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Approccio biomedico per i Disordini dello Spettro Autistico



Il punto di vista della Dr  Anju Usman



La Dr Anju Usman è il Direttore Medico del True Health Medical Center and Pure Compounding Pharmacy di  Naperville, in Illinois. E' specializzata in trattamento biomedico dei bambini con autismo, ADD e ritardo dello sviluppo. Ha condotto estese ricerche sugli squilibri del rapporto rame – zinco, sulla disfunzione della mettalathioneina, sulla terapia ad ossigeno iperbarico e sulle infezioni croniche nei pazienti con ASD. E' un medico del movimento Defeat Autism Now! cui partecipa come relatrice scientifica e consulente. E' cofondatrice dell' ACE (Autism Center for Enlightenment), una associazione non-profit dedicata all'informazione, alla ricerca e al supporto delle famiglie.


Introduzione

Uno sguardo alle statistiche attuali sull'autismo non lascia alcun dubbio: ci troviamo nel mezzo di un'epidemia terribile che insidiosamente sta rubandosi la salute di migliaia di nostri bambini. Le stime attuali sono che in America 1 bambino ogni 110 abbia la diagnosi di un disturbo dello spettro autistico (Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie, 2010). Questo tasso supera l'incidenza sia del cancro infantile che della sindrome di Down. Ricordando che in medicina è impossibile avere un'epidemia genetica, si può concludere facilmente che l'epidemia di autismo ha inevitabilmente cause ambientali. Potenziali cause ambientali (un riflesso del mondo tossico che oggi abitiamo) possono essere l'abuso di antibiotici e l'esposizione a metalli pesanti, pesticidi, plastificanti e sostanze inquinanti.
L'uso di farmaci per il trattamento di bambini con ASD è molto comune, sebbene gli psicofarmaci risperidone e ora aripripazole, i soli farmaci specificatamente approvati dalla US Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento dell'autismo (per il trattamento sintomatico dell'irritabilità), abbiano effetti indesiderati gravi e pericolosi per la vita. Farmaci psicotropi, utilizzati da oltre il 27% dei bambini con ASD, comportano anche numerosi effetti collaterali le cui conseguenze a lungo termine non sono ancora state stabilite (American Academy of Pediatrics, 2010). Inoltre, gli studi più recenti affermano che gli psicofarmaci (inibitori del riassorbimento della serotonina), che sono comunemente prescritti per i comportamenti ossessivi, hanno poco effetto su pazienti autistici con comportamenti compulsivi o ripetitivi (King et al., 2009).

L'approccio biomedico

Dato il crescente numero di bambini colpiti dall'epidemia di autismo, non c'è da sorprendersi che i genitori di tutto il mondo si siano rivolti ala nuovi trattamenti non convenzionali per aiutare i loro bambini con ASD. In una revisione della letteratura dal 1943 ad oggi, Ratajczak (2011) descrive la che ormoni, metaboliti, aminoacidi e altri marker sono presenti in quantità significativamente differente nei soggetti autistici rispetto a controlli della stessa età e dello stesso sesso. Ratajczak rileva che tali differenze possono essere misurate negli apparati gastrointestinali, neurologici immunologici, tossicologici del corpo, con alcuni marker ampiamente applicabili. In aggiunta, ci sono in letteratura evidenze di una maggiore vulnerabilità allo stress ossidativo, disfunzioni immunitarie e malfunzionamenti della ghiandola pineale. Questi dati, raccolti nel corso degli ultimi 50 anni, possono essere utilizzati in maniera giudiziosa per sviluppare strategie di trattamento sicure e individualizzate per i pazienti che soffrono di autismo.

Questo approccio, spesso definito come approccio biomedico, ha guadagnato grande credibilità negli ultimi dieci anni, offrendo trattamento e cure ai reali problemi medici sofferti da questi bambini. I genitori hanno finalmente così verificato che una diagnosi di autismo non è necessariamente una devastante condanna a vita che deve essere esclusivamente gestita somministrando psicofarmaci. Il cuore dell'approccio biomedico risiede nel principio che l'autismo è un disturbo medico e non una malattia mentale. L'anima dell'approccio biomedico (il logico corollario del precedente principio) è la convinzione che l'autismo sia trattabile.

