Biomedico
Nell’intervento biomedico per i DGS e disturbi correlati si ritiene che i sintomi comportamentali caratteristici di questi disordini siano il risultato dei problemi fisici di cui il paziente soffre e che correggere questi problemi fisici porterà ad un miglioramento anche in questi sintomi.
In realtà, ogni bambino o adulto che presenti delle malattie biologiche riscontrabili da analisi adeguate, dovrebbe essere curato per quelle malattie senza far caso a un qualsivoglia problema comportamentale.
I problemi fisici delle persone con autismo invece spesso non vengono nemmeno considerati e, inopportunamente, affrontare attraverso percorsi medici classici le patologie fisiche tipiche dei soggetti autistici, viene considerata una metodologia "alternativa": la biomedicina è l'applicazione della biologia e della fisiologia alla medicina clinica; cosa c'è di "alternativo” in questo?
E' perciò importante per qualsiasi pediatra o professionista che affronti da medico il danno-autismo, conoscere le problematiche che possono colpire i nostri figli e che le terapie biologiche non sono null'altro che i principi della medicina applicati ad una persona malata, con l’unica differenza che un autistico non ha spesso la possibilità di spiegare i propri sintomi fisici, eventuali dolori o il disagio costante in cui vive.
Finchè la medicina tradizionale ostacolerà le famiglie e rifiuterà di curare i bambini per i gravi sintomi che presentano e per le evidenti sofferenze, i genitori dei bambini con autismo continueranno a cercare medici che li aiutino e non congedino questi bambini ignorando le manifestazioni fisiche della malattia in quanto si tratta "semplicemente di autismo", lasciando tragicamente soffrire questi bambini che hanno poca o addirittura nessuna capacità di esprimersi.
E’ a questi medici e a questi professionisti che ci rivolgiamo con questa nostra raccolta di studi che supportano l’uso degli interventi biomedici per l’autismo.