Intestino
I bambini con disordini dello spettro autistico hanno frequentemente disturbi gastrointestinali cronici come diarrea, stitichezza, dolori addominali, gonfiore addominale e flatulenza. Nella maggioranza di questi bambini vengono trovate lesioni nell'intestino tenue, nel crasso o in entrambi. Queste lesioni prendono la forma di ulcere, erosioni, iperplasie nodulari linfoidi (LNH) ed enterocoliti.
Sebbene la causa di queste lesioni sia ancora sconosciuta, esse sembrano rappresentare una risposta autoimmunitaria diretta inappropriatamente contro la mucosa gastrointestinale. Un emergente modello concettuale che collega la patologia gastrointestinale ai deficit cognitivi riguarda una serie biochimica di eventi durante i quali il contenuto del lumen (costituito principalmente da cibo indigerito) viene assorbito patologicamente attraverso la mucosa intestinale fortemente infiammata e quindi altamente permeabile prima di avere la possibilità di essere scomposto in micromolecole più piccole.
Le macromolecole assorbite vengono poi degradate e processate secondo percorsi non impiegati normalmente portando così alla produzione di sottoprodotti che possono essere tossici per lo sviluppo del cervello. Questi sottoprodotti possono essere identificati e quantificati nelle urine. Benchè teorico, questo meccanismo proposto è supportato nel suo susseguirsi sia da dati scientifici pubblicati che dalle osservazioni dei medici che si prendono cura di questi bambini.
I trattamenti dovrebbero quindi essere diretti a minimizzare il grado dell'infiammazione della mucosa. Facendo questo si otterrà naturalmente una intensità ridotta dei sintomi sopra menzionati. Inoltre, ciò sarà anche utile alla funzione di diminuire l'assorbimento patologico del contenuto intestinale non ancora correttamente digerito conducendo ad un abbassamento del conseguente danno allo sviluppo del sistema nervoso centrale.
Di particolare interesse per i medici che curano questi bambini, questo meccanismo proposto potrebbe spiegare le loro osservazioni secondo le quali vengono ottenuti benefici (sia gastrointestinali che cognitivi) con trattamenti come diete restrittive, enzimi digestivi, secretina, antibiotici, probiotici e antifungali. Chiaramente molto lavoro deve essere ancora fatto per conoscere dettagliatamente il ruolo del tratto gastrointestinale nei deficit cognitivi riscontrati nei disordini dello spettro autistico.