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Alto rischio di autismo nei fratelli





Necessari screening e interventi precoci, ma anche prevenzione!



Uno studio pubblicato Lunedì sullla rivista scientifica Pediatrics ha stabilito che i bambini con un fratello più grande con autismo hanno circa 19 volte più probabilità di sviluppare loro stessi il disordine, una percentuale molto più alta di quanto si ritenesse on precedenza. La ricerca ha studiato il campione più grande di fratelli che sia mai stato considerato.

Come ogni studio che indica la genetica come causa dell'autismo, anche questo ha ottenuto molta risonanza nei media a livello internazionale. ABC News, per esempio, gli ha dedicato  questo lunghissimo servizio in cui Hawn e sua moglie raccontano la loro storia e le loro scelte per i due figli, Logan e Aaron, entrambi con autismo. 

In nessun articolo, in nessun servizio giornalistico o televisivo, che parla di questo nuovo studio si fa menzione dell'aumento esponenziale dell'autismo in questi ultimi anni, in nessuno vengono menzionate, se non marginalmente, le cause ambientali, eppure è ormai da tempo che la comunità dell'autismo denuncia una diffusione ormai epidemica dei disordini dello sviluppo nei bambini che sicuramente non può essere spiegata dalla genetica soltanto senza ricevere la benchè minima risposta sulle cause. Tra le nostre famiglie molti hanno due o tre figli con autismo e non sanno ancora perchè!
E' difficile interpretare il vero significato di questa ricerca e il suo indicare esclusivamente fattori genetici predisponenti, mentre si dovrebbe riconoscere che i fratelli condividono non solo lo stesso DNA , ma anche le stesse condizioni ambientali: la questione che nessuno vuole vedere è l'impatto della continua espansione del programma vaccinale, giunto oggi a 36 vaccini nei primi 5 anni di vita, e la terribile influenza che sta avendo sui nostri figli. Decine di migliaia di genitori riferiscono che i loro bambini sono nati sani e hanno avuto uno sviluppo normale fino a quando non hanno ricevuto le vaccinazioni di routine e, improvvisamente, si sono ammalati, con febbre, convulsioni e diarrea.

Molti hanno smesso di parlare, perso le competenze acquisite, per poi finire con una diagnosi di autismo. I medici non sanno spiegarlo, dicono si tratti di una coincidenza e continuano a sostenere che l'autismo è un “mistero”, non si conoscono le cause e non c'è alcun relazione tra autismo e vaccini e, a dimostrazione di questo, citano poco più di una dozzina di studi (ndr: l'unico studio su animali svolto nella storia della medicina per verificare l'effetto vaccinale ha dimostrato la correlazione vaccini-autismo), non importa se finanziati da aziende farmaceutiche, che smentiscono qualsiasi collegamento (ndr: smentita poi dalla stessa CDC). I ricercatori da parte loro, inspiegabilmente, non chiedono un confronto tra bambini vaccinati e quelli completamente non vaccinati (ndr: Dan Olmsted e il caso degli Amish) per vedere quale differenza ci sia nel tasso di autismo fra i due gruppi e il tempo, inesorabile, continua a passare mentre i bambini colpiti aumentano vertiginosamente, ogni giorno, nell'indifferenza di scienza, ricerca, nell'indifferenza dei medici, dei politici, dei media, di tutti.

Siamo ora alla seconda generazione dell'epidemia di autismo e oggi circa l'un percento dei bambini ha una diagnosi di autismo, il due per cento dei ragazzi sotto i 18 anni, un tasso mai evidenziato tra gli adulti, soprattutto gli adulti con autismo classico, i cui segni sono innegabili. Quello che richiediamo, anche alla luce di questo studio, è ovviamente una attenzione particolare (screening, diagnosi e interventi il più precoci possibile) per i fratelli di bambini autistici, ma soprattutto che sia avviata una politica di prevenzione, informando dei rischi e delle possibilità le famiglie. Questa resta infatti la migliore stategia: prevenire è meglio che curare, per cui è nostro compito diffondere queste informazioni, consigliando alle donne che decidono di avere un figlio di fare molta attenzione allo stato di salute del loro intestino prima di rimanere incinta e di prendere in considerazione le possibili precauzioni che possono ridurre il rischio che il loro bambino regredisca nell’autismo.

Proponiamo quindi questi documenti, di cui abbiamo curato la traduzione, con lo scopo di fornire un costrutto che possa guidare le famiglie più a rischio nel fare delle scelte oculate sia per la loro salute che per quella del loro bambino prima, durante e dopo la gravidanza:

Evitare l'Autismo, della Dr A. Usman

Guida per avere un altro bambino sano


Preparazione per una sana e felice gravidanza, di Willis Langford
 
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