentato in modo assolutamente binario: un bambino che viene vaccinato corre il rischio di autismo e basta. Non mi stanco di ripetere che il fatto che  l’autismo è la conseguenza di vaccinazioni così numeros non è altro che la piccola punta di un iceberg molto, molto grande, un iceberg che si chiama ADHD, ritardo del linguaggio, difficoltà nell’apprendimento, asma, allergie alimentari e molto altro ancora.

 
Show me the monkeys.
 
Vorrei dire qualcosa per sentirmi a posto con la mia coscienza: amo gli animali e odio i test sugli animali. Mi sento malissimo scrivendo di queste scimmie perché la verità è vengono tutte sacrificate alla fine di questo studio. Mi spezza il cuore pensare in che modo debbano vivere e credo sia crudele e inumano fare degli esperimenti sugli animali: siamo tutte creature di Dio.

La sola cosa che posso dire in difesa del sacrificio di queste scimmie e che credo fortemente che le loro vite non saranno vane e che queste scimmie salveranno e miglioreranno la vita di molte, molte migliaia, se non milioni,  di bambini. Queste scimmie hanno dato un enorme contributo alla vita del pianeta e sono loro grato di questo.

 
Show me the monkeys.

 
La scorsa settimana  avrete sentito risuonare la campana a morto… din, don… Andy è morto e con lui la sua stupida teoria e il suo movimento, hurrah! Si è sentita ovunque, erano in tanti a gioire, ed erano felici.

Hanno però guidato il traffico web verso il sito di Generation Rescue, che ha ricevuto un numero di visite senza precedenti, il più alto mai registrato.
 
La pagina più scaricata? Il nostro programma alternativo per le vaccinazioni.

 
Show me the monkeys.
 
Venerdì, avrete forse sentito il loro boccheggiare quando è stato diffuso  l’articolo di Jenny & Jim sullo studio sulle scimmie. Avete notato che la loro speranza che tutto fosse finito ha cominciato a traballare?
 
E’ stato sorprendente il numero di giornalisti che mi hanno chiamato Venerdì appunto, giornalisti cui era stato detto dai loro editori  di scrivere qualcosa sull’affare Wakefield. Li ho rimandati tutti a quell’articolo.
 
Non era quello che si aspettavano di sentire;  volevano parlare della morte di una teoria e invece ho parlato con loro delle scimmie. Come potevano immaginare  che non erano mai stati studiati i bambini non vaccinati?

Sapete quanti giornalisti hanno scritto un articolo fino ad oggi?
 
Zero!

 
Show me the monkeys.
 
Adesso giochiamo in difesa di nuovo. Il mio argomento preferito a questo punto?
 
“Non c’è uno studio su modello animale per l’autismo”.
 
O meglio, c’è un modello animale, che esamina sia la funzione  neurologica che immunologica, che sta per essere completato ed è stato boicottato e mandato a monte.

 
Show me the monkeys.
 
Si, il rullio di tamburi comincia a sentirsi:
 
“Non credete a niente di quello che pubblica quel Wakefield, sono tutte bugie!”
 
“Forse ha avvelenato quelle povere scimmie con qualcosa che non sono certo i vaccini!”
 
Aluni “personaggi” devono aver protestato con Neurotoxicology, il giornale che con coraggio ha pubblicato la prima fase dello studio sulle scimmie non vaccinate, criticandoli per aver anche solo pubblicato qualcosa che veniva da  Andy. Uno di loro ha infatti così scritto:

“Mi è stato riferito che il vostro giornale ha pubblicato o pubblicherà uno studio di cui è coautore Andrew Wakefield, contro il quale ci sono ben circostanziate accuse di frode. Se così fosse, avete infranto l’etica professionale e, a meno che non ritrattiate immediatamente, credo sia dovere di tutti i professionisti boicottare la vostra rivista e tutte le pubblicazioni della linea Elsevier.  Gradirei un chiarimento o una spiegazione”.
 
L’editore di  Neurotoxicology ha ovviamente replicato al “personaggio” con la seguente risposta: 
 
“Come Editore di Neurotoxicology le scrivo per informarla che il manoscritto a cui si riferisce è stato oggetto di rigorosa revisione indipendente secondo  gli  standard del nostro giornale. Se ha problemi con la scienza nello studio, la pregherei di sottopormi le sue osservazioni come Lettera all’Editore che sarà recensita e pubblicata, se ritenuta accettabile”.
 

Per coloro che non parlano lo  “Scienziatese”, la risposta dell’Editore di  Neurotoxicology si deve così leggere:
 
“No!”
 
Show me the monkeys… e lasciate che il mondo decida.


J.B. Handley  Cofondatore di  Generation Rescue


 
 

 
 
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