Breve panoramica sui trattamenti biomedici

L'approccio biomedico per l'autismo cerca di curare i pazienti, analizzando le funzioni basilari del corpo e utilizzando una combinazione di vitamine, minerali, aminoacidi, supplementi nutrizionali, ormoni, enzimi, probiotici e farmaci per curare i problemi individuati (Rossignol, 2009). I medici specializzati in questo tipo di interventi possono prescrivere esami di laboratorio specifici per verificare la situazione metaboliche e individuare eventuali condizioni mediche presenti che sembrano esacerbare i comportamenti di tipo autistico. Molti trattamenti biomedici sembrano funzionare diminuendo stress ossidativo e/o infiammazione. Lo stress ossidativo, che danneggia i tessuti e viene neutralizzato da antiossidanti come le vitamine C, A ed E, è uno dei problemi medici fondamentali che possono essere testato e affrontati con trattamenti biomedici. E' coinvolto
in molti cosiddetti disturbi psichiatrici cosiddetti, tra cui l'ASD (James et al., 2004). Altri studi in soggetti con ASD hanno descritto infiammazione cerebrale (Liet al., 2009) e gastrointestinale (GI) (Torrente et al., 2002). Utilizzando test clinici per identificare una eventuale produzione ridotta del glutatione (il principale antiossidante del corpo con funzione disintossicante), i medici che utilizzano questo approccio possono consigliare un appropriato trattamento. Mangiando una varietà di alimenti ricchi di antiossidanti e assumendo integratori, quali lo stesso glutatione e la metil B12 (che aiuta il corpo a produrre il proprio glutatione), si riesce anche ad alleviare lo stress ossidativo e di conseguenza l'infiammazione (James et al., 2009).
I trattamenti ritenuti più efficaci utilizzati negli ultimi dieci anni (secondo quanto riportato da 27.000 genitori in una ricerca dell'Autism Research Institute [2009] di San Diego) è elencata di seguito. Questi interventi biomedici, insieme a numerosi altri, hanno dimostrato un più alto tasso di miglioramento del paziente e un minor numero di effetti collaterali rispetto agli agenti farmaceutici.
  • Vitamina B6
  • Magnesio
  • Zinco
  • Methyl B12 (iniezioni, o somministrazione orale o nasale)
  • Acidi grassi essenziali (cod liver oil)
  • Enzimi digestivi
  • Melatonina
  • Terapia con ossigeno iperbarico
  • Detossificazione (chelazione)
  • Diete speciali (senza glutine e caseina, Specific Carbohydrate Diet, ecc.)

Due ulteriori esempi possono essere utili per illustrare l'approccio biomedico rispetto all'epilessia collegata all'autismo e ai disordini gastrointestinali.

Epilessia

Dopo aver ricevuto una diagnosi di autismo, disturbo pervasivo dello sviluppo (PDD) o sindrome di Asperger (presumendo che la causalità genetica sia stata esclusa), è importante per i pazienti sottoporsi ad un elettroencefalogramma (EEG) per identificare o escludere possibili crisi epilettiche. Circa il 60% o più dei bambini con autismo hanno attività convulsiva subclinica (Chez, 2006; Lewine, 1999), quando per "subclinica" si definisce una anomala attività elettrica del cervello in assenza di una vera e propria crisi. Convulsioni subcliniche possono spesso essere aiutate con l'assunzione di integratori come vitamina B6, taurina, magnesio e acido folinico o con farmaci appropriati. Alcuni pazienti possono ottenere miglioramenti nel comportamento, nel linguaggio, e nella parola quando viene affrontata e curata la loro attività convulsiva subclinica.

Sintomi gastrointestinali

Nel 2010, la rivista Pediatrics ha pubblicato un rapporto consensuale intitolato "Valutazione, diagnosi, e trattamento dei disturbi gastrointestinali nei soggetti con ASD "(Buie et al., 2010). Questa pubblicazione su una rivista medica ufficiale riconosce finalmente quello che i genitori di bambini ASD e i medici che utilizzano l'approccio biomedico sanno da tempo, e cioè che i pazienti affetti da autismo hanno spesso patologie intestinali che possono manifestarsi con problemi comportamentali e aggressività. Gli specialisti autori del rapporto su Pediatrics mettono in chiaro che i pazienti con autismo che presentano sintomi gastrointestinali meritano assistenza e cure mediche per i loro dolori addominali, reflusso gastroesofageo, diarrea, costipazione, e anche malattia mitocondriale. L'approccio biomedico, che utilizza interventi dietetici, probiotici (batteri buoni), prebiotici (fibre che nutrono i batteri buoni), enzimi digestivi, antimicrobici naturali, antibiotici e antifungali, è spesso utile nel trattamento di queste condizioni gastrointestinali. Possono però essere necessari anche farmaci per trattare i casi più difficili.

Conclusioni

L'approccio biomedico per trattare l'autismo è qualcosa di relativamente nuovo, ma costituisce già una grande promessa per proporre finalmente delle possibili cure ai pazienti ASD. Come documentato dall'Autism Research Institute (ARI), grazie a questi trattamenti un numero sempre più grande di bambini sta perdendo completamente la diagnosi di autismo, con la possibilità di condurre una vita piena e produttiva. Dobbiamo continuare ad andare avanti con la ricerca di nuovi trattamenti che affrontino questa malattia che chiamiamo autismo, seguendo con speranza questo nuovo e promettente modello. La vita di una generazione di bambini dipende da questo.


Fonte: AUTISM SCIENCE DIGEST: THE JOURNAL OF AUTISMONE  ISSUE 01 APRIL 2011

 
